Anima Mundi ♾
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Lo stesso RFK jr. attuale segretario della Salute in una intervista anni fa fece capire che suo cugino era ancora vivo.
Forwarded from Anima Mundi ♾ (Lib ♾)
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Qui l'occasione e la risposta di Robert Kennedy jr. anni fa riguardo alla domanda se JFK jr. fosse ancora vivo ..

Chi cerca e legge ricerca da anni.

Molti anche nel mio piccolo canale vengono qui per trovare conforto delle bugie a cui si sono affidati nella loro vita e poi vanno via.

Bastava lavorare, ricercare e capire. Bastava davvero volere ricercare la verità e la giustizia e voler operare in questa vita come essere di luce, come guerriero della luce e non delle tenebre. Operare per il bene.
Nulla è cambiato.
La nostra scelta, il nostro libero arbitrio è sempre verso l'una o l'altra strada.

Tutto è davanti ai nostri occhi.

Ma occorre volere vedere.
Su X è stata attivata la funzionalità di traduzione automatica dei post. Adesso l'algoritmo seleziona i post in base alla loro qualità e non in base alla loro lingua.

Questo ha portato la timeline di molti account a essere invasa da post di giapponesi perché sono di qualità superiore.

Questa cosa, detto da uno che dodici anni fa ha disperatamente cercato di abbattere le barriere linguistiche con la Russia, è assolutamente straordinaria.
Forwarded from The Ivorsson Dilemma
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Sempre in branco, sempre in tanti contro uno
Forwarded from Alessandro Sieni - CANALE- (Alessandro Sieni)
NO NATO…NO PARTY

Il diniego dell’Italia all’utilizzo della base di Sigonella da parte degli Stati Uniti non è un errore diplomatico, né un incidente politico….
È un atto strategico perfettamente coerente con la fase in corso….

Se vi fossero dubbi riguardo a ciò, basti considerare che tale azione ha avuto anche la certificazione da parte del Pentagono, per cui nulla di più evidente….mentre i Media e la cosiddetta “controinformazione” continuano a blaterare…..

#iran #israele #sigonella #guerradiinformazione #guerradigitale #intel #milintel #q

1/5
Forwarded from Alessandro Sieni - CANALE- (Alessandro Sieni)
Perché non esiste alcuna “guerra degli Stati Uniti contro l’Iran”….
Quella in atto, come sempre, è un’operazione di intelligence multilivello, condotta dentro lo schema operativo dell’Alleanza Bianca….

L’obiettivo è chiaro, ossia svuotare l’Iran dalle sue frange deep state che hanno stabilizzato artificialmente l’area per decenni (con il supporto dell’amministrazione Obama) e, contemporaneamente, permettere che l’azione iraniana colpisca e neutralizzi il blocco sionista deep state interno a Israele, storicamente legato ai Rothschild…..

Questa è la vera direzione dell’operazione….

2/5
Forwarded from Alessandro Sieni - CANALE- (Alessandro Sieni)
Sigonella, in questo contesto, diventa un punto chiave….
Negare l’uso della base significa rendere visibile ciò che normalmente resta invisibile e far emergere la crepa….
E la crepa è la NATO…..

Il governo italiano, con questo diniego, non si oppone agli Stati Uniti, ma bensì li affianca nel percorso di demolizione dell’architettura atlantica….
Un’architettura ormai inutile, superata, mantenuta in vita come copertura politica e come strumento di ricatto geopolitico…..

Il messaggio è netto…
La NATO non è più un contenitore operativo credibile….non lo è mai stato, nascondendo in realtà la sua vera natura di braccio operativo dello Stato Profondo…..

3/5
Forwarded from Alessandro Sieni - CANALE- (Alessandro Sieni)
E qui entra Trump….

L’obiettivo strategico di Trump è semplice e definitivo…
Dimostrare che l’Europa non può più usare l’ombrello americano come automatismo, e che gli Stati Uniti non sosterranno più guerre costruite su pretesti “alleati”…..

Il “no” di Sigonella rafforza questo passaggio, e rende evidente che l’alleanza non esiste più come blocco unico…

No NATO….No Party….

Questa dinamica è identica, nello schema, a quella dell’“operazione militare speciale” russa in Ucraina….
Un’azione strutturale per ridefinire l’assetto geopolitico mondiale in seno ad un progetto di eliminazione delle élites globaliste e di ripristino e difesa delle Sovranità Nazionali….

4/5
Forwarded from Alessandro Sieni - CANALE- (Alessandro Sieni)
E dentro questa ridefinizione, Stati Uniti, Russia e Cina operano in convergenza, come un asse operativo che agisce per smantellare progressivamente i vecchi centri di potere….come detto più volte….

Il punto finale è inevitabile….

Sigonella non è una base, ma un semplice pretesto per confermare che vecchi e tossici equilibri del mondo sono nel mirino….

Il segnale che gli Stati Uniti stanno uscendo dal meccanismo NATO….e con essi il resto del mondo…

E che da qui in avanti nessuna guerra potrà più essere fatta usando Washington come stampella automatica…..

