La guerra doveva rilanciare la finanza globale. Ma la crisi è troppo profonda: ETF in calo, riscatti bloccati, Big Tech in perdita. Persino i grandi gestori scoprono di non poter più controllare i mercati. [Alessandro Volpi] https://megachip.globalist.it/kill-pil/2026/03/10/quando-crollano-i-padroni-del-mondo-la-guerra-non-basta-piu-a-salvare-il-capitalismo-finanziario/
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Quando crollano i padroni del mondo: La guerra non basta più a salvare il capitalismo finanziario
La guerra doveva rilanciare la finanza globale. Ma la crisi è troppo profonda: ETF in calo, riscatti bloccati, Big Tech in perdita. Persino i grandi gestori scoprono di non poter più controllare i mercati.
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𝗚𝗲𝗼𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗿𝗼𝗺𝗮𝗻𝘇𝗼 𝗮𝘂𝘁𝗼𝘀𝗶𝗴𝗶𝗹𝗹𝗮𝗻𝘁𝗲: 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝘀𝗼 𝗟𝗮𝗻𝗱𝗶
𝐴𝑛𝑎𝑡𝑜𝑚𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑑𝑖𝑠𝑝𝑜𝑠𝑖𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑛𝑎𝑟𝑟𝑎𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎 𝑔𝑢𝑒𝑟𝑟𝑒 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖 𝑒 𝑡𝑟𝑎𝑔𝑒𝑑𝑖𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑟𝑒𝑡𝑒 𝑖𝑛 𝑢𝑛𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑖𝑡𝑎 𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑒𝑔𝑖𝑐𝑎 𝑖𝑚𝑚𝑎𝑔𝑖𝑛𝑎𝑟𝑖𝑎.
Abbiamo visto integralmente su Visione TV la lunga intervista di Francesco Toscano a Gianmarco Landi.
Ne esce il ritratto di un modo di ragionare sempre più diffuso: una lettura della geopolitica che assorbe ogni smentita, sposta continuamente l’asticella della verifica e trasforma eventi drammatici in tasselli di un presunto piano salvifico.
Nell'articolo proviamo a smontare con calma questo impianto autosigillante: le contraddizioni logiche, i nessi indimostrati, le analogie arbitrarie, la riduzione di realtà complesse – come l’Iran o la figura di Soleimani – a elementi di un romanzo strategico.
Perché quando la politica internazionale diventa mitologia, il rischio è di perdere il contatto con i fatti e con la responsabilità concreta delle scelte che producono guerre, vittime e devastazioni.
👇 Qui il testo completo dell'articolo di Pino Cabras. https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2026/03/11/geopolitica-come-romanzo-autosigillante-il-caso-landi/
𝐴𝑛𝑎𝑡𝑜𝑚𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑑𝑖𝑠𝑝𝑜𝑠𝑖𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑛𝑎𝑟𝑟𝑎𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎 𝑔𝑢𝑒𝑟𝑟𝑒 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖 𝑒 𝑡𝑟𝑎𝑔𝑒𝑑𝑖𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑟𝑒𝑡𝑒 𝑖𝑛 𝑢𝑛𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑖𝑡𝑎 𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑒𝑔𝑖𝑐𝑎 𝑖𝑚𝑚𝑎𝑔𝑖𝑛𝑎𝑟𝑖𝑎.
Abbiamo visto integralmente su Visione TV la lunga intervista di Francesco Toscano a Gianmarco Landi.
Ne esce il ritratto di un modo di ragionare sempre più diffuso: una lettura della geopolitica che assorbe ogni smentita, sposta continuamente l’asticella della verifica e trasforma eventi drammatici in tasselli di un presunto piano salvifico.
Nell'articolo proviamo a smontare con calma questo impianto autosigillante: le contraddizioni logiche, i nessi indimostrati, le analogie arbitrarie, la riduzione di realtà complesse – come l’Iran o la figura di Soleimani – a elementi di un romanzo strategico.
