Umanità e Ragione
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UMANITÀ E RAGIONE è l'associazione nata dall'esperienza referendaria, che si pone l'obiettivo di riaffermare la preminente rilevanza della "dignità" dell'essere umano e dei diritti fondamentali dell'uomo.
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L'associazione UMANITÀ e RAGIONE si associa alla diffida di ContiamoCi in relazione all'ottemperanza dell'obbligo vaccinale per la categoria dei medici.

L'illegittimità dell' "interpretazione" ministeriale è evidente, non tanto e non solo perché viola le norme generali in vigore sulle tempistiche dell'obbligo vaccinale in riferimento alla categoria dei guariti, ma perché aggravia ulteriormente un abuso che va respinto con forza in radice, che è quello dell'imposizione di un trattamento sanitario legato al ricatto della perdita del lavoro, della retribuzione e con essi della dignità umana!
La circostanza che per la categoria dei medici si decida addirittura di ignorare lo status di guarito e si scelga di mettere a repentaglio la loro salute imponendo, di fatto, il vaccino in una situazione di rischio per la loro incolumità, è un abuso nell'abuso, una discriminazione nella discriminazione, l'ennesimo tassello di un complesso di disposizioni indegne di un Paese civile che, ci auguriamo, non resterà impunito.
"Diario della discriminazione" - Giorno 28 - Anonimo

23.02.2022

Mi fa male il naso, soffro di sinusite, non riesco a fare più di 1 tampone a settimana per lavorare. Lavoro 3 giorni con il rischio della sanzione al terzo giorno se mi distraggo sull'orario di entrata, anche di pochi minuti, cosa che mi è successa una volta e per la quale sono in attesa di pagare le conseguenze, come una criminale. Sospendo una settimana i tamponi perché ho muco e sangue. Nel frattempo, la collega con cui lavoro a più stretto contatto fa un tampone dopo un anno perché non sta bene ed il marito è positivo, il giorno dopo positiva anche lei. Faccio un tampone a casa per sicurezza (ecco mi sono giocata i giorni di lavoro e lo devo fare lo stesso), come pensavo, negativa, sono passate troppe ore. C'è chi ha il pass per contagiare e chi si salva perché si è dovuto privare del lavoro stando a casa.
Tutto questo fa male anche al cuore.
♥️

Anonimo

17 Febbraio 2022

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https://umanitaeragione.eu/diario-della-discriminazione/
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#umanitàeragione #diariodelladiscriminazione #ionondiscrimino #nogreenpass #italycallsforhelp #rescueitaly
L'AVVOCATO OLGA MILANESE A "CONTROCORRENTE". "Nessun Paese civile e democratico ha mai pensato di togliere il lavoro e il sostentamento, a fronte del ricatto di un trattamento sanitario. Questa è una cosa indegna di un Paese civile ed è successa solo in Italia!" 👇
https://twitter.com/Controcorrentv/status/1496588708648214537
ALLARMANTE LA NOTIZIA DELLA CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO SUPREMO DI DIFESA DA PARTE DEL PRESIDENTE MATTARELLA.
GRIDIAMO IL NOSTRO NO AD UNA NUOVA TERRIBILE EMERGENZA E ALLA DICHIARAZIONE DELLO STATO DI GUERRA

Umanità e Ragione, a seguito degli ultimi avvenimenti, chiede al Parlamento italiano, cui spetta pronunciarsi al riguardo, di decidere per una posizione neutrale dell'Italia, preferendo la via diplomatica alla guerra, seguendo quanto sancito dalla nostra Costituzione:

Articolo 11
L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
ALLARMANTE LA NOTIZIA DELLA CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO SUPREMO DI DIFESA DA PARTE DEL PRESIDENTE MATTARELLA.
GRIDIAMO IL NOSTRO NO AD UNA NUOVA TERRIBILE EMERGENZA E ALLA DICHIARAZIONE DELLO STATO DI GUERRA

Umanità e Ragione, a seguito degli ultimi avvenimenti, chiede al Parlamento italiano, cui spetta pronunciarsi al riguardo, di decidere per una posizione neutrale dell'Italia, preferendo la via diplomatica alla guerra, seguendo quanto sancito dalla nostra Costituzione:

