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di Alessandro Orsini

Soledar. La conquista russa è centrale (anche se i nostri media non lo sanno)
Il Fatto Quotidiano 17 GENNAIO 2023

La conquista russa di Soledar è importante anche se i media dominanti sviliscono il suo valore. Soledar, Bakhmut e Siversk rappresentano i capisaldi della seconda linea difensiva ucraina in Donbass. La loro caduta ridurrebbe lo spazio vitale per gli ucraini costretti a ripiegare sull’ultima linea difensiva, i cui bastioni principali sono Kramatorsk e Sloviansk, già sotto le bombe. Guido Crosetto ha un problema scientifico. Non sapendo classificare correttamente la guerra in Ucraina, ripete gli errori del suo predecessore. La classificazione è, infatti, alla base dell’impresa scientifica. Se classifichiamo la guerra in Ucraina con il dovuto distacco emotivo, appare evidente che è “esistenziale” per la Russia. Ne consegue che la Russia vincerà con le armi convenzionali o eviterà la sconfitta con quelle nucleari. Trattandosi di una guerra esistenziale, per ogni proiettile della Nato lanciato contro i russi, i russi ne lanceranno dieci contro gli ucraini. Finora è sempre stato così. Questa regolarità empirica, da noi annunciata il 24 febbraio, troverà conferme anche in futuro. La consegna dei carrarmati a Kiev spingerà la Russia a contromosse sempre più pesanti. Tra quelle contemplabili, vi è la possibilità che Putin esalti l’aviazione finora sottoutilizzata, con conseguenze potenzialmente spaventose per i civili.

Il sentimento nazionale in Russia aumenta anziché diminuire. Se utilizziamo la sociologia comprendente di Max Weber, che invita ad assumere il punto di vista di chi agisce, tutto diventerà chiaro. Contro le previsioni ottimistiche dei portavoce della Casa Bianca in Italia, ovvero La Stampa, Corriere della Sera e Repubblica, sanzioni e sconfitte hanno esasperato il sentimento patriottico dei russi. Osservando il comportamento della Nato, i russi trovano una conferma alla tesi secondo cui la Nato si è nascosta dietro l’Ucraina dal 2014 per avvicinarsi proditoriamente al suolo patrio. Biden, Stoltenberg e Ursula von der Leyen invitano i Paesi Nato a produrre armi a profusione per sconfiggere la Russia sul campo e causare la fine del suo status di grande potenza. Quale russo approverebbe un simile progetto? Bisogna essere davvero i portavoce della Casa Bianca in Italia per credere che i russi facciano il tifo per diventare più poveri e umiliati. I russi tifano per Biden quanto gli americani tifano per Putin.

È impressionante il delirio ideologico in cui l’Italia è caduta. I media dominanti negano l’importanza di Soledar per accrescere il consenso intorno alle politiche di guerra di Biden in Ucraina. Il delirio non consente di osservare l’essenziale, che riassumo come segue: Biden lavora per una guerra moderata e prolungata. È “moderata” affinché non degeneri nel conflitto nucleare contrario agli interessi americani ed è “prolungata” affinché separi la Russia dall’Europa. Questo processo divisorio richiede un grande scorrimento di sangue. Se i morti ucraini sono pochi, il sentimento anti-russo degli europei sarà tenue; essendo tanti, sarà grave. L’egemonia americana sull’Europa richiede che gli europei odino i russi profondamente in modo da rendere improbabile qualsiasi riavvicinamento tra loro. Il successo di Biden, totale per ora, corrisponde all’insuccesso completo di Von der Leyen giacché un’Europa in assetto anti-russo permanente è un disastro per gli europei. Accecati dal desiderio della sconfitta della Russia, Corriere della Sera, La Stampa e Repubblica non si accorgono della sconfitta dell’Europa, attore internazionale sempre meno rilevante. Mentre il tramonto della Russia è una speranza del futuro, quello dell’Europa è un dato del presente.