Perché quando la politica internazionale diventa mitologia, il rischio è di perdere il contatto con i fatti e con la responsabilità concreta delle scelte che producono guerre, vittime e devastazioni.
👇 Qui il testo completo dell'articolo di Pino Cabras. https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2026/03/11/geopolitica-come-romanzo-autosigillante-il-caso-landi/
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Geopolitica come romanzo autosigillante: il caso Landi
Anatomia di un dispositivo narrativo che trasforma guerre reali e tragedie concrete in una partita strategica immaginaria.
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Una guerra senza fine ridisegna gerarchie globali: energia cara, industrie in fuga, capitali concentrati. Tra stagflazione e censura, i vincitori invisibili consolidano potere mentre periferie ricche e alleati occidentali pagano. [Andrea Zhok] https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/03/11/epstein-fury/
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Epstein Fury
Una guerra senza fine ridisegna gerarchie globali: energia cara, industrie in fuga, capitali concentrati. Tra stagflazione e censura, i vincitori invisibili consolidano potere mentre periferie ricche e alleati occidentali pagano.
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Il potere cambia volto e linguaggio: non più partiti e ideologie, ma algoritmi, dati e sistemi opachi. Nell’ombra avanza una nuova élite tecnologica decisa a governare società, comportamenti e destino collettivo. [Turi Comito]
https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2026/03/16/il-vero-padrone-dellimpero-peter-thiel-e-la-lunga-marcia-del-suprematismo-digitale/
https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2026/03/16/il-vero-padrone-dellimpero-peter-thiel-e-la-lunga-marcia-del-suprematismo-digitale/
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Il vero padrone dell'Impero: Peter Thiel e la lunga marcia del suprematismo digitale
Il potere cambia volto e linguaggio: non più partiti e ideologie, ma algoritmi, dati e sistemi opachi. Nell’ombra avanza una nuova élite tecnologica decisa a governare società, comportamenti e destino collettivo.
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Resistendo all’attacco illegale di Israele e Stati Uniti gli iraniani hanno costretto la “tigre di carta” a rivelarsi. In pochi giorni hanno dimostrato che le armi sofisticate e costose del Pentagono sono inadatte al loro modo, molto economico, di fare la guerra; hanno destabilizzato il mercato mondiale del petrolio che garantisce il dollaro statunitense; infine hanno offerto a tutti gli avversari del dominio anglosassone un nuovo modello su cui riflettere. La Cina è stata già indotta a rivedere completamente i piani di difesa in caso di attacco statunitense nell’area di Taiwan.
[Thierry Meyssan]
https://megachip.globalist.it/cronache-internazionali/2026/03/17/impreviste-conseguenze-della-resistenza-iraniana/
[Thierry Meyssan]
https://megachip.globalist.it/cronache-internazionali/2026/03/17/impreviste-conseguenze-della-resistenza-iraniana/
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Impreviste conseguenze della resistenza iraniana
La resistenza iraniana trasforma il conflitto in una guerra economica globale: costi insostenibili per Washington, rischio crisi del dollaro e nuovi equilibri geopolitici ridisegnano il sistema internazionale
Alexander Dugin sostiene che Thiel deformi il concetto di Katechon collegandolo all’accelerazione tecnologica, mentre riduce in modo restrittivo l’Anticristo al globalismo liberale.
https://megachip.globalist.it/pensieri-lunghi/2026/03/20/lerrore-escatologico-di-thiel/
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L’errore escatologico di Thiel
Alexander Dugin sostiene che Thiel deformi il concetto di Katechon collegandolo all’accelerazione tecnologica, mentre riduce in modo restrittivo l’Anticristo al globalismo liberale.
