Forwarded from Pino Cabras
Media is too big
VIEW IN TELEGRAM
Su Visione TV Marco d'Agostino mi ha intervistato sul mio articolo "Ucraina e le conseguenze della guerra" contenuto nel terzo numero del mensile "Visione". Una conversazione a tutto campo molto diversa da quel che passano i grandi media.
Link per l'acquisto del volume:
https://visionetv.it/prodotto/guerra-scacchiera-mortale-visione-03-2023
Link per l'acquisto del volume:
https://visionetv.it/prodotto/guerra-scacchiera-mortale-visione-03-2023
👍8
Il BRICS si avvia a diventare qualcosa che ha la forza ed in parte la debolezza dell’Unione europea, forza economica ed in parte finanziaria, geopolitica un po’ maggiore, ma da verificare caso per caso e tavolo per tavolo [Pierluigi Fagan] https://megachip.globalist.it/cronache-internazionali/2023/08/24/brics-complessi-parti-multipolari/
Megachip
BRICS: Complessi parti multipolari | Megachip
Il BRICS si avvia a diventare qualcosa che ha la forza ed in parte la debolezza dell’Unione europea, forza economica ed in parte finanziaria, geopolitica un po’ maggiore, ma da verificare caso per caso e tavolo per tavolo
❤4👍2
Credo che la data di oggi con l'annunzio dell'entrata dell'Arabia Saudita nei BRICS (peraltro in compagnia dell'Iran altro grandissimo produttore di energia) i giochi siano chiusi. [Giuseppe Masala] https://megachip.globalist.it/cronache-internazionali/2023/08/24/la-svolta-brics/
Globalist.it
La svolta Brics
Credo che la data di oggi con l'annunzio dell'entrata dell'Arabia Saudita nei BRICS (peraltro in compagnia dell'Iran altro grandissimo produttore di energia) i giochi siano chiusi.
👍5
L'operazione Repubblica-Amato: - strage di Ustica, 'trappola NATO' con missile francese destinato a Gheddafi. E se fosse un 'Limited hangout' per colpire la Francia, indebolire l'Europa e favorire gli Usa? [Pino Cabras] https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2023/09/02/giuliano-amato-e-ustica-perche-proprio-ora/
Globalist.it
Giuliano Amato e Ustica. Perché proprio ora?
L'operazione Repubblica-Amato: - strage di Ustica, 'trappola NATO' con missile francese destinato a Gheddafi. E se fosse un 'Limited hangout' per colpire la Francia, indebolire l'Europa e favorire gli Usa?
👍5🔥2
43 anni dopo, il Dr Sottile conferma la responsabilità francesi nell'abbattimento del volo. Le dichiarazioni di uno dei massimi esponenti del potere italiano aprono un vaso di Pandora con implicazioni politiche, storiche e strategiche https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2023/09/03/ustica-2023/
Globalist.it
Ustica 2023
43 anni dopo, il Dr Sottile conferma la responsabilità francesi nell'abbattimento del volo. Le dichiarazioni di uno dei massimi esponenti del potere italiano aprono un vaso di Pandora con implicazioni politiche, storiche e strategiche
🤔4🤯2
L'operazione Repubblica-Amato: - strage di Ustica, 'trappola NATO' con missile francese destinato a Gheddafi. E se fosse un 'Limited hangout' per colpire la Francia, indebolire l'Europa e favorire gli Usa?
https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2023/09/02/giuliano-amato-e-ustica-perche-proprio-ora/?fbclid=IwAR3CVSXZ1vuYv4LG0Id5QDr3N6dCuwJ_Zu-xFsLKLB0kPaZgnQcI4FsIZh4
https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2023/09/02/giuliano-amato-e-ustica-perche-proprio-ora/?fbclid=IwAR3CVSXZ1vuYv4LG0Id5QDr3N6dCuwJ_Zu-xFsLKLB0kPaZgnQcI4FsIZh4
Megachip
Giuliano Amato e Ustica. Perché proprio ora? | Megachip
L'operazione Repubblica-Amato: - strage di Ustica, 'trappola NATO' con missile francese destinato a Gheddafi. E se fosse un 'Limited hangout' per colpire la Francia, indebolire l'Europa e favorire gli Usa?
