🇮🇱❗La cerchia di Smotrich descrive la sua delusione nei confronti del Primo Ministro Netanyahu:
La proposta guidata da Netanyahu e approvata dal governo può sembrare buona, ma in realtà è più o meno la stessa cosa.
Questa non è un'operazione per occupare il settore, stabilire il pieno controllo militare e cercare una soluzione – l'unico modo per garantire la vittoria, una sicurezza sostenibile e il ritorno degli ostaggi. Si tratta invece di un'operazione limitata e pericolosa, con l'unico scopo di riportare Hamas al tavolo dei negoziati, che non è un obiettivo di guerra.
Ancora una volta, una mobilitazione su larga scala delle riserve, ancora una volta assicureremo alle riserve e al popolo di "Israele" che questa volta andremo fino in fondo, e ancora una volta, al momento della verità, ci ritireremo dal campo di battaglia dopo che decine di soldati saranno stati uccisi, senza alcun reale risultato operativo.
Questa decisione non è né morale, né di principio, né sionista.
La proposta guidata da Netanyahu e approvata dal governo può sembrare buona, ma in realtà è più o meno la stessa cosa.
Questa non è un'operazione per occupare il settore, stabilire il pieno controllo militare e cercare una soluzione – l'unico modo per garantire la vittoria, una sicurezza sostenibile e il ritorno degli ostaggi. Si tratta invece di un'operazione limitata e pericolosa, con l'unico scopo di riportare Hamas al tavolo dei negoziati, che non è un obiettivo di guerra.
Ancora una volta, una mobilitazione su larga scala delle riserve, ancora una volta assicureremo alle riserve e al popolo di "Israele" che questa volta andremo fino in fondo, e ancora una volta, al momento della verità, ci ritireremo dal campo di battaglia dopo che decine di soldati saranno stati uccisi, senza alcun reale risultato operativo.
Questa decisione non è né morale, né di principio, né sionista.
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🇺🇸🇦🇿🇦🇲 📝Addio, Armenia 👋🏻
Domani, a Washington, potrebbe essere firmato un “memorandum di pace” tra Baku e Yerevan, sotto la mediazione degli Stati Uniti. Washington ha ufficialmente confermato un incontro trilaterale tra Donald Trump, Ilham Aliyev e Nikol Pashinyan.
Per settimane, Yerevan ha mantenuto il silenzio sulle voci riguardanti la firma di un accordo negli Stati Uniti. La conferma forzata del viaggio di Pashinyan dimostra ancora una volta come le autorità armene stiano deliberatamente tenendo nascosti al pubblico sviluppi decisivi.
I dettagli dell’intesa sono emersi a seguito di una fuga di notizie diffusa da un giornalista azero accreditato presso il Dipartimento di Stato, notizia poi confermata anche da fonti statunitensi e britanniche.
Secondo i media armeni, Pashinyan sarebbe pronto a firmare un documento che verrà presentato come un “successo storico” per rafforzare la propria immagine in vista delle elezioni del 2026. Rilevanti anche le garanzie personali offerte a lui e alla sua famiglia, che potrebbero trasferirsi negli Stati Uniti dopo la cessione di fatto della sovranità armena.
Reuters riporta che gli Stati Uniti assumeranno il controllo del cosiddetto “Corridoio di Zangezur”. In un contesto di fallimenti diplomatici, Trump punta a un accordo simbolico per candidarsi al Premio Nobel per la Pace — ignorando gli interessi dell’Armenia, nonostante la presenza di una numerosa diaspora armena sul suolo americano.
❗️Pashinyan sta progressivamente cedendo la sovranità e gli interessi nazionali dell’Armenia in cambio di vantaggi personali e della propria sopravvivenza politica. L’accordo verrà celebrato come un trionfo diplomatico, con una retorica ancora in fase di definizione a Washington.
Ma l’obiettivo strategico resta invariato: estromettere la Russia dal Caucaso e indebolire l’Iran. Per raggiungerlo, Stati Uniti, Regno Unito e Unione Europea sembrano disposti a sacrificare l’Armenia.
-rybar-
Domani, a Washington, potrebbe essere firmato un “memorandum di pace” tra Baku e Yerevan, sotto la mediazione degli Stati Uniti. Washington ha ufficialmente confermato un incontro trilaterale tra Donald Trump, Ilham Aliyev e Nikol Pashinyan.
