In questa acuta analisi di Pierluigi Fagan, gli Stati Uniti di Trump stanno abbandonando l’illusione dell’ordine globale condiviso per costruire un proprio “mondo privato” a guida americana. Il progetto del Board of Peace, pensato per Gaza e potenzialmente alternativo all’ONU, rientra in una strategia più ampia: club esclusivi, inviti a pagamento, pressioni economiche e politiche, ritiro dai trattati multilaterali. Non più “chi mi ama mi segua”, ma “chi mi teme mi segua”. In questo scenario, il multipolarismo viene forzato dall’alto, mentre Russia e Cina osservano, rafforzando reti alternative e puntando sulla reputazione come nuovo capitale geopolitico. https://megachip.globalist.it/cronache-internazionali/2026/01/18/chi-mi-teme-mi-segua/
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Chi mi teme mi segua
L’America di Trump vuole un ordine multipolare coercitivo: in attesa di abbandonare l’ONU, crea club esclusivi a guida USA, impone obbedienza con pressioni economiche, isolando rivali e alleati riluttanti.
L’Unione Europea, costruita su dogmi neoliberali e subordinazione geopolitica, ha scambiato mercato per democrazia e dipendenza per progresso, fino a sacrificare sovranità, energia e futuro sull’altare dell’egemonia americana, con esiti autodistruttivi per l’Europa contemporanea. [Andrea Zhok]
https://megachip.globalist.it/pensieri-lunghi/2026/01/22/morire-per-delle-idee-una-sintesi-del-suicidio-europeo/
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Morire per delle idee (una sintesi del suicidio europeo)
La UE, costruita su dogmi neoliberali e subordinazione geopolitica, ha scambiato mercato per democrazia e dipendenza per progresso, fino a sacrificare sovranità, energia e futuro sull’altare dell’egemonia USA, con esiti autodistruttivi per l’Europa di oggi.
Tra austerità, crisi energetica e priorità belliche, l’Italia ha spento le luci delle Feste: non solo risparmio, ma normalizzazione del sacrificio culturale, simbolo di un Paese che si abitua alla rinuncia.
https://megachip.globalist.it/kill-pil/2026/01/22/festivita-perdute-segni-di-recessione-economica-dello-stato/
https://megachip.globalist.it/kill-pil/2026/01/22/festivita-perdute-segni-di-recessione-economica-dello-stato/
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Festività perdute: segni di recessione economica dello Stato
Tra austerità, crisi energetica e priorità belliche, l’Italia ha spento le luci delle Feste: non solo risparmio, ma normalizzazione del sacrificio culturale, simbolo di un Paese che si abitua alla rinuncia.
Analisi della strategia di destabilizzazione contro l’Iran orchestrata da Stati Uniti e Israele, tra guerra ibrida, sanzioni, pressione politica e doppia morale occidentale. [di Mostafa Milani Amin]
https://megachip.globalist.it/cronache-internazionali/2026/01/27/la-destabilizzazione-orchestrata-da-stati-uniti-e-israele-e-lipocrisia-sistemica-delloccidente/
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La destabilizzazione orchestrata da Stati Uniti e Israele e l’ipocrisia sistemica dell’Occidente
Analisi della strategia di destabilizzazione contro l’Iran orchestrata da Stati Uniti e Israele, tra guerra ibrida, sanzioni, pressione politica e doppia morale occidentale.
Ipotesi di blocco navale USA contro l’Iran: risposta militare certa, chiusura di Hormuz, caos energetico globale, shock geopolitico e diplomatico, escalation incontrollabile ben oltre uno scenario che seguisse il modello venezuelano https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/01/28/blocco-alla-venezuelana-delliran-da-parte-degli-usa-provateci-e-vedrete-cosa-succede/
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Blocco “alla venezuelana” dell’Iran da parte degli USA? Provateci e vedrete cosa succede
Ipotesi di blocco navale USA contro l’Iran: risposta militare certa, chiusura di Hormuz, caos energetico globale, shock geopolitico e diplomatico, escalation incontrollabile ben oltre uno scenario che seguisse il modello venezuelano.
