Due modi di intendere il ruolo della donna nella società si scontrano in Iran. Le istanze delle piazze occidentalizzate potranno essere accolte dalla Repubblica islamica? [Simone Santini] https://megachip.globalist.it/cronache-internazionali/2023/01/10/sistema-e-opposizione-in-iran-e-possibile-conciliarli/
Megachip
Sistema e opposizione in Iran. E' possibile conciliarli? | Megachip
Due modi di intendere il ruolo della donna nella società si scontrano in Iran. Le istanze delle piazze occidentalizzate potranno essere accolte dalla Repubblica islamica?
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Forwarded from Alternativa | Ufficiale
Putin nomina Alexander Lapin capo di Stato maggiore dell'esercito russo: ora sarà lui a guidare la guerra in Ucraina.
Cosa può significare questo?
Ne ha parlato il nostro Pino Cabras a Visione tv, analizzando il quadro insieme agli altri ospiti, il generale Marco Bertolini e lo scrittore Roberto Quaglia.
Video: https://fb.watch/h_ndWOPkT5/
Cosa può significare questo?
Ne ha parlato il nostro Pino Cabras a Visione tv, analizzando il quadro insieme agli altri ospiti, il generale Marco Bertolini e lo scrittore Roberto Quaglia.
Video: https://fb.watch/h_ndWOPkT5/
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
L’infiltrato putiniano.
Di Marco Travaglio.
Allarme russo, ripeto: allarme russo. Un pericoloso putiniano, aiutato dai soliti hacker moscoviti, s’è infiltrato nelle pagine di Repubblica per ribaltare di 180 gradi la linea di Sambuca Molinari. L’ignoto intruso, che si spaccia per l’economista americano Jeffrey D. Sachs e – leggiamo sgomenti – “comincia con questo articolo la sua collaborazione con Repubblica”, riempie un’intera pagina sotto il titolo ingannevole “Lula uscirà rafforzato. Ora la vera sfida è salvare l’Amazzonia” per bombardarne senza pietà 11 mesi di editoriali turboatlantisti sulla guerra russo-ucraina: “Qui in Occidente siamo bombardati da narrazioni ufficiali ridicole, perlopiù provenienti da Washington”. Quali? Guardacaso, le stesse di Sambuca, Johnny Riotta, Merlo, Messina, Folli, giù giù fino a Cappellini: “La Russia è il male puro, la Cina è la più grande minaccia per il mondo e solo la Nato può salvarci… Dabbenaggini imbastite dal Dipartimento di Stato” e rilanciate da Rep e dalle altre filiali locali del Pentagono, che “ci intrappolano in guerre che non avrebbero mai dovuto verificarsi e vanno fermate con i negoziati piuttosto che con l’escalation”.
Oddio, e quali guerre? “È stato il tentativo Usa di espandere la Nato alla Georgia e all’Ucraina a scatenare le guerre in Georgia (nel 2010) e in Ucraina (dal 2014 a oggi)”. Questo bel tomo ignora il primo comandamento del Decalogo atlantista: c’è un aggressore e un aggredito. Anzi, peggio: iscrive Usa e Nato fra gli aggressori di Georgia e Ucraina. Ma non solo: “Né il bombardamento Nato di Belgrado nel 1999, né i 15 anni di missione fallita in Afghanistan, né il bombardamento della Libia nel 2011 hanno centrato gli obiettivi”. E, parlando con pardon, “neppure la Cina è una grave minaccia come viene dipinta oggi in occidente”, perché “non viviamo più in un mondo guidato dagli Usa e neppure diviso fra gli Usa e la rivale Cina. Siamo in un mondo multipolare, in cui… alleanze militari come la Nato… sono un pericoloso anacronismo”. E tutto questo – ripetiamo con sgomento – su Rep: un autobombardamento in piena regola, che non può restare impunito. Prima però bisogna dare un nome e un volto al putribondo figuro. Da quel che scrive, il campo si restringe a pochi pacifinti putiniani: il professor Orsini, i filosofi Cacciari e Di Cesare, i generali Mini e Bertolini, il fisico Rovelli, gli storici Barbero, Canfora, Cardini, D’Orsi o forse, chissà, il direttore del Fatto Putiniano. Che aspettano il Copasir, il Dis, l’Aise, l’Aisi e la Digos a indagare? E dove sono Riotta, la Tocci, il commissario Iacoboni, il duo Sarzanini-Guerzoni e gli altri ghostbuster di hacker e agenti russi? Urge aggiornare le liste di proscrizione. Non c’è un minuto da perdere.
