Ieri come da tradizione nella Sardegna profonda sono stati accesi i Fuochi di Sant'Antonio. Che "su Karrasegare" abbia inizio. Con il Carnevale propriamente detto ha poco a che fare: non è fatto di scherzi, dolci, allegria. In comune solo la Maschera. https://megachip.globalist.it/general/2023/01/17/karrasegare-e-kultur/
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Karrasegare e Kultur | Megachip
Ieri come da tradizione nella Sardegna profonda sono stati accesi i Fuochi di Sant'Antonio. Che "su Karrasegare" abbia inizio. Con il Carnevale propriamente detto ha poco a che fare: non è fatto di scherzi, dolci, allegria. in comune solo la Maschera
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Thierry Meyssan: -------- In tempo di pace, com’anche in tempo di guerra, la dominazione occidentale sul resto del mondo, nonché quella degli Stati Uniti sui loro alleati, passano attraverso la strumentalizzazione del diritto. Ragion per cui i tribunali internazionali non applicano la giustizia, hanno solo il compito di confermare l’ordine del mondo e di punire chi lo contesti. Il diritto statunitense e il diritto europeo servono a costringere il resto del mondo a rispettare le politiche di Washington e di Bruxelles. Questo sistema però comincia a logorarsi. ------- https://megachip.globalist.it/cronache-internazionali/2023/01/17/la-giustizia-imperialista-si-sgretola/
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La giustizia imperialista si sgretola | Megachip
In pace e in guerra, la dominazione occidentale sul mondo, e quella USA sugli alleati, strumentalizza il diritto. I tribunali internazionali non applicano la giustizia, confermano l’ordine del mondo e puniscono chi lo contesta. Il sistema ora cede.
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“Venticinque sentieri smarriti dell’umanità” è il sottotitolo del libro "Culture dimenticate" di Haarmann, una collezione di fatti archeologici fuori teoria o fatti dimenticati, accantonati, minimizzati perché poco utili o in contro-narrazione. https://megachip.globalist.it/libri-consigliati/2023/01/18/culture-dimenticate/
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Culture dimenticate | Megachip
“Venticinque sentieri smarriti dell’umanità” è il sottotitolo del libro "Culture dimenticate" di Haarmann, una collezione di fatti archeologici fuori teoria o fatti dimenticati, accantonati, minimizzati perché poco utili o in contro-narrazione.
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In Ucraina gli ingredienti di uno scontro di potere ci sono tutti: una situazione in cui le élite sono intoccabili; la spinta a nazionalizzare aziende importanti; l’afflusso di miliardi di euro e di dollari da Ovest senza controllo https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2023/01/19/incidente-o-scontro-di-potere-la-morte-del-ministro-ucraino-e-il-surge-di-ramstein/
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Incidente o scontro di potere? La morte del ministro ucraino e il surge di Ramstein | Megachip
In Ucraina gli ingredienti di uno scontro di potere ci sono tutti: una situazione in cui le élite sono intoccabili; la spinta a nazionalizzare aziende importanti; l’afflusso di miliardi di euro e di dollari da Ovest senza controllo
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La denuncia su Affaritaliani: Sanità al collasso, spese e inefficienze alle stelle: nulla cambia e il business privato cresce. Ma i politici prendono finanziamenti da Big Pharma?
https://megachip.globalist.it/legalita/2023/01/19/big-pharma-finanzia-il-70-dei-parlamentari-usa-in-italia-ancora-ombre/
https://megachip.globalist.it/legalita/2023/01/19/big-pharma-finanzia-il-70-dei-parlamentari-usa-in-italia-ancora-ombre/
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Big Pharma finanzia il 70% dei parlamentari Usa. In Italia ancora ombre | Megachip
La denuncia su affaritaliani.it: Sanità al collasso, spese e inefficienze alle stelle: nulla cambia e il business privato cresce. Ma i politici prendono finanziamenti da Big Pharma?
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Forwarded from Giubbe Rosse
SPUNTANO ALTRI VIDEO DELLA CATTURA DI MATTEO MESSINA DENARO, DA ANGOLAZIONI DIVERSE. LE FONTI SONO DA ACCERTARE MA I VIDEO PAIONO AUTENTICI. (Fonte: Twitter)
Dai video sembrerebbe trasparire un clima di particolare tranquillità con il quale il boss viene trattenuto.
