Forwarded from Tironianae 🍊 🍊 Z. - Ultra Verbum Vincet (AGL)
Forwarded from truthfree
L'iniziativa di Swift permette il trasferimento istantaneo di valore tokenizzato su scala globale. Grazie all'uso di un registro decentralizzato, si eliminano gli attuali intermediari multipli. Questo consente di movimentare fondi in modo diretto e trasparente, con le banche che usano "rappresentazioni digitali" sicure delle valute tradizionali (depositi tokenizzati). Tutto ciò sarà possibile 24 ore al giorno, 7 giorni su 7. Attualmente, i bonifici internazionali dipendono dagli orari di apertura delle banche e dai fusi orari. Questo significa che i trasferimenti si fermano durante i fine settimana, le festività e la notte. Un sistema 24/7 abbatte questi limiti.
Forwarded from Cesare Sacchetti
La loro "cura" di 5 anni ha causato l'esplosione di tumori. Sono loro i responsabili di milioni di morti in tutto il mondo.
Forwarded from truthfree
🔥“Convocata una riunione”. Ribaltone a Repubblica, si dimette il direttore Orfeo
Dietro le dimissioni, secondo quanto riporta Adnkronos, ci sarebbero tagli al budget e un piano di prepensionamenti all’orizzonte.
Alcuni giornali hanno pubblicato indiscrezioni secondo cui le dimissioni di Orfeo sarebbero legate ad alcune incomprensioni con il nuovo editore di Repubblica, Theodore Kyriakou, proprietario del gruppo Antenna che a marzo ha acquistato GEDI, il gruppo editoriale che comprende tra le altre cose Repubblica. L’operazione era stata molto contestata da parte dei giornalisti.
https://www.ilpost.it/2026/07/09/mario-orfeo-dimissioni-repubblica/#google_vignette
Dietro le dimissioni, secondo quanto riporta Adnkronos, ci sarebbero tagli al budget e un piano di prepensionamenti all’orizzonte.
Alcuni giornali hanno pubblicato indiscrezioni secondo cui le dimissioni di Orfeo sarebbero legate ad alcune incomprensioni con il nuovo editore di Repubblica, Theodore Kyriakou, proprietario del gruppo Antenna che a marzo ha acquistato GEDI, il gruppo editoriale che comprende tra le altre cose Repubblica. L’operazione era stata molto contestata da parte dei giornalisti.
https://www.ilpost.it/2026/07/09/mario-orfeo-dimissioni-repubblica/#google_vignette
Il Post
Mario Orfeo si è dimesso dalla direzione di Repubblica
Mario Orfeo si è dimesso dal ruolo di direttore di Repubblica, che aveva assunto il 7 ottobre del 2024 in sostituzione di Maurizio Molinari. Dal 9 settembre Orfeo diventerà direttore editoriale di QN media, il gruppo di proprietà dell’imprenditore Leonardo…
Forwarded from truthfree
Ecco l'elenco degli europarlamentari italiani che hanno votato per il chat control
Forwarded from Francesca Totolo (Unico canale)
Quindi, uno spacciatore straniero “non può essere automaticamente ricondotto nel novero dei soggetti socialmente pericolosi”.
🇪🇸 The regional government of Spain’s Aragón has announced plans to exclude illegal immigrants from receiving the Aragón Complementary Minimum Income Benefit (PACIMV).
Vice President Alejandro Nolasco (VOX) said the government will reform the law to make legal residence in Spain a mandatory requirement for receiving the benefit, arguing the measure is based on a principle of "national priority."
Nolasco said the current 2021 law allows an illegal immigrant who has been registered as a resident for one year to qualify for public assistance, which can approach €1,000 per month.
According to the Aragón government:
- Around 1,100 foreign nationals receive the benefit, at an annual cost of €4.5 million.
- Foreign nationals make up 15% of Aragón's population but account for 25% of recipients of the regional minimum income benefit.
- 4,682 households receive the PACIMV supplement, while 29 households receive the full payment of just over €800.
The proposed reform would also tighten eligibility requirements by requiring a "real, lasting and verifiable" connection to Aragón, including a longer minimum period of municipal registration and Social Security contributions.
The measure still requires legislative approval before taking effect.
Vice President Alejandro Nolasco (VOX) said the government will reform the law to make legal residence in Spain a mandatory requirement for receiving the benefit, arguing the measure is based on a principle of "national priority."
