remocontro
129 subscribers
2.42K photos
8.23K links
Canale ufficiale del sito https://www.remocontro.it/ la virtù del dubbio, a cura di Ennio Remondino, già corrispondente estero Rai e inviato di guerra.

Per contattare lo staff tecnico, @shild16 o al indirizzo meil redazione@remocontro.it
Download Telegram
Amministrative in Francia, ‘voto fortemente identitario’, nel senso che gli elettori hanno preferito premiare la propria area culturale e politica di tradizionale appartenenza piuttosto che la suggestione delle alleanze che avrebbero potuto modificare il risultato finale. Larga maggioranza anti Macron, mentre gli elettori di sinistra hanno bocciato il patto elettorale fra il partito socialista e la sinistra radicale di Jean-Luc Mélenchon.
https://www.remocontro.it/2026/03/24/parigi-socialista-e-francia-piu-a-destra-contro-macron/
La situazione attuale nel Golfo Persico è quella di un manicomio a cielo aperto. Dopo proclami, impegni, dichiarazioni, minacce, concessioni, promesse non mantenute e tutto l’armamentario più logoro della ‘realpolitik americana’, spunta il solito ‘piano d’emergenza’ di Trump. E mentre si annunciano fantomatici colloqui, ora sono gli ayatollah a contrattaccare e a porre condizioni.
https://www.remocontro.it/2026/03/25/iran-piano-usa-in-15-punti-da-discutere-in-pakistan/
Piero Orteca paragona la situazione attuale nel Golfo Persico a un manicomio a cielo aperto. Col solito ‘piano d’emergenza’ di Trump come fanfaluca buona solo a rabbonire per un giorno –se va bene-, i mercati dell’energia. Mentre Alberto Negri sul Manifesto sottolinea una evidenza in quel manicomio. «Constatato che il legame con Israele va a oltre il buonsenso e la sfrontatezza». Insomma, chi decide realmente sulla follia militare contro l’Iran?
https://www.remocontro.it/2026/03/25/legemonia-di-israele-per-la-guerra/
La guerra in Medio Oriente ha messo in crisi anche la ‘relazione speciale’ di Londra, il paese europeo più coinvolto nelle operazioni militari di Washington. Ancora una volta, ma con una riluttanza mai vista. Keir Starmer non ha assecondato tutte le richieste di Donald Trump, che in queste tre settimane ha a sua volta messo in discussione il rapporto privilegiato tra i due paesi.
https://www.remocontro.it/2026/03/25/la-storica-alleanza-regno-unito-stati-uniti-scricchiola/
«Stati Uniti, Israele e Iran, mondi e civiltà ben diverse con alcuni elementi importanti in comune. Le loro società e governi, a vari livelli, sono condizionati da fattori religiosi. Le maggioranze credono in dio, il medesimo dio, ma i tre paesi, le loro società si scontrano da sempre quando si tratta di interpretare gli insegnamenti di quel teorico essere superiore». Eric Salerno col sofferto privilegio professionale e personale aver vissuto un pezzo dei tre mondi che descrive così.
https://www.remocontro.it/2026/03/26/stati-uniti-israele-e-iran-paesi-religiosi-e-assassini/
Con la guerra all’Iran gli Stati Uniti e Israele hanno colpito in modo serio l’economia di tutto il pianeta. In particolare, secondo il Wall Street Journal, ne esce sconvolta la cosiddetta ‘rete di sicurezza energetica globale’, che sta progressivamente cedendo. E a essere interessato non è solo il petrolio, ma anche il Gas Naturale Liquido (GNL), altrettanto prezioso.
https://www.remocontro.it/2026/03/26/il-prezzo-della-guerra-la-carenza-di-gas-peggio-del-petrolio/
In Italia un altro caso di ‘stragista’ ospite dopo Almasri? L’ex generale israeliano Ofer Winter, descritto come ‘invocatore di genocidi e massacratore di palestinesi’. Crimini di guerra previsti dallo Statuto di Roma. Giudizio dovuto o ministero giustizia distratto? La celebre la ‘caccia ai nazisti’ condotta da diverse organizzazioni ebraiche per assicurare alla giustizia i responsabili dell'Olocausto. Ora le nuove stragi impunite in Medio Oriente sono anche ebraiche, e non solo di Hamas.
https://www.remocontro.it/2026/03/26/un-wiesenthal-center-a-caccia-di-stragisti-israeliani/
Il Pentagono vuole dirottare verso il Golfo Persico i rifornimenti militari che erano stati destinati a Kiev. L’Iran è un osso più duro del previsto, per cui gli americani stanno bruciando tutte le scorte di armi e munizioni e hanno urgenza di rimpiazzarle. Così, l’ennesimo azzardo di Trump, favorisce Putin, penalizza Zelensky e lascia scornata l’UE.
https://www.remocontro.it/2026/03/27/leuropa-basta-iran-pensiamo-alla-guerra-in-ucraina/
La guerra grande: «Iran e Hezbollah non cedono e reagiscono ai colpi subiti da Usa e Israele. Missili e razzi paralizzano l'aeroporto di Tel Aviv. Gli israeliani costretti a servirsi degli scali egiziani e giordani», segnala Michele Giorgio da Gerusalemme. «I danni che fanno non sono paragonabili alle distruzioni enormi e alle vittime civili che l’aviazione israeliana sta causando in Libano, ma razzi e droni di Hezbollah ogni giorno di più rallentano, spesso paralizzano, la vita nel nord di Israele».
