Repubblica Araba di Siria 🇸🇾
Li hanno ammazzati tutti ...
Questa non è un'immagine fugace. Piuttosto, è un documento che incarna uno dei più orribili crimini di genocidio che ha colpito l'élite scientifica e medica di Gaza.
In questa foto, scattata durante la cerimonia di laurea della Facoltà di Medicina di Gaza, c'è sono i quattro pilastri della medicina e dell'istruzione, che hanno cercato centinaia di medici che hanno servito il loro popolo nelle circostanze più difficili.
Oggi sono tutti martiri, assassinati a sangue freddo dalla macchina di morte israeliana:
- Dott. Omar Farwana - Ex Preside della Facoltà di Medicina
- Dott. Adnan Al-Barsh - Primario del Dipartimento di Ortopedia
- Dott. Raafat Labad - Direttore dell'Ospedale di Medicina Interna
- Dott. Marwan Al-Sultan - Direttore dell'Ospedale Indonesiano
L'occupazione li ha uccisi non solo per mettere a tacere le loro voci, ma anche per assassinare il futuro, per privare i feriti di una mano che li curasse, e gli studenti di un maestro che li guidasse, e per distruggere la mente palestinese, che ha sempre resistito con conoscenza.
Questa non è solo una guerra contro Gaza; è una guerra contro la vita, contro la conoscenza, contro la dignità e contro coloro che scelgono di curare le ferite.
(🖋Khaled Safi)
In questa foto, scattata durante la cerimonia di laurea della Facoltà di Medicina di Gaza, c'è sono i quattro pilastri della medicina e dell'istruzione, che hanno cercato centinaia di medici che hanno servito il loro popolo nelle circostanze più difficili.
Oggi sono tutti martiri, assassinati a sangue freddo dalla macchina di morte israeliana:
- Dott. Omar Farwana - Ex Preside della Facoltà di Medicina
- Dott. Adnan Al-Barsh - Primario del Dipartimento di Ortopedia
- Dott. Raafat Labad - Direttore dell'Ospedale di Medicina Interna
- Dott. Marwan Al-Sultan - Direttore dell'Ospedale Indonesiano
L'occupazione li ha uccisi non solo per mettere a tacere le loro voci, ma anche per assassinare il futuro, per privare i feriti di una mano che li curasse, e gli studenti di un maestro che li guidasse, e per distruggere la mente palestinese, che ha sempre resistito con conoscenza.
Questa non è solo una guerra contro Gaza; è una guerra contro la vita, contro la conoscenza, contro la dignità e contro coloro che scelgono di curare le ferite.
(🖋Khaled Safi)
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— 🇺🇸/🇮🇱 NOVITÀ: I deputati Josh Gottheimer (D-NJ) e Mike Lawler (R-NY) hanno proposto di autorizzare il presidente Trump a consegnare bombardieri B-2 "Spirit" e bombe GBU-57 a Israele ai sensi del "Bunker Buster Act".
Soluzione finale per tutti?
Anche per loro
Verso l'ignoto, questi satanisti sono senza freni
Soluzione finale per tutti?
Anche per loro
Verso l'ignoto, questi satanisti sono senza freni
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La redazione di 'Bocche Scucite', che ringraziamo, ha pubblicato la traduzione integrale in italiano del nuovo, cruciale rapporto redatto da Francesca Albanese - Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei Territori Palestinesi occupati dal 1967.
Il documento, intitolato “Dall’economia dell’occupazione all’economia del genocidio”, rappresenta un atto di denuncia durissimo e dettagliato contro le politiche israeliane nei confronti della popolazione palestinese, in particolare a Gaza, ma anche in Cisgiordania e Gerusalemme Est.
Nel suo report, Francesca Albanese non si limita a descrivere i crimini commessi: analizza con rigore giuridico e chiarezza politica la trasformazione dell’occupazione militare in un vero e proprio sistema di annientamento, in cui le strutture economiche, civili e sociali della Palestina vengono sistematicamente distrutte o rese inservibili.