👍3
Forwarded from Pino Cabras
Oggi sarebbe stato il suo 83° compleanno. Giulietto Chiesa vede ancora lontano.
❤35👍6
Forwarded from Pino Cabras
CON PREGHIERA DI MASSIMA DIFFUSIONE
PER KHALED
Lettera aperta per l'immediata liberazione del cittadino italo-palestinese Khaled El Qaisi, prigioniero delle autorità israeliane.
Il 31 agosto Khaled El Qaisi, rispettivamente marito e figlio delle scriventi, è stato trattenuto dalle autorità israeliane ed è tuttora prigioniero in virtù di una misura precautelare in attesa di verifica di elementi per formulare un'accusa.
Lo scorso giovedì Khaled, che ha doppia cittadinanza, italiana e palestinese, attraversava con moglie e figlio il valico di frontiera di “Allenby” dopo aver trascorso le vacanze con la propria famiglia a Betlemme, in Palestina.
Al controllo dei bagagli e dei documenti, dopo una lunga attesa, è stato ammanettato sotto lo sguardo incredulo del figlio di 4 anni, della moglie nonché di tutti i presenti che erano in attesa di poter riprendere il proprio percorso.
Alle richieste di delucidazioni della moglie non è seguita risposta alcuna, piuttosto le sono state sottoposte domande per poi essere allontanata col proprio figlio verso il territorio giordano, senza telefono, senza contanti né contatti, in un paese straniero.
Nel tardo pomeriggio la moglie e il bambino sono riusciti a raggiungere l'Ambasciata Italiana solo grazie alla umana generosità di alcune signore palestinesi.
Khaled, traduttore e studente di Lingue e Civiltà Orientali all'Università La Sapienza di Roma, stimato per il suo appassionato impegno nella raccolta e divulgazione e traduzione di materiale storico palestinese, è tra i fondatori del Centro Documentazione Palestinese, associazione che mira a promuovere la cultura palestinese in Italia.
La famiglia, gli amici ma anche chi ha semplicemente avuto occasione di conoscerlo, sono in fremente attesa di avere aggiornamenti.
Al momento ancora non ha potuto incontrare il suo avvocato e sono ancora poche le notizie che si hanno riguardo alla sua incolumità.
Dal consolato e dal legale abbiamo saputo solo che affronterà un'udienza giovedì 7 settembre.
Immaginiamo intanto Khaled in completo isolamento, senza contatti col mondo esterno, senza percezione reale dello scorrere del tempo, sotto la pressione di continui interrogatori, in pensiero angosciato per la sorte del proprio figlio e di sua moglie lasciati allo sbaraglio con l'unica immagine negli occhi relativa alla sua deportazione in manette.
La situazione è dunque gravissima.
Attendiamo con grande ansia la risoluzione di questa ingiusta prigionia.
Chiediamo a chiunque ne abbia il potere, che si accerti delle condizioni di salute di Khaled e che soprattutto eserciti tutte le pressioni necessarie per la sua celere liberazione.
Le scriventi
Francesca Antinucci, moglie
Lucia Marchetti, madre
https://ift.tt/RAkMdLX
PER KHALED
Lettera aperta per l'immediata liberazione del cittadino italo-palestinese Khaled El Qaisi, prigioniero delle autorità israeliane.
Il 31 agosto Khaled El Qaisi, rispettivamente marito e figlio delle scriventi, è stato trattenuto dalle autorità israeliane ed è tuttora prigioniero in virtù di una misura precautelare in attesa di verifica di elementi per formulare un'accusa.
Lo scorso giovedì Khaled, che ha doppia cittadinanza, italiana e palestinese, attraversava con moglie e figlio il valico di frontiera di “Allenby” dopo aver trascorso le vacanze con la propria famiglia a Betlemme, in Palestina.
Al controllo dei bagagli e dei documenti, dopo una lunga attesa, è stato ammanettato sotto lo sguardo incredulo del figlio di 4 anni, della moglie nonché di tutti i presenti che erano in attesa di poter riprendere il proprio percorso.
Alle richieste di delucidazioni della moglie non è seguita risposta alcuna, piuttosto le sono state sottoposte domande per poi essere allontanata col proprio figlio verso il territorio giordano, senza telefono, senza contanti né contatti, in un paese straniero.