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Dai video sembrerebbe trasparire un clima di particolare tranquillità con il quale il boss viene trattenuto.
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🇬🇧 🇺🇦 Secondo la Reuters il Ministro della Difesa Britannico ha garantito all'Ucraina l'invio di 600 missili Brimstone. Hanno 20 km di gittata, possono essere sparati via terra o via elicottero e aereo. Ottimi per distruggere mezzi corazzati anche con corazza reattiva grazie alla doppia carica.
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Forwarded from Byoblu
DIMISSIONI DI JACINDA ARDERN: LA FINE DI UN INCUBO DISTOPICO
Si è dimessa Jacinda Ardern, Primo Ministro neozelandese. Finisce così definitivamente il regno dell’allieva di Schwab che aveva introdotto un lockdown brutale insieme ad obblighi vaccinali generalizzati.
➡️https://www.byoblu.com/2023/01/19/dimissioni-di-jacinda-ardern-la-fine-di-un-incubo-distopico/
----
Questo mese la tua TV costerà 272.645€.
Ne mancano ancora 155.997.
🔸Consulta spese e ricavi: go.byoblu.com/trasparenza
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Grazie! ❤️
Si è dimessa Jacinda Ardern, Primo Ministro neozelandese. Finisce così definitivamente il regno dell’allieva di Schwab che aveva introdotto un lockdown brutale insieme ad obblighi vaccinali generalizzati.
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
Qualcuno nel '39 vedeva le cose con sguardo lucido.
" Dove c'è lavoro per uno, accorrono in cento. Se quell'uno guadagna trenta cents, io mi contento di venticinque.
Se quello ne prende venticinque, io lo faccio per venti. No, prendete me, io ho fame, posso farlo per quindici.
Io ho bambini, ho i bambini che han fame! io lavoro per niente; per il solo mantenimento. Li vedeste, i miei bambini! Pustole in tutto il corpo, deboli che non stanno in piedi. Mi lasciate portar via un po' di frutta, di quella a terra, abbattuta dal vento, e mi date un po' di carne per fare il brodo ai miei bambini, e io non chiedo altro.
E questo, per taluno, è un bene, perché fa calar le paghe mantenendo invariati i prezzi. I grandi proprietari giubilano, e fanno stampare altre migliaia di prospettini di propaganda per attirare altre ondate di straccioni. E le paghe continuano a calare, e i prezzi restano invariati.
Così tra poco riavremo finalmente la schiavitù".
John Steinbeck - Furore - 1939
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
" Dove c'è lavoro per uno, accorrono in cento. Se quell'uno guadagna trenta cents, io mi contento di venticinque.
Se quello ne prende venticinque, io lo faccio per venti. No, prendete me, io ho fame, posso farlo per quindici.
Io ho bambini, ho i bambini che han fame! io lavoro per niente; per il solo mantenimento. Li vedeste, i miei bambini! Pustole in tutto il corpo, deboli che non stanno in piedi. Mi lasciate portar via un po' di frutta, di quella a terra, abbattuta dal vento, e mi date un po' di carne per fare il brodo ai miei bambini, e io non chiedo altro.
E questo, per taluno, è un bene, perché fa calar le paghe mantenendo invariati i prezzi. I grandi proprietari giubilano, e fanno stampare altre migliaia di prospettini di propaganda per attirare altre ondate di straccioni. E le paghe continuano a calare, e i prezzi restano invariati.
Così tra poco riavremo finalmente la schiavitù".
John Steinbeck - Furore - 1939
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Il WEF sta isolando il processo decisionale dalla democrazia. Esercita un potere immenso, che ha cementato il dominio della classe capitalista transnazionale a un livello mai visto prima nella storia. E lo dichiara a chiare lettere. [Thomas Fazi]https://megachip.globalist.it/politica-e-beni-comuni/2023/01/20/ecco-come-lelite-di-davos-ha-ripreso-il-controllo/
Megachip
Ecco come l'élite di Davos ha ripreso il controllo | Megachip
Il WEF sta isolando il processo decisionale dalla democrazia. Esercita un potere immenso, che ha cementato il dominio della classe capitalista transnazionale a un livello mai visto prima nella storia. E lo dichiara a chiare lettere.