Il testo ricostruisce una traiettoria storica e legale, mostrando come l’occupazione non sia più solo una forma di controllo territoriale e politico, ma sia divenuta una macchina di devastazione, in violazione flagrante del diritto internazionale.
È un report che va letto fino in fondo, perché non si limita a denunciare i fatti, ma invita la comunità internazionale ad assumersi le proprie responsabilità, a non voltarsi dall’altra parte, a nominare le cose con il loro nome: apartheid, pulizia etnica, crimini contro l’umanità.
Chi vuole comprendere davvero cosa sta accadendo in Palestina oggi non può prescindere dalla lettura di questo documento.
👉 Leggi il rapporto
° ° °
Il documento, intitolato “Dall’economia dell’occupazione all’economia del genocidio”, rappresenta un atto di denuncia durissimo e dettagliato contro le politiche israeliane nei confronti della popolazione palestinese, in particolare a Gaza, ma anche in Cisgiordania e Gerusalemme Est.
Nel suo report, Francesca Albanese non si limita a descrivere i crimini commessi: analizza con rigore giuridico e chiarezza politica la trasformazione dell’occupazione militare in un vero e proprio sistema di annientamento, in cui le strutture economiche, civili e sociali della Palestina vengono sistematicamente distrutte o rese inservibili.
Il testo ricostruisce una traiettoria storica e legale, mostrando come l’occupazione non sia più solo una forma di controllo territoriale e politico, ma sia divenuta una macchina di devastazione, in violazione flagrante del diritto internazionale.
È un report che va letto fino in fondo, perché non si limita a denunciare i fatti, ma invita la comunità internazionale ad assumersi le proprie responsabilità, a non voltarsi dall’altra parte, a nominare le cose con il loro nome: apartheid, pulizia etnica, crimini contro l’umanità.
Chi vuole comprendere davvero cosa sta accadendo in Palestina oggi non può prescindere dalla lettura di questo documento.
👉 Leggi il rapporto
° ° °
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"Dichiarazione della Missione alle Nazioni Unite contro il mandato di Francesca Albanese come Relatrice Speciale delle Nazioni Unite"
Quello che sta accadendo è gravissimo: con un comunicato stampa, gli Stati Uniti di Donald Trump hanno chiesto ufficialmente la rimozione di Francesca Albanese dal ruolo di relatrice speciale dell’ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati.
❤️🌿🇮🇹🇵🇸
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Quello che sta accadendo è gravissimo: con un comunicato stampa, gli Stati Uniti di Donald Trump hanno chiesto ufficialmente la rimozione di Francesca Albanese dal ruolo di relatrice speciale dell’ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati.
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Repubblica Araba di Siria 🇸🇾
"Dichiarazione della Missione alle Nazioni Unite contro il mandato di Francesca Albanese come Relatrice Speciale delle Nazioni Unite" Quello che sta accadendo è gravissimo: con un comunicato stampa, gli Stati Uniti di Donald Trump hanno chiesto ufficialmente…
"Dichiarazione della Missione alle Nazioni Unite contro il mandato di Francesca Albanese come Relatrice Speciale delle Nazioni Unite"
Quello che sta accadendo è gravissimo: con un comunicato stampa, gli Stati Uniti di Donald Trump hanno chiesto ufficialmente la rimozione di Francesca Albanese dal ruolo di relatrice speciale dell’ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati.
La accusano di tutto: antisemitismo, sostegno al terrorismo, perfino “guerra economica contro l’Occidente”.
In realtà ha solo fatto il suo lavoro: ha documentato e ricordato per mesi i crimini israeliani, ha denunciato, con rigore giuridico e coscienza morale, quello che milioni di persone in tutto il mondo vedono ogni giorno, ha redatto report dettagliati sulle violazioni compiuti dal governo Netanyahu.
E per questo, oggi, gli Stati Uniti ne chiedono la testa.
Per quello che ha fatto - cioè il suo lavoro - ma anche per quello che rappresenta: una voce libera, una giurista coraggiosa, una donna che non si piega ai governi.