Nel tardo pomeriggio la moglie e il bambino sono riusciti a raggiungere l'Ambasciata Italiana solo grazie alla umana generosità di alcune signore palestinesi.
Khaled, traduttore e studente di Lingue e Civiltà Orientali all'Università La Sapienza di Roma, stimato per il suo appassionato impegno nella raccolta e divulgazione e traduzione di materiale storico palestinese, è tra i fondatori del Centro Documentazione Palestinese, associazione che mira a promuovere la cultura palestinese in Italia.
La famiglia, gli amici ma anche chi ha semplicemente avuto occasione di conoscerlo, sono in fremente attesa di avere aggiornamenti.
Al momento ancora non ha potuto incontrare il suo avvocato e sono ancora poche le notizie che si hanno riguardo alla sua incolumità.
Dal consolato e dal legale abbiamo saputo solo che affronterà un'udienza giovedì 7 settembre.
Immaginiamo intanto Khaled in completo isolamento, senza contatti col mondo esterno, senza percezione reale dello scorrere del tempo, sotto la pressione di continui interrogatori, in pensiero angosciato per la sorte del proprio figlio e di sua moglie lasciati allo sbaraglio con l'unica immagine negli occhi relativa alla sua deportazione in manette.
La situazione è dunque gravissima.
Attendiamo con grande ansia la risoluzione di questa ingiusta prigionia.
Chiediamo a chiunque ne abbia il potere, che si accerti delle condizioni di salute di Khaled e che soprattutto eserciti tutte le pressioni necessarie per la sua celere liberazione.
Le scriventi
Francesca Antinucci, moglie
Lucia Marchetti, madre
https://ift.tt/RAkMdLX
Facebook
Log in to Facebook
Log in to Facebook to start sharing and connecting with your friends, family and people you know.
❤8👍4
Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
Articolo mio sull'uso della Intelligenza Artificiale nella geopolitica (diciamo "diplomazia e militare"). Questa è la Prima Parte. https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-luso_geopolitico_e_militare_dellintelligenza_artificiale/29296_50758/
www.lantidiplomatico.it
L'uso geopolitico e militare dell'Intelligenza Artificiale
L'antidiplomatico - Liberi di svelarvi il mondo
👍7
UNA RIFLESSIONE DI MARCO GUZZI: Ho la netta sensazione che i Potenti di questo mondo vogliano prenderci in giro, abbindolarci, rincretinirci, ed estenuarci, anche se Mentana continua a rassicurarci che invece i Buoni della terra lavorano solerti per il nostro bene, e che chi non ci crede diffonde soltanto fakes news.
Ho la netta percezione che pochi Potenti, abbastanza crudeli e male intenzionati, stiano lucrando su tutti i nostri guai, e magari li stiano anche producendo volontariamente questi guai, anche se il TG1, il TG2, il TG3,4,5,6,e 7, etc., sostengono che non sussistano proprio queste élites neofeudali, suicidarie e cannibaliche. https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2023/09/30/ho-la-netta-percezione-che/
Ho la netta percezione che pochi Potenti, abbastanza crudeli e male intenzionati, stiano lucrando su tutti i nostri guai, e magari li stiano anche producendo volontariamente questi guai, anche se il TG1, il TG2, il TG3,4,5,6,e 7, etc., sostengono che non sussistano proprio queste élites neofeudali, suicidarie e cannibaliche. https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2023/09/30/ho-la-netta-percezione-che/
Globalist.it
Ho la netta percezione che...
Ho la netta sensazione che i Potenti di questo mondo vogliano prenderci in giro, abbindolarci, rincretinirci, ed estenuarci, anche se Mentana continua a rassicurarci che invece i Buoni della terra lavorano solerti per il nostro bene
👍12👏5❤3
SLOVACCHIA: LA VITTORIA DI ROBERT FICO MANDA IN TILT LE SINISTRE EUROPEE - PINO CABRAS
In Slovacchia si sono tenute le elezioni più partecipate dal 2002 ad oggi. A trionfare è stato il partito Direzione-Smer, che ha ottenuto il 24% dei voti. Il suo leader, Robert Fico, una salda storia di sinistra alle spalle, si è più volte pronunciato contro l'invio di armi da parte del suo Paese in Ucraina. Una posizione che ha suscitato le ire degli altri partiti del PSE, ormai apertamente guerrafondai. Byoblu ne discute con l'ex deputato Pino Cabras.
