Forwarded from Visione Tv
Lettera al Presidente della Repubblica sul vulnus elezioni europee.
Lettera di Marco Rizzo et al. al Presidente della Repubblica sul vulnus elezioni europee.
da Democrazia Sovrana Popolare
Illustrissimo Sig. Presidente della Repubblica, Onorevole Sergio Mattarella,
con grande rammarico e lucida speranza ci rivolgiamo a Lei in qualità di garante della Costituzione e, dunque, dei princìpi propri della democrazia nel nostro Paese, per portare alla Sua attenzione le gravissime vicissitudini normative che si sono susseguite negli ultimi mesi, riguardanti il...
Continua su Visione TV ⬇️
https://visionetv.it/lettera-al-presidente-della-repubblica-sul-vulnus-elezioni-europee/
SOSTIENICI ♥ https://bit.ly/3yzNVId
ACQUISTA LA RIVISTA https://bit.ly/3MsxYLK
Lettera di Marco Rizzo et al. al Presidente della Repubblica sul vulnus elezioni europee.
da Democrazia Sovrana Popolare
Illustrissimo Sig. Presidente della Repubblica, Onorevole Sergio Mattarella,
con grande rammarico e lucida speranza ci rivolgiamo a Lei in qualità di garante della Costituzione e, dunque, dei princìpi propri della democrazia nel nostro Paese, per portare alla Sua attenzione le gravissime vicissitudini normative che si sono susseguite negli ultimi mesi, riguardanti il...
Continua su Visione TV ⬇️
https://visionetv.it/lettera-al-presidente-della-repubblica-sul-vulnus-elezioni-europee/
SOSTIENICI ♥ https://bit.ly/3yzNVId
ACQUISTA LA RIVISTA https://bit.ly/3MsxYLK
👍10
Per un soggetto politico rivoluzionario all’altezza del XXI secolo, non si può prescindere dalla lezione teorica e pratica marxista che ci viene oggi dall’Oriente, rispetto a un marxismo occidentale ingessato o mal interpretato, in una parola agonizzante. [Alessandro Valentini] https://megachip.globalist.it/pensieri-lunghi/2024/04/15/per-un-nuovo-ordine-multipolare-contro-lunipolarismo-usa-e-il-dominio-del-capitale-finanziario/
Globalist.it
Per un nuovo ordine multipolare contro l’unipolarismo USA e il dominio del capitale finanziario
Per un soggetto politico rivoluzionario all’altezza del XXI secolo, non si può prescindere dalla lezione teorica e pratica marxista che ci viene oggi dall’Oriente, rispetto a un marxismo occidentale ingessato o mal interpretato, in una parola agonizzante.
👍5❤2
Questo lo sfrontato linguaggio consolidato brussellese o del G7. Mostrando una scarsa padronanza del vocabolario, questa frase viene ipocritamente ripetuta sia in relazione alla Russia che all’Iran. [Elena Basile]
https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2024/04/15/non-giustificato-e-non-provocato-attacco-le-acrobazie-linguistiche-di-bruxelles-e-g7/
https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2024/04/15/non-giustificato-e-non-provocato-attacco-le-acrobazie-linguistiche-di-bruxelles-e-g7/
Globalist.it
“Non giustificato e non provocato attacco”, le acrobazie linguistiche di Bruxelles e G7
Questo lo sfrontato linguaggio consolidato brussellese o del G7. Mostrando una scarsa padronanza del vocabolario, questa frase viene ipocritamente ripetuta sia in relazione alla Russia che all’Iran.
👍5
Una Russia ormai slacciata da ogni condominio euro-occidentale, autonoma e più competitiva per quanto riguarda le nuove tecnologie, sempre competitiva sul piano militare avanzato, un polo decisivo per gli equilibri multipolari. [Pierluigi Fagan] https://megachip.globalist.it/cronache-internazionali/2024/05/15/sovietologi-e-shoigu/
Globalist.it
Sovietologi e Shoigu
Una Russia ormai slacciata da ogni condominio euro-occidentale, autonoma e più competitiva per quanto riguarda le nuove tecnologie, sempre competitiva sul piano militare avanzato, un polo decisivo per gli equilibri multipolari.
