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🔴 LA HYBRIS STRATEGICA USA
Alcuni giorni fa, Hung Cao, Segretario della Marina degli Stati Uniti, ha detto che "gli iraniani hanno devastato il Bahrain. Non c'è un posto dove la Marina degli Stati Uniti possa attraccare. Abbiamo un gruppo di lavoro che sta valutando se abbandonare l'impianto [NSA Bahrain]".
La Naval Support Activity Bahrain è la base della Quinta Flotta degli Stati Uniti, ed era appunto il punto d’appoggio logistico ed operativo per il controllo del Golfo Persico, del Mar Rosso e del Mar Arabico, sino all’Oceano Indiano. La perdita di questa base è, tra le altre cose, la causa principale di tutto ciò che abbiamo visto accadere sulla portaerei USS Abraham Lincoln: scarsità delle razioni, difficoltà nella riparazione dei guasti a bordo, e poi sabotaggi, tentativi di suicidio tra l’equipaggio, quasi ammutinamenti. Il nesso tra le due cose è abbastanza evidente, perché non potendo disporre della propria base per tutta la logistica necessaria (5.000 uomini di equipaggio), la supply chain ha dovuto fare affidamento sulla molto più lontana base di Diego Garcia - circa 2.200 miglia dall’area presidiata. E stiamo parlando di grandi quantità di rifornimenti, non solo per quanto riguarda l’equipaggio, ma per la nave - munizionamento, carburante - e ovviamente per l’aviazione imbarcata - a sua volta, munizionamento, ricambi, etc. Tanto per dare un'idea: giorni fa ascoltavo un intervista rilasciata a Glenn Diesen dall’ex Commodoro della Royal Navy, Steve Jermy, il quale ricordava come - durante la guerra delle Falkland - le navi necessitavano di rifornimenti di carburante ogni tre giorni! E, ovviamente, se la tua base operativa non è più agibile, e le navi sono costrette a restare in zona d’operazioni - per di più muovendosi frequentemente, per non diventare facili bersagli - la logistica necessaria diventa un’impresa enorme. E parliamo di 40 navi.
Ma il punto più interessante, su cui riflettere, è ancora più a monte; se osserviamo la carta geografica, vediamo che la NSA Bahrain si trova all’interno del Golfo Persico, ed a circa 250 Km dalle coste dell’Iran. E l’Iran è considerato dagli Stati Uniti un paese ostile da oltre 40 anni.
La domanda quindi è: secondo quale logica stabilisci la più importante base navale della regione in un punto così vicino al potenziale fuoco nemico, ed in una posizione che costringe le tue navi a passare da una strettoia facilmente controllabile da quel paese ostile? La risposta è che, ovviamente, non c’è alcuna logica, e che anzi - sia dal punto di vista strategico che da quello operativo - è semplicemente una follia. Eppure è lì che l’hanno stabilita. Perché la logica - chiamiamola così - è semplicemente “noi siamo l’America, noi possiamo fare ciò che vogliamo, e non abbiamo nulla da temere da nessuno”. Insomma, la classica hybris occidentale, e statunitense in particolare, che è poi gran parte delle cause che hanno portato gli Stati Uniti a perdere praticamente tutte le guerre successive al 1945. E sicuramente è dietro la clamorosa sconfitta che stanno subendo proprio lì, nelle acque del Golfo Persico.
Ecco, quando in tanti - anche tra coloro che avversano gli Stati Uniti - tendono ad immaginare un’America comunque sempre potentissima (non tanto in termini di forza militare - che c’è effettivamente, ma molto meno di quanto si pensi - o economica - ed anche lì... - quanto proprio in termini di pensiero strategico, di capacità di dominare i conflitti) a me vengono in mente situazioni di questo tipo. La deterrenza, la proiezione di potenza, prima ancora che una capacità materiale, sono una capacità di dominio cognitivo; indurre a pensare che gli USA siano troppo tutto, per essere possibile batterli. Se invece ci si libera di questi paraocchi, e si guarda la realtà per quale effettivamente si mostra, allora si vedrà che il re è nudo.