Articolo 11
L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

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"Il ramo di ulivo simboleggia la volontà di pace della nazione, sia nel senso della concordia interna che della fratellanza internazionale."
"Diario della discriminazione" - Giorno 29 - Anonimo

24.02.2022

Tra una battuta e l'altra, stavo cenando con degli amici in un piccolo ristorante. L'atmosfera era di serenità e allegria. A metà serata entrano 8 agenti delle "forze del disordine" per controllare il possesso del marchio dell'obbedienza.
L'atmosfera diventa pesante, e vedo il disagio sui volti delle persone, anche di chi ha il marchio.
Mi si chiude lo stomaco e inizio ad avere il batticuore e decido di mostrare esteriormente una maschera di tranquillità, sforzandomi a buttare giù bocconi che non volevano andar giù. Vivere queste situazioni è molto diverso dal sentirle raccontare, pensai.
Nonostante la disapprovazione delle persone nel locale, inizio a vedere persone che vengono multate e definiti trasgressori in quanto colpevoli di consumare un pasto senza marchio.
Si avvicinano al mio tavolo e ho una strana percezione. Percepisco che uno di loro non volesse veramente fare questi controlli, ma che fosse a sua volta obbligato e controllato.
La mia amica viene multata, io no, forse si sono scordati di me. Ma io non scorderò la discriminazione.
Dopo vari minuti, la cameriera torna al nostro tavolo dicendo che devono chiudere il locale per 5 giorni, aveva gli occhi tristi quasi a voler trattenere le lacrime, eppure luminosi.
Gli occhi di un'umanità ferita.

Anonimo

15 Febbraio 2022

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"Diario della discriminazione" - Giorno 30 - Ezio

25.02.2022

Mi unisco ai tanti portando solo una delle mie varie esperienze subite:
oggi ho preso parte ad un colloquio di lavoro, dopo le prime formalità, mi arriva a bruciapelo la domanda "lei è vaccinato?" Faccio notare gentilmente che sono domande non pertinenti ma personali, al che persiste "ha insomma il Green Pass?" Sorrido, mi presto al gioco vista la situazione, "ho il Green Pass da guarigione", mi risponde "sa che vale sei mesi? Dal 31 Giugno poi se sprovvisto non potrà entrare al lavoro, io ho tre dosi da vaccino ma sono poi guarita".
Vorrei poter rispondere facendo presente l'assurdità della sua affermazione, ma resto al di fuori da ogni polemica vista la situazione.
Insiste con "lei è un No Vax?" A questo punto è chiara la dinamica
"No, rispondo, non mi piacciono l'etichette, ho letto i decreti, i moduli di consenso per lo scarico di responsabilità, i bugiardini dei farmaci sperimentali, mi sono informato da più parti ed ho ragionato".
Gentilissimi, hanno portato a termine il colloquio, ma non mi faccio illusioni, non mi sento neanche tanto offeso ritengo che si agisca secondo coscienza, ai più si sta accendendo la "lampadina" cominciano ad unire i punti, si sta svegliando una certa consapevolezza che qualcosa non torna.
Si dice che la storia insegni, spero che non si debbano tirare le somme come settant'anni fa, allora era etnico-razziale, oggi finanziario-sociale.
I "potenti" hanno anche loro una data di scadenza che tutto livella.

Ezio

18 Febbraio 2022

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L'avvocato Olga Milanese:
"Nessuno Stato civile e democratico ha mai pensato di togliere ai lavoratori lo stipendio e la possibilità di sostentamento a fronte del ricatto di un trattamento sanitario. È una cosa indegna di un Paese civile.
Le regole che proibiscono a degli esseri umani di usare mezzi pubblici, di entrare nei locali o negli uffici pubblici sono regole degne di un regime fascista."
"Diario della discriminazione" - Giorno 31 - Anonimo

26.02.2022

La mia storia, al pari di altre, è una triste testimonianza dell'abisso in cui stiamo vivendo. Nel mese di gennaio 2022 ho vissuto un calvario insieme alla mia mamma, non vaccinata, che ha contratto il covid nei primi giorni del mese. All'inizio l'ho curata con i protocolli di medicina domiciliare, purtroppo però sono subentrate delle complicazioni che non potevo gestire da sola a casa per cui, mio malgrado, ho dovuto chiamare il 118. Non dimenticherò quella notte ed i 22 giorni successivi in cui ho lottato con tutte le mie forze contro discriminazione, pregiudizi, odio, e malasanità.