Difenderla significa difendere molto più di una persona. Significa difendere il diritto internazionale come strumento di giustizia e non come merce negoziabile nei giochi di potere.
Significa dire che i diritti umani valgono sempre, per tutti, anche quando tocca agli “amici” essere messi sotto accusa.
Perché se oggi può essere rimosso chi racconta la verità, domani può essere messo a tacere chiunque.
E perché se c’è un’italiana, oggi, di cui essere orgogliosi, è proprio lei: Francesca Albanese."
Qui il comunicato: https://usun.usmission.gov/u-s-mission-to-the-united-nations-statement-opposing-francesca-albaneses-mandate-as-un-special-rapporteur-2/
Totalmente d' accordo facciamo subito qualcosa, insieme per Acsecnarf Albanese
Doriana Goracci
La missiva...
Dichiarazione della Missione degli Stati Uniti alle Nazioni Unite che si oppone al mandato di Francesca Albanese come Relatrice Speciale delle Nazioni Unite
Home | | Dichiarazione della Missione degli Stati Uniti alle Nazioni Unite che si oppone al mandato di Francesca Albanese come Relatrice Speciale delle Nazioni Unite
Missione degli Stati Uniti alle Nazioni Unite
Ufficio Stampa e Diplomazia Pubblica
Per la diffusione immediata
1° luglio 2025
Dichiarazione della Missione degli Stati Uniti alle Nazioni Unite che si oppone al mandato di Francesca Albanese come Relatrice Speciale delle Nazioni Unite
Gli Stati Uniti hanno nuovamente espresso le loro gravi preoccupazioni al Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres in merito alle continue attività di Francesca Albanese, la "Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati dal 1967", e hanno nuovamente invitato il Segretario Generale a condannarne le attività e a chiederne la rimozione. Gli Stati Uniti hanno avvertito che il persistere di tale inadempienza non solo avrebbe screditato le Nazioni Unite, ma avrebbe anche richiesto azioni significative in risposta alla condotta scorretta della Sig.ra Albanese. Nelle ultime settimane, la signora Albanese ha intensificato il suo virulento antisemitismo e il suo incessante pregiudizio anti-israeliano, che dura da anni, inviando lettere minacciose a decine di entità in tutto il mondo, tra cui importanti aziende americane. Queste lettere promuovono argomentazioni legali profondamente errate a sostegno di accuse estreme e infondate secondo cui queste organizzazioni sarebbero complici di gravi violazioni dei diritti umani, apartheid e genocidio. Queste lettere costituiscono anche un'inaccettabile campagna di guerra politica ed economica contro l'economia americana e mondiale. Inoltre, le accuse della signora Albanese secondo cui Israele starebbe commettendo "genocidio" e praticando "apartheid" sono false e offensive.
Quello che sta accadendo è gravissimo: con un comunicato stampa, gli Stati Uniti di Donald Trump hanno chiesto ufficialmente la rimozione di Francesca Albanese dal ruolo di relatrice speciale dell’ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati.
La accusano di tutto: antisemitismo, sostegno al terrorismo, perfino “guerra economica contro l’Occidente”.
In realtà ha solo fatto il suo lavoro: ha documentato e ricordato per mesi i crimini israeliani, ha denunciato, con rigore giuridico e coscienza morale, quello che milioni di persone in tutto il mondo vedono ogni giorno, ha redatto report dettagliati sulle violazioni compiuti dal governo Netanyahu.
E per questo, oggi, gli Stati Uniti ne chiedono la testa.
Per quello che ha fatto - cioè il suo lavoro - ma anche per quello che rappresenta: una voce libera, una giurista coraggiosa, una donna che non si piega ai governi.
Difenderla significa difendere molto più di una persona. Significa difendere il diritto internazionale come strumento di giustizia e non come merce negoziabile nei giochi di potere.
Significa dire che i diritti umani valgono sempre, per tutti, anche quando tocca agli “amici” essere messi sotto accusa.