Nolasco said the current 2021 law allows an illegal immigrant who has been registered as a resident for one year to qualify for public assistance, which can approach €1,000 per month.
According to the Aragón government:
- Around 1,100 foreign nationals receive the benefit, at an annual cost of €4.5 million.
- Foreign nationals make up 15% of Aragón's population but account for 25% of recipients of the regional minimum income benefit.
- 4,682 households receive the PACIMV supplement, while 29 households receive the full payment of just over €800.
The proposed reform would also tighten eligibility requirements by requiring a "real, lasting and verifiable" connection to Aragón, including a longer minimum period of municipal registration and Social Security contributions.
The measure still requires legislative approval before taking effect.
Forwarded from Thomas Sowell "Citazioni"
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THOMAS SOWELL SU SCHIAVITÚ E RIPARAZIONI
Se si tratta di avere riparazioni per la schiavitù, si tratterebbe del più grande trasferimento di ricchezza avanti e indietro, perché il numero di bianchi ridotti in schiavitù in Nord Africa dai pirati barbareschi (marinai musulmani) superava il numero di africani ridotti in schiavitù negli Stati Uniti.
— Thomas Sowell
C'è un problema mai discusso — o almeno raramente affrontato da noi con la lucidità che merita — che spiega perché oggi il mondo maomettano, nel suo complesso, non solo non proponga un metodo o un sapere scientifico autonomo e competitivo, ma vi si opponga in modo strutturale. E il punto è che oggi il mondo sunnita è dominato dalla teologia ash'arita, una scuola teologica nata nel X secolo che ha finito per definire l'ortodossia di gran parte dell'Islam.
Secondo la teologia ash'arita, Allah è la causa diretta di ogni evento. Ciò significa che il fuoco non brucia perché possiede una proprietà naturale intrinseca: brucia perché Allah crea continuamente l'evento della combustione in ogni istante. Questa dottrina è chiamata occasionalismo. Da questa prospettiva, quelle che noi chiamiamo «leggi della natura» sono semplicemente l'abitudine (ʿāda) con cui Allah governa il mondo, non forze autonome che lo vincolino.
Per esempio:
• il sole sorge ogni mattina perché Allah lo fa sorgere ogni mattina ;
• una pietra cade perché Allah crea ogni volta la sua caduta;
• il fuoco brucia il cotone perché Allah crea la combustione in quell'istante.
Questo non significa che il mondo sia caotico: Allah normalmente agisce in modo regolare, e proprio questa regolarità rende possibile la vita pratica, il commercio, la medicina empirica. Tuttavia, in linea di principio, Allah potrebbe agire diversamente in qualsiasi momento, dando luogo a un miracolo. Non c'è necessità naturale: c'è solo volontà divina, istantanea, incessante.
Filosofi del passato come Avicenna (Ibn Sīnā) e Averroè (Ibn Rushd), influenzati dalla filosofia aristotelica, ritenevano che la natura avesse cause e leggi reali, pur dipendendo in ultima istanza da Allah. Per Avicenna, ogni ente naturale ha una natura propria, una struttura causale che opera secondo necessità. Per Averroè, il mondo è eterno e le sue leggi sono immutabili, anche se originate da Dio.
Al-Ghazālī, il teologo più influente dell'Islam sunnita, criticò duramente questa impostazione. Nel Tahāfut al-falāsifa (L'incoerenza dei filosofi), sostenne che attribuire un'efficacia causale autonoma alla natura limitasse l'onnipotenza divina. Se il fuoco bruciasse per sua propria natura, se la pietra cadesse per gravità, se il sole sorgesse per meccanica celeste — allora Alllah sarebbe vincolato, non libero. E un Allah vincolato non sarebbe Allah.
La vittoria di Al-Ghazālī fu totale e duratura. L'ash'arismo divenne la teologia ufficiale delle scuole sunnite, specialmente attraverso l'opera di Fakhr al-Dīn al-Rāzī e, più tardi, delle università ottomane. E così la filosofia naturale — la ricerca di leggi autonome, necessarie, sperimentalmente verificabili — fu marginalizzata, sospetta, infine abbandonata.
Dunque, nella teologia islamica dominante, quella ash'arita, le leggi della natura non sono considerate necessarie o autonome, ma espressioni della volontà costante di Allah. Non so se ci si renda conto di cosa questo implichi e di quale atteggiamento antiscientifio inneschi.
