🇺🇸🇷🇺 PORTAVOCE DIFESA USA:
"Il segretario alla difesa Austin ha respinto qualsiasi pretesto per un'escalation russa". Il riferimento è all'affermazione del ministro della difesa russo Shoigu, secondo cui l'Ucraina si starebbe preparando a usare una "bomba sporca".
Austin, però, avrebbe anche ribadito l'importanza di una "comunicazione continua" con la Russia. (Fonte: Reuters)
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"Il segretario alla difesa Austin ha respinto qualsiasi pretesto per un'escalation russa". Il riferimento è all'affermazione del ministro della difesa russo Shoigu, secondo cui l'Ucraina si starebbe preparando a usare una "bomba sporca".
Austin, però, avrebbe anche ribadito l'importanza di una "comunicazione continua" con la Russia. (Fonte: Reuters)
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Altra buona notizia:
Consolidamento del dialogo istituzionale e culturale tra Santa Sede e Repubblica Popolare Cinese che hanno concordato di rinnovare per altri due anni l’ACCORDO PROVVISORIO sulla NOMINA dei VESCOVI firmato Pechino il 22 settembre 2018. Ne sono referenti il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin e il cardinale Luis Antonio Tagle chiamato dal Papa nel 2019 a guidare la Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli.
Se qualcuno ricorda il 29-30 settembre 2020 il Papa non ha voluto ricevere Mike Pompeo nella sua visita a Roma e Vaticano, proprio per evitare le pressioni e le pesanti interferenze dell' amministrazione Trump tese ad impedire l’accordo tra Roma e Cina.
(Fonte: Maria Morigi)
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Consolidamento del dialogo istituzionale e culturale tra Santa Sede e Repubblica Popolare Cinese che hanno concordato di rinnovare per altri due anni l’ACCORDO PROVVISORIO sulla NOMINA dei VESCOVI firmato Pechino il 22 settembre 2018. Ne sono referenti il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin e il cardinale Luis Antonio Tagle chiamato dal Papa nel 2019 a guidare la Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli.
Se qualcuno ricorda il 29-30 settembre 2020 il Papa non ha voluto ricevere Mike Pompeo nella sua visita a Roma e Vaticano, proprio per evitare le pressioni e le pesanti interferenze dell' amministrazione Trump tese ad impedire l’accordo tra Roma e Cina.
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
🇬🇧 BREAKING: Boris Johnson si ritira dalla corsa alla leadership dei Conservatori e conseguentemente da quella di Primo Ministro.
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Bloomberg: il salto irregolare dell'inflazione evidenzia il divario tra est e ovest nell'eurozona.
I picchi di prezzo nei paesi più piccoli della zona euro stanno ridisegnando il divario economico tra l'est e l'ovest dell'UE. Nella regione baltica, dove l'inflazione è la più rapida del blocco e ha già superato il 25%, l'Estonia ha superato l'Italia e la Spagna dallo scorso anno in termini di costi di beni e servizi, diventando il Paese più caro dell'Europa centro-orientale. Anche Slovacchia e Slovenia stanno guadagnando slancio e ora non sono molto indietro. C'è sempre stata la speranza che le ex economie comuniste dell'UE alla fine raggiungessero i loro vicini più ricchi, aumentando il tenore di vita lungo la strada. Ma la natura dello shock dei prezzi significa che i salari sono in ritardo e la disuguaglianza salariale ha alimentato una delle più grandi ondate di emigrazione dei lavoratori verso l'ovest più ricco dell'UE negli ultimi anni.
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I picchi di prezzo nei paesi più piccoli della zona euro stanno ridisegnando il divario economico tra l'est e l'ovest dell'UE. Nella regione baltica, dove l'inflazione è la più rapida del blocco e ha già superato il 25%, l'Estonia ha superato l'Italia e la Spagna dallo scorso anno in termini di costi di beni e servizi, diventando il Paese più caro dell'Europa centro-orientale. Anche Slovacchia e Slovenia stanno guadagnando slancio e ora non sono molto indietro. C'è sempre stata la speranza che le ex economie comuniste dell'UE alla fine raggiungessero i loro vicini più ricchi, aumentando il tenore di vita lungo la strada. Ma la natura dello shock dei prezzi significa che i salari sono in ritardo e la disuguaglianza salariale ha alimentato una delle più grandi ondate di emigrazione dei lavoratori verso l'ovest più ricco dell'UE negli ultimi anni.
