Lo spazio del dialogo
Lo spazio del dialogo. L’uomo in rivolta, cioè l’uomo che dice di no. E quel no è all’origine del dissenso e dello spirito critico necessario per poter vivere in una società civile, considerando la libertà un valore così come la giustizia sociale. Viviamo nell’epoca del sì. E si vede. Sì al genocidio, sì alla distruzione del mondo, sì alla guerra come sentimento, sì all’ingiustizia sociale, sì alla schiavitù, sì al potere e alle sue narrazioni tossiche. Per questo ci servono persone che sappiano dire di no.
https://www.remocontro.it/2026/06/28/lo-spazio-del-dialogo/
Lo spazio del dialogo. L’uomo in rivolta, cioè l’uomo che dice di no. E quel no è all’origine del dissenso e dello spirito critico necessario per poter vivere in una società civile, considerando la libertà un valore così come la giustizia sociale. Viviamo nell’epoca del sì. E si vede. Sì al genocidio, sì alla distruzione del mondo, sì alla guerra come sentimento, sì all’ingiustizia sociale, sì alla schiavitù, sì al potere e alle sue narrazioni tossiche. Per questo ci servono persone che sappiano dire di no.
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250 anni fa l’America difficile già prima dell’immigrato Trump
250 anni fa l’America difficile prima dell’immigrato Trump. Nella storia di una nazione le ricorrenze ufficiali sono elementi importanti per scandire il calendario civile. Con il passare del tempo tutte le celebrazioni però tendono sempre a cambiare: o si svuotano del loro significato, o sono stravolte del tutto, ma in generale tendono a omettere numerosi particolari sul reale andamento dei fatti.
https://www.remocontro.it/2026/06/28/250-anni-fa-lamerica-difficile-gia-prima-dellimmigrato-trump/
250 anni fa l’America difficile prima dell’immigrato Trump. Nella storia di una nazione le ricorrenze ufficiali sono elementi importanti per scandire il calendario civile. Con il passare del tempo tutte le celebrazioni però tendono sempre a cambiare: o si svuotano del loro significato, o sono stravolte del tutto, ma in generale tendono a omettere numerosi particolari sul reale andamento dei fatti.
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Danubio 6. Con Gaio Scribonio Curione alla fine del viaggio
RACCONTINI - Danubio 6. Con Gaio Scribonio Curione alla fine del viaggio.
https://www.remocontro.it/2026/06/28/raccontini-danubio-6-con-gaio-scribonio-curione-alla-fine-del-viaggio/
RACCONTINI - Danubio 6. Con Gaio Scribonio Curione alla fine del viaggio.
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Negli USA il peggior passo indietro sulla laicità dello Stato
Negli Stati Uniti il peggior passo indietro sulla laicità dello Stato. Il peggio del Trumpismo solo attraverso il clamore della isterica politica extra a colpi di dazi e guerre nel mondo, ma col sostegno formale e forzature legislative al peggio dell’integralismo settario e spesso razzista della società americana più chiusa.La commissione per la libertà religiosa, creata da Donald Trump a maggio dell'anno scorso, ha pubblicato un rapporto di oltre 220 pagine in cui si sostiene che la separazione tra Stato e Chiesa è un "errore giuridico".
https://www.remocontro.it/2026/06/29/negli-usa-il-peggior-passo-indietro-sulla-laicita-dello-stato/
Negli Stati Uniti il peggior passo indietro sulla laicità dello Stato. Il peggio del Trumpismo solo attraverso il clamore della isterica politica extra a colpi di dazi e guerre nel mondo, ma col sostegno formale e forzature legislative al peggio dell’integralismo settario e spesso razzista della società americana più chiusa.La commissione per la libertà religiosa, creata da Donald Trump a maggio dell'anno scorso, ha pubblicato un rapporto di oltre 220 pagine in cui si sostiene che la separazione tra Stato e Chiesa è un "errore giuridico".