👏8🤔1
Gli ultimi due anni hanno visto il ritorno sulle scene di un protagonista che sembrava sparito dal dibattito economico: l’inflazione. L’uscita dal periodo pandemico prima e lo scoppio del conflitto in Ucraina poi sono stati i due fattori detonanti. https://megachip.globalist.it/kill-pil/2024/07/16/profitti-facili-come-le-banche-si-sono-arricchite-sulle-nostre-spalle
Globalist.it
Profitti facili. Come le banche si sono arricchite sulle nostre spalle
Gli ultimi due anni hanno visto il ritorno sulle scene di un protagonista che sembrava sparito dal dibattito economico: l’inflazione. L’uscita dal periodo pandemico prima e lo scoppio del conflitto in Ucraina poi sono stati i due fattori detonanti
RFK ha effettivamente intenzione di porre fine alla sua campagna presidenziale indipendente e di appoggiare l'ex presidente Donald Trump. Intensi contatti in corso, con qualche sorpresa. https://megachip.globalist.it/cronache-internazionali/2024/08/22/robert-kennedy-jr-pronto-ad-appoggiare-trump-venerdi/
Globalist.it
Robert Kennedy Jr pronto ad appoggiare Trump venerdì
RFK ha effettivamente intenzione di porre fine alla sua campagna presidenziale indipendente e di appoggiare l'ex presidente Donald Trump. Intensi contatti in corso, con qualche sorpresa.
👍10
Il nuovo piano USA sulle armi nucleari aprirebbe una nuova stagione di ricerca, produzione e messa in campo di una serie di armamenti atomici che superano l’equilibrio della Mutual Assured Distruction. Il mondo multipolare è anche un mondo multiatomico. [Pierluigi Fagan] https://megachip.globalist.it/pensieri-lunghi/2024/08/22/andare-a-funghi-nel-mondo-multipolare/
Globalist.it
Andare a funghi nel mondo multipolare
Il nuovo piano USA sulle armi nucleari aprirebbe una nuova stagione di ricerca, produzione e messa in campo di una serie di armamenti atomici che superano l’equilibrio della Mutual Assured Distruction. Il mondo multipolare è un mondo multiatomico
👍2
Raffrontiamo la narrazione sulle tempeste che affondarono l'Invincibile Armata spagnola e la flotta mongola di Kublai Khan con la narrazione della tempesta che ha affrontato il super-yacht al largo di Palermo. Occhio alle scorciatoie complottiste.
https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2024/08/22/linvincibile-complotto/
https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2024/08/22/linvincibile-complotto/
Globalist.it
L'Invincibile Complotto
Raffrontiamo la narrazione sulle tempeste che affondarono l'Invincibile Armata spagnola e la flotta mongola di Kublai Khan con la narrazione della tempesta che ha affrontato il super-yacht al largo di Palermo. Occhio alle scorciatoie complottiste.
👏4
Sull’incredibile arresto in Francia di Pavel Durov, fondatore della piattaforma da 900 milioni di utenti Telegram, vi proponiamo due riflessioni a caldo di Andrea Zhok e di Tucker Carlson. Il tema cruciale della censura sta diventando talmente importante che persino nella dichiarazione di appoggio di Robert F. Kennedy jr. a Donald Trump è stato citato come una delle ragioni per una scelta così impegnativa. Da ora in poi l’assalto alla libertà di espressione diventerà ancora di più un feroce terreno di scontro.
Buona lettura! https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2024/08/25/caso-durov-telegram-leuropa-della-censura-inizia-ad-arrestare/
Buona lettura! https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2024/08/25/caso-durov-telegram-leuropa-della-censura-inizia-ad-arrestare/
Globalist.it
Caso Durov (Telegram): l’Europa della censura inizia ad arrestare
Sull’incredibile arresto in Francia del fondatore della piattaforma da 900 milioni di utenti, vi proponiamo due riflessioni a caldo di Zhok e Carlson. D'ora in poi l’assalto alla libertà di espressione diventerà ancora di più un feroce terreno di scontro.
👍4🔥1
Non capita tutti i giorni che il numero uno di una delle più grandi società al mondo faccia mea culpa, ammettendo di aver ingannato. Secondo le regole del giornalismo, questa è una notizia sensazionale, tanto più se a pronunciarla è Mark Zuckerberg, il quale, in una lettera ufficiale inviata al presidente della Commissione Giustizia della Camera dei deputati statunitense, Jim Jordan, ammette di aver censurato i social media di META, tra cui Facebook e Instagram, ai tempi del Covid, su pressante richiesta dell’Amministrazione Biden-Harris. E invece, trascorse dodici ore dall’annuncio, nulla o quasi: a parte qualche rara testata, in Italia il Fattoquotidiano.it, sulla vicenda è calato il silenzio mediatico.