➡️ https://www.byoblu.com/2023/10/02/slovacchia-la-vittoria-di-robert-fico-manda-in-tilt-le-sinistre-europee/
In Slovacchia si sono tenute le elezioni più partecipate dal 2002 ad oggi. A trionfare è stato il partito Direzione-Smer, che ha ottenuto il 24% dei voti. Il suo leader, Robert Fico, una salda storia di sinistra alle spalle, si è più volte pronunciato contro l'invio di armi da parte del suo Paese in Ucraina. Una posizione che ha suscitato le ire degli altri partiti del PSE, ormai apertamente guerrafondai. Byoblu ne discute con l'ex deputato Pino Cabras.
➡️ https://www.byoblu.com/2023/10/02/slovacchia-la-vittoria-di-robert-fico-manda-in-tilt-le-sinistre-europee/
ByoBlu
SLOVACCHIA: LA VITTORIA DI ROBERT FICO MANDA IN TILT LE SINISTRE EUROPEE – PINO CABRAS
In Slovacchia si sono tenute le elezioni più partecipate dal 2002 ad oggi. A trionfare è stato il partito Direzione-Smer, che ha ottenuto il 24% dei voti. Il suo leader, Robert Fico, una salda storia di sinistra alle spalle, si è più volte pronunciato contro…
👍9❤1
Il progressismo contemporaneo, basato su istanze sociali e ambientali, è in sintonia con gli interessi delle multinazionali, che lo usano per migliorare la propria immagine. [Giuseppe Masala] https://megachip.globalist.it/libri-consigliati/2023/10/04/capitalismo-woke-limpensabile-convergenza/
Globalist.it
Capitalismo Woke: l'impensabile convergenza
Il progressismo contemporaneo, basato su istanze sociali e ambientali, è in sintonia con gli interessi delle multinazionali, che lo usano per migliorare la propria immagine.
🔥5👍1
La guerra in Ucraina ha devastato il paese, causando la morte di centinaia di migliaia di persone e la fuga di milioni di altre. La guerra è stata evitabile ma le potenze occidentali hanno contribuito a provocarla. [Andrea Zhok] https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2023/10/05/come-sarebbe-stata-lucraina-se-certi-accordi-fossero-stati-firmati/
Globalist.it
Come sarebbe stata l'Ucraina se certi accordi fossero stati firmati?
La guerra in Ucraina ha devastato il paese, causando la morte di centinaia di migliaia di persone e la fuga di milioni di altre. La guerra è stata evitabile ma le potenze occidentali hanno contribuito a provocarla.
👍7
Forwarded from Pino Cabras
IL DOMINO DI MATTARELLA
Toh, chi si rivede? Un vecchio arnese della Guerra Fredda: cioè la vecchia "Teoria del Domino"!
Colui che in Italia ha il comando delle forze armate ha riesumato la teoria mascherandola con il solito trito espediente che ritroviamo in tutti i retrobottega dei talk show con l'elmetto, la ricorrente riduzione a Hitler: "se l'Ucraina cadesse assisteremmo a una deriva di aggressioni ad altri paesi ai confini con la Russia e questo - come avvenne nel secolo scorso tra il 1938 e il 1939 - condurrebbe a un conflitto generale e devastante".
Apparentemente è la consueta reinvenzione dell'orco Adolf Putin, un mostro immaginario cui sacrificare coorti di giovani nelle trincee come carne da cannone. In realtà è lo stesso schema con cui i guerrafondai occidentali del secolo scorso giustificavano la guerra del Vietnam e altre guerre calde che punteggiavano la Guerra Fredda: la Teoria del Domino postulava infatti il pericolo che, qualora un paese chiave in una determinata area fosse stato conquistato da forze politiche comuniste, i paesi vicini sarebbero caduti pure loro in sequenza come i pezzi di un domino, finendo tutti nell'orbita di Mosca l'uno dopo l'altro.
Ora non parliamo più di comunismo, tema fuori gioco, ma il cliché di alcuni capi di Stato, tra cui Zelensky e Mattarella, è il medesimo che si usava a Washington e nei suoi governi fantoccio sud-vietnamiti cinquant'anni fa.