Già dalla chiamata al 118 mi è stato chiesto se mia mamma fosse vaccinata con immediato cambio di tono ed atteggiamento alla mia risposta negativa. La situazione si è riproposta all'arrivo dell'ambulanza ed addirittura è stato chiesto anche a me, che ero in perfetta salute, se fossi vaccinata quando ho fatto presente che lo stato vaccinale non deve e non può essere causa di discriminazione. L'atteggiamento scostante ed arrogante è stato perpetrato anche in seguito in ospedale, dove i medici si lamentavano per il fatto che chiedessi di praticare la terapia del plasma iperimmune, potendolo donare io, perché "cosa pretendevo se la paziente aveva 83 anni" e poi la terapia non rientra nel protocollo di cura ufficiale.

Nonostante preghiere, insistenze, mail e pec alla direzione sanitaria la terapia non è stata fatta. In compenso non avendo messo le spondine al letto mia mamma è caduta dal letto mentre era in terapia intensiva fratturandosi il femore, aggiungendo così altre complicazioni. Dopo varie minacce ottengo il trasferimento all'ospedale di Brindisi dove l'inferno è peggiorato. Il primo colloquio telefonico con quello che presumo fosse il primario, non si è qualificato né ha dichiarato il suo nome, è stato agghiacciante nella sostanza, nel tono di voce e nei modi. Mi ha detto: "non ci sono cure, non esiste il plasma iperimmune, esistono solo i vaccini. La situazione è bruttissima e se dovesse peggiorare la intuberemo e se la intuberemo non uscirà da qui."

Non mi è mai stato permesso di vederla, ho dovuto chiedere per ottenere che facessero due videochiamate di pochi secondi ciascuna.
Le comunicazioni con i medici sprezzanti ed arroganti riferivano quasi con fastidio che mia mamma, nonostante la gravità della situazione fosse sempre vigile. Infine l'hanno intubata senza avvisarmi e dopo 24 ore mia mamma se n'è andata.

Il cuore ha ceduto in uno stato di "abbandono semi assistito”, lontana dagli affetti, circondata da persone che la giudicavano e mal la tolleravano.

Anonimo

18 Febbraio 2022

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"Diario della discriminazione" - Giorno 32 - Margherita

27.02.2022

Da mesi vivo, come molti, il tunnel infinito della vessazione, della discriminazione, dell'umiliazione (uno degli ultimi episodi? Non poter accedere al bagno di un bar per cambiare il pannolino di mia figlia). Riflettendoci, ciò che più mi lascia attonita, che più mi sgomenta, non sono gli atti discriminatori in sé, ma l'atteggiamento di coloro che "hanno fatto il proprio dovere nei confronti della società" verso chi invece - disgraziato sovversivo - quel dovere proprio non vuole accollarselo.

E questo atteggiamento ha un nome: MORALISMO.

Ciò che più mi colpisce (come un pugno in faccia) è il giudizio implacabile negli sguardi, nei gesti, nel tabù ostinato a non affrontare certi argomenti con me - non vaccinata - per vergogna, perché proprio non si capacitano del mio "capriccio". Secondo il pensiero dominante, io non ho il diritto di sentirmi discriminata, tanto meno di spiattellare a gran voce la mia rivendicazione alla libertà, il mio sottolineare la violenza disumana con cui ci si accanisce contro una minoranza, la mia ferma presa di posizione contro la scansione di un qr code che apra le porte ai tuoi diritti.
Non ho diritto a fare questo perché io ho avuto e ho tutt'ora una scelta. Sono vittima della mia stessa scelta: avrei potuto scegliere diversamente, del resto.