[Marcello Foa] https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2024/08/29/zuckerberg-ho-censurato-facebook-e-instagram-me-lha-chiesto-biden/
[Marcello Foa] https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2024/08/29/zuckerberg-ho-censurato-facebook-e-instagram-me-lha-chiesto-biden/
Globalist.it
Zuckerberg: ho censurato Facebook e Instagram, me l’ha chiesto Biden
Non capita tutti i giorni che il N. 1 di una delle più grandi società faccia mea culpa, ammettendo d'aver ingannato. Nelle regole del giornalismo, è una notizia sensazionale, tanto più perché è Zuckerberg. Invece, silenzio mediatico
👍1
Le dimissioni del ministro degli esteri della Svezia hanno a che fare con la morte in Ucraina di tanti militari svedesi? - Do the strange resignations of Sweden's foreign minister have anything to do with the deaths of many Swedish soldiers in Ukraine? https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2024/09/05/sino-a-ieri-until-yesterday/
Globalist.it
Sino a ieri – Until Yesterday
Le dimissioni del ministro degli esteri della Svezia hanno a che fare con la morte in Ucraina di tanti militari svedesi? - Do the strange resignations of Sweden's foreign minister have anything to do with the deaths of many Swedish soldiers in Ukraine?
👍3😁3👏1
Zokh smaschera l’ossessione sterile per simboli passati, puntando il dito sul vero pericolo: oligarchie economiche che dominano politica, media e democrazie morenti. https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2025/01/22/musk-e-le-braccia-tese-distrazioni-dal-vero-potere/
Globalist.it
Musk e le braccia tese: distrazioni dal Vero Potere
Zokh smaschera l’ossessione sterile per simboli passati, puntando il dito sul vero pericolo: oligarchie economiche che dominano politica, media e democrazie morenti.
😁3👍2
Aleksandr Dugin analizza la "rivoluzione" di Donald Trump, evidenziando la sua lotta contro l'ideologia "woke", l'uscita dall'OMS e l'impatto sulle politiche globali. Un'ideologia che cambierà il mondo intero https://megachip.globalist.it/pensieri-lunghi/2025/01/22/la-rivoluzione-di-trump/
Globalist.it
La rivoluzione di Trump
Aleksandr Dugin analizza la "rivoluzione" di Donald Trump, evidenziando la sua lotta contro l'ideologia "woke", l'uscita dall'OMS e l'impatto sulle politiche globali. Un'ideologia che cambierà il mondo intero
Una critica alla narrazione dominante su Trump in un talk-show italiano, tra ipocrisie mediatiche, superficialità analitica e le implicazioni del ritorno di Trump per l'Europa. [Pino Cabras] https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2025/01/22/tecno-potere-e-tele-ipocrisia-la-setta-a-la7/
Globalist.it
Tecno-potere e tele-ipocrisia: la setta a La7
Una critica alla narrazione dominante su Trump in un talk-show italiano, tra ipocrisie mediatiche, superficialità analitica e le implicazioni del ritorno di Trump per l'Europa.