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Un conflitto apparentemente irrazionale potrebbe celare una strategia più ampia: destabilizzare il sistema globale per rafforzare la supremazia americana. La guerra lunga come “distruzione creatrice” capace di ridisegnare equilibri economici, politici e militari.
https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/03/20/non-solo-iran-la-guerra-lunga-come-progetto-per-ridisegnare-il-sistema-mondo/
https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/03/20/non-solo-iran-la-guerra-lunga-come-progetto-per-ridisegnare-il-sistema-mondo/
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Non solo Iran: la guerra lunga come progetto per ridisegnare il sistema-Mondo
Un conflitto apparentemente irrazionale potrebbe celare una strategia più ampia: destabilizzare il sistema globale per rafforzare la supremazia americana. La guerra lunga come “distruzione creatrice” capace di ridisegnare equilibri economici, politici e militari.
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Forwarded from Laura Ru (Laura Ru)
Il debutto di due attori generati dall’intelligenza artificiale — Qin Lingyue e Lin Xiyan, presentato dalla casa di produzione cinese Youhug Media — ha scatenato un’immediata reazione negativa sul web. Annunciati su Weibo con profili social completi, video introduttivi e ruoli da protagonisti in una prossima serie drammatica, i due performer digitali hanno fatto esplodere, nel giro di poche ore, l’hashtag “boicottare gli attori AI” in cima alle tendenze della piattaforma. La protesta rivela il profondo disagio ontologico che gli spettatori provano di fronte a ciò che Jean Baudrillard chiamava la «precessione dei simulacri»: pura simulazione, copie prive di referente originale, segni che occultano l’assenza stessa di un reale. Il vuoto viene percepito all’istante. Chi commenta sul web parla di «perfezione inquietante», «occhi privi di anima» ed esprime un rifiuto istintivo verso entità che imitano le emozioni senza averle mai vissute. I tratti somatici dei due attori artificiali — un mix di quelli di celebrità quali Zhai Zilu, Zhao Jinmai, Zhang Zifeng e Liang Jie — accentuano ulteriormente il senso di disorientamento e alienazione. Gli avatar digitali generano una vertigine esistenziale: più duttili, performanti e obbedienti di qualsiasi attore in carne e ossa, alimentano il timore che ciò che ci rende umani, e la nostra imperfezione ne è parte integrante, possa diventare un handicap nella competizione con l’AI. Il boicottaggio dimostra resistenza al progressivo svuotamento del reale: gli spettatori preferiscono una persona il cui ruolo consiste nel simulare emozioni sullo schermo e affrontare l'attrito del reale nella sua vita privata, alla levigatezza anodina di un’intelligenza artificiale.
@LauraRuHK ➡️ https://www.globaltimes.cn/page/202603/1357314.shtml
@LauraRuHK ➡️ https://www.globaltimes.cn/page/202603/1357314.shtml
www.globaltimes.cn
What does netizens’ boycott of AI actors signal for businesses? : People's Daily Rui Ping
Recently, a media company unveiled two AI-generated actors on Weibo and cast them as leads in an AIGC drama series, sparking heated debate. Amid growing anxieties that AI may threaten industry viability and squeeze employment opportunities, the topic
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Nei referendum costituzionali il voto diventa giudizio politico: maggioranze parlamentari fragili scoprono di non essere maggioranze nel Paese, mentre elettori delusi trasformano la consultazione in resa dei conti nazionale finale.
https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2026/03/24/urne-contro-il-potere/
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Urne contro il potere
Nei referendum costituzionali il voto diventa giudizio politico: maggioranze parlamentari fragili scoprono di non essere maggioranze nel Paese, mentre elettori delusi trasformano la consultazione in resa dei conti nazionale finale.
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Il Piano Trump fallisce: una resa imposta dai fatti. L'Iran risponde con deterrenza e petroyuan, scardinando il petrodollaro. La guerra accelera la transizione multipolare: energia, finanza e potere globale si riallineano sotto stress estremo. [Pepe Escobar]
https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/03/27/un-nuovo-mondo-sta-nascendo-mentre-quello-vecchio-sta-morendo/
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Un nuovo mondo sta nascendo mentre quello vecchio sta morendo
Piano Trump fallisce: una resa imposta dai fatti. Iran risponde con deterrenza e petroyuan, scardinando il petrodollaro. La guerra accelera la transizione multipolare: energia, finanza e potere globale si riallineano sotto stress estremo.
