Dal 2020 la NATO sta portando avanti i piani per una guerra psicologica che dovrà essere equiparata alle cinque aree operative esistenti dell’alleanza militare (terra, mare, aria, spazio, cyberspazio). Si tratta del campo di battaglia dell’opinione pubblica. I documenti della NATO parlano di “guerra cognitiva”. Quanto è concreto il progetto, quali passi sono stati fatti finora e a chi è rivolto? https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2023/01/21/guerra-cognitiva-la-nato-pianifica-la-guerra-per-le-menti/
Globalist.it
‘Guerra cognitiva’: la NATO pianifica la guerra per le menti
La guerra psicologica va alla pari con le aree operative dell’alleanza militare (terra, mare, aria, spazio, cyberspazio): è il campo di battaglia dell’opinione pubblica. I documenti NATO dicono ‘guerra cognitiva’. Quali passi già fatti e a chi è rivolto.
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La forza evocativa delle immagini e il ricorso alla tecnica dell’empatia possono influenzare l’opinione pubblica molto più di mille parole. Utilizzando fotografie o video, si ottiene una maggiore vicinanza col pubblico e si usa la leva delle emozioni.
https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2023/01/22/31719/
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Megachip
Le strane immagini dell’arresto di Greta Thunberg | Megachip
La forza evocativa delle immagini e il ricorso alla tecnica dell’empatia possono influenzare l’opinione pubblica molto più di mille parole. Utilizzando fotografie o video, si ottiene una maggiore vicinanza col pubblico e usare la leva delle emozioni
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Forwarded from Giubbe Rosse
IL WASHINGTON POST VA "ALL IN": "SCHOLZ MANDI I LEOPARD, BIDEN GLI ABRAMS"
Se qualcuno ha ancora dubbi sul fatto che la guerra in Ucraina viene percepita dalle alte sfere come un nodo esistenziale per la sopravvivenza e il predominio globale del sistema occidentale, difficilmente ne avrà ancora dopo aver letto l'articolo di ieri del Washington Post, a firma dell'intera redazione. Dietro l'insopportabile retorica dell'introduzione, degna del miglior Vittorio Emanuele Parsi ("L'Ucraina aspira ad essere una nazione pienamente europea, democratica, pluralista, tollerante e moderna"), affiora in modo tangibile il terrore che la guerra possa essere perduta e sia necessario uno sforzo eccezionale da parte dei paesi occidentali per ribaltare la situazione a favore dell'Ucraina.
"Se alla Russia viene concessa l'impunità dopo aver invaso un grande paese europeo come l'Ucraina, anche i paesi europei più piccoli sono a rischio a causa delle fantasie imperialistiche di Putin.
Ma, a quanto pare, questo messaggio non è stato pienamente recepito da una parte del governo di coalizione tedesco e dal suo pubblico. I sondaggi suggeriscono che, mentre il sostegno generale dei tedeschi all'Ucraina rimane relativamente alto, l'opinione pubblica è diviso quasi equamente sulla questione dell'invio di carri armati di fabbricazione tedesca in Ucraina.
I carri armati tedeschi Leopard 2, diverse migliaia dei quali sono stoccati negli arsenali dei suoi alleati della NATO in Europa, sono le migliori opzioni per l'uso dell'Ucraina. Sono molto più numerosi dei carri armati Challenger 2 britannici, circa 14 dei quali vengono consegnati all'Ucraina, e più adatti al terreno ucraino e alle capacità di manutenzione rispetto al carro armato di punta degli Stati Uniti, l'M1 Abrams. Diversi paesi europei con Leopard nei loro arsenali hanno suggerito di essere pronti a spedirli immediatamente in Ucraina, compresi i membri della NATO Polonia e Danimarca, nonché la Finlandia, che ha chiesto di aderire all'alleanza. Ma quelle spedizioni devono prima essere approvate dalla Germania, che ha insistito sul diritto al rifiuto nei suoi contratti di vendita di armi.
Il signor Scholz sta sacrificando una sana strategia sull'altare del calcolo politico, vacillando di fronte all'opposizione di alcuni alleati politici e di un segmento dell'elettorato tedesco. È un errore di valutazione che non può reggere.
