L’unica soluzione a questa crisi? Stampare moneta! https://www.money.it/soluzione-crisi-stampare-moneta-marco-mori
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L'unica soluzione alla crisi è stampare moneta. Parola di Marco Mori
Le soluzioni offerte dall'Europa per gestire la crisi economica non convincono Marco Mori, il quale sostiene che l'Italia dovrebbe riacquisire la propria sovranità monetaria iniziando a stampare moneta.
Coronavirus, l’emergenza che non c’è... https://youtu.be/3U03Np5_9HI
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La mia intervista di ieri sull’importanza della sovranità monetaria... https://www.spreaker.com/user/artinmovimento/diretta-attualita-con-avv-marco-mori-par
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Diretta attualità del 19-05-2020 con Avv. Marco Mori. Parleremo di Sovranità Monetaria.
ArtInMovimento Attualità - Il canale artinmovimento attualità si occupa di raccontare quello che accade in Italia e nel mondo dal punto di vista politico, sociale ed economico. Inoltre, grazie...
Creare moneta per salvare l’Italia. La mia intervista su Radio Linea n. 1 https://youtu.be/MAau3IIJ9HY
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Creare moneta per salvare l'Italia! Decreto Rilancio flop! Avv. MARCO MORI - Vox Italia
Il Decreto Rilancio non accontenta gli Italiani! Le Soluzioni?
Le abbiamo chieste all'Avv. Marco Mori di Vox Italia che ne parla con Beatrice Silenzi - Giornalista
(Maggio 2020)
https://www.beatricesilenzi.it
https://www.facebook.com/beatrice.silenzi…
Le abbiamo chieste all'Avv. Marco Mori di Vox Italia che ne parla con Beatrice Silenzi - Giornalista
(Maggio 2020)
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https://www.facebook.com/beatrice.silenzi…
Tanti temi di stretta oggi in diretta... https://www.spreaker.com/user/artinmovimento/diretta-attualita-con-avv-marco-mori-par_1
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Diretta attualità del 26-05-2020 con Avv. Marco Mori. Parleremo di sovranità monetaria.
ArtInMovimento Attualità - Il canale artinmovimento attualità si occupa di raccontare quello che accade in Italia e nel mondo dal punto di vista politico, sociale ed economico. Inoltre, grazie...
Covid, un gruppo di medici al governo: "Revocare i provvedimenti prudenziali, mancano i presupposti di fatto"
Gli esperti hanno inviato un'istanza in autotutela in cui chiedono contezza delle delibere alla luce delle evidenze sull'epidemia che si è rivelata "una forma influenzale non più grave di altri coronavirus"
"Il governo revochi i provvedimenti di contenimento emessi sulla base di uno stato di emergenza di cui oggi non sussistano dei presupposti di fatto che ne giustifichino l'applicazione". E' la richiesta posta da un gruppo di medici che ha inviato un'istanza in autotutela al governo. Nel documento vengono smontati i punti della narrativa allarmistica sul coronavirus attraverso prove documentali e l'esperienza sul campo, e viene chiesto al governo di giustificare le scelte fatte sulla base delle osservazioni di "esperti" di cui non si conoscono né l'autorevolezza e né l'esperienza (ci potrebbero essere conflitti d'interesse). I medici inoltre criticano la misura che obbliga a usare le mascherine: indossarle per ore fa male, tra i rischi l'ipercapnia e sovrainfezioni da microorganismi.
Persiste un numero di divieti che non trova legittimazione scientifica L'istanza è stata firmata da Pasquale Mario Bacco, Antonietta Gatti, Mariano Amici, Carmela Rescigno, Fabio Milani, Maria Grazia Dondini. Nell'atto i camici bianchi evidenziano come sia paradossale che "tutt’oggi, nonostante un quadro sanitario nettamente positivo, persista un numero impressionante di obblighi e divieti che non trova alcuna legittimazione scientifica e tantomeno giuridica". Dall'altra parte, spiegano, permane "una regolamentazione confusa, contraddittoria e priva di giustificazione per chi ha un quotidiano e diretto riscontro con la situazione dei pazienti".