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Oltre 300mila euro del filantropo-licantropo al leader degli euroinomani, che anni fa puntava il dito contro finanziamenti stranieri inesistenti. A chi risponde chi prende il denaro dei guerrafondai? https://megachip.globalist.it/politica-e-beni-comuni/2023/01/21/le-galline-dalle-uova-soros/
Globalist.it
Le galline dalle Uova Soros
Oltre 300mila euro del filantropo-licantropo al leader degli euroinomani, che anni fa puntava il dito contro finanziamenti stranieri inesistenti. A chi risponde chi prende il denaro dei guerrafondai?
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Forwarded from Giubbe Rosse
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🇺🇦 ARESTOVYCH: "IMPROBABILE CHE KIEV VINCA IL CONFLITTO"
L'ex consigliere dell'ufficio di Zelensky, Oleksij Arestovych, dice che è improbabile che Kiev vinca nel conflitto. Dopo il 14 gennaio le cose sono cambiate.
Arestovych si è anche soffermato sulle parole del presidente polacco Duda, secondo cui le prossime settimane e i prossimi mesi potrebbero essere decisivi per la sopravvivenza dell'Ucraina.
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L'ex consigliere dell'ufficio di Zelensky, Oleksij Arestovych, dice che è improbabile che Kiev vinca nel conflitto. Dopo il 14 gennaio le cose sono cambiate.
Arestovych si è anche soffermato sulle parole del presidente polacco Duda, secondo cui le prossime settimane e i prossimi mesi potrebbero essere decisivi per la sopravvivenza dell'Ucraina.
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Dal 2020 la NATO sta portando avanti i piani per una guerra psicologica che dovrà essere equiparata alle cinque aree operative esistenti dell’alleanza militare (terra, mare, aria, spazio, cyberspazio). Si tratta del campo di battaglia dell’opinione pubblica. I documenti della NATO parlano di “guerra cognitiva”. Quanto è concreto il progetto, quali passi sono stati fatti finora e a chi è rivolto? https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2023/01/21/guerra-cognitiva-la-nato-pianifica-la-guerra-per-le-menti/
Globalist.it
‘Guerra cognitiva’: la NATO pianifica la guerra per le menti
La guerra psicologica va alla pari con le aree operative dell’alleanza militare (terra, mare, aria, spazio, cyberspazio): è il campo di battaglia dell’opinione pubblica. I documenti NATO dicono ‘guerra cognitiva’. Quali passi già fatti e a chi è rivolto.
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La forza evocativa delle immagini e il ricorso alla tecnica dell’empatia possono influenzare l’opinione pubblica molto più di mille parole. Utilizzando fotografie o video, si ottiene una maggiore vicinanza col pubblico e si usa la leva delle emozioni.
https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2023/01/22/31719/
https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2023/01/22/31719/
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Le strane immagini dell’arresto di Greta Thunberg | Megachip
La forza evocativa delle immagini e il ricorso alla tecnica dell’empatia possono influenzare l’opinione pubblica molto più di mille parole. Utilizzando fotografie o video, si ottiene una maggiore vicinanza col pubblico e usare la leva delle emozioni
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Forwarded from Giubbe Rosse
IL WASHINGTON POST VA "ALL IN": "SCHOLZ MANDI I LEOPARD, BIDEN GLI ABRAMS"
Se qualcuno ha ancora dubbi sul fatto che la guerra in Ucraina viene percepita dalle alte sfere come un nodo esistenziale per la sopravvivenza e il predominio globale del sistema occidentale, difficilmente ne avrà ancora dopo aver letto l'articolo di ieri del Washington Post, a firma dell'intera redazione. Dietro l'insopportabile retorica dell'introduzione, degna del miglior Vittorio Emanuele Parsi ("L'Ucraina aspira ad essere una nazione pienamente europea, democratica, pluralista, tollerante e moderna"), affiora in modo tangibile il terrore che la guerra possa essere perduta e sia necessario uno sforzo eccezionale da parte dei paesi occidentali per ribaltare la situazione a favore dell'Ucraina.
"Se alla Russia viene concessa l'impunità dopo aver invaso un grande paese europeo come l'Ucraina, anche i paesi europei più piccoli sono a rischio a causa delle fantasie imperialistiche di Putin.
Ma, a quanto pare, questo messaggio non è stato pienamente recepito da una parte del governo di coalizione tedesco e dal suo pubblico. I sondaggi suggeriscono che, mentre il sostegno generale dei tedeschi all'Ucraina rimane relativamente alto, l'opinione pubblica è diviso quasi equamente sulla questione dell'invio di carri armati di fabbricazione tedesca in Ucraina.