Alcuni funzionari di Berlino hanno suggerito che manderebbero i Leopard in Ucraina se l'amministrazione Biden si muovesse per prima e fornisse copertura politica, inviando alcuni carri armati Abrams di fabbricazione statunitense a Kiev. Washington è stata finora riluttante a farlo, considerando il gigantesco consumo di carburante dell'Abrams, che richiede una manutenzione costante, oltre a essere poco adatto al terreno e alle capacità dell'Ucraina. Tuttavia, se l'invio di alcuni carri armati Abrams è la chiave per rompere l'impasse su un carico potenzialmente molto più grande di Leopard, il presidente Biden dovrebbe dare il suo assenso. Dovrebbe farlo non solo per aggiungere muscoli all'arsenale dell'Ucraina in quello che potrebbe essere un momento decisivo della guerra, ma anche per mantenere la determinazione e l'unità dell'Occidente di fronte alla più grave minaccia che ha affrontato in più di una generazione.
I carri armati da soli non vinceranno la guerra. L'Ucraina ha anche bisogno di un gran numero di veicoli da combattimento più leggeri, portaerei corazzati, obici, moderni sistemi di difesa aerea e un rifornimento costante di proiettili di artiglieria, che utilizza a un ritmo di circa 3.000 al giorno. (Fonte: Washington Post)
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Se qualcuno ha ancora dubbi sul fatto che la guerra in Ucraina viene percepita dalle alte sfere come un nodo esistenziale per la sopravvivenza e il predominio globale del sistema occidentale, difficilmente ne avrà ancora dopo aver letto l'articolo di ieri del Washington Post, a firma dell'intera redazione. Dietro l'insopportabile retorica dell'introduzione, degna del miglior Vittorio Emanuele Parsi ("L'Ucraina aspira ad essere una nazione pienamente europea, democratica, pluralista, tollerante e moderna"), affiora in modo tangibile il terrore che la guerra possa essere perduta e sia necessario uno sforzo eccezionale da parte dei paesi occidentali per ribaltare la situazione a favore dell'Ucraina.
"Se alla Russia viene concessa l'impunità dopo aver invaso un grande paese europeo come l'Ucraina, anche i paesi europei più piccoli sono a rischio a causa delle fantasie imperialistiche di Putin.
Ma, a quanto pare, questo messaggio non è stato pienamente recepito da una parte del governo di coalizione tedesco e dal suo pubblico. I sondaggi suggeriscono che, mentre il sostegno generale dei tedeschi all'Ucraina rimane relativamente alto, l'opinione pubblica è diviso quasi equamente sulla questione dell'invio di carri armati di fabbricazione tedesca in Ucraina.
I carri armati tedeschi Leopard 2, diverse migliaia dei quali sono stoccati negli arsenali dei suoi alleati della NATO in Europa, sono le migliori opzioni per l'uso dell'Ucraina. Sono molto più numerosi dei carri armati Challenger 2 britannici, circa 14 dei quali vengono consegnati all'Ucraina, e più adatti al terreno ucraino e alle capacità di manutenzione rispetto al carro armato di punta degli Stati Uniti, l'M1 Abrams. Diversi paesi europei con Leopard nei loro arsenali hanno suggerito di essere pronti a spedirli immediatamente in Ucraina, compresi i membri della NATO Polonia e Danimarca, nonché la Finlandia, che ha chiesto di aderire all'alleanza. Ma quelle spedizioni devono prima essere approvate dalla Germania, che ha insistito sul diritto al rifiuto nei suoi contratti di vendita di armi.
Il signor Scholz sta sacrificando una sana strategia sull'altare del calcolo politico, vacillando di fronte all'opposizione di alcuni alleati politici e di un segmento dell'elettorato tedesco. È un errore di valutazione che non può reggere.
Alcuni funzionari di Berlino hanno suggerito che manderebbero i Leopard in Ucraina se l'amministrazione Biden si muovesse per prima e fornisse copertura politica, inviando alcuni carri armati Abrams di fabbricazione statunitense a Kiev. Washington è stata finora riluttante a farlo, considerando il gigantesco consumo di carburante dell'Abrams, che richiede una manutenzione costante, oltre a essere poco adatto al terreno e alle capacità dell'Ucraina. Tuttavia, se l'invio di alcuni carri armati Abrams è la chiave per rompere l'impasse su un carico potenzialmente molto più grande di Leopard, il presidente Biden dovrebbe dare il suo assenso. Dovrebbe farlo non solo per aggiungere muscoli all'arsenale dell'Ucraina in quello che potrebbe essere un momento decisivo della guerra, ma anche per mantenere la determinazione e l'unità dell'Occidente di fronte alla più grave minaccia che ha affrontato in più di una generazione.