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Accordo Usa-Iran, Ucraina e Trump: cosa pensano gli italiani
Accordo Usa-Iran, Ucraina e Trump: cosa pensano gli italiani. «Gli Stati Uniti sono ancora un alleato affidabile per l’Italia e per l’Europa? L’accordo raggiunto tra Washington e Teheran rappresenta davvero un passo verso la stabilità in Medio Oriente o è solo una tregua temporanea? E cosa dovrebbero fare Europa e Italia sul conflitto in Ucraina e nei rapporti con la Russia?». Le domande che si pone l’Istituto di politica internazionale, l’ISPI, con la risposta statistica del sondaggio IPSOS DOXA.
https://www.remocontro.it/2026/06/29/accordo-usa-iran-ucraina-e-trump-cosa-pensano-gli-italiani/
Accordo Usa-Iran, Ucraina e Trump: cosa pensano gli italiani. «Gli Stati Uniti sono ancora un alleato affidabile per l’Italia e per l’Europa? L’accordo raggiunto tra Washington e Teheran rappresenta davvero un passo verso la stabilità in Medio Oriente o è solo una tregua temporanea? E cosa dovrebbero fare Europa e Italia sul conflitto in Ucraina e nei rapporti con la Russia?». Le domande che si pone l’Istituto di politica internazionale, l’ISPI, con la risposta statistica del sondaggio IPSOS DOXA.
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Gli Stati Uniti al comando nel Venezuela devastato dal sisma
Gli Stati Uniti al comando nel Venezuela devastato dal sisma. Militarizzati gli stati di La Guaira e Vargas, l'assistenza la fanno -lentamente- le forze armate nazionali “in stretto coordinamento” con un generale degli Stati uniti. E sopra la testa dell'organizzazione comunitaria, l’organizzazione civile del Paese. Dopo il devastante terremoto che ha colpito il paese, la prova che la solidarietà dal basso della popolazione venezuelana è la sola ad aver qualcosa di cui andare fiera nel lutto immenso
https://www.remocontro.it/2026/06/29/gli-stati-uniti-al-comando-nel-venezuela-devastato-dal-sisma/
Gli Stati Uniti al comando nel Venezuela devastato dal sisma. Militarizzati gli stati di La Guaira e Vargas, l'assistenza la fanno -lentamente- le forze armate nazionali “in stretto coordinamento” con un generale degli Stati uniti. E sopra la testa dell'organizzazione comunitaria, l’organizzazione civile del Paese. Dopo il devastante terremoto che ha colpito il paese, la prova che la solidarietà dal basso della popolazione venezuelana è la sola ad aver qualcosa di cui andare fiera nel lutto immenso
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Le guerre e la geopolitica dei climatizzatori
Le guerre e la geopolitica dei climatizzatori. L’impatto delle crisi internazionali sulle catene di approvvigionamento energetico è sempre più devastante, come dimostrano prima l’invasione dell’Ucraina e ora la chiusura di Hormuz. A soffrire, non sono solo le industrie, ma anche la nostra quotidianità, sconvolta da violentissime e lunghe ondate di calore, che mettono sotto pressione la produzione e la distribuzione di elettricità. E soprattutto i suoi prezzi.
https://www.remocontro.it/2026/06/30/le-guerre-e-la-geopolitica-dei-climatizzatori/
Le guerre e la geopolitica dei climatizzatori. L’impatto delle crisi internazionali sulle catene di approvvigionamento energetico è sempre più devastante, come dimostrano prima l’invasione dell’Ucraina e ora la chiusura di Hormuz. A soffrire, non sono solo le industrie, ma anche la nostra quotidianità, sconvolta da violentissime e lunghe ondate di calore, che mettono sotto pressione la produzione e la distribuzione di elettricità. E soprattutto i suoi prezzi.