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Tra teologia, algoritmi e guerra, il profeta della Silicon Valley predica il caos mentre Palantir monetizza conflitti reali. Il Vaticano osserva, prende le distanze e lancia l’allarme.
[Margherita Furlan]
https://megachip.globalist.it/pensieri-lunghi/2026/03/29/il-profeta-dellapocalisse-profittevole-peter-thiel-e-lanticristo/
[Margherita Furlan]
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Il profeta dell'Apocalisse profittevole: Peter Thiel e l'Anticristo
Tra teologia, algoritmi e guerra, il profeta della Silicon Valley predica il caos mentre Palantir monetizza conflitti reali. Il Vaticano osserva, prende le distanze e lancia l’allarme.
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Forwarded from Giulietto Chiesa Real
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“NON È UNA SECONDA GUERRA FREDDA…”
Il decennio 2014-2024 è stato preparatorio a una grande guerra, una terza guerra mondiale, le cui colpe l’Occidente vorrebbe addossare a Putin e alla Russia.
PUTINFOBIA parla proprio di questo. A 10 anni esatti dalla sua prima pubblicazione, torna in una nuova edizione e con una nuova prefazione di NICOLAI LILIN.
📕 PREORDINE ATTIVO al prezzo lancio di 19,90 (anziché 21,90) fino al 5 aprile.
➡️ DISPONIBILE QUI https://giuliettochiesareal.com/products/putinfobia
Il decennio 2014-2024 è stato preparatorio a una grande guerra, una terza guerra mondiale, le cui colpe l’Occidente vorrebbe addossare a Putin e alla Russia.
PUTINFOBIA parla proprio di questo. A 10 anni esatti dalla sua prima pubblicazione, torna in una nuova edizione e con una nuova prefazione di NICOLAI LILIN.
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Doppio standard europeo: sanzioni inflessibili contro Iran e Russia, silenzio su Israele e USA. Morale proclamata, realismo assente. Intanto l’Europa paga il prezzo: energia cara, deindustrializzazione, cittadini sacrificati. certo, la ghigliottina...
https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/04/07/ricapitolando-2/
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Ricapitolando...
Doppio standard europeo: sanzioni inflessibili contro Iran e Russia, silenzio su Israele e USA. Morale proclamata, realismo assente. Intanto l’Europa paga il prezzo: energia cara, deindustrializzazione, cittadini sacrificati. certo, la ghigliottina...
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🔥 UNA CIVILTÀ PUÒ MORIRE… E NOI RESTIAMO A GUARDARE?
Trump scrive: “Un’intera civiltà morirà stanotte”. Non suona più come uno slogan. È semmai una soglia. Quando una cosa del genere viene detta pubblicamente, significa che qualcuno ha già iniziato a considerarla possibile.
Ho provato a leggere quel messaggio in modo diverso. Non con i commentatori di giornata, ma chiamando — uno per uno — quelli che avevano già visto tutto questo prendere forma.
.📞 Hannah Arendt: quando la distruzione diventa “inevitabile”, la responsabilità scompare
.📞 George Orwell: “regime change” serve a non dire guerra
.📞 Sigmund Freud: aggressività travestita da necessità
.📞 Carl Jung: il male proiettato tutto sull’altro
.📞 Erich Fromm: la distruzione che diventa soluzione
.📞 Carl Schmitt: il nemico reso eliminabile
.📞 J. Robert Oppenheimer: prima si rende pensabile l’annientamento, poi si costruiscono gli strumenti
.📞 Giulietto Chiesa: non è Trump, è la sceneggiatura che parla
.📌 Il punto non è se accadrà davvero stanotte
.Il punto è che qualcuno ha già reso accettabile l’idea
.E quando una civiltà diventa “sacrificabile” nel linguaggio, il resto arriva da sé
.👉 Leggi qui
:https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/04/07/telefonate-dalloltretomba-cosa-dicono-del-post-di-trump-sulliran/
Trump scrive: “Un’intera civiltà morirà stanotte”. Non suona più come uno slogan. È semmai una soglia. Quando una cosa del genere viene detta pubblicamente, significa che qualcuno ha già iniziato a considerarla possibile.