Perché se oggi può essere rimosso chi racconta la verità, domani può essere messo a tacere chiunque.
E perché se c’è un’italiana, oggi, di cui essere orgogliosi, è proprio lei: Francesca Albanese."
Qui il comunicato: https://usun.usmission.gov/u-s-mission-to-the-united-nations-statement-opposing-francesca-albaneses-mandate-as-un-special-rapporteur-2/
Totalmente d' accordo facciamo subito qualcosa, insieme per Acsecnarf Albanese
Doriana Goracci
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Missione degli Stati Uniti alle Nazioni Unite
Ufficio Stampa e Diplomazia Pubblica
Per la diffusione immediata
1° luglio 2025
Dichiarazione della Missione degli Stati Uniti alle Nazioni Unite che si oppone al mandato di Francesca Albanese come Relatrice Speciale delle Nazioni Unite
Gli Stati Uniti hanno nuovamente espresso le loro gravi preoccupazioni al Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres in merito alle continue attività di Francesca Albanese, la "Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati dal 1967", e hanno nuovamente invitato il Segretario Generale a condannarne le attività e a chiederne la rimozione. Gli Stati Uniti hanno avvertito che il persistere di tale inadempienza non solo avrebbe screditato le Nazioni Unite, ma avrebbe anche richiesto azioni significative in risposta alla condotta scorretta della Sig.ra Albanese. Nelle ultime settimane, la signora Albanese ha intensificato il suo virulento antisemitismo e il suo incessante pregiudizio anti-israeliano, che dura da anni, inviando lettere minacciose a decine di entità in tutto il mondo, tra cui importanti aziende americane. Queste lettere promuovono argomentazioni legali profondamente errate a sostegno di accuse estreme e infondate secondo cui queste organizzazioni sarebbero complici di gravi violazioni dei diritti umani, apartheid e genocidio. Queste lettere costituiscono anche un'inaccettabile campagna di guerra politica ed economica contro l'economia americana e mondiale. Inoltre, le accuse della signora Albanese secondo cui Israele starebbe commettendo "genocidio" e praticando "apartheid" sono false e offensive.
United States Mission to the United Nations
U.S. Mission to the United Nations Statement Opposing Francesca Albanese’s Mandate as UN Special Rapporteur
Ms. Albanese’s malignant antisemitism and support for terrorism is conduct which renders her unfit to serve as Special Rapporteur. Further, Ms. Albanese has also misrepresented her qualifications for the role claiming to be an international lawyer despite…
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Repubblica Araba di Siria 🇸🇾
"Dichiarazione della Missione alle Nazioni Unite contro il mandato di Francesca Albanese come Relatrice Speciale delle Nazioni Unite" Quello che sta accadendo è gravissimo: con un comunicato stampa, gli Stati Uniti di Donald Trump hanno chiesto ufficialmente…
Gli Stati Uniti si sono fermamente opposti al rinnovo della nomina della signora Albanese all'inizio di quest'anno, avvertendo il Segretario Generale che ciò avrebbe dimostrato un disprezzo per il codice di condotta dei Relatori Speciali e avrebbe portato ulteriore vergogna alle Nazioni Unite. Il perverso antisemitismo e il sostegno al terrorismo della Sig.ra Albanese costituiscono una condotta che la rende inadatta a ricoprire l'incarico di Relatrice Speciale. Inoltre, la Sig.ra Albanese ha travisato le sue qualifiche per il ruolo, affermando di essere un avvocato internazionale, pur non avendo mai superato l'esame di abilitazione all'esercizio della professione legale né ottenuto l'abilitazione all'esercizio della professione.
Gli Stati Uniti ribadiscono la nostra richiesta al Segretario Generale di condannare direttamente le attività della Sig.ra Albanese e di chiederne la rimozione dall'incarico di Relatrice Speciale. La mancanza di tali azioni fino ad oggi ha permesso alla Sig.ra Albanese di proseguire la sua campagna di guerra economica contro entità in tutto il mondo.