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Alcuni giorni fa, Hung Cao, Segretario della Marina degli Stati Uniti, ha detto che "gli iraniani hanno devastato il Bahrain. Non c'è un posto dove la Marina degli Stati Uniti possa attraccare. Abbiamo un gruppo di lavoro che sta valutando se abbandonare l'impianto [NSA Bahrain]".
La Naval Support Activity Bahrain è la base della Quinta Flotta degli Stati Uniti, ed era appunto il punto d’appoggio logistico ed operativo per il controllo del Golfo Persico, del Mar Rosso e del Mar Arabico, sino all’Oceano Indiano. La perdita di questa base è, tra le altre cose, la causa principale di tutto ciò che abbiamo visto accadere sulla portaerei USS Abraham Lincoln: scarsità delle razioni, difficoltà nella riparazione dei guasti a bordo, e poi sabotaggi, tentativi di suicidio tra l’equipaggio, quasi ammutinamenti. Il nesso tra le due cose è abbastanza evidente, perché non potendo disporre della propria base per tutta la logistica necessaria (5.000 uomini di equipaggio), la supply chain ha dovuto fare affidamento sulla molto più lontana base di Diego Garcia - circa 2.200 miglia dall’area presidiata. E stiamo parlando di grandi quantità di rifornimenti, non solo per quanto riguarda l’equipaggio, ma per la nave - munizionamento, carburante - e ovviamente per l’aviazione imbarcata - a sua volta, munizionamento, ricambi, etc. Tanto per dare un'idea: giorni fa ascoltavo un intervista rilasciata a Glenn Diesen dall’ex Commodoro della Royal Navy, Steve Jermy, il quale ricordava come - durante la guerra delle Falkland - le navi necessitavano di rifornimenti di carburante ogni tre giorni! E, ovviamente, se la tua base operativa non è più agibile, e le navi sono costrette a restare in zona d’operazioni - per di più muovendosi frequentemente, per non diventare facili bersagli - la logistica necessaria diventa un’impresa enorme. E parliamo di 40 navi.
Ma il punto più interessante, su cui riflettere, è ancora più a monte; se osserviamo la carta geografica, vediamo che la NSA Bahrain si trova all’interno del Golfo Persico, ed a circa 250 Km dalle coste dell’Iran. E l’Iran è considerato dagli Stati Uniti un paese ostile da oltre 40 anni.
La domanda quindi è: secondo quale logica stabilisci la più importante base navale della regione in un punto così vicino al potenziale fuoco nemico, ed in una posizione che costringe le tue navi a passare da una strettoia facilmente controllabile da quel paese ostile? La risposta è che, ovviamente, non c’è alcuna logica, e che anzi - sia dal punto di vista strategico che da quello operativo - è semplicemente una follia. Eppure è lì che l’hanno stabilita. Perché la logica - chiamiamola così - è semplicemente “noi siamo l’America, noi possiamo fare ciò che vogliamo, e non abbiamo nulla da temere da nessuno”. Insomma, la classica hybris occidentale, e statunitense in particolare, che è poi gran parte delle cause che hanno portato gli Stati Uniti a perdere praticamente tutte le guerre successive al 1945. E sicuramente è dietro la clamorosa sconfitta che stanno subendo proprio lì, nelle acque del Golfo Persico.
Ecco, quando in tanti - anche tra coloro che avversano gli Stati Uniti - tendono ad immaginare un’America comunque sempre potentissima (non tanto in termini di forza militare - che c’è effettivamente, ma molto meno di quanto si pensi - o economica - ed anche lì... - quanto proprio in termini di pensiero strategico, di capacità di dominare i conflitti) a me vengono in mente situazioni di questo tipo. La deterrenza, la proiezione di potenza, prima ancora che una capacità materiale, sono una capacità di dominio cognitivo; indurre a pensare che gli USA siano troppo tutto, per essere possibile batterli. Se invece ci si libera di questi paraocchi, e si guarda la realtà per quale effettivamente si mostra, allora si vedrà che il re è nudo.
