Esultano per un assassinio credendo nella libertà. Ignorano struttura, consenso e martirio. Scambiano geopolitica per videogame. Il risultato? Odio consolidato, vendetta inevitabile, caos permanente spacciato per emancipazione democratica. [di Andrea Zhok] https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2026/03/01/lillusione-della-testa-tagliata-perche-liran-non-e-un-videogioco/
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L'illusione della testa tagliata: perché l'Iran non è un videogioco
Esultano per un assassinio credendo nella libertà. Ignorano struttura, consenso e martirio. Scambiano geopolitica per videogame. Il risultato? Odio consolidato, vendetta inevitabile, caos permanente spacciato per emancipazione democratica.
La guerra come diversivo e salto imperiale verso l’escalation globale. Diplomazia in rovina, negoziati evaporati, Europa sonnambula. Medio Oriente detonatore. Solo consapevolezza e mobilitazione possono rompere la narrazione anestetizzante. [Pino Cabras] https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/02/28/operazione-epstein/
Globalist.it
Operazione Epstein
La guerra come diversivo e salto imperiale verso l’escalation globale. Diplomazia in rovina, negoziati evaporati, Europa sonnambula. Medio Oriente detonatore. Solo consapevolezza e mobilitazione possono rompere la narrazione anestetizzante.
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Forwarded from Pino Cabras
Credo sia una buona idea attaccare dei piccoli adesivi intorno al serbatoio del carburante della vostra auto, con le facce dei servi di prima fascia e di seconda fascia che assecondano le guerre della Cosca Epstein per insegnare al mondo i diritti umani.
Già nei prossimi giorni questi preziosi adesivi saranno un utile promemoria che collegherà in modo immediato cause ed effetti ricadenti sui vostri peculi. Vedrete il nuovo prezzo al litro, vedete le loro belle faccine, e vi sentirete quasi felici.
Io personalmente attaccherò Ursula, che ci ha gentilmente portati a non avere alternative al gas e al petrolio del Vicino Oriente in nome della "tiphesah tella temograzziah" e del "No al gasse de Pooh-teen" e che non vede l'ora di farci immergete anche in un altra guerra.
Già nei prossimi giorni questi preziosi adesivi saranno un utile promemoria che collegherà in modo immediato cause ed effetti ricadenti sui vostri peculi. Vedrete il nuovo prezzo al litro, vedete le loro belle faccine, e vi sentirete quasi felici.
Io personalmente attaccherò Ursula, che ci ha gentilmente portati a non avere alternative al gas e al petrolio del Vicino Oriente in nome della "tiphesah tella temograzziah" e del "No al gasse de Pooh-teen" e che non vede l'ora di farci immergete anche in un altra guerra.
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Forwarded from Pino Cabras
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𝗧𝗥𝗘 𝗦𝗘𝗡𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜 “𝗙𝗔𝗟𝗖𝗛𝗜” 𝗘𝗦𝗖𝗢𝗡𝗢 𝗗𝗔𝗟 𝗕𝗥𝗜𝗘𝗙𝗜𝗡𝗚 𝗦𝗨𝗟𝗟’𝗜𝗥𝗔𝗡… 𝗘 𝗦𝗢𝗡𝗢 𝗦𝗖𝗢𝗡𝗩𝗢𝗟𝗧𝗜
Tre senatori USA – tutt’altro che pacifisti – hanno appena partecipato a un briefing classificato sulla guerra contro l’Iran. Ne sono usciti visibilmente scossi.
Richard Blumenthal dice di essere “più spaventato che mai” che gli Stati Uniti possano finire a mandare truppe di terra.
Elizabeth Warren afferma che “la situazione è molto peggiore di quanto si possa immaginare” e che l’amministrazione Trump non ha alcun piano.
Ed Markey parla apertamente di guerra illegale basata su menzogne, avviata senza un piano per finirla.
Non stiamo parlando di colombe.
Parliamo di politici che negli anni hanno sostenuto quasi tutte le guerre americane.
Se perfino loro escono da un briefing classificato con questa faccia, vuol dire che là dentro devono aver sentito qualcosa di molto serio.
Ho montato in un unico video le loro dichiarazioni.
Vale la pena ascoltarle.
Perché il punto è uno solo:
questa guerra sembra essere stata iniziata senza sapere dove si va a parare.
