DA ROMA A TRIPOLI: IL PROGETTO DEL PIANO MATTEI PER L’ASCESA GEOPOLITICA DELL’ITALIA
di Redazione
L’ascesa geopolitica dell’Italia è prefigurata attorno allo sviluppo di legami più stretti nel settore degli idrocarburi con la Libia, al fine di creare un “Mediterraneo allargato”, il premio finale della politica italiana nel Nord Africa. Il Piano Mattei prevede un impegno finanziario di 5,5 miliardi di euro, costituiti da circa 3 miliardi di euro provenienti dal Fondo Climatico Italiano e da ulteriori 2,5 miliardi di euro già stanziati per la cooperazione allo sviluppo, da attuare attraverso una varietà di strumenti, tra cui la conversione del debito in azioni di sviluppo e iniziative sia pubblico-private che multilaterali, con progetti pilota già in corso in Tunisia, Algeria, Egitto e Marocco. Ma la vistosa mancata integrazione del Piano con i mezzi propri dell’Europa suggerisce di per sé un elemento di branding nazionale. In effetti, affermare che “nessun successo senza l’Europa” significherebbe perdere di vista l’intento più ampio di Roma: rafforzare il peso geopolitico italiano in Africa.
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L’ascesa geopolitica dell’Italia è prefigurata attorno allo sviluppo di legami più stretti nel settore degli idrocarburi con la Libia, al fine di creare un “Mediterraneo allargato”, il premio finale della politica italiana nel Nord Africa. Il Piano Mattei prevede un impegno finanziario di 5,5 miliardi di euro, costituiti da circa 3 miliardi di euro provenienti dal Fondo Climatico Italiano e da ulteriori 2,5 miliardi di euro già stanziati per la cooperazione allo sviluppo, da attuare attraverso una varietà di strumenti, tra cui la conversione del debito in azioni di sviluppo e iniziative sia pubblico-private che multilaterali, con progetti pilota già in corso in Tunisia, Algeria, Egitto e Marocco. Ma la vistosa mancata integrazione del Piano con i mezzi propri dell’Europa suggerisce di per sé un elemento di branding nazionale. In effetti, affermare che “nessun successo senza l’Europa” significherebbe perdere di vista l’intento più ampio di Roma: rafforzare il peso geopolitico italiano in Africa.
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🇩🇪🇺🇦🇺🇸 PISTORIUS: "LE RICHIESTE DEGLI USA ALL'UCRAINA SI SONO SPINTE TROPPO OLTRE"
Pretendere che l'Ucraina non ceda territori equivale a dire che si vuole che la guerra continui, senza peraltro essere disposti a combatterla in prima persona. In pratica, quello che Pistorius e tutti i falchi in Europa stanno chiedendo è che gli USA continuino a inviare armi a Kiev e l'Ucraina continui a mandare i suoi giovani a morire solo perché a Londra, a Parigi, a Berlino a Bruxelles c'è qualcuno che ha paura di perdere la faccia.
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Il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, ha dichiarato oggi in televisione che le richieste degli Stati Uniti all'Ucraina di cedere territori alla Russia stanno andando troppo oltre.
Se l'Ucraina cadesse, se Putin vincesse questa guerra, secondo Pistorius, ciò rappresenterebbe una minaccia suprema per il territorio della NATO, nonché per paesi come la Moldavia o la Georgia.
Non si tratta solo di solidarietà con l'Ucraina, ma anche della nostra sicurezza e della pace in Europa. La Germania non abbandonerà quindi l'Ucraina e continuerà a sostenerla anche se gli Stati Uniti non la sosterranno più. Secondo Pistorius, sa che altri partner europei la pensano allo stesso modo.
Pretendere che l'Ucraina non ceda territori equivale a dire che si vuole che la guerra continui, senza peraltro essere disposti a combatterla in prima persona. In pratica, quello che Pistorius e tutti i falchi in Europa stanno chiedendo è che gli USA continuino a inviare armi a Kiev e l'Ucraina continui a mandare i suoi giovani a morire solo perché a Londra, a Parigi, a Berlino a Bruxelles c'è qualcuno che ha paura di perdere la faccia.