Gli Stati Uniti ribadiscono la nostra richiesta al Segretario Generale di condannare direttamente le attività della Sig.ra Albanese e di chiederne la rimozione dall'incarico di Relatrice Speciale. La mancanza di tali azioni fino ad oggi ha permesso alla Sig.ra Albanese di proseguire la sua campagna di guerra economica contro entità in tutto il mondo.
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UN ALTRO MONDO E' POSSIBILE
NON SI PUO' VIVERE DI SOLA MATERIA
Il centro commerciale Khalij Fars (“Golfo Persico”) di Yazd, nell’Iran centrale, in questi giorni del mese di Muharram.
In questo mese i musulmani sciiti di tutto il mondo ricordano il martirio del nipote del Profeta Muhammad (S), l’Imam Hosseyn, e dei suoi leali Compagni a Karbala.
L’esempio dell’Imam Hosseyn e dei suoi Compagni nel giorno di Ashura di fronte alle enormemente più numerose armate di Yazid, il capo delle forze dell’oppressione dell’epoca, rappresenta un eterno e sublime simbolo di amore, lotta, fede, pazienza, sacrificio e martirio e fonte di ispirazione per i rivoluzionari islamici e gli uomini liberi di tutte le epoche.
NON SI PUO' VIVERE DI SOLA MATERIA
Il centro commerciale Khalij Fars (“Golfo Persico”) di Yazd, nell’Iran centrale, in questi giorni del mese di Muharram.
In questo mese i musulmani sciiti di tutto il mondo ricordano il martirio del nipote del Profeta Muhammad (S), l’Imam Hosseyn, e dei suoi leali Compagni a Karbala.
L’esempio dell’Imam Hosseyn e dei suoi Compagni nel giorno di Ashura di fronte alle enormemente più numerose armate di Yazid, il capo delle forze dell’oppressione dell’epoca, rappresenta un eterno e sublime simbolo di amore, lotta, fede, pazienza, sacrificio e martirio e fonte di ispirazione per i rivoluzionari islamici e gli uomini liberi di tutte le epoche.
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Ehsan Movahedian, docente di Relazioni Internazionali all'Università Allameh Tabataba’i di Teheran ed esperto di Caucaso, in un'intervista con "Eqtesad 120":
“La sicurezza dell'Iran è stata messa a repentaglio dalla Repubblica dell'Azerbaigian, e i droni israeliani sono arrivati da quel Paese a Rasht e Teheran. Noi stessi dobbiamo andare a stabilire la sicurezza in quelle zone.
Israele ci sta spiando e attaccando a 8 chilometri dal nostro confine con l'Azerbaigian. Dobbiamo colpire questi centri con i missili. Quando veniamo attaccati dai droni che partono dalla Repubblica dell'Azerbaigian, dobbiamo colpire anche i loro centri economici legati a Israele in quel Paese”.
“La sicurezza dell'Iran è stata messa a repentaglio dalla Repubblica dell'Azerbaigian, e i droni israeliani sono arrivati da quel Paese a Rasht e Teheran. Noi stessi dobbiamo andare a stabilire la sicurezza in quelle zone.
Israele ci sta spiando e attaccando a 8 chilometri dal nostro confine con l'Azerbaigian. Dobbiamo colpire questi centri con i missili. Quando veniamo attaccati dai droni che partono dalla Repubblica dell'Azerbaigian, dobbiamo colpire anche i loro centri economici legati a Israele in quel Paese”.
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NULLA POTRA' FERMARE LA VERITA'
ISRAELE ENTITA' EMPIA E CANAGLIA
PALESTINA LIBERA
ONORE ALLA RESISTENZA
OLTRE LA MATERIA C'E' LO SPIRITO INDISTRUTTIBILE
Dahiye, il sobborgo meridionale di Beirut e feudo dell’Islam Sciita nella capitale libanese, ieri sera durante i programmi di lutto in ricordo e onore dell’anniversario del martirio del nipote del Profeta Muhammad (S), l’Imam Hosseyn.