Basta diramare notizie allarmanti I medici sono convinti che "in primo luogo sia necessario chiarire in modo univoco, chiaro e scientificamente credibile che il Covid-19 ha dimostrato di essere una forma influenzale non più grave degli altri coronavirus stagionali: nonostante l’Oms abbia dichiarato l’emergenza pandemica l’11 marzo, le cifre ufficiali dei deceduti, dei contagiati e dei guariti contraddicono la definizione stessa di 'pandemia' - scrivono -. Occorre dare informazioni corrette e fornire criteri di comprensione dei dati reali, evitando che i media diffondano notizie allarmanti, a nostro parere assolutamente ingiustificate. La banalizzazione statistica dei decessi è la sintesi di una comunicazione istituzionale che ha impedito, per tutta l’emergenza e ancora oggi, di avere una chiara sintesi della situazione, portando a un circolo vizioso in termini di provvedimenti sanitari e di impatto sociale".
La verità sulle vittime Gli esperti si chiedono perché continuare con i "bollettini di guerra" giornalieri senza analizzare affondo i dati, che in questo modo creano solo un allarmismo "infondato sotto il profilo clinico ed epidemiologico". Come dichiara l'Istituto Superiore di Sanità, l'identikit delle vittime continua a essere quello dell'inizio dell'epidemia: l'età media è di 80 anni, in prevalenza sono uomini e con gravi patologie pregresse. Se nei comunicati quotidiani si dessero solamente "i deceduti per Covid, e solo Covid, quale sarebbe lo scostamento dalla medie ufficiali negli anni precedenti per patologie analoghe?", osservano.
I tamponi non sono strumenti affidabili I medici, inoltre si chiedono, "quali siano i reali motivi per cui in alcune zone del Nord Italia si è registrata una diffusione tanto abnorme e una letalità tanto più alta rispetto ad altre zone del Paese, persino limitrofe". Nell'istanza si parla anche di tamponi, che non sono uno strumento affidabile poiché ci sono stati "falsi positivi" e "falsi negativi" e "di conseguenza, le percentuali ricavate dal numero dei tamponi vanno interpretate e spiegate tanto agli operatori sanitari quanto ai media e alla popolazione, evitando inutili allarmismi".
Gli esperti hanno inviato un'istanza in autotutela in cui chiedono contezza delle delibere alla luce delle evidenze sull'epidemia che si è rivelata "una forma influenzale non più grave di altri coronavirus"
"Il governo revochi i provvedimenti di contenimento emessi sulla base di uno stato di emergenza di cui oggi non sussistano dei presupposti di fatto che ne giustifichino l'applicazione". E' la richiesta posta da un gruppo di medici che ha inviato un'istanza in autotutela al governo. Nel documento vengono smontati i punti della narrativa allarmistica sul coronavirus attraverso prove documentali e l'esperienza sul campo, e viene chiesto al governo di giustificare le scelte fatte sulla base delle osservazioni di "esperti" di cui non si conoscono né l'autorevolezza e né l'esperienza (ci potrebbero essere conflitti d'interesse). I medici inoltre criticano la misura che obbliga a usare le mascherine: indossarle per ore fa male, tra i rischi l'ipercapnia e sovrainfezioni da microorganismi.
Persiste un numero di divieti che non trova legittimazione scientifica L'istanza è stata firmata da Pasquale Mario Bacco, Antonietta Gatti, Mariano Amici, Carmela Rescigno, Fabio Milani, Maria Grazia Dondini. Nell'atto i camici bianchi evidenziano come sia paradossale che "tutt’oggi, nonostante un quadro sanitario nettamente positivo, persista un numero impressionante di obblighi e divieti che non trova alcuna legittimazione scientifica e tantomeno giuridica". Dall'altra parte, spiegano, permane "una regolamentazione confusa, contraddittoria e priva di giustificazione per chi ha un quotidiano e diretto riscontro con la situazione dei pazienti".
Basta diramare notizie allarmanti I medici sono convinti che "in primo luogo sia necessario chiarire in modo univoco, chiaro e scientificamente credibile che il Covid-19 ha dimostrato di essere una forma influenzale non più grave degli altri coronavirus stagionali: nonostante l’Oms abbia dichiarato l’emergenza pandemica l’11 marzo, le cifre ufficiali dei deceduti, dei contagiati e dei guariti contraddicono la definizione stessa di 'pandemia' - scrivono -. Occorre dare informazioni corrette e fornire criteri di comprensione dei dati reali, evitando che i media diffondano notizie allarmanti, a nostro parere assolutamente ingiustificate. La banalizzazione statistica dei decessi è la sintesi di una comunicazione istituzionale che ha impedito, per tutta l’emergenza e ancora oggi, di avere una chiara sintesi della situazione, portando a un circolo vizioso in termini di provvedimenti sanitari e di impatto sociale".
