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soluzione finale
sotto i nostri occhi
GIORGIA MELONI COMPLICE DI GENOCIDIO CHE DIO MALEDICA TE E LA TUA PROGENIE
Ogni giorno, nell’indifferenza totale della cosiddetta “comunità internazionale” e con la complicità dei governi occidentali, il regime israeliano continua il suo genocidio contro la popolazione palestinese nella Striscia di Gaza. Ogni giorno.
sotto i nostri occhi
GIORGIA MELONI COMPLICE DI GENOCIDIO CHE DIO MALEDICA TE E LA TUA PROGENIE
Ogni giorno, nell’indifferenza totale della cosiddetta “comunità internazionale” e con la complicità dei governi occidentali, il regime israeliano continua il suo genocidio contro la popolazione palestinese nella Striscia di Gaza. Ogni giorno.
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“In verità, il regime iraniano non è nemmeno vicino a cadere. Anzi, le bombe israeliane hanno raccolto il sostegno pubblico e il sentimento patriottico. L'Iran è stato attaccato sulla base di una menzogna (né l'intelligence statunitense né le Nazioni Unite hanno sostenuto l'affermazione di Netanyahu secondo cui si stava armando) e i governi europei non hanno condannato i bombardamenti. Questi fatti non faranno che accrescere la sfiducia nei confronti dell'Occidente. L'Iran vuole la revoca delle sanzioni statunitensi e potrebbe accettare di discuterne, ma non sulle sue future attività nucleari. Sta sospendendo la cooperazione con gli ispettori dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica. Rifiutando il contenimento israeliano, Teheran potrebbe col tempo riprendere un conflitto asimmetrico e rilanciare guerre regionali per procura”.
editorialista e vicedirettore delle pubblicazioni del quotidiano The Guardian .
editorialista e vicedirettore delle pubblicazioni del quotidiano The Guardian .
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Foreign Policy: “La guerra di Israele contro l’Iran gli si è ritorta contro”
La rivista americana Foreign Policy, in un articolo intitolato “Israel’s War on Iran Backfired”, citando i risultati della Guerra dei 12 Giorni, ha definito l'attacco all'Iran "il fallimento della grande scommessa di Netanyahu":
🔹Nonostante le sue affermazioni sulla guerra, Israele non è riuscito a raggiungere i suoi obiettivi. Con la Guerra dei 12 Giorni, la vecchia convinzione che al governo iraniano bastasse un'ultima pressione esterna per cadere ha perso completamente credibilità. Netanyahu ha lanciato la guerra con l'obiettivo di eliminare la “minaccia iraniana” e la “sfida strategica” per Israele, ma invece ha messo a nudo le vulnerabilità di Israele, ha rafforzato il nazionalismo iraniano e non è riuscito a distruggere le capacità militari e nucleari fondamentali dell'Iran.
🔹La guerra dei 12 Giorni ha lasciato molta devastazione per entrambe le parti. Tuttavia, il risultato più evidente della recente guerra è che la grande scommessa di Netanyahu è fallita. Nonostante la promessa di Netanyahu di smantellare i programmi missilistici e nucleari iraniani e la sua speranza in un “cambio di regime”, l'Iran ha reagito rapidamente e ha lanciato i suoi missili contro città e obiettivi strategici israeliani.
🔹Anche dopo l'ingresso degli Stati Uniti nel conflitto, l'Iran, attaccando Al-Udeid, ha inviato un messaggio di capacità di estendere la minaccia oltre i propri confini. Di conseguenza, la guerra potrebbe persino, paradossalmente, rafforzare la posizione dell'Iran a livello regionale e diplomatico.
🔹Gli attacchi dell'Iran sembrano essere stati meticolosi e pianificati. Dopo che Israele ha attaccato la raffineria di petrolio iraniana di South Pars, l'Iran ha risposto prendendo di mira la raffineria di Haifa. Dopo che Israele ha attaccato i centri di ricerca, l'Iran ha reagito attaccando il Weizmann Institute, che da tempo sospettava fosse coinvolto nella ricerca nucleare israeliana. L'obiettivo dell'Iran nel condurre tali contrattacchi era dimostrare la propria capacità di reagire in modo calcolato e rafforzare la propria posizione deterrente. Solo in seguito sono cessati gli attacchi alle infrastrutture energetiche.