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FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE: «METÀ DELL’AREA EURO IN RECESSIONE TECNICA NEL 2023». COLPITA ANCHE L’ITALIA
Il Fondo monetario internazionale definisce la condizione attuale dell’Europa come «un mix tossico di alta inflazione e crescita fiacca». A disegnare il quadro tutt’altro che incoraggiante è il responsabile del Dipartimento europeo del Fmi Alfred Kammer, che fornisce anche una previsione dei prossimi mesi: «Questo inverno più della metà dei paesi nell’area euro sperimenterà una recessione tecnica, con almeno due trimestri consecutivi di crescita negativa». Secondo Kammer, fra i Paesi che scivoleranno in recessione tecnica ci sono Germania e Italia, «che avranno tre trimestri consecutivi di contrazione a partire dal terzo trimestre del 2022». Il Fondo spiega anche come la guerra in Ucraina contribuirà a mantenere alta l’incertezza, «con la bilancia dei rischi al ribasso per la crescita e al rialzo per l’inflazione». L’energia è l’ambito più delicato: «Nel breve termine il rischio maggiore è quello di ulteriori problemi alle forniture energetiche», spiega il Fondo, con una situazione critica prevista soprattutto per l’inverno 2022-2023, «quando un completo stop delle forniture di gas russo causerebbe ulteriori problemi economici, soprattutto se un inverno freddo dovesse tradursi in razionamenti». Lo stesso stop che secondo Kammer colpirebbe «in modo particolarmente duro i Paesi dell’Europa orientale». Si tratta di un rischio di perdita del 3% del pil nelle nazioni più esposte, ma anche altri Paesi, come l’Italia, «potrebbero registrare perdite consistenti». Alla luce delle previsioni il Fmi insiste sulla sulla necessità di «portare avanti riforme strutturali, essenziali per mitigare i rischi alla sicurezza energetica, accelerare la transizione verde e aumentare la produttività e il potenziale di crescita». (Fonte: Open)
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Il Fondo monetario internazionale definisce la condizione attuale dell’Europa come «un mix tossico di alta inflazione e crescita fiacca». A disegnare il quadro tutt’altro che incoraggiante è il responsabile del Dipartimento europeo del Fmi Alfred Kammer, che fornisce anche una previsione dei prossimi mesi: «Questo inverno più della metà dei paesi nell’area euro sperimenterà una recessione tecnica, con almeno due trimestri consecutivi di crescita negativa». Secondo Kammer, fra i Paesi che scivoleranno in recessione tecnica ci sono Germania e Italia, «che avranno tre trimestri consecutivi di contrazione a partire dal terzo trimestre del 2022». Il Fondo spiega anche come la guerra in Ucraina contribuirà a mantenere alta l’incertezza, «con la bilancia dei rischi al ribasso per la crescita e al rialzo per l’inflazione». L’energia è l’ambito più delicato: «Nel breve termine il rischio maggiore è quello di ulteriori problemi alle forniture energetiche», spiega il Fondo, con una situazione critica prevista soprattutto per l’inverno 2022-2023, «quando un completo stop delle forniture di gas russo causerebbe ulteriori problemi economici, soprattutto se un inverno freddo dovesse tradursi in razionamenti». Lo stesso stop che secondo Kammer colpirebbe «in modo particolarmente duro i Paesi dell’Europa orientale». Si tratta di un rischio di perdita del 3% del pil nelle nazioni più esposte, ma anche altri Paesi, come l’Italia, «potrebbero registrare perdite consistenti». Alla luce delle previsioni il Fmi insiste sulla sulla necessità di «portare avanti riforme strutturali, essenziali per mitigare i rischi alla sicurezza energetica, accelerare la transizione verde e aumentare la produttività e il potenziale di crescita». (Fonte: Open)
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Open
Fondo monetario internazionale: «Metà dell’area euro in recessione tecnica nel 2023». Colpita anche l’Italia
«Sull'Europa pesa un mix tossico di alta inflazione e crescita fiacca», ha spiegato il presidente del Dipartimento europeo del Fondo Alfred Kammer
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🇰🇷🇰🇵 NAVE SUDCOREANA SPARA COLPI DI AVVERTIMENTO A NAVE NORDCOREANA
L'esercito sudcoreano ha dichiarato lunedì di aver sparato colpi di avvertimento contro una nave nordcoreana che si è intromessa nella Northern Limit Line (NLL) nel Mar Giallo, il confine marittimo de facto. Una nave commerciale nordcoreana ha attraversato l'NLL vicino all'isola in prima linea di Baengnyeong alle 3:42 e si è ritirata verso nord dopo che la Marina del sud ha emesso messaggi di avvertimento e sparato colpi di avvertimento, secondo il Joint Chiefs of Staff (JCS). Le navi del nord si sono spesso intruse oltre la NLL, poiché da tempo richiedeva che la linea fosse spostata più a sud. Ma l'esercito nordcoreano ha affermato che una nave da guerra sudcoreana ha violato il confine marittimo occidentale di 2,5-5 chilometri alle 3:50 e l'esercito popolare coreano (KPA) ha sparato 10 colpi di avvertimento contro di essa. "Abbiamo avvertito ancora una volta severamente i nemici che hanno organizzato provocazioni marittime oltre al fuoco di colpi di artiglieria e alle trasmissioni di altoparlanti transfrontalieri", ha affermato un portavoce dello stato maggiore dell'KPA in una dichiarazione diffusa dai media statali del Nord.
La Corea del Nord ha affermato di aver sparato colpi di avvertimento contro la nave della Corea del Sud e ha affermato che la nave ha volutamente attraversato la linea di demarcazione militare nel Mare occidentale. Lo stato maggiore dell'KPA ha incaricato le unità di difesa costiera sul fronte occidentale di migliorare la loro prontezza. (Fonte: Yonhap)
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L'esercito sudcoreano ha dichiarato lunedì di aver sparato colpi di avvertimento contro una nave nordcoreana che si è intromessa nella Northern Limit Line (NLL) nel Mar Giallo, il confine marittimo de facto. Una nave commerciale nordcoreana ha attraversato l'NLL vicino all'isola in prima linea di Baengnyeong alle 3:42 e si è ritirata verso nord dopo che la Marina del sud ha emesso messaggi di avvertimento e sparato colpi di avvertimento, secondo il Joint Chiefs of Staff (JCS). Le navi del nord si sono spesso intruse oltre la NLL, poiché da tempo richiedeva che la linea fosse spostata più a sud. Ma l'esercito nordcoreano ha affermato che una nave da guerra sudcoreana ha violato il confine marittimo occidentale di 2,5-5 chilometri alle 3:50 e l'esercito popolare coreano (KPA) ha sparato 10 colpi di avvertimento contro di essa. "Abbiamo avvertito ancora una volta severamente i nemici che hanno organizzato provocazioni marittime oltre al fuoco di colpi di artiglieria e alle trasmissioni di altoparlanti transfrontalieri", ha affermato un portavoce dello stato maggiore dell'KPA in una dichiarazione diffusa dai media statali del Nord.