https://www.remocontro.it/2026/03/27/anche-per-netanyahu-rischio-grande-inciampo/
Il conflitto scatenato da Stati Uniti e Israele contro l’Iran influenza le previsioni di primavera del Centro Studi di Confindustria che taglia le stime di crescita dell’Italia ipotizzando tre scenari. In autunno la stima degli economisti era +0,7%. Sulla base della durata della guerra di Trump e Netanyahu, per l’Italia si passa da un risicato mezzo punto di crescita, alla stagnazione e poi recessione se si combatte ancora a fine anno
https://www.remocontro.it/2026/03/27/i-guai-che-ci-regalano-trump-e-netanyahu-dalliran/
La Cina diventa il termometro della guerra in Iran. Per un semplice motivo: Trump in visita ufficiale a Pechino da Xi Jinping. Una visita necessariamente senza che gli Usa siano impegnati in combattimenti. Dopo molti rinvii è stata fissata la data di metà maggio. Significa che forse tutto sarà già finito nel Golfo Persico.
https://www.remocontro.it/2026/03/28/trump-in-cina-a-maggio-per-allora-stop-alla-guerra/
Le previsioni economiche elaborate tra le austere pareti dei centri studi internazionali mantengono toni bassi, in una prudenza che ormai somiglia più a reticenza che a realismo di fronte all’arrivo di una crisi economica. Non creare allarmismo è la parola d’ordine perché i mercati «scommettono sulla de-escalation» ha scritto la stampa economica al primo rimbalzo in borsa.
https://www.remocontro.it/2026/03/28/crisi-economica-tra-prudenza-e-reticenza/
TERZA PAGINA
La crisi dell’epoca è questa: una democrazia dove la politica tende a sparire, lasciando spazio a una finta cultura piegata dal vento dell’intrattenimento, incapace di pensiero collettivo per costruire un futuro giusto per tutti e non ricchissimo per pochi, a danno degli altri, per lo più indifferenti e inconsapevoli.
https://www.remocontro.it/2026/03/29/ironia-della-sorte/
❤1
C’ERA UNA VOLTA
L'impero persiano da cui nasce l'Iran. Tra il 522 e il 486 a.C. sovrano assoluto dell’imperio persiano fu Dario I, preceduto sul trono da Ciro il Grande. Poi fu Serse che nella battaglia delle Termopili sconfisse l’allora avversario occidentale greco. Ma è Dario la figura che sconfina ancora nella leggenda, col nome legato alla trasformazione dell’impero persiano nella massima espansione, alla riorganizzazione interna e alle spinte di conquista che ne derivarono.
https://www.remocontro.it/2026/03/29/limpero-persiano-di-ciro-il-grande-di-dario-e-di-serse/
RACCONTINI
Un reportage televisivo soltanto raccontato. Alle sorgenti dell’Eden, dove nascono le acque del Tigri e quelle dell’Eufrate. Sorgenti lontane tra loro, in Turchia, prima che i due grandi fiumi si ritrovino uniti a sud di Baghdad, per annullarsi assieme nel Golfo Persico dove ora si trovano bloccate dalla guerra centinaia di navi. Alle origini della storia, il Paradiso terrestre per la fertilità della sua terra, per l’abbondanza dei suoi raccolti. L’Eden che soltanto quel liquido prezioso, l’acqua, può donare all’uomo.
https://www.remocontro.it/2026/03/29/alle-sorgenti-delleden-sul-golfo-persico/
Hormuz come Suez? Da sabato l'Iran ha imposto il pagamento di un pedaggio per il transito delle navi ‘non nemiche’ attraverso lo Stretto di Hormuz. Nello stesso giorno i ribelli Houti dello Yemen intervengono contro Israele e suoi alleati sul Mar Rosso, bloccando per alcuni lo stretto di Bab el-Mandeb. Con i mercati chiamati stamane a dare la loro risposta all’avventura statunitense in Iran per il futuro energetico del pianeta.
https://www.remocontro.it/2026/03/30/hormuz-come-suez-paghi-il-pedaggio-e-passi/
Opposti fascismi religiosi. La notizia che la polizia israeliana ha bloccato il Patriarca latino di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa che insieme al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, voleva entrare al Santo Sepolcro, basilica simbolo della cristianità, per una celebrazione nella Domenica delle Palme. E immediata si scatena una bufera sulla decisione di Israele. Con Netanyahu costretto alla fine a condannare la decisione.
https://www.remocontro.it/2026/03/30/santo-sepolcro-vietato-haredim-e-teocon-opposte-teocrazie/
Agli errori USA nel Golfo Persico se ne potrebbero aggiungere altri, ancora più catastrofici. Con la benzina a quattro dollari al gallone e i Democratici avanti nei sondaggi di ben sei punti, Trump ha praticamente già perso le elezioni di Medio Termine. Ma la cosa peggiore, adesso, è che il Presidente Usa non sa come uscirne. Potrebbe prendere decisioni fatali, come quella di invadere l’Iran via terra.
https://www.remocontro.it/2026/03/31/dopo-liran-trump-sara-un-presidente-dimezzato/