la sindaca di Genova con ambizioni per palazzo Chigi avanza senza dichiarare visione né programma: candidatura costruita, comunicazione calibrata, vuoto politico funzionale. Un prodotto rassicurante per i poteri, pensato per neutralizzare ogni residuo di alternativa. https://megachip.globalist.it/politica-e-beni-comuni/2026/04/11/silvia-salis-la-candidata-senza-idee-il-prodotto-perfetto-del-potere/
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Silvia Salis, la candidata senza idee: il prodotto perfetto del potere
la sindaca di Genova con ambizioni per palazzo Chigi avanza senza dichiarare visione né programma: candidatura costruita, comunicazione calibrata, vuoto politico funzionale. Un prodotto rassicurante per i poteri, pensato per neutralizzare ogni residuo di…
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Mosca indica le fabbriche europee come bersagli, l’UE arma Kiev con filiere industriali integrate: la nuova evoluzione industriale-militare dei droni cancella ogni finzione e porta il continente dentro il fronte. [Pino Cabras] https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/04/16/la-guerra-dei-droni-ha-finito-di-smascherare-la-finzione-europea-ora-siamo-tutti-un-bersaglio/
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La Guerra dei Droni ha finito di smascherare la finzione europea: ora siamo tutti un bersaglio
Mosca indica le fabbriche europee come bersagli, l’UE arma Kiev con filiere industriali integrate: la nuova evoluzione industriale-militare dei droni cancella ogni finzione e porta il continente dentro il fronte.
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Trump punge Meloni, ma il vero potere si muove altrove: BlackRock ridisegna gli equilibri bancari italiani, Mps cambia asse e il governo lascia campo libero alla finanza Usa.
[Alessandro Volpi]
https://megachip.globalist.it/kill-pil/2026/04/16/chi-comanda/
[Alessandro Volpi]
https://megachip.globalist.it/kill-pil/2026/04/16/chi-comanda/
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Chi comanda
Trump punge Meloni, ma il vero potere si muove altrove: BlackRock ridisegna gli equilibri bancari italiani, Mps cambia asse e il governo lascia campo libero alla finanza Usa.
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Elena Basile e Angelo D’Orsi denunciano un clima crescente di censura politica e mediatica in Europa, accusando istituzioni e media di colpire il dissenso e restringere libertà fondamentali.
https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2026/04/16/europa-il-dissenso-sotto-assedio-basile-e-dorsi-denunciano-la-deriva-della-censura/
https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2026/04/16/europa-il-dissenso-sotto-assedio-basile-e-dorsi-denunciano-la-deriva-della-censura/
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Europa, il dissenso sotto assedio: Basile e D’Orsi denunciano la deriva della censura
Elena Basile e Angelo D’Orsi denunciano un clima crescente di censura politica e mediatica in Europa, accusando istituzioni e media di colpire il dissenso e restringere libertà fondamentali.
Scott Ritter firma un’analisi durissima: la campagna militare di Stati Uniti e Israele non avrebbe piegato Teheran, ma avrebbe invece rafforzato il governo iraniano, mostrato i limiti della potenza occidentale e aperto una crisi energetica globale.
Secondo Ritter, Trump ora tenta di vendere come vittoria ciò che sarebbe in realtà una sconfitta strategica. Ma se decidesse di rilanciare con nuovi bombardamenti, il secondo round potrebbe trasformarsi in un boomerang devastante: Hormuz chiuso, petrolio alle stelle, caos nei mercati, infrastrutture del Golfo e Israele sotto attacco.
Una lettura provocatoria ma ricca di spunti, che rovescia la narrazione dominante e descrive il rischio di un errore storico fondato su superbia, propaganda e incompetenza.
📌 Da leggere per capire perché la partita con l’Iran potrebbe essere molto più seria di quanto raccontano i media occidentali.
https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/04/19/le-conseguenze-dellincompetenza/
Secondo Ritter, Trump ora tenta di vendere come vittoria ciò che sarebbe in realtà una sconfitta strategica. Ma se decidesse di rilanciare con nuovi bombardamenti, il secondo round potrebbe trasformarsi in un boomerang devastante: Hormuz chiuso, petrolio alle stelle, caos nei mercati, infrastrutture del Golfo e Israele sotto attacco.