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Di Marco Travaglio.
Allarme russo, ripeto: allarme russo. Un pericoloso putiniano, aiutato dai soliti hacker moscoviti, s’è infiltrato nelle pagine di Repubblica per ribaltare di 180 gradi la linea di Sambuca Molinari. L’ignoto intruso, che si spaccia per l’economista americano Jeffrey D. Sachs e – leggiamo sgomenti – “comincia con questo articolo la sua collaborazione con Repubblica”, riempie un’intera pagina sotto il titolo ingannevole “Lula uscirà rafforzato. Ora la vera sfida è salvare l’Amazzonia” per bombardarne senza pietà 11 mesi di editoriali turboatlantisti sulla guerra russo-ucraina: “Qui in Occidente siamo bombardati da narrazioni ufficiali ridicole, perlopiù provenienti da Washington”. Quali? Guardacaso, le stesse di Sambuca, Johnny Riotta, Merlo, Messina, Folli, giù giù fino a Cappellini: “La Russia è il male puro, la Cina è la più grande minaccia per il mondo e solo la Nato può salvarci… Dabbenaggini imbastite dal Dipartimento di Stato” e rilanciate da Rep e dalle altre filiali locali del Pentagono, che “ci intrappolano in guerre che non avrebbero mai dovuto verificarsi e vanno fermate con i negoziati piuttosto che con l’escalation”.
Oddio, e quali guerre? “È stato il tentativo Usa di espandere la Nato alla Georgia e all’Ucraina a scatenare le guerre in Georgia (nel 2010) e in Ucraina (dal 2014 a oggi)”. Questo bel tomo ignora il primo comandamento del Decalogo atlantista: c’è un aggressore e un aggredito. Anzi, peggio: iscrive Usa e Nato fra gli aggressori di Georgia e Ucraina. Ma non solo: “Né il bombardamento Nato di Belgrado nel 1999, né i 15 anni di missione fallita in Afghanistan, né il bombardamento della Libia nel 2011 hanno centrato gli obiettivi”. E, parlando con pardon, “neppure la Cina è una grave minaccia come viene dipinta oggi in occidente”, perché “non viviamo più in un mondo guidato dagli Usa e neppure diviso fra gli Usa e la rivale Cina. Siamo in un mondo multipolare, in cui… alleanze militari come la Nato… sono un pericoloso anacronismo”. E tutto questo – ripetiamo con sgomento – su Rep: un autobombardamento in piena regola, che non può restare impunito. Prima però bisogna dare un nome e un volto al putribondo figuro. Da quel che scrive, il campo si restringe a pochi pacifinti putiniani: il professor Orsini, i filosofi Cacciari e Di Cesare, i generali Mini e Bertolini, il fisico Rovelli, gli storici Barbero, Canfora, Cardini, D’Orsi o forse, chissà, il direttore del Fatto Putiniano. Che aspettano il Copasir, il Dis, l’Aise, l’Aisi e la Digos a indagare? E dove sono Riotta, la Tocci, il commissario Iacoboni, il duo Sarzanini-Guerzoni e gli altri ghostbuster di hacker e agenti russi? Urge aggiornare le liste di proscrizione. Non c’è un minuto da perdere.
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Giorgio Bianchi Photojournalist
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Forwarded from l'AntiDiplomatico
Ecco voi l’ultimo bollettino economico della Banca Centrale Europea. Fino a quando dovremmo accettare questa trappola mortale?