Ho provato a leggere quel messaggio in modo diverso. Non con i commentatori di giornata, ma chiamando — uno per uno — quelli che avevano già visto tutto questo prendere forma.
.📞 Hannah Arendt: quando la distruzione diventa “inevitabile”, la responsabilità scompare
.📞 George Orwell: “regime change” serve a non dire guerra
.📞 Sigmund Freud: aggressività travestita da necessità
.📞 Carl Jung: il male proiettato tutto sull’altro
.📞 Erich Fromm: la distruzione che diventa soluzione
.📞 Carl Schmitt: il nemico reso eliminabile
.📞 J. Robert Oppenheimer: prima si rende pensabile l’annientamento, poi si costruiscono gli strumenti
.📞 Giulietto Chiesa: non è Trump, è la sceneggiatura che parla
.📌 Il punto non è se accadrà davvero stanotte
.Il punto è che qualcuno ha già reso accettabile l’idea
.E quando una civiltà diventa “sacrificabile” nel linguaggio, il resto arriva da sé
.👉 Leggi qui
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Telefonate dall'Oltretomba: cosa dicono del post di Trump sull'Iran
Un post di Trump sull’Iran diventa il pretesto per interrogare Arendt, Orwell, Freud, Jung, Fromm, Schmitt, Oppenheimer e Giulietto Chiesa: voci diverse che smontano linguaggio, potere e violenza.
Forwarded from War Room - Russia, Ucraina, NATO
Indeciso se attaccare o meno la Persia, Creso chiese un responso all'oracolo di Delfi. La Pizia gli rispose così: "Se Creso attraverserà il fiume Halys, cadrà un grande impero" e Creso, ovviamente, pensò si riferisse all'impero persiano. Invece la Pizia, che mai non mente, si riferiva al suo, che cessò di esistere dopo la battaglia che ne seguì. Per cui bisogna fare attenzione a promettere, in stile oracolare, che "un'intera civiltà verrà distrutta stanotte", perché le divinità hanno uno strano senso dell'umorismo.
la sindaca di Genova con ambizioni per palazzo Chigi avanza senza dichiarare visione né programma: candidatura costruita, comunicazione calibrata, vuoto politico funzionale. Un prodotto rassicurante per i poteri, pensato per neutralizzare ogni residuo di alternativa. https://megachip.globalist.it/politica-e-beni-comuni/2026/04/11/silvia-salis-la-candidata-senza-idee-il-prodotto-perfetto-del-potere/
Globalist.it
Silvia Salis, la candidata senza idee: il prodotto perfetto del potere
la sindaca di Genova con ambizioni per palazzo Chigi avanza senza dichiarare visione né programma: candidatura costruita, comunicazione calibrata, vuoto politico funzionale. Un prodotto rassicurante per i poteri, pensato per neutralizzare ogni residuo di…
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Mosca indica le fabbriche europee come bersagli, l’UE arma Kiev con filiere industriali integrate: la nuova evoluzione industriale-militare dei droni cancella ogni finzione e porta il continente dentro il fronte. [Pino Cabras] https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/04/16/la-guerra-dei-droni-ha-finito-di-smascherare-la-finzione-europea-ora-siamo-tutti-un-bersaglio/
Globalist.it
La Guerra dei Droni ha finito di smascherare la finzione europea: ora siamo tutti un bersaglio
Mosca indica le fabbriche europee come bersagli, l’UE arma Kiev con filiere industriali integrate: la nuova evoluzione industriale-militare dei droni cancella ogni finzione e porta il continente dentro il fronte.