Una lettura provocatoria ma ricca di spunti, che rovescia la narrazione dominante e descrive il rischio di un errore storico fondato su superbia, propaganda e incompetenza.
📌 Da leggere per capire perché la partita con l’Iran potrebbe essere molto più seria di quanto raccontano i media occidentali.
https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/04/19/le-conseguenze-dellincompetenza/
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Le conseguenze dell'incompetenza
Gli Stati Uniti hanno perso nettamente il primo round della guerra contro l'Iran. Se Trump decidesse di intraprendere un secondo round, i risultati sarebbero disastrosi per l'America e i suoi alleati.
Un saggio che legge il presente senza paraocchi: David Colantoni indaga l’ascesa della “classe armata”, il peso crescente del potere militare e la deriva apocalittica delle guerre contemporanee. https://megachip.globalist.it/libri-consigliati/2026/04/22/teoria-della-classe-armata-uno-sguardo-acuto-sui-rapporti-di-potere-e-sulle-nuove-guerre-autodistruttive/
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“Teoria della classe armata”. Uno sguardo acuto sui rapporti di potere e sulle nuove “guerre autodistruttive”
Un saggio che legge il presente senza paraocchi: David Colantoni indaga l’ascesa della “classe armata”, il peso crescente del potere militare e la deriva apocalittica delle guerre contemporanee.
La visione del futuro apertamente distopica della società della sorveglianza non è altro che 1984 aggiornato all’era dell’IA https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2026/04/22/la-repubblica-tecnologica-di-palantir-e-un-progetto-per-la-tirannia-digitale/
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La Repubblica Tecnologica di Palantir è un progetto per la tirannia digitale
La visione del futuro apertamente distopica della società della sorveglianza non è altro che 1984 aggiornato all’era dell’IA
Europa corre al riarmo: droni, fabbriche, Baltico militarizzato, ombrello nucleare. Quattro segnali inquietanti di una rotta che avvicina Mosca e Bruxelles allo scontro diretto imminente sempre più pericoloso e cieco. [Giuseppe Masala]
https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/04/24/le-4-ragioni-che-dimostrano-come-lue-si-stia-preparando-al-conflitto-con-la-russia/
https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/04/24/le-4-ragioni-che-dimostrano-come-lue-si-stia-preparando-al-conflitto-con-la-russia/
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Le 4 ragioni che dimostrano come l'Ue si stia preparando al conflitto con la Russia
Europa corre al riarmo: droni, fabbriche, Baltico militarizzato, ombrello nucleare. Quattro segnali inquietanti di una rotta che avvicina Mosca e Bruxelles allo scontro diretto imminente sempre più pericoloso e cieco.
𝗟𝗮 𝗿𝗶𝘀𝘀𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝘃𝗲𝗹𝗮 𝗶𝗹 𝗿𝗲𝗮𝗺𝗲: 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗶𝗹 "𝗱𝗶𝘀𝘀𝗶𝗻𝗴" 𝘁𝗿𝗮 𝗕𝗿𝗮𝗻𝗰𝗮𝗰𝗰𝗶𝗼 𝗲 𝗭𝗵𝗼𝗸 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗻𝗼𝗶.
Mezzo milione di visualizzazioni per una polemica nata da una riga di commento e finita a colpi di invettive social. Ma dietro lo spettacolo del ring tra l'economista Emiliano Brancaccio e il filosofo Andrea Zhok c'è una faglia profonda, che spacca in due il modo stesso di pensare l'alternativa al sistema attuale.
Da un lato, l’arroccamento sulla competenza tecnica: l'idea che senza capire i flussi di capitali e i trattati europei ogni critica sia impotente (un limite che ha condannato all'impotenza esperienze come Tsipras o i Cinque Stelle).
Dall'altro, la difesa del campo culturale e dei legami sociali contro un capitalismo che colonizza l'immaginario e mercifica persino il corpo e la natura umana.
Nel mezzo, una parola contesa e logorata: "sovranismo". Ha senso abbandonarla del tutto alla destra di governo, o è proprio lì che si gioca la partita per ricostruire un controllo democratico contro i poteri tecnocratici?
Nel mio ultimo articolo provo a smontare questa "guerra del termine", cercando di salvare la densità del dibattito oltre la superficie del dissing.
