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🇮🇷🇮🇱 ISRAELE - Non sembra un attacco in larga scala, tuttavia si nota che i missili arrivano facilmente a bersaglio.
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SUL NUCLEARE IRANIANO STERMINATI BRANCHI DI CASTRONERIE
Leggo in questi giorni – da buoni e cattivi – castronerie a branchi. Sterminati branchi di castronerie.
Proviamo a smentirle, non si sa mai che uno su un milione capisca in quale oceano di bullshit lo stanno affogando.
1) L’Iran NON ha la bomba atomica. Non ci è neanche vicino, ad averla.
2) La IAEA ha ultimamente intensificato la frequenza delle sue ispezioni, dati i timori USA sulla non-adempienza dell’Iran ad alcune regolette, soprattutto sull’arricchimento dell’uranio. USA e Iran stavano facendo colloqui bilaterali, Trump al solito giocava sporco, mettendo avanti dei proclami ideologici del direttore della IAEA che purtroppo non è un El Baradei, ma un amico del “carota”. Gli Iraniani facevano notare che nei rapporti ufficiali degli ispettori IAEA non c’erano dati che giustificassero tutto il cancan di Trump, che però quando va in fissa, difficile farlo ragionare. Ma pian piano si sarebbe arrivati a un accordo.
3) La IAEA è fatta apposta per quei controlli: dato che abbiamo “convinto” gli iraniani a firmare il Protocollo Aggiuntivo del TNP, ha potere di intromissione totale nel nucleare iraniano: ispezioni a sorpresa, controlli distruttivi, etc. sappiamo davvero tutto, anche quante volte vanno al bagno.
4) In 80 anni, la tecnologia nucleare bellica ha fatto molti passi avanti, bimbi belli, non si parla più di “bombe atomiche” come ai tempi di Oppenheimer, ma di ordigni come minimo a tre stadi fusione-fissione-fusione termonucleare. La “bomba atomica” vecchio stile è solo più un innesco per le moderne bombe. E per queste, NON SERVE una bomba all’Uranio, ma al Plutonio weapons-grade a implosione: parlando come al tempo dei nonni, qualcosa di simile al Fat Man caduto su Nagasaki.
5) Quindi tutte queste beghe sull’arricchimento dell’uranio sono senza senso, oggi la strada per dotarsi di un’arma termonucleare non passa più attraverso l’Uranio arricchito, ma attraverso il Plutonio: ln Iran in questo momento non c’è un grammo di Plutonio weapons-grade. I controlli sono così stretti che li teniamo letteralmente per le palle. Certamente, uno può in teoria pensare ancora a fabbricare una bomba all’uranio arricchito al 90% come Little Boy: è un vicolo cieco e da 70 anni non le fa più nessuno, però è sempre una atomica. L’Iran è lontanissimo da questo. Piccolo partitolare: 90% è l’arricchimento richiesto, la disputa USA-Iran riguardava se loro avessero superato il limite imposto dal JPCOA, intorno al 3,5%. Si noti che il JPCOA del 2015, per il quale si son sudate sette camicie, è stato denunciato proprio dagli USA. I quali per metterla in caciara hanno addirittura chiesto che l’Iran NON arricchisse più l’Uranio. Al che gli iraniani han chiesto: e i nostri reattori con cosa li facciamo funzionare? A brillantina?
6) Israele, che di punto in bianco si sostituisce alla IAEA e al TNP, al diritto internazionale a suon di bombe, sa bene queste cose. E comunque da che pulpito: Israele non ha mai sottoscritto il TNP (gli altri stati-canaglia come loro si contano sulle dita di una mano) perché “non vuole controlli” per “motivi di sicurezza“. Ed ha circa 150 ordigni termonucleari “mai dichiarati” e pronti all’uso.
7) La Russia, la Cina, la DPRK non aiuteranno mai l’Iran fornendo loro assistenza per sviluppare atomiche o addirittura dandogliele “chiavi in mano”; verrebbero beccate ALL’ISTANTE e sarebbero guai serissimi.
8 ) Anche se le installazioni nucleari iraniane sono state bombardate, non si tratta di esplosioni atomiche, ma di contaminazioni radioattive localizzate che sono davvero un piccolo problema rispetto a questo enorme casino.
Di Massimo Zucchetti – leggi l’articolo completo su Contropiano
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Leggo in questi giorni – da buoni e cattivi – castronerie a branchi. Sterminati branchi di castronerie.
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1) L’Iran NON ha la bomba atomica. Non ci è neanche vicino, ad averla.