L'idea è che esista un comportamento ricorrente, non una legge. Che Allah possa cambiare tutto a piacimento. Che l'indagine causale sia, in fondo, superflua: perché cercare la causa naturale del fuoco, se il fuoco brucia solo perché Allah lo vuole in quel momento? Perché formulare ipotesi predittive, se la previsione non si fonda su leggi necessarie ma su abitudini divine che possono interrompersi? Perché costruire un metodo sperimentale, se l'esperimento non rivela una natura stabile ma solo una volontà inscrutabile?
Questo porta all’idea di un'inutilità strutturale dello studio per cambiare ciò che potrebbe essere cambiato. La scienza moderna nasce quando l'uomo concepisce la natura come un meccanismo regolato da leggi immutabili, che può scoprire, descrivere, utilizzare. Nasce quando si separa la sfera naturale dalla sfera miracolosa, quando si assume che il mondo funzioni secondo cause secondarie stabili, quando si considera l'intervento divino come eccezione, non come regola.
Secondo la teologia ash'arita, Allah è la causa diretta di ogni evento. Ciò significa che il fuoco non brucia perché possiede una proprietà naturale intrinseca: brucia perché Allah crea continuamente l'evento della combustione in ogni istante. Questa dottrina è chiamata occasionalismo. Da questa prospettiva, quelle che noi chiamiamo «leggi della natura» sono semplicemente l'abitudine (ʿāda) con cui Allah governa il mondo, non forze autonome che lo vincolino.
Per esempio:
• il sole sorge ogni mattina perché Allah lo fa sorgere ogni mattina ;
• una pietra cade perché Allah crea ogni volta la sua caduta;
• il fuoco brucia il cotone perché Allah crea la combustione in quell'istante.
Questo non significa che il mondo sia caotico: Allah normalmente agisce in modo regolare, e proprio questa regolarità rende possibile la vita pratica, il commercio, la medicina empirica. Tuttavia, in linea di principio, Allah potrebbe agire diversamente in qualsiasi momento, dando luogo a un miracolo. Non c'è necessità naturale: c'è solo volontà divina, istantanea, incessante.
Filosofi del passato come Avicenna (Ibn Sīnā) e Averroè (Ibn Rushd), influenzati dalla filosofia aristotelica, ritenevano che la natura avesse cause e leggi reali, pur dipendendo in ultima istanza da Allah. Per Avicenna, ogni ente naturale ha una natura propria, una struttura causale che opera secondo necessità. Per Averroè, il mondo è eterno e le sue leggi sono immutabili, anche se originate da Dio.
Al-Ghazālī, il teologo più influente dell'Islam sunnita, criticò duramente questa impostazione. Nel Tahāfut al-falāsifa (L'incoerenza dei filosofi), sostenne che attribuire un'efficacia causale autonoma alla natura limitasse l'onnipotenza divina. Se il fuoco bruciasse per sua propria natura, se la pietra cadesse per gravità, se il sole sorgesse per meccanica celeste — allora Alllah sarebbe vincolato, non libero. E un Allah vincolato non sarebbe Allah.
La vittoria di Al-Ghazālī fu totale e duratura. L'ash'arismo divenne la teologia ufficiale delle scuole sunnite, specialmente attraverso l'opera di Fakhr al-Dīn al-Rāzī e, più tardi, delle università ottomane. E così la filosofia naturale — la ricerca di leggi autonome, necessarie, sperimentalmente verificabili — fu marginalizzata, sospetta, infine abbandonata.
Dunque, nella teologia islamica dominante, quella ash'arita, le leggi della natura non sono considerate necessarie o autonome, ma espressioni della volontà costante di Allah. Non so se ci si renda conto di cosa questo implichi e di quale atteggiamento antiscientifio inneschi.
L'idea è che esista un comportamento ricorrente, non una legge. Che Allah possa cambiare tutto a piacimento. Che l'indagine causale sia, in fondo, superflua: perché cercare la causa naturale del fuoco, se il fuoco brucia solo perché Allah lo vuole in quel momento? Perché formulare ipotesi predittive, se la previsione non si fonda su leggi necessarie ma su abitudini divine che possono interrompersi? Perché costruire un metodo sperimentale, se l'esperimento non rivela una natura stabile ma solo una volontà inscrutabile?
Questo porta all’idea di un'inutilità strutturale dello studio per cambiare ciò che potrebbe essere cambiato. La scienza moderna nasce quando l'uomo concepisce la natura come un meccanismo regolato da leggi immutabili, che può scoprire, descrivere, utilizzare. Nasce quando si separa la sfera naturale dalla sfera miracolosa, quando si assume che il mondo funzioni secondo cause secondarie stabili, quando si considera l'intervento divino come eccezione, non come regola.