I carri armati da soli non vinceranno la guerra. L'Ucraina ha anche bisogno di un gran numero di veicoli da combattimento più leggeri, portaerei corazzati, obici, moderni sistemi di difesa aerea e un rifornimento costante di proiettili di artiglieria, che utilizza a un ritmo di circa 3.000 al giorno. (Fonte: Washington Post)
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LA GALLINA DALLE UOVA SOROS
di Pino Cabras
La notizia dei 312mila euro bonificati da un noto filantropo-licantropo statunitense sul conto di un segretario di partito italiano mi ha fatto pensare a un proverbio contadino, che ci dice che “la prima gallina che canta ha fatto l’uovo”. Ricordo infatti cosa twittava Benedetto Della Vedova il 15 giugno 2020, quando la stampa italiana, la peggiore dell’Occidente, batteva la grancassa su una notizia totalmente infondata, su finanziamenti del 2010 del defunto presidente venezuelano Chavez presuntamente dati al defunto fondatore del M5S Casaleggio. Diceva infatti Della Vedova: «L’accusa di finanziamento non dichiarato al M5S dal Venezuela è gravissima. Il governo sospenda gli Stati generali» [un’iniziativa pubblica sull’economia di quel periodo, ndr] «per consentire a Conte, Di Maio e ai ministri del M5S di chiarire la situazione e smentire che l’amicizia con Caracas abbia mai comportato alcun tipo di finanziamento direttamente o tramite Casaleggio». Mai sentita una gallina con altrettanti decibel. Quindi il suo doveva per forza essere un uovo davvero grosso.
Non importava che il documento “venezuelano” fosse un clamoroso e grossolano falso, fabbricato in modo pedestre: timbri che nel 2010 non potevano esistere, ministeri che nella loro carta intestata mettevano un nome che non avevano e altri anacronismi che gettavano un immenso discredito su chi si faceva travolgere dall’era di Photoshop. Un giornalista scrupoloso e un politico intellettualmente onesto ci mettevano due minuti: se il ministero venezuelano aveva un nome ufficiale diverso, quel documento non aveva nemmeno il grado zero dell’attendibilità. Fine della discussione. E invece, coccodè.
Oggi scopriamo che l’uovo della prima gallina canterina era tempestato di tutti i buoni propositi che – tra una speculazione da sicario economico e un pluridecennale appoggio a una classe dirigente bellicista in Ucraina – accompagnano da sempre il grande elemosiniere Soros. Il quale trova ovunque nel mondo gente come Della Vedova, disposta a farsi il bidet alla coscienza in tema di immigrazione, antiproibizionismo, democrazia, diritti umani, salvo far bere l’acqua a noi quando appoggiano guerre che distruggono i nostri interessi e apparecchiano il banchetto dei finanzieri che ci portano all’impoverimento da più di trent’anni.
Faccio un appello a quei giornalisti che ieri non avevano trovato il modo di verificare che i finanziamenti venezuelani fossero una patacca e oggi non trovano il tempo per verificare che la bidella che si fa ogni giorno un Napoli-Milano A/R sia una grossa fesseria. Avete risparmiato tempo, ora potete usarlo. Ad esempio: per approfondire in che misura le scelte belliche delle nostre classi dirigenti possono connettersi agli assegni staccati da chi promuove la guerra. Ci sono illustri precedenti nell’interventismo italiano di oltre un secolo fa, quando i Soros di allora rimpinguavano il portafoglio del giovane e dinamico Mussolini per farlo duce di chi voleva portarci a un conflitto europeo. La storia è sempre storia contemporanea. A chi rispondono i beneficiari di assegni stranieri che diventano europarlamentari, sottosegretari agli Esteri o altro ancora?
Il tempo ora l’avete.
di Pino Cabras
La notizia dei 312mila euro bonificati da un noto filantropo-licantropo statunitense sul conto di un segretario di partito italiano mi ha fatto pensare a un proverbio contadino, che ci dice che “la prima gallina che canta ha fatto l’uovo”. Ricordo infatti cosa twittava Benedetto Della Vedova il 15 giugno 2020, quando la stampa italiana, la peggiore dell’Occidente, batteva la grancassa su una notizia totalmente infondata, su finanziamenti del 2010 del defunto presidente venezuelano Chavez presuntamente dati al defunto fondatore del M5S Casaleggio. Diceva infatti Della Vedova: «L’accusa di finanziamento non dichiarato al M5S dal Venezuela è gravissima. Il governo sospenda gli Stati generali» [un’iniziativa pubblica sull’economia di quel periodo, ndr] «per consentire a Conte, Di Maio e ai ministri del M5S di chiarire la situazione e smentire che l’amicizia con Caracas abbia mai comportato alcun tipo di finanziamento direttamente o tramite Casaleggio». Mai sentita una gallina con altrettanti decibel. Quindi il suo doveva per forza essere un uovo davvero grosso.
