Megachip
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Megachip, Democrazia nella Comunicazione. https://megachip.globalist.it/
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Nel nostro condominio sociale, infuria il dibattito su un argomento che a livello strada ha il Garante della privacy, al primo piano ha chatGPT ed altri software “culturali” ed al secondo l’Artificial Intelligence (A.I.). [Pierluigi Fagan]
https://megachip.globalist.it/cervelli-in-fuga/2023/04/28/a-i-adattamento-intenzionale/
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Il quotidiano di una famiglia di produttori d'armi, come l'oste che dice che il vino è buono, dice che le armi sono buone, che la guerra è bella anche se fa male. Anzi, salva vite. Forse intesa come pianta che dà l'uva e poi il vino buono. E il cerchio si chiude. Quel che si versa, però, non è vino rosso.
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Con il nuovo tour di Zelensky (prima Roma, poi Berlino, Parigi e Londra) si apre una nuova fase della guerra in Europa. Per Mosca è meglio temporeggiare, demolire l'esercito ucraino riarmato e aspettare che la crisi economica occidentale si compia. [di Giuseppe Masala] https://megachip.globalist.it/cronache-internazionali/2023/05/16/lazzardo-scelto-da-vladimir-putin-il-temporeggiatore/
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Forwarded from Esame di Realtà
di Marco Travaglio

Tre notizie vere, dunque fuori moda.
1) Il capo dei Servizi ucraini Budanov rivendica l’uccisione di “molti giornalisti propagandisti russi”: cioè la famosa “democrazia ucraina” che qualcuno vorrebbe nell’Ue e nella Nato è per sua stessa ammissione uno Stato terrorista, anche se Onu e Ue si sono scordati di inserirla nella lista.
2) Negli Usa il procuratore speciale Durham ha chiuso l’indagine sul Russiagate di Trump: l’Fbi non aveva prove per indagare su inesistenti rapporti Trump-Putin, inventati dal giro della Clinton, che andava indagata dall’Fbi ma non lo fu. È la stessa Fbi che pressò Facebook perché censurasse le inchieste su Hunter Biden, figlio di Joe (il quale aveva premuto su Poroshenko per silurare il procuratore generale ucraino che indagava sulle imprese in loco dell’esuberante rampollo).
3) Un detective del fisco Usa denuncia che, su ordine del Dipartimento di Giustizia di Biden, “l’intera squadra investigativa” è stata rimossa dall’indagine tributaria sul figlio.
E ora una notizia falsa, dunque rilanciata dai giornaloni. Corriere: “Intercettati i missili ipersonici lanciati da Mosca”. Stampa: “Massiccio raid su Kiev: ‘Abbattuti 6 Kinzhal’”. Messaggero: “I Patriot Usa funzionano: ‘Intercettati i missili russi. I ripetuti lanci su Kiev con testate ipersoniche non superano lo scudo aereo”. Foglio: “I Patriot hanno salvato Kyiv, ecco a cosa servono le armi”. Poi purtroppo arriva la smentita. Di Mosca? No, Washington: sono i Kinzhal ad aver abbattuto i Patriot, la cui postazione “è stata danneggiata: i tecnici cercano di capire se può essere riparata sul posto o il sistema contraereo va ritirato”. Ecco a cosa servono le armi.
Purtroppo, su queste e altre notizie vere, nessuno ha potuto fare domande a Zelensky nel Lecca a Lecca vespiano di sabato: gli intervistatori li aveva scelti l’ambasciata ucraina. Daniela Ranieri ha smontato bugie, contraddizioni e omissioni delle domande e delle risposte. Perciò da tre giorni viene linciata su Twitter dai trombettieri atlantoidi che detestano lei e il Fatto perché disturbiamo le loro balle: tipo la Russia in default, i russi che si bombardano da soli a Zaporizhzhia, cavano i denti d’oro agli ucraini, spendono 21 miliardi per due gasdotti e poi li distruggono per non darci il gas (anziché chiudere il rubinetto), Putin morente e la sua “armata rotta”, decimata e sconfitta ovunque che sta per invadere l’intera Europa. Non potendo confutare una sillaba di quanto ha scritto Daniela, le rimproverano l’unica cosa che non dipende da lei: la condivisione dell’articolo su canali Telegram di propaganda russa. Poi un commentatore li termina con un micidiale missile ipersonico di Massimo Troisi: “Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci”.

FQ. 18 Maggio
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Caro Direttore di "Open", lei ha un gran faccia tosta. Perché scrive falsamente che sono un propagandista del Cremlino quando lei è veramente un propagandista della Casa Bianca? Gli articoli fintamente oggettivi di Open, che invece sono ripetizioni pappagallesche della propaganda della Casa Bianca o del governo di Kiev, sono moltissimi. Quindi la smetta di insolentirmi e si guardi allo specchio. Nel frattempo, ricordo a tutti la credibilità del suo quotidiano con la foto qui sotto. Se Open ha diffuso tutta questa propaganda di Zelensky, come dimostra quest'articolo su Bakhmut, perché dovrebbe dire qualcosa di vero sul mio conto? Infatti, su di me, avete detto sempre e soltanto menzogne.
Se le riesce, faccia il suo lavoro seriamente.
Grazie.

