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Porteranno acqua ai loro mulini, e saranno gli stessi della cattiva politica e dei potentati che fingevano di criticare. Come riconoscerli?

- Girano sempre intorno agli argomenti senza mai affrontarli

- Difficilmente presentano fatti e documenti a sostegno di quanto affermano

- Non sono criticati dall'altro lato e - a conti fatti - non disturbano mai nessuno. Non la politica, di cui non parlano mai, non l'UE e nemmeno determinate consorterie.

- Non chiamano le cose con il loro nome ma si limitano a disegnare massimi sistemi e scenari apocalittici, in tal modo mettendo in cattiva luce l'intera categoria dell'informazione indipendente

- Fanno i fact-checker a cottimo e tentano di convincervi che i fatti siano "fake news", e che determinate voci scomode siano dedite alla "falsificazione"

- Coltivano il culto del capo alternativo,che è "grande", il "migliore", l'unico sulla piazza. Quasi un profeta pagano

- Hanno l'intervistite compulsiva: non si prendono mai la responsabilità del loro lavoro, anzi non fanno lavoro autonomo. Ogni giorno fanno dire tutto al fiume di intervistati di turno, che in alcuni casi coincide con i loro donatori (meglio dire finanziatori).

-Sono osannati da commenti entusiastici poco spontanei e molto studiati (leggi "costruiti")

- Fanno esclusivo affidamento al loro circolo ristretto, bannando e censurando ogni voce autonoma, comprese quelle si pongono con gentilezza e che danno loro ragione

- Vi dicono di starvene buoni buoni e di non manifestare, ma di aspettare il loro segnale prima di fare qualunque cosa

- Si spendono in fiumi di convegno in tutta Italia grazie al gettone di presenza delle masso-mafie e (ovviamente)...

- Non passa secondo che non vi chiedano soldi con i sottotitoli in bella vista nei loro programmi o per mezzo pulsanti Pay Pal piazzati ovunque. Come se la verità non si potesse dire anche gratis.

Queste persone sono poi le stesse che ci accusano di voler "fare la grana" con un sito che genera introiti per mantenere null'altro che se stesso, ma a noi e alla nostra indipendenza va già bene così. Le critiche sono medaglie, le risorse reali la testimonianza di un percorso coerente che ci ha fatto rifiutare anche determinate opportunità che ci avrebbero cambiato.


Questo per dire - riassumendo e concludendo - che la fiducia è un qualcosa di prezioso, e bisogna pensare bene a chi e a cosa si decide di accordarla.

Bisogna svegliarsi e diventare autonomi, mettendosi i in gioco in prima persona. Non c'è bisogno di leader né di profeti a cui credere ciecamente, nessuno ha bisogno di essere guidato come la pecora col pastore.

Impariamo a dubitare, perché il dubbio è la fonte da cui poi sgorga la certezza, e l'unica cosa in grado di fornirci - a chiarezza fatta - un'alternativa.

Nessuno ha la verità in tasca, ma tutti possono contribuire al suo raggiungimento, sperando che prima o poi l'interesse collettivo, la Vita e la salute di tutti diventino più importanti dei tornaconti personali.
Forwarded from Zaira Bartucca
📲 Prisma, l'algoritmo per trovare i non vaccinati già utilizzato dalle Regioni Sicilia e Campania, è in linea con la normativa vigente in fatto di Privacy?

L'Autorità di settore di recente ha bloccato le app IO e Mitiga, ed espresso forti riserve sul Covid Pass. Come si colloca in questo contesto Net Medica Italia, la società che gestisce il software che negli scorsi giorni è stato presentato a Figliuolo e a Speranza?

Ce lo siamo domandati in un'inchiesta a quattro mani pubblicata da Recnews.it
📚 Scuola, Esami di Stato ai nastri di partenza, le nozioni per orientarsi tra le prove
https://bit.ly/3wpqjDM
Conte e Draghi avevano promesso che nessuno sarebbe stato lasciato solo nell'anno della cosiddetta pandemia. I ristori e i sostegni avrebbero dovuto aiutare gli italiani ridotti allo stremo dalle chiusure a non rimanere indietro.

I dati pubblicati oggi dall'Istat raccontano una realtà diametralmente diversa. Tra promesse e misure inefficaci, i poveri assoluti nel 2020 sono stati più di 5 milioni e mezzo.

https://bit.ly/3xq2fAP
Green Pass, il Dpcm firmato da Draghi al microscopio
https://bit.ly/35BMqer
Si accetta il rischio di reazioni avverse anche gravi per un virus che si può tranquillamente curare.

Non lo dicono solo i medici considerati complottisti.