I carri armati tedeschi Leopard 2, diverse migliaia dei quali sono stoccati negli arsenali dei suoi alleati della NATO in Europa, sono le migliori opzioni per l'uso dell'Ucraina. Sono molto più numerosi dei carri armati Challenger 2 britannici, circa 14 dei quali vengono consegnati all'Ucraina, e più adatti al terreno ucraino e alle capacità di manutenzione rispetto al carro armato di punta degli Stati Uniti, l'M1 Abrams. Diversi paesi europei con Leopard nei loro arsenali hanno suggerito di essere pronti a spedirli immediatamente in Ucraina, compresi i membri della NATO Polonia e Danimarca, nonché la Finlandia, che ha chiesto di aderire all'alleanza. Ma quelle spedizioni devono prima essere approvate dalla Germania, che ha insistito sul diritto al rifiuto nei suoi contratti di vendita di armi.
Il signor Scholz sta sacrificando una sana strategia sull'altare del calcolo politico, vacillando di fronte all'opposizione di alcuni alleati politici e di un segmento dell'elettorato tedesco. È un errore di valutazione che non può reggere.
Alcuni funzionari di Berlino hanno suggerito che manderebbero i Leopard in Ucraina se l'amministrazione Biden si muovesse per prima e fornisse copertura politica, inviando alcuni carri armati Abrams di fabbricazione statunitense a Kiev. Washington è stata finora riluttante a farlo, considerando il gigantesco consumo di carburante dell'Abrams, che richiede una manutenzione costante, oltre a essere poco adatto al terreno e alle capacità dell'Ucraina. Tuttavia, se l'invio di alcuni carri armati Abrams è la chiave per rompere l'impasse su un carico potenzialmente molto più grande di Leopard, il presidente Biden dovrebbe dare il suo assenso. Dovrebbe farlo non solo per aggiungere muscoli all'arsenale dell'Ucraina in quello che potrebbe essere un momento decisivo della guerra, ma anche per mantenere la determinazione e l'unità dell'Occidente di fronte alla più grave minaccia che ha affrontato in più di una generazione.
I carri armati da soli non vinceranno la guerra. L'Ucraina ha anche bisogno di un gran numero di veicoli da combattimento più leggeri, portaerei corazzati, obici, moderni sistemi di difesa aerea e un rifornimento costante di proiettili di artiglieria, che utilizza a un ritmo di circa 3.000 al giorno. (Fonte: Washington Post)
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Se qualcuno ha ancora dubbi sul fatto che la guerra in Ucraina viene percepita dalle alte sfere come un nodo esistenziale per la sopravvivenza e il predominio globale del sistema occidentale, difficilmente ne avrà ancora dopo aver letto l'articolo di ieri del Washington Post, a firma dell'intera redazione. Dietro l'insopportabile retorica dell'introduzione, degna del miglior Vittorio Emanuele Parsi ("L'Ucraina aspira ad essere una nazione pienamente europea, democratica, pluralista, tollerante e moderna"), affiora in modo tangibile il terrore che la guerra possa essere perduta e sia necessario uno sforzo eccezionale da parte dei paesi occidentali per ribaltare la situazione a favore dell'Ucraina.
"Se alla Russia viene concessa l'impunità dopo aver invaso un grande paese europeo come l'Ucraina, anche i paesi europei più piccoli sono a rischio a causa delle fantasie imperialistiche di Putin.
Ma, a quanto pare, questo messaggio non è stato pienamente recepito da una parte del governo di coalizione tedesco e dal suo pubblico. I sondaggi suggeriscono che, mentre il sostegno generale dei tedeschi all'Ucraina rimane relativamente alto, l'opinione pubblica è diviso quasi equamente sulla questione dell'invio di carri armati di fabbricazione tedesca in Ucraina.
I carri armati tedeschi Leopard 2, diverse migliaia dei quali sono stoccati negli arsenali dei suoi alleati della NATO in Europa, sono le migliori opzioni per l'uso dell'Ucraina. Sono molto più numerosi dei carri armati Challenger 2 britannici, circa 14 dei quali vengono consegnati all'Ucraina, e più adatti al terreno ucraino e alle capacità di manutenzione rispetto al carro armato di punta degli Stati Uniti, l'M1 Abrams. Diversi paesi europei con Leopard nei loro arsenali hanno suggerito di essere pronti a spedirli immediatamente in Ucraina, compresi i membri della NATO Polonia e Danimarca, nonché la Finlandia, che ha chiesto di aderire all'alleanza. Ma quelle spedizioni devono prima essere approvate dalla Germania, che ha insistito sul diritto al rifiuto nei suoi contratti di vendita di armi.