👍4
L’articolo di Gabriele Repaci decostruisce gli stereotipi sull’Iran, rivelando un paese complesso e contraddittorio. Non solo repressione e tradizione, ma anche modernizzazione, partecipazione femminile, pluralismo religioso e dinamismo culturale. Un’analisi lucida che invita a superare le semplificazioni ideologiche e a riconoscere l’Iran per ciò che è: una realtà sfaccettata, non riducibile a cliché. https://megachip.globalist.it/cronache-internazionali/2025/06/18/iran-laltra-faccia-della-repubblica-islamica-oltre-i-miti-nella-realta/
Globalist.it
Iran, l’altra faccia della Repubblica islamica: oltre i miti, nella realtà
Smontiamo i cliché sull’Iran, una realtà complessa: non solo repressione, ma partecipazione femminile, pluralismo religioso e dinamismo culturale. Modernità e tradizione convivono in un sistema unico. Superare le semplificazioni e capire davvero
❤3👍3
FERMARE ISRAELE. LE FIRME DEL MONDO SULLA VIA DI TEHERAN
Non solo Gaza. Proprio nel pieno dell’aggressione israeliana all’Iran (la guerra dei 12 giorni che rischiava di innescare una guerra molto più vasta), avevo firmato questo appello partito dall’Iran e rivolto al segretario generale dell’ONU e alla direttrice generale dell’UNESCO. Mi sono ritrovato in una compagnia di firmatari che abbraccia tutto il mondo, assieme a personalità davvero illustri e coraggiose, inclusi tanti occidentali e molti esponenti del mondo ebraico che rifiutano l’eresia genocida della classe dirigente israeliana e dei suoi complici. L’ho tradotto in italiano e ve lo ripropongo, per la forza precisa con cui riafferma i diritti violati dall’aggressione israeliana. Il tema rimane più che mai caldo, perché quella che fin qui si è vista è solo una tregua, mentre i propositi bellicosi rimangono in campo, pronti a nuovi pericolosi e criminali avventurismi.
Buona lettura!
Pino Cabras
https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2025/07/08/fermare-israele-le-firme-del-mondo-sulla-via-di-teheran/
Non solo Gaza. Proprio nel pieno dell’aggressione israeliana all’Iran (la guerra dei 12 giorni che rischiava di innescare una guerra molto più vasta), avevo firmato questo appello partito dall’Iran e rivolto al segretario generale dell’ONU e alla direttrice generale dell’UNESCO. Mi sono ritrovato in una compagnia di firmatari che abbraccia tutto il mondo, assieme a personalità davvero illustri e coraggiose, inclusi tanti occidentali e molti esponenti del mondo ebraico che rifiutano l’eresia genocida della classe dirigente israeliana e dei suoi complici. L’ho tradotto in italiano e ve lo ripropongo, per la forza precisa con cui riafferma i diritti violati dall’aggressione israeliana. Il tema rimane più che mai caldo, perché quella che fin qui si è vista è solo una tregua, mentre i propositi bellicosi rimangono in campo, pronti a nuovi pericolosi e criminali avventurismi.
Buona lettura!
Pino Cabras
https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2025/07/08/fermare-israele-le-firme-del-mondo-sulla-via-di-teheran/
Globalist.it
Fermare Israele. Le firme del mondo sulla via di Teheran
Un appello urgente denuncia le gravi violazioni del diritto internazionale da parte del regime israeliano contro l’Iran, chiedendo l’intervento immediato delle Nazioni Unite per fermare l’aggressione, proteggere i civili e salvaguardare la legalità globale.
👍2❤1
Trump minaccia militarmente l’UE e punta alla Groenlandia, spingendo i leader europei a sottomettersi agli USA aumentando le spese militari. Sempre più senza sconti il dominio americano e l’asservimento europeo. C'è spazio per una federazione euroasiatica alternativa?
https://megachip.globalist.it/cronache-internazionali/2025/07/08/trump-schiaffi-alla-ue-e-mire-sulla-groenlandia/
https://megachip.globalist.it/cronache-internazionali/2025/07/08/trump-schiaffi-alla-ue-e-mire-sulla-groenlandia/
Globalist.it
Trump, schiaffi alla UE e mire sulla Groenlandia
Trump minaccia militarmente l’UE e punta alla Groenlandia, spingendo i leader europei a sottomettersi agli USA aumentando le spese militari. Sempre più senza sconti il dominio americano e l’asservimento europeo. C'è spazio per una federazione euroasiatica…
🔥3💩1
🎯 "SO RICONOSCERE UN GENOCIDIO QUANDO LO VEDO" – Parola di Omer Bartov, uno dei massimi studiosi mondiali della Shoah e dei genocidi.
🇮🇱🇵🇸 In un durissimo editoriale sul New York Times, Bartov — professore a Brown University, israeliano di nascita, ex ufficiale dell’IDF e figlio di una famiglia sionista — accusa Israele di stare compiendo un genocidio a Gaza.
📚 Dopo mesi di analisi, Bartov rompe il silenzio di gran parte dell’accademia e denuncia un modello sistematico di distruzione, deportazione forzata e annientamento del popolo palestinese, coerente con l’intento genocida espresso pubblicamente dai leader israeliani.