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Geopolitica & strategie
2 volte al giorno, notizie sui principali conflitti nel mondo + analisi e riflessioni
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IL FUTURO CHE VORREI - L'intelligenza artificiale cambierà l'uomo?
Carpi, domenica 25 ottobre, 9:30 – 18:30
L'AI nei prossimi dieci anni potrebbe distruggere l'umanità"
Come ci siamo arrivati a questo punto? Come abbiamo fatto a non accorgerci di cosa stavamo facendo? Ma soprattutto è un rischio reale, o forse solo paure indotte?
Il progresso ha spinto l'uomo sempre più avanti e questo è innegabile, anche se a volte ha fatto accettare cose che sarebbe stato meglio evitare.
Ma oggi siamo ad un punto che tutto questo potrebbe addirittura travolgerci se non gestito e controllato in modo deciso e coordinato.
Questa sarà l'occasione per un dibattito serio sul futuro dell'uomo, dove portare le proprie riflessioni e le proprie idee.
Domenica 25 ottobre a Carpi.
Carpi, domenica 25 ottobre, 9:30 – 18:30
L'AI nei prossimi dieci anni potrebbe distruggere l'umanità"
Come ci siamo arrivati a questo punto? Come abbiamo fatto a non accorgerci di cosa stavamo facendo? Ma soprattutto è un rischio reale, o forse solo paure indotte?
Il progresso ha spinto l'uomo sempre più avanti e questo è innegabile, anche se a volte ha fatto accettare cose che sarebbe stato meglio evitare.
Ma oggi siamo ad un punto che tutto questo potrebbe addirittura travolgerci se non gestito e controllato in modo deciso e coordinato.
Questa sarà l'occasione per un dibattito serio sul futuro dell'uomo, dove portare le proprie riflessioni e le proprie idee.
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ALLARME PETROLIO: IL GUASTO AL GASDOTTO SAUDITA MINACCIA IL 4% DELL’OFFERTA MONDIALE
Riyadh rischia di esaurire in pochi giorni le scorte destinate all’export, aggravando una crisi energetica già segnata dalle difficoltà nello Stretto di Hormuz.
Fonte: Reuters
Un attacco con droni ha costretto l’Arabia Saudita a fermare il gasdotto East-West, lungo circa 1.200 km, che collega i giacimenti orientali del Paese al terminale di Yanbu, sul Mar Rosso. Il sistema trasportava negli ultimi mesi circa 4 milioni di barili al giorno, pari a circa il 4% dell'offerta petrolifera mondiale, e rappresentava la principale alternativa saudita alle rotte attraverso lo Stretto di Hormuz.
Il problema è soprattutto il fattore tempo. Secondo fonti dell'industria citate da Reuters, le scorte disponibili a Yanbu consentirebbero di mantenere le esportazioni per appena 5-7 giorni. Esistono ulteriori riserve nei terminal egiziani di Ain Sukhna e Sidi Kerir, ma anch'esse sono limitate. Se il pompaggio non riprenderà rapidamente, l'Arabia Saudita potrebbe quindi essere costretta a ridurre ulteriormente le esportazioni.
I tempi di riparazione sono incerti: alcune fonti parlano di 5-6 settimane, mentre altre ritengono possibile una ripresa parziale del flusso anche durante i lavori.
La situazione è particolarmente grave perché il mercato petrolifero mondiale è già fortemente compromesso dalla chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz. La produzione saudita è precipitata ad agosto a circa 6,2 milioni di barili al giorno, contro i 10,9 milioni di febbraio. L'IEA prevede per il 2026 una contrazione dell'offerta mondiale di 5,7 milioni di barili al giorno, circa il 6%.
