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Forwarded from Pino Cabras
Oggi sarebbe stato il suo 83° compleanno. Giulietto Chiesa vede ancora lontano.
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Forwarded from Pino Cabras
CON PREGHIERA DI MASSIMA DIFFUSIONE
PER KHALED
Lettera aperta per l'immediata liberazione del cittadino italo-palestinese Khaled El Qaisi, prigioniero delle autorità israeliane.
Il 31 agosto Khaled El Qaisi, rispettivamente marito e figlio delle scriventi, è stato trattenuto dalle autorità israeliane ed è tuttora prigioniero in virtù di una misura precautelare in attesa di verifica di elementi per formulare un'accusa.
Lo scorso giovedì Khaled, che ha doppia cittadinanza, italiana e palestinese, attraversava con moglie e figlio il valico di frontiera di “Allenby” dopo aver trascorso le vacanze con la propria famiglia a Betlemme, in Palestina.
Al controllo dei bagagli e dei documenti, dopo una lunga attesa, è stato ammanettato sotto lo sguardo incredulo del figlio di 4 anni, della moglie nonché di tutti i presenti che erano in attesa di poter riprendere il proprio percorso.
Alle richieste di delucidazioni della moglie non è seguita risposta alcuna, piuttosto le sono state sottoposte domande per poi essere allontanata col proprio figlio verso il territorio giordano, senza telefono, senza contanti né contatti, in un paese straniero.
Nel tardo pomeriggio la moglie e il bambino sono riusciti a raggiungere l'Ambasciata Italiana solo grazie alla umana generosità di alcune signore palestinesi.
Khaled, traduttore e studente di Lingue e Civiltà Orientali all'Università La Sapienza di Roma, stimato per il suo appassionato impegno nella raccolta e divulgazione e traduzione di materiale storico palestinese, è tra i fondatori del Centro Documentazione Palestinese, associazione che mira a promuovere la cultura palestinese in Italia.
La famiglia, gli amici ma anche chi ha semplicemente avuto occasione di conoscerlo, sono in fremente attesa di avere aggiornamenti.
Al momento ancora non ha potuto incontrare il suo avvocato e sono ancora poche le notizie che si hanno riguardo alla sua incolumità.
Dal consolato e dal legale abbiamo saputo solo che affronterà un'udienza giovedì 7 settembre.
Immaginiamo intanto Khaled in completo isolamento, senza contatti col mondo esterno, senza percezione reale dello scorrere del tempo, sotto la pressione di continui interrogatori, in pensiero angosciato per la sorte del proprio figlio e di sua moglie lasciati allo sbaraglio con l'unica immagine negli occhi relativa alla sua deportazione in manette.
La situazione è dunque gravissima.
Attendiamo con grande ansia la risoluzione di questa ingiusta prigionia.
Chiediamo a chiunque ne abbia il potere, che si accerti delle condizioni di salute di Khaled e che soprattutto eserciti tutte le pressioni necessarie per la sua celere liberazione.
Le scriventi
Francesca Antinucci, moglie
Lucia Marchetti, madre

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UNA RIFLESSIONE DI MARCO GUZZI: Ho la netta sensazione che i Potenti di questo mondo vogliano prenderci in giro, abbindolarci, rincretinirci, ed estenuarci, anche se Mentana continua a rassicurarci che invece i Buoni della terra lavorano solerti per il nostro bene, e che chi non ci crede diffonde soltanto fakes news.

Ho la netta percezione che pochi Potenti, abbastanza crudeli e male intenzionati, stiano lucrando su tutti i nostri guai, e magari li stiano anche producendo volontariamente questi guai, anche se il TG1, il TG2, il TG3,4,5,6,e 7, etc., sostengono che non sussistano proprio queste élites neofeudali, suicidarie e cannibaliche. https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2023/09/30/ho-la-netta-percezione-che/
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SLOVACCHIA: LA VITTORIA DI ROBERT FICO MANDA IN TILT LE SINISTRE EUROPEE - PINO CABRAS

In Slovacchia si sono tenute le elezioni più partecipate dal 2002 ad oggi. A trionfare è stato il partito Direzione-Smer, che ha ottenuto il 24% dei voti. Il suo leader, Robert Fico, una salda storia di sinistra alle spalle, si è più volte pronunciato contro l'invio di armi da parte del suo Paese in Ucraina. Una posizione che ha suscitato le ire degli altri partiti del PSE, ormai apertamente guerrafondai. Byoblu ne discute con l'ex deputato Pino Cabras.  