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Le guerre e la geopolitica dei climatizzatori
Le guerre e la geopolitica dei climatizzatori. L’impatto delle crisi internazionali sulle catene di approvvigionamento energetico è sempre più devastante, come dimostrano prima l’invasione dell’Ucraina e ora la chiusura di Hormuz. A soffrire, non sono solo le industrie, ma anche la nostra quotidianità, sconvolta da violentissime e lunghe ondate di calore, che mettono sotto pressione la produzione e la distribuzione di elettricità. E soprattutto i suoi prezzi.
https://www.remocontro.it/2026/06/30/le-guerre-e-la-geopolitica-dei-climatizzatori/
Le guerre e la geopolitica dei climatizzatori. L’impatto delle crisi internazionali sulle catene di approvvigionamento energetico è sempre più devastante, come dimostrano prima l’invasione dell’Ucraina e ora la chiusura di Hormuz. A soffrire, non sono solo le industrie, ma anche la nostra quotidianità, sconvolta da violentissime e lunghe ondate di calore, che mettono sotto pressione la produzione e la distribuzione di elettricità. E soprattutto i suoi prezzi.
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La superpresidenza di Donald Trump Primo
La Superpresidenza di Donald Trump Primo. La Corte suprema allarga il raggio d’azione del Presidente: potrà licenziare nelle agenzie federali bloccando soltanto la rimozione della governatrice della Federal Reserve Lisa Cook e respingendo il tentativo contro il voto per posta. Trump applaude e si applaude per aver nominato ben tra di quei giudici. Un giudice contrario: «Da oggi le agenzie indipendenti non sono poi così indipendenti». Meno potere al Congresso, consegnandolo al presidente Re.
https://www.remocontro.it/2026/06/30/la-superpresidenza-di-donald-trump-primo/
La Superpresidenza di Donald Trump Primo. La Corte suprema allarga il raggio d’azione del Presidente: potrà licenziare nelle agenzie federali bloccando soltanto la rimozione della governatrice della Federal Reserve Lisa Cook e respingendo il tentativo contro il voto per posta. Trump applaude e si applaude per aver nominato ben tra di quei giudici. Un giudice contrario: «Da oggi le agenzie indipendenti non sono poi così indipendenti». Meno potere al Congresso, consegnandolo al presidente Re.
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Tasse subite e soprattutto tasse evase: Italia in Europa
Tasse subite e soprattutto tasse evase: l’Italia in Europa. Nel 2025 la pressione fiscale italiana è al 43,1% del Pil, quinto livello più alto nell'Ue. Davanti e peggio dell’Italia solo Francia (46,1%), Danimarca (45,5%), Belgio (44,2%), e Austria (44,1%). La Germania è al 41,8%, la Spagna, L'Irlanda paradiso fiscale, col valore più basso, al 21,4%, per questo sede preferita dalle multinazionali soprattutto del web. Ma in Italia sono ancora troppi quelli che cercano di evitare le tasse del tutto frodando lo Stato e i cittadini italiani tutti.
https://www.remocontro.it/2026/06/30/tasse-subite-e-soprattutto-tasse-evase-italia-in-europa/
Tasse subite e soprattutto tasse evase: l’Italia in Europa. Nel 2025 la pressione fiscale italiana è al 43,1% del Pil, quinto livello più alto nell'Ue. Davanti e peggio dell’Italia solo Francia (46,1%), Danimarca (45,5%), Belgio (44,2%), e Austria (44,1%). La Germania è al 41,8%, la Spagna, L'Irlanda paradiso fiscale, col valore più basso, al 21,4%, per questo sede preferita dalle multinazionali soprattutto del web. Ma in Italia sono ancora troppi quelli che cercano di evitare le tasse del tutto frodando lo Stato e i cittadini italiani tutti.