Quel che sappiamo è che parlare di invasione terrestre dell’Iran è pura fantapolitica: per occupare l’Iraq, grande un terzo dell’Iran e assai meno montuoso, furono mobilitati 500 mila uomini e mesi di preparazione. Oggi non esiste nemmeno un paese disposto a ospitare una forza d’invasione americana, e operazioni come scortare petroliere nello stretto di Hormuz significherebbero mettere le navi sotto tiro diretto di missili e droni.
Perché Trump ha obbedito a chi gli ha comandato proprio quella guerra che altri sette presidenti, anche i più falchi, evitarono come la peste? Chi comanda a Washington?
Tre senatori USA – tutt’altro che pacifisti – hanno appena partecipato a un briefing classificato sulla guerra contro l’Iran. Ne sono usciti visibilmente scossi.
Richard Blumenthal dice di essere “più spaventato che mai” che gli Stati Uniti possano finire a mandare truppe di terra.
Elizabeth Warren afferma che “la situazione è molto peggiore di quanto si possa immaginare” e che l’amministrazione Trump non ha alcun piano.
Ed Markey parla apertamente di guerra illegale basata su menzogne, avviata senza un piano per finirla.
Non stiamo parlando di colombe.
Parliamo di politici che negli anni hanno sostenuto quasi tutte le guerre americane.
Se perfino loro escono da un briefing classificato con questa faccia, vuol dire che là dentro devono aver sentito qualcosa di molto serio.
Ho montato in un unico video le loro dichiarazioni.
Vale la pena ascoltarle.
Perché il punto è uno solo:
questa guerra sembra essere stata iniziata senza sapere dove si va a parare.
Quel che sappiamo è che parlare di invasione terrestre dell’Iran è pura fantapolitica: per occupare l’Iraq, grande un terzo dell’Iran e assai meno montuoso, furono mobilitati 500 mila uomini e mesi di preparazione. Oggi non esiste nemmeno un paese disposto a ospitare una forza d’invasione americana, e operazioni come scortare petroliere nello stretto di Hormuz significherebbero mettere le navi sotto tiro diretto di missili e droni.
Perché Trump ha obbedito a chi gli ha comandato proprio quella guerra che altri sette presidenti, anche i più falchi, evitarono come la peste? Chi comanda a Washington?
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𝗟𝗘 𝗣𝗜𝗔𝗭𝗭𝗘 𝗜𝗥𝗔𝗡𝗜𝗔𝗡𝗘 𝗡𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗚𝗨𝗘𝗥𝗥𝗔: 𝗖𝗜𝗢̀ 𝗖𝗛𝗘 𝗟’𝗢𝗖𝗖𝗜𝗗𝗘𝗡𝗧𝗘 𝗡𝗢𝗡 𝗩𝗨𝗢𝗟𝗘 𝗩𝗘𝗗𝗘𝗥𝗘
Mentre i bombardamenti colpiscono città e infrastrutture, inIran folle immense scendono in piazza sotto le bombe. La guerra rafforzal’orgoglio nazionale e rivela la fragilità morale dell’Occidente. [Andrea Zhok] https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2026/03/06/le-piazze-iraniane-nella-guerra-cio-che-loccidente-non-vuole-vedere/
Mentre i bombardamenti colpiscono città e infrastrutture, inIran folle immense scendono in piazza sotto le bombe. La guerra rafforzal’orgoglio nazionale e rivela la fragilità morale dell’Occidente. [Andrea Zhok] https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2026/03/06/le-piazze-iraniane-nella-guerra-cio-che-loccidente-non-vuole-vedere/
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Il blocco di Hormuz, la risposta militare iraniana e il fallimento della blitzkrieg americana aprono uno scenario estremo: crisi energetica globale, shock finanziario sul dollaro e rischio concreto di escalation nucleare. [Giuseppe Masala] https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/03/06/lorlo-dellabisso-di-crosetto-hormuz-chiusa-dollaro-a-rischio-lombra-del-nucleare/
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L’orlo dell’abisso di Crosetto: Hormuz chiusa, dollaro a rischio, l’ombra del nucleare
Il blocco di Hormuz, la risposta militare iraniana e il fallimento della blitzkrieg americana aprono uno scenario estremo: crisi energetica globale, shock finanziario sul dollaro e rischio concreto di escalation nucleare.
