Megachip
1.01K subscribers
97 photos
35 videos
383 links
Megachip, Democrazia nella Comunicazione. https://megachip.globalist.it/
Download Telegram
La riforma del MES rischia di portare al fallimento dell'Italia attraverso quello che secondo i mentecatti di Bruxelles sarebbe un default controllato. Questo rischio prescinde dal ricorso al MES: la sostenibilità del debito verrebbe infatti valutata ex ante.
🤬18
🤡18👏2
Forwarded from Giubbe Rosse
MAGISTRALE LA VERITÀ DI OGGI. (Fonte: LaVerità)

- La Vergognosa censura di Facebook a notizie vere
- La proiezione degli Invisibili
- Bassetti che dice di tenersi la polmonite (e magari pure il marito violento se una non si è vaccinata?).

🟥 Segui Giubbe Rosse
Canale Telegram | Portale web | Ultim'ora in pillole
🤬21👍4😢1
Tutto lo spirito britannico in una sola immagine. ❤️
🤮11👍1
Forwarded from Savino Balzano
Media is too big
VIEW IN TELEGRAM
@SavinoBalzano
Ieri, ospite di Byoblu - La TV dei Cittadini ho provato a dire la mia sulla manovra appena varata e per quanto mi riguarda i problemi sono 2:

- il primo, paradossalmente meno grave, consiste nella cattiva distribuzione delle briciole: non sono stati aiutati i più deboli, a dispetto della propaganda.
- il secondo, assai più grave, consiste nel fatto che continuiamo a scannarci per la distribuzione di nulla o quasi: dobbiamo rompere la gabbia!
👏20👍7
Quelli che fanno versare la maggiore quantità di sangue sono gli stessi che credono di avere dalla loro parte il diritto, la logica, e la storia. Non è dall'individuo ma dallo Stato che oggi la società deve difendersi.

— Albert Camus
👍24👎1
Forwarded from la fionda📕
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
👉 Durante la crisi energetica e la stagflazione della fine degli anni '70, Caffè spiegava come il contenimento dei prezzi dell’energia, dei trasporti e dei carburanti, da parte dello Stato, avrebbe contenuto l’inflazione senza scoraggiare consumi e crescita.

👉 Intervenire in una crisi d’inflazione da offerta per ammortizzare i costi necessari a produrre beni (elettricità, gas, benzina, trasporti pubblici), fa sì che i prezzi non salgano e di non vedere quindi erosi stipendi e risparmi. I Paesi che hanno adottato queste misure (timidamente Spagna o Francia) hanno un’inflazione molto più bassa. 

👉 Nel contesto dell’UE allo Stato non è consentito intervenire come dovrebbe. Occorre prenderne atto e capire come l’attuale inflazione da offerta rappresenti uno strumento nelle mani della BCE utilizzato per redistribuire ricchezza verso l’alto.

🔴Per altri video come questo, unisciti a @lafionda
👍27
Ernst Jünger.e la guerra prossima ventura contro la Russia

Ieri su il Giornale c'era un bell'articolo (nel senso di articolo significativo) sulla prossima uscita per Adelphi de "Il nodo di Gordio" di Ernst Jünger. Al netto di alcune imperfezioni relative alla ricostruzione storica dell'idea della dicotomia tutta tedesca tra Kultur e Zivilisation che l'articolista fa risalire agli uomini della Rivoluzione Conservatrice quali Oswald Spengler e il giovane Thomas Mann de le "Considerazioni di un impolitico" quando in realtà il concetto era già stato delineato da Immanuel Kant.

L'altro errore (un errore molto importante perchè funzionale alla dimostrazione della tesi di fondo che l'articolista porta avanti) è che la Kultur andrebbe intesa come "barbarie" nel senso greco-latino, e dunque incultura, violenza, ignoranza, istinti belluini e selvaggi da contrapporre alla Zivilisation intesa come il concetto illuministico della vittoria della razionalità che dovrebbe muovere l'agire umano. In realtà per Kultur andrebbe intesa la tradizione, l'attaccamento al sangue e al suolo (blut und boden): dunque una barbarie intesa in senso romantico (mi riferisco alla corrente letteraria tedesca dei drammi dello Sturm und Drang) e dunque non tanto barbara e anzi da intendere come kathèkon che ci salva dai pericoli della Techne e dunque della Zivilisation.