La Corea del Nord ha affermato di aver sparato colpi di avvertimento contro la nave della Corea del Sud e ha affermato che la nave ha volutamente attraversato la linea di demarcazione militare nel Mare occidentale. Lo stato maggiore dell'KPA ha incaricato le unità di difesa costiera sul fronte occidentale di migliorare la loro prontezza. (Fonte: Yonhap)
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Yonhap News Agency
S. Korean military fires warning shots at N. Korean ship crossing NLL
SEOUL, Oct, 24 (Yonhap) -- South Korea's military said Monday it has fired warning sh...
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LICENZIAMENTI DI MASSA IN OCCIDENTE
Il Daily Mail ha pubblicato un elenco di aziende che hanno annunciato licenziamenti per ridurre i propri costi. Gli autori dell'articolo hanno raccolto queste informazioni in vari documenti normativi, in articoli Reuters e sui siti web delle aziende. Di seguito è riportato questo elenco.
Air France sta negoziando una riduzione di quasi 300 dipendenti di terra.
Il produttore chimico tedesco BASF ha annunciato un nuovo programma di austerità che includerà anche tagli di posti di lavoro.
La compagnia aerea finlandese Finnair sta negoziando per tagliare circa 200 posti di lavoro in tutto il mondo nel tentativo di ripristinare la redditività che è stata ridotta dalla chiusura del suo spazio aereo da parte della Russia.
L'azienda tedesca Henkel ridurrà circa 2000 dipendenti a causa della bassa domanda di shampoo e lacche per capelli, nonché a causa dei costi crescenti e dei problemi con la catena di approvvigionamento globale.
La società svedese Klarna sta tagliando il 10% dei suoi 7.000 dipendenti a causa dell'aumento dell'inflazione, dei timori di recessione e di guerra in Ucraina.
Ad agosto, la banca statale italiana Monte dei Paschi di Siena ha concordato con i sindacati di tagliare migliaia di posti di lavoro, poiché la banca sta rispettando il suo impegno di ridurre i costi. A seguito dell'operazione, 3.500 dipendenti della banca che hanno raggiunto l'età pensionabile andranno in pensione entro il 30 novembre.
Il produttore spagnolo di turbine eoliche Siemens Gamesa prevede di tagliare 2.900 posti di lavoro, principalmente in Europa.
La casa automobilistica Stellantis ha licenziato i dipendenti a tempo indeterminato nello stabilimento del Michigan per mitigare vari problemi della catena di approvvigionamento.
Valmet Oyj Valmet, il più grande conglomerato finlandese dell'industria pesante, ha dichiarato a maggio che la riduzione degli ordini dovuta alla guerra in Ucraina ha portato al licenziamento di 340 dipendenti dallo stabilimento di Helsinki per un periodo di tre mesi.
E questa è solo una piccola parte delle aziende costrette a prendere tali misure. Il mondo sta davvero affrontando una crisi globale. Una volta le società prospere e stabili sono costrette a licenziare i propri dipendenti per la propria sopravvivenza. L'elevata inflazione e gli effetti della crisi ucraina hanno causato ovunque la perdita di reddito di decine di migliaia di persone, con conseguente aumento della disoccupazione e della crisi sociale. Se qualcuno dubita che tutto non vada così bene in Occidente e che la crisi globale non lo abbia colpito, consigliamo di leggere nuovamente l'elenco sopra e di studiare le informazioni su queste società. (Fonte: Daily Mail)
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Il Daily Mail ha pubblicato un elenco di aziende che hanno annunciato licenziamenti per ridurre i propri costi. Gli autori dell'articolo hanno raccolto queste informazioni in vari documenti normativi, in articoli Reuters e sui siti web delle aziende. Di seguito è riportato questo elenco.
Air France sta negoziando una riduzione di quasi 300 dipendenti di terra.
Il produttore chimico tedesco BASF ha annunciato un nuovo programma di austerità che includerà anche tagli di posti di lavoro.
La compagnia aerea finlandese Finnair sta negoziando per tagliare circa 200 posti di lavoro in tutto il mondo nel tentativo di ripristinare la redditività che è stata ridotta dalla chiusura del suo spazio aereo da parte della Russia.
L'azienda tedesca Henkel ridurrà circa 2000 dipendenti a causa della bassa domanda di shampoo e lacche per capelli, nonché a causa dei costi crescenti e dei problemi con la catena di approvvigionamento globale.
La società svedese Klarna sta tagliando il 10% dei suoi 7.000 dipendenti a causa dell'aumento dell'inflazione, dei timori di recessione e di guerra in Ucraina.
Ad agosto, la banca statale italiana Monte dei Paschi di Siena ha concordato con i sindacati di tagliare migliaia di posti di lavoro, poiché la banca sta rispettando il suo impegno di ridurre i costi. A seguito dell'operazione, 3.500 dipendenti della banca che hanno raggiunto l'età pensionabile andranno in pensione entro il 30 novembre.