Il signor Scholz sta sacrificando una sana strategia sull'altare del calcolo politico, vacillando di fronte all'opposizione di alcuni alleati politici e di un segmento dell'elettorato tedesco. È un errore di valutazione che non può reggere.
Alcuni funzionari di Berlino hanno suggerito che manderebbero i Leopard in Ucraina se l'amministrazione Biden si muovesse per prima e fornisse copertura politica, inviando alcuni carri armati Abrams di fabbricazione statunitense a Kiev. Washington è stata finora riluttante a farlo, considerando il gigantesco consumo di carburante dell'Abrams, che richiede una manutenzione costante, oltre a essere poco adatto al terreno e alle capacità dell'Ucraina. Tuttavia, se l'invio di alcuni carri armati Abrams è la chiave per rompere l'impasse su un carico potenzialmente molto più grande di Leopard, il presidente Biden dovrebbe dare il suo assenso. Dovrebbe farlo non solo per aggiungere muscoli all'arsenale dell'Ucraina in quello che potrebbe essere un momento decisivo della guerra, ma anche per mantenere la determinazione e l'unità dell'Occidente di fronte alla più grave minaccia che ha affrontato in più di una generazione.
I carri armati da soli non vinceranno la guerra. L'Ucraina ha anche bisogno di un gran numero di veicoli da combattimento più leggeri, portaerei corazzati, obici, moderni sistemi di difesa aerea e un rifornimento costante di proiettili di artiglieria, che utilizza a un ritmo di circa 3.000 al giorno. (Fonte: Washington Post)
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Giubbe Rosse
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www.giubberossenews.it
https://giubberosse.substack.com/
Per contattare la redazione: redazione.gr@proton.me
Resistere è un buon investimento.
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LA GALLINA DALLE UOVA SOROS
di Pino Cabras
La notizia dei 312mila euro bonificati da un noto filantropo-licantropo statunitense sul conto di un segretario di partito italiano mi ha fatto pensare a un proverbio contadino, che ci dice che “la prima gallina che canta ha fatto l’uovo”. Ricordo infatti cosa twittava Benedetto Della Vedova il 15 giugno 2020, quando la stampa italiana, la peggiore dell’Occidente, batteva la grancassa su una notizia totalmente infondata, su finanziamenti del 2010 del defunto presidente venezuelano Chavez presuntamente dati al defunto fondatore del M5S Casaleggio. Diceva infatti Della Vedova: «L’accusa di finanziamento non dichiarato al M5S dal Venezuela è gravissima. Il governo sospenda gli Stati generali» [un’iniziativa pubblica sull’economia di quel periodo, ndr] «per consentire a Conte, Di Maio e ai ministri del M5S di chiarire la situazione e smentire che l’amicizia con Caracas abbia mai comportato alcun tipo di finanziamento direttamente o tramite Casaleggio». Mai sentita una gallina con altrettanti decibel. Quindi il suo doveva per forza essere un uovo davvero grosso.
Non importava che il documento “venezuelano” fosse un clamoroso e grossolano falso, fabbricato in modo pedestre: timbri che nel 2010 non potevano esistere, ministeri che nella loro carta intestata mettevano un nome che non avevano e altri anacronismi che gettavano un immenso discredito su chi si faceva travolgere dall’era di Photoshop. Un giornalista scrupoloso e un politico intellettualmente onesto ci mettevano due minuti: se il ministero venezuelano aveva un nome ufficiale diverso, quel documento non aveva nemmeno il grado zero dell’attendibilità. Fine della discussione. E invece, coccodè.
Oggi scopriamo che l’uovo della prima gallina canterina era tempestato di tutti i buoni propositi che – tra una speculazione da sicario economico e un pluridecennale appoggio a una classe dirigente bellicista in Ucraina – accompagnano da sempre il grande elemosiniere Soros. Il quale trova ovunque nel mondo gente come Della Vedova, disposta a farsi il bidet alla coscienza in tema di immigrazione, antiproibizionismo, democrazia, diritti umani, salvo far bere l’acqua a noi quando appoggiano guerre che distruggono i nostri interessi e apparecchiano il banchetto dei finanzieri che ci portano all’impoverimento da più di trent’anni.