2) La IAEA ha ultimamente intensificato la frequenza delle sue ispezioni, dati i timori USA sulla non-adempienza dell’Iran ad alcune regolette, soprattutto sull’arricchimento dell’uranio. USA e Iran stavano facendo colloqui bilaterali, Trump al solito giocava sporco, mettendo avanti dei proclami ideologici del direttore della IAEA che purtroppo non è un El Baradei, ma un amico del “carota”. Gli Iraniani facevano notare che nei rapporti ufficiali degli ispettori IAEA non c’erano dati che giustificassero tutto il cancan di Trump, che però quando va in fissa, difficile farlo ragionare. Ma pian piano si sarebbe arrivati a un accordo.
3) La IAEA è fatta apposta per quei controlli: dato che abbiamo “convinto” gli iraniani a firmare il Protocollo Aggiuntivo del TNP, ha potere di intromissione totale nel nucleare iraniano: ispezioni a sorpresa, controlli distruttivi, etc. sappiamo davvero tutto, anche quante volte vanno al bagno.
4) In 80 anni, la tecnologia nucleare bellica ha fatto molti passi avanti, bimbi belli, non si parla più di “bombe atomiche” come ai tempi di Oppenheimer, ma di ordigni come minimo a tre stadi fusione-fissione-fusione termonucleare. La “bomba atomica” vecchio stile è solo più un innesco per le moderne bombe. E per queste, NON SERVE una bomba all’Uranio, ma al Plutonio weapons-grade a implosione: parlando come al tempo dei nonni, qualcosa di simile al Fat Man caduto su Nagasaki.
5) Quindi tutte queste beghe sull’arricchimento dell’uranio sono senza senso, oggi la strada per dotarsi di un’arma termonucleare non passa più attraverso l’Uranio arricchito, ma attraverso il Plutonio: ln Iran in questo momento non c’è un grammo di Plutonio weapons-grade. I controlli sono così stretti che li teniamo letteralmente per le palle. Certamente, uno può in teoria pensare ancora a fabbricare una bomba all’uranio arricchito al 90% come Little Boy: è un vicolo cieco e da 70 anni non le fa più nessuno, però è sempre una atomica. L’Iran è lontanissimo da questo. Piccolo partitolare: 90% è l’arricchimento richiesto, la disputa USA-Iran riguardava se loro avessero superato il limite imposto dal JPCOA, intorno al 3,5%. Si noti che il JPCOA del 2015, per il quale si son sudate sette camicie, è stato denunciato proprio dagli USA. I quali per metterla in caciara hanno addirittura chiesto che l’Iran NON arricchisse più l’Uranio. Al che gli iraniani han chiesto: e i nostri reattori con cosa li facciamo funzionare? A brillantina?
6) Israele, che di punto in bianco si sostituisce alla IAEA e al TNP, al diritto internazionale a suon di bombe, sa bene queste cose. E comunque da che pulpito: Israele non ha mai sottoscritto il TNP (gli altri stati-canaglia come loro si contano sulle dita di una mano) perché “non vuole controlli” per “motivi di sicurezza“. Ed ha circa 150 ordigni termonucleari “mai dichiarati” e pronti all’uso.
7) La Russia, la Cina, la DPRK non aiuteranno mai l’Iran fornendo loro assistenza per sviluppare atomiche o addirittura dandogliele “chiavi in mano”; verrebbero beccate ALL’ISTANTE e sarebbero guai serissimi.
8 ) Anche se le installazioni nucleari iraniane sono state bombardate, non si tratta di esplosioni atomiche, ma di contaminazioni radioattive localizzate che sono davvero un piccolo problema rispetto a questo enorme casino.
Di Massimo Zucchetti – leggi l’articolo completo su Contropiano
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Contropiano
Sul nucleare iraniano sterminati branchi di castronerie - Contropiano
Insegno al MIT un corso dal titolo: "Protect yourself at all times. Nuclear proliferation and control strategies through technology". Nonostante quello Ho partecipato ai negoziati per l'accordo JPCOA con l'Iran nel 2015. tutte queste beghe sull'arricchimento…
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TUCKER CARLSON UMILIA TED CRUZ
L'intervista con il noto giornalista Tucker Carlson si trasforma in una débâcle di immagine per l'intervistato, il senatore Ted Cruz.
Cruz non sa quanti abitanti ha l'Iran, non conosce la sua composizione etnica, si lascia sfuggire che gli Stati Uniti sono, di fatto, già in guerra con l'Iran nel momento in cui "supportano" Israele nei suoi bombardamenti.