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La guerra doveva rilanciare la finanza globale. Ma la crisi è troppo profonda: ETF in calo, riscatti bloccati, Big Tech in perdita. Persino i grandi gestori scoprono di non poter più controllare i mercati. [Alessandro Volpi] https://megachip.globalist.it/kill-pil/2026/03/10/quando-crollano-i-padroni-del-mondo-la-guerra-non-basta-piu-a-salvare-il-capitalismo-finanziario/
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Quando crollano i padroni del mondo: La guerra non basta più a salvare il capitalismo finanziario
La guerra doveva rilanciare la finanza globale. Ma la crisi è troppo profonda: ETF in calo, riscatti bloccati, Big Tech in perdita. Persino i grandi gestori scoprono di non poter più controllare i mercati.
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𝗚𝗲𝗼𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗿𝗼𝗺𝗮𝗻𝘇𝗼 𝗮𝘂𝘁𝗼𝘀𝗶𝗴𝗶𝗹𝗹𝗮𝗻𝘁𝗲: 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝘀𝗼 𝗟𝗮𝗻𝗱𝗶
𝐴𝑛𝑎𝑡𝑜𝑚𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑑𝑖𝑠𝑝𝑜𝑠𝑖𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑛𝑎𝑟𝑟𝑎𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎 𝑔𝑢𝑒𝑟𝑟𝑒 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖 𝑒 𝑡𝑟𝑎𝑔𝑒𝑑𝑖𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑟𝑒𝑡𝑒 𝑖𝑛 𝑢𝑛𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑖𝑡𝑎 𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑒𝑔𝑖𝑐𝑎 𝑖𝑚𝑚𝑎𝑔𝑖𝑛𝑎𝑟𝑖𝑎.
Abbiamo visto integralmente su Visione TV la lunga intervista di Francesco Toscano a Gianmarco Landi.
Ne esce il ritratto di un modo di ragionare sempre più diffuso: una lettura della geopolitica che assorbe ogni smentita, sposta continuamente l’asticella della verifica e trasforma eventi drammatici in tasselli di un presunto piano salvifico.
Nell'articolo proviamo a smontare con calma questo impianto autosigillante: le contraddizioni logiche, i nessi indimostrati, le analogie arbitrarie, la riduzione di realtà complesse – come l’Iran o la figura di Soleimani – a elementi di un romanzo strategico.
Perché quando la politica internazionale diventa mitologia, il rischio è di perdere il contatto con i fatti e con la responsabilità concreta delle scelte che producono guerre, vittime e devastazioni.
👇 Qui il testo completo dell'articolo di Pino Cabras. https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2026/03/11/geopolitica-come-romanzo-autosigillante-il-caso-landi/
𝐴𝑛𝑎𝑡𝑜𝑚𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑑𝑖𝑠𝑝𝑜𝑠𝑖𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑛𝑎𝑟𝑟𝑎𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎 𝑔𝑢𝑒𝑟𝑟𝑒 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖 𝑒 𝑡𝑟𝑎𝑔𝑒𝑑𝑖𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑟𝑒𝑡𝑒 𝑖𝑛 𝑢𝑛𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑖𝑡𝑎 𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑒𝑔𝑖𝑐𝑎 𝑖𝑚𝑚𝑎𝑔𝑖𝑛𝑎𝑟𝑖𝑎.
Abbiamo visto integralmente su Visione TV la lunga intervista di Francesco Toscano a Gianmarco Landi.
Ne esce il ritratto di un modo di ragionare sempre più diffuso: una lettura della geopolitica che assorbe ogni smentita, sposta continuamente l’asticella della verifica e trasforma eventi drammatici in tasselli di un presunto piano salvifico.
Nell'articolo proviamo a smontare con calma questo impianto autosigillante: le contraddizioni logiche, i nessi indimostrati, le analogie arbitrarie, la riduzione di realtà complesse – come l’Iran o la figura di Soleimani – a elementi di un romanzo strategico.
Perché quando la politica internazionale diventa mitologia, il rischio è di perdere il contatto con i fatti e con la responsabilità concreta delle scelte che producono guerre, vittime e devastazioni.
👇 Qui il testo completo dell'articolo di Pino Cabras. https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2026/03/11/geopolitica-come-romanzo-autosigillante-il-caso-landi/
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Geopolitica come romanzo autosigillante: il caso Landi
Anatomia di un dispositivo narrativo che trasforma guerre reali e tragedie concrete in una partita strategica immaginaria.