Non importava che il documento “venezuelano” fosse un clamoroso e grossolano falso, fabbricato in modo pedestre: timbri che nel 2010 non potevano esistere, ministeri che nella loro carta intestata mettevano un nome che non avevano e altri anacronismi che gettavano un immenso discredito su chi si faceva travolgere dall’era di Photoshop. Un giornalista scrupoloso e un politico intellettualmente onesto ci mettevano due minuti: se il ministero venezuelano aveva un nome ufficiale diverso, quel documento non aveva nemmeno il grado zero dell’attendibilità. Fine della discussione. E invece, coccodè.
Oggi scopriamo che l’uovo della prima gallina canterina era tempestato di tutti i buoni propositi che – tra una speculazione da sicario economico e un pluridecennale appoggio a una classe dirigente bellicista in Ucraina – accompagnano da sempre il grande elemosiniere Soros. Il quale trova ovunque nel mondo gente come Della Vedova, disposta a farsi il bidet alla coscienza in tema di immigrazione, antiproibizionismo, democrazia, diritti umani, salvo far bere l’acqua a noi quando appoggiano guerre che distruggono i nostri interessi e apparecchiano il banchetto dei finanzieri che ci portano all’impoverimento da più di trent’anni.
Faccio un appello a quei giornalisti che ieri non avevano trovato il modo di verificare che i finanziamenti venezuelani fossero una patacca e oggi non trovano il tempo per verificare che la bidella che si fa ogni giorno un Napoli-Milano A/R sia una grossa fesseria. Avete risparmiato tempo, ora potete usarlo. Ad esempio: per approfondire in che misura le scelte belliche delle nostre classi dirigenti possono connettersi agli assegni staccati da chi promuove la guerra. Ci sono illustri precedenti nell’interventismo italiano di oltre un secolo fa, quando i Soros di allora rimpinguavano il portafoglio del giovane e dinamico Mussolini per farlo duce di chi voleva portarci a un conflitto europeo. La storia è sempre storia contemporanea. A chi rispondono i beneficiari di assegni stranieri che diventano europarlamentari, sottosegretari agli Esteri o altro ancora?
Il tempo ora l’avete.
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Forwarded from Byoblu
IL MES SI MUOVE COME UNA GRANDE BANCA SPIETATA - Lidia Undiemi
La ratifica della riforma del MES incombe sul Governo Meloni, che sta avendo una posizione piuttosto ambigua. Verrà posta questa ratifica? Insieme a Lidia Undiemi, economista, abbiamo analizzato nel dettaglio gli scenari che si aprirebbero nel momento in cui la riforma dovesse essere approvata.
➡️https://www.byoblu.com/2023/01/21/il-mes-si-muove-come-una-grande-banca-spietata-lidia-undiemi/
La ratifica della riforma del MES incombe sul Governo Meloni, che sta avendo una posizione piuttosto ambigua. Verrà posta questa ratifica? Insieme a Lidia Undiemi, economista, abbiamo analizzato nel dettaglio gli scenari che si aprirebbero nel momento in cui la riforma dovesse essere approvata.
➡️https://www.byoblu.com/2023/01/21/il-mes-si-muove-come-una-grande-banca-spietata-lidia-undiemi/
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Nel finale del Festival ci sarà l’ennesima apparizione da Kiev. Firmiamo per un’idea diversa da quella sua solita proposta bellicista che ci porta alla catastrofe. Lo diremo anche davanti all’Ariston https://megachip.globalist.it/appuntamenti/2023/01/23/zelensky-cantiamogliele-a-sanremo/
Megachip
Zelensky, cantiamogliele a Sanremo | Megachip
Nel finale del Festival ci sarà l’ennesima apparizione da Kiev. Firmiamo per un’idea diversa da quella sua solita proposta bellicista che ci porta alla catastrofe. Lo diremo anche davanti all’Ariston
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Forwarded from CasaDelSoleTV (casadelsoletv)
TgSole24 – 23 gennaio 2023 – Chiamata alle armi
– Il disastro è servito di Margherita Furlan e Fabio Belli – Lavrov: “Vicini alla guerra nucleare” di Fabio Belli – Berlino si allontana da Mosca di Elisa Angelone – Putin, verso l’indipendenza economica di Fabio Belli – Argentina e Brasile in fuga dal dollaro di Jeff Hoffman – Orban caccia i generali vicini alla…
https://casadelsole.tv/tgsole24-23-gennaio-2023-chiamata-alle-armi/
– Il disastro è servito di Margherita Furlan e Fabio Belli – Lavrov: “Vicini alla guerra nucleare” di Fabio Belli – Berlino si allontana da Mosca di Elisa Angelone – Putin, verso l’indipendenza economica di Fabio Belli – Argentina e Brasile in fuga dal dollaro di Jeff Hoffman – Orban caccia i generali vicini alla…
https://casadelsole.tv/tgsole24-23-gennaio-2023-chiamata-alle-armi/
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Gli inglesi si apprestano a inviare a Kiev i carri armati "Challenger", i tedeschi acconsentono obtorto collo alla fornitura dei "Leopard 2" da parte dei polacchi e l'Italia offre generosamente i propri sistemi missilistici di difesa, per di più rimanendone sguarnita. Nel frattempo, da Bruxelles piove un altro mezzo miliardo di sostegni all'Ucraina.