Faccio un appello a quei giornalisti che ieri non avevano trovato il modo di verificare che i finanziamenti venezuelani fossero una patacca e oggi non trovano il tempo per verificare che la bidella che si fa ogni giorno un Napoli-Milano A/R sia una grossa fesseria. Avete risparmiato tempo, ora potete usarlo. Ad esempio: per approfondire in che misura le scelte belliche delle nostre classi dirigenti possono connettersi agli assegni staccati da chi promuove la guerra. Ci sono illustri precedenti nell’interventismo italiano di oltre un secolo fa, quando i Soros di allora rimpinguavano il portafoglio del giovane e dinamico Mussolini per farlo duce di chi voleva portarci a un conflitto europeo. La storia è sempre storia contemporanea. A chi rispondono i beneficiari di assegni stranieri che diventano europarlamentari, sottosegretari agli Esteri o altro ancora?
Il tempo ora l’avete.
di Pino Cabras
La notizia dei 312mila euro bonificati da un noto filantropo-licantropo statunitense sul conto di un segretario di partito italiano mi ha fatto pensare a un proverbio contadino, che ci dice che “la prima gallina che canta ha fatto l’uovo”. Ricordo infatti cosa twittava Benedetto Della Vedova il 15 giugno 2020, quando la stampa italiana, la peggiore dell’Occidente, batteva la grancassa su una notizia totalmente infondata, su finanziamenti del 2010 del defunto presidente venezuelano Chavez presuntamente dati al defunto fondatore del M5S Casaleggio. Diceva infatti Della Vedova: «L’accusa di finanziamento non dichiarato al M5S dal Venezuela è gravissima. Il governo sospenda gli Stati generali» [un’iniziativa pubblica sull’economia di quel periodo, ndr] «per consentire a Conte, Di Maio e ai ministri del M5S di chiarire la situazione e smentire che l’amicizia con Caracas abbia mai comportato alcun tipo di finanziamento direttamente o tramite Casaleggio». Mai sentita una gallina con altrettanti decibel. Quindi il suo doveva per forza essere un uovo davvero grosso.
Non importava che il documento “venezuelano” fosse un clamoroso e grossolano falso, fabbricato in modo pedestre: timbri che nel 2010 non potevano esistere, ministeri che nella loro carta intestata mettevano un nome che non avevano e altri anacronismi che gettavano un immenso discredito su chi si faceva travolgere dall’era di Photoshop. Un giornalista scrupoloso e un politico intellettualmente onesto ci mettevano due minuti: se il ministero venezuelano aveva un nome ufficiale diverso, quel documento non aveva nemmeno il grado zero dell’attendibilità. Fine della discussione. E invece, coccodè.
Oggi scopriamo che l’uovo della prima gallina canterina era tempestato di tutti i buoni propositi che – tra una speculazione da sicario economico e un pluridecennale appoggio a una classe dirigente bellicista in Ucraina – accompagnano da sempre il grande elemosiniere Soros. Il quale trova ovunque nel mondo gente come Della Vedova, disposta a farsi il bidet alla coscienza in tema di immigrazione, antiproibizionismo, democrazia, diritti umani, salvo far bere l’acqua a noi quando appoggiano guerre che distruggono i nostri interessi e apparecchiano il banchetto dei finanzieri che ci portano all’impoverimento da più di trent’anni.
Faccio un appello a quei giornalisti che ieri non avevano trovato il modo di verificare che i finanziamenti venezuelani fossero una patacca e oggi non trovano il tempo per verificare che la bidella che si fa ogni giorno un Napoli-Milano A/R sia una grossa fesseria. Avete risparmiato tempo, ora potete usarlo. Ad esempio: per approfondire in che misura le scelte belliche delle nostre classi dirigenti possono connettersi agli assegni staccati da chi promuove la guerra. Ci sono illustri precedenti nell’interventismo italiano di oltre un secolo fa, quando i Soros di allora rimpinguavano il portafoglio del giovane e dinamico Mussolini per farlo duce di chi voleva portarci a un conflitto europeo. La storia è sempre storia contemporanea. A chi rispondono i beneficiari di assegni stranieri che diventano europarlamentari, sottosegretari agli Esteri o altro ancora?
Il tempo ora l’avete.
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