🔹Colpendo aree residenziali, organi di stampa, prigioni e stazioni di polizia, Israele ha dimostrato di perseguire una strategia più ampia volta a creare caos e fomentare disordini interni. Mentre bambini, medici e gente comune morivano negli attacchi indiscriminati di Israele, si rafforzava in Iran la percezione che questa guerra non mirasse a "liberare" gli iraniani, ma a dividere il Paese.
🔹La guerra israeliana ha avuto significative conseguenze socio-politiche in Iran. La guerra è diventata un momento unificante che, anziché portare al crollo del regime, ha portato a un significativo aumento del sentimento nazionalista, con la gente che si è unita all'idea di difendere il Paese dalle aggressioni straniere, e persino molti membri della Generazione Z si sono mobilitati a sostegno del Paese.
La rivista americana Foreign Policy, in un articolo intitolato “Israel’s War on Iran Backfired”, citando i risultati della Guerra dei 12 Giorni, ha definito l'attacco all'Iran "il fallimento della grande scommessa di Netanyahu":
🔹Nonostante le sue affermazioni sulla guerra, Israele non è riuscito a raggiungere i suoi obiettivi. Con la Guerra dei 12 Giorni, la vecchia convinzione che al governo iraniano bastasse un'ultima pressione esterna per cadere ha perso completamente credibilità. Netanyahu ha lanciato la guerra con l'obiettivo di eliminare la “minaccia iraniana” e la “sfida strategica” per Israele, ma invece ha messo a nudo le vulnerabilità di Israele, ha rafforzato il nazionalismo iraniano e non è riuscito a distruggere le capacità militari e nucleari fondamentali dell'Iran.
🔹La guerra dei 12 Giorni ha lasciato molta devastazione per entrambe le parti. Tuttavia, il risultato più evidente della recente guerra è che la grande scommessa di Netanyahu è fallita. Nonostante la promessa di Netanyahu di smantellare i programmi missilistici e nucleari iraniani e la sua speranza in un “cambio di regime”, l'Iran ha reagito rapidamente e ha lanciato i suoi missili contro città e obiettivi strategici israeliani.
🔹Anche dopo l'ingresso degli Stati Uniti nel conflitto, l'Iran, attaccando Al-Udeid, ha inviato un messaggio di capacità di estendere la minaccia oltre i propri confini. Di conseguenza, la guerra potrebbe persino, paradossalmente, rafforzare la posizione dell'Iran a livello regionale e diplomatico.
🔹Gli attacchi dell'Iran sembrano essere stati meticolosi e pianificati. Dopo che Israele ha attaccato la raffineria di petrolio iraniana di South Pars, l'Iran ha risposto prendendo di mira la raffineria di Haifa. Dopo che Israele ha attaccato i centri di ricerca, l'Iran ha reagito attaccando il Weizmann Institute, che da tempo sospettava fosse coinvolto nella ricerca nucleare israeliana. L'obiettivo dell'Iran nel condurre tali contrattacchi era dimostrare la propria capacità di reagire in modo calcolato e rafforzare la propria posizione deterrente. Solo in seguito sono cessati gli attacchi alle infrastrutture energetiche.
🔹Colpendo aree residenziali, organi di stampa, prigioni e stazioni di polizia, Israele ha dimostrato di perseguire una strategia più ampia volta a creare caos e fomentare disordini interni. Mentre bambini, medici e gente comune morivano negli attacchi indiscriminati di Israele, si rafforzava in Iran la percezione che questa guerra non mirasse a "liberare" gli iraniani, ma a dividere il Paese.
🔹La guerra israeliana ha avuto significative conseguenze socio-politiche in Iran. La guerra è diventata un momento unificante che, anziché portare al crollo del regime, ha portato a un significativo aumento del sentimento nazionalista, con la gente che si è unita all'idea di difendere il Paese dalle aggressioni straniere, e persino molti membri della Generazione Z si sono mobilitati a sostegno del Paese.
