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Canale ufficiale del sito https://www.remocontro.it/ la virtù del dubbio, a cura di Ennio Remondino, già corrispondente estero Rai e inviato di guerra.

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C’ERA UNA VOLTA
Sottovalutare l’avversario o il nemico è sempre un errore e spesso pregiudica l’esito di qualunque confronto/conflitto. Parliamo di guerra e di casa nostra e tu pensa a Trump o al referendum. Allora, a sei mesi dall’ingresso in guerra dell’Italia, nel giugno 1940, già nell’inverno si rivelarono gravi carenze. Eppure la guerra continuò fino all’estate del 1943 e al crollo del regime. Ma nemmeno uscirne si rivelò facile, perché dall’estate del 1943 solo la Liberazione pose fine alla guerra in Italia.
https://www.remocontro.it/2026/03/22/i-no-che-rovesciarono-attese-e-guerre/
Rubrica ‘Raccontini’, cronaca vera di fatti inconsueti. Un Bossi forse troppo celebrato in morte, in un episodio noto a molto pochi. 1999, le bombe Nato sulla piccola Jugoslavia di Milosevic per la questione Kosovo. La volta in cui Bossi, arrivato nella Belgrado sotto tiro, non accettò di prendere in consegna i tre soldati Usa catturati in Serbia come ‘regalo’ di Milosevic. Dopo una telefonata di D'Alema da Washington. Poi arrivò il reverendo Jessie Jackson dall'America.
https://www.remocontro.it/2026/03/22/quando-umberto-bossi-con-milosevic-nella-belgrado-sotto-le-bombe-nato/
Trump-Netanyahu tra male e peggio. Israele punta al cambio di regime in Iran, gli Usa modificano gli obiettivi di giorno in giorno e cercando una ‘exit strategy’ soprattutto sul prezzo del petrolio. La Casa Bianca nega qualsiasi operazione di terra ma cresce il pressing di Israele per colpire non solo dal cielo. Altre navi militari Usa, 2.500 marine in più, mentre l’aggressione esterna fa scattate il patriottismo interno pro regime. E il ritiro della Nato dall'Iraq complica ulteriormente i piani a Washington.
https://www.remocontro.it/2026/03/23/trump-netanyahu-tra-politica-e-patologia-il-mondo-a-rischio/
Un No netto e pesante alla riforma costituzionale approvata dall’attuale maggioranza in parlamento, con una sconfitta personale del ‘Guardasigili’ Nordio che l’ha elaborata e della premier Giorgia Meloni che nelle ultìme settimana l’ha fortemente sostenuta in Tv forzando il suo ruolo di governo. No referendario alla modifica costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati tra ‘giudicante’ e ‘inquirente’, ritenuto un intervento della politica sulla indipendenza della magistratura.
https://www.remocontro.it/2026/03/23/fratelli-ditalia-litalia-se-desta/
Messo alle strette dai numeri impietosi dei sondaggi e dalla rivolta dei mercati, Donald Trump ora cerca freneticamente una via di fuga dalla sua sconsiderata avventura iraniana. Dimenticati i proclami sulla sicurezza e sui valori democratici, rivela che la sua reale preoccupazione è il business dell’energia. Ed ha avviato colloqui col regime che aveva giurato di abbattere. Per applicargli il ‘modello Maduro’.
https://www.remocontro.it/2026/03/24/ora-a-trump-basta-un-iran-come-il-venezuela/
“The Final Battle” è il titolo di una lunga analisi di Ray Dalio sulle sorti della potenza globale degli Stati Uniti. Dalio è il fondatore di Bridgewaters uno dei più grandi fondi d’investimento di Wall Street e con le crisi globali ci vede lungo. Fu tra i pochi a prevedere quella del 2008 e oggi individua nella guerra in Iran il possibile punto di caduta dell’impero economico e finanziario americano.
https://www.remocontro.it/2026/03/24/battaglia-finale-per-lordine-finanziario-mondiale/
Amministrative in Francia, ‘voto fortemente identitario’, nel senso che gli elettori hanno preferito premiare la propria area culturale e politica di tradizionale appartenenza piuttosto che la suggestione delle alleanze che avrebbero potuto modificare il risultato finale. Larga maggioranza anti Macron, mentre gli elettori di sinistra hanno bocciato il patto elettorale fra il partito socialista e la sinistra radicale di Jean-Luc Mélenchon.
https://www.remocontro.it/2026/03/24/parigi-socialista-e-francia-piu-a-destra-contro-macron/
La situazione attuale nel Golfo Persico è quella di un manicomio a cielo aperto. Dopo proclami, impegni, dichiarazioni, minacce, concessioni, promesse non mantenute e tutto l’armamentario più logoro della ‘realpolitik americana’, spunta il solito ‘piano d’emergenza’ di Trump. E mentre si annunciano fantomatici colloqui, ora sono gli ayatollah a contrattaccare e a porre condizioni.
https://www.remocontro.it/2026/03/25/iran-piano-usa-in-15-punti-da-discutere-in-pakistan/
Piero Orteca paragona la situazione attuale nel Golfo Persico a un manicomio a cielo aperto. Col solito ‘piano d’emergenza’ di Trump come fanfaluca buona solo a rabbonire per un giorno –se va bene-, i mercati dell’energia. Mentre Alberto Negri sul Manifesto sottolinea una evidenza in quel manicomio. «Constatato che il legame con Israele va a oltre il buonsenso e la sfrontatezza». Insomma, chi decide realmente sulla follia militare contro l’Iran?