Il produttore spagnolo di turbine eoliche Siemens Gamesa prevede di tagliare 2.900 posti di lavoro, principalmente in Europa.
La casa automobilistica Stellantis ha licenziato i dipendenti a tempo indeterminato nello stabilimento del Michigan per mitigare vari problemi della catena di approvvigionamento.
Valmet Oyj Valmet, il più grande conglomerato finlandese dell'industria pesante, ha dichiarato a maggio che la riduzione degli ordini dovuta alla guerra in Ucraina ha portato al licenziamento di 340 dipendenti dallo stabilimento di Helsinki per un periodo di tre mesi.
E questa è solo una piccola parte delle aziende costrette a prendere tali misure. Il mondo sta davvero affrontando una crisi globale. Una volta le società prospere e stabili sono costrette a licenziare i propri dipendenti per la propria sopravvivenza. L'elevata inflazione e gli effetti della crisi ucraina hanno causato ovunque la perdita di reddito di decine di migliaia di persone, con conseguente aumento della disoccupazione e della crisi sociale. Se qualcuno dubita che tutto non vada così bene in Occidente e che la crisi globale non lo abbia colpito, consigliamo di leggere nuovamente l'elenco sopra e di studiare le informazioni su queste società. (Fonte: Daily Mail)
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Mail Online
Europe Inc cuts jobs as economy sputters
Oct 13 (Reuters) - Decades-high inflation and the impact of the Ukraine crisis have pressured companies across Europe to consider laying off people or put a...
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Forwarded from CORVELVA
CORTE COSTITUZIONALE: OPINIO AMICUS CURIAE SU OBBLIGO VACCINALE COVID-19
Circa due mesi fa ci era stata prospettata la possibilità di presentare delle memorie, chiamate Opinio Amicus Curiae, per la causa in Corte Costituzionale che si terrà il 30 novembre 2022, specifica sull’obbligo vaccinale "Covid".
Fino ad oggi, fatta eccezione per i Soci Corvelva, avevamo ritenuto di non dare risonanza a questa azione, anche per non influenzarne l'esito.
Oggi però possiamo ufficializzarla dicendovi che hanno accettato anche le nostre memorie, che saranno parte integrante nel dibattimento presso la stessa Corte.
Va assolutamente ringraziato il team di avvocati che ha coordinato questa pregevole operazione. Anziché agire ognuno come singole realtà, si è deciso di suddividere le criticità dell’obbligatorietà e dunque le argomentazioni tra le varie associazioni; ogni realtà che ha partecipato, tra quelle coordinate, si è concentrata dunque su un solo singolo problema in modo che tutte assieme potessimo presentare argomentazioni ben strutturate e non ripetitive (calcolate che la possibilità era di presentare una memoria limitata a 25.000 caratteri). Noi abbiamo scelto un tema che ci è particolarmente caro, quello delle reazioni avverse, riassumibile in una frase che avrete sentito migliaia di volte urlato nelle piazze italiane: se c’è danno, non può esserci obbligo!
La relazione tecnico/scientifica a supporto delle nostre argomentazioni è stata ovviamente redatta da un professionista e il lavoro risultato è di grande qualità; per ora non vogliamo dettagliare maggiormente, basti sapere che i profili di incostituzionalità di questi obblighi vaccinali, non dovrebbero, in uno Stato di diritto, portare a nessun’altra conclusione se non la totale eliminazione di ogni obbligo vaccinale e la sua stigmatizzazione a futura memoria di ciò che è stato fatto.
Sappiamo che ogni obbligo vaccinale proposto in Italia ha avuto la sola motivazione politica e mai scientifica, non crediamo che questa battaglia possa essere vinta nei soli tribunali, ma siamo altrettanto convinti che nessun fronte vada lasciato scoperto e di sicuro ci sarebbe urgente bisogno di un risveglio della magistratura in generale, visti i tanti soprusi del diritto civile conosciuti in questi anni.
Ovviamente vi terremo aggiornati.
Dove c’è da combattere, noi proviamo ad esserci!
Un grazie da parte nostra a tutti i cittadini che non si arrendono.
Corvelva Staff
https://www.corvelva.it/speciale-corvelva/le-comunicazioni/corte-costituzionale-opinio-amicus-curiae-su-obbligo-vaccinale-covid-19.html
Circa due mesi fa ci era stata prospettata la possibilità di presentare delle memorie, chiamate Opinio Amicus Curiae, per la causa in Corte Costituzionale che si terrà il 30 novembre 2022, specifica sull’obbligo vaccinale "Covid".
Fino ad oggi, fatta eccezione per i Soci Corvelva, avevamo ritenuto di non dare risonanza a questa azione, anche per non influenzarne l'esito.
Oggi però possiamo ufficializzarla dicendovi che hanno accettato anche le nostre memorie, che saranno parte integrante nel dibattimento presso la stessa Corte.
Va assolutamente ringraziato il team di avvocati che ha coordinato questa pregevole operazione. Anziché agire ognuno come singole realtà, si è deciso di suddividere le criticità dell’obbligatorietà e dunque le argomentazioni tra le varie associazioni; ogni realtà che ha partecipato, tra quelle coordinate, si è concentrata dunque su un solo singolo problema in modo che tutte assieme potessimo presentare argomentazioni ben strutturate e non ripetitive (calcolate che la possibilità era di presentare una memoria limitata a 25.000 caratteri). Noi abbiamo scelto un tema che ci è particolarmente caro, quello delle reazioni avverse, riassumibile in una frase che avrete sentito migliaia di volte urlato nelle piazze italiane: se c’è danno, non può esserci obbligo!