👇 Leggi l'analisi completa qui: https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2026/05/27/la-guerra-del-termine-brancaccio-zhok-e-il-sovranismo-che-nessuno-vuole-ma-tutti-usano/
Mezzo milione di visualizzazioni per una polemica nata da una riga di commento e finita a colpi di invettive social. Ma dietro lo spettacolo del ring tra l'economista Emiliano Brancaccio e il filosofo Andrea Zhok c'è una faglia profonda, che spacca in due il modo stesso di pensare l'alternativa al sistema attuale.
Da un lato, l’arroccamento sulla competenza tecnica: l'idea che senza capire i flussi di capitali e i trattati europei ogni critica sia impotente (un limite che ha condannato all'impotenza esperienze come Tsipras o i Cinque Stelle).
Dall'altro, la difesa del campo culturale e dei legami sociali contro un capitalismo che colonizza l'immaginario e mercifica persino il corpo e la natura umana.
Nel mezzo, una parola contesa e logorata: "sovranismo". Ha senso abbandonarla del tutto alla destra di governo, o è proprio lì che si gioca la partita per ricostruire un controllo democratico contro i poteri tecnocratici?
Nel mio ultimo articolo provo a smontare questa "guerra del termine", cercando di salvare la densità del dibattito oltre la superficie del dissing.
👇 Leggi l'analisi completa qui: https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2026/05/27/la-guerra-del-termine-brancaccio-zhok-e-il-sovranismo-che-nessuno-vuole-ma-tutti-usano/
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La guerra del termine. Brancaccio, Zhok e il "sovranismo" che nessuno vuole ma tutti usano
La polemica tra Brancaccio e Zhok vale più del suo oggetto dichiarato: dietro la guerra del termine "sovranismo" si nasconde una domanda reale su come si costruisce oggi una critica efficace al capitalismo.
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Droni, escalation e riarmo: il modello sperimentato in Ucraina diventa paradigma continentale. Un viaggio dentro l'ucrainizzazione dell'Europa e il rischio crescente di uno scontro senza ritorno. https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/05/30/lucrainizzazione-delleuropa-e-gia-cominciata/
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L'ucrainizzazione dell'Europa è già cominciata
Droni, escalation e riarmo: il modello sperimentato in Ucraina diventa paradigma continentale. Un viaggio dentro l'ucrainizzazione dell'Europa e il rischio crescente di uno scontro senza ritorno.
Mentre Regno Unito e Ucraina spingono la Germania a preparare una guerra contro la Russia, assistiamo alla fine della Germania riunificata. Il Paese è profondamente diviso in due popolazioni distinte. La sua identità è ormai messa in questione. La dissoluzione della Germania federale è ineluttabile. Nel frattempo la pace conclusa tra Washington e Mosca porterà all’annessione di una parte dell’Ucraina e della Transnistria alla Russia. La fine dell’Unione Europea sarà invece provocata dalla rinuncia ai suoi valori fondanti.
[di Thierry Meyssan].
https://megachip.globalist.it/cronache-internazionali/2026/06/04/verso-lo-smembramento-della-germania/
[di Thierry Meyssan].
https://megachip.globalist.it/cronache-internazionali/2026/06/04/verso-lo-smembramento-della-germania/
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Verso lo smembramento della Germania
Il mondo raccolto da Barlino verso la frattura? Thierry Meyssan sostiene che la riunificazione sia al capolinea: divisioni interne, crisi identitaria, guerra con la Russia, ridefinizione dei confini orientali e declino dell'Unione Europea.
Con la nuova portabilità del contributo datoriale, il governo apre ai grandi gestori finanziari un mercato miliardario. In gioco non ci sono solo pensioni, ma il futuro del welfare contrattuale. [Alessandro Volpi]
https://megachip.globalist.it/kill-pil/2026/06/05/come-i-risparmi-dei-lavoratori-italiani-diventano-il-nuovo-bottino-della-finanza/
https://megachip.globalist.it/kill-pil/2026/06/05/come-i-risparmi-dei-lavoratori-italiani-diventano-il-nuovo-bottino-della-finanza/
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Come i risparmi dei lavoratori italiani diventano il nuovo bottino della finanza
Con la nuova portabilità del contributo datoriale, il governo apre ai grandi gestori finanziari un mercato miliardario. In gioco non ci sono solo pensioni, ma il futuro del welfare contrattuale.