Lo ammette il ministero della Salute nelle liberatorie che ogni giorno vengono lette (evidentemente non comprese) da migliaia di persone.
https://bit.ly/35Tmawj
Mascherine al chiuso e all'aperto, tra mezze verità ed escamotage per estendere il Green Pass (e quindi i vaccini)
https://bit.ly/2U78sDc
Controllo, il ministero di Colao accelera sul Fascicolo sanitario elettronico
https://bit.ly/3jqyBrr
Caso Gilardi, a giorni l'udienza per i sette accusati di circonvenzione di incapace. È solo una parte della vicenda sommersa che riguarda il 90enne di Airuno.

Se mainstream e politica sono tutti protesi verso il ritorno a casa dell'anziano, questa storia multiforme parla di un'abitazione occupata da terzi, di sfruttamento e di terreni espropriati dal Comune. Eppure si parla solo di "donazioni".

Gilardi da molti era considerato un limone da spremere. Senz'altro generoso, a qualcuno fa comunque comodo forzare l'idea dello "stile di vita francescano" con tutto per tutti e niente per se stessi.

https://bit.ly/3dZ9TLl
Forwarded from Zaira Bartucca
🎧 dal minuto 5 🖐️

«A chi giova il coronavirus? Chi ci guadagna? Ce lo siamo domandati allertati da una serie di stranezze. Abbiamo individuato dei settori specifici che in Italia possono trarre vantaggio dal far passare l'idea di una situazione di emergenza.
Il 5 marzo il National Center for Information Technology ha pubblicato uno studio firmato da 9 medici che dice che i tamponi nell'80,33% dei casi fanno registrare dei falsi positivi, cioè degli errori che portano a una diagnosi di coronavirus quando in realtà non c'è. Quello che stupisce è che tutti continuano a fare allarmismo ma nessuno si preoccupa di menzionare uno studio che da solo potrebbe ridimensionare le proporzioni di questa presunta pandemia».

Era SOLO il 12 marzo del 2020, quasi un anno e mezzo fa.

Parlavo così nel corso della trasmissione Potere al Popolo, certa, già allora, che l'emergenza proclamata (ma non conclamata) fosse un pretesto per fare dell'altro.

Mentre il (finto) anti-mainstream faceva le "radiografie" al virus, Rec News smontava - assieme a qualche collega isolato più centrato sulla politica internazionale - tutta la narrazione di sistema.

Dalle oltre 400 analisi documentate, articoli di cronaca e opinioni pubblicati sull'argomento dal 28 gennaio del 2020 ad oggi, hanno attinto a piene mani siti che si rifiutano di citare il lavoro degli altri ma molto bravi a fare la questua, professionisti e molti cittadini che hanno avuto modo di difendersi grazie alla sola conoscenza.

Nel corso di quell'intervista suggerivo la pubblicazione di dati suddivisi regione per regione, cosa che è avvenuta poco dopo e che ha permesso la vitale distinzione tra morti per il coronavirus e morti con il coronavirus. Anche se Borrelli per comodità li buttava tutti nello stesso calderone.

Questo per rispondere a chi mi chiede via mail spiegazioni sul perché Rec News non parli "come prima" di coronavirus. Lo spiego qui nel caso in cui il quesito sia passato di mente anche ad altri.

Abbiamo scritto tanto sulla illogicità delle misure imposte in questi mesi e sulla loro incostituzionalità. Abbiamo parlato - derisi dagli increduli che oggi piangono qualche familiare vittima del "vaccino" - anche per mezzo di interviste esclusive.

Abbiamo presentato documenti, studi, fiumi di dati e detto, anche questa volta, che "il re è nudo". Abbiamo parlato delle forme di controllo che gli italiani hanno subìto spesso inconsapevolmente.

Abbiamo scritto di tutte le cure anti-covid di cui siamo venuti a conoscenza, a partire dalla lista di 30 farmaci generici messa a disposizione dall'epidemiologo russo Gennady Oniscenko a inizio "pandemia".

Ovviamente non abbiamo finito ma, a causa del lavorío sotterraneo di molti gatekeepers, in noi si sta facendo strada l'idea che continuare a parlare del virus possa equivalere in qualche modo a tenerlo in vita nella coscienza collettiva. La gente e i lettori, invece, hanno bisogno di tornare con serenità alle loro occupazioni e ai loro svaghi estivi. In altre parole, di dimenticare il trauma psicologico e il terrorismo mediatico, e di guarire dai loro effetti. La cosa più importante è il ritorno alla normalità, quella che non piace ai vari profeti di sventura che si agitano da un lato e dall'altro.

Lo stato di emergenza sta per finire (salvo rinnovi di stampo dittatoriale), ma a cessare deve essere anche il sentimento dell'emergenza. Tolto il secondo, sarà più facile far crollare il primo.
https://bit.ly/3ecJ3iV
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