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«Alla Nato abbiamo una particolare concentrazione di stupidità che è direttamente proporzionale alla altezza di quelli che vanno a dirigerla.
Tutti i segretari della Nato sono 2 metri di altezza per zero di larghezza. Dei vuoti a perdere. Si è aggiunto anche il cancelliere Merz, che ha comunicato che la Germania diventerà una potenza militare: due metri pure lui di altezza e zero larghezza».
👍🏻😂
Tutti i segretari della Nato sono 2 metri di altezza per zero di larghezza. Dei vuoti a perdere. Si è aggiunto anche il cancelliere Merz, che ha comunicato che la Germania diventerà una potenza militare: due metri pure lui di altezza e zero larghezza».
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Repubblica Araba di Siria 🇸🇾
Li hanno ammazzati tutti ...
Questa non è un'immagine fugace. Piuttosto, è un documento che incarna uno dei più orribili crimini di genocidio che ha colpito l'élite scientifica e medica di Gaza.
In questa foto, scattata durante la cerimonia di laurea della Facoltà di Medicina di Gaza, c'è sono i quattro pilastri della medicina e dell'istruzione, che hanno cercato centinaia di medici che hanno servito il loro popolo nelle circostanze più difficili.
Oggi sono tutti martiri, assassinati a sangue freddo dalla macchina di morte israeliana:
- Dott. Omar Farwana - Ex Preside della Facoltà di Medicina
- Dott. Adnan Al-Barsh - Primario del Dipartimento di Ortopedia
- Dott. Raafat Labad - Direttore dell'Ospedale di Medicina Interna
- Dott. Marwan Al-Sultan - Direttore dell'Ospedale Indonesiano
L'occupazione li ha uccisi non solo per mettere a tacere le loro voci, ma anche per assassinare il futuro, per privare i feriti di una mano che li curasse, e gli studenti di un maestro che li guidasse, e per distruggere la mente palestinese, che ha sempre resistito con conoscenza.
Questa non è solo una guerra contro Gaza; è una guerra contro la vita, contro la conoscenza, contro la dignità e contro coloro che scelgono di curare le ferite.
(🖋Khaled Safi)
In questa foto, scattata durante la cerimonia di laurea della Facoltà di Medicina di Gaza, c'è sono i quattro pilastri della medicina e dell'istruzione, che hanno cercato centinaia di medici che hanno servito il loro popolo nelle circostanze più difficili.
Oggi sono tutti martiri, assassinati a sangue freddo dalla macchina di morte israeliana:
- Dott. Omar Farwana - Ex Preside della Facoltà di Medicina
- Dott. Adnan Al-Barsh - Primario del Dipartimento di Ortopedia
- Dott. Raafat Labad - Direttore dell'Ospedale di Medicina Interna
- Dott. Marwan Al-Sultan - Direttore dell'Ospedale Indonesiano
L'occupazione li ha uccisi non solo per mettere a tacere le loro voci, ma anche per assassinare il futuro, per privare i feriti di una mano che li curasse, e gli studenti di un maestro che li guidasse, e per distruggere la mente palestinese, che ha sempre resistito con conoscenza.
Questa non è solo una guerra contro Gaza; è una guerra contro la vita, contro la conoscenza, contro la dignità e contro coloro che scelgono di curare le ferite.
(🖋Khaled Safi)
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— 🇺🇸/🇮🇱 NOVITÀ: I deputati Josh Gottheimer (D-NJ) e Mike Lawler (R-NY) hanno proposto di autorizzare il presidente Trump a consegnare bombardieri B-2 "Spirit" e bombe GBU-57 a Israele ai sensi del "Bunker Buster Act".
Soluzione finale per tutti?
Anche per loro
Verso l'ignoto, questi satanisti sono senza freni
Soluzione finale per tutti?