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-salari_e_inflazione_la_ricetta_nellultimo_bollettino_della_bce/11_48377/
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www.lantidiplomatico.it
Salari e inflazione: la ricetta nell'ultimo bollettino della Bce
L'antidiplomatico - Liberi di svelarvi il mondo
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Forwarded from Lo Squillo di Gilberto Trombetta
La riforma del MES rischia di portare al fallimento dell'Italia attraverso quello che secondo i mentecatti di Bruxelles sarebbe un default controllato. Questo rischio prescinde dal ricorso al MES: la sostenibilità del debito verrebbe infatti valutata ex ante.
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Forwarded from l'AntiDiplomatico
La previsione dell'economista Roubini
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-roubini_pi_guerra_significa_pi_inflazione/11_48389/
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-roubini_pi_guerra_significa_pi_inflazione/11_48389/
www.lantidiplomatico.it
Roubini: Più guerra significa più inflazione
L'antidiplomatico - Liberi di svelarvi il mondo
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Forwarded from Giubbe Rosse
MAGISTRALE LA VERITÀ DI OGGI. (Fonte: LaVerità)
- La Vergognosa censura di Facebook a notizie vere
- La proiezione degli Invisibili
- Bassetti che dice di tenersi la polmonite (e magari pure il marito violento se una non si è vaccinata?).
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La vera tragedia della morte di Fabrizio De André [1940-1999] non è stata la scomparsa dell'artista, la vera tragedia è la sfida a chi lo ama di più, cominciata da allora.
https://megachip.globalist.it/musicachip/2023/01/12/faberlatria-fenomenologia-di-un-culto/
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Megachip
Faberlatria. Fenomenologia di un culto | Megachip
La vera tragedia della morte di Fabrizio De André non è stata la scomparsa dell'artista, la vera tragedia è la sfida a chi lo ama di più, cominciata da allora.
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Forwarded from Savino Balzano
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@SavinoBalzano
Ieri, ospite di Byoblu - La TV dei Cittadini ho provato a dire la mia sulla manovra appena varata e per quanto mi riguarda i problemi sono 2:
- il primo, paradossalmente meno grave, consiste nella cattiva distribuzione delle briciole: non sono stati aiutati i più deboli, a dispetto della propaganda.
- il secondo, assai più grave, consiste nel fatto che continuiamo a scannarci per la distribuzione di nulla o quasi: dobbiamo rompere la gabbia!
Ieri, ospite di Byoblu - La TV dei Cittadini ho provato a dire la mia sulla manovra appena varata e per quanto mi riguarda i problemi sono 2:
- il primo, paradossalmente meno grave, consiste nella cattiva distribuzione delle briciole: non sono stati aiutati i più deboli, a dispetto della propaganda.
- il secondo, assai più grave, consiste nel fatto che continuiamo a scannarci per la distribuzione di nulla o quasi: dobbiamo rompere la gabbia!
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Come si hackerano gli esseri umani, per creare lo stato spirituale che in poche tappe fa passare le cose da inconcepibili a elemento costitutivo delle politiche pubbliche [Alfredo Tocchi] https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2023/01/12/la-finestra-di-overton-sullessere-umano-lanimale-hackerabile/
Globalist.it
La finestra di Overton sull’essere umano, l’animale hackerabile
Come si hackerano gli esseri umani, per creare lo stato spirituale che in poche tappe fa passare le cose da inconcepibili a elemento costitutivo delle politiche pubbliche
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Forwarded from la fionda📕
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👉 Durante la crisi energetica e la stagflazione della fine degli anni '70, Caffè spiegava come il contenimento dei prezzi dell’energia, dei trasporti e dei carburanti, da parte dello Stato, avrebbe contenuto l’inflazione senza scoraggiare consumi e crescita.
👉 Intervenire in una crisi d’inflazione da offerta per ammortizzare i costi necessari a produrre beni (elettricità, gas, benzina, trasporti pubblici), fa sì che i prezzi non salgano e di non vedere quindi erosi stipendi e risparmi. I Paesi che hanno adottato queste misure (timidamente Spagna o Francia) hanno un’inflazione molto più bassa.