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Una guerra senza fine ridisegna gerarchie globali: energia cara, industrie in fuga, capitali concentrati. Tra stagflazione e censura, i vincitori invisibili consolidano potere mentre periferie ricche e alleati occidentali pagano. [Andrea Zhok] https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/03/11/epstein-fury/
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Epstein Fury
Una guerra senza fine ridisegna gerarchie globali: energia cara, industrie in fuga, capitali concentrati. Tra stagflazione e censura, i vincitori invisibili consolidano potere mentre periferie ricche e alleati occidentali pagano.
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Il potere cambia volto e linguaggio: non più partiti e ideologie, ma algoritmi, dati e sistemi opachi. Nell’ombra avanza una nuova élite tecnologica decisa a governare società, comportamenti e destino collettivo. [Turi Comito]
https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2026/03/16/il-vero-padrone-dellimpero-peter-thiel-e-la-lunga-marcia-del-suprematismo-digitale/
https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2026/03/16/il-vero-padrone-dellimpero-peter-thiel-e-la-lunga-marcia-del-suprematismo-digitale/
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Il vero padrone dell'Impero: Peter Thiel e la lunga marcia del suprematismo digitale
Il potere cambia volto e linguaggio: non più partiti e ideologie, ma algoritmi, dati e sistemi opachi. Nell’ombra avanza una nuova élite tecnologica decisa a governare società, comportamenti e destino collettivo.
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Resistendo all’attacco illegale di Israele e Stati Uniti gli iraniani hanno costretto la “tigre di carta” a rivelarsi. In pochi giorni hanno dimostrato che le armi sofisticate e costose del Pentagono sono inadatte al loro modo, molto economico, di fare la guerra; hanno destabilizzato il mercato mondiale del petrolio che garantisce il dollaro statunitense; infine hanno offerto a tutti gli avversari del dominio anglosassone un nuovo modello su cui riflettere. La Cina è stata già indotta a rivedere completamente i piani di difesa in caso di attacco statunitense nell’area di Taiwan.
[Thierry Meyssan]
https://megachip.globalist.it/cronache-internazionali/2026/03/17/impreviste-conseguenze-della-resistenza-iraniana/
[Thierry Meyssan]
https://megachip.globalist.it/cronache-internazionali/2026/03/17/impreviste-conseguenze-della-resistenza-iraniana/
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Impreviste conseguenze della resistenza iraniana
La resistenza iraniana trasforma il conflitto in una guerra economica globale: costi insostenibili per Washington, rischio crisi del dollaro e nuovi equilibri geopolitici ridisegnano il sistema internazionale
Alexander Dugin sostiene che Thiel deformi il concetto di Katechon collegandolo all’accelerazione tecnologica, mentre riduce in modo restrittivo l’Anticristo al globalismo liberale.
https://megachip.globalist.it/pensieri-lunghi/2026/03/20/lerrore-escatologico-di-thiel/
https://megachip.globalist.it/pensieri-lunghi/2026/03/20/lerrore-escatologico-di-thiel/
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L’errore escatologico di Thiel
Alexander Dugin sostiene che Thiel deformi il concetto di Katechon collegandolo all’accelerazione tecnologica, mentre riduce in modo restrittivo l’Anticristo al globalismo liberale.
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Un conflitto apparentemente irrazionale potrebbe celare una strategia più ampia: destabilizzare il sistema globale per rafforzare la supremazia americana. La guerra lunga come “distruzione creatrice” capace di ridisegnare equilibri economici, politici e militari.
https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/03/20/non-solo-iran-la-guerra-lunga-come-progetto-per-ridisegnare-il-sistema-mondo/
https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/03/20/non-solo-iran-la-guerra-lunga-come-progetto-per-ridisegnare-il-sistema-mondo/
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Non solo Iran: la guerra lunga come progetto per ridisegnare il sistema-Mondo
Un conflitto apparentemente irrazionale potrebbe celare una strategia più ampia: destabilizzare il sistema globale per rafforzare la supremazia americana. La guerra lunga come “distruzione creatrice” capace di ridisegnare equilibri economici, politici e militari.