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Ieri come da tradizione nella Sardegna profonda sono stati accesi i Fuochi di Sant'Antonio. Che "su Karrasegare" abbia inizio. Con il Carnevale propriamente detto ha poco a che fare: non è fatto di scherzi, dolci, allegria. In comune solo la Maschera. https://megachip.globalist.it/general/2023/01/17/karrasegare-e-kultur/
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Thierry Meyssan: -------- In tempo di pace, com’anche in tempo di guerra, la dominazione occidentale sul resto del mondo, nonché quella degli Stati Uniti sui loro alleati, passano attraverso la strumentalizzazione del diritto. Ragion per cui i tribunali internazionali non applicano la giustizia, hanno solo il compito di confermare l’ordine del mondo e di punire chi lo contesti. Il diritto statunitense e il diritto europeo servono a costringere il resto del mondo a rispettare le politiche di Washington e di Bruxelles. Questo sistema però comincia a logorarsi. ------- https://megachip.globalist.it/cronache-internazionali/2023/01/17/la-giustizia-imperialista-si-sgretola/
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“Venticinque sentieri smarriti dell’umanità” è il sottotitolo del libro "Culture dimenticate" di Haarmann, una collezione di fatti archeologici fuori teoria o fatti dimenticati, accantonati, minimizzati perché poco utili o in contro-narrazione. https://megachip.globalist.it/libri-consigliati/2023/01/18/culture-dimenticate/
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Forwarded from Giubbe Rosse
SPUNTANO ALTRI VIDEO DELLA CATTURA DI MATTEO MESSINA DENARO, DA ANGOLAZIONI DIVERSE. LE FONTI SONO DA ACCERTARE MA I VIDEO PAIONO AUTENTICI. (Fonte: Twitter)

Dai video sembrerebbe trasparire un clima di particolare tranquillità con il quale il boss viene trattenuto.

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🇬🇧 🇺🇦 Secondo la Reuters il Ministro della Difesa Britannico ha garantito all'Ucraina l'invio di 600 missili Brimstone. Hanno 20 km di gittata, possono essere sparati via terra o via elicottero e aereo. Ottimi per distruggere mezzi corazzati anche con corazza reattiva grazie alla doppia carica.
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Forwarded from Byoblu
DIMISSIONI DI JACINDA ARDERN: LA FINE DI UN INCUBO DISTOPICO

Si è dimessa Jacinda Ardern, Primo Ministro neozelandese. Finisce così definitivamente il regno dell’allieva di Schwab che aveva introdotto un lockdown brutale insieme ad obblighi vaccinali generalizzati.

➡️https://www.byoblu.com/2023/01/19/dimissioni-di-jacinda-ardern-la-fine-di-un-incubo-distopico/

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Qualcuno nel '39 vedeva le cose con sguardo lucido.

" Dove c'è lavoro per uno, accorrono in cento. Se quell'uno guadagna trenta cents, io mi contento di venticinque.
Se quello ne prende venticinque, io lo faccio per venti. No, prendete me, io ho fame, posso farlo per quindici.
Io ho bambini, ho i bambini che han fame! io lavoro per niente; per il solo mantenimento. Li vedeste, i miei bambini! Pustole in tutto il corpo, deboli che non stanno in piedi. Mi lasciate portar via un po' di frutta, di quella a terra, abbattuta dal vento, e mi date un po' di carne per fare il brodo ai miei bambini, e io non chiedo altro.
E questo, per taluno, è un bene, perché fa calar le paghe mantenendo invariati i prezzi. I grandi proprietari giubilano, e fanno stampare altre migliaia di prospettini di propaganda per attirare altre ondate di straccioni. E le paghe continuano a calare, e i prezzi restano invariati.
Così tra poco riavremo finalmente la schiavitù".

John Steinbeck - Furore - 1939

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Forwarded from Giubbe Rosse
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🇺🇦 ARESTOVYCH: "IMPROBABILE CHE KIEV VINCA IL CONFLITTO"
L'ex consigliere dell'ufficio di Zelensky, Oleksij Arestovych, dice che è improbabile che Kiev vinca nel conflitto. Dopo il 14 gennaio le cose sono cambiate.
Arestovych si è anche soffermato sulle parole del presidente polacco Duda, secondo cui le prossime settimane e i prossimi mesi potrebbero essere decisivi per la sopravvivenza dell'Ucraina.