Sottotitoli: Giubbe Rosse
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L'intervista con il noto giornalista Tucker Carlson si trasforma in una débâcle di immagine per l'intervistato, il senatore Ted Cruz.
Cruz non sa quanti abitanti ha l'Iran, non conosce la sua composizione etnica, si lascia sfuggire che gli Stati Uniti sono, di fatto, già in guerra con l'Iran nel momento in cui "supportano" Israele nei suoi bombardamenti.
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L'AMMINISTRAZIONE TRUMP SCIOGLIE IL GRUPPO INCARICATO DI FARE PRESSIONE SULLA RUSSIA
Fonte: Reuters
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Fonte: Reuters
L'amministrazione Trump ha accantonato nelle ultime settimane un gruppo di lavoro interagenzia che aveva istituito per formulare strategie volte a fare pressione sulla Russia affinché accelerasse i colloqui di pace con l'Ucraina, secondo tre funzionari statunitensi.
L'iniziativa, istituita all'inizio della primavera, ha perso slancio a maggio, quando è diventato sempre più chiaro ai partecipanti che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non era interessato ad adottare una posizione più conflittuale nei confronti di Mosca, hanno affermato i funzionari.
Nonostante durante la sua campagna elettorale avesse promesso di porre fine alla guerra in Ucraina il primo giorno della sua presidenza, Trump negli ultimi mesi si è mostrato sempre più frustrato per il fatto che la sua spinta non abbia prodotto risultati. Ha iniziato ad affermare che gli Stati Uniti potrebbero abbandonare del tutto i loro sforzi di mediazione per la pace. Alla luce di questa minaccia, il compito del gruppo di lavoro è apparso sempre più irrilevante, hanno aggiunto i funzionari, che hanno chiesto l'anonimato per descrivere le delicate discussioni interne.
"Ha perso slancio verso la fine perché il presidente non c'era. Invece di fare di più, forse voleva fare di meno", ha affermato uno dei funzionari.
La fine del gruppo di lavoro, la cui esistenza non era stata precedentemente segnalata, probabilmente acuirà le preoccupazioni degli alleati europei per il tono a volte conciliatorio di Trump nei confronti della Russia e la sua riluttanza a esprimere un pieno sostegno all'Ucraina in vista di un vertice cruciale degli alleati della NATO alla fine di questo mese.
Lunedì, durante il primo giorno di una riunione dei leader del G7 in Canada, il presidente repubblicano ha dichiarato che l'espulsione della Russia dall'ex G8, avvenuta oltre un decennio fa, è stata un errore.
Il colpo di grazia per il gruppo di lavoro è arrivato circa tre settimane fa, quando la maggior parte dei membri del Consiglio di Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, incluso l'intero team che si occupa direttamente della guerra in Ucraina, è stata licenziata nell'ambito di un'ampia purga, secondo i tre funzionari.
Lo scioglimento del gruppo segue anche la sospensione a marzo dei lavori da parte di alcune agenzie per la sicurezza nazionale statunitensi su uno sforzo coordinato per contrastare le operazioni di sabotaggio e disinformazione russe, come riportato all'epoca da Reuters.
Il gruppo di lavoro è stato formato a marzo o aprile, in un momento in cui alcuni stretti collaboratori di Trump erano sempre più scettici sulla volontà del Cremlino di raggiungere un accordo, mentre la retorica di Trump lasciava intendere che avrebbe potuto essere interessato a modificare la sua posizione accomodante nei confronti di Putin.
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Giubbe Rosse News
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Forwarded from "Un commercialista di Bari" [cit.] @giuslit
IL GOVERNO SPARTISCE LE COLPE DEL BLACKOUT TRA RED ELÉCTRICA E LE AZIENDE
(Cinco Días, M. Planelles, J. Cruz Peña, I. Fariza, 18 giugno 2025)
Il blackout che il 28 aprile 2025 ha lasciato al buio la Penisola Iberica è stato un fiasco clamoroso, e il governo spagnolo, dopo 49 giorni, ha finalmente pubblicato un rapporto che punta il dito contro Red Eléctrica Española (Redeia) e le compagnie elettriche private. La ministra per la Transizione Ecologica, Sara Aagesen, ha spiegato che un problema di sovratensione, non adeguatamente gestito, ha mandato in tilt l’intero sistema elettrico. La responsabilità è duplice: da un lato, Redeia ha pianificato male il mix energetico, ignorando la necessità di una centrale di supporto; dall’altro, le centrali attivate per stabilizzare la tensione, gestite da colossi come Iberdrola, Endesa, Naturgy ed EDP, hanno funzionato in modo anomalo, non assorbendo la potenza reattiva necessaria.
