Megachip
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Megachip, Democrazia nella Comunicazione. https://megachip.globalist.it/
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In questa acuta analisi di Pierluigi Fagan, gli Stati Uniti di Trump stanno abbandonando l’illusione dell’ordine globale condiviso per costruire un proprio “mondo privato” a guida americana. Il progetto del Board of Peace, pensato per Gaza e potenzialmente alternativo all’ONU, rientra in una strategia più ampia: club esclusivi, inviti a pagamento, pressioni economiche e politiche, ritiro dai trattati multilaterali. Non più “chi mi ama mi segua”, ma “chi mi teme mi segua”. In questo scenario, il multipolarismo viene forzato dall’alto, mentre Russia e Cina osservano, rafforzando reti alternative e puntando sulla reputazione come nuovo capitale geopolitico. https://megachip.globalist.it/cronache-internazionali/2026/01/18/chi-mi-teme-mi-segua/
L’Unione Europea, costruita su dogmi neoliberali e subordinazione geopolitica, ha scambiato mercato per democrazia e dipendenza per progresso, fino a sacrificare sovranità, energia e futuro sull’altare dell’egemonia americana, con esiti autodistruttivi per l’Europa contemporanea. [Andrea Zhok]
https://megachip.globalist.it/pensieri-lunghi/2026/01/22/morire-per-delle-idee-una-sintesi-del-suicidio-europeo/
Epstein non come scandalo, ma come apparato: abuso rituale, ricatto sistemico, protezione istituzionale. Da Pasolini alla realtà, il potere occidentale si rivela violento, impunito, incapace di dare lezioni morali altrui. [Pino Cabras]
https://megachip.globalist.it/legalita/2026/02/02/salo-e-le-120-giornate-di-epstein/
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Il caso Epstein non è un’anomalia ma una manifestazione estrema delle dinamiche strutturali del potere economico contemporaneo. Andrea Zhok analizza il rapporto tra grandi concentrazioni di capitale, arbitrio politico e trasformazioni psicologiche e morali delle élite. Attraverso riferimenti filosofici e letterari – da Hayek a De Sade, da Lamettrie a Dostoevskij – il saggio ricostruisce la genealogia culturale e antropologica delle oligarchie moderne e del loro universo simbolico.
https://megachip.globalist.it/pensieri-lunghi/2026/02/06/il-mondo-degli-epstein/
Forwarded from Visione Tv
Marcello Foa: "Un sistema di potere inconfessabile si muoveva dietro Epstein"

Marcello Foa approfondisce i risvolti dello scandalo Epstein. "L'Occidente deve ripensare se stesso"

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https://visionetv.it/marcello-foa-un-sistema-di-potere-inconfessabile-si-muoveva-dietro-epstein/

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Dal nomignolo di Grillo alla cattedra onoraria al King’s College: ritratto impietoso di un professionista delle reti di potere, tra ambizione, trasformismo e impeccabile istinto di sopravvivenza istituzionale contemporanea globale. https://megachip.globalist.it/politica-e-beni-comuni/2026/02/21/giggino-a-cartelletta/
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La guerra come diversivo e salto imperiale verso l’escalation globale. Diplomazia in rovina, negoziati evaporati, Europa sonnambula. Medio Oriente detonatore. Solo consapevolezza e mobilitazione possono rompere la narrazione anestetizzante. [Pino Cabras] https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/02/28/operazione-epstein/
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Forwarded from Pino Cabras
Credo sia una buona idea attaccare dei piccoli adesivi intorno al serbatoio del carburante della vostra auto, con le facce dei servi di prima fascia e di seconda fascia che assecondano le guerre della Cosca Epstein per insegnare al mondo i diritti umani.
Già nei prossimi giorni questi preziosi adesivi saranno un utile promemoria che collegherà in modo immediato cause ed effetti ricadenti sui vostri peculi. Vedrete il nuovo prezzo al litro, vedete le loro belle faccine, e vi sentirete quasi felici.
Io personalmente attaccherò Ursula, che ci ha gentilmente portati a non avere alternative al gas e al petrolio del Vicino Oriente in nome della "tiphesah tella temograzziah" e del "No al gasse de Pooh-teen" e che non vede l'ora di farci immergete anche in un altra guerra.
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Forwarded from Pino Cabras
Media is too big
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𝗧𝗥𝗘 𝗦𝗘𝗡𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜 “𝗙𝗔𝗟𝗖𝗛𝗜” 𝗘𝗦𝗖𝗢𝗡𝗢 𝗗𝗔𝗟 𝗕𝗥𝗜𝗘𝗙𝗜𝗡𝗚 𝗦𝗨𝗟𝗟’𝗜𝗥𝗔𝗡… 𝗘 𝗦𝗢𝗡𝗢 𝗦𝗖𝗢𝗡𝗩𝗢𝗟𝗧𝗜
Tre senatori USA – tutt’altro che pacifisti – hanno appena partecipato a un briefing classificato sulla guerra contro l’Iran. Ne sono usciti visibilmente scossi.
Richard Blumenthal dice di essere “più spaventato che mai” che gli Stati Uniti possano finire a mandare truppe di terra.
Elizabeth Warren afferma che “la situazione è molto peggiore di quanto si possa immaginare” e che l’amministrazione Trump non ha alcun piano.
Ed Markey parla apertamente di guerra illegale basata su menzogne, avviata senza un piano per finirla.
Non stiamo parlando di colombe.
Parliamo di politici che negli anni hanno sostenuto quasi tutte le guerre americane.
Se perfino loro escono da un briefing classificato con questa faccia, vuol dire che là dentro devono aver sentito qualcosa di molto serio.
Ho montato in un unico video le loro dichiarazioni.
Vale la pena ascoltarle.
Perché il punto è uno solo:
questa guerra sembra essere stata iniziata senza sapere dove si va a parare.
Quel che sappiamo è che parlare di invasione terrestre dell’Iran è pura fantapolitica: per occupare l’Iraq, grande un terzo dell’Iran e assai meno montuoso, furono mobilitati 500 mila uomini e mesi di preparazione. Oggi non esiste nemmeno un paese disposto a ospitare una forza d’invasione americana, e operazioni come scortare petroliere nello stretto di Hormuz significherebbero mettere le navi sotto tiro diretto di missili e droni.
Perché Trump ha obbedito a chi gli ha comandato proprio quella guerra che altri sette presidenti, anche i più falchi, evitarono come la peste? Chi comanda a Washington?
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𝗟𝗘 𝗣𝗜𝗔𝗭𝗭𝗘 𝗜𝗥𝗔𝗡𝗜𝗔𝗡𝗘 𝗡𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗚𝗨𝗘𝗥𝗥𝗔: 𝗖𝗜𝗢̀ 𝗖𝗛𝗘 𝗟’𝗢𝗖𝗖𝗜𝗗𝗘𝗡𝗧𝗘 𝗡𝗢𝗡 𝗩𝗨𝗢𝗟𝗘 𝗩𝗘𝗗𝗘𝗥𝗘
Mentre i bombardamenti colpiscono città e infrastrutture, inIran folle immense scendono in piazza sotto le bombe. La guerra rafforzal’orgoglio nazionale e rivela la fragilità morale dell’Occidente. [Andrea Zhok] https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2026/03/06/le-piazze-iraniane-nella-guerra-cio-che-loccidente-non-vuole-vedere/
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