Anche per loro
Verso l'ignoto, questi satanisti sono senza freni
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La redazione di 'Bocche Scucite', che ringraziamo, ha pubblicato la traduzione integrale in italiano del nuovo, cruciale rapporto redatto da Francesca Albanese - Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei Territori Palestinesi occupati dal 1967.
Il documento, intitolato “Dall’economia dell’occupazione all’economia del genocidio”, rappresenta un atto di denuncia durissimo e dettagliato contro le politiche israeliane nei confronti della popolazione palestinese, in particolare a Gaza, ma anche in Cisgiordania e Gerusalemme Est.
Nel suo report, Francesca Albanese non si limita a descrivere i crimini commessi: analizza con rigore giuridico e chiarezza politica la trasformazione dell’occupazione militare in un vero e proprio sistema di annientamento, in cui le strutture economiche, civili e sociali della Palestina vengono sistematicamente distrutte o rese inservibili.
Il testo ricostruisce una traiettoria storica e legale, mostrando come l’occupazione non sia più solo una forma di controllo territoriale e politico, ma sia divenuta una macchina di devastazione, in violazione flagrante del diritto internazionale.
È un report che va letto fino in fondo, perché non si limita a denunciare i fatti, ma invita la comunità internazionale ad assumersi le proprie responsabilità, a non voltarsi dall’altra parte, a nominare le cose con il loro nome: apartheid, pulizia etnica, crimini contro l’umanità.
Chi vuole comprendere davvero cosa sta accadendo in Palestina oggi non può prescindere dalla lettura di questo documento.
👉 Leggi il rapporto
° ° °
Il documento, intitolato “Dall’economia dell’occupazione all’economia del genocidio”, rappresenta un atto di denuncia durissimo e dettagliato contro le politiche israeliane nei confronti della popolazione palestinese, in particolare a Gaza, ma anche in Cisgiordania e Gerusalemme Est.
Nel suo report, Francesca Albanese non si limita a descrivere i crimini commessi: analizza con rigore giuridico e chiarezza politica la trasformazione dell’occupazione militare in un vero e proprio sistema di annientamento, in cui le strutture economiche, civili e sociali della Palestina vengono sistematicamente distrutte o rese inservibili.
Il testo ricostruisce una traiettoria storica e legale, mostrando come l’occupazione non sia più solo una forma di controllo territoriale e politico, ma sia divenuta una macchina di devastazione, in violazione flagrante del diritto internazionale.
È un report che va letto fino in fondo, perché non si limita a denunciare i fatti, ma invita la comunità internazionale ad assumersi le proprie responsabilità, a non voltarsi dall’altra parte, a nominare le cose con il loro nome: apartheid, pulizia etnica, crimini contro l’umanità.
Chi vuole comprendere davvero cosa sta accadendo in Palestina oggi non può prescindere dalla lettura di questo documento.
👉 Leggi il rapporto
° ° °
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"Dichiarazione della Missione alle Nazioni Unite contro il mandato di Francesca Albanese come Relatrice Speciale delle Nazioni Unite"
Quello che sta accadendo è gravissimo: con un comunicato stampa, gli Stati Uniti di Donald Trump hanno chiesto ufficialmente la rimozione di Francesca Albanese dal ruolo di relatrice speciale dell’ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati.
❤️🌿🇮🇹🇵🇸
...
Quello che sta accadendo è gravissimo: con un comunicato stampa, gli Stati Uniti di Donald Trump hanno chiesto ufficialmente la rimozione di Francesca Albanese dal ruolo di relatrice speciale dell’ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati.
❤️🌿🇮🇹🇵🇸
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Repubblica Araba di Siria 🇸🇾
"Dichiarazione della Missione alle Nazioni Unite contro il mandato di Francesca Albanese come Relatrice Speciale delle Nazioni Unite" Quello che sta accadendo è gravissimo: con un comunicato stampa, gli Stati Uniti di Donald Trump hanno chiesto ufficialmente…
"Dichiarazione della Missione alle Nazioni Unite contro il mandato di Francesca Albanese come Relatrice Speciale delle Nazioni Unite"
Quello che sta accadendo è gravissimo: con un comunicato stampa, gli Stati Uniti di Donald Trump hanno chiesto ufficialmente la rimozione di Francesca Albanese dal ruolo di relatrice speciale dell’ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati.