Per settimane, Yerevan ha mantenuto il silenzio sulle voci riguardanti la firma di un accordo negli Stati Uniti. La conferma forzata del viaggio di Pashinyan dimostra ancora una volta come le autorità armene stiano deliberatamente tenendo nascosti al pubblico sviluppi decisivi.
I dettagli dell’intesa sono emersi a seguito di una fuga di notizie diffusa da un giornalista azero accreditato presso il Dipartimento di Stato, notizia poi confermata anche da fonti statunitensi e britanniche.
Secondo i media armeni, Pashinyan sarebbe pronto a firmare un documento che verrà presentato come un “successo storico” per rafforzare la propria immagine in vista delle elezioni del 2026. Rilevanti anche le garanzie personali offerte a lui e alla sua famiglia, che potrebbero trasferirsi negli Stati Uniti dopo la cessione di fatto della sovranità armena.
Reuters riporta che gli Stati Uniti assumeranno il controllo del cosiddetto “Corridoio di Zangezur”. In un contesto di fallimenti diplomatici, Trump punta a un accordo simbolico per candidarsi al Premio Nobel per la Pace — ignorando gli interessi dell’Armenia, nonostante la presenza di una numerosa diaspora armena sul suolo americano.
❗️Pashinyan sta progressivamente cedendo la sovranità e gli interessi nazionali dell’Armenia in cambio di vantaggi personali e della propria sopravvivenza politica. L’accordo verrà celebrato come un trionfo diplomatico, con una retorica ancora in fase di definizione a Washington.
Ma l’obiettivo strategico resta invariato: estromettere la Russia dal Caucaso e indebolire l’Iran. Per raggiungerlo, Stati Uniti, Regno Unito e Unione Europea sembrano disposti a sacrificare l’Armenia.
-rybar-
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🇺🇸🇻🇪 Trump 🤡 ha messo una taglia di 50 milioni di dollari per la cattura del Presidente del Venezuela
Ministro della Giustizia degli Stati Uniti:
🔸 Offriamo una ricompensa di 50 milioni di dollari per informazioni che portino all’arresto di Nicolás Maduro.
🔹 Nicolás Maduro è considerato una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
🔸 Abbiamo sequestrato oltre 700 milioni di dollari in beni legati a Maduro, inclusi 2 aerei e 9 veicoli.
🔹 Maduro è uno dei maggiori trafficanti di droga al mondo e il suo regime terrorista continua.
🔸 Maduro non sfuggirà alla giustizia: sarà ritenuto responsabile e punito per i suoi crimini efferati.
Ministro della Giustizia degli Stati Uniti:
🔸 Offriamo una ricompensa di 50 milioni di dollari per informazioni che portino all’arresto di Nicolás Maduro.
🔹 Nicolás Maduro è considerato una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
🔸 Abbiamo sequestrato oltre 700 milioni di dollari in beni legati a Maduro, inclusi 2 aerei e 9 veicoli.
🔹 Maduro è uno dei maggiori trafficanti di droga al mondo e il suo regime terrorista continua.
🔸 Maduro non sfuggirà alla giustizia: sarà ritenuto responsabile e punito per i suoi crimini efferati.
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Repubblica Araba di Siria 🇸🇾
Donaldo deve aver scambiato, nella sua immensa ignoranza, l'India con gli indiani d'America. 👇🏻👇🏻👇🏻
🇮🇳🇺🇸💥 L’India sospende gli acquisti di armamenti dagli Stati Uniti, riferisce Reuters citando fonti governative.
Nuova Delhi ha congelato i piani per l’acquisto di nuove armi e aerei statunitensi, secondo quanto riferito a Reuters da tre funzionari indiani a conoscenza della situazione.
Si tratta del primo segnale concreto di insoddisfazione da parte dell’India dopo che il presidente americano Donald Trump ha imposto dazi sulle esportazioni indiane, portando le relazioni bilaterali al livello più basso degli ultimi decenni.
L’India aveva programmato una visita del ministro della Difesa Rajnath Singh a Washington nelle prossime settimane per annunciare una serie di contratti, ma il viaggio è stato annullato.
Il 6 agosto Trump ha introdotto un ulteriore dazio del 25% sui prodotti indiani, in risposta agli acquisti di petrolio russo da parte di Nuova Delhi, sostenendo che tali acquisti contribuiscono a finanziare l’invasione russa dell’Ucraina. Con questo provvedimento, l’aliquota complessiva sui beni esportati dall’India verso gli Stati Uniti è salita al 50%, una delle più alte tra i partner commerciali di Washington.