La relazione tecnico/scientifica a supporto delle nostre argomentazioni è stata ovviamente redatta da un professionista e il lavoro risultato è di grande qualità; per ora non vogliamo dettagliare maggiormente, basti sapere che i profili di incostituzionalità di questi obblighi vaccinali, non dovrebbero, in uno Stato di diritto, portare a nessun’altra conclusione se non la totale eliminazione di ogni obbligo vaccinale e la sua stigmatizzazione a futura memoria di ciò che è stato fatto.
Sappiamo che ogni obbligo vaccinale proposto in Italia ha avuto la sola motivazione politica e mai scientifica, non crediamo che questa battaglia possa essere vinta nei soli tribunali, ma siamo altrettanto convinti che nessun fronte vada lasciato scoperto e di sicuro ci sarebbe urgente bisogno di un risveglio della magistratura in generale, visti i tanti soprusi del diritto civile conosciuti in questi anni.
Ovviamente vi terremo aggiornati.
Dove c’è da combattere, noi proviamo ad esserci!
Un grazie da parte nostra a tutti i cittadini che non si arrendono.
Corvelva Staff
https://www.corvelva.it/speciale-corvelva/le-comunicazioni/corte-costituzionale-opinio-amicus-curiae-su-obbligo-vaccinale-covid-19.html
Associazione Corvelva
Corte Costituzionale: Opinio Amicus Curiae su obbligo vaccinale Covid-19
Circa due mesi fa ci era stata prospettata la possibilità di presentare delle memorie, chiamate Opinio Amicus Curiae, per la causa in Corte...
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ARRIVEDERCI MOSCA?
RGR INTERVISTA SERGIO GIRALDO
Davvero nei giorni scorsi, per la prima volta dal 1974, i flussi di gas da Gazprom si sono azzerati? Lo annunciano - grafico alla mano - i tanti alfieri dell'autonomia energetica dalla Russia, con toni trionfalistici. Ma come stanno esattamente le cose? E che dire delle recenti dichiarazioni di Cingolani e Draghi sul price cap? Facciamo il punto con Sergio Giraldo, giornalista de La Verità ed esperto di politica energetica.
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RGR INTERVISTA SERGIO GIRALDO
Davvero nei giorni scorsi, per la prima volta dal 1974, i flussi di gas da Gazprom si sono azzerati? Lo annunciano - grafico alla mano - i tanti alfieri dell'autonomia energetica dalla Russia, con toni trionfalistici. Ma come stanno esattamente le cose? E che dire delle recenti dichiarazioni di Cingolani e Draghi sul price cap? Facciamo il punto con Sergio Giraldo, giornalista de La Verità ed esperto di politica energetica.
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🇷🇺🇨🇳 RUSSIA. FORNITURE PETROLIO A CINA +22% IN UN ANNO
Le importazioni cinesi di petrolio dalla Russia sono aumentate del 22% a settembre rispetto all'anno precedente, rimanendo appena al di sotto del principale fornitore, l'Arabia Saudita. Le raffinerie indipendenti hanno acquistato carburante russo a un prezzo più basso a fronte di margini di raffinazione interni deboli.
Le forniture dalla Russia, incluso il petrolio pompato attraverso l'oleodotto dell'Oceano Pacifico della Siberia orientale e le spedizioni marittime dai porti russi dell'Europa e dell'Estremo Oriente, sono ammontate a 7,46 milioni di tonnellate, secondo i dati dell'Amministrazione generale delle dogane cinese mostrati lunedì.
L'importo, equivalente a 1,82 milioni di barili al giorno (bpd), è sceso da 1,96 milioni di bpd di agosto e rispetto al massimo record di quasi 2 milioni di bpd di maggio. Le importazioni dal principale fornitore dell'Arabia Saudita hanno raggiunto 7,53 milioni di tonnellate, o 1,83 milioni di barili al giorno, rispetto agli 1,99 milioni di barili al giorno di agosto ed erano inferiori del 5,4% rispetto all'anno precedente.
Gli acquisti eccezionali della Russia, a fronte di un calo del 2% su base annua delle importazioni totali di greggio dalla Cina, hanno continuato a spremere forniture concorrenti dal principale esportatore dell'Africa occidentale, l'Angola, il cui volume è sceso del 36% su base annua, secondo i dati mostrati. Nei primi nove mesi, l'Arabia Saudita ha mantenuto il primo posto con volumi di 65,84 milioni di tonnellate, in calo dell'1% rispetto all'anno precedente.
I volumi russi sono aumentati di quasi il 9% a 64,26 milioni di tonnellate, un secondo vicino. I dati doganali hanno anche mostrato che le importazioni dalla Malesia, spesso utilizzata come punto di trasferimento negli ultimi due anni per il petrolio originario dell'Iran, del Venezuela e, più recentemente, della Russia, sono più che raddoppiate raggiungendo un nuovo massimo di 4,05 milioni di tonnellate. Ciò ha superato il record precedente stabilito ad agosto di 3,37 milioni di tonnellate.