La verità sulle vittime Gli esperti si chiedono perché continuare con i "bollettini di guerra" giornalieri senza analizzare affondo i dati, che in questo modo creano solo un allarmismo "infondato sotto il profilo clinico ed epidemiologico". Come dichiara l'Istituto Superiore di Sanità, l'identikit delle vittime continua a essere quello dell'inizio dell'epidemia: l'età media è di 80 anni, in prevalenza sono uomini e con gravi patologie pregresse. Se nei comunicati quotidiani si dessero solamente "i deceduti per Covid, e solo Covid, quale sarebbe lo scostamento dalla medie ufficiali negli anni precedenti per patologie analoghe?", osservano.
I tamponi non sono strumenti affidabili I medici, inoltre si chiedono, "quali siano i reali motivi per cui in alcune zone del Nord Italia si è registrata una diffusione tanto abnorme e una letalità tanto più alta rispetto ad altre zone del Paese, persino limitrofe". Nell'istanza si parla anche di tamponi, che non sono uno strumento affidabile poiché ci sono stati "falsi positivi" e "falsi negativi" e "di conseguenza, le percentuali ricavate dal numero dei tamponi vanno interpretate e spiegate tanto agli operatori sanitari quanto ai media e alla popolazione, evitando inutili allarmismi".
E' stato il professore Ricciardi, consigliere del ministero della Salute, a dire che "oggi in tutto il mondo abbiamo test non perfetti dal punto di vista della sensibilità perché messi a punto in poco tempo e devono essere perfezionati. Quindi c’è un’ampia possibilità di sovrastimare le positività".
Perché non sono stati presi in considerazione i rilievi di medici sul campo E dunque necessario chiarire, sottolineano, "quali sia il motivo per cui si è deciso di non tenere in considerazione gli studi e i rilievi di medici e specialisti impegnati sul campo, privilegiando l’impostazione opinabile degli 'esperti' anche laddove contraddetta da casi documentati; anche il ricorso all’uso dei ventilatori polmonari pare quantomeno controverso", dato che si è trattato nella maggior parte dei casi di tromboembolie polmonari e non di polmoniti.
Perché impedire le autopsie? Un'altra domanda che non trova risposte, argomentano, è "per quale motivo si siano impediti gli esami autoptici, che si sono invece rivelati, quando effettuati, una fonte insostituibile di preziosissime informazioni e che hanno consentito di scoprire che la causa principale dei decessi non era la virulenza della patologia, ma una sua errata cura".
Perché i malati nelle Rsa e perché mantenere ancora le distanze ove non necessario E poi "per quale motivo si siano date disposizioni, su indicazione dell’Oms, di trasferire i pazienti anziani nelle Rsa, con le conseguenze ben note" e "per quale motivo si continui ostinatamente a 'minacciare' futuri, possibili scenari di inasprimento delle misure di contenimento, come se l’epidemiologia dipendesse solo dalla mancata ottemperanza di disposizioni sanitarie la cui efficacia è quantomeno dubbia: nessuna evidenza scientifica permette di affermare che in questo stadio dell’epidemia sia ancora necessario mantenere le distanze di sicurezza, usare mascherine, indossare guanti oltre a curare l’igiene delle mani". Uso della mascherina che viene fortemente criticato per i danni collaterali che ne comporta.
In caso di una mancata risposta pronto l'esposto Infine, concludono gli esperti, "confidiamo, in spirito di sincera collaborazione, di ricevere una risposta a queste nostre osservazioni, la qual cosa consentirà di porre fine alle pericolose speculazioni di chi, dinanzi a tanto dilettantismo, solleva il dubbio che il Covid-19 venga utilizzato per secondi fini". Nel caso in cui il governo e le altre autorità interpellate non dovessero dare risposta entro i termini prestabiliti dalla legge i medici procederanno con un esposto.
Tratto da TGCom24....
Fortunatamente c’è un risveglio.