E qui cala il sipario. La mia fiducia nell'Umanità, nella Coesione, nell'Amore cristiano, nella Logica. Tutto. Mi chiedo davvero se esistono parole adeguate, corrette, ponderate e veritiere per descrivere tutto questo. Ad ora non le trovo, si spezzano in gola, vanno in frantumi.
Lavoro in un contesto in cui trattiamo quotidianamente - con ragazzi in servizio civile in Italia e in missioni estere - argomenti quali: violenza strutturale, violazione dei diritti umani, rimozione delle cause che creano ingiustizia sociale, nel tentativo di sensibilizzare i giovani a dotarsi di uno sguardo aperto alla vita e al mondo, con un'attenzione particolare all'umanità ferita e oppressa. Da quando è iniziata l'oppressione da parte del potere italiano, non ho mai sentito spendere una parola (o un abbozzo di pensiero) nei confronti della popolazione italiana che non si è piegata ai voleri imposti dall'alto. Inizio a capire che proprio qui sta il problema: l'obiezione di coscienza, la disobbedienza civile di cui tanto ci riempiamo la bocca non può essere accettata, perché destabilizza un ordine prestabilito e la disperata necessità di tornare a una parvenza di vita.

A pensarci bene, quasi provo compassione per loro (nel senso etimologico del termine).

Margherita, 32 anni, ancora innamorata della Vita.

18 Febbraio 2022

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"Diario della discriminazione" - Giorno 33 - Daniela

28.02.2022

Ringrazio Alfonsina per avermi fatto conoscere questa iniziativa.
Come lei sono un’insegnante “sospesa”; sospesa ai sensi di un decreto che parla di
“obbligo vaccinale previsto per la prevenzione dell'infezione da “SARS-CoV-2”,
anche se sembra ormai appurato che quei sieri, denominati impropriamente “vaccini”, non sono in grado di prevenire l’infezione da SARS-CoV-2 !
Non voglio dilungarmi su quanto mi sia ostico comprendere i criteri con cui sono state individuate le categorie di cittadini soggette all’obbligo e neppure sul fatto che per farsi inoculare il siero - cui si è obbligati se insegnanti, pena la sospensione dal lavoro e, se ultracinquantenni, anche multati - si deve firmare quel consenso informato che tutela lo Stato, i medici inoculatori e le case farmaceutiche, ma non gli inoculati, anche se ricordo che il consenso informato era nato proprio per garantire la libera scelta delle persone in merito alle cure cui sottoporsi, e che il Codice di Norimberga, il Codice penale, la Costituzione parrebbero garantire l’inviolabilità del proprio corpo, la sovranità sul proprio corpo, e sancire la libertà di scelta delle cure e il rispetto della persona e della dignità umana.
Ho 61 anni e molto lavoro alle spalle, fatto con la dedizione e l’impegno che il senso di responsabilità nei confronti dei giovani impone. Insegno Lettere nella Secondaria di primo grado e nella mia formazione c’è l’idea che “Una testa ben fatta” deve saper – tra l’altro - riflettere, interrogarsi e interrogare il mondo, deve saper rilevare le contraddizioni e le fallacie del ragionamento e l’uso improprio della lingua; ho sempre dedicato tempo all’Educazione civica e alla riflessione sui diritti e mi soffermo sempre, con i miei alunni, sulla Magna Charta e sull’Habeas corpus, non solo nel Giorno della Memoria.
Ho sempre avuto a cuore la legalità, il rispetto della Costituzione e degli altri, ho sempre tenuto in massimo conto i valori etici e ora mi turba assai assistere a un tale vortice di detti e contraddetti, di repentini mutamenti di regole che sfidano qualsiasi buon senso e si susseguono, insieme al proliferare di decreti, a un ritmo insostenibile; mai avrei immaginato che si potesse vanificare qualsiasi logica, ostentare disprezzo e irrisione della verità, fare spudorato uso della menzogna come mi pare stia accadendo adesso.
Così approfitto di questo spazio, dedicato alla Memoria, per elencare solo alcune delle cose che oggi mi fanno male:
· la lontananza coatta dai miei alunni e il danno che può procurar loro la negazione della continuità didattica
· il divieto di lavorare, con la conseguente mancata retribuzione necessaria a vivere
· l’isolamento sociale; quelle restrizioni che mi paiono insensate (per esempio non aver accesso all’ufficio postale, ecc)
ma soprattutto mi fa male
· sentire un membro del Governo dire, in un talk show, che “Chi non si vaccina e non rispetta la legge è pericoloso, punto! “ (forse sarebbe bene ricordare che talvolta vengono deliberate leggi ingiuste (storia docet), che le leggi devono essere conformi alla Costituzione; che al di sopra della legge stanno la Giustizia e la Coscienza.)
· sentire un ministro dire che chi non si vaccina deve soffrire (e chi si fida di un ministro che pronuncia tali parole?)
· e un medico asserire che i non vaccinati devono stare chiusi in casa “come sorci” ( e chi affiderebbe la propria salute a un medico così?)
· essere sottoposti a un’informazione monotona e ossessiva, – si direbbe propagandistica e non imparziale, spesso incoerente – dove, tra l’altro, si denotano impropriamente “immunizzati” coloro che...