In questo mese i musulmani sciiti di tutto il mondo ricordano il martirio del nipote del Profeta Muhammad (S), l’Imam Hosseyn, e dei suoi leali Compagni a Karbala.
L’esempio dell’Imam Hosseyn e dei suoi Compagni nel giorno di Ashura di fronte alle enormemente più numerose armate di Yazid, il capo delle forze dell’oppressione dell’epoca, rappresenta un eterno e sublime simbolo di amore, lotta, fede, pazienza, sacrificio e martirio e fonte di ispirazione per i rivoluzionari islamici e gli uomini liberi di tutte le epoche.
ISRAELE ENTITA' EMPIA E CANAGLIA
PALESTINA LIBERA
ONORE ALLA RESISTENZA
OLTRE LA MATERIA C'E' LO SPIRITO INDISTRUTTIBILE
Dahiye, il sobborgo meridionale di Beirut e feudo dell’Islam Sciita nella capitale libanese, ieri sera durante i programmi di lutto in ricordo e onore dell’anniversario del martirio del nipote del Profeta Muhammad (S), l’Imam Hosseyn.
In questo mese i musulmani sciiti di tutto il mondo ricordano il martirio del nipote del Profeta Muhammad (S), l’Imam Hosseyn, e dei suoi leali Compagni a Karbala.
L’esempio dell’Imam Hosseyn e dei suoi Compagni nel giorno di Ashura di fronte alle enormemente più numerose armate di Yazid, il capo delle forze dell’oppressione dell’epoca, rappresenta un eterno e sublime simbolo di amore, lotta, fede, pazienza, sacrificio e martirio e fonte di ispirazione per i rivoluzionari islamici e gli uomini liberi di tutte le epoche.
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Un nuovo filmato rivela l'entità della distruzione a Tel Aviv in seguito agli attacchi missilistici di rappresaglia dell'Iran contro il regime israeliano.
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3 luglio 1988: un crimine statunitense indimenticabile
Oggi ricorre il 37° anniversario dell’abbattimento dell’aereo civile iraniano da parte del regime statunitense, nel quale rimasero uccisi 290 civili, inclusi 66 bambini e 16 donne.
Il 3 luglio 1988 l’Iran Air 655, un aereo passeggeri della compagnia di bandiera iraniana, fu abbattuto dagli Stati Uniti sopra il Golfo Persico.
L’attacco avveniva durante la Guerra Imposta da Saddam all’Iran, in un periodo in cui era aumentato l’intervento diretto degli USA contro la Repubblica Islamica. A quel tempo, la Marina degli Stati Uniti stava pattugliando l'area per "proteggere" la navigazione internazionale.
Quel giorno nel Golfo Persico era presente la USS Vincennes, un incrociatore lanciamissili della Marina degli Stati Uniti. Mentre il volo 655 decollava da Bandar Abbas, in Iran, in rotta verso Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, entrò nello spazio aereo sopra il Golfo Persico, la USS Vincennes lanciò due missili che colpirono e abbatterono l'aereo. Tutte le 290 persone a bordo, compresi passeggeri ed equipaggio, furono martirizzate nel tragico incidente. I passeggeri erano per lo più iraniani, ma alcuni di loro erano pakistani, emiratini, indiani, jugoslavi e anche un italiano.
Gli USA non solo non hanno mai chiesto scusa per questo orribile e infame crimine, ma hanno persino decorato con delle medaglie speciali due degli alti ufficiali che prestavano servizio sulla USS Vincennes.
Oggi ricorre il 37° anniversario dell’abbattimento dell’aereo civile iraniano da parte del regime statunitense, nel quale rimasero uccisi 290 civili, inclusi 66 bambini e 16 donne.
Il 3 luglio 1988 l’Iran Air 655, un aereo passeggeri della compagnia di bandiera iraniana, fu abbattuto dagli Stati Uniti sopra il Golfo Persico.
L’attacco avveniva durante la Guerra Imposta da Saddam all’Iran, in un periodo in cui era aumentato l’intervento diretto degli USA contro la Repubblica Islamica. A quel tempo, la Marina degli Stati Uniti stava pattugliando l'area per "proteggere" la navigazione internazionale.