👉 Nel contesto dell’UE allo Stato non è consentito intervenire come dovrebbe. Occorre prenderne atto e capire come l’attuale inflazione da offerta rappresenti uno strumento nelle mani della BCE utilizzato per redistribuire ricchezza verso l’alto.
🔴Per altri video come questo, unisciti a @lafionda
👉 Intervenire in una crisi d’inflazione da offerta per ammortizzare i costi necessari a produrre beni (elettricità, gas, benzina, trasporti pubblici), fa sì che i prezzi non salgano e di non vedere quindi erosi stipendi e risparmi. I Paesi che hanno adottato queste misure (timidamente Spagna o Francia) hanno un’inflazione molto più bassa.
👉 Nel contesto dell’UE allo Stato non è consentito intervenire come dovrebbe. Occorre prenderne atto e capire come l’attuale inflazione da offerta rappresenti uno strumento nelle mani della BCE utilizzato per redistribuire ricchezza verso l’alto.
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
Ernst Jünger.e la guerra prossima ventura contro la Russia
Ieri su il Giornale c'era un bell'articolo (nel senso di articolo significativo) sulla prossima uscita per Adelphi de "Il nodo di Gordio" di Ernst Jünger. Al netto di alcune imperfezioni relative alla ricostruzione storica dell'idea della dicotomia tutta tedesca tra Kultur e Zivilisation che l'articolista fa risalire agli uomini della Rivoluzione Conservatrice quali Oswald Spengler e il giovane Thomas Mann de le "Considerazioni di un impolitico" quando in realtà il concetto era già stato delineato da Immanuel Kant.
L'altro errore (un errore molto importante perchè funzionale alla dimostrazione della tesi di fondo che l'articolista porta avanti) è che la Kultur andrebbe intesa come "barbarie" nel senso greco-latino, e dunque incultura, violenza, ignoranza, istinti belluini e selvaggi da contrapporre alla Zivilisation intesa come il concetto illuministico della vittoria della razionalità che dovrebbe muovere l'agire umano. In realtà per Kultur andrebbe intesa la tradizione, l'attaccamento al sangue e al suolo (blut und boden): dunque una barbarie intesa in senso romantico (mi riferisco alla corrente letteraria tedesca dei drammi dello Sturm und Drang) e dunque non tanto barbara e anzi da intendere come kathèkon che ci salva dai pericoli della Techne e dunque della Zivilisation.
Ecco, l'articolista ignora totalmente il vero senso di Kultur e dunque intepreta la tesi di Ernst Jünger di dicotomia Kultur e Zivilisation come di scontro tra oriente e occidente in chiave politico contemporanea: noi occidentali siamo i portatori della fiaccola della civiltà e della ragione (manca solo Burioni che porta la Scienzah) e dobbiamo combattere contro l'Oriente (intesa come la Russia) ovvero quella realtà orientale dominata dall'irrazionalità e dalla barbarie.
Quando i tamburi di guerra raggiungono le pagine della Cultura dei giornali vuol dire che siamo nei guai.
Ieri su il Giornale c'era un bell'articolo (nel senso di articolo significativo) sulla prossima uscita per Adelphi de "Il nodo di Gordio" di Ernst Jünger. Al netto di alcune imperfezioni relative alla ricostruzione storica dell'idea della dicotomia tutta tedesca tra Kultur e Zivilisation che l'articolista fa risalire agli uomini della Rivoluzione Conservatrice quali Oswald Spengler e il giovane Thomas Mann de le "Considerazioni di un impolitico" quando in realtà il concetto era già stato delineato da Immanuel Kant.