Tutto questo — la natura come sistema chiuso di cause, la legge come necessità, l'esperimento come rivelazione di strutture autonome — è esattamente ciò che l'ash'arismo nega.
Non è un caso che la rivoluzione scientifica sia avvenuta in Europa cristiana, non nel mondo maomettano. La teologia cristiana medievale — specialmente quella tomistica — aveva conservato l'idea aristotelica di natura come struttura causale autonoma, creata da Dio ma dotata di proprie leggi. Il miracolo era possibile, ma eccezionale. Il mondo era, in fondo, affidabile. E questa affidabilità rendeva legittima l'indagine scientifica, la sperimentazione, la matematizzazione della natura.
Nel mondo sunnita, dopo Al-Ghazālī, questa strada fu chiusa. I filosofi furono emarginati, le scuole di medicina e astronomia continuarono a esistere — ma come arti pratiche, non come ricerca teorica. La madrasa insegnava diritto e teologia, non fisica. L'osservazione empirica serviva alla tecnica, non alla scienza. E quando l'Occidente esplose scientificamente, il mondo islamico non ebbe gli strumenti concettuali per reagire, per competere, per capire.
Oggi, quando i paesi maomettani investono in scienza — e alcuni lo fanno, con risorse ingenti — importano tecnologie, non producono metodo. Comprano reattori, non formulano teorie. Finanziano ricercatori stranieri, non creano scuole. Perché il problema non è economico: è epistemologico, teologico, strutturale.
E finché l'ash'arismo resterà la teologia dominante — e oggi lo è più che mai, grazie al finanziamento saudita, alla diffusione globale del salafismo, alla marginalizzazione dei mutaziliti e di ogni altra scuola «razionalista» — il mondo sunnita non produrrà scienza autonoma. Non perché manchi di intelligenze — ce ne sono, eccome — ma perché manca della premessa filosofica che rende la scienza possibile: l'idea che la natura abbia leggi proprie, stabili, immutabili, che l'uomo possa scoprire senza usurpare l'onnipotenza divina.
È un problema che non si risolve con fondi, università, incentivi. Si risolve — se mai si risolverà — con una riforma teologica. Con la possibilità di pensare che Allah abbia creato un mondo che funziona da sé, senza bisogno del suo intervento continuo. Con l'accettazione che la scienza non sia ateismo, ma contemplazione dell'ordine creato.
Ma questa riforma, oggi, sembra lontanissima. E il divario scientifico, di conseguenza, si allarga. Non per colpa dell'Occidente. Non per colpa del colonialismo. Per una scelta teologica fatta mille anni fa, e mai più messa in discussione.
Non è un caso che la rivoluzione scientifica sia avvenuta in Europa cristiana, non nel mondo maomettano. La teologia cristiana medievale — specialmente quella tomistica — aveva conservato l'idea aristotelica di natura come struttura causale autonoma, creata da Dio ma dotata di proprie leggi. Il miracolo era possibile, ma eccezionale. Il mondo era, in fondo, affidabile. E questa affidabilità rendeva legittima l'indagine scientifica, la sperimentazione, la matematizzazione della natura.
Nel mondo sunnita, dopo Al-Ghazālī, questa strada fu chiusa. I filosofi furono emarginati, le scuole di medicina e astronomia continuarono a esistere — ma come arti pratiche, non come ricerca teorica. La madrasa insegnava diritto e teologia, non fisica. L'osservazione empirica serviva alla tecnica, non alla scienza. E quando l'Occidente esplose scientificamente, il mondo islamico non ebbe gli strumenti concettuali per reagire, per competere, per capire.
Oggi, quando i paesi maomettani investono in scienza — e alcuni lo fanno, con risorse ingenti — importano tecnologie, non producono metodo. Comprano reattori, non formulano teorie. Finanziano ricercatori stranieri, non creano scuole. Perché il problema non è economico: è epistemologico, teologico, strutturale.
E finché l'ash'arismo resterà la teologia dominante — e oggi lo è più che mai, grazie al finanziamento saudita, alla diffusione globale del salafismo, alla marginalizzazione dei mutaziliti e di ogni altra scuola «razionalista» — il mondo sunnita non produrrà scienza autonoma. Non perché manchi di intelligenze — ce ne sono, eccome — ma perché manca della premessa filosofica che rende la scienza possibile: l'idea che la natura abbia leggi proprie, stabili, immutabili, che l'uomo possa scoprire senza usurpare l'onnipotenza divina.