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Forwarded from Paolo Bellavite
Studio epidemiologico giapponese
Anche se il bimbo salta o ritarda qualche dose di vaccini, non cambia il rischio di ospedalizzazione per malattia coperta da vaccino né per altre malattie
https://www.jstage.jst.go.jp/article/ace/advpub/0/advpub_25014/_pdf
Anche se il bimbo salta o ritarda qualche dose di vaccini, non cambia il rischio di ospedalizzazione per malattia coperta da vaccino né per altre malattie
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LE RAGIONI PER UN TOTALE DISACCOPPIAMENTO TRA CINA E STATI UNITI
di Hua Bin per il suo huabinoliver.substack.com - Traduzione a cura di Old Hunter
L’attuale rapporto sino-americano non è sostenibile a lungo termine. Gli Stati Uniti non rinunceranno alla loro egemonia globale. La Cina non rinuncerà a sviluppare la propria economia e la propria potenza nazionale. L’ostilità degli Stati Uniti è aperta e palpabile. La Cina è ribelle e sicura di sé. In tal caso, non c’è modo di far quadrare i conti.
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di Hua Bin per il suo huabinoliver.substack.com - Traduzione a cura di Old Hunter
L’attuale rapporto sino-americano non è sostenibile a lungo termine. Gli Stati Uniti non rinunceranno alla loro egemonia globale. La Cina non rinuncerà a sviluppare la propria economia e la propria potenza nazionale. L’ostilità degli Stati Uniti è aperta e palpabile. La Cina è ribelle e sicura di sé. In tal caso, non c’è modo di far quadrare i conti.
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🇰🇵🇷🇺 COREA DEL NORD AMMETTE PER LA PRIMA VOLTA LA PARTECIPAZIONE DI PROPRI SOLDATI NEL KURSK
Per la prima volta la Corea del Nord ha riconosciuto ufficialmente la partecipazione delle sue truppe ai combattimenti nella regione di Kursk.
"L'operazione per liberare la regione di Kursk, volta a respingere l'audace invasione armata delle autorità ucraine nella Federazione Russa, è stata completata vittoriosamente. Le unità delle nostre forze armate coinvolte nell'operazione per liberare la regione di Kursk... hanno dato un contributo significativo alla distruzione delle forze neonaziste in Ucraina", si legge nel comunicato citato dall'agenzia di stampa nordcoreana.
La partecipazione delle truppe nordcoreane "spalla a spalla" con quelle russe "ha fermato gli avventurosi tentativi politico-militari delle forze occidentali e delle autorità ucraine di ostacolare l'operazione militare speciale della Russia".
Kim Jong-un ha dichiarato che a Pyongyang verrà eretto un monumento in memoria dei partecipanti all'operazione nella regione di Kursk. (Fonte: New York Times)
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Per la prima volta la Corea del Nord ha riconosciuto ufficialmente la partecipazione delle sue truppe ai combattimenti nella regione di Kursk.
"L'operazione per liberare la regione di Kursk, volta a respingere l'audace invasione armata delle autorità ucraine nella Federazione Russa, è stata completata vittoriosamente. Le unità delle nostre forze armate coinvolte nell'operazione per liberare la regione di Kursk... hanno dato un contributo significativo alla distruzione delle forze neonaziste in Ucraina", si legge nel comunicato citato dall'agenzia di stampa nordcoreana.
La partecipazione delle truppe nordcoreane "spalla a spalla" con quelle russe "ha fermato gli avventurosi tentativi politico-militari delle forze occidentali e delle autorità ucraine di ostacolare l'operazione militare speciale della Russia".
Kim Jong-un ha dichiarato che a Pyongyang verrà eretto un monumento in memoria dei partecipanti all'operazione nella regione di Kursk. (Fonte: New York Times)
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NY Times
Russia’s Putin Thanks Kim for North Korean Troops Fighting in Kursk
North Korea’s leader, Kim Jong-un, ordered a monument for the “heroic” soldiers killed in Russia’s war against Ukraine, as Moscow and Pyongyang make first comments on the joint operation.