Si trattava allora e si tratta ancora oggi di una teoria geopolitica sbagliata su cui gozzovigliano i complessi militari-industriali e su cui si vanno a schiantare le ultime vestigia delle democrazie.
La dura forza dei fatti buca qua e là le narrazioni menzognere altrimenti compatte dei governi e dei media: la guerra non va bene per l'Europa e la crisi impoverisce enormi masse di cittadini. I popoli sono contrari alla guerra e qualche sospiro passa nei giornali, qualche dubbio si insinua perfino nei governanti atlantisti che leggono sondaggi impietosi e irriducibili alla ridicola propaganda, qualche ripensamento scatta vedendo qualche responso elettorale come in Slovacchia.
Ma per i comandanti in capo tutto questo non deve esistere. Per loro, la macchina non deve avere retromarcia e l'unica coazione è ripetere lo schema del Domino, che non ammette compromesso e implica solo guerra totale e "debellatio" come unico orizzonte politico. In questo contesto, i giudizi politici espressi da Mattarella non sono legge divina. Sono giudizi che entrano su una questione politica controversa e perciò sono controvertibili. Direi di più: sono politicamente molto pericolosi. Perciò occorre far emergere un partito trasversale per la pace. E se il presidente entra nell'agone con la posizione di una fazione, ne dovrà rispondere politicamente.
https://ift.tt/GCT4uQz
Toh, chi si rivede? Un vecchio arnese della Guerra Fredda: cioè la vecchia "Teoria del Domino"!
Colui che in Italia ha il comando delle forze armate ha riesumato la teoria mascherandola con il solito trito espediente che ritroviamo in tutti i retrobottega dei talk show con l'elmetto, la ricorrente riduzione a Hitler: "se l'Ucraina cadesse assisteremmo a una deriva di aggressioni ad altri paesi ai confini con la Russia e questo - come avvenne nel secolo scorso tra il 1938 e il 1939 - condurrebbe a un conflitto generale e devastante".
Apparentemente è la consueta reinvenzione dell'orco Adolf Putin, un mostro immaginario cui sacrificare coorti di giovani nelle trincee come carne da cannone. In realtà è lo stesso schema con cui i guerrafondai occidentali del secolo scorso giustificavano la guerra del Vietnam e altre guerre calde che punteggiavano la Guerra Fredda: la Teoria del Domino postulava infatti il pericolo che, qualora un paese chiave in una determinata area fosse stato conquistato da forze politiche comuniste, i paesi vicini sarebbero caduti pure loro in sequenza come i pezzi di un domino, finendo tutti nell'orbita di Mosca l'uno dopo l'altro.
Ora non parliamo più di comunismo, tema fuori gioco, ma il cliché di alcuni capi di Stato, tra cui Zelensky e Mattarella, è il medesimo che si usava a Washington e nei suoi governi fantoccio sud-vietnamiti cinquant'anni fa.
Si trattava allora e si tratta ancora oggi di una teoria geopolitica sbagliata su cui gozzovigliano i complessi militari-industriali e su cui si vanno a schiantare le ultime vestigia delle democrazie.
La dura forza dei fatti buca qua e là le narrazioni menzognere altrimenti compatte dei governi e dei media: la guerra non va bene per l'Europa e la crisi impoverisce enormi masse di cittadini. I popoli sono contrari alla guerra e qualche sospiro passa nei giornali, qualche dubbio si insinua perfino nei governanti atlantisti che leggono sondaggi impietosi e irriducibili alla ridicola propaganda, qualche ripensamento scatta vedendo qualche responso elettorale come in Slovacchia.
Ma per i comandanti in capo tutto questo non deve esistere. Per loro, la macchina non deve avere retromarcia e l'unica coazione è ripetere lo schema del Domino, che non ammette compromesso e implica solo guerra totale e "debellatio" come unico orizzonte politico. In questo contesto, i giudizi politici espressi da Mattarella non sono legge divina. Sono giudizi che entrano su una questione politica controversa e perciò sono controvertibili. Direi di più: sono politicamente molto pericolosi. Perciò occorre far emergere un partito trasversale per la pace. E se il presidente entra nell'agone con la posizione di una fazione, ne dovrà rispondere politicamente.
https://ift.tt/GCT4uQz
Facebook
Log in or sign up to view
See posts, photos and more on Facebook.