➡️ https://www.byoblu.com/2023/10/02/slovacchia-la-vittoria-di-robert-fico-manda-in-tilt-le-sinistre-europee/
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Forwarded from Pino Cabras
IL DOMINO DI MATTARELLA
Toh, chi si rivede? Un vecchio arnese della Guerra Fredda: cioè la vecchia "Teoria del Domino"!
Colui che in Italia ha il comando delle forze armate ha riesumato la teoria mascherandola con il solito trito espediente che ritroviamo in tutti i retrobottega dei talk show con l'elmetto, la ricorrente riduzione a Hitler: "se l'Ucraina cadesse assisteremmo a una deriva di aggressioni ad altri paesi ai confini con la Russia e questo - come avvenne nel secolo scorso tra il 1938 e il 1939 - condurrebbe a un conflitto generale e devastante".
Apparentemente è la consueta reinvenzione dell'orco Adolf Putin, un mostro immaginario cui sacrificare coorti di giovani nelle trincee come carne da cannone. In realtà è lo stesso schema con cui i guerrafondai occidentali del secolo scorso giustificavano la guerra del Vietnam e altre guerre calde che punteggiavano la Guerra Fredda: la Teoria del Domino postulava infatti il pericolo che, qualora un paese chiave in una determinata area fosse stato conquistato da forze politiche comuniste, i paesi vicini sarebbero caduti pure loro in sequenza come i pezzi di un domino, finendo tutti nell'orbita di Mosca l'uno dopo l'altro.
Ora non parliamo più di comunismo, tema fuori gioco, ma il cliché di alcuni capi di Stato, tra cui Zelensky e Mattarella, è il medesimo che si usava a Washington e nei suoi governi fantoccio sud-vietnamiti cinquant'anni fa.
Si trattava allora e si tratta ancora oggi di una teoria geopolitica sbagliata su cui gozzovigliano i complessi militari-industriali e su cui si vanno a schiantare le ultime vestigia delle democrazie.
La dura forza dei fatti buca qua e là le narrazioni menzognere altrimenti compatte dei governi e dei media: la guerra non va bene per l'Europa e la crisi impoverisce enormi masse di cittadini. I popoli sono contrari alla guerra e qualche sospiro passa nei giornali, qualche dubbio si insinua perfino nei governanti atlantisti che leggono sondaggi impietosi e irriducibili alla ridicola propaganda, qualche ripensamento scatta vedendo qualche responso elettorale come in Slovacchia.
Ma per i comandanti in capo tutto questo non deve esistere. Per loro, la macchina non deve avere retromarcia e l'unica coazione è ripetere lo schema del Domino, che non ammette compromesso e implica solo guerra totale e "debellatio" come unico orizzonte politico. In questo contesto, i giudizi politici espressi da Mattarella non sono legge divina. Sono giudizi che entrano su una questione politica controversa e perciò sono controvertibili. Direi di più: sono politicamente molto pericolosi. Perciò occorre far emergere un partito trasversale per la pace. E se il presidente entra nell'agone con la posizione di una fazione, ne dovrà rispondere politicamente.