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Forwarded from Laura Ru (Laura Ru)
Il debutto di due attori generati dall’intelligenza artificiale — Qin Lingyue e Lin Xiyan, presentato dalla casa di produzione cinese Youhug Media — ha scatenato un’immediata reazione negativa sul web. Annunciati su Weibo con profili social completi, video introduttivi e ruoli da protagonisti in una prossima serie drammatica, i due performer digitali hanno fatto esplodere, nel giro di poche ore, l’hashtag “boicottare gli attori AI” in cima alle tendenze della piattaforma. La protesta rivela il profondo disagio ontologico che gli spettatori provano di fronte a ciò che Jean Baudrillard chiamava la «precessione dei simulacri»: pura simulazione, copie prive di referente originale, segni che occultano l’assenza stessa di un reale. Il vuoto viene percepito all’istante. Chi commenta sul web parla di «perfezione inquietante», «occhi privi di anima» ed esprime un rifiuto istintivo verso entità che imitano le emozioni senza averle mai vissute. I tratti somatici dei due attori artificiali — un mix di quelli di celebrità quali Zhai Zilu, Zhao Jinmai, Zhang Zifeng e Liang Jie — accentuano ulteriormente il senso di disorientamento e alienazione. Gli avatar digitali generano una vertigine esistenziale: più duttili, performanti e obbedienti di qualsiasi attore in carne e ossa, alimentano il timore che ciò che ci rende umani, e la nostra imperfezione ne è parte integrante, possa diventare un handicap nella competizione con l’AI. Il boicottaggio dimostra resistenza al progressivo svuotamento del reale: gli spettatori preferiscono una persona il cui ruolo consiste nel simulare emozioni sullo schermo e affrontare l'attrito del reale nella sua vita privata, alla levigatezza anodina di un’intelligenza artificiale.
@LauraRuHK ➡️ https://www.globaltimes.cn/page/202603/1357314.shtml
@LauraRuHK ➡️ https://www.globaltimes.cn/page/202603/1357314.shtml
www.globaltimes.cn
What does netizens’ boycott of AI actors signal for businesses? : People's Daily Rui Ping
Recently, a media company unveiled two AI-generated actors on Weibo and cast them as leads in an AIGC drama series, sparking heated debate. Amid growing anxieties that AI may threaten industry viability and squeeze employment opportunities, the topic
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Nei referendum costituzionali il voto diventa giudizio politico: maggioranze parlamentari fragili scoprono di non essere maggioranze nel Paese, mentre elettori delusi trasformano la consultazione in resa dei conti nazionale finale.
https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2026/03/24/urne-contro-il-potere/
https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2026/03/24/urne-contro-il-potere/
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Urne contro il potere
Nei referendum costituzionali il voto diventa giudizio politico: maggioranze parlamentari fragili scoprono di non essere maggioranze nel Paese, mentre elettori delusi trasformano la consultazione in resa dei conti nazionale finale.
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Il Piano Trump fallisce: una resa imposta dai fatti. L'Iran risponde con deterrenza e petroyuan, scardinando il petrodollaro. La guerra accelera la transizione multipolare: energia, finanza e potere globale si riallineano sotto stress estremo. [Pepe Escobar]
https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/03/27/un-nuovo-mondo-sta-nascendo-mentre-quello-vecchio-sta-morendo/
https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/03/27/un-nuovo-mondo-sta-nascendo-mentre-quello-vecchio-sta-morendo/
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Un nuovo mondo sta nascendo mentre quello vecchio sta morendo
Piano Trump fallisce: una resa imposta dai fatti. Iran risponde con deterrenza e petroyuan, scardinando il petrodollaro. La guerra accelera la transizione multipolare: energia, finanza e potere globale si riallineano sotto stress estremo.
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Tra teologia, algoritmi e guerra, il profeta della Silicon Valley predica il caos mentre Palantir monetizza conflitti reali. Il Vaticano osserva, prende le distanze e lancia l’allarme.
[Margherita Furlan]
https://megachip.globalist.it/pensieri-lunghi/2026/03/29/il-profeta-dellapocalisse-profittevole-peter-thiel-e-lanticristo/
[Margherita Furlan]
https://megachip.globalist.it/pensieri-lunghi/2026/03/29/il-profeta-dellapocalisse-profittevole-peter-thiel-e-lanticristo/
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Il profeta dell'Apocalisse profittevole: Peter Thiel e l'Anticristo
Tra teologia, algoritmi e guerra, il profeta della Silicon Valley predica il caos mentre Palantir monetizza conflitti reali. Il Vaticano osserva, prende le distanze e lancia l’allarme.
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Forwarded from Giulietto Chiesa Real
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“NON È UNA SECONDA GUERRA FREDDA…”
Il decennio 2014-2024 è stato preparatorio a una grande guerra, una terza guerra mondiale, le cui colpe l’Occidente vorrebbe addossare a Putin e alla Russia.
PUTINFOBIA parla proprio di questo. A 10 anni esatti dalla sua prima pubblicazione, torna in una nuova edizione e con una nuova prefazione di NICOLAI LILIN.