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Sabato 10 maggio e domenica 11 maggio saremo presenti all'evento organizzato dall'associazione "Pensiero libero" a Cusago (Milano). Sedici relatori si alterneranno su due palchi durante due giornate per parlare di politica, sanità, geopolitica, energia, scuola, Covid, NATO e molto altro.
L'evento si terrà presso il Centro Sportivo RugbioLandia, Via IV Novembre, 20047 Cusago MI (clicca qui per la mappa).
Nella mattinata e nel pomeriggio di sabato 10, sul Palco "Terzo tempo" parleranno Marco Rizzo, Ugo Maria Tassinari, Ilaria Bifarini, Sonia Milone, Diego Fusaro. Sempre nel pomeriggio del sabato, sul Palco "Il bosco" parleremo delle nuove problematiche della sanità italiana con Marco Cosentino, Maurizio Tirassa, Dario Giacomini ed Eduardo Missoni. A seguire, il dr. Gabriele Prinzi parlerà su come "Uscire dalla medicina degli schiavi". In serata, a partire dalle 21:00, parleremo delle prospettive dell'Italia nel nuovo contesto geopolitico con Gianandrea Gaiani, Giacomo Gabellini e Giorgio Bianchi.
Nella giornata di domenica 11, infine, completeranno gli interventi il regista Paolo Cassina, la giornalista Tiziana Alterio, il giornalista Filippo Rossi e l'esperto di energie rinnovabili e autosufficienza energetica Alessandro Ronca.
Ingresso gratuito, con contributo consapevole e volontario.
Iscrizioni: https://www.ilpensierolibero.eu/iscriviti-agli-incontri/
Sito dell'evento: https://www.ilpensierolibero.eu/
Calendario e schede dei relatori: https://www.ilpensierolibero.eu/calendario-evento/
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🇨🇳🇺🇸 XI NEGA DI AVER PARLATO AL TELEFONO CON TRUMP
Fonte: CNN
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Fonte: CNN
Il leader cinese Xi Jinping non ha parlato al telefono con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump di recente, ha detto Pechino oggi, ribadendo che non sono in corso colloqui tra i due paesi per risolvere la loro guerra tariffaria.
La dichiarazione di un portavoce del Ministero degli Affari Esteri cinese è una netta smentita dell'affermazione di Trump in un'intervista alla rivista Time la scorsa settimana, secondo cui Xi lo aveva chiamato, mentre le due maggiori economie del mondo rimangono bloccate in una disputa sui prelievi commerciali alle stelle.
"Per quanto ne so, non c'è stata alcuna telefonata recente tra i due capi di Stato", ha detto Guo Jiakun in una conferenza stampa. "Voglio ribadire che la Cina e gli Stati Uniti non sono impegnati in consultazioni o negoziati sulla questione tariffaria".
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CNN
China rejects Trump’s claim that Xi has called him by phone
Chinese leader Xi Jinping has not spoken to US President Donald Trump on the phone recently, Beijing said Monday, reiterating that no talks are taking place between the two countries to resolve their tariff war.
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🇷🇺 LAVROV: "LA PALLA NON È NEL NOSTRO CAMPO"
Fonte: O Globo
In un'intervista esclusiva concessa al quotidiano brasiliano O Globo pubblicata oggi, il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov (che si trova a Rio de Janeiro per la riunione dei BRICS) ha parlato anche della guerra in Ucraina e delle prospettive di negoziato.
- La Russia è aperta al dialogo, ma ritiene che la “palla non sia nel proprio campo”. Lavrov accusa l’Occidente di spingere l’Ucraina a rifiutare negoziati seri e sostiene che Kiev non ha autonomia decisionale e segue le direttive di Stati Uniti e NATO.
- Lavrov critica l’Occidente per il continuo invio di armi all’Ucraina, definendolo un ostacolo alla pace. Sostiene che gli Stati Uniti e i loro alleati stiano prolungando il conflitto per indebolire la Russia.
Tra le condizioni per la pace, la Russia insiste sul riconoscimento dei “nuovi territori” (le regioni annesse) e sulla garanzia di sicurezza per i russofoni in Ucraina. Lavrov ribadisce che Mosca non accetterà accordi che non rispettino questi punti.
