Megachip
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Megachip, Democrazia nella Comunicazione. https://megachip.globalist.it/
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Con lo sdoganamento dell'ipotesi della 'fuga da laboratorio' del Sars-Cov-2, ormai ritenuta da tutti plausibile, si punta il dito contro la Cina, ma volutamente si ignora il ruolo delle istituzioni americane. Qui un articolo di Roberto Iannuzzi sull'argomento, unico per accuratezza e dovizia di dettagli. 👇

https://vocidallestero.blogspot.com/2023/03/sars-cov-2-il-figlio-subdolo-di.html
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Media is too big
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Giulietto Chiesa nel 2014
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L’infinito sopruso sul fondatore di Wikileaks è la reazione delle élites occidentali alla ribellione Cypherpunk che prevede ovunque la decentralizzazione, i nodi disposti a rete, nessuno in predominanza sugli altri né in grado di censurare verità scomode e imporne di comode. Quanto è fragile, se non finta, la nostra democrazia?


https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2023/04/28/la-persecuzione-del-leviatano-occidentale-su-julian-assange/
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Nel nostro condominio sociale, infuria il dibattito su un argomento che a livello strada ha il Garante della privacy, al primo piano ha chatGPT ed altri software “culturali” ed al secondo l’Artificial Intelligence (A.I.). [Pierluigi Fagan]
https://megachip.globalist.it/cervelli-in-fuga/2023/04/28/a-i-adattamento-intenzionale/
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Il quotidiano di una famiglia di produttori d'armi, come l'oste che dice che il vino è buono, dice che le armi sono buone, che la guerra è bella anche se fa male. Anzi, salva vite. Forse intesa come pianta che dà l'uva e poi il vino buono. E il cerchio si chiude. Quel che si versa, però, non è vino rosso.
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Con il nuovo tour di Zelensky (prima Roma, poi Berlino, Parigi e Londra) si apre una nuova fase della guerra in Europa. Per Mosca è meglio temporeggiare, demolire l'esercito ucraino riarmato e aspettare che la crisi economica occidentale si compia. [di Giuseppe Masala] https://megachip.globalist.it/cronache-internazionali/2023/05/16/lazzardo-scelto-da-vladimir-putin-il-temporeggiatore/
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Forwarded from Esame di Realtà
di Marco Travaglio

Tre notizie vere, dunque fuori moda.
1) Il capo dei Servizi ucraini Budanov rivendica l’uccisione di “molti giornalisti propagandisti russi”: cioè la famosa “democrazia ucraina” che qualcuno vorrebbe nell’Ue e nella Nato è per sua stessa ammissione uno Stato terrorista, anche se Onu e Ue si sono scordati di inserirla nella lista.
2) Negli Usa il procuratore speciale Durham ha chiuso l’indagine sul Russiagate di Trump: l’Fbi non aveva prove per indagare su inesistenti rapporti Trump-Putin, inventati dal giro della Clinton, che andava indagata dall’Fbi ma non lo fu. È la stessa Fbi che pressò Facebook perché censurasse le inchieste su Hunter Biden, figlio di Joe (il quale aveva premuto su Poroshenko per silurare il procuratore generale ucraino che indagava sulle imprese in loco dell’esuberante rampollo).
3) Un detective del fisco Usa denuncia che, su ordine del Dipartimento di Giustizia di Biden, “l’intera squadra investigativa” è stata rimossa dall’indagine tributaria sul figlio.
E ora una notizia falsa, dunque rilanciata dai giornaloni. Corriere: “Intercettati i missili ipersonici lanciati da Mosca”. Stampa: “Massiccio raid su Kiev: ‘Abbattuti 6 Kinzhal’”. Messaggero: “I Patriot Usa funzionano: ‘Intercettati i missili russi. I ripetuti lanci su Kiev con testate ipersoniche non superano lo scudo aereo”. Foglio: “I Patriot hanno salvato Kyiv, ecco a cosa servono le armi”. Poi purtroppo arriva la smentita. Di Mosca? No, Washington: sono i Kinzhal ad aver abbattuto i Patriot, la cui postazione “è stata danneggiata: i tecnici cercano di capire se può essere riparata sul posto o il sistema contraereo va ritirato”. Ecco a cosa servono le armi.
Purtroppo, su queste e altre notizie vere, nessuno ha potuto fare domande a Zelensky nel Lecca a Lecca vespiano di sabato: gli intervistatori li aveva scelti l’ambasciata ucraina. Daniela Ranieri ha smontato bugie, contraddizioni e omissioni delle domande e delle risposte. Perciò da tre giorni viene linciata su Twitter dai trombettieri atlantoidi che detestano lei e il Fatto perché disturbiamo le loro balle: tipo la Russia in default, i russi che si bombardano da soli a Zaporizhzhia, cavano i denti d’oro agli ucraini, spendono 21 miliardi per due gasdotti e poi li distruggono per non darci il gas (anziché chiudere il rubinetto), Putin morente e la sua “armata rotta”, decimata e sconfitta ovunque che sta per invadere l’intera Europa. Non potendo confutare una sillaba di quanto ha scritto Daniela, le rimproverano l’unica cosa che non dipende da lei: la condivisione dell’articolo su canali Telegram di propaganda russa. Poi un commentatore li termina con un micidiale missile ipersonico di Massimo Troisi: “Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci”.

FQ. 18 Maggio
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Caro Direttore di "Open", lei ha un gran faccia tosta. Perché scrive falsamente che sono un propagandista del Cremlino quando lei è veramente un propagandista della Casa Bianca? Gli articoli fintamente oggettivi di Open, che invece sono ripetizioni pappagallesche della propaganda della Casa Bianca o del governo di Kiev, sono moltissimi. Quindi la smetta di insolentirmi e si guardi allo specchio. Nel frattempo, ricordo a tutti la credibilità del suo quotidiano con la foto qui sotto. Se Open ha diffuso tutta questa propaganda di Zelensky, come dimostra quest'articolo su Bakhmut, perché dovrebbe dire qualcosa di vero sul mio conto? Infatti, su di me, avete detto sempre e soltanto menzogne.
Se le riesce, faccia il suo lavoro seriamente.
Grazie.

Alessandro Orsini.

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