📕 PREORDINE ATTIVO al prezzo lancio di 19,90 (anziché 21,90) fino al 5 aprile.
➡️ DISPONIBILE QUI https://giuliettochiesareal.com/products/putinfobia
Il decennio 2014-2024 è stato preparatorio a una grande guerra, una terza guerra mondiale, le cui colpe l’Occidente vorrebbe addossare a Putin e alla Russia.
PUTINFOBIA parla proprio di questo. A 10 anni esatti dalla sua prima pubblicazione, torna in una nuova edizione e con una nuova prefazione di NICOLAI LILIN.
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Doppio standard europeo: sanzioni inflessibili contro Iran e Russia, silenzio su Israele e USA. Morale proclamata, realismo assente. Intanto l’Europa paga il prezzo: energia cara, deindustrializzazione, cittadini sacrificati. certo, la ghigliottina...
https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/04/07/ricapitolando-2/
https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/04/07/ricapitolando-2/
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Ricapitolando...
Doppio standard europeo: sanzioni inflessibili contro Iran e Russia, silenzio su Israele e USA. Morale proclamata, realismo assente. Intanto l’Europa paga il prezzo: energia cara, deindustrializzazione, cittadini sacrificati. certo, la ghigliottina...
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🔥 UNA CIVILTÀ PUÒ MORIRE… E NOI RESTIAMO A GUARDARE?
Trump scrive: “Un’intera civiltà morirà stanotte”. Non suona più come uno slogan. È semmai una soglia. Quando una cosa del genere viene detta pubblicamente, significa che qualcuno ha già iniziato a considerarla possibile.
Ho provato a leggere quel messaggio in modo diverso. Non con i commentatori di giornata, ma chiamando — uno per uno — quelli che avevano già visto tutto questo prendere forma.
.📞 Hannah Arendt: quando la distruzione diventa “inevitabile”, la responsabilità scompare
.📞 George Orwell: “regime change” serve a non dire guerra
.📞 Sigmund Freud: aggressività travestita da necessità
.📞 Carl Jung: il male proiettato tutto sull’altro
.📞 Erich Fromm: la distruzione che diventa soluzione
.📞 Carl Schmitt: il nemico reso eliminabile
.📞 J. Robert Oppenheimer: prima si rende pensabile l’annientamento, poi si costruiscono gli strumenti
.📞 Giulietto Chiesa: non è Trump, è la sceneggiatura che parla
.📌 Il punto non è se accadrà davvero stanotte
.Il punto è che qualcuno ha già reso accettabile l’idea
.E quando una civiltà diventa “sacrificabile” nel linguaggio, il resto arriva da sé
.👉 Leggi qui
:https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/04/07/telefonate-dalloltretomba-cosa-dicono-del-post-di-trump-sulliran/
Trump scrive: “Un’intera civiltà morirà stanotte”. Non suona più come uno slogan. È semmai una soglia. Quando una cosa del genere viene detta pubblicamente, significa che qualcuno ha già iniziato a considerarla possibile.
Ho provato a leggere quel messaggio in modo diverso. Non con i commentatori di giornata, ma chiamando — uno per uno — quelli che avevano già visto tutto questo prendere forma.
.📞 Hannah Arendt: quando la distruzione diventa “inevitabile”, la responsabilità scompare
.📞 George Orwell: “regime change” serve a non dire guerra
.📞 Sigmund Freud: aggressività travestita da necessità
.📞 Carl Jung: il male proiettato tutto sull’altro
.📞 Erich Fromm: la distruzione che diventa soluzione
.📞 Carl Schmitt: il nemico reso eliminabile
.📞 J. Robert Oppenheimer: prima si rende pensabile l’annientamento, poi si costruiscono gli strumenti
.📞 Giulietto Chiesa: non è Trump, è la sceneggiatura che parla
.📌 Il punto non è se accadrà davvero stanotte
.Il punto è che qualcuno ha già reso accettabile l’idea
.E quando una civiltà diventa “sacrificabile” nel linguaggio, il resto arriva da sé
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Telefonate dall'Oltretomba: cosa dicono del post di Trump sull'Iran
Un post di Trump sull’Iran diventa il pretesto per interrogare Arendt, Orwell, Freud, Jung, Fromm, Schmitt, Oppenheimer e Giulietto Chiesa: voci diverse che smontano linguaggio, potere e violenza.