👏17🔥2❤1👍1
Chissà, magari l'attacco di Hamas a Israele potrebbe essere stato un tentativo di impedire un accordo di pacificazione con l'Arabia Saudita, che avrebbe portato alla normalizzazione delle relazioni tra i due paesi e alla costruzione di una nuova via commerciale che bypassa il Mar Rosso e il Canale di Suez. Di sicuro molti interessi in gioco. [Pierluigi Fagan] https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2023/10/07/una-guerra-che-sabota-tanti-progetti/
Globalist.it
Una guerra che sabota tanti progetti
Chissà, magari l'attacco di Hamas a Israele vuol impedire un accordo di pacificazione con l'Arabia Saudita, la normalizzazione delle relazioni tra i due paesi, la costruzione di una nuova via commerciale che bypassa il Mar Rosso e Suez. Molti interessi.
👍6❤3
Forwarded from Pino Cabras
LA GUERRA DEI DRONI AI TEMPI DI NETANYAHU
Quando nel 2015 visitai il sud del Libano, incontrai a più riprese molti esponenti e militanti di Hezbollah. Mi ricordo in particolare alcuni giovani che si affaccendavano con un drone nel piazzale del Museo della Resistenza a Mleeta. Mi raccontavano di essere studenti di ingegneria. Forse volevano unirsi agli altri mille ingegneri che in pochi anni avevano fatto fare a Hezbollah un balzo tecnologico impressionante: in materia di droni non avevano ormai alcun timore reverenziale nei confronti di nessuno. I ragazzi mi spiegavano che quel drone poteva portare un salvagente con millimetrica precisione a un bagnante che rischiasse di annegare. Ottimo uso civile. Ma ho pensato un’altra cosa. I loro fratelli maggiori avevano forgiato una varietà di droni con una gamma di usi sofisticati in campo militare.
Notavo un’incredibile fiducia nei propri mezzi nonostante la prossimità ostile di uno degli eserciti più forti del pianeta.
Nel frattempo, in questi anni, molti significativi eventi bellici hanno visto accrescersi vertiginosamente la capacità operativa dei droni, un mezzo relativamente a buon mercato in grado di annichilire mezzi mille volte più costosi. I grossi galeoni della “Invencible Armada” spagnola nel XVI secolo si dimostrarono non invincibili di fronte a navi inglesi più piccole e agili. Queste rincorse si susseguono nel tempo. I troppo forti tendono razzisticamente a sottovalutare l’intelligenza umana, la ricerca di soluzioni astute, l’audacia, la disponibilità al sacrificio di chi vorrebbero sempre tenere sotto il proprio tallone. Così oggi succede che due basi militari israeliane a ridosso di Gaza (una prigione a cielo aperto, una polveriera continuamente oppressa e rintuzzata con l’uso di mezzi soverchianti), vengano tenute con un livello di vigilanza degno di una caserma di un sobborgo sonnolento di Oslo e siano perciò conquistate con intelligenza militare dai guerriglieri di Hamas. Impressionanti le immagini dei droni che oggi non sganciavano salvagenti. Impressionante vedere l’eliminazione o la cattura mirata di alti ufficiali delle forze armate israeliane specializzati nell’infiltrare il nemico.
Ha voglia una signora italo-israeliana in collegamento su Rete4, stasera, a dire che «i palestinesi non hanno un'anima». Disumanizzare il nemico serve nella propaganda, ma è sempre una sconfitta cognitiva che fa da anticamera a più cocenti sconfitte. Restiamo umani.
Ora Netanyahu risponderà usando in modo davvero brutale il volume schiacciante della sua forza militare, con il cinismo fanatico (o fanatismo cinico?) che ha da sempre contraddistinto la sua carriera nel suo eterno mestiere di guerrafondaio. Vincerà una battaglia. Ma incendierà il Levante oltre la sua capacità di controllo, perché i vicini non sono stati fermi. Nel mosaico mondiale si ricompone la figura unitaria e caotica di una grande guerra.