È un barzelletta? No. È la cronaca di chi gioca sul filo di un conflitto mondiale.
Ah, naturalmente i soldi per sterilizzare le accise sui carburanti non si trovano...
Seguite 👉🏻 Pro Italia
È un barzelletta? No. È la cronaca di chi gioca sul filo di un conflitto mondiale.
Ah, naturalmente i soldi per sterilizzare le accise sui carburanti non si trovano...
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Forwarded from Byoblu
⏰ Mattei: “L’Italia è occupata dagli Stati Uniti. Non c’è l’ambasciatore americano a Roma da due anni”
Clicca qui e scopri come seguire la diretta: https://www.byoblu.com/lora-della-verita/
#oradellaverita
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Forwarded from l'AntiDiplomatico
VERTICE CELAC IN ARGENTINA: PERCHE' E' COSI' IMPORTANTE
In gioco il futuro dell'America Latina come spazio sovrano e indipendente dall'imperialismo Usa
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-vertice_celac_la_spada_del_libertador_bolivar_contro_la_dottrina_monroe/5694_48527/
In gioco il futuro dell'America Latina come spazio sovrano e indipendente dall'imperialismo Usa
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www.lantidiplomatico.it
Vertice Celac: la spada del Libertador Bolivar contro la Dottrina Monroe
L'antidiplomatico - Liberi di svelarvi il mondo
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Forwarded from Giubbe Rosse
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ZELENSKY RINGRAZIA BLACKROCK, JP MORGAN, GOLDMAN SACHS
Rivolgendosi oggi a una riunione delle Camere di Commercio a Boca Raton, Zelensky ha ringraziato BlackRock, JP Morgan, Goldman Sachs e altri per il loro sostegno all'Ucraina. Ha aggiunto che l'invio di armi più pesanti all'Ucraina, come i carri armati Abrams, rappresenta una "grande opportunità di business" per le società statunitensi.
Comprare Ucraina grande affare, amici. Voi salvare mondo libero.
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Rivolgendosi oggi a una riunione delle Camere di Commercio a Boca Raton, Zelensky ha ringraziato BlackRock, JP Morgan, Goldman Sachs e altri per il loro sostegno all'Ucraina. Ha aggiunto che l'invio di armi più pesanti all'Ucraina, come i carri armati Abrams, rappresenta una "grande opportunità di business" per le società statunitensi.
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
"Zelensky ha già svenduto il suo Paese alle grandi banche d'affari internazionali".
Speciale con Giorgio Bianchi.
https://youtu.be/neM5CpnvzuM
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La diplomazia parlamentare tesse nuovi legami fra Teheran e Mosca, sulla spinta della necessità di costruire i pilastri fondamentali della resistenza multipolare al preteso unipolarismo perseguito dal cosiddetto ‘Occidente collettivo’. https://megachip.globalist.it/cronache-internazionali/2023/01/25/iran-e-russia-cercano-unintesa-strategica/
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Iran e Russia cercano un’intesa strategica | Megachip
La diplomazia parlamentare tesse nuovi legami fra Teheran e Mosca, sulla spinta della necessità di costruire i pilastri fondamentali della resistenza multipolare al preteso unipolarismo perseguito dal cosiddetto ‘Occidente collettivo’.
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È davvero impossibile resistere alle pressioni - nessuno si illude che non ci siano - degli USA, come prima sembrava impossibile resistere alle pressioni della Germania? La corsa delle classi dirigenti verso il peggio [Andrea Zhok]
https://megachip.globalist.it/politica-e-beni-comuni/2023/01/25/perche-lo-fanno-ricatto-o-vigliaccheria/
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Perché lo fanno? Ricatto o vigliaccheria? | Megachip
È davvero impossibile resistere alle pressioni - nessuno si illude che non ci siano - degli USA, come prima sembrava impossibile resistere alle pressioni della Germania? La corsa delle classi dirigenti verso il peggio
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