- Lavrov si mostra scettico su una risoluzione del conflitto a breve termine, sottolineando che la Russia è pronta a continuare il confronto militare se le sue richieste non saranno accolte.
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Fonte: O Globo
In un'intervista esclusiva concessa al quotidiano brasiliano O Globo pubblicata oggi, il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov (che si trova a Rio de Janeiro per la riunione dei BRICS) ha parlato anche della guerra in Ucraina e delle prospettive di negoziato.
- La Russia è aperta al dialogo, ma ritiene che la “palla non sia nel proprio campo”. Lavrov accusa l’Occidente di spingere l’Ucraina a rifiutare negoziati seri e sostiene che Kiev non ha autonomia decisionale e segue le direttive di Stati Uniti e NATO.
- Lavrov critica l’Occidente per il continuo invio di armi all’Ucraina, definendolo un ostacolo alla pace. Sostiene che gli Stati Uniti e i loro alleati stiano prolungando il conflitto per indebolire la Russia.
Tra le condizioni per la pace, la Russia insiste sul riconoscimento dei “nuovi territori” (le regioni annesse) e sulla garanzia di sicurezza per i russofoni in Ucraina. Lavrov ribadisce che Mosca non accetterà accordi che non rispettino questi punti.
- Lavrov si mostra scettico su una risoluzione del conflitto a breve termine, sottolineando che la Russia è pronta a continuare il confronto militare se le sue richieste non saranno accolte.
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O Globo
'A bola não está do nosso lado', diz Lavrov sobre negociação com Ucrânia
Chanceler russo, que participa de reunião do Brics no Rio nesta segunda e terça-feira, afirma que 'nossos interlocutores americanos começaram a entender melhor a posição da Rússia sobre a situação na Ucrânia'
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MEDIOBANCA LANCIA UN’OPA SU BANCA GENERALI PER 6,3 MILIARDI DI EURO
Una mossa strategica per Mediobanca, banca da sempre focalizzata sul private banking, che chiude il mese annunciando un’offerta pubblica di scambio volontaria (OPA) sul 100% delle azioni di Banca Generali, per un valore complessivo di 6,3 miliardi di euro. L’operazione punta a raddoppiare i ricavi della divisione Wealth Management e rappresenta un’accelerazione del piano strategico “One Brand-One Culture” di Mediobanca, con l’obiettivo di consolidare il Wealth Management come core business del Gruppo. L’offerta arriva a pochi mesi di distanza dal tentativo di acquisizione di Mediobanca da parte di Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS), respinto a gennaio. Una scelta che potrebbe anche essere letta come una mossa per scoraggiare future mire di MPS su Piazzetta Cuccia. Contestualmente, Mediobanca procederà alla cessione della propria partecipazione in Assicurazioni Generali, reinvestendo il capitale in Banca Generali. Questo passaggio trasformerà il rapporto tra Mediobanca e Generali da una semplice partecipazione finanziaria a una solida partnership industriale. L’integrazione punta a creare un leader europeo nel Wealth Management per totale asset under management (TFA), ricavi e capacità di crescita, con sinergie attese per circa 300 milioni di euro.
Fonte CreditVillage
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Una mossa strategica per Mediobanca, banca da sempre focalizzata sul private banking, che chiude il mese annunciando un’offerta pubblica di scambio volontaria (OPA) sul 100% delle azioni di Banca Generali, per un valore complessivo di 6,3 miliardi di euro. L’operazione punta a raddoppiare i ricavi della divisione Wealth Management e rappresenta un’accelerazione del piano strategico “One Brand-One Culture” di Mediobanca, con l’obiettivo di consolidare il Wealth Management come core business del Gruppo. L’offerta arriva a pochi mesi di distanza dal tentativo di acquisizione di Mediobanca da parte di Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS), respinto a gennaio. Una scelta che potrebbe anche essere letta come una mossa per scoraggiare future mire di MPS su Piazzetta Cuccia. Contestualmente, Mediobanca procederà alla cessione della propria partecipazione in Assicurazioni Generali, reinvestendo il capitale in Banca Generali. Questo passaggio trasformerà il rapporto tra Mediobanca e Generali da una semplice partecipazione finanziaria a una solida partnership industriale. L’integrazione punta a creare un leader europeo nel Wealth Management per totale asset under management (TFA), ricavi e capacità di crescita, con sinergie attese per circa 300 milioni di euro.