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"Diario della discriminazione" - Giorno 34 - Giuliana

01.03.2022

Sono Giuliana, 55 anni, sospesa dal lavoro per non aver obbedito, anzi assente ingiustificata, si, perché anche nelle definizioni sono molto prudenti...in fin dei conti se non vai al lavoro, è una tua scelta, hai lavorato per tanti anni affrontando mille sacrifici e perché ora non lo fai? Per un capriccio? Allora meriti di morire di fame, si, così mi ha risposto il mio medico quando le ho chiesto spiegazioni...aggiungendo anche che se non ascoltavo i suoi consigli avrei fatto bene a trovarmi un altro medico perché lei non era più disposta a curarmi...me li chiama consigli... è tutto assurdo, ma nonostante tutto, io mi sento serena e attendo...perché sono sicura che nella tempesta rimarranno i cattivi di tutta questa storia...le persone come me, che saranno rimaste fedeli a loro stesse, potranno dire un giorno: " Avevamo ragione!!!"

Giuliana

23 Febbraio 2022

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"Diario della discriminazione" - Giorno 35 - Elsa

02.03.2022

Sono una ragazza aquilana.
Nel 2009, a 26 anni, pensavo di aver vissuto un’irripetibile mortificazione della mia dignità di persona quando, poche ore dopo la scossa di terremoto che ha distrutto la mia città, mi sono ritrovata a pescare tra gli abiti usati messici a disposizione dalla Croce Rossa, per poterci coprire e vestire…
Ricordo nitidamente le lacrime di umiliazione mentre selezionavo la maglietta meno logora o più decente e cosi via. Fu come pescare dentro un cassonetto. Piansi di amor proprio, oltre che paura e disperazione per il trauma subito e non me lo scorderò mai. Quella volta promisi a me stessa che da quel giorno in poi se avessi donato qualunque mia cosa usata, alla Caritas o a chi di dovere, lo avrei fatto con tutti i riguardi e le attenzioni per i destinatari di tale gesto, esseri umani sfortunati ma sempre meritevoli del mio rispetto.

A distanza di 13 anni ho rivissuto quella sensazione dolorosissima di privazione della dignità umana a causa del green pass. Nello specifico, l’ho provata recentemente, dopo l’epifania, quando è entrata in vigore la stretta ancora più discriminatoria dello strumento, con l’impossibilità di accesso, senza, anche ai negozi e agli uffici postali.