Perché non sono stati presi in considerazione i rilievi di medici sul campo E dunque necessario chiarire, sottolineano, "quali sia il motivo per cui si è deciso di non tenere in considerazione gli studi e i rilievi di medici e specialisti impegnati sul campo, privilegiando l’impostazione opinabile degli 'esperti' anche laddove contraddetta da casi documentati; anche il ricorso all’uso dei ventilatori polmonari pare quantomeno controverso", dato che si è trattato nella maggior parte dei casi di tromboembolie polmonari e non di polmoniti.
Perché impedire le autopsie? Un'altra domanda che non trova risposte, argomentano, è "per quale motivo si siano impediti gli esami autoptici, che si sono invece rivelati, quando effettuati, una fonte insostituibile di preziosissime informazioni e che hanno consentito di scoprire che la causa principale dei decessi non era la virulenza della patologia, ma una sua errata cura".
Perché i malati nelle Rsa e perché mantenere ancora le distanze ove non necessario E poi "per quale motivo si siano date disposizioni, su indicazione dell’Oms, di trasferire i pazienti anziani nelle Rsa, con le conseguenze ben note" e "per quale motivo si continui ostinatamente a 'minacciare' futuri, possibili scenari di inasprimento delle misure di contenimento, come se l’epidemiologia dipendesse solo dalla mancata ottemperanza di disposizioni sanitarie la cui efficacia è quantomeno dubbia: nessuna evidenza scientifica permette di affermare che in questo stadio dell’epidemia sia ancora necessario mantenere le distanze di sicurezza, usare mascherine, indossare guanti oltre a curare l’igiene delle mani". Uso della mascherina che viene fortemente criticato per i danni collaterali che ne comporta.
In caso di una mancata risposta pronto l'esposto Infine, concludono gli esperti, "confidiamo, in spirito di sincera collaborazione, di ricevere una risposta a queste nostre osservazioni, la qual cosa consentirà di porre fine alle pericolose speculazioni di chi, dinanzi a tanto dilettantismo, solleva il dubbio che il Covid-19 venga utilizzato per secondi fini". Nel caso in cui il governo e le altre autorità interpellate non dovessero dare risposta entro i termini prestabiliti dalla legge i medici procederanno con un esposto.
Tratto da TGCom24....
Fortunatamente c’è un risveglio.
Alle 17 vi aspetto su Money. Non mancate. https://youtu.be/sVFHtgaYjC4
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MARCO MORI live - Memento Mori #17 (29-05-2020)
MARCO MORI live - Memento Mori #17 (29-05-2020) In compagnia di Marco Mori (Vox Italia)
Un atto sedizioso. Questo sono gli “stati generali” voluti dal governo. https://youtu.be/UGX2I55-I9I
Art. 47 Cost., una delle norme fondamentali della parte economica della nostra Carta Costituzionale. Norma disapplicata in forza dell’illecita adesione dell’Italia all’UE https://youtu.be/saTxdr5ulYo
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MARCO MORI: Articolo 47 della Costituzione. La tutela del risparmio: il governo ci sta tradendo
Liberi di sapere e di far sapere. Sosteneteci qui: http://www.filosofico.net/sosteneteci
Mio video sulla necessità di rispondere alla crisi creando moneta: youtu.be/wpehRcE3rCM e risposta della questura che pensa che dovrei andare in galera come sovversivo. Mi auguro una rapida archiviazione da parte della Procura di Genova, altrimenti siamo in dittatura.
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Helicopter Money o sarà il disastro. Ecco cosa dobbiamo PRETENDERE dal Governo!
Marco Mori, Vox Italia, spiega le misure economiche emegenziali che dobbiamo pretendere dal Governo! #coronavirus #voxitalia #marcomori #helicoptermoney
È eversivo chi afferma la necessità di mettere soldi in tasca ai cittadini? Grazie a Diego Fusaro per lo spazio che mi ha concesso per replicare alle assurde, infamanti e calunniose accuse di un dirigente della Questura di Genova...
https://youtu.be/xkuPLVamDvU
Seguirà anche la mia denuncia penale all’autore dell’informativa.
https://youtu.be/xkuPLVamDvU
Seguirà anche la mia denuncia penale all’autore dell’informativa.
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Contesta il regime terapeutico e ora rischia la galera. MARCO MORI racconta che gli è successo
Liberi di sapere e di far sapere. Sosteneteci qui: http://www.filosofico.net/sosteneteci