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Ora è Israele ad accusare gli altri di genocidio, e tocca alla Turchia
Ora è Israele ad accusare gli altri di genocidio, e tocca alla Turchia. Il governo Netanyahu ha votato una risoluzione di condanna per le persecuzioni e le uccisioni di un milione e mezzo di armeni nella Prima guerra mondiale, fatte dall’Impero Ottomano. Nobili ragioni ideali? Secondo Haaretz, proprio no. Si vuole impedire la cessione degli F-35 americani a Erdogan.
https://www.remocontro.it/2026/07/01/ora-e-israele-ad-accusare-gli-altri-di-genocidio-e-tocca-alla-turchia/
Ora è Israele ad accusare gli altri di genocidio, e tocca alla Turchia. Il governo Netanyahu ha votato una risoluzione di condanna per le persecuzioni e le uccisioni di un milione e mezzo di armeni nella Prima guerra mondiale, fatte dall’Impero Ottomano. Nobili ragioni ideali? Secondo Haaretz, proprio no. Si vuole impedire la cessione degli F-35 americani a Erdogan.
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Impero di Israele in Medio Oriente, tocca nuovamente alla Siria
Impero di Israele in Medio Oriente, tocca nuovamente alla Siria. Raid e arresti, Tel Aviv stringe la presa sulla Siria. Rastrellamenti e raid nel villaggio di Abdin. Nel mirino c’è il bacino del fiume Yarmouk. «Incursioni di mezzi blindati, posti di blocco, raid nelle abitazioni, arresti e interrogatori di civili, oltre a bombardamenti aerei e colpi di artiglieria. E non stiamo scrivendo della Striscia di Gaza o del Libano del sud occupati dall’esercito israeliano», avverte Michele Giorgio.
https://www.remocontro.it/2026/07/01/impero-di-israele-in-medio-oriente-tocca-nuovamente-alla-siria/
Impero di Israele in Medio Oriente, tocca nuovamente alla Siria. Raid e arresti, Tel Aviv stringe la presa sulla Siria. Rastrellamenti e raid nel villaggio di Abdin. Nel mirino c’è il bacino del fiume Yarmouk. «Incursioni di mezzi blindati, posti di blocco, raid nelle abitazioni, arresti e interrogatori di civili, oltre a bombardamenti aerei e colpi di artiglieria. E non stiamo scrivendo della Striscia di Gaza o del Libano del sud occupati dall’esercito israeliano», avverte Michele Giorgio.
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Cina: il ‘Corridoio del Caspio’ che scavalca tutte le crisi
Cina: il ‘Corridoio del Caspio' che scavalca tutte le crisi. A fronte delle crisi internazionali che stanno destabilizzando il pianeta, la Cina ha deciso di reagire con una strategia che punta ad aprire nuovi assi di collegamento. Un’alternativa indispensabile, per garantire la catena degli approvvigionamenti produttivi necessari, in primo luogo, all’industria europea
https://www.remocontro.it/2026/07/02/cina-il-corridoio-del-caspio-che-scavalca-tutte-le-crisi/
Cina: il ‘Corridoio del Caspio' che scavalca tutte le crisi. A fronte delle crisi internazionali che stanno destabilizzando il pianeta, la Cina ha deciso di reagire con una strategia che punta ad aprire nuovi assi di collegamento. Un’alternativa indispensabile, per garantire la catena degli approvvigionamenti produttivi necessari, in primo luogo, all’industria europea
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I «mercenari poveri» della guerra in Ucraina
I «mercenari poveri» della guerra in Ucraina. La guerra russo-ucraina è la più lunga dal secondo conflitto mondiale (a parte quelle jugoslave). E si prolunga grazie all’evoluzione dei mezzi tecnologici, all’impegno di enormi risorse economiche, alla paralisi della diplomazia e anche grazie alla disponibilità internazionale di «carne da cannone». Da sempre i conflitti richiamano volontari e mercenari, questi ultimi a volte definiti più elegantemente «contractor». L’Ucraina ne ha ricevuti a centinaia, soprattutto dall’Europa e qualche italiano ci ha lasciato la pelle. La Russia ha potuto contare su carcerati liberati, su professionisti della guerra arruolati nella famigerata brigata Wagner, sui battaglioni mandati a morire dall’alleato nord coreano.