No NATO….No party….

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https://t.me/aqtzq17/6932

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Alessandria, a bordo di un autobus, una donna è stata aggredita e presa a cinghiate.
“Italiano”

Credo di non aver mai letto la nazionalità di un 13enne allogeno autore di un reato nel testo di un post.
Forwarded from Tironianae 🍊 🍊 Z. - Ultra Verbum Vincet (Maria (Mo))
THE WHITE HOUSE REPOSTED

TIME TO WAKE UP
we got the
GREEN LIGHT
SLEEPYHEAD

- Lesgo Brando

https://x.com/i/status/2039798365722943742
Forwarded from Crystal
L'inviato di Trump, Paolo Zampolli, era noto in Italia per essere il manager di "modelle di alto stile" per altolocati.

Sembra abbia una predilezione per il cognome Conte.

Qui con colei che è finita nel letto di Piantetosi, la scrittrice top del giornale "La voce di Israele"

Disse il saggio, a pensare male si fa peccato ma spesso si azzecca.

Colangeli
Ho chiesto a Grok se non trovi strano quello che sta facendo Trump nell'esercito.

Ecco la risposta:

Sì, è oggettivamente strano e insolito rimuovere il capo di stato maggiore dell’Esercito (e altri generali senior) proprio nel mezzo di un conflitto attivo come quello in corso con l’Iran. Perché è insolitoIn tempo di guerra, la continuità del comando è considerata sacra nella maggior parte delle forze armate moderne. I cambi di leadership ad alto livello vengono di solito evitati o gestiti con transizioni lunghe per non creare vuoti operativi, confusione nelle catene di comando o cali di morale.

Il generale Randy George non aveva finito il suo mandato (sarebbe scaduto nel 2027) ed è stato invitato a ritirarsi immediatamente con una telefonata, senza una spiegazione pubblica dettagliata dal Pentagono.

Non è un caso isolato: sotto Trump 2.0 e il segretario alla Difesa Pete Hegseth c’è stata una serie di epurazioni di generali e ammiragli (più di una dozzina da quando è iniziato il secondo mandato), tra cui il precedente presidente dei Joint Chiefs (Gen. CQ Brown), capi di servizio, vice e altri alti ufficiali. Molti di questi cambiamenti sono avvenuti prima o durante la fase di escalation con l’Iran.

Le ragioni ufficiali e quelle circolantiIl Pentagono ha detto solo “era ora di un cambio di leadership nell’Esercito” e ha ringraziato George per il servizio. Non ha citato motivi di incompetenza, scandali o fallimenti operativi specifici.
Fonti vicine all’amministrazione parlano di divergenze di visione (Hegseth e Trump vogliono generali più allineati alla loro idea di riforma dell’Esercito, meno “woke”, più focalizzati su prontezza al combattimento tradizionale) e di scontri di personalità.

Alcune voci (non confermate ufficialmente) collegano l’uscita di George a tensioni interne al Pentagono, tra cui presunte paranoie di Hegseth su possibili sostituzioni e lotte di potere tra fedelissimi (ad esempio legami con l’Army Secretary Dan Driscoll).

Il punto di vista di chi lo difendeTrump e i suoi sostenitori sostengono che il presidente, come comandante in capo, ha tutto il diritto di scegliere i suoi generali. Secondo questa linea:Molti alti ufficiali nominati o promossi sotto Biden erano troppo politicizzati o non abbastanza aggressivi/innovativi.
Meglio un “reset” rapido ora che rischiare di andare avanti con comandanti che potrebbero remare contro la strategia dell’amministrazione (ad esempio su Iran, priorità Cina, riforma interna).
Nella storia USA ci sono stati casi di generali rimossi in guerra (es. MacArthur in Corea da Truman), anche se erano eccezioni clamorose.

Il punto di vista di chi lo criticaMolti analisti militari, ex generali e media più critici verso Trump vedono in questi cambi un segnale di politicizzazione eccessiva delle forze armate:Rimuovere esperienza accumulata in combattimento (Afghanistan, Iraq, ecc.) proprio mentre si combatte rischia di indebolire la coesione e l’efficacia operativa.
Crea l’impressione che la lealtà personale conti più della competenza, cosa che storicamente ha portato problemi (pensa a certi regimi autoritari).

Durante una guerra contro un avversario come l’Iran (che ha missili, proxy, capacità asimmetriche) un vuoto di leadership nell’Esercito non è ideale.

La mia sintesi: Sì, è strano e preoccupante per chi tiene alla stabilità istituzionale del comando militare. Non è mai banale licenziare il capo dell’Esercito mentre si lanciano strike e si gestisce un conflitto regionale serio. Allo stesso tempo, un presidente eletto ha il potere costituzionale di farlo, e se ritiene che parte della vecchia guardia sia ostile o inadatta alla sua visione strategica, agisce di conseguenza.Il vero test sarà se questi nuovi leader porteranno risultati migliori sul campo o se invece creeranno più caos.