Fonte CreditVillage
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CREDIT VILLAGE
Mediobanca lancia un’OPA su Banca Generali per 6,3 miliardi di euro
Una mossa strategica per Mediobanca, banca da sempre focalizzata sul private banking, che chiude il mese annunciando un’offerta pubblica di scambio volontaria (OPA) sul 100% delle azioni di Banca Generali, per un valore complessivo di 6,3 miliardi di euro.…
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🇮🇱 GERUSALEMME. DISCORSO SENZA PRECEDENTI DI NETANYAHU
Oggi Netanyahu ha pronunciato un discorso senza precedenti al JNS International Policy Summit a Gerusalemme. Punti salienti:
Una posizione massimalista e intransigente volta palesemente a forzare la mano a Trump e a far fallire i negoziati con l'Iran.
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Oggi Netanyahu ha pronunciato un discorso senza precedenti al JNS International Policy Summit a Gerusalemme. Punti salienti:
Le alture del Golan apparterranno per sempre a Israele: abbiamo rivendicato il pieno controllo sul Medio Oriente.
L'idea di creare uno Stato palestinese è sciocca e ingenua. Abbiamo deciso di bypassare i palestinesi e di parlare direttamente con le capitali arabe della pace.
Israele accetterà un accordo nucleare con l'Iran solo se eliminasse la capacità di Teheran di arricchire l'uranio. Israele non può accettare nulla di meno.
Una posizione massimalista e intransigente volta palesemente a forzare la mano a Trump e a far fallire i negoziati con l'Iran.
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Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu addresses JNS International Policy Summit
Addressing the inaugural JNS International Policy Summit in Jerusalem, Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu made it clear: Israel will only accept a nuclear deal with Iran that completely eliminates Tehran’s uranium enrichment capabilities.
In his address…
In his address…
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ASPETTANDO XI
di Mike Whitney per The Unz Review - Traduzione a cura di Old Hunter
Lo scopo della politica tariffaria del Presidente Trump non è quello che lui stesso afferma. Se l’obiettivo dei dazi fosse stato quello di reindustrializzare il Paese e creare più posti di lavoro nel settore manifatturiero, l’annuncio sarebbe stato accompagnato da una politica industriale che avrebbe delineato uno sforzo governativo coordinato per ricostruire le industrie critiche americane. Avrebbe fornito dettagli su incentivi fiscali, investimenti infrastrutturali, formazione della forza lavoro, sussidi governativi e finanziamenti per la ricerca e sviluppo; il tutto finalizzato al raggiungimento degli obiettivi dichiarati da Trump.
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di Mike Whitney per The Unz Review - Traduzione a cura di Old Hunter
Lo scopo della politica tariffaria del Presidente Trump non è quello che lui stesso afferma. Se l’obiettivo dei dazi fosse stato quello di reindustrializzare il Paese e creare più posti di lavoro nel settore manifatturiero, l’annuncio sarebbe stato accompagnato da una politica industriale che avrebbe delineato uno sforzo governativo coordinato per ricostruire le industrie critiche americane. Avrebbe fornito dettagli su incentivi fiscali, investimenti infrastrutturali, formazione della forza lavoro, sussidi governativi e finanziamenti per la ricerca e sviluppo; il tutto finalizzato al raggiungimento degli obiettivi dichiarati da Trump.
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🇺🇦 UCRAINA PERDE UN SU-27
Fonte: hromadske.ua
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Fonte: hromadske.ua
L'Ucraina ha perso un caccia Su-27 mentre respingeva un attacco di droni russi questa mattina, ha riferito l'aeronautica militare. Il pilota che si è eiettato in sicurezza, come riportato dall'aeronautica delle forze armate ucraine.
Dopo che il pilota si è eiettato, è stato localizzato da una squadra di ricerca e soccorso, che lo ha trasportato in ospedale. Le sue condizioni sono stabili e la sua vita non è in pericolo, secondo l'Air Force.