https://www.remocontro.it/2026/07/02/i-mercenari-poveri-della-guerra-in-ucraina/
I «mercenari poveri» della guerra in Ucraina. La guerra russo-ucraina è la più lunga dal secondo conflitto mondiale (a parte quelle jugoslave). E si prolunga grazie all’evoluzione dei mezzi tecnologici, all’impegno di enormi risorse economiche, alla paralisi della diplomazia e anche grazie alla disponibilità internazionale di «carne da cannone». Da sempre i conflitti richiamano volontari e mercenari, questi ultimi a volte definiti più elegantemente «contractor». L’Ucraina ne ha ricevuti a centinaia, soprattutto dall’Europa e qualche italiano ci ha lasciato la pelle. La Russia ha potuto contare su carcerati liberati, su professionisti della guerra arruolati nella famigerata brigata Wagner, sui battaglioni mandati a morire dall’alleato nord coreano.
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Tre bombe in Grecia contro candidati del partito di Governo
Tre bombe in Grecia contro candidati del partito di Governo. Torna la stagione del terrorismo in Grecia alla vigilia della stagione turistica? Oggi il partito di governo greco Nuova Democrazia ha invitato i propri sostenitori a scendere in piazza per protestare, dopo che la madre di uno dei suoi candidati alle elezioni parlamentari è deceduta a causa delle gravi ustioni riportate in un attacco con bombe incendiarie.
https://www.remocontro.it/2026/07/02/tre-bombe-in-grecia-contro-candidati-del-partito-di-governo/
Tre bombe in Grecia contro candidati del partito di Governo. Torna la stagione del terrorismo in Grecia alla vigilia della stagione turistica? Oggi il partito di governo greco Nuova Democrazia ha invitato i propri sostenitori a scendere in piazza per protestare, dopo che la madre di uno dei suoi candidati alle elezioni parlamentari è deceduta a causa delle gravi ustioni riportate in un attacco con bombe incendiarie.
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Germania: «Volete essere ricchi? Fate la guerra»
Germania: «Volete essere ricchi? Fate la guerra». Il Kiel Institut per l’Economia Internazionale è diventato il “pensatoio” del riarmo europeo. Le sue analisi non solo giustificano, ma anche auspicano l’incremento delle spese militari come “motore dello sviluppo”. Fecero lo stesso negli Anni Trenta, con un altro Cancelliere del Reich.
https://www.remocontro.it/2026/07/03/germania-volete-essere-ricchi-fate-la-guerra/
Germania: «Volete essere ricchi? Fate la guerra». Il Kiel Institut per l’Economia Internazionale è diventato il “pensatoio” del riarmo europeo. Le sue analisi non solo giustificano, ma anche auspicano l’incremento delle spese militari come “motore dello sviluppo”. Fecero lo stesso negli Anni Trenta, con un altro Cancelliere del Reich.
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Vigilia di vertice Nato, il conto salato del Padrone
Vigilia di vertice Nato, il conto salato del Padrone. «La Nato costa, alleati ridicoli». Così Trump prepara il vertice. A pochi giorni dal vertice Nato che si terrà ad Ankara, Donald Trump è tornato ad attaccare gli alleati. «Gli Stati Uniti spendono per la Nato più soldi di qualsiasi altro paese per proteggerli – ha scritto su Truth Social – e di gran lunga, senza ottenere alcun beneficio in cambio».
https://www.remocontro.it/2026/07/03/vigilia-di-vertice-nato-il-conto-salato-del-padrone/
Vigilia di vertice Nato, il conto salato del Padrone. «La Nato costa, alleati ridicoli». Così Trump prepara il vertice. A pochi giorni dal vertice Nato che si terrà ad Ankara, Donald Trump è tornato ad attaccare gli alleati. «Gli Stati Uniti spendono per la Nato più soldi di qualsiasi altro paese per proteggerli – ha scritto su Truth Social – e di gran lunga, senza ottenere alcun beneficio in cambio».