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Chissà, magari l'attacco di Hamas a Israele potrebbe essere stato un tentativo di impedire un accordo di pacificazione con l'Arabia Saudita, che avrebbe portato alla normalizzazione delle relazioni tra i due paesi e alla costruzione di una nuova via commerciale che bypassa il Mar Rosso e il Canale di Suez. Di sicuro molti interessi in gioco. [Pierluigi Fagan] https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2023/10/07/una-guerra-che-sabota-tanti-progetti/
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Forwarded from Pino Cabras
LA GUERRA DEI DRONI AI TEMPI DI NETANYAHU
Quando nel 2015 visitai il sud del Libano, incontrai a più riprese molti esponenti e militanti di Hezbollah. Mi ricordo in particolare alcuni giovani che si affaccendavano con un drone nel piazzale del Museo della Resistenza a Mleeta. Mi raccontavano di essere studenti di ingegneria. Forse volevano unirsi agli altri mille ingegneri che in pochi anni avevano fatto fare a Hezbollah un balzo tecnologico impressionante: in materia di droni non avevano ormai alcun timore reverenziale nei confronti di nessuno. I ragazzi mi spiegavano che quel drone poteva portare un salvagente con millimetrica precisione a un bagnante che rischiasse di annegare. Ottimo uso civile. Ma ho pensato un’altra cosa. I loro fratelli maggiori avevano forgiato una varietà di droni con una gamma di usi sofisticati in campo militare.
Notavo un’incredibile fiducia nei propri mezzi nonostante la prossimità ostile di uno degli eserciti più forti del pianeta.
Nel frattempo, in questi anni, molti significativi eventi bellici hanno visto accrescersi vertiginosamente la capacità operativa dei droni, un mezzo relativamente a buon mercato in grado di annichilire mezzi mille volte più costosi. I grossi galeoni della “Invencible Armada” spagnola nel XVI secolo si dimostrarono non invincibili di fronte a navi inglesi più piccole e agili. Queste rincorse si susseguono nel tempo. I troppo forti tendono razzisticamente a sottovalutare l’intelligenza umana, la ricerca di soluzioni astute, l’audacia, la disponibilità al sacrificio di chi vorrebbero sempre tenere sotto il proprio tallone. Così oggi succede che due basi militari israeliane a ridosso di Gaza (una prigione a cielo aperto, una polveriera continuamente oppressa e rintuzzata con l’uso di mezzi soverchianti), vengano tenute con un livello di vigilanza degno di una caserma di un sobborgo sonnolento di Oslo e siano perciò conquistate con intelligenza militare dai guerriglieri di Hamas. Impressionanti le immagini dei droni che oggi non sganciavano salvagenti. Impressionante vedere l’eliminazione o la cattura mirata di alti ufficiali delle forze armate israeliane specializzati nell’infiltrare il nemico.
Ha voglia una signora italo-israeliana in collegamento su Rete4, stasera, a dire che «i palestinesi non hanno un'anima». Disumanizzare il nemico serve nella propaganda, ma è sempre una sconfitta cognitiva che fa da anticamera a più cocenti sconfitte. Restiamo umani.
Ora Netanyahu risponderà usando in modo davvero brutale il volume schiacciante della sua forza militare, con il cinismo fanatico (o fanatismo cinico?) che ha da sempre contraddistinto la sua carriera nel suo eterno mestiere di guerrafondaio. Vincerà una battaglia. Ma incendierà il Levante oltre la sua capacità di controllo, perché i vicini non sono stati fermi. Nel mosaico mondiale si ricompone la figura unitaria e caotica di una grande guerra.
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Forwarded from Pino Cabras
Strizza gli occhi. Cosa leggi a Gaza?
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L'ultimo capolavoro degli 'spin doctor', che con la storia falsa e plurismentita dei 40 bimbi decapitati hanno voluto manipolarci per venderci il prodotto più ambito della guerra contemporanea: la disumanizzazione del nemico. [Simone Santini] https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2023/10/14/lorrore-non-basta-piu/
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L'OPPRESSORE CHE FA LA MORALE ALL'OPPRESSO
(vedi screenshot nel post precedente)

Facebook ha rimosso il mio ultimo post che riportava le frasi di un Palestinese a Gaza da me raccolte online.

Lo potete leggere sul canale Telegram dell'Urlo a questo link:
https://t.me/lurlo_michelangelosevergnini/733

Il mio profilo sarà pertanto soggetto a restrizioni.

Facebook mi dà 3 esempi di pratiche non consentite:

1) "Elogiare un attacco terroristico".

Io non ho elogiato nessun attacco terroristico. Sostengo semplicemente che, come in via Rasella il 13 marzo del 1944, il diritto alla resistenza si estende fino ad azioni di terrorismo, per quanto io non le elogi, né le sostenga.

2) "Sostenere la violenza contro un particolare gruppo di persone".

Come appena scritto io non sostenga alcuna violenza. Credo che in alcuni casi sia legittima quando espressa dall'oppresso contro l'oppressore.
Viceversa sono sicuro e mi risulta che nessun profilo di coloro che sostengono la legittimità di Israele di difendersi, ovvero di sparare quanti più missili su Gaza gli garbi, sia stato rimosso.
Allora forse che i Palestinesi non siano persone?

3) "Sostenere o promuovere attività criminali pericolose, come la tratta di esseri umani".

Qui siamo al ridicolo. Sono mesi che denuncio e pubblico decine e decine di pagine Facebook gestite da criminali che gestiscono la tratta di esseri umani in Africa in chiaro senza che Facebook abbia preso alcun provvedimento e nessuna di queste pagine sia stata chiusa.