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Investimenti, basi strategiche, cybersicurezza e controllo delle risorse energetiche: dal Mare Adriatico al Levante emerge il profilo di una penetrazione geopolitica tutt'altro che casuale.
https://megachip.globalist.it/cronache-internazionali/2026/06/06/il-mediterraneo-diventa-israeliano/
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Il Mediterraneo diventa israeliano?
Investimenti, basi strategiche, cybersicurezza e controllo delle risorse energetiche: dal Mare Adriatico al Levante emerge il profilo di una penetrazione geopolitica tutt'altro che casuale.
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Debito record, dollaro in ritirata, industria stagnante e mercati in una fragile euforia. Sei numeri raccontano la fragilità crescente degli Stati Uniti e i rischi globali di una transizione imperiale. [Alessandro Volpi]
https://megachip.globalist.it/kill-pil/2026/06/22/debiti-dollaro-e-bolle-le-crepe-dellimpero-americano/
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Debiti, Dollaro e bolle: le crepe dell'impero americano
Debito record, dollaro in ritirata, industria stagnante e mercati in una fragile euforia. Sei numeri raccontano la fragilità crescente degli Stati Uniti e i rischi globali di una transizione imperiale.
Si dimette Starmer, avanti Burnham: il settimo in dieci anni. La premiership britannica brucia fusibili per proteggere i poteri a monte e nascondere, dietro i volti nuovi, una crisi democratica. [Pino Cabras]
https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2026/06/22/il-fusibile-di-downing-street/
https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2026/06/22/il-fusibile-di-downing-street/
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Il fusibile di Downing Street
Si dimette Starmer, avanti Burnham: il settimo in dieci anni. La premiership britannica brucia fusibili per proteggere i poteri a monte e nascondere, dietro i volti nuovi, una crisi democratica.
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Dal discorso di Rutte ad Ankara emerge senza troppi veli la nuova dottrina transatlantica: meno welfare, più warfare; meno Europa politica, più industria bellica integrata nella piramide strategica di Washington. [Pierluigi Fagan] ------------- https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/07/08/il-ronzio-delle-macchine-deve-farsi-ruggito/
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Il ronzio delle macchine deve farsi ruggito?
Dal discorso di Rutte ad Ankara emerge senza troppi veli la nuova dottrina transatlantica: meno welfare, più warfare; meno Europa politica, più industria bellica integrata nella piramide strategica di Washington.
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L’escalation contro l’Iran mostra un potere sempre meno strategico e sempre più impulsivo. Dietro la retorica della democrazia, il sistema occidentale incorona élite irresponsabili, aggressive e incapaci di leggere le conseguenze delle proprie mosse.
[Andrea Zhok]
https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/07/08/loccidente-in-mano-ai-peggiori/
[Andrea Zhok]
https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/07/08/loccidente-in-mano-ai-peggiori/
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L'Occidente in mano ai peggiori
L’escalation contro l’Iran mostra un potere sempre meno strategico e sempre più impulsivo. Dietro la retorica della democrazia, il sistema occidentale incorona élite irresponsabili, aggressive e incapaci di leggere le conseguenze delle proprie mosse.
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Forwarded from Pino Cabras
CASO AHMADINEJAD. LA FABBRICA DEL SOGNO E DELLA MENZOGNA SERVE UN ALTRO PIATTO AVVELENATO
Alcune fra le testate più importanti dei due paesi che hanno aggredito l'Iran stanno diffondendo una voce clamorosa e finora priva di riscontri, proveniente dalle strutture spionistiche di entrambi gli apparati. Secondo questa voce, arricchita di dettagli romanzeschi, l'ex presidente iraniano Ahmadinejad sarebbe agli arresti: l'accusa è di essere in combutta con il Mossad, pronto a subentrare in un eventuale cambio di regime.
Due piccioni con una fava. Da un lato si accredita l'idea che la pretesa folle di forzare il crollo dello Stato iraniano avesse davvero appigli interni tali da giustificarne il costosissimo azzardo; dall'altro si semina discordia e sospetto tra le classi dirigenti iraniane, che sanno bene come i danni subiti abbiano goduto di complicità, ora rilanciate con grande impatto simbolico.