È stata istituita una commissione speciale per indagare sulle cause dell'incidente e ha già iniziato i suoi lavori.
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hromadske
Ukraine loses Su-27 jet, pilot survives
Ukraine lost an Su-27 fighter jet while repelling a Russian drone attack this morning, the Air Force reported, with the pilot safely ejecting,
as reported
by the Air Force of the Armed Forces of Ukraine.
as reported
by the Air Force of the Armed Forces of Ukraine.
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🇮🇷🇮🇱 IRAN. ARAGHCHI RISPONDE A NETANYAHU
Abbas Araghchi, ministro degli Esteri iraniano, ha risposto al discorso pronunciato ieri dal primo ministro israeliano Netanyahu:
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Abbas Araghchi, ministro degli Esteri iraniano, ha risposto al discorso pronunciato ieri dal primo ministro israeliano Netanyahu:
La fantasia di Israele di poter dettare cosa l'Iran può o non può fare è così lontana dalla realtà che difficilmente merita una risposta. Ciò che colpisce, tuttavia, è la sfacciataggine con cui Netanyahu sta ora dettando al presidente Trump cosa può e non può fare nella sua diplomazia con l'Iran. Per fortuna, gli alleati di Netanyahu nel fallito team di Biden, che non sono riusciti a raggiungere un accordo con l'Iran, stanno falsamente presentando i nostri negoziati indiretti con l'amministrazione Trump come un altro JCPOA.
L'Iran è sufficientemente forte e sicuro delle sue capacità da sventare qualsiasi tentativo da parte di attori esterni malintenzionati di sabotare la sua politica estera o di dettarne la rotta. Possiamo solo sperare che le nostre controparti statunitensi siano altrettanto risolute.
Molti iraniani non credono più che il JCPOA sia sufficiente.
L'Iran cerca dividendi tangibili. Nulla di ciò che diranno o faranno gli alleati di Netanyahu nel fallito team di Biden cambierà questa realtà.
Non esiste un'opzione militare, tanto meno una soluzione militare. Qualsiasi attacco riceverà immediatamente una risposta.
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🇷🇺 NUOVO CESSATE IL FUOCO RUSSO
Putin annuncia il cessate il fuoco per l'80° anniversario della Vittoria. Un cessate il fuoco sarà in vigore dalla mezzanotte del 7 maggio alla mezzanotte del 10 maggio. Durante questo periodo, tutte le azioni militari saranno sospese. "Se la parte ucraina violasse il cessate il fuoco, le Forze armate della Federazione Russa forniranno una risposta adeguata ed efficace".
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Putin annuncia il cessate il fuoco per l'80° anniversario della Vittoria. Un cessate il fuoco sarà in vigore dalla mezzanotte del 7 maggio alla mezzanotte del 10 maggio. Durante questo periodo, tutte le azioni militari saranno sospese. "Se la parte ucraina violasse il cessate il fuoco, le Forze armate della Federazione Russa forniranno una risposta adeguata ed efficace".
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Giubbe Rosse News
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🇪🇦 MASSICCIO BLACKOUT IN SPAGNA
Un massiccio blackout ha colpito gran parte della Spagna, con ripercussioni anche in Portogallo, Andorra e alcune aree del sud della Francia. L’interruzione elettrica è iniziata intorno alle 12:30 CET, paralizzando città come Madrid, Barcellona, Valencia, Siviglia, Malaga e Badajoz.
I dati della rete elettrica nazionale spagnola mostrano una perdita di > 10 GW di domanda, da circa 26 GW a circa 12 GW in pochi secondi.
Il blackout ha causato gravi disagi, bloccando trasporti pubblici (treni, metropolitane), aeroporti (tra cui Madrid-Barajas e Lisbona), semafori e reti di comunicazione, inclusi internet e linee telefoniche. Le isole Canarie e Baleari, con sistemi elettrici autonomi, non sono state colpite.