La accusano di tutto: antisemitismo, sostegno al terrorismo, perfino “guerra economica contro l’Occidente”.
In realtà ha solo fatto il suo lavoro: ha documentato e ricordato per mesi i crimini israeliani, ha denunciato, con rigore giuridico e coscienza morale, quello che milioni di persone in tutto il mondo vedono ogni giorno, ha redatto report dettagliati sulle violazioni compiuti dal governo Netanyahu.
E per questo, oggi, gli Stati Uniti ne chiedono la testa.
Per quello che ha fatto - cioè il suo lavoro - ma anche per quello che rappresenta: una voce libera, una giurista coraggiosa, una donna che non si piega ai governi.
Difenderla significa difendere molto più di una persona. Significa difendere il diritto internazionale come strumento di giustizia e non come merce negoziabile nei giochi di potere.
Significa dire che i diritti umani valgono sempre, per tutti, anche quando tocca agli “amici” essere messi sotto accusa.
Perché se oggi può essere rimosso chi racconta la verità, domani può essere messo a tacere chiunque.
E perché se c’è un’italiana, oggi, di cui essere orgogliosi, è proprio lei: Francesca Albanese."
Qui il comunicato: https://usun.usmission.gov/u-s-mission-to-the-united-nations-statement-opposing-francesca-albaneses-mandate-as-un-special-rapporteur-2/
Totalmente d' accordo facciamo subito qualcosa, insieme per Acsecnarf Albanese
Doriana Goracci
La missiva...
Dichiarazione della Missione degli Stati Uniti alle Nazioni Unite che si oppone al mandato di Francesca Albanese come Relatrice Speciale delle Nazioni Unite
Home | | Dichiarazione della Missione degli Stati Uniti alle Nazioni Unite che si oppone al mandato di Francesca Albanese come Relatrice Speciale delle Nazioni Unite
Missione degli Stati Uniti alle Nazioni Unite
Ufficio Stampa e Diplomazia Pubblica
Per la diffusione immediata
1° luglio 2025
Dichiarazione della Missione degli Stati Uniti alle Nazioni Unite che si oppone al mandato di Francesca Albanese come Relatrice Speciale delle Nazioni Unite
Gli Stati Uniti hanno nuovamente espresso le loro gravi preoccupazioni al Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres in merito alle continue attività di Francesca Albanese, la "Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati dal 1967", e hanno nuovamente invitato il Segretario Generale a condannarne le attività e a chiederne la rimozione. Gli Stati Uniti hanno avvertito che il persistere di tale inadempienza non solo avrebbe screditato le Nazioni Unite, ma avrebbe anche richiesto azioni significative in risposta alla condotta scorretta della Sig.ra Albanese. Nelle ultime settimane, la signora Albanese ha intensificato il suo virulento antisemitismo e il suo incessante pregiudizio anti-israeliano, che dura da anni, inviando lettere minacciose a decine di entità in tutto il mondo, tra cui importanti aziende americane. Queste lettere promuovono argomentazioni legali profondamente errate a sostegno di accuse estreme e infondate secondo cui queste organizzazioni sarebbero complici di gravi violazioni dei diritti umani, apartheid e genocidio. Queste lettere costituiscono anche un'inaccettabile campagna di guerra politica ed economica contro l'economia americana e mondiale. Inoltre, le accuse della signora Albanese secondo cui Israele starebbe commettendo "genocidio" e praticando "apartheid" sono false e offensive.
Quello che sta accadendo è gravissimo: con un comunicato stampa, gli Stati Uniti di Donald Trump hanno chiesto ufficialmente la rimozione di Francesca Albanese dal ruolo di relatrice speciale dell’ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati.
La accusano di tutto: antisemitismo, sostegno al terrorismo, perfino “guerra economica contro l’Occidente”.