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La Rai meloniana: meno spettatori, più sudditi
La Rai meloniana: meno spettatori, più sudditi. «Fuga dal piccolo schermo» denuncia Vincenzo Vita, che pure sorvola la stretta attualità della caricaturale vicenda della Commissione parlamentare di controllo paralizzata e inesistente dalla destra al potere. Perché alla fin fine, Il consenso si ottiene spingendo via i non allineati e l’audience non servile a Meloni. Quindi, zero Rai di qualità a costo di presidenze ineleggibili e comunque inconsistenti e vigilanti impediti a vigilare.
https://www.remocontro.it/2026/07/03/la-rai-meloniana-meno-spettatori-piu-sudditi/
La Rai meloniana: meno spettatori, più sudditi. «Fuga dal piccolo schermo» denuncia Vincenzo Vita, che pure sorvola la stretta attualità della caricaturale vicenda della Commissione parlamentare di controllo paralizzata e inesistente dalla destra al potere. Perché alla fin fine, Il consenso si ottiene spingendo via i non allineati e l’audience non servile a Meloni. Quindi, zero Rai di qualità a costo di presidenze ineleggibili e comunque inconsistenti e vigilanti impediti a vigilare.
https://www.remocontro.it/2026/07/03/la-rai-meloniana-meno-spettatori-piu-sudditi/
UK sull’orlo del crack cerca 300 miliardi di sterline per il riarmo
UK sull’orlo del crack cerca 300 miliardi di sterline per il riarmo. Nel clima di impazzimento generale, che ormai sembra ottundere tutto l’Occidente, come una cappa, anche il Regno Unito, a direzione socialdemocratica, non si sottrae alla corsa al riarmo. Scelta ancora più folle, se si pensa che le casse pubbliche di Sua Maestà sono sull’orlo dello scasso. Il Piano di investimenti per la Difesa, appena presentato, prevede infatti la bellezza di 300 miliardi di sterline di spesa (circa 348 miliardi di euro) in quattro anni. Un suicidio politico e un assist per i populisti di “Reform”.
https://www.remocontro.it/2026/07/04/uk-sullorlo-del-crack-cerca-300-miliardi-di-sterline-per-il-riarmo/
UK sull’orlo del crack cerca 300 miliardi di sterline per il riarmo. Nel clima di impazzimento generale, che ormai sembra ottundere tutto l’Occidente, come una cappa, anche il Regno Unito, a direzione socialdemocratica, non si sottrae alla corsa al riarmo. Scelta ancora più folle, se si pensa che le casse pubbliche di Sua Maestà sono sull’orlo dello scasso. Il Piano di investimenti per la Difesa, appena presentato, prevede infatti la bellezza di 300 miliardi di sterline di spesa (circa 348 miliardi di euro) in quattro anni. Un suicidio politico e un assist per i populisti di “Reform”.
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La Casa bianca è un affare: Trump e 972 pagine di guadagni
La Casa bianca è un affare: Trump e 972 pagine di guadagni. Tutti i redditi del presidente. Ogni mese Donald Trump, 80 anni, incassa 6.484 dollari di pensione dalla Screen Actors Guild, il sindacato degli attori da cui ha dato le dimissioni nel 2021 dichiarando di non volervi più essere associato. Una pensione guadagnata grazie a una comparsata del 1992 in “Mamma, ho perso l’aereo 2” e ad alcuni camei televisivi. Pensione sindacale nel suo bilancio insieme a oltre due miliardi di dollari di entrate da ben altre fonti.
https://www.remocontro.it/2026/07/04/la-casa-bianca-e-un-affare-trump-e-972-pagine-di-guadagni/
La Casa bianca è un affare: Trump e 972 pagine di guadagni. Tutti i redditi del presidente. Ogni mese Donald Trump, 80 anni, incassa 6.484 dollari di pensione dalla Screen Actors Guild, il sindacato degli attori da cui ha dato le dimissioni nel 2021 dichiarando di non volervi più essere associato. Una pensione guadagnata grazie a una comparsata del 1992 in “Mamma, ho perso l’aereo 2” e ad alcuni camei televisivi. Pensione sindacale nel suo bilancio insieme a oltre due miliardi di dollari di entrate da ben altre fonti.
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