Marco Mori
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Alla luce della sempre più evidente censura sui social principali seguitemi e rimanete aggiornati sulla battaglia contro questa oscena dittatura finanziaria su questo canale. #Italexit #libertà #sovranità
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La denuncia a Pfizer di Italexit.

https://fb.watch/eeKk2sMtEE/
Agli eversori al timone del Paese converrebbe il voto anticipato. Votare prima di imporre nuove misure, sia in merito alla psicopandemia, che alla guerra, gli consentirebbe di contenere le perdite in termini di voti.

In ogni caso noi saremo pronti anche ad ottobre. Entreremo in Parlamento e toglieremo loro il confort di non avere nessuna vera opposizione. #Italexit
Draghi si dimette? Draghi deve andare in carcere, non dimettersi. Anzi dovrebbe essere già lì da qualche decennio…
Inflazione all’8% senza neppure aver fatto politiche monetarie espansive. Un vero disastro… e non è incapacità. Ma dolo di esecutivi eversivi. Vanno fermati. Le prossime elezioni saranno l’ultima possibilità di bloccare questo processo…
Diffondete voi per me. Sono nuovamente bloccato sui vari social. Attenzionato su you tube e bloccato da FB. Su Twitter come sapete il mio blocco è permanente.
Di Maio: “se salta Draghi salta tetto massimo a prezzo gas”.

Il solo commento possibile? Un imbecille completo come Di Maio non si era mai visto a memoria d’uomo.
Al solito diffondete voi per me… grazie!
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18/07/2022 💎 #Perla 5)
MARIO DRAGHI, L'OSCURO CAPITOLO DELLA SVENDITA DEL PATRIMONIO PUBBLICO - BENITO LI VIGNI: "PRIVATIZZAZIONI SONO UN CRIMINE, ITALIA IN MANO ALLA FINANZA
"
2012, Benito Li Vigni, ex Dirigente ENI, parla dell'oscuro capitolo della svendita del patrimonio pubblico negli anni ’90 ad opera di Mario Draghi:
“Vi fu un attacco allo Stato imprenditore organizzato dalle grandi banche d’affari, che convinsero Ciampi e Amato a liberalizzare il settore pubblico. Mario Draghi, allora direttore generale del Ministero del Tesoro, spinse verso la privatizzazione. Venne distrutto lo Stato imprenditore, l’Eni da 130 mila dipendenti si ridusse a 30 mila, scaricando sui cittadini il costo di questa operazione”.
Li Vigni sembra soffrire come se la vicenda fosse ancora attuale, e usa pari pari le parole di #PaoloBarnard: “Operazione veramente indegna, perché si sono chiuse attività che portavano profitti allo Stato. Il patrimonio immobiliare dell’Eni, che valeva mille miliardi di lire, è stato venduto a Goldman Sach’s per una lira. Si è commesso un crimine che secondo me doveva essere perseguito per legge".
L’amarezza diventa sorriso ironico: “Naturalmente Draghi fu premiato e divenne presidente della Goldman Sach’s Europa, io non so se in un Paese sia possibile un conflitto di interesse di questo genere. È rimasto a Goldman Sach’s Europa per due anni, poi è passato alla Banca d’Italia, e quindi alla BCE, creando la situazione che stiamo vivendo”.
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20/07/2022 🟩 Notizia 7)
BENITO LI VIGNI DENUNCIA CHE DAL 2005 IN ITALIA C'È UN'OLIGARCHIA, CHE HA ESAUTORATO LA POLITICA E LA DEMOCRAZIA
#BenitoLiVigni: Non abbiamo più la Politica, abbiamo l'Oligarchia! Attenzione: da quando nel 2005 si fece una legge che ha tolto ai cittadini italiani il diritto di nominare i propri rappresentanti al Parlamento, non c'è più la Democrazia, c’è un’Oligarchia!
La “politica” non fa il bene comune. Io penso che il Politico debba fare l'interesse del Paese. Il “politico”, il politicante, fanno il bene proprio. Hanno fatto dei crimini, cioè l’Italia ormai ha avviato una strada criminale! Questo significa che c'è una guerra tra le Istituzioni, gestite per un certo motivo, e il Paese.
Commento di Marco Mori:
Se il Parlamento è composto in grave ed oggettiva violazione dei principi di rappresentatività democratica, come ribadito dalla stessa Corte di Cassazione con la sentenza 8878/14, la prosecuzione della sua attività non solo ha effetti, ma finisce per definizione con il travolgere l’intero ordinamento Costituzionale.
10 su 15 Giudici della Consulta sono di norma politica: 5 eletti dal Presidente della Repubblica e 5 dal Parlamento. La distorsione della rappresentatività democratica ha ovviamente effetti diretti sulla scelta degli eletti. Solo se il Parlamento rappresenta PROPORZIONALMENTE il Paese, può essere garantito una equilibrata elezione del PDR e i Giudici della Consulta. Ma se si alterano i meccanismi di rappresentatività democratica, tutto questo sistema va a rotoli e la Corte perde il suo ruolo di garanzia.
#MarcoMori
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