https://ift.tt/GCT4uQz
Quando nel 2015 visitai il sud del Libano, incontrai a più riprese molti esponenti e militanti di Hezbollah. Mi ricordo in particolare alcuni giovani che si affaccendavano con un drone nel piazzale del Museo della Resistenza a Mleeta. Mi raccontavano di essere studenti di ingegneria. Forse volevano unirsi agli altri mille ingegneri che in pochi anni avevano fatto fare a Hezbollah un balzo tecnologico impressionante: in materia di droni non avevano ormai alcun timore reverenziale nei confronti di nessuno. I ragazzi mi spiegavano che quel drone poteva portare un salvagente con millimetrica precisione a un bagnante che rischiasse di annegare. Ottimo uso civile. Ma ho pensato un’altra cosa. I loro fratelli maggiori avevano forgiato una varietà di droni con una gamma di usi sofisticati in campo militare.
Notavo un’incredibile fiducia nei propri mezzi nonostante la prossimità ostile di uno degli eserciti più forti del pianeta.
Nel frattempo, in questi anni, molti significativi eventi bellici hanno visto accrescersi vertiginosamente la capacità operativa dei droni, un mezzo relativamente a buon mercato in grado di annichilire mezzi mille volte più costosi. I grossi galeoni della “Invencible Armada” spagnola nel XVI secolo si dimostrarono non invincibili di fronte a navi inglesi più piccole e agili. Queste rincorse si susseguono nel tempo. I troppo forti tendono razzisticamente a sottovalutare l’intelligenza umana, la ricerca di soluzioni astute, l’audacia, la disponibilità al sacrificio di chi vorrebbero sempre tenere sotto il proprio tallone. Così oggi succede che due basi militari israeliane a ridosso di Gaza (una prigione a cielo aperto, una polveriera continuamente oppressa e rintuzzata con l’uso di mezzi soverchianti), vengano tenute con un livello di vigilanza degno di una caserma di un sobborgo sonnolento di Oslo e siano perciò conquistate con intelligenza militare dai guerriglieri di Hamas. Impressionanti le immagini dei droni che oggi non sganciavano salvagenti. Impressionante vedere l’eliminazione o la cattura mirata di alti ufficiali delle forze armate israeliane specializzati nell’infiltrare il nemico.
Ha voglia una signora italo-israeliana in collegamento su Rete4, stasera, a dire che «i palestinesi non hanno un'anima». Disumanizzare il nemico serve nella propaganda, ma è sempre una sconfitta cognitiva che fa da anticamera a più cocenti sconfitte. Restiamo umani.
Ora Netanyahu risponderà usando in modo davvero brutale il volume schiacciante della sua forza militare, con il cinismo fanatico (o fanatismo cinico?) che ha da sempre contraddistinto la sua carriera nel suo eterno mestiere di guerrafondaio. Vincerà una battaglia. Ma incendierà il Levante oltre la sua capacità di controllo, perché i vicini non sono stati fermi. Nel mosaico mondiale si ricompone la figura unitaria e caotica di una grande guerra.
https://ift.tt/GCT4uQz
Facebook
Log in or sign up to view
See posts, photos and more on Facebook.
👍12💯2
In guerra lo sgomento è materia prima infinitamente manipolabile, più delle bombe materiali. La notizia dei bambini decapitati che occupa tutte le prime pagine diventa un 'osservato speciale'. E scopriamo una menzogna enorme [Pino Cabras] https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2023/10/11/manipolare-il-pubblico-con-i-bambini-va-in-onda-tele-netanyahu/
Globalist.it
Manipolare il pubblico con i bambini. Va in onda Tele Netanyahu
In guerra lo sgomento è materia prima infinitamente manipolabile, più delle bombe materiali. La notizia dei bambini decapitati che occupa tutte le prime pagine diventa un 'osservato speciale'. E scopriamo una menzogna enorme
👍7
L'ultimo capolavoro degli 'spin doctor', che con la storia falsa e plurismentita dei 40 bimbi decapitati hanno voluto manipolarci per venderci il prodotto più ambito della guerra contemporanea: la disumanizzazione del nemico. [Simone Santini] https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2023/10/14/lorrore-non-basta-piu/
Globalist.it
L'Orrore non basta più
L'ultimo capolavoro degli 'spin doctor', che con la storia falsa e plurismentita dei 40 bimbi decapitati hanno voluto manipolarci per venderci il prodotto più ambito della guerra contemporanea: la disumanizzazione del nemico.