💣 Le cifre sono agghiaccianti: decine di migliaia di morti (tra cui oltre 17.000 bambini), amputazioni di massa, fame usata come arma, distruzione deliberata di scuole, ospedali, moschee, parchi, condotte idriche.
🔇 Il suo atto d’accusa colpisce anche il silenzio delle istituzioni dedicate alla memoria dell’Olocausto, che oggi rischia di trasformarsi in copertura ideologica per altri crimini disumani. “Mai più è diventato uno slogan vuoto”, scrive Bartov, “una carta bianca per distruggere altri invocando la propria condizione di vittima”.
📎 Leggi l’intero articolo in italiano (traduzione a cura di Pino Cabras):
👉 https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2025/07/17/sono-uno-studioso-di-genocidi-so-riconoscerne-uno-quando-lo-vedo/
🇮🇱🇵🇸 In un durissimo editoriale sul New York Times, Bartov — professore a Brown University, israeliano di nascita, ex ufficiale dell’IDF e figlio di una famiglia sionista — accusa Israele di stare compiendo un genocidio a Gaza.
📚 Dopo mesi di analisi, Bartov rompe il silenzio di gran parte dell’accademia e denuncia un modello sistematico di distruzione, deportazione forzata e annientamento del popolo palestinese, coerente con l’intento genocida espresso pubblicamente dai leader israeliani.
💣 Le cifre sono agghiaccianti: decine di migliaia di morti (tra cui oltre 17.000 bambini), amputazioni di massa, fame usata come arma, distruzione deliberata di scuole, ospedali, moschee, parchi, condotte idriche.
🔇 Il suo atto d’accusa colpisce anche il silenzio delle istituzioni dedicate alla memoria dell’Olocausto, che oggi rischia di trasformarsi in copertura ideologica per altri crimini disumani. “Mai più è diventato uno slogan vuoto”, scrive Bartov, “una carta bianca per distruggere altri invocando la propria condizione di vittima”.
📎 Leggi l’intero articolo in italiano (traduzione a cura di Pino Cabras):
👉 https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2025/07/17/sono-uno-studioso-di-genocidi-so-riconoscerne-uno-quando-lo-vedo/
Globalist.it
"Sono uno studioso di genocidi. So riconoscerne uno quando lo vedo"
Omer Bartov, massimo studioso dell’Olocausto e dei genocidi, accusa Israele di attuare un genocidio contro i palestinesi a Gaza. In un articolo sul New York Times, denuncia la distruzione sistematica della Striscia, l’intento esplicito dei leader israeliani…
👏5
Le aziende tecnologiche americane sono da tempo ossessionate da idee molto specifiche di riorganizzazione sociale. https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2025/07/24/palantir-lobbisti-dellapocalisse-tecnotronica-o-architetti-di-un-campo-di-concentramento-globale
Globalist.it
Palantir: lobbisti dell’apocalisse tecnotronica o architetti di un campo di concentramento globale?
Le aziende tecnologiche americane sono da tempo ossessionate da idee molto specifiche di riorganizzazione sociale.
🔥2
Forwarded from Pino Cabras
LA FINE DEL CARISMA ARTIFICIALE DI ZELENSKY
Quando il 22 marzo 2022 - assieme a tutti i parlamentari di Alternativa - mi rifiutai di assistere in Parlamento al monologo di Zelensky, fui bersagliato da un coro di giornali e politici tutti coinvolti in quella gigantesca operazione promozionale a sua volta organizzata da un gigantesco apparato internazionale di pubbliche relazioni legato alla NATO.
In quel tempo, sottolineavo che le forze parlamentari dovevano poter interloquire e nel caso criticare. Quindi era irricevibile la pretesa di ridurre le Camere a una claque passiva. Insistevo sul fatto che non si doveva accettare di fare da tappezzeria, da sfondo muto di un personaggio controverso (appena pochi giorni prima, in collegamento con il Parlamento greco, aveva dato la parola a un lugubre miliziano nazista del battaglione Azov).
Ribadivo che quello era solo marketing di guerra e ricordavo quanto fosse corrotta oltre ogni immaginazione la rete di potere che aveva creato dal nulla il presidente ucraino, al punto da far prevedere il peggio nell'enorme traffico incontrollabile, opaco e pericoloso delle forniture d'armi.