Il rapporto descrive una sequenza di errori: la sera prima del blackout, una delle dieci centrali termiche previste da Redeia ha comunicato la sua indisponibilità, ma l’operatore ha deciso di non sostituirla, sottovalutando il rischio. La mattina del 28 aprile, oscillazioni di tensione si sono accumulate, e un tentativo tardivo di attivare una centrale a gas non ha evitato il collasso. Aagesen ha sottolineato che la Spagna aveva abbastanza capacità di generazione per prevenire il disastro, smentendo chi temeva una crisi dovuta alla dipendenza dalle rinnovabili. Tuttavia, alcune centrali si sono disconnesse “indebidamente”, aggravando la situazione. Il governo, però, si guarda bene dal chiedere dimissioni, come quella della presidente di Redeia, Beatriz Corredor, e rimanda le responsabilità patrimoniali alla CNMC e ai tribunali.
Un aspetto preoccupante emerso dall’indagine è la vulnerabilità della rete a potenziali ciberattacchi, anche se questa causa è stata esclusa. Per prevenire futuri blackout, il governo ha annunciato un decreto legge che rafforzerà la supervisione degli operatori e potenzierà le risorse per il controllo della tensione. L’indagine, basata su dati parziali a causa della riservatezza imposta dalle aziende, ha anche scagionato il fotovoltaico, difeso dalle associazioni di settore contro le accuse, persino di Trump. Intanto, Spagna e Portogallo spingono per maggiori interconnessioni con l’Europa, bloccate dalla Francia, che avrebbero potuto mitigare l’incidente.
Il cuore della vicenda è la fragilità di un sistema elettrico impreparato a gestire la transizione energetica. Il rapporto, accelerato da pressioni politiche legate a scandali di corruzione nel PSOE, non chiarisce tutto, ma evidenzia un fallimento collettivo. La Spagna deve investire urgentemente nelle sue infrastrutture per evitare che un altro blackout comprometta la sua credibilità e la sicurezza energetica.
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🇮🇷🇮🇱 L'Iran afferma di aver abbattuto ieri sera un drone tattico a lungo raggio israeliano Hermes 900 su Isfahan. (Fonte: Open Source Intel)
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LA MORTE DELL’ECCELLENZA: COME L’UGUAGLIANZA MINA LA CIVILTÀ OCCIDENTALE
di Chad Crowley, chadcrowley.substack.com, 17 giugno 2025 — Traduzione a cura di Old Hunter
La fede nell’uguaglianza dell’Occidente moderno, ripetuta come una liturgia in ogni istituzione della vita pubblica, è una rivolta contro la natura, un rifiuto della gerarchia e una guerra contro le stesse condizioni che hanno sostenuto la nostra civiltà.
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di Chad Crowley, chadcrowley.substack.com, 17 giugno 2025 — Traduzione a cura di Old Hunter
La fede nell’uguaglianza dell’Occidente moderno, ripetuta come una liturgia in ogni istituzione della vita pubblica, è una rivolta contro la natura, un rifiuto della gerarchia e una guerra contro le stesse condizioni che hanno sostenuto la nostra civiltà.
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🇩🇪 “ISRAELE FA IL LAVORO SPORCO PER NOI”. INDIGNAZIONE GENERALE PER LE PAROLE DI MERZ
Fonte: Berliner Zeitung
La quotidiana figura di Merz.
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Fonte: Berliner Zeitung
Al vertice del G7, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha giustificato l'attacco di Israele all'Iran con parole drastiche. L'affermazione secondo cui Israele stava "facendo il lavoro sporco per tutti noi" sta però suscitando critiche e dibattiti sia a livello nazionale che internazionale.
L'alto diplomatico americano Robert Malley, uno degli artefici dell'accordo nucleare del 2015 con l'Iran, è stato particolarmente schietto. Pur esprimendo comprensione per le preoccupazioni di Israele in materia di sicurezza, è stato ancora più critico nei confronti del sostegno fornito dagli stati occidentali: "Il fatto che gli Stati Uniti e l'Europa stiano seguendo questa logica di guerra preventiva senza considerare i pericoli o le palesi violazioni del diritto internazionale è semplicemente scioccante", ha dichiarato Malley in un'intervista all'emittente radiofonica francese France Inter, dopo essere stato interrogato sulla dichiarazione di Merz. Ha accusato il cancelliere e l'Europa di seguire "ciecamente" la narrativa israeliana della legittima difesa e ha sottolineato che "esistono principi internazionali che l'Europa un tempo difendeva".