In realtà ha solo fatto il suo lavoro: ha documentato e ricordato per mesi i crimini israeliani, ha denunciato, con rigore giuridico e coscienza morale, quello che milioni di persone in tutto il mondo vedono ogni giorno, ha redatto report dettagliati sulle violazioni compiuti dal governo Netanyahu.
E per questo, oggi, gli Stati Uniti ne chiedono la testa.
Per quello che ha fatto - cioè il suo lavoro - ma anche per quello che rappresenta: una voce libera, una giurista coraggiosa, una donna che non si piega ai governi.
Difenderla significa difendere molto più di una persona. Significa difendere il diritto internazionale come strumento di giustizia e non come merce negoziabile nei giochi di potere.
Significa dire che i diritti umani valgono sempre, per tutti, anche quando tocca agli “amici” essere messi sotto accusa.
Perché se oggi può essere rimosso chi racconta la verità, domani può essere messo a tacere chiunque.
E perché se c’è un’italiana, oggi, di cui essere orgogliosi, è proprio lei: Francesca Albanese."
Qui il comunicato: https://usun.usmission.gov/u-s-mission-to-the-united-nations-statement-opposing-francesca-albaneses-mandate-as-un-special-rapporteur-2/
Totalmente d' accordo facciamo subito qualcosa, insieme per Acsecnarf Albanese
Doriana Goracci
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Missione degli Stati Uniti alle Nazioni Unite
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1° luglio 2025
Dichiarazione della Missione degli Stati Uniti alle Nazioni Unite che si oppone al mandato di Francesca Albanese come Relatrice Speciale delle Nazioni Unite
Gli Stati Uniti hanno nuovamente espresso le loro gravi preoccupazioni al Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres in merito alle continue attività di Francesca Albanese, la "Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati dal 1967", e hanno nuovamente invitato il Segretario Generale a condannarne le attività e a chiederne la rimozione. Gli Stati Uniti hanno avvertito che il persistere di tale inadempienza non solo avrebbe screditato le Nazioni Unite, ma avrebbe anche richiesto azioni significative in risposta alla condotta scorretta della Sig.ra Albanese. Nelle ultime settimane, la signora Albanese ha intensificato il suo virulento antisemitismo e il suo incessante pregiudizio anti-israeliano, che dura da anni, inviando lettere minacciose a decine di entità in tutto il mondo, tra cui importanti aziende americane. Queste lettere promuovono argomentazioni legali profondamente errate a sostegno di accuse estreme e infondate secondo cui queste organizzazioni sarebbero complici di gravi violazioni dei diritti umani, apartheid e genocidio. Queste lettere costituiscono anche un'inaccettabile campagna di guerra politica ed economica contro l'economia americana e mondiale. Inoltre, le accuse della signora Albanese secondo cui Israele starebbe commettendo "genocidio" e praticando "apartheid" sono false e offensive.
United States Mission to the United Nations
U.S. Mission to the United Nations Statement Opposing Francesca Albanese’s Mandate as UN Special Rapporteur
Ms. Albanese’s malignant antisemitism and support for terrorism is conduct which renders her unfit to serve as Special Rapporteur. Further, Ms. Albanese has also misrepresented her qualifications for the role claiming to be an international lawyer despite…
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Repubblica Araba di Siria 🇸🇾
"Dichiarazione della Missione alle Nazioni Unite contro il mandato di Francesca Albanese come Relatrice Speciale delle Nazioni Unite" Quello che sta accadendo è gravissimo: con un comunicato stampa, gli Stati Uniti di Donald Trump hanno chiesto ufficialmente…
Gli Stati Uniti si sono fermamente opposti al rinnovo della nomina della signora Albanese all'inizio di quest'anno, avvertendo il Segretario Generale che ciò avrebbe dimostrato un disprezzo per il codice di condotta dei Relatori Speciali e avrebbe portato ulteriore vergogna alle Nazioni Unite. Il perverso antisemitismo e il sostegno al terrorismo della Sig.ra Albanese costituiscono una condotta che la rende inadatta a ricoprire l'incarico di Relatrice Speciale. Inoltre, la Sig.ra Albanese ha travisato le sue qualifiche per il ruolo, affermando di essere un avvocato internazionale, pur non avendo mai superato l'esame di abilitazione all'esercizio della professione legale né ottenuto l'abilitazione all'esercizio della professione.