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Dal 2020 la NATO sta portando avanti i piani per una guerra psicologica che dovrà essere equiparata alle cinque aree operative esistenti dell’alleanza militare (terra, mare, aria, spazio, cyberspazio). Si tratta del campo di battaglia dell’opinione pubblica. I documenti della NATO parlano di “guerra cognitiva”. Quanto è concreto il progetto, quali passi sono stati fatti finora e a chi è rivolto? https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2023/01/21/guerra-cognitiva-la-nato-pianifica-la-guerra-per-le-menti/
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La forza evocativa delle immagini e il ricorso alla tecnica dell’empatia possono influenzare l’opinione pubblica molto più di mille parole. Utilizzando fotografie o video, si ottiene una maggiore vicinanza col pubblico e si usa la leva delle emozioni.
https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2023/01/22/31719/
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Forwarded from Giubbe Rosse
IL WASHINGTON POST VA "ALL IN": "SCHOLZ MANDI I LEOPARD, BIDEN GLI ABRAMS"
Se qualcuno ha ancora dubbi sul fatto che la guerra in Ucraina viene percepita dalle alte sfere come un nodo esistenziale per la sopravvivenza e il predominio globale del sistema occidentale, difficilmente ne avrà ancora dopo aver letto l'articolo di ieri del Washington Post, a firma dell'intera redazione. Dietro l'insopportabile retorica dell'introduzione, degna del miglior Vittorio Emanuele Parsi ("L'Ucraina aspira ad essere una nazione pienamente europea, democratica, pluralista, tollerante e moderna"), affiora in modo tangibile il terrore che la guerra possa essere perduta e sia necessario uno sforzo eccezionale da parte dei paesi occidentali per ribaltare la situazione a favore dell'Ucraina.

"Se alla Russia viene concessa l'impunità dopo aver invaso un grande paese europeo come l'Ucraina, anche i paesi europei più piccoli sono a rischio a causa delle fantasie imperialistiche di Putin.
Ma, a quanto pare, questo messaggio non è stato pienamente recepito da una parte del governo di coalizione tedesco e dal suo pubblico. I sondaggi suggeriscono che, mentre il sostegno generale dei tedeschi all'Ucraina rimane relativamente alto, l'opinione pubblica è diviso quasi equamente sulla questione dell'invio di carri armati di fabbricazione tedesca in Ucraina.
I carri armati tedeschi Leopard 2, diverse migliaia dei quali sono stoccati negli arsenali dei suoi alleati della NATO in Europa, sono le migliori opzioni per l'uso dell'Ucraina. Sono molto più numerosi dei carri armati Challenger 2 britannici, circa 14 dei quali vengono consegnati all'Ucraina, e più adatti al terreno ucraino e alle capacità di manutenzione rispetto al carro armato di punta degli Stati Uniti, l'M1 Abrams. Diversi paesi europei con Leopard nei loro arsenali hanno suggerito di essere pronti a spedirli immediatamente in Ucraina, compresi i membri della NATO Polonia e Danimarca, nonché la Finlandia, che ha chiesto di aderire all'alleanza. Ma quelle spedizioni devono prima essere approvate dalla Germania, che ha insistito sul diritto al rifiuto nei suoi contratti di vendita di armi.
Il signor Scholz sta sacrificando una sana strategia sull'altare del calcolo politico, vacillando di fronte all'opposizione di alcuni alleati politici e di un segmento dell'elettorato tedesco. È un errore di valutazione che non può reggere.
Alcuni funzionari di Berlino hanno suggerito che manderebbero i Leopard in Ucraina se l'amministrazione Biden si muovesse per prima e fornisse copertura politica, inviando alcuni carri armati Abrams di fabbricazione statunitense a Kiev. Washington è stata finora riluttante a farlo, considerando il gigantesco consumo di carburante dell'Abrams, che richiede una manutenzione costante, oltre a essere poco adatto al terreno e alle capacità dell'Ucraina. Tuttavia, se l'invio di alcuni carri armati Abrams è la chiave per rompere l'impasse su un carico potenzialmente molto più grande di Leopard, il presidente Biden dovrebbe dare il suo assenso. Dovrebbe farlo non solo per aggiungere muscoli all'arsenale dell'Ucraina in quello che potrebbe essere un momento decisivo della guerra, ma anche per mantenere la determinazione e l'unità dell'Occidente di fronte alla più grave minaccia che ha affrontato in più di una generazione.
I carri armati da soli non vinceranno la guerra. L'Ucraina ha anche bisogno di un gran numero di veicoli da combattimento più leggeri, portaerei corazzati, obici, moderni sistemi di difesa aerea e un rifornimento costante di proiettili di artiglieria, che utilizza a un ritmo di circa 3.000 al giorno. (Fonte: Washington Post)

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