È un problema che non si risolve con fondi, università, incentivi. Si risolve — se mai si risolverà — con una riforma teologica. Con la possibilità di pensare che Allah abbia creato un mondo che funziona da sé, senza bisogno del suo intervento continuo. Con l'accettazione che la scienza non sia ateismo, ma contemplazione dell'ordine creato.
Ma questa riforma, oggi, sembra lontanissima. E il divario scientifico, di conseguenza, si allarga. Non per colpa dell'Occidente. Non per colpa del colonialismo. Per una scelta teologica fatta mille anni fa, e mai più messa in discussione.
Questo rende una quantità enorme di esseri viventi dall'aspetto umano una sottospecie dei Primati, in cui la struttura cognitiva del cervello ha subito una alterazione permanente che li colloca al di fuori della specie dei Primati più diffusa, la nostra e quella di altre etnie non islamiche.
Ciò che la nostra etica ci impedisce di accettare è che lo status di UMANO non dipenda dalle fattezze esteriori, quelle dei Primati, ma dalle caratteristiche del cervello, condizionato nel suo sviluppo sin dalla primissima infanzia.
Quelle che chiamiamo CULTURE sono il prodotto di strutture cerebrali della corteccia che si costruiscono nei primi anni dello sviluppo dell'individuo, e restano tali sino alla sua morte.
Ciò che la nostra etica ci impedisce di accettare è che lo status di UMANO non dipenda dalle fattezze esteriori, quelle dei Primati, ma dalle caratteristiche del cervello, condizionato nel suo sviluppo sin dalla primissima infanzia.
Quelle che chiamiamo CULTURE sono il prodotto di strutture cerebrali della corteccia che si costruiscono nei primi anni dello sviluppo dell'individuo, e restano tali sino alla sua morte.
Forwarded from STRANGER THAN FICTION NEWS
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what's going on here ??
Forwarded from Q 🐸Anon Dig 🐸Cristiane Bonarda (Amministratore)
Questi non sono scoop freschi ma vecchi sapevamo da anni che Osama Bin Laden era membro della CIA, il suo vero nome se non erro è Tim OSMAN
Forwarded from Q 🐸Anon Dig 🐸Cristiane Bonarda (Amministratore)
Ti hanno detto che l'invecchiamento è naturale. Allora perché le aragoste non invecchiano?
Un'aragosta non invecchia. Non si indebolisce. Non si deteriora. Un'aragosta di 100 anni è più forte, più grande e più fertile di un'aragosta di 10 anni. Muore solo quando non è più in grado di mutare, ovvero quando esaurisce l'energia per liberarsi del guscio. Non per invecchiamento. Per sfinimento.
Questo non è un mito. È un dato di fatto scientificamente provato in biologia marina. Le aragoste producono una quantità illimitata di telomerasi, l'enzima che ricostruisce i telomeri dopo ogni divisione cellulare. Le loro cellule non ricevono mai il segnale di interrompere la rigenerazione. Sono biologicamente immortali.
E non sono le sole.
La medusa Turritopsis dohrnii inverte completamente il proprio processo di invecchiamento. Quando è danneggiata o invecchia, regredisce allo stadio di polipo giovanile e ricomincia a vivere. Lo fa da 500 milioni di anni. Non può morire di vecchiaia. È letteralmente immortale.
La talpa senza pelo vive 10 volte più a lungo di qualsiasi altro roditore delle sue dimensioni. Non mostra alcun aumento del tasso di mortalità con l'avanzare dell'età. Il suo tasso di cancro è praticamente nullo. Le sue cellule non si deteriorano.
Gli squali della Groenlandia vivono oltre 500 anni. Le balene della Groenlandia oltre 200. Le tartarughe giganti oltre 190.
La natura ha risolto il problema dell'invecchiamento milioni di anni fa. In decine di specie. Attraverso decine di meccanismi diversi. Il codice genetico per la rigenerazione cellulare illimitata esiste in tutto il regno animale.
Ed esiste anche in te.
Il DNA umano contiene il gene della telomerasi. È attivo nelle tue cellule staminali e nelle cellule riproduttive proprio ora, mantenendole giovani indefinitamente. Il resto del tuo corpo invecchia perché quel gene è silenziato selettivamente nelle cellule somatiche.
Non manca. È silenziato.