Epstein non come scandalo, ma come apparato: abuso rituale, ricatto sistemico, protezione istituzionale. Da Pasolini alla realtà, il potere occidentale si rivela violento, impunito, incapace di dare lezioni morali altrui. [Pino Cabras]
https://megachip.globalist.it/legalita/2026/02/02/salo-e-le-120-giornate-di-epstein/
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Salò e le 120 giornate di Epstein
Epstein non come scandalo, ma come apparato: abuso rituale, ricatto sistemico, protezione istituzionale. Da Pasolini alla realtà, il potere occidentale si rivela violento, impunito, incapace di dare lezioni morali altrui.
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Il caso Epstein non è un’anomalia ma una manifestazione estrema delle dinamiche strutturali del potere economico contemporaneo. Andrea Zhok analizza il rapporto tra grandi concentrazioni di capitale, arbitrio politico e trasformazioni psicologiche e morali delle élite. Attraverso riferimenti filosofici e letterari – da Hayek a De Sade, da Lamettrie a Dostoevskij – il saggio ricostruisce la genealogia culturale e antropologica delle oligarchie moderne e del loro universo simbolico.
https://megachip.globalist.it/pensieri-lunghi/2026/02/06/il-mondo-degli-epstein/
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Il mondo degli Epstein
Il caso Epstein non è un’anomalia ma l’espressione estrema delle dinamiche del potere economico contemporaneo. Andrea Zhok indaga il legame tra grandi concentrazioni di capitale, arbitrio politico e trasformazioni morali delle élite, ricostruendo la genealogia…
Forwarded from Visione Tv
Marcello Foa: "Un sistema di potere inconfessabile si muoveva dietro Epstein"
Marcello Foa approfondisce i risvolti dello scandalo Epstein. "L'Occidente deve ripensare se stesso"
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https://visionetv.it/marcello-foa-un-sistema-di-potere-inconfessabile-si-muoveva-dietro-epstein/
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Marcello Foa approfondisce i risvolti dello scandalo Epstein. "L'Occidente deve ripensare se stesso"
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Le registrazioni attribuite a Barak rivelano una visione demografica selettiva e razziale, fondata sulla “villa nella giungla”. Tra ipocrisie bipartisan, i mizrahi restano strumentalizzati e marginalizzati, mentre la destra messianica consolida un progetto nazionalista che li espone a un destino politico pericoloso.
https://megachip.globalist.it/cronache-internazionali/2026/02/16/documenti-epstein-perche-i-mizrahim-israeliani-affrontano-una-battaglia-esistenziale/
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Documenti Epstein: perché i mizrahim israeliani affrontano una battaglia esistenziale
Le registrazioni attribuite a Barak rivelano una visione demografica selettiva e razziale, fondata sulla “villa nella giungla”. Tra ipocrisie bipartisan, i mizrahi restano strumentalizzati e marginalizzati, mentre la destra messianica consolida un progetto…
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Famiglia del bosco: Dopo mesi in casa famiglia, la madre denuncia traumi, regressioni e isolamento dei figli, accusando un sistema che, in nome della tutela, ha aggravato sofferenza e separazione forzata. https://megachip.globalist.it/legalita/2026/02/18/il-buromattatoio-quando-la-cura-si-fa-tortura/
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Il buromattatoio: quando la 'cura' si fa tortura
Famiglia del bosco: Dopo mesi in casa famiglia, la madre denuncia traumi, regressioni e isolamento dei figli, accusando un sistema che, in nome della tutela, ha aggravato sofferenza e separazione forzata.