https://www.remocontro.it/2026/03/25/legemonia-di-israele-per-la-guerra/
La guerra in Medio Oriente ha messo in crisi anche la ‘relazione speciale’ di Londra, il paese europeo più coinvolto nelle operazioni militari di Washington. Ancora una volta, ma con una riluttanza mai vista. Keir Starmer non ha assecondato tutte le richieste di Donald Trump, che in queste tre settimane ha a sua volta messo in discussione il rapporto privilegiato tra i due paesi.
https://www.remocontro.it/2026/03/25/la-storica-alleanza-regno-unito-stati-uniti-scricchiola/
«Stati Uniti, Israele e Iran, mondi e civiltà ben diverse con alcuni elementi importanti in comune. Le loro società e governi, a vari livelli, sono condizionati da fattori religiosi. Le maggioranze credono in dio, il medesimo dio, ma i tre paesi, le loro società si scontrano da sempre quando si tratta di interpretare gli insegnamenti di quel teorico essere superiore». Eric Salerno col sofferto privilegio professionale e personale aver vissuto un pezzo dei tre mondi che descrive così.
https://www.remocontro.it/2026/03/26/stati-uniti-israele-e-iran-paesi-religiosi-e-assassini/
Con la guerra all’Iran gli Stati Uniti e Israele hanno colpito in modo serio l’economia di tutto il pianeta. In particolare, secondo il Wall Street Journal, ne esce sconvolta la cosiddetta ‘rete di sicurezza energetica globale’, che sta progressivamente cedendo. E a essere interessato non è solo il petrolio, ma anche il Gas Naturale Liquido (GNL), altrettanto prezioso.
https://www.remocontro.it/2026/03/26/il-prezzo-della-guerra-la-carenza-di-gas-peggio-del-petrolio/
In Italia un altro caso di ‘stragista’ ospite dopo Almasri? L’ex generale israeliano Ofer Winter, descritto come ‘invocatore di genocidi e massacratore di palestinesi’. Crimini di guerra previsti dallo Statuto di Roma. Giudizio dovuto o ministero giustizia distratto? La celebre la ‘caccia ai nazisti’ condotta da diverse organizzazioni ebraiche per assicurare alla giustizia i responsabili dell'Olocausto. Ora le nuove stragi impunite in Medio Oriente sono anche ebraiche, e non solo di Hamas.
https://www.remocontro.it/2026/03/26/un-wiesenthal-center-a-caccia-di-stragisti-israeliani/
Il Pentagono vuole dirottare verso il Golfo Persico i rifornimenti militari che erano stati destinati a Kiev. L’Iran è un osso più duro del previsto, per cui gli americani stanno bruciando tutte le scorte di armi e munizioni e hanno urgenza di rimpiazzarle. Così, l’ennesimo azzardo di Trump, favorisce Putin, penalizza Zelensky e lascia scornata l’UE.
https://www.remocontro.it/2026/03/27/leuropa-basta-iran-pensiamo-alla-guerra-in-ucraina/
La guerra grande: «Iran e Hezbollah non cedono e reagiscono ai colpi subiti da Usa e Israele. Missili e razzi paralizzano l'aeroporto di Tel Aviv. Gli israeliani costretti a servirsi degli scali egiziani e giordani», segnala Michele Giorgio da Gerusalemme. «I danni che fanno non sono paragonabili alle distruzioni enormi e alle vittime civili che l’aviazione israeliana sta causando in Libano, ma razzi e droni di Hezbollah ogni giorno di più rallentano, spesso paralizzano, la vita nel nord di Israele».
https://www.remocontro.it/2026/03/27/anche-per-netanyahu-rischio-grande-inciampo/
Il conflitto scatenato da Stati Uniti e Israele contro l’Iran influenza le previsioni di primavera del Centro Studi di Confindustria che taglia le stime di crescita dell’Italia ipotizzando tre scenari. In autunno la stima degli economisti era +0,7%. Sulla base della durata della guerra di Trump e Netanyahu, per l’Italia si passa da un risicato mezzo punto di crescita, alla stagnazione e poi recessione se si combatte ancora a fine anno
https://www.remocontro.it/2026/03/27/i-guai-che-ci-regalano-trump-e-netanyahu-dalliran/
La Cina diventa il termometro della guerra in Iran. Per un semplice motivo: Trump in visita ufficiale a Pechino da Xi Jinping. Una visita necessariamente senza che gli Usa siano impegnati in combattimenti. Dopo molti rinvii è stata fissata la data di metà maggio. Significa che forse tutto sarà già finito nel Golfo Persico.
https://www.remocontro.it/2026/03/28/trump-in-cina-a-maggio-per-allora-stop-alla-guerra/
Le previsioni economiche elaborate tra le austere pareti dei centri studi internazionali mantengono toni bassi, in una prudenza che ormai somiglia più a reticenza che a realismo di fronte all’arrivo di una crisi economica. Non creare allarmismo è la parola d’ordine perché i mercati «scommettono sulla de-escalation» ha scritto la stampa economica al primo rimbalzo in borsa.
https://www.remocontro.it/2026/03/28/crisi-economica-tra-prudenza-e-reticenza/