Ecco, l'articolista ignora totalmente il vero senso di Kultur e dunque intepreta la tesi di Ernst Jünger di dicotomia Kultur e Zivilisation come di scontro tra oriente e occidente in chiave politico contemporanea: noi occidentali siamo i portatori della fiaccola della civiltà e della ragione (manca solo Burioni che porta la Scienzah) e dobbiamo combattere contro l'Oriente (intesa come la Russia) ovvero quella realtà orientale dominata dall'irrazionalità e dalla barbarie.

Quando i tamburi di guerra raggiungono le pagine della Cultura dei giornali vuol dire che siamo nei guai.
👍17
Forwarded from Fiore, canale pubblico.
LA MEDIA DEI LAVORATORI MORTI DA INIZIO 2023 PEGGIORA LE STIME DEGLI ANNI PASSATI: PIÙ DI TRE AL GIORNO LE VITTIME.

Non (o, non solo) vittime di mancate leggi sulla sicurezza ma VITTIME DELLE NORME CHE OGGI REGOLANO IL LAVORO. VITTIME DEL SISTEMA. DEL PRECARIATO, DEI RITMI FOLLI, DEI TURNI INFINITI, DELLE COOP, DEI SUBAPPALTI DEI SUBAPPALTI, DELLE ATTIVITÀ IN VECCHIAIA.

Nel 2023 si muore di schiavitù.

Fiorangela
🤬15❤2
Forwarded from Matteo Brandi - Canale Ufficiale (Matteo Brandi)
Il ministro della difesa ucraino Oleksij Reznikov se n'è uscito con una dichiarazione gravissima: "l'Ucraina è ormai a tutti gli effetti un membro della Nato."
Ora, noi sappiamo che nei fatti l'alleanza atlantica (tra cui l'Italia meloniana) sta inviando armi e soldi a Kiev, partecipando attivamente al conflitto. Ma tutto si svolge nell'ipocrisia dell'aiuto "difensivo". Le parole di Reznikov preannunciano, a sentire sempre l'ucraino, l'arrivo di carri armati e aerei da combattimento occidentali finora tenuti negli hangar, per timore di un'escalation con la Federazione Russa.
Oleksij Reznikov ha liquidato la questione con questa assurda risposta: "Le preoccupazioni per una escalation per me sono solo una questione di etichetta".
Andiamo proprio bene.

Matteo Brandi
💩14🤬2
Forwarded from Giubbe Rosse
TWITTERFILES PARTE 14 - LE BUGIE SUL RUSSIAGATE
di Matt Taibbi
Il 18 gennaio 2018 il deputato repubblicano della California Devin Nunes presenta un memorandum classificato alla Commissione sull'intelligence della Camera USA. In esso si descrivono in dettaglio gli abusi commessi da parte dell'FBI nell'ottenere l'autorità di sorveglianza FISA contro figure chiave collegate a Trump, in particolare sul ruolo cruciale svolto dal famigerato "Dossier Steele".
Immediatamente, figure di spicco del partito democratico, come il deputato Adam Schiff e i senatori Dianne Feinstein e Richard Blumenthal, si attivano per screditare il memorandum come propaganda russa. Fin lì, nessuna sorpresa verrebbe da dire. L'aspetto significativo è che in loro soccorso arrivano immediatamente testate giornalistiche del calibro di The Hill, Associated Press, Politico, NBC, New York Times e persino Rolling Stone. L'obiettivo è screditare il memorandum di Nunes e derubricare le pesantissime accuse di ingerenza all'FBI al rango di "barzelletta". Contemporaneamente, inizia la pressione del partito democratico sui dirigenti di Twitter per rimuovere gli account che promuovono l'hashtag #Releasethememo, con la motivazione che si tratterebbe di bot russi. Ma Twitter fa resistenza, perché l'unica fonte su cui si basano i democratici per screditare il memorandum è il sito Hamilton 68 dell'Alliance for Securing Democracy, un sito notoriamente russofobo creato e finanziato da ambienti neocon.
Alliance for Securing Democracy (ASD) e Hamilton 68 sono stati citati infinite volte nei mesi successi dai media mainstream come gli "esperti" che avrebbero scoperto il ruolo svolto dai bot russi nel favorire l'elezione di Trump. Bugie, ovviamente, ma sufficienti per trasformare una notizia imbarazzante per l'FBI e il partito democratico in un'ingerenza della Russia e giustificare così la conseguente censura sui social media.
Le email interne scoperte da Taibbi dimostrano come i dirigenti di Twitter fossero ben consapevoli che le accuse di ASD e Hamilton 68 fossero una completa farsa. Ciò nondimeno, non hanno fatto nulla per accusare pubblicamente i deputati e i senatori DEM e, come hanno rivelato gli altri capitoli dei TwitterFiles, alla fine si sono piegati alla pressione della politica e dell'intelligence.