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Dal nomignolo di Grillo alla cattedra onoraria al King’s College: ritratto impietoso di un professionista delle reti di potere, tra ambizione, trasformismo e impeccabile istinto di sopravvivenza istituzionale contemporanea globale. https://megachip.globalist.it/politica-e-beni-comuni/2026/02/21/giggino-a-cartelletta/
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Giggino 'a Cartelletta
Dal nomignolo di Grillo alla cattedra onoraria al King’s College: ritratto impietoso di un professionista delle reti di potere, tra ambizione, trasformismo e impeccabile istinto di sopravvivenza istituzionale contemporanea globale.
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Una promessa biblica come titolo di proprietà geopolitico: tra ritrattazioni tardive e imbarazzi teologici, affiora la dottrina espansionista che ispira milioni di evangelici e orienta la politica estera USA. L'intervista di Tucker Carlson all'ambasciatore in Israele
https://megachip.globalist.it/cronache-internazionali/2026/02/21/dal-nilo-alleufrate-giusto-se-prendessero-tutto-la-confessione-di-huckabee-che-smaschera-il-sionismo-cristiano/
https://megachip.globalist.it/cronache-internazionali/2026/02/21/dal-nilo-alleufrate-giusto-se-prendessero-tutto-la-confessione-di-huckabee-che-smaschera-il-sionismo-cristiano/
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“Dal Nilo all’Eufrate, giusto se prendessero tutto”. La confessione di Huckabee che smaschera il sionismo cristiano
Una promessa biblica come titolo di proprietà geopolitico: tra ritrattazioni tardive e imbarazzi teologici, affiora la dottrina espansionista che ispira milioni di evangelici e orienta la politica estera USA. L'intervista di Tucker Carlson all'ambasciatore…
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Il pedofilo del secolo non era solo un faccendiere: dietro di lui lobby filoisraeliane, affari geopolitici, passaporti falsi e protezioni eccellenti. Email compromettenti travolgono il mondo delle superbanche, svelando complicità, favori e silenzi interessati. https://megachip.globalist.it/legalita/2026/02/27/caso-epstein-quel-legame-dimenticato-con-israele-e-i-baci-di-goldman-sachs/
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Caso Epstein, quel legame dimenticato con Israele e i baci di Goldman Sachs
Il pedofilo del secolo non era solo un faccendiere: dietro di lui lobby filoisraeliane, affari geopolitici, passaporti falsi e protezioni eccellenti. Email compromettenti travolgono il mondo delle superbanche, svelando complicità, favori e silenzi interessati.
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Esultano per un assassinio credendo nella libertà. Ignorano struttura, consenso e martirio. Scambiano geopolitica per videogame. Il risultato? Odio consolidato, vendetta inevitabile, caos permanente spacciato per emancipazione democratica. [di Andrea Zhok] https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2026/03/01/lillusione-della-testa-tagliata-perche-liran-non-e-un-videogioco/
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L'illusione della testa tagliata: perché l'Iran non è un videogioco
Esultano per un assassinio credendo nella libertà. Ignorano struttura, consenso e martirio. Scambiano geopolitica per videogame. Il risultato? Odio consolidato, vendetta inevitabile, caos permanente spacciato per emancipazione democratica.
La guerra come diversivo e salto imperiale verso l’escalation globale. Diplomazia in rovina, negoziati evaporati, Europa sonnambula. Medio Oriente detonatore. Solo consapevolezza e mobilitazione possono rompere la narrazione anestetizzante. [Pino Cabras] https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/02/28/operazione-epstein/
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Operazione Epstein
La guerra come diversivo e salto imperiale verso l’escalation globale. Diplomazia in rovina, negoziati evaporati, Europa sonnambula. Medio Oriente detonatore. Solo consapevolezza e mobilitazione possono rompere la narrazione anestetizzante.
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Forwarded from Pino Cabras
Credo sia una buona idea attaccare dei piccoli adesivi intorno al serbatoio del carburante della vostra auto, con le facce dei servi di prima fascia e di seconda fascia che assecondano le guerre della Cosca Epstein per insegnare al mondo i diritti umani.