Fin da settembre 2021 io ho avuto un cartaceo per l’esenzione dal vaccino, a causa del mio problema di salute, ma non ho mai usato, nemmeno una volta, quel foglio. La mia vita era diventata molto semplice ed intima fin dai primi lockdown e continua ad esserlo anche ora, senza troppi problemi. Sono di quell’ultima generazione che ancora si divertiva semplicemente incontrando i compagni in piazza, stando seduti su un muretto a parlare e scherzare senza bisogno dell’aperitivo, a darsi un appuntamento in un posto a voce e ad arrivare alla spicciolata senza telefonare o avvisare…Sono di quella generazione
degli anni 80 che ancora leggeva i libri, faceva i puzzle, il panino con la marmellata a merenda, le candele quando andava via la luce, il telefono a gettoni e le passeggiate in montagna. Poca roba per me togliermi il ristorante o il bar. Sono stata subito contro questo “biglietto di ingresso” per ogni dove, per vivere, per essere felici.
Ma da gennaio le cose appunto sono cambiate e andando in posta, per la prima volta, ho dovuto esibirlo.
Solo che il sistema non aveva previsto gli esenti, il cartaceo.
E quindi prima sono rimasta bloccata all’ingresso, subendo immediatamente parole di odio dei presenti in fila che,
con pregiudizio e ignari, subito sono si sono esacerbati, al vetriolo, credendo che fossi lí per infrangere le regole e fare l’esaltata; poi ho dovuto ricorrere ad un impiegato che non si è curato di essere discreto sulla mia condizione informando in un nano secondo tutti i presenti in posta che la “ragazza ha un problema di salute, ha il cartaceo” e per questo ho provato vergogna, come fossi stata nuda davanti a tutti. In ultimo e nonostante il mio rammarico fosse già ad alti livelli, quando è stato il mio turno allo sportello, per ogni operazione che avrei dovuto fare (tre) il sistema per procedere chiedeva di bippare il qrcode del GP che ovviamente io non avevo e per aggirare il problema ci sono volute due ore in posta totali per qualcosa che di solito mi prendeva 20 minuti. Mi sono sentita umiliata come 13 anni fa, mortificata nella mia intelligenza e integrità di persona dall’assurdità di tutto q...

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"Diario della discriminazione" - Giorno 36 - Mariapaola

03.03.2022

Questa sera alle 21 ho finito l'ultimo servizio di oggi, un ragazzo disabile positivo.
Il mio ultimo servizio.
Da domani io sono un "soggetto fragile" e pertanto se non mi sottopongo all'obbligata "protezione" non mi è più concesso lavorare.
La mia colpa è quella di avere più di cinquant'anni (come se non fosse già di per sé una gran seccatura), la mia colpa è quella che sempre in tutta la mia vita ho difeso la libera scelta.
Non ero fragile quando, a inizio pandemia, con una mascherina chirurgica igienizzata che durava 5 giorni mi prendevo cura degli altri senza aver cura di me.
Non lo ero fino a quando a giugno di quell'anno sono finita al Pronto con una pleurite bilaterale e il covid non mi aveva sfiorata.
Non ero fragile quando a Novembre stava arrivando la "seconda ondata" e ho deciso che volevo tornare al lavoro perché le forze stavano tornando e io volevo esserci. Non ero fragile nonostante tutti i miei addominali fossero stati recisi in una laparotomia forse non necessaria, se non ci fosse stata una diagnosi sbagliata da parte di "illustri" medici. Ho ringraziato la Vita e ho pensato che potevo essere d'aiuto a chi veramente fragile è, sono passati i mesi e io ho continuato sulla mia strada ascoltando il mio corpo che non aveva bisogno di "aiuti esterni".
A inizio estate ho pensato che la libertà ha una coscienza e (purtroppo) un prezzo e ho cominciato liberamente a testarmi, perché Proteggere è sacro quanto proteggersi.
A metà Ottobre, quella che era stata una mia scelta è diventata un'imposizione di qualcuno a cui Proteggere importa ben poco ma io non ero fragile, ero pronta, disponibile e ingenuamente speranzosa che pagare un dazio (per me piuttosto alto) sarebbe bastato per continuare ad avere una "libera scelta" anche se tanto libera non era, e poter continuare a lavorare. È bastato fino ad oggi, domani non basta più, domani (quando tutto sta finendo) io non posso più lavorare perché sono nata troppi anni fa e pertanto sono fragile.
In realtà la mia colpa è essere consensualmente e informatamente libera (nell'assoluto rispetto di tutti)

Mariapaola

01 Marzo 2022

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