Non seguivo insomma la moda imposta, non mi fidavo, sapevo da molti anni dei retroscena (peraltro alla portata di tutti) sul personaggio. Avevo anche abbastanza esperienza per riconoscere la maniacale univocità con cui la Grande Fabbrica del Sogno e della Menzogna sa costruire di volta in volta, in base a convenienze del momento, una narrazione: una visione da "pensiero unico" che fa vedere e replica all'infinito solo una dimensione, fino a nascondere in malafede le enormi ombre dei personaggi posti su un piedistallo di carisma artificiale, come appunto Zelensky. Sapevo anche il prezzo da pagare per osare un giudizio libero: essere assimilato a un megafono di Putin.
Oggi, guarda un po', presso le stesse testate che cercavano di ritagliare sul presidente ucraino la postura e la statura dell'eroe, si cominciano a contare le copertine che sono invece a un passo dal "de profundis" di Zelensky: egli ormai viene demolito, è trattato da dittatore, corrotto, incapace, definitivamente in disgrazia e impresentabile.
Vi dirò: non sono minimamente sorpreso. Questo è da tempo un sistema orwelliano senza rimorsi che porta facilmente dalle stelle alle stalle i personaggi di cartone della sua industria dell'eroismo. Montagne russe. Anzi, ucraine. Anzi, londinesi.
Poi, quando le guerre vanno male, prima o poi le teste cadono.
Per parte mia, credo sia una questione di salute: dobbiamo essere fuori moda se la moda è la guerra totale. Capiterà che si adeguino loro - seppure a malincuore - a chi si è tenuto il buon senso e la memoria.
Quando il 22 marzo 2022 - assieme a tutti i parlamentari di Alternativa - mi rifiutai di assistere in Parlamento al monologo di Zelensky, fui bersagliato da un coro di giornali e politici tutti coinvolti in quella gigantesca operazione promozionale a sua volta organizzata da un gigantesco apparato internazionale di pubbliche relazioni legato alla NATO.
In quel tempo, sottolineavo che le forze parlamentari dovevano poter interloquire e nel caso criticare. Quindi era irricevibile la pretesa di ridurre le Camere a una claque passiva. Insistevo sul fatto che non si doveva accettare di fare da tappezzeria, da sfondo muto di un personaggio controverso (appena pochi giorni prima, in collegamento con il Parlamento greco, aveva dato la parola a un lugubre miliziano nazista del battaglione Azov).
Ribadivo che quello era solo marketing di guerra e ricordavo quanto fosse corrotta oltre ogni immaginazione la rete di potere che aveva creato dal nulla il presidente ucraino, al punto da far prevedere il peggio nell'enorme traffico incontrollabile, opaco e pericoloso delle forniture d'armi.
Non seguivo insomma la moda imposta, non mi fidavo, sapevo da molti anni dei retroscena (peraltro alla portata di tutti) sul personaggio. Avevo anche abbastanza esperienza per riconoscere la maniacale univocità con cui la Grande Fabbrica del Sogno e della Menzogna sa costruire di volta in volta, in base a convenienze del momento, una narrazione: una visione da "pensiero unico" che fa vedere e replica all'infinito solo una dimensione, fino a nascondere in malafede le enormi ombre dei personaggi posti su un piedistallo di carisma artificiale, come appunto Zelensky. Sapevo anche il prezzo da pagare per osare un giudizio libero: essere assimilato a un megafono di Putin.
Oggi, guarda un po', presso le stesse testate che cercavano di ritagliare sul presidente ucraino la postura e la statura dell'eroe, si cominciano a contare le copertine che sono invece a un passo dal "de profundis" di Zelensky: egli ormai viene demolito, è trattato da dittatore, corrotto, incapace, definitivamente in disgrazia e impresentabile.
Vi dirò: non sono minimamente sorpreso. Questo è da tempo un sistema orwelliano senza rimorsi che porta facilmente dalle stelle alle stalle i personaggi di cartone della sua industria dell'eroismo. Montagne russe. Anzi, ucraine. Anzi, londinesi.
Poi, quando le guerre vanno male, prima o poi le teste cadono.
Per parte mia, credo sia una questione di salute: dobbiamo essere fuori moda se la moda è la guerra totale. Capiterà che si adeguino loro - seppure a malincuore - a chi si è tenuto il buon senso e la memoria.
👏2🔥1