Già nei prossimi giorni questi preziosi adesivi saranno un utile promemoria che collegherà in modo immediato cause ed effetti ricadenti sui vostri peculi. Vedrete il nuovo prezzo al litro, vedete le loro belle faccine, e vi sentirete quasi felici.
Io personalmente attaccherò Ursula, che ci ha gentilmente portati a non avere alternative al gas e al petrolio del Vicino Oriente in nome della "tiphesah tella temograzziah" e del "No al gasse de Pooh-teen" e che non vede l'ora di farci immergete anche in un altra guerra.
Già nei prossimi giorni questi preziosi adesivi saranno un utile promemoria che collegherà in modo immediato cause ed effetti ricadenti sui vostri peculi. Vedrete il nuovo prezzo al litro, vedete le loro belle faccine, e vi sentirete quasi felici.
Io personalmente attaccherò Ursula, che ci ha gentilmente portati a non avere alternative al gas e al petrolio del Vicino Oriente in nome della "tiphesah tella temograzziah" e del "No al gasse de Pooh-teen" e che non vede l'ora di farci immergete anche in un altra guerra.
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Forwarded from Pino Cabras
Media is too big
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𝗧𝗥𝗘 𝗦𝗘𝗡𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜 “𝗙𝗔𝗟𝗖𝗛𝗜” 𝗘𝗦𝗖𝗢𝗡𝗢 𝗗𝗔𝗟 𝗕𝗥𝗜𝗘𝗙𝗜𝗡𝗚 𝗦𝗨𝗟𝗟’𝗜𝗥𝗔𝗡… 𝗘 𝗦𝗢𝗡𝗢 𝗦𝗖𝗢𝗡𝗩𝗢𝗟𝗧𝗜
Tre senatori USA – tutt’altro che pacifisti – hanno appena partecipato a un briefing classificato sulla guerra contro l’Iran. Ne sono usciti visibilmente scossi.
Richard Blumenthal dice di essere “più spaventato che mai” che gli Stati Uniti possano finire a mandare truppe di terra.
Elizabeth Warren afferma che “la situazione è molto peggiore di quanto si possa immaginare” e che l’amministrazione Trump non ha alcun piano.
Ed Markey parla apertamente di guerra illegale basata su menzogne, avviata senza un piano per finirla.
Non stiamo parlando di colombe.
Parliamo di politici che negli anni hanno sostenuto quasi tutte le guerre americane.
Se perfino loro escono da un briefing classificato con questa faccia, vuol dire che là dentro devono aver sentito qualcosa di molto serio.
Ho montato in un unico video le loro dichiarazioni.
Vale la pena ascoltarle.
Perché il punto è uno solo:
questa guerra sembra essere stata iniziata senza sapere dove si va a parare.
Quel che sappiamo è che parlare di invasione terrestre dell’Iran è pura fantapolitica: per occupare l’Iraq, grande un terzo dell’Iran e assai meno montuoso, furono mobilitati 500 mila uomini e mesi di preparazione. Oggi non esiste nemmeno un paese disposto a ospitare una forza d’invasione americana, e operazioni come scortare petroliere nello stretto di Hormuz significherebbero mettere le navi sotto tiro diretto di missili e droni.
Perché Trump ha obbedito a chi gli ha comandato proprio quella guerra che altri sette presidenti, anche i più falchi, evitarono come la peste? Chi comanda a Washington?
Tre senatori USA – tutt’altro che pacifisti – hanno appena partecipato a un briefing classificato sulla guerra contro l’Iran. Ne sono usciti visibilmente scossi.
Richard Blumenthal dice di essere “più spaventato che mai” che gli Stati Uniti possano finire a mandare truppe di terra.
Elizabeth Warren afferma che “la situazione è molto peggiore di quanto si possa immaginare” e che l’amministrazione Trump non ha alcun piano.
Ed Markey parla apertamente di guerra illegale basata su menzogne, avviata senza un piano per finirla.