👍3
Forwarded from L'Urlo di Michelangelo Severgnini
L'OPPRESSORE CHE FA LA MORALE ALL'OPPRESSO
(vedi screenshot nel post precedente)
Facebook ha rimosso il mio ultimo post che riportava le frasi di un Palestinese a Gaza da me raccolte online.
Lo potete leggere sul canale Telegram dell'Urlo a questo link:
https://t.me/lurlo_michelangelosevergnini/733
Il mio profilo sarà pertanto soggetto a restrizioni.
Facebook mi dà 3 esempi di pratiche non consentite:
1) "Elogiare un attacco terroristico".
Io non ho elogiato nessun attacco terroristico. Sostengo semplicemente che, come in via Rasella il 13 marzo del 1944, il diritto alla resistenza si estende fino ad azioni di terrorismo, per quanto io non le elogi, né le sostenga.
2) "Sostenere la violenza contro un particolare gruppo di persone".
Come appena scritto io non sostenga alcuna violenza. Credo che in alcuni casi sia legittima quando espressa dall'oppresso contro l'oppressore.
Viceversa sono sicuro e mi risulta che nessun profilo di coloro che sostengono la legittimità di Israele di difendersi, ovvero di sparare quanti più missili su Gaza gli garbi, sia stato rimosso.
Allora forse che i Palestinesi non siano persone?
3) "Sostenere o promuovere attività criminali pericolose, come la tratta di esseri umani".
Qui siamo al ridicolo. Sono mesi che denuncio e pubblico decine e decine di pagine Facebook gestite da criminali che gestiscono la tratta di esseri umani in Africa in chiaro senza che Facebook abbia preso alcun provvedimento e nessuna di queste pagine sia stata chiusa.
La morale dell'oppressore è qualcosa con cui non scenderò mai a patti, caro Facebook.
Grazie per avermi dato l'opportunità di ribadirlo.
(vedi screenshot nel post precedente)
Facebook ha rimosso il mio ultimo post che riportava le frasi di un Palestinese a Gaza da me raccolte online.
Lo potete leggere sul canale Telegram dell'Urlo a questo link:
https://t.me/lurlo_michelangelosevergnini/733
Il mio profilo sarà pertanto soggetto a restrizioni.
Facebook mi dà 3 esempi di pratiche non consentite:
1) "Elogiare un attacco terroristico".
Io non ho elogiato nessun attacco terroristico. Sostengo semplicemente che, come in via Rasella il 13 marzo del 1944, il diritto alla resistenza si estende fino ad azioni di terrorismo, per quanto io non le elogi, né le sostenga.
2) "Sostenere la violenza contro un particolare gruppo di persone".
Come appena scritto io non sostenga alcuna violenza. Credo che in alcuni casi sia legittima quando espressa dall'oppresso contro l'oppressore.
Viceversa sono sicuro e mi risulta che nessun profilo di coloro che sostengono la legittimità di Israele di difendersi, ovvero di sparare quanti più missili su Gaza gli garbi, sia stato rimosso.
Allora forse che i Palestinesi non siano persone?
3) "Sostenere o promuovere attività criminali pericolose, come la tratta di esseri umani".
Qui siamo al ridicolo. Sono mesi che denuncio e pubblico decine e decine di pagine Facebook gestite da criminali che gestiscono la tratta di esseri umani in Africa in chiaro senza che Facebook abbia preso alcun provvedimento e nessuna di queste pagine sia stata chiusa.
La morale dell'oppressore è qualcosa con cui non scenderò mai a patti, caro Facebook.
Grazie per avermi dato l'opportunità di ribadirlo.
Telegram
L'Urlo di Michelangelo Severgnini
"HAMAS È PARTE DELLA RESISTENZA PALESTINESE E CHI LO NEGA FA IL GIOCO DI ISRAELE".
(vedi screenshot nel post precedente)
Ho pensato che sull'annosa questione relativa ad Hamas andassero interpellati i Palestinesi a Gaza.
Perché delle analisi dei leoni da…
(vedi screenshot nel post precedente)
Ho pensato che sull'annosa questione relativa ad Hamas andassero interpellati i Palestinesi a Gaza.
Perché delle analisi dei leoni da…
👍14🔥2😱1