Anche la Cina ha ricevuto circa 795.000 tonnellate di greggio statunitense a settembre, dopo lo zero importazioni ad agosto. Non sono state registrate importazioni né dal Venezuela né dall'Iran. La tabella seguente mostra le importazioni per Paese, con i volumi in tonnellate metriche e la variazione percentuale calcolata da Reuters.
Fonte: The Economic Times
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Le importazioni cinesi di petrolio dalla Russia sono aumentate del 22% a settembre rispetto all'anno precedente, rimanendo appena al di sotto del principale fornitore, l'Arabia Saudita. Le raffinerie indipendenti hanno acquistato carburante russo a un prezzo più basso a fronte di margini di raffinazione interni deboli.
Le forniture dalla Russia, incluso il petrolio pompato attraverso l'oleodotto dell'Oceano Pacifico della Siberia orientale e le spedizioni marittime dai porti russi dell'Europa e dell'Estremo Oriente, sono ammontate a 7,46 milioni di tonnellate, secondo i dati dell'Amministrazione generale delle dogane cinese mostrati lunedì.
L'importo, equivalente a 1,82 milioni di barili al giorno (bpd), è sceso da 1,96 milioni di bpd di agosto e rispetto al massimo record di quasi 2 milioni di bpd di maggio. Le importazioni dal principale fornitore dell'Arabia Saudita hanno raggiunto 7,53 milioni di tonnellate, o 1,83 milioni di barili al giorno, rispetto agli 1,99 milioni di barili al giorno di agosto ed erano inferiori del 5,4% rispetto all'anno precedente.
Gli acquisti eccezionali della Russia, a fronte di un calo del 2% su base annua delle importazioni totali di greggio dalla Cina, hanno continuato a spremere forniture concorrenti dal principale esportatore dell'Africa occidentale, l'Angola, il cui volume è sceso del 36% su base annua, secondo i dati mostrati. Nei primi nove mesi, l'Arabia Saudita ha mantenuto il primo posto con volumi di 65,84 milioni di tonnellate, in calo dell'1% rispetto all'anno precedente.
I volumi russi sono aumentati di quasi il 9% a 64,26 milioni di tonnellate, un secondo vicino. I dati doganali hanno anche mostrato che le importazioni dalla Malesia, spesso utilizzata come punto di trasferimento negli ultimi due anni per il petrolio originario dell'Iran, del Venezuela e, più recentemente, della Russia, sono più che raddoppiate raggiungendo un nuovo massimo di 4,05 milioni di tonnellate. Ciò ha superato il record precedente stabilito ad agosto di 3,37 milioni di tonnellate.
Anche la Cina ha ricevuto circa 795.000 tonnellate di greggio statunitense a settembre, dopo lo zero importazioni ad agosto. Non sono state registrate importazioni né dal Venezuela né dall'Iran. La tabella seguente mostra le importazioni per Paese, con i volumi in tonnellate metriche e la variazione percentuale calcolata da Reuters.
Fonte: The Economic Times
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The Economic Times
Russian oil supplies to China up 22% on year, close second to Saudi - data
Supplies from Russia, including oil pumped via the East Siberia Pacific Ocean pipeline and seaborne shipments from Russia's European and Far Eastern ports, totalled 7.46 million tonnes, data from the Chinese General Administration of Customs showed on…
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La Pintadera ep. n. 11 parte 1
In questa puntata de La Pintadera, Giuseppe Masala ci parla del NIP USA e di cosa sta succedendo dall'inizio del conflitto.
Le sanzioni studiate per colpire la UE
I problemi dell'economia britannica
Perdita di competitività tedesca
La Francia punta i piedi
I gravi problemi di bilancio delle società di utilities tedesche e italiane https://www.youtube.com/watch?v=fCtmMLaKpXQ
In questa puntata de La Pintadera, Giuseppe Masala ci parla del NIP USA e di cosa sta succedendo dall'inizio del conflitto.
Le sanzioni studiate per colpire la UE
I problemi dell'economia britannica
Perdita di competitività tedesca
La Francia punta i piedi
I gravi problemi di bilancio delle società di utilities tedesche e italiane https://www.youtube.com/watch?v=fCtmMLaKpXQ
YouTube
La Pintadera ep n 11 Parte 1 - Gli USA cannibalizzano l'Europa
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La Pintadera ep. n. 11 parte 1
In questa puntata de La Pintadera, Giuseppe Masala ci parla del NIP USA e di cosa sta succedendo dall'inizio del conflitto.
Le sanzioni studiate per colpire la UE
I problemi dell'economia britannica…
La Pintadera ep. n. 11 parte 1
In questa puntata de La Pintadera, Giuseppe Masala ci parla del NIP USA e di cosa sta succedendo dall'inizio del conflitto.
Le sanzioni studiate per colpire la UE
I problemi dell'economia britannica…
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🇩🇪 GERMANIA: YUAN NON OLET
La direzione del terzo porto commerciale d'Europa, Amburgo, a causa del surriscaldamento del traffico merci, vuol vendere il 35% per cento di uno dei i quattro terminal container alla compagnia di navigazione statale cinese Cosco. L'accordo è stato discusso per diversi anni.
“Il porto di Amburgo è strettamente connesso con la Cina. I cinesi sono partner di lunga data. Il 30% di tutte le merci in Germania importate dalla Cina o esportate in Cina passano attraverso il porto di Amburgo", afferma Angela Tizrat, presidente del consiglio di amministrazione del porto di Amburgo.