Non stiamo parlando di colombe.
Parliamo di politici che negli anni hanno sostenuto quasi tutte le guerre americane.
Se perfino loro escono da un briefing classificato con questa faccia, vuol dire che là dentro devono aver sentito qualcosa di molto serio.
Ho montato in un unico video le loro dichiarazioni.
Vale la pena ascoltarle.
Perché il punto è uno solo:
questa guerra sembra essere stata iniziata senza sapere dove si va a parare.
Quel che sappiamo è che parlare di invasione terrestre dell’Iran è pura fantapolitica: per occupare l’Iraq, grande un terzo dell’Iran e assai meno montuoso, furono mobilitati 500 mila uomini e mesi di preparazione. Oggi non esiste nemmeno un paese disposto a ospitare una forza d’invasione americana, e operazioni come scortare petroliere nello stretto di Hormuz significherebbero mettere le navi sotto tiro diretto di missili e droni.
Perché Trump ha obbedito a chi gli ha comandato proprio quella guerra che altri sette presidenti, anche i più falchi, evitarono come la peste? Chi comanda a Washington?
🤔2
𝗟𝗘 𝗣𝗜𝗔𝗭𝗭𝗘 𝗜𝗥𝗔𝗡𝗜𝗔𝗡𝗘 𝗡𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗚𝗨𝗘𝗥𝗥𝗔: 𝗖𝗜𝗢̀ 𝗖𝗛𝗘 𝗟’𝗢𝗖𝗖𝗜𝗗𝗘𝗡𝗧𝗘 𝗡𝗢𝗡 𝗩𝗨𝗢𝗟𝗘 𝗩𝗘𝗗𝗘𝗥𝗘
Mentre i bombardamenti colpiscono città e infrastrutture, inIran folle immense scendono in piazza sotto le bombe. La guerra rafforzal’orgoglio nazionale e rivela la fragilità morale dell’Occidente. [Andrea Zhok] https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2026/03/06/le-piazze-iraniane-nella-guerra-cio-che-loccidente-non-vuole-vedere/
Mentre i bombardamenti colpiscono città e infrastrutture, inIran folle immense scendono in piazza sotto le bombe. La guerra rafforzal’orgoglio nazionale e rivela la fragilità morale dell’Occidente. [Andrea Zhok] https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2026/03/06/le-piazze-iraniane-nella-guerra-cio-che-loccidente-non-vuole-vedere/
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Il blocco di Hormuz, la risposta militare iraniana e il fallimento della blitzkrieg americana aprono uno scenario estremo: crisi energetica globale, shock finanziario sul dollaro e rischio concreto di escalation nucleare. [Giuseppe Masala] https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/03/06/lorlo-dellabisso-di-crosetto-hormuz-chiusa-dollaro-a-rischio-lombra-del-nucleare/
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L’orlo dell’abisso di Crosetto: Hormuz chiusa, dollaro a rischio, l’ombra del nucleare
Il blocco di Hormuz, la risposta militare iraniana e il fallimento della blitzkrieg americana aprono uno scenario estremo: crisi energetica globale, shock finanziario sul dollaro e rischio concreto di escalation nucleare.
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La guerra doveva rilanciare la finanza globale. Ma la crisi è troppo profonda: ETF in calo, riscatti bloccati, Big Tech in perdita. Persino i grandi gestori scoprono di non poter più controllare i mercati. [Alessandro Volpi] https://megachip.globalist.it/kill-pil/2026/03/10/quando-crollano-i-padroni-del-mondo-la-guerra-non-basta-piu-a-salvare-il-capitalismo-finanziario/
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Quando crollano i padroni del mondo: La guerra non basta più a salvare il capitalismo finanziario
La guerra doveva rilanciare la finanza globale. Ma la crisi è troppo profonda: ETF in calo, riscatti bloccati, Big Tech in perdita. Persino i grandi gestori scoprono di non poter più controllare i mercati.
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