Quel giorno nel Golfo Persico era presente la USS Vincennes, un incrociatore lanciamissili della Marina degli Stati Uniti. Mentre il volo 655 decollava da Bandar Abbas, in Iran, in rotta verso Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, entrò nello spazio aereo sopra il Golfo Persico, la USS Vincennes lanciò due missili che colpirono e abbatterono l'aereo. Tutte le 290 persone a bordo, compresi passeggeri ed equipaggio, furono martirizzate nel tragico incidente. I passeggeri erano per lo più iraniani, ma alcuni di loro erano pakistani, emiratini, indiani, jugoslavi e anche un italiano.
Gli USA non solo non hanno mai chiesto scusa per questo orribile e infame crimine, ma hanno persino decorato con delle medaglie speciali due degli alti ufficiali che prestavano servizio sulla USS Vincennes.
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AFFARI E SOGNI IMPERIALI
TRESCHE E MESCHINITA'
TRA QUESTI SEMPRE E SOLO LORO
GLI EBREI
🇺🇦🇦🇿🇷🇺💥📞 Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha colto l’occasione della crisi scoppiata in questi giorni tra Russia e Azerbaigian per inserirsi nella polemica, chiamando telefonicamente il presidente azero Ilham Aliyev. Zelensky ha dichiarato: «L’ho ringraziato per il suo sostegno all’Ucraina e gli ho anche espresso il nostro appoggio in questa situazione in cui la Russia minaccia l’Azerbaigian».
La crisi tra Baku e Mosca è nata a seguito di una retata contro una banda criminale a Ekaterinburg, durante la quale sono stati uccisi due cittadini azeri.
Ieri, in un evidente atto di ritorsione, la polizia azera ha perquisito la sede di Sputnik a Baku, e già oggi il direttore di Sputnik Azerbaijan, Igor Kartavykh, e il dipendente Yevgeny Belousov sono stati condannati a quattro mesi di reclusione.
TRESCHE E MESCHINITA'
TRA QUESTI SEMPRE E SOLO LORO
GLI EBREI
🇺🇦🇦🇿🇷🇺💥📞 Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha colto l’occasione della crisi scoppiata in questi giorni tra Russia e Azerbaigian per inserirsi nella polemica, chiamando telefonicamente il presidente azero Ilham Aliyev. Zelensky ha dichiarato: «L’ho ringraziato per il suo sostegno all’Ucraina e gli ho anche espresso il nostro appoggio in questa situazione in cui la Russia minaccia l’Azerbaigian».
La crisi tra Baku e Mosca è nata a seguito di una retata contro una banda criminale a Ekaterinburg, durante la quale sono stati uccisi due cittadini azeri.
Ieri, in un evidente atto di ritorsione, la polizia azera ha perquisito la sede di Sputnik a Baku, e già oggi il direttore di Sputnik Azerbaijan, Igor Kartavykh, e il dipendente Yevgeny Belousov sono stati condannati a quattro mesi di reclusione.
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LA CANAGLIA ARANCIONE ESEGUE PEDISSEQUAMENTE GLI ORDINI CHE ESEGUIVA JOE PAMPERS
IL VOMITO CONTINUA
CON DEDICA SPECIALE AI DESTROTERMINALI ITALIANI
🇺🇸🇨🇺🇸🇾 USA, l’ipocrisia delle sanzioni!!
Donald Trump sanziona Cuba in nome della democrazia e allo stesso tempo revoca le sanzioni a un governo di fatto non eletto da nessuno in Siria.
IL VOMITO CONTINUA
CON DEDICA SPECIALE AI DESTROTERMINALI ITALIANI
🇺🇸🇨🇺🇸🇾 USA, l’ipocrisia delle sanzioni!!
Donald Trump sanziona Cuba in nome della democrazia e allo stesso tempo revoca le sanzioni a un governo di fatto non eletto da nessuno in Siria.
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