La morale dell'oppressore è qualcosa con cui non scenderò mai a patti, caro Facebook.

Grazie per avermi dato l'opportunità di ribadirlo.
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Forwarded from Giubbe Rosse
Chiesa ortodossa di San Porfirio
Città di Gaza
19 ottobre 2023

Abbiamo appena ricevuto conferma da diverse fonti a Gaza che la chiesa ortodossa di San Porfirio è stata bombardata oggi. Sembra che l’arcivescovo Alexios sia stato localizzato e sia vivo, ma non sappiamo se sia ferito. Non abbiamo notizie sulle condizioni di qualcun altro delle oltre 500 persone ospitate nella chiesa e nel monastero, inclusa la persona che è stata la nostra fonte per la maggior parte delle nostre informazioni.
Le bombe hanno colpito le due sale della chiesa dove dormivano i profughi, compresi bambini e neonati. Attualmente i sopravvissuti stanno cercando tra le macerie altre vittime. La nostra fonte sulla scena dice che si stima che siano morte 150-200 persone, e si prevede che quel numero aumenterà man mano che verranno trovate altre persone tra i rottami.
Il Patriarca di Gerusalemme è stato informato della situazione e aspettiamo presto una sua dichiarazione.
Come sempre vi terremo aggiornati non appena ne sapremo di più. (Fonte: Order of Saint George)

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Forwarded from Giubbe Rosse
🇬🇧🇮🇱🇵🇸 CHANNEL4: "L'AUDIO DELL'INTERCETTAZIONE DEI MEMBRI DI HAMAS È UN FALSO E LA VERSIONE ISRAELIANA HA GROSSI BUCHI"
L'analisi del canale britannico Channel 4 News getta dubbi sulla versione israeliana dell’esplosione all’ospedale arabo Al-Ahli di Gaza martedì scorso.
L'analisi, condotta dal corrispondente capo di Channel 4 Alex Thomson, mette in luce evidenti lacune nella versione israeliana. In primo luogo, la presunta conversazione tra due militanti di Hamas che Israele sostiene di aver intercettato e nella quale si dice il razzo sarebbe stata sparato dalla parte palestinese è inverosimile: “Hamas la definisce un’ovvia falsificazione. Due giornalisti arabi indipendenti ci hanno detto la stessa cosa, per via della lingua, dell'accento, del dialetto, della sintassi e del tono. Niente di tutto ciò, dicono, è credibile”, dice Alex Thompson nel servizio.
Thomson solleva poi dubbi anche sull'ipotesi, sostenuta da Israele, che l'esplosione sia stata causata da un razzo della Jihad islamica palestinese finito fuori bersaglio:
“Allo stesso modo, Israele sostiene che il missile della Jihad islamica finito fuori versaglio sia stato lanciato da qui: un cimitero molto vicino all’ospedale”, continua Thomson. “Ma guardate di nuovo il video dell’evento :  la traiettoria del missile non è allineata con quella posizione. Troppo alto. Troppo orizzontale. In modo confuso, la presentazione israeliana dice anche che il missile è stato lanciato da una posizione nel sud-ovest; non possono essere entrambe le cose".
Thomson aggiunge, infine, che, sebbene le foto del luogo dell’esplosione sembrino escludere un missile israeliano, sono del tutto in linea con altre munizioni utilizzate da Israele che avrebbero potuto facilmente causare un tale tributo in vite umane: "Questo è quello che vedete oggi in ospedale — piccoli crateri che vi aspettereste di vedere da un colpo di mortaio o da un colpo di artiglieria, non da un missile", dice Thomson. “Gli edifici circostanti presentano solo danni superficiali, non crolli strutturali. Alcune finestre di una chiesa adiacente rimangono intatte. Ciò rende improbabile un attacco missilistico israeliano con esplosione al suolo, ma non esclude un’esplosione aerea, che potrebbe causare gravi perdite di vite umane, ma produrrebbe danni strutturali molto minori”. (Fonte: Channel4)

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Forwarded from Mondo multipolare
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Questa mattina gli aerei da guerra dell'aeronautica israeliana hanno lanciato una serie di attacchi nella Striscia di Gaza.
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🇱🇻Incontro solenne degli ufficiali dell'esercito lettone.
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