A complicare ulteriormente il quadro c'è l'avanzata degli Houthi nello Yemen, che hanno preso il controllo dell'isola di Perim, strategica per l'accesso al Bab el-Mandeb e quindi al traffico petrolifero del Mar Rosso.
Riyadh rischia di esaurire in pochi giorni le scorte destinate all’export, aggravando una crisi energetica già segnata dalle difficoltà nello Stretto di Hormuz.
Fonte: Reuters
Un attacco con droni ha costretto l’Arabia Saudita a fermare il gasdotto East-West, lungo circa 1.200 km, che collega i giacimenti orientali del Paese al terminale di Yanbu, sul Mar Rosso. Il sistema trasportava negli ultimi mesi circa 4 milioni di barili al giorno, pari a circa il 4% dell'offerta petrolifera mondiale, e rappresentava la principale alternativa saudita alle rotte attraverso lo Stretto di Hormuz.
Il problema è soprattutto il fattore tempo. Secondo fonti dell'industria citate da Reuters, le scorte disponibili a Yanbu consentirebbero di mantenere le esportazioni per appena 5-7 giorni. Esistono ulteriori riserve nei terminal egiziani di Ain Sukhna e Sidi Kerir, ma anch'esse sono limitate. Se il pompaggio non riprenderà rapidamente, l'Arabia Saudita potrebbe quindi essere costretta a ridurre ulteriormente le esportazioni.
I tempi di riparazione sono incerti: alcune fonti parlano di 5-6 settimane, mentre altre ritengono possibile una ripresa parziale del flusso anche durante i lavori.
La situazione è particolarmente grave perché il mercato petrolifero mondiale è già fortemente compromesso dalla chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz. La produzione saudita è precipitata ad agosto a circa 6,2 milioni di barili al giorno, contro i 10,9 milioni di febbraio. L'IEA prevede per il 2026 una contrazione dell'offerta mondiale di 5,7 milioni di barili al giorno, circa il 6%.
A complicare ulteriormente il quadro c'è l'avanzata degli Houthi nello Yemen, che hanno preso il controllo dell'isola di Perim, strategica per l'accesso al Bab el-Mandeb e quindi al traffico petrolifero del Mar Rosso.
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"Chi vince nella corsa all'IA, vince", ha dichiarato Donald Trump in risposta agli avvertimenti sui rischi legati all'intelligenza artificiale.
Ha affermato che la sua priorità è mantenere gli Stati Uniti in vantaggio rispetto alla Cina.
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EUROZONA: INTERESSE SUL DEBITO E PRESSIONE DI BILANCIO
Le quattro principali economie dell'eurozona hanno già superato il punto di svolta in cui i pagamenti degli interessi iniziano a erodere il bilancio. Il rapporto debito/PIL in Italia è del 139%, in Francia del 118%, in Belgio del 109% e in Spagna del 100% per il primo trimestre del 2026.
L'Italia paga circa il 3,9% del PIL sotto forma di interessi. In Francia, il tasso di interesse ha superato quello destinato alla difesa. In Spagna e in Belgio, i vecchi debiti a basso costo vengono estinti, mentre vengono emessi nuovi debiti con rendimenti più elevati. Il debito sta diventando ingestibile. Non ci sono riduzioni significative delle spese, riforme strutturali del sistema pensionistico o del mercato del lavoro. Solo un aumento delle tasse, più regole e la stessa classe politica che promette un nuovo piano di crescita. I salari reali e le pensioni crollano a causa dell'inflazione. La spirale negativa continua a crescere.
Le quattro principali economie dell'eurozona hanno già superato il punto di svolta in cui i pagamenti degli interessi iniziano a erodere il bilancio. Il rapporto debito/PIL in Italia è del 139%, in Francia del 118%, in Belgio del 109% e in Spagna del 100% per il primo trimestre del 2026.