Tuttavia, non tutti condividono l'ottimismo del consiglio di amministrazione del porto. "Pagheremo un extra per questo, come per il gas russo", avverte il ministro federale dell'Economia Robert Habeck. “Il fatto che saremo ricattati non è solo un'affermazione speculativa, è la realtà di questo mondo. Non dobbiamo ripetere gli stessi errori che abbiamo fatto con il gas russo”. Anche le agenzie di intelligence tedesche si oppongono alla vendita, ritenendo che un aumento della quota cinese nel fatturato delle merci tedesche rappresenti una minaccia per la sicurezza economica della Germania. (Fonte: Lettera da Mosca)
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La direzione del terzo porto commerciale d'Europa, Amburgo, a causa del surriscaldamento del traffico merci, vuol vendere il 35% per cento di uno dei i quattro terminal container alla compagnia di navigazione statale cinese Cosco. L'accordo è stato discusso per diversi anni.
“Il porto di Amburgo è strettamente connesso con la Cina. I cinesi sono partner di lunga data. Il 30% di tutte le merci in Germania importate dalla Cina o esportate in Cina passano attraverso il porto di Amburgo", afferma Angela Tizrat, presidente del consiglio di amministrazione del porto di Amburgo.
Tuttavia, non tutti condividono l'ottimismo del consiglio di amministrazione del porto. "Pagheremo un extra per questo, come per il gas russo", avverte il ministro federale dell'Economia Robert Habeck. “Il fatto che saremo ricattati non è solo un'affermazione speculativa, è la realtà di questo mondo. Non dobbiamo ripetere gli stessi errori che abbiamo fatto con il gas russo”. Anche le agenzie di intelligence tedesche si oppongono alla vendita, ritenendo che un aumento della quota cinese nel fatturato delle merci tedesche rappresenti una minaccia per la sicurezza economica della Germania. (Fonte: Lettera da Mosca)
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Lettera da Mosca
GERMANIA: YUAN NON OLET. FORSE - La direzione del terzo porto commerciale d'Europa, Amburgo, a causa del calo del traffico merci, vuol vendere il 35% per cento di uno dei quattro terminal container alla compagnia di navigazione statale cinese Cosco. “Il porto…
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Grande intervento di Dario Giacomini, presidente dell'associazione ContiamoCI!, intervistato da Elisabetta Frezza all'undicesimo convegno “Euro, mercati, democrazia”. Un racconto dettagliato e appassionato degli ultimi due anni, dai primi provvedimenti emergenziali alla sospensione del personale non allineato agli imperativi vaccinisti del governo, fino alla creazione di una nuova comunità, dentro il dissenso e con lo sguardo proteso al futuro.
Forwarded from ContiamoCi!
“Io non voglio vivere a lungo. Io voglio vivere libero!”
Dario Giacomini intervistato da Elisabetta Frezza.
Da guardare e diffondere.
https://youtu.be/RVRXBE0duQg
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EMD 2022 | Libertà dei corpi (intermedi) - Elisabetta Frezza, Dario Giacomini
Intervento di Elisabetta Frezza e Dario Giacomini, in occasione dell'undicesimo convegno “Euro, mercati, democrazia”.
L'edizione di quest'anno, dal titolo "Libertà vo cercando", si è svolta a Montesilvano (PE) dal 30 settembre al 2 ottobre 2022, presso la…
L'edizione di quest'anno, dal titolo "Libertà vo cercando", si è svolta a Montesilvano (PE) dal 30 settembre al 2 ottobre 2022, presso la…
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Forwarded from Martina Pastorelli
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🟡🟡MENZOGNE DI GUERRA
Guerra e crisi energetica: ci dicono che c'è una causa giusta ma quanto costa, chi paga e questo costo quale risultato provocherà?
Su questi 3 punti cruciali o mentono o non rispondono.
L'economista Giuseppe Liturri: aver usato le sanzioni alla Russia come carri armati ha aperto per noi un fronte economico: ma chiudendo i flussi di gas, noi ci fermiamo!
#lachiesachecè
Guerra e crisi energetica: ci dicono che c'è una causa giusta ma quanto costa, chi paga e questo costo quale risultato provocherà?
Su questi 3 punti cruciali o mentono o non rispondono.
L'economista Giuseppe Liturri: aver usato le sanzioni alla Russia come carri armati ha aperto per noi un fronte economico: ma chiudendo i flussi di gas, noi ci fermiamo!
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Eurozona: il PMI manifatturiero globale S&P scende a 46,6 a ottobre rispetto al 47,8 previsto. L'attività economica nel settore privato dell'area dell'euro ha continuato a contrarsi all'inizio di ottobre. L'economia dell'Eurozona sembra destinata a contrarsi nel quarto trimestre, data la crescente perdita di produzione e il deterioramento delle prospettive della domanda osservate in ottobre, che aggiungenta alla speculazione conferma una recessione sembra sempre più inevitabile e duratura.
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Giubbe Rosse
Eurozona: il PMI manifatturiero globale S&P scende a 46,6 a ottobre rispetto al 47,8 previsto. L'attività economica nel settore privato dell'area dell'euro ha continuato a contrarsi all'inizio di ottobre. L'economia dell'Eurozona sembra destinata a contrarsi…
🇪🇺 EUROZONA. ATTIVITÀ ECONOMICA ANCORA GIÙ
L'attività economica di ottobre della zona euro subisce un altro colpo di inflazione
L'attività economica dell'Eurozona si è contratta al ritmo più veloce in quasi due anni a ottobre, poiché la crisi del costo della vita ha mantenuto i consumatori cauti e ha indebolito la domanda. Le fabbriche sono state particolarmente colpite dall'aumento dei prezzi dell'energia e dalle catene di approvvigionamento, che si stavano ancora riprendendo dalla pandemia di coronavirus quando hanno dovuto subire le conseguenze dall'invasione russa dell'Ucraina.