La causa del blackout non è ancora stata chiarita. Red Eléctrica, gestore della rete elettrica spagnola, ha riportato uno “zero” nel sistema elettrico, indicando un collasso generalizzato, e sta lavorando per ripristinare l’energia, con progressi a partire dal nord e sud della penisola. L’Instituto Nacional de Ciberseguridad (Incibe) e il Centro nazionale criptologico stanno valutando l’ipotesi di un attacco informatico, ma non ci sono prove certe al momento. Altre possibili cause includono squilibri di tensione o problemi legati all’integrazione delle fonti rinnovabili.
L’operatore portoghese E-Redes ha indicato un possibile “problema nella rete elettrica europea”.
Il blackout ha generato caos, con ingorghi stradali, attività commerciali ferme e preoccupazioni per la perdita di merci deperibili. Gli ospedali di Madrid hanno continuato a funzionare grazie a generatori di emergenza. Le centrali nucleari spagnole hanno interrotto la produzione per sicurezza, ma i sistemi interni rimangono operativi con gruppi elettrogeni. Il governo Sánchez ha istituito una commissione di crisi e sta coordinando gli sforzi dal Centro di controllo della Rete Elettrica. Madrid ha attivato il Piano di Emergenza Municipale e la Direzione Generale del Traffico ha sconsigliato la circolazione automobilistica. Red Eléctrica e altri gestori stanno lavorando per ripristinare l’energia, ma in molte aree il blackout persiste, con tempi di recupero stimati in ore.
Nonostante le rassicurazioni passate sulla solidità del sistema energetico spagnolo, descritto come un’“isola energetica” con il 95% di produzione interna, l’entità di questo blackout ha sollevato interrogativi sulla resilienza delle infrastrutture. Le indagini proseguono per chiarire le cause e prevenire futuri incidenti.
Foto: Javier Blas, Bloomberg
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Un massiccio blackout ha colpito gran parte della Spagna, con ripercussioni anche in Portogallo, Andorra e alcune aree del sud della Francia. L’interruzione elettrica è iniziata intorno alle 12:30 CET, paralizzando città come Madrid, Barcellona, Valencia, Siviglia, Malaga e Badajoz.
I dati della rete elettrica nazionale spagnola mostrano una perdita di > 10 GW di domanda, da circa 26 GW a circa 12 GW in pochi secondi.
Il blackout ha causato gravi disagi, bloccando trasporti pubblici (treni, metropolitane), aeroporti (tra cui Madrid-Barajas e Lisbona), semafori e reti di comunicazione, inclusi internet e linee telefoniche. Le isole Canarie e Baleari, con sistemi elettrici autonomi, non sono state colpite.
La causa del blackout non è ancora stata chiarita. Red Eléctrica, gestore della rete elettrica spagnola, ha riportato uno “zero” nel sistema elettrico, indicando un collasso generalizzato, e sta lavorando per ripristinare l’energia, con progressi a partire dal nord e sud della penisola. L’Instituto Nacional de Ciberseguridad (Incibe) e il Centro nazionale criptologico stanno valutando l’ipotesi di un attacco informatico, ma non ci sono prove certe al momento. Altre possibili cause includono squilibri di tensione o problemi legati all’integrazione delle fonti rinnovabili.
L’operatore portoghese E-Redes ha indicato un possibile “problema nella rete elettrica europea”.
Il blackout ha generato caos, con ingorghi stradali, attività commerciali ferme e preoccupazioni per la perdita di merci deperibili. Gli ospedali di Madrid hanno continuato a funzionare grazie a generatori di emergenza. Le centrali nucleari spagnole hanno interrotto la produzione per sicurezza, ma i sistemi interni rimangono operativi con gruppi elettrogeni. Il governo Sánchez ha istituito una commissione di crisi e sta coordinando gli sforzi dal Centro di controllo della Rete Elettrica. Madrid ha attivato il Piano di Emergenza Municipale e la Direzione Generale del Traffico ha sconsigliato la circolazione automobilistica. Red Eléctrica e altri gestori stanno lavorando per ripristinare l’energia, ma in molte aree il blackout persiste, con tempi di recupero stimati in ore.
Nonostante le rassicurazioni passate sulla solidità del sistema energetico spagnolo, descritto come un’“isola energetica” con il 95% di produzione interna, l’entità di questo blackout ha sollevato interrogativi sulla resilienza delle infrastrutture. Le indagini proseguono per chiarire le cause e prevenire futuri incidenti.