L'Italia paga circa il 3,9% del PIL sotto forma di interessi. In Francia, il tasso di interesse ha superato quello destinato alla difesa. In Spagna e in Belgio, i vecchi debiti a basso costo vengono estinti, mentre vengono emessi nuovi debiti con rendimenti più elevati. Il debito sta diventando ingestibile. Non ci sono riduzioni significative delle spese, riforme strutturali del sistema pensionistico o del mercato del lavoro. Solo un aumento delle tasse, più regole e la stessa classe politica che promette un nuovo piano di crescita. I salari reali e le pensioni crollano a causa dell'inflazione. La spirale negativa continua a crescere.
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Corriere della sera
Schlein: «Vinceremo le primarie, prima il programma e poi gli alleati. Il nostro sostegno all'Ucraina non cambierà. Le urne? Siamo…
Il leader M5S contro l’alleata: vorrebbe armi a gogò. La segreteria reagisce: «Io in campo senza paura: pronti al voto subito»
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SVEZIA, EXIT POLL. CENTOSINISTRA IN VANTAGGIO
Oggi, 13 settembre 2026, si sono tenute in Svezia le elezioni generali per il Riksdag (349 seggi) insieme a quelle regionali e comunali. I seggi hanno chiuso alle 20:00 ora locale.
Secondo l’exit poll di SVT Valu, il blocco di opposizione di centrosinistra (Socialdemocratici, Sinistra, Verdi, Centro) sarebbe in vantaggio con il 51,3% dei voti. Il blocco di centrodestra Tidö (del premier uscente Ulf Kristersson), composto da Moderati, Democratici Svedesi, Democratici Cristiani e Liberali, si fermerebbe al 46,8%.
Secondo la proiezione dei seggi, il blocco di centrosinistra otterrebbe 182-183 seggi, Tidö circa 166. La maggioranza è 175.
I quattro partiti di centrosinistra sostengono Magdalena Andersson come primo ministro nonostante non siano d'accordo su come dovrebbe essere un nuovo governo.
Pur vincendo, i socialdemocratici potrebbero aver conseguito il loro secondo risultato peggiore di sempre dall'introduzione del suffragio universale nel 1918, con il 28,4%. Tuttavia, rimarrebbero il maggior partito di Svezia, ruolo che ricoprono da 109 anni.
Oggi, 13 settembre 2026, si sono tenute in Svezia le elezioni generali per il Riksdag (349 seggi) insieme a quelle regionali e comunali. I seggi hanno chiuso alle 20:00 ora locale.
Secondo l’exit poll di SVT Valu, il blocco di opposizione di centrosinistra (Socialdemocratici, Sinistra, Verdi, Centro) sarebbe in vantaggio con il 51,3% dei voti. Il blocco di centrodestra Tidö (del premier uscente Ulf Kristersson), composto da Moderati, Democratici Svedesi, Democratici Cristiani e Liberali, si fermerebbe al 46,8%.
Secondo la proiezione dei seggi, il blocco di centrosinistra otterrebbe 182-183 seggi, Tidö circa 166. La maggioranza è 175.
I quattro partiti di centrosinistra sostengono Magdalena Andersson come primo ministro nonostante non siano d'accordo su come dovrebbe essere un nuovo governo.
Pur vincendo, i socialdemocratici potrebbero aver conseguito il loro secondo risultato peggiore di sempre dall'introduzione del suffragio universale nel 1918, con il 28,4%. Tuttavia, rimarrebbero il maggior partito di Svezia, ruolo che ricoprono da 109 anni.
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Secondo alcune fonti, oltre 200 milioni di televisori LG continuano a raccogliere dati anche quando sono spenti, persino senza connessione a Internet.
Fonte: Makeuseof.com
"Le smart TV" dotate di intelligenza artificiale sollevano nuove preoccupazioni in merito alla privacy, poiché è emerso che i televisori LG raccolgono dati sulle attività