Gli Stati Uniti ribadiscono la nostra richiesta al Segretario Generale di condannare direttamente le attività della Sig.ra Albanese e di chiederne la rimozione dall'incarico di Relatrice Speciale. La mancanza di tali azioni fino ad oggi ha permesso alla Sig.ra Albanese di proseguire la sua campagna di guerra economica contro entità in tutto il mondo.
Gli Stati Uniti ribadiscono la nostra richiesta al Segretario Generale di condannare direttamente le attività della Sig.ra Albanese e di chiederne la rimozione dall'incarico di Relatrice Speciale. La mancanza di tali azioni fino ad oggi ha permesso alla Sig.ra Albanese di proseguire la sua campagna di guerra economica contro entità in tutto il mondo.
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UN ALTRO MONDO E' POSSIBILE
NON SI PUO' VIVERE DI SOLA MATERIA
Il centro commerciale Khalij Fars (“Golfo Persico”) di Yazd, nell’Iran centrale, in questi giorni del mese di Muharram.
In questo mese i musulmani sciiti di tutto il mondo ricordano il martirio del nipote del Profeta Muhammad (S), l’Imam Hosseyn, e dei suoi leali Compagni a Karbala.
L’esempio dell’Imam Hosseyn e dei suoi Compagni nel giorno di Ashura di fronte alle enormemente più numerose armate di Yazid, il capo delle forze dell’oppressione dell’epoca, rappresenta un eterno e sublime simbolo di amore, lotta, fede, pazienza, sacrificio e martirio e fonte di ispirazione per i rivoluzionari islamici e gli uomini liberi di tutte le epoche.
NON SI PUO' VIVERE DI SOLA MATERIA
Il centro commerciale Khalij Fars (“Golfo Persico”) di Yazd, nell’Iran centrale, in questi giorni del mese di Muharram.
In questo mese i musulmani sciiti di tutto il mondo ricordano il martirio del nipote del Profeta Muhammad (S), l’Imam Hosseyn, e dei suoi leali Compagni a Karbala.
L’esempio dell’Imam Hosseyn e dei suoi Compagni nel giorno di Ashura di fronte alle enormemente più numerose armate di Yazid, il capo delle forze dell’oppressione dell’epoca, rappresenta un eterno e sublime simbolo di amore, lotta, fede, pazienza, sacrificio e martirio e fonte di ispirazione per i rivoluzionari islamici e gli uomini liberi di tutte le epoche.
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Ehsan Movahedian, docente di Relazioni Internazionali all'Università Allameh Tabataba’i di Teheran ed esperto di Caucaso, in un'intervista con "Eqtesad 120":
“La sicurezza dell'Iran è stata messa a repentaglio dalla Repubblica dell'Azerbaigian, e i droni israeliani sono arrivati da quel Paese a Rasht e Teheran. Noi stessi dobbiamo andare a stabilire la sicurezza in quelle zone.
Israele ci sta spiando e attaccando a 8 chilometri dal nostro confine con l'Azerbaigian. Dobbiamo colpire questi centri con i missili. Quando veniamo attaccati dai droni che partono dalla Repubblica dell'Azerbaigian, dobbiamo colpire anche i loro centri economici legati a Israele in quel Paese”.
“La sicurezza dell'Iran è stata messa a repentaglio dalla Repubblica dell'Azerbaigian, e i droni israeliani sono arrivati da quel Paese a Rasht e Teheran. Noi stessi dobbiamo andare a stabilire la sicurezza in quelle zone.
Israele ci sta spiando e attaccando a 8 chilometri dal nostro confine con l'Azerbaigian. Dobbiamo colpire questi centri con i missili. Quando veniamo attaccati dai droni che partono dalla Repubblica dell'Azerbaigian, dobbiamo colpire anche i loro centri economici legati a Israele in quel Paese”.
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