L'altro errore (un errore molto importante perchè funzionale alla dimostrazione della tesi di fondo che l'articolista porta avanti) è che la Kultur andrebbe intesa come "barbarie" nel senso greco-latino, e dunque incultura, violenza, ignoranza, istinti belluini e selvaggi da contrapporre alla Zivilisation intesa come il concetto illuministico della vittoria della razionalità che dovrebbe muovere l'agire umano. In realtà per Kultur andrebbe intesa la tradizione, l'attaccamento al sangue e al suolo (blut und boden): dunque una barbarie intesa in senso romantico (mi riferisco alla corrente letteraria tedesca dei drammi dello Sturm und Drang) e dunque non tanto barbara e anzi da intendere come kathèkon che ci salva dai pericoli della Techne e dunque della Zivilisation.
Ecco, l'articolista ignora totalmente il vero senso di Kultur e dunque intepreta la tesi di Ernst Jünger di dicotomia Kultur e Zivilisation come di scontro tra oriente e occidente in chiave politico contemporanea: noi occidentali siamo i portatori della fiaccola della civiltà e della ragione (manca solo Burioni che porta la Scienzah) e dobbiamo combattere contro l'Oriente (intesa come la Russia) ovvero quella realtà orientale dominata dall'irrazionalità e dalla barbarie.
Quando i tamburi di guerra raggiungono le pagine della Cultura dei giornali vuol dire che siamo nei guai.
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Forwarded from Fiore, canale pubblico.
LA MEDIA DEI LAVORATORI MORTI DA INIZIO 2023 PEGGIORA LE STIME DEGLI ANNI PASSATI: PIÙ DI TRE AL GIORNO LE VITTIME.
Non (o, non solo) vittime di mancate leggi sulla sicurezza ma VITTIME DELLE NORME CHE OGGI REGOLANO IL LAVORO. VITTIME DEL SISTEMA. DEL PRECARIATO, DEI RITMI FOLLI, DEI TURNI INFINITI, DELLE COOP, DEI SUBAPPALTI DEI SUBAPPALTI, DELLE ATTIVITÀ IN VECCHIAIA.
Nel 2023 si muore di schiavitù.
Fiorangela
Non (o, non solo) vittime di mancate leggi sulla sicurezza ma VITTIME DELLE NORME CHE OGGI REGOLANO IL LAVORO. VITTIME DEL SISTEMA. DEL PRECARIATO, DEI RITMI FOLLI, DEI TURNI INFINITI, DELLE COOP, DEI SUBAPPALTI DEI SUBAPPALTI, DELLE ATTIVITÀ IN VECCHIAIA.
Nel 2023 si muore di schiavitù.
Fiorangela
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Forwarded from Matteo Brandi - Canale Ufficiale (Matteo Brandi)
Il ministro della difesa ucraino Oleksij Reznikov se n'è uscito con una dichiarazione gravissima: "l'Ucraina è ormai a tutti gli effetti un membro della Nato."
Ora, noi sappiamo che nei fatti l'alleanza atlantica (tra cui l'Italia meloniana) sta inviando armi e soldi a Kiev, partecipando attivamente al conflitto. Ma tutto si svolge nell'ipocrisia dell'aiuto "difensivo". Le parole di Reznikov preannunciano, a sentire sempre l'ucraino, l'arrivo di carri armati e aerei da combattimento occidentali finora tenuti negli hangar, per timore di un'escalation con la Federazione Russa.
Oleksij Reznikov ha liquidato la questione con questa assurda risposta: "Le preoccupazioni per una escalation per me sono solo una questione di etichetta".
Andiamo proprio bene.
Matteo Brandi
Ora, noi sappiamo che nei fatti l'alleanza atlantica (tra cui l'Italia meloniana) sta inviando armi e soldi a Kiev, partecipando attivamente al conflitto. Ma tutto si svolge nell'ipocrisia dell'aiuto "difensivo". Le parole di Reznikov preannunciano, a sentire sempre l'ucraino, l'arrivo di carri armati e aerei da combattimento occidentali finora tenuti negli hangar, per timore di un'escalation con la Federazione Russa.
Oleksij Reznikov ha liquidato la questione con questa assurda risposta: "Le preoccupazioni per una escalation per me sono solo una questione di etichetta".
Andiamo proprio bene.
Matteo Brandi
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