La domanda non è "gli esseri umani possono smettere di invecchiare?". La domanda è: "Perché è stato installato l'interruttore di spegnimento e chi trae vantaggio dal mantenerlo acceso?"
Una popolazione che muore a 75 anni non accumula mai abbastanza saggezza per comprendere il sistema per quello che è. Una popolazione che vive 200 anni smantellerebbe ogni struttura di controllo nell'arco di una sola vita.
L'invecchiamento non è naturale. L'invecchiamento è una limitazione. E le limitazioni possono essere eliminate.
Il protocollo di riattivazione della telomerasi MedBed le elimina.
https://x.com/i/status/2075748520750137437
Un'aragosta non invecchia. Non si indebolisce. Non si deteriora. Un'aragosta di 100 anni è più forte, più grande e più fertile di un'aragosta di 10 anni. Muore solo quando non è più in grado di mutare, ovvero quando esaurisce l'energia per liberarsi del guscio. Non per invecchiamento. Per sfinimento.
Questo non è un mito. È un dato di fatto scientificamente provato in biologia marina. Le aragoste producono una quantità illimitata di telomerasi, l'enzima che ricostruisce i telomeri dopo ogni divisione cellulare. Le loro cellule non ricevono mai il segnale di interrompere la rigenerazione. Sono biologicamente immortali.
E non sono le sole.
La medusa Turritopsis dohrnii inverte completamente il proprio processo di invecchiamento. Quando è danneggiata o invecchia, regredisce allo stadio di polipo giovanile e ricomincia a vivere. Lo fa da 500 milioni di anni. Non può morire di vecchiaia. È letteralmente immortale.
La talpa senza pelo vive 10 volte più a lungo di qualsiasi altro roditore delle sue dimensioni. Non mostra alcun aumento del tasso di mortalità con l'avanzare dell'età. Il suo tasso di cancro è praticamente nullo. Le sue cellule non si deteriorano.
Gli squali della Groenlandia vivono oltre 500 anni. Le balene della Groenlandia oltre 200. Le tartarughe giganti oltre 190.
La natura ha risolto il problema dell'invecchiamento milioni di anni fa. In decine di specie. Attraverso decine di meccanismi diversi. Il codice genetico per la rigenerazione cellulare illimitata esiste in tutto il regno animale.
Ed esiste anche in te.
Il DNA umano contiene il gene della telomerasi. È attivo nelle tue cellule staminali e nelle cellule riproduttive proprio ora, mantenendole giovani indefinitamente. Il resto del tuo corpo invecchia perché quel gene è silenziato selettivamente nelle cellule somatiche.
Non manca. È silenziato.
La domanda non è "gli esseri umani possono smettere di invecchiare?". La domanda è: "Perché è stato installato l'interruttore di spegnimento e chi trae vantaggio dal mantenerlo acceso?"
Una popolazione che muore a 75 anni non accumula mai abbastanza saggezza per comprendere il sistema per quello che è. Una popolazione che vive 200 anni smantellerebbe ogni struttura di controllo nell'arco di una sola vita.
L'invecchiamento non è naturale. L'invecchiamento è una limitazione. E le limitazioni possono essere eliminate.
Il protocollo di riattivazione della telomerasi MedBed le elimina.
https://x.com/i/status/2075748520750137437
Forwarded from James Copper
Quantum teleportation 👀
https://quantum.cloud.ibm.com/learning/en/courses/basics-of-quantum-information/entanglement-in-action/quantum-teleportation
❤️˜”*°• 𝙎𝙝𝙖𝙧𝙞𝙣𝙜 𝙞𝙨 𝙘𝙖𝙧𝙞𝙣𝙜 •°*”˜ ❤️
Join 👉 𝗟𝗼𝗯𝘀𝘁𝗿 𝗤 𝗡𝗲𝘄𝘀 𝗗𝗘𝗖𝗟𝗔𝗦𝗦
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Forwarded from James Copper
Military government & martial law.
This book was written by Brigadier General William E. Birkhimer and first published in 1904, with a revised third edition in 1914. It is a legal treatise explaining the distinction between military government (administration of occupied enemy territory) and martial law (military authority exercised within a state's own territory under particular circumstances).
👉 Download .pdf
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This book was written by Brigadier General William E. Birkhimer and first published in 1904, with a revised third edition in 1914. It is a legal treatise explaining the distinction between military government (administration of occupied enemy territory) and martial law (military authority exercised within a state's own territory under particular circumstances).
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