Il politologo Johannes Varwick ha definito la dichiarazione di Merz su Platform X "scandalosa sotto quattro aspetti". Legittima azioni che violano il diritto internazionale, aggrava il divario tra l'Occidente e il resto del mondo, promuove doppi standard ed è "anche codardo". Anche Roland Popp, storico militare presso l'Accademia Militare del Politecnico Federale di Zurigo, ha espresso il suo sgomento: "Forse il passo falso più catastrofico di un capo di governo tedesco. La guerra di aggressione come 'lavoro sporco'".
Anche la politica interna tedesca ha espresso una chiara opposizione. La leader della Linke, Ines Schwerdnet, ha commentato: "Il Cancelliere Merz dimostra apertamente il suo disprezzo per il diritto internazionale e, a quanto pare, anche per le vittime di questa guerra. Quest'uomo non dovrebbe tenere colloqui diplomatici".
In compenso, Merz ha ricevuto parole di elogio dall'ambasciata israeliana in Germania: "Grazie per la sua chiarezza morale, Cancelliere Merz!", si legge in un post su X.
La quotidiana figura di Merz.
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Berliner Zeitung
Empörung über Friedrich Merz: „Drecksarbeit“-Aussage löst internationale Kritik aus
Mit seiner Aussage, Israel leiste im Iran „die Drecksarbeit für uns alle“, sorgt der Bundeskanzler für heftige Kritik. Experten werfen ihm mangelnden Respekt vor dem Völkerrecht vor.
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Il presidente Erdoğan: "Netanyahu ha superato di gran lunga il crudele Hitler nel crimine di genocidio. Speriamo che il loro destino non sia lo stesso".
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🇮🇹 MELONI. "PUTIN MEDIATORE? NON È UN'OPZIONE SUL TAVOLO"
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🇷🇺🇺🇸🇮🇱🇮🇷 LA RUSSIA AVVERTE GLI STATI UNITI DI NON AIUTARE MILITARMENTE ISRAELE CONTRO L'IRAN
Fonte: Reuters
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Fonte: Reuters
Il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov ha avvertito oggi che l'assistenza militare diretta degli Stati Uniti a Israele potrebbe destabilizzare radicalmente la situazione in Medio Oriente, dove una guerra aerea tra Iran e Israele infuria da sei giorni.
In commenti separati, il capo del servizio di intelligence estero russo SVR, Sergei Naryshkin, ha affermato che la situazione tra Iran e Israele è ora critica.
Ryabkov ha messo in guardia gli Stati Uniti contro l'assistenza militare diretta a Israele o anche solo contro la considerazione di "opzioni speculative", secondo l'agenzia di stampa russa Interfax.
"Questo sarebbe un passo che destabilizzerebbe radicalmente l'intero scenario", ha detto.
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PERCHE' L'IRAN E' SOTTO ATTACCO? COSA STA DAVVERO SUCCEDENDO IN MEDIO ORIENTE? SCOPRILO AL CINEMA!
🎥 "RIVOLUZIONE": TORNA A ROMA IL DOCUFILM SULL'IRAN (MA NON SOLO!!!)
Il 22 GIUGNO al Teatro Flavio - via Giovanni Mario Crescimbeni, dalle ore 18.00, proiezione e dibattito in presenza del regista e degli autori, con ospiti di eccezione - 👉 interverranno al termine del documentario realizzato dalla redazione di ComeDonChisciotte.org:
👉PAOLO BORGOGNONE - Storico e saggista
👉AGATA IACONO - Sociologa e antropologa
"Rivoluzione” ci parla dell’Iran e della sua storia, passata e recente: da Nazione in mano allo Straniero a Paese sovrano. Un documentario su ciò che accomuna tutti i popoli che vogliono essere liberi. Per davvero (...) 👏👏👏
- NB: sarà possibile acquistare e consumare CIBO E ACQUA nella sala d'ingresso del cinema - 👉Posti limitati! - Raccomandiamo la prenotazione! - Docufilmrivoluzione@gmail.com
🎥 "RIVOLUZIONE": TORNA A ROMA IL DOCUFILM SULL'IRAN (MA NON SOLO!!!)
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