🟥 Segui Giubbe Rosse
Canale Telegram | Portale web | Ultim'ora in pillole
👍3
Forwarded from Giubbe Rosse
TWITTERFILES PARTE 14 - LE BUGIE SUL RUSSIAGATE /2 ALCUNE CONSIDERAZIONI
L'aspetto saliente di queste ultime rivelazioni non è tanto l'ingerenza di figure di spicco del partito democratico o dell'intelligence sulle decisioni di Twitter, su cui già si sa abbastanza dalla pubblicazione dei primi capitoli.
Piuttosto, è la conferma conclusiva di come funziona la fabbrica delle menzogne sui media mainstream. Prima si creano strutture apparentemente al di sopra delle parti, ma in realtà regolarmente finanziate da lobby, gruppi di potere, in qualche caso dagli stessi governi (siti di fack-checking, ONG sui diritti umani, associazioni che si occupano a vario titolo di monitorare la rete o di stilare classifiche sulla credibilità delle fonti ecc.). Poi, si eleva tali strutture al rango di "esperti del settore", fingendo che esse operino senza finalità politiche, ideologiche o di lucro e siano animate unicamente dalla volontà di offrire all'opinione pubblica nient'altro che la verità oggettiva e scientifica. Infine, quando c'è bisogno di screditare una certa fonte o una notizia imbarazzante, si fa riferimento a tali strutture come "prova" e conferma delle proprie affermazione. È così perché lo dice il sito X, l'organizzazione Y. Uno schema circolare, dunque, dove il fruitore finale di una certa verità presentata all'opinione pubblica è lo stesso soggetto che dovrebbe averla verificata e convalidata.
Nel caso specifico, l'Alliance for Securing Democracy (ASD) è stata fondata da neocon legati all'intelligence, con finanziamenti di USAID, stati della NATO e oligarchi legati ai Democratici per guidare la nuova Guerra Fredda con la Russia. L'ex direttore dell'ASD, Jamie Fly, è un neocon legato al famigerato think tank Project for a New American Century. Il sito Hamilton 68, oltre che dall'ASD, è stato fondato da Clint Watts, un ex agente antiterrorismo dell'FBI. Queste erano le fonti su cui i DEM, ma anche decine di testate mainstream vicine al partito democratico, facevano leva per screditare il memorandum di Nunes e promuovere l'idea che l'elezione di Trump fosse stata favorita dalla Russia. La fonte su cui si basavano era in definitiva una sola. Non solo non era verificata, ma per il suo stesso evidente orientamento politico e per i suoi finanziatori, era tra tutte quelle possibili la meno attendibile.

A questo punto, non vi sarà difficile concludere che questo schema circolare viene utilizzato in molti altri casi e settori, dalla pandemia, alle vaccinazioni fino ai report sulla guerra in Ucraina. Tutto si gioca sempre attribuendo credibilità a fonti e riferimenti che, a ben guardare, sono tutto meno che disinteressate e oggettive.

🟥 Segui Giubbe Rosse
Canale Telegram | Portale web | Ultim'ora in pillole
👍6