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Trump punge Meloni, ma il vero potere si muove altrove: BlackRock ridisegna gli equilibri bancari italiani, Mps cambia asse e il governo lascia campo libero alla finanza Usa.
[Alessandro Volpi]
https://megachip.globalist.it/kill-pil/2026/04/16/chi-comanda/
[Alessandro Volpi]
https://megachip.globalist.it/kill-pil/2026/04/16/chi-comanda/
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Chi comanda
Trump punge Meloni, ma il vero potere si muove altrove: BlackRock ridisegna gli equilibri bancari italiani, Mps cambia asse e il governo lascia campo libero alla finanza Usa.
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Elena Basile e Angelo D’Orsi denunciano un clima crescente di censura politica e mediatica in Europa, accusando istituzioni e media di colpire il dissenso e restringere libertà fondamentali.
https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2026/04/16/europa-il-dissenso-sotto-assedio-basile-e-dorsi-denunciano-la-deriva-della-censura/
https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2026/04/16/europa-il-dissenso-sotto-assedio-basile-e-dorsi-denunciano-la-deriva-della-censura/
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Europa, il dissenso sotto assedio: Basile e D’Orsi denunciano la deriva della censura
Elena Basile e Angelo D’Orsi denunciano un clima crescente di censura politica e mediatica in Europa, accusando istituzioni e media di colpire il dissenso e restringere libertà fondamentali.
Scott Ritter firma un’analisi durissima: la campagna militare di Stati Uniti e Israele non avrebbe piegato Teheran, ma avrebbe invece rafforzato il governo iraniano, mostrato i limiti della potenza occidentale e aperto una crisi energetica globale.
Secondo Ritter, Trump ora tenta di vendere come vittoria ciò che sarebbe in realtà una sconfitta strategica. Ma se decidesse di rilanciare con nuovi bombardamenti, il secondo round potrebbe trasformarsi in un boomerang devastante: Hormuz chiuso, petrolio alle stelle, caos nei mercati, infrastrutture del Golfo e Israele sotto attacco.
Una lettura provocatoria ma ricca di spunti, che rovescia la narrazione dominante e descrive il rischio di un errore storico fondato su superbia, propaganda e incompetenza.
📌 Da leggere per capire perché la partita con l’Iran potrebbe essere molto più seria di quanto raccontano i media occidentali.
https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/04/19/le-conseguenze-dellincompetenza/
Secondo Ritter, Trump ora tenta di vendere come vittoria ciò che sarebbe in realtà una sconfitta strategica. Ma se decidesse di rilanciare con nuovi bombardamenti, il secondo round potrebbe trasformarsi in un boomerang devastante: Hormuz chiuso, petrolio alle stelle, caos nei mercati, infrastrutture del Golfo e Israele sotto attacco.
Una lettura provocatoria ma ricca di spunti, che rovescia la narrazione dominante e descrive il rischio di un errore storico fondato su superbia, propaganda e incompetenza.
📌 Da leggere per capire perché la partita con l’Iran potrebbe essere molto più seria di quanto raccontano i media occidentali.
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Le conseguenze dell'incompetenza
Gli Stati Uniti hanno perso nettamente il primo round della guerra contro l'Iran. Se Trump decidesse di intraprendere un secondo round, i risultati sarebbero disastrosi per l'America e i suoi alleati.
Un saggio che legge il presente senza paraocchi: David Colantoni indaga l’ascesa della “classe armata”, il peso crescente del potere militare e la deriva apocalittica delle guerre contemporanee. https://megachip.globalist.it/libri-consigliati/2026/04/22/teoria-della-classe-armata-uno-sguardo-acuto-sui-rapporti-di-potere-e-sulle-nuove-guerre-autodistruttive/
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“Teoria della classe armata”. Uno sguardo acuto sui rapporti di potere e sulle nuove “guerre autodistruttive”
Un saggio che legge il presente senza paraocchi: David Colantoni indaga l’ascesa della “classe armata”, il peso crescente del potere militare e la deriva apocalittica delle guerre contemporanee.