Il Composite Purchasing Managers' Index (PMI) di S&P Global, considerato come una buona guida per la salute economica generale, è sceso a 47,1 da 48,1 di settembre, al di sotto delle aspettative di 47,5 in un sondaggio Reuters. Ottobre è stato il quarto mese al di sotto della soglia di 50, che separa la crescita dalla contrazione ed è stata la lettura più bassa da novembre 2020. "L'economia dell'Eurozona sembra destinata a contrarsi nel quarto trimestre, data la crescente perdita di produzione e il deterioramento del quadro della domanda visti in ottobre, aggiungendo alla speculazione che una recessione sembra sempre più inevitabile", ha affermato Chris Williamson, capo economista di S&P Global "La domanda è in forte calo e le aziende sono sempre più preoccupate per scorte elevate e vendite inferiori alle attese, soprattutto con l'avvicinarsi dell'inverno. I rischi sono quindi inclinati verso la flessione che accelera verso la fine dell'anno".
L'indice composito delle nuove attività è sceso da 46,3 al minimo di quasi due anni di 45,0.
Fonte: Reuters
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L'attività economica di ottobre della zona euro subisce un altro colpo di inflazione
L'attività economica dell'Eurozona si è contratta al ritmo più veloce in quasi due anni a ottobre, poiché la crisi del costo della vita ha mantenuto i consumatori cauti e ha indebolito la domanda. Le fabbriche sono state particolarmente colpite dall'aumento dei prezzi dell'energia e dalle catene di approvvigionamento, che si stavano ancora riprendendo dalla pandemia di coronavirus quando hanno dovuto subire le conseguenze dall'invasione russa dell'Ucraina.
Il Composite Purchasing Managers' Index (PMI) di S&P Global, considerato come una buona guida per la salute economica generale, è sceso a 47,1 da 48,1 di settembre, al di sotto delle aspettative di 47,5 in un sondaggio Reuters. Ottobre è stato il quarto mese al di sotto della soglia di 50, che separa la crescita dalla contrazione ed è stata la lettura più bassa da novembre 2020. "L'economia dell'Eurozona sembra destinata a contrarsi nel quarto trimestre, data la crescente perdita di produzione e il deterioramento del quadro della domanda visti in ottobre, aggiungendo alla speculazione che una recessione sembra sempre più inevitabile", ha affermato Chris Williamson, capo economista di S&P Global "La domanda è in forte calo e le aziende sono sempre più preoccupate per scorte elevate e vendite inferiori alle attese, soprattutto con l'avvicinarsi dell'inverno. I rischi sono quindi inclinati verso la flessione che accelera verso la fine dell'anno".
L'indice composito delle nuove attività è sceso da 46,3 al minimo di quasi due anni di 45,0.
Fonte: Reuters
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Forwarded from l'AntiDiplomatico
«Salutiamo la storica rielezione del fratello Xi Jinping a Presidente della Repubblica Popolare Cinese e Leader del Partito Comunista Cinese. Sottolineiamo che assume una leadership che assicura l'equilibrio regionale e multipolare di fronte all'interventismo bellico degli Stati Uniti e della NATO.
Viviamo in tempi di fratellanza, solidarietà e complementarietà tra paesi fratelli. L'unilateralismo verticale che gli USA intendono imporre è il peggior attacco contro la pace, la dignità e la sovranità dei popoli liberi del mondo»
Evo Morales
------------------
🔴 Spegnete i Fake media. Passate a l'AntiDiplomatico: https://t.me/lantidiplomatico
Viviamo in tempi di fratellanza, solidarietà e complementarietà tra paesi fratelli. L'unilateralismo verticale che gli USA intendono imporre è il peggior attacco contro la pace, la dignità e la sovranità dei popoli liberi del mondo»
Evo Morales
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LA CINA HA VINTO LA GUERRA FREDDA?
di Gabriele Germani
La nascita del capitalismo fu fenomeno complesso e multifattoriale. Ci sono due filoni sull'origine del capitalismo… continua a leggere
di Gabriele Germani
La nascita del capitalismo fu fenomeno complesso e multifattoriale. Ci sono due filoni sull'origine del capitalismo… continua a leggere
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RINALDI ABBANDONA LO STUDIO PER PROTESTA CONTRO ORNELLA MARIANI
Antonio M. Rinaldi abbandona lo studio in diretta TV dopo scontro con Ornella Mariani e M. Scandurra
Fonte: Canale Italia
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Antonio M. Rinaldi abbandona lo studio in diretta TV dopo scontro con Ornella Mariani e M. Scandurra
Fonte: Canale Italia
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Antonio M.Rinaldi abbandona lo studio in diretta TV dopo scontro con Ornella Mariani e M. Scandurra
L'On. Antonio Maria Rinaldi, Parlamentare Europeo del gruppo Lega, abbandona lo studio in diretta televisiva su Canale Italia dopo un acceso scontro verbale con Ornella Mariani ed il giornalista Maurizio Scandurra. E' avvenuto durante la trasmissione Notizie…
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