Alessandro Orsini.

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Mentre il PD esulta per la liberazione di Zaki, in Campidoglio Gualtieri sta tentando di compattare il partito affinché voti CONTRO la cittadinanza onoraria ad Assange. Per questa ragione probabilmente il voto slitterà ai prossimi giorni. Queste sono le indiscrezioni che filtrano al momento.

Adalberto Gianuario.

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Forwarded from Pino Cabras
Media is too big
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Su Visione TV Marco d'Agostino mi ha intervistato sul mio articolo "Ucraina e le conseguenze della guerra" contenuto nel terzo numero del mensile "Visione". Una conversazione a tutto campo molto diversa da quel che passano i grandi media.
Link per l'acquisto del volume:
https://visionetv.it/prodotto/guerra-scacchiera-mortale-visione-03-2023
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Credo che la data di oggi con l'annunzio dell'entrata dell'Arabia Saudita nei BRICS (peraltro in compagnia dell'Iran altro grandissimo produttore di energia) i giochi siano chiusi. [Giuseppe Masala] https://megachip.globalist.it/cronache-internazionali/2023/08/24/la-svolta-brics/
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43 anni dopo, il Dr Sottile conferma la responsabilità francesi nell'abbattimento del volo. Le dichiarazioni di uno dei massimi esponenti del potere italiano aprono un vaso di Pandora con implicazioni politiche, storiche e strategiche https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2023/09/03/ustica-2023/
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Forwarded from Pino Cabras
Oggi sarebbe stato il suo 83° compleanno. Giulietto Chiesa vede ancora lontano.
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Forwarded from Pino Cabras
CON PREGHIERA DI MASSIMA DIFFUSIONE
PER KHALED
Lettera aperta per l'immediata liberazione del cittadino italo-palestinese Khaled El Qaisi, prigioniero delle autorità israeliane.
Il 31 agosto Khaled El Qaisi, rispettivamente marito e figlio delle scriventi, è stato trattenuto dalle autorità israeliane ed è tuttora prigioniero in virtù di una misura precautelare in attesa di verifica di elementi per formulare un'accusa.
Lo scorso giovedì Khaled, che ha doppia cittadinanza, italiana e palestinese, attraversava con moglie e figlio il valico di frontiera di “Allenby” dopo aver trascorso le vacanze con la propria famiglia a Betlemme, in Palestina.
Al controllo dei bagagli e dei documenti, dopo una lunga attesa, è stato ammanettato sotto lo sguardo incredulo del figlio di 4 anni, della moglie nonché di tutti i presenti che erano in attesa di poter riprendere il proprio percorso.
Alle richieste di delucidazioni della moglie non è seguita risposta alcuna, piuttosto le sono state sottoposte domande per poi essere allontanata col proprio figlio verso il territorio giordano, senza telefono, senza contanti né contatti, in un paese straniero.
Nel tardo pomeriggio la moglie e il bambino sono riusciti a raggiungere l'Ambasciata Italiana solo grazie alla umana generosità di alcune signore palestinesi.
Khaled, traduttore e studente di Lingue e Civiltà Orientali all'Università La Sapienza di Roma, stimato per il suo appassionato impegno nella raccolta e divulgazione e traduzione di materiale storico palestinese, è tra i fondatori del Centro Documentazione Palestinese, associazione che mira a promuovere la cultura palestinese in Italia.
La famiglia, gli amici ma anche chi ha semplicemente avuto occasione di conoscerlo, sono in fremente attesa di avere aggiornamenti.
Al momento ancora non ha potuto incontrare il suo avvocato e sono ancora poche le notizie che si hanno riguardo alla sua incolumità.
Dal consolato e dal legale abbiamo saputo solo che affronterà un'udienza giovedì 7 settembre.
Immaginiamo intanto Khaled in completo isolamento, senza contatti col mondo esterno, senza percezione reale dello scorrere del tempo, sotto la pressione di continui interrogatori, in pensiero angosciato per la sorte del proprio figlio e di sua moglie lasciati allo sbaraglio con l'unica immagine negli occhi relativa alla sua deportazione in manette.
La situazione è dunque gravissima.
Attendiamo con grande ansia la risoluzione di questa ingiusta prigionia.
Chiediamo a chiunque ne abbia il potere, che si accerti delle condizioni di salute di Khaled e che soprattutto eserciti tutte le pressioni necessarie per la sua celere liberazione.
Le scriventi
Francesca Antinucci, moglie
Lucia Marchetti, madre

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