E poiché parliamo di redazioni imbeccate dalle stesse strutture d'intelligence che hanno gestito questa guerra fin dall'inizio - cioè fin dalle sue fasi preparatorie, durate decenni, e poi nei giorni dei bombardamenti - a colpi di operazioni sporche e operazioni psicologiche fondate su violente manipolazioni dell'opinione pubblica, non vedo perché avrebbero dovuto venir meno al mestiere proprio ora. Ingannano e mentono per la gola, confezionano pacchetti di polpette giornalistiche avvelenate, e la Fabbrica del Sogno e della Menzogna si presenta in mondovisione con lo stesso menu di sempre. Pensate a quante fesserie hanno detto sul comandante delle Forze Quds, Esmail Qaani: dato per morto, poi resuscitato, poi arrestato, poi rifugiato in Israele. L'altro giorno era in prima fila ai funerali di Ali Khamenei.
Capite perché mi sento di rifiutare questo menu ancora una volta, come tante altre volte in cui non mi sono fidato di loro. Facendo bene a non fidarmi.
Alcune fra le testate più importanti dei due paesi che hanno aggredito l'Iran stanno diffondendo una voce clamorosa e finora priva di riscontri, proveniente dalle strutture spionistiche di entrambi gli apparati. Secondo questa voce, arricchita di dettagli romanzeschi, l'ex presidente iraniano Ahmadinejad sarebbe agli arresti: l'accusa è di essere in combutta con il Mossad, pronto a subentrare in un eventuale cambio di regime.
Due piccioni con una fava. Da un lato si accredita l'idea che la pretesa folle di forzare il crollo dello Stato iraniano avesse davvero appigli interni tali da giustificarne il costosissimo azzardo; dall'altro si semina discordia e sospetto tra le classi dirigenti iraniane, che sanno bene come i danni subiti abbiano goduto di complicità, ora rilanciate con grande impatto simbolico.
E poiché parliamo di redazioni imbeccate dalle stesse strutture d'intelligence che hanno gestito questa guerra fin dall'inizio - cioè fin dalle sue fasi preparatorie, durate decenni, e poi nei giorni dei bombardamenti - a colpi di operazioni sporche e operazioni psicologiche fondate su violente manipolazioni dell'opinione pubblica, non vedo perché avrebbero dovuto venir meno al mestiere proprio ora. Ingannano e mentono per la gola, confezionano pacchetti di polpette giornalistiche avvelenate, e la Fabbrica del Sogno e della Menzogna si presenta in mondovisione con lo stesso menu di sempre. Pensate a quante fesserie hanno detto sul comandante delle Forze Quds, Esmail Qaani: dato per morto, poi resuscitato, poi arrestato, poi rifugiato in Israele. L'altro giorno era in prima fila ai funerali di Ali Khamenei.
Capite perché mi sento di rifiutare questo menu ancora una volta, come tante altre volte in cui non mi sono fidato di loro. Facendo bene a non fidarmi.
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Washington tenta di rinviare la propria crisi colpendo l’Iran e controllando Hormuz. Ma il conto arriverà soprattutto in Europa: inflazione, tassi più alti, nuova austerità, riarmo crescente e ulteriore impoverimento di famiglie e imprese già fragili.
[Alessandro Volpi]
https://megachip.globalist.it/kill-pil/2026/07/14/il-capitalismo-di-guerra-usa-e-la-nuova-poverta-europea/
[Alessandro Volpi]
https://megachip.globalist.it/kill-pil/2026/07/14/il-capitalismo-di-guerra-usa-e-la-nuova-poverta-europea/
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Il capitalismo di guerra USA e la nuova povertà europea
Washington tenta di rinviare la propria crisi colpendo l’Iran e controllando Hormuz. Ma il conto arriverà soprattutto in Europa: inflazione, tassi più alti, nuova austerità, riarmo crescente e ulteriore impoverimento di famiglie e imprese già fragili.
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Non è colpa dei singoli leader: una civiltà declina tutta insieme. L'Occidente, tra élite in conflitto d'interessi e un popolo rassegnato, sceglie il riarmo e l'IA quando servirebbero pazienza e intelligenza umana diffusa. [Pierluigi Fagan]
https://megachip.globalist.it/pensieri-lunghi/2026/07/14/sul-declino-della-civilta-occidentale/
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Sul declino della civiltà occidentale
Non è colpa dei singoli leader: una civiltà declina tutta insieme. L'Occidente, tra élite in conflitto d'interessi e un popolo rassegnato, sceglie il riarmo e l'IA quando servirebbero pazienza e intelligenza umana diffusa.
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