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🇪🇦 MASSICCIO BLACKOUT IN SPAGNA Un massiccio blackout ha colpito gran parte della Spagna, con ripercussioni anche in Portogallo, Andorra e alcune aree del sud della Francia. L’interruzione elettrica è iniziata intorno alle 12:30 CET, paralizzando città come…
🇪🇦 SPAGNA. CORSA CONTRO IL TEMPO PER RIATTIVARE LA RETE ENTRO IL TRAMONTO
La Spagna sta utilizzando attualmente la corrente elettrica prodotta in massima parte dal solare e dall'eolico e una parte di idroelettrico per un carico di circa 11.3 GW. Entro il tramonto deve assolutamente ripartire la rete nazionale. (Javier Blas, Bloomberg)
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GIAN MATTEO CORRIAS: LINGUA e POTERE [01] - IL VOLGARE FRA '300 e '400
Inauguriamo con questo video un percorso in tre parti sul rapporto fra lingua e potere, attraverso una ricostruzione per linee essenziali della storia socioculturale della lingua italiana. In questa prima puntata il prof. Gian Matteo Corrias analizza, in particolare, il rapporto fra latino e volgare e l'emergere del volgare come lingua letteraria fra il XIV e il XV secolo.
Gian Matteo Corrias è un docente di Lingua e Letteratura Italiana, dottore di ricerca in "Civiltà dell’Umanesimo e del Rinascimento" presso l’Università degli Studi di Firenze, con esperienza anche presso l’École Pratique des Hautes Etudes di Parigi. È autore di diverse pubblicazioni storiche e filologiche, tra cui i volumi "Dei e religione dell’antica Roma", "Esoterismo e culti misterici nell’antica Roma", "Gli dèi di Roma antica", "Prima della Fede: Antropologia e teologia del culto romano" e il più recente "Gli dèi romani rivelati". Ha contribuito alla creazione del corso multimediale di latino "Atticus" e fa parte del comitato scientifico della rivista di studi storici, architettonici e filologici Aristana. Ha collaborato alla realizzazione di diversi prodotti multimediali, tra cui "Una giornata particolare: Giulio Cesare".
Collabora come consulente esperto di lingua latina all’indagine giornalistica coordinata da Andrea Cionci sulla questione delle dimissioni di papa Benedetto XVI.
In collaborazione con @kafeniopodcast
👉🏻 CLICCA QUI PER GUARDARE IL VIDEO
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Gian Matteo Corrias è un docente di Lingua e Letteratura Italiana, dottore di ricerca in "Civiltà dell’Umanesimo e del Rinascimento" presso l’Università degli Studi di Firenze, con esperienza anche presso l’École Pratique des Hautes Etudes di Parigi. È autore di diverse pubblicazioni storiche e filologiche, tra cui i volumi "Dei e religione dell’antica Roma", "Esoterismo e culti misterici nell’antica Roma", "Gli dèi di Roma antica", "Prima della Fede: Antropologia e teologia del culto romano" e il più recente "Gli dèi romani rivelati". Ha contribuito alla creazione del corso multimediale di latino "Atticus" e fa parte del comitato scientifico della rivista di studi storici, architettonici e filologici Aristana. Ha collaborato alla realizzazione di diversi prodotti multimediali, tra cui "Una giornata particolare: Giulio Cesare".
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GIAN MATTEO CORRIAS: LINGUA E POTERE [01] IL VOLGARE FRA '300 E '400
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🇮🇱🇵🇸 ISRAELE RESPINGE PROPOSTA DI CESSATE IL FUOCO PER 5 ANNI IN CAMBIO DELLA RESTITUZIONE DI TUTTI GLI OSTAGGI
Israele ha fermamente respinto la proposta di Hamas di un cessate il fuoco di cinque anni, nonostante questa includesse la restituzione di tutti gli ostaggi detenuti a Gaza.
Un alto funzionario israeliano ha affermato che una tregua del genere consentirebbe ad Hamas di ricostruire e continuare la sua guerra contro Israele con maggiore forza.
Se ancora ci fosse bisogno di dimostrare quanto poco gli interessa degli ostaggi.
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