Secondo una delle fonti, le forniture militari potrebbero essere riconsiderate in futuro, qualora vi fosse maggiore chiarezza sulla questione dei dazi e sull’evoluzione delle relazioni bilaterali, ma «non nel breve termine».
Reuters riferisce che tra le forniture sospese vi sono i veicoli da combattimento Stryker, i missili anticarro Javelin, oltre a un contratto da 3,6 miliardi di dollari per l’acquisto di sei aerei da ricognizione Boeing P-8I.
Nuova Delhi ha congelato i piani per l’acquisto di nuove armi e aerei statunitensi, secondo quanto riferito a Reuters da tre funzionari indiani a conoscenza della situazione.
Si tratta del primo segnale concreto di insoddisfazione da parte dell’India dopo che il presidente americano Donald Trump ha imposto dazi sulle esportazioni indiane, portando le relazioni bilaterali al livello più basso degli ultimi decenni.
L’India aveva programmato una visita del ministro della Difesa Rajnath Singh a Washington nelle prossime settimane per annunciare una serie di contratti, ma il viaggio è stato annullato.
Il 6 agosto Trump ha introdotto un ulteriore dazio del 25% sui prodotti indiani, in risposta agli acquisti di petrolio russo da parte di Nuova Delhi, sostenendo che tali acquisti contribuiscono a finanziare l’invasione russa dell’Ucraina. Con questo provvedimento, l’aliquota complessiva sui beni esportati dall’India verso gli Stati Uniti è salita al 50%, una delle più alte tra i partner commerciali di Washington.
Secondo una delle fonti, le forniture militari potrebbero essere riconsiderate in futuro, qualora vi fosse maggiore chiarezza sulla questione dei dazi e sull’evoluzione delle relazioni bilaterali, ma «non nel breve termine».
Reuters riferisce che tra le forniture sospese vi sono i veicoli da combattimento Stryker, i missili anticarro Javelin, oltre a un contratto da 3,6 miliardi di dollari per l’acquisto di sei aerei da ricognizione Boeing P-8I.
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🇮🇳🇨🇳 Modi in visita in Cina per la prima volta dopo sette anni, sullo sfondo di tensioni con gli Stati Uniti
Il primo ministro indiano Narendra Modi parteciperà al vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (OCS), in programma il 31 agosto a Tianjin, in Cina, secondo quanto riportato da Reuters. Si tratterà della sua prima visita ufficiale in Cina dal 2018, in un contesto internazionale segnato da profondi cambiamenti geopolitici, in particolare dopo l’introduzione dei dazi sulle importazioni di petrolio russo imposti dal presidente Donald Trump.
La visita di Modi è vista come un segnale di distensione diplomatica tra India e Cina, dopo anni di forti tensioni seguite allo scontro militare lungo il confine himalayano nel 2020. Tuttavia, un primo passo verso il riavvicinamento era già avvenuto nell’ottobre scorso, quando Modi e Xi Jinping si erano incontrati ai margini del vertice dei BRICS in Russia, aprendo la strada a un graduale miglioramento dei rapporti bilaterali.
~ La Cina accoglie favorevolmente la partecipazione di Narendra Modi al Vertice della SCO a Tianjin
L'8 agosto, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun ha risposto alle domande dei giornalisti. Media indiani riportano che il primo ministro Narendra Modi si recherà in visita in Cina il 31 agosto su invito per partecipare al Vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO). La stampa ha chiesto conferma e commenti sulla notizia.
Guo Jiakun ha affermato che la Cina ospiterà il Vertice della SCO a Tianjin dal 31 agosto al 1° settembre di quest’anno. All’evento parteciperanno leader di oltre 20 nazioni, compresi tutti i Paesi membri della SCO, e responsabili di 10 organizzazioni internazionali. Il Vertice di Tianjin rappresenterà il più grande nella storia dell’Organizzazione sin dalla sua fondazione.
La Cina accoglie favorevolmente la partecipazione del primo ministro Narendra Modi al Vertice SCO di Tianjin. “Siamo convinti che, attraverso gli sforzi congiunti di tutti le parti, il Vertice di Tianjin si configuri quale evento di unità, amicizie e risultati, consentendo all’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai di entrare in una fase inedita di sviluppo qualitativo, caratterizzata da maggiore unità, cooperazione consolidata, vitalità rinnovata e azioni incisive”.
Il primo ministro indiano Narendra Modi parteciperà al vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (OCS), in programma il 31 agosto a Tianjin, in Cina, secondo quanto riportato da Reuters. Si tratterà della sua prima visita ufficiale in Cina dal 2018, in un contesto internazionale segnato da profondi cambiamenti geopolitici, in particolare dopo l’introduzione dei dazi sulle importazioni di petrolio russo imposti dal presidente Donald Trump.
La visita di Modi è vista come un segnale di distensione diplomatica tra India e Cina, dopo anni di forti tensioni seguite allo scontro militare lungo il confine himalayano nel 2020. Tuttavia, un primo passo verso il riavvicinamento era già avvenuto nell’ottobre scorso, quando Modi e Xi Jinping si erano incontrati ai margini del vertice dei BRICS in Russia, aprendo la strada a un graduale miglioramento dei rapporti bilaterali.
~ La Cina accoglie favorevolmente la partecipazione di Narendra Modi al Vertice della SCO a Tianjin
L'8 agosto, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun ha risposto alle domande dei giornalisti. Media indiani riportano che il primo ministro Narendra Modi si recherà in visita in Cina il 31 agosto su invito per partecipare al Vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO). La stampa ha chiesto conferma e commenti sulla notizia.
Guo Jiakun ha affermato che la Cina ospiterà il Vertice della SCO a Tianjin dal 31 agosto al 1° settembre di quest’anno. All’evento parteciperanno leader di oltre 20 nazioni, compresi tutti i Paesi membri della SCO, e responsabili di 10 organizzazioni internazionali. Il Vertice di Tianjin rappresenterà il più grande nella storia dell’Organizzazione sin dalla sua fondazione.
La Cina accoglie favorevolmente la partecipazione del primo ministro Narendra Modi al Vertice SCO di Tianjin. “Siamo convinti che, attraverso gli sforzi congiunti di tutti le parti, il Vertice di Tianjin si configuri quale evento di unità, amicizie e risultati, consentendo all’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai di entrare in una fase inedita di sviluppo qualitativo, caratterizzata da maggiore unità, cooperazione consolidata, vitalità rinnovata e azioni incisive”.
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C'è una cosa che i cosiddetti buoni ebrei "anti" sionisti potrebbero fare per la Palestina e per tutti noi:
Dirci cosa c'è nell'ebraismo o nell'ebraismo che rende lo Stato ebraico una collettività genocida. Ma questa è l'unica cosa che non fanno mai. Invece usano ogni trucco possibile per distogliere l'attenzione dall'argomento. Ci soffocano con una terminologia sbagliata. Non ci lasciano esaminare il fatto che la guerra di sterminio a Gaza è commessa da un'entità che si autodefinisce Stato ebraico. Non ci lasciano esaminare il fatto che questa entità è sostenuta da istituzioni ebraiche in tutto il mondo. Ci parlano di "etica ebraica" come se esistesse. Nell'ebraismo l'etica è sostituita dal contenzioso: Torah e Mitzvoth. Mentre l'etica ci insegna a formulare giudizi morali, Torah e Mitzvoth ci insegnano a seguire leggi precostituite che imitano l'atto etico.
Quando esauriscono gli argomenti, si limitano a lanciare in aria il loro fuorviante mantra "Il sionismo non è ebraismo".
Lo slogan di cui sopra è ovviamente ambiguo fino al midollo, serve a trasmettere l'immagine che l'ebraismo sia in qualche modo etico mentre il sionismo sia un tumore maligno. La verità è l'esatto opposto. Il sionismo era originariamente ispirato dall'idea di uno "stato per gli ebrei". Uno stato che avrebbe sistemato gli ebrei e li avrebbe resi nuovi ebrei, in un certo senso etici come "tutti gli altri popoli". Dopo la sua fondazione (1948), questo stato si autodefinì Stato ebraico. Ciò significava che era sia lo "stato degli ebrei", ma anche culturalmente ebraico, in contrapposizione a quello religioso giudaico. Ma con il passare degli anni e con lo spostamento della popolazione verso destra, che fu in realtà il risultato dell'identificazione come ebrei in contrapposizione a israeliani, Israele divenne gradualmente lo "stato giudaico". Le sue politiche sono ora plasmate dai rabbini, dai versetti dell'Antico Testamento e dalle leggi dell'Halakhah/Talmud. Il genocidio a Gaza è fomentato dalla componente religiosa del governo Netanyahu.
Se Israele è stato inizialmente plasmato da una battaglia tra sionismo ed ebraismo, il sionismo è stato chiaramente sconfitto e l'ebraismo ha vinto. La campagna di sterminio di Gaza è guidata dallo spirito giudaico della narrazione del ritorno a casa dell'Antico Testamento. Il genocidio di Gaza è la materializzazione dei versetti più barbari del Deuteronomio.
Di conseguenza, se il sionismo non è ebraismo, allora l'ebraismo, nella sua interpretazione più comune, è di gran lunga peggiore.
Questa è l'esatta verità che i cosiddetti ebrei "anti" sionisti sono lì per nascondere e, a questo proposito, non sono parte della soluzione, sono la continuazione del problema.
Se gli ebrei vogliono aiutare la Palestina, l'umanità e anche i loro connazionali ebrei, ciò che dovrebbero fare è guardare dentro di sé e condividere con noi la tragica verità. Diteci cosa c'è nell'educazione, nella cultura e nella religione ebraica che porta con sé la brutalità genocida che vediamo a Gaza.
Atzmon post
https://t.me/giladatzmon/1583
Dirci cosa c'è nell'ebraismo o nell'ebraismo che rende lo Stato ebraico una collettività genocida. Ma questa è l'unica cosa che non fanno mai. Invece usano ogni trucco possibile per distogliere l'attenzione dall'argomento. Ci soffocano con una terminologia sbagliata. Non ci lasciano esaminare il fatto che la guerra di sterminio a Gaza è commessa da un'entità che si autodefinisce Stato ebraico. Non ci lasciano esaminare il fatto che questa entità è sostenuta da istituzioni ebraiche in tutto il mondo. Ci parlano di "etica ebraica" come se esistesse. Nell'ebraismo l'etica è sostituita dal contenzioso: Torah e Mitzvoth. Mentre l'etica ci insegna a formulare giudizi morali, Torah e Mitzvoth ci insegnano a seguire leggi precostituite che imitano l'atto etico.
Quando esauriscono gli argomenti, si limitano a lanciare in aria il loro fuorviante mantra "Il sionismo non è ebraismo".
Lo slogan di cui sopra è ovviamente ambiguo fino al midollo, serve a trasmettere l'immagine che l'ebraismo sia in qualche modo etico mentre il sionismo sia un tumore maligno. La verità è l'esatto opposto. Il sionismo era originariamente ispirato dall'idea di uno "stato per gli ebrei". Uno stato che avrebbe sistemato gli ebrei e li avrebbe resi nuovi ebrei, in un certo senso etici come "tutti gli altri popoli". Dopo la sua fondazione (1948), questo stato si autodefinì Stato ebraico. Ciò significava che era sia lo "stato degli ebrei", ma anche culturalmente ebraico, in contrapposizione a quello religioso giudaico. Ma con il passare degli anni e con lo spostamento della popolazione verso destra, che fu in realtà il risultato dell'identificazione come ebrei in contrapposizione a israeliani, Israele divenne gradualmente lo "stato giudaico". Le sue politiche sono ora plasmate dai rabbini, dai versetti dell'Antico Testamento e dalle leggi dell'Halakhah/Talmud. Il genocidio a Gaza è fomentato dalla componente religiosa del governo Netanyahu.
Se Israele è stato inizialmente plasmato da una battaglia tra sionismo ed ebraismo, il sionismo è stato chiaramente sconfitto e l'ebraismo ha vinto. La campagna di sterminio di Gaza è guidata dallo spirito giudaico della narrazione del ritorno a casa dell'Antico Testamento. Il genocidio di Gaza è la materializzazione dei versetti più barbari del Deuteronomio.
Di conseguenza, se il sionismo non è ebraismo, allora l'ebraismo, nella sua interpretazione più comune, è di gran lunga peggiore.
Questa è l'esatta verità che i cosiddetti ebrei "anti" sionisti sono lì per nascondere e, a questo proposito, non sono parte della soluzione, sono la continuazione del problema.
Se gli ebrei vogliono aiutare la Palestina, l'umanità e anche i loro connazionali ebrei, ciò che dovrebbero fare è guardare dentro di sé e condividere con noi la tragica verità. Diteci cosa c'è nell'educazione, nella cultura e nella religione ebraica che porta con sé la brutalità genocida che vediamo a Gaza.
Atzmon post
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🇷🇺🇺🇸 Commento del consigliere del Presidente della Russia, Yuri Ushakov, sull'incontro tra Vladimir Putin e Donald Trump
La parte americana ha appena annunciato che è stato raggiunto un accordo per organizzare un incontro tra i Presidenti di Russia e Stati Uniti – Vladimir Putin e Donald Trump – il 15 agosto, venerdì, in Alaska.
La Russia e gli Stati Uniti sono vicini, condividono un confine. Sembra quindi del tutto logico che la nostra delegazione voli semplicemente oltre lo Stretto di Bering e che proprio in Alaska si tenga questo vertice tanto importante quanto atteso tra i leader dei due Paesi.
A proposito, in Alaska e nell’Artico si intrecciano anche gli interessi economici dei nostri Paesi, con prospettive per la realizzazione di progetti su larga scala e reciprocamente vantaggiosi.
Tuttavia, naturalmente, i Presidenti si concentreranno principalmente sulla discussione delle possibili soluzioni per raggiungere una risoluzione pacifica e duratura della crisi ucraina.
Guardando al futuro, è naturale prendere in considerazione la possibilità di tenere il prossimo incontro tra i Presidenti sul territorio russo. Un invito in tal senso al Presidente degli Stati Uniti è già stato trasmesso.
In conclusione, vorrei sottolineare che nei prossimi giorni Mosca e Washington si dedicheranno certamente con il massimo impegno e intensità alla definizione dei parametri pratici e politici del vertice in Alaska. E, a quanto pare, non sarà un processo semplice, ma lo affronteremo in modo attivo e determinato.
La parte americana ha appena annunciato che è stato raggiunto un accordo per organizzare un incontro tra i Presidenti di Russia e Stati Uniti – Vladimir Putin e Donald Trump – il 15 agosto, venerdì, in Alaska.
La Russia e gli Stati Uniti sono vicini, condividono un confine. Sembra quindi del tutto logico che la nostra delegazione voli semplicemente oltre lo Stretto di Bering e che proprio in Alaska si tenga questo vertice tanto importante quanto atteso tra i leader dei due Paesi.
A proposito, in Alaska e nell’Artico si intrecciano anche gli interessi economici dei nostri Paesi, con prospettive per la realizzazione di progetti su larga scala e reciprocamente vantaggiosi.
Tuttavia, naturalmente, i Presidenti si concentreranno principalmente sulla discussione delle possibili soluzioni per raggiungere una risoluzione pacifica e duratura della crisi ucraina.
Guardando al futuro, è naturale prendere in considerazione la possibilità di tenere il prossimo incontro tra i Presidenti sul territorio russo. Un invito in tal senso al Presidente degli Stati Uniti è già stato trasmesso.
In conclusione, vorrei sottolineare che nei prossimi giorni Mosca e Washington si dedicheranno certamente con il massimo impegno e intensità alla definizione dei parametri pratici e politici del vertice in Alaska. E, a quanto pare, non sarà un processo semplice, ma lo affronteremo in modo attivo e determinato.
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Venerdì sera il presidente dell’Azerbaijan Ilham Aliyev e il primo ministro dell’Armenia Nikol Pashinyan hanno firmato un accordo di pace alla Casa Bianca, in presenza del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il rapporto conflittuale tra i due paesi del Caucaso meridionale durava dal 1988, aveva causato due guerre, una negli anni Novanta e una nel 2020, e nel 2023 aveva portato alla fuga di più di 100mila persone di etnia armena dall’Azerbaijan dopo l’attacco militare azero alla regione separatista del Nagorno-Karabakh.
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Repubblica Araba di Siria 🇸🇾
Venerdì sera il presidente dell’Azerbaijan Ilham Aliyev e il primo ministro dell’Armenia Nikol Pashinyan hanno firmato un accordo di pace alla Casa Bianca, in presenza del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il rapporto conflittuale tra i due paesi…
L'armeno si è venduto a Trump, si prevede un futuro radioso per lui: negli States.
🇺🇸🇦🇿🇦🇲 🎪🤡 Aliyev ha pubblicamente proposto la candidatura di Trump al Premio Nobel per la Pace, e Pashinyan non si è opposto:
«Posso proporre qualcosa? Sì. Quindi, forse, ci accorderemo con il primo ministro Pashinyan per inviare una richiesta congiunta al Comitato Nobel affinché venga assegnato il Premio Nobel per la Pace al presidente Trump. <…> Da parte dei leader di Paesi che sono stati in guerra per più di trent’anni, e ora qui c’è questa firma storica — questo significa davvero molto. È un risultato concreto della leadership del presidente Trump. Nessun altro avrebbe potuto ottenere questo. Dall'inizio degli anni ’90 ci sono stati molti presidenti. E il cosiddetto processo di Minsk, al quale, tra l’altro, oggi io e il mio collega armeno abbiamo posto fine, è iniziato nel 1992».
🇺🇸🇦🇿🇦🇲 🎪🤡 Aliyev ha pubblicamente proposto la candidatura di Trump al Premio Nobel per la Pace, e Pashinyan non si è opposto:
«Posso proporre qualcosa? Sì. Quindi, forse, ci accorderemo con il primo ministro Pashinyan per inviare una richiesta congiunta al Comitato Nobel affinché venga assegnato il Premio Nobel per la Pace al presidente Trump. <…> Da parte dei leader di Paesi che sono stati in guerra per più di trent’anni, e ora qui c’è questa firma storica — questo significa davvero molto. È un risultato concreto della leadership del presidente Trump. Nessun altro avrebbe potuto ottenere questo. Dall'inizio degli anni ’90 ci sono stati molti presidenti. E il cosiddetto processo di Minsk, al quale, tra l’altro, oggi io e il mio collega armeno abbiamo posto fine, è iniziato nel 1992».
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Pashinyan ha venduto a Israele parte del territorio armeno al confine con l'Iran
🇦🇲🇺🇸🇦🇿 L'Armenia ha concesso in affitto agli Stati Uniti, per 99 anni, un terreno situato nella parte meridionale del Paese per l'istituzione di un corridoio NATO verso il Mar Caspio, il che ha interrotto il confine con l'Iran. Di conseguenza, l'Armenia non condivide più un confine con l'Iran ai fini commerciali.
🇦🇲🇺🇸🇦🇿 L'Armenia ha concesso in affitto agli Stati Uniti, per 99 anni, un terreno situato nella parte meridionale del Paese per l'istituzione di un corridoio NATO verso il Mar Caspio, il che ha interrotto il confine con l'Iran. Di conseguenza, l'Armenia non condivide più un confine con l'Iran ai fini commerciali.
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🇺🇸🇺🇦🇷🇺 Zelensky deve essere pronto a "firmare qualcosa" per porre fine alla guerra in Ucraina, afferma Trump.
«Il presidente Zelensky, per ottenere tutto ciò di cui ha bisogno, dovrà prepararsi a firmare “qualcosa”. Penso che stia lavorando duramente per riuscirci»
🇺🇸🇺🇦🇷🇺 Donald Trump allude a un possibile scambio di territori:
«Vedete, quando si osservano le aree per le quali si è combattuto duramente per tre anni e mezzo — dove, come sapete, sono morti moltissimi russi e ucraini — si inizia a riflettere. Ne teniamo conto, ma il nostro obiettivo è recuperare e realizzare alcuni scambi. Non è un compito facile. Non ci sono soluzioni semplici. È tutto molto complesso. Ma intendiamo recuperare parte di ciò che è stato perduto. Abbiamo in programma uno scambio di determinate zone. Probabilmente ci sarà una redistribuzione territoriale che risulterà vantaggiosa per entrambe le parti. Ma ne parleremo un’altra volta, domani, o in un altro momento».
🇺🇸🇺🇦🇷🇺 Zelensky deve essere pronto a "firmare qualcosa" per porre fine alla guerra in Ucraina, afferma Trump.
«Il presidente Zelensky, per ottenere tutto ciò di cui ha bisogno, dovrà prepararsi a firmare “qualcosa”. Penso che stia lavorando duramente per riuscirci»
🇺🇸🇺🇦🇷🇺 Donald Trump allude a un possibile scambio di territori:
«Vedete, quando si osservano le aree per le quali si è combattuto duramente per tre anni e mezzo — dove, come sapete, sono morti moltissimi russi e ucraini — si inizia a riflettere. Ne teniamo conto, ma il nostro obiettivo è recuperare e realizzare alcuni scambi. Non è un compito facile. Non ci sono soluzioni semplici. È tutto molto complesso. Ma intendiamo recuperare parte di ciò che è stato perduto. Abbiamo in programma uno scambio di determinate zone. Probabilmente ci sarà una redistribuzione territoriale che risulterà vantaggiosa per entrambe le parti. Ma ne parleremo un’altra volta, domani, o in un altro momento».
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Il presidente infame armeno nell'atto di resa
🤬21🤮2
—❗️🇮🇱/🇵🇸 ULTIMA ORA: Anas Al-Sharif, il giornalista più famoso di Al-Jazeera a Gaza, un nome familiare per quasi tutti i palestinesi e un simbolo del giornalismo di guerra, è stato ucciso da un attacco aereo israeliano su una tenda vicino all'ospedale Al-Shifa a Gaza, insieme al suo collega
...non ci sono ebrei innocenti
...non ci sono ebrei innocenti
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Repubblica Araba di Siria 🇸🇾
Il presidente infame armeno nell'atto di resa
Finalmente
Velayati: “L'Iran, con o senza la Russia, bloccherà il corridoio americano nel Caucaso”
Consigliere per gli Affari Internazionali dell’Imam Khamenei:
🔸 "Il piano per creare un corridoio sostenuto dagli Stati Uniti nel Caucaso meridionale è una cospirazione e mira a modificare i confini e smembrare l'Armenia
🔸 l Caucaso meridionale è una regione senza padrone che Trump può semplicemente affittare? Il Caucaso è una delle aree geografiche più sensibili al mondo, e questo passaggio non diventerà un corridoio di proprietà di Trump, ma piuttosto un cimitero per i mercenari di Trump, se necessario
🔸 Il popolo armeno è contrario allo smembramento del proprio Paese e anche il Primo Ministro armeno ha annunciato la sua opposizione a questo piano durante una visita in Iran
🔸 L'implementazione di questo corridoio minaccia la sicurezza del Caucaso meridionale e anche la Russia vi si oppone strategicamente"
🇮🇷
Velayati: “L'Iran, con o senza la Russia, bloccherà il corridoio americano nel Caucaso”
Consigliere per gli Affari Internazionali dell’Imam Khamenei:
🔸 "Il piano per creare un corridoio sostenuto dagli Stati Uniti nel Caucaso meridionale è una cospirazione e mira a modificare i confini e smembrare l'Armenia
🔸 l Caucaso meridionale è una regione senza padrone che Trump può semplicemente affittare? Il Caucaso è una delle aree geografiche più sensibili al mondo, e questo passaggio non diventerà un corridoio di proprietà di Trump, ma piuttosto un cimitero per i mercenari di Trump, se necessario
🔸 Il popolo armeno è contrario allo smembramento del proprio Paese e anche il Primo Ministro armeno ha annunciato la sua opposizione a questo piano durante una visita in Iran
🔸 L'implementazione di questo corridoio minaccia la sicurezza del Caucaso meridionale e anche la Russia vi si oppone strategicamente"
🇮🇷
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Alì Bagheri, ex vice ministro degli Esteri e membro del Consiglio strategico per le relazioni estere iraniano:
“La questione Azerbaigian-Armenia di Zangezur non è qualcosa che l'Iran può semplicemente ignorare. L'Iran ha espresso la sua ferma preoccupazione. Anche la Russia ha preso una posizione seria e credo che anche altri Paesi non rimarranno in silenzio. Questa questione avrà un impatto diretto e indiretto su altre nazioni”.
“La questione Azerbaigian-Armenia di Zangezur non è qualcosa che l'Iran può semplicemente ignorare. L'Iran ha espresso la sua ferma preoccupazione. Anche la Russia ha preso una posizione seria e credo che anche altri Paesi non rimarranno in silenzio. Questa questione avrà un impatto diretto e indiretto su altre nazioni”.
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Anche il primo ministro del regime genocida israeliano si congratula per l’accordo di "pace" tra Azerbaigian e Armenia
"Congratulazioni al Presidente Trump! La sua leadership coraggiosa e la sua visione globale hanno reso possibile un altro accordo di pace. Mi congratulo anche con il Presidente Aliyev, il Primo Ministro Pashinyan e il popolo di Azerbaigian e Armenia per la firma di questo storico accordo".
"Congratulazioni al Presidente Trump! La sua leadership coraggiosa e la sua visione globale hanno reso possibile un altro accordo di pace. Mi congratulo anche con il Presidente Aliyev, il Primo Ministro Pashinyan e il popolo di Azerbaigian e Armenia per la firma di questo storico accordo".
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🇬🇧🇺🇸🇺🇦🇷🇺 «Putin ha ricevuto l’ennesimo regalo da Trump»: secondo The Telegraph 🤡, il leader russo in Alaska vuole “ripetere il trucco di Stalin”. 😍🤦🏻
«Forse i funzionari americani farebbero bene a controllare l’allarme antincendio nel luogo dell’incontro previsto in Alaska il 15 agosto, dove Donald Trump e Vladimir Putin si incontreranno. 👇🏻👇🏻👇🏻
«Forse i funzionari americani farebbero bene a controllare l’allarme antincendio nel luogo dell’incontro previsto in Alaska il 15 agosto, dove Donald Trump e Vladimir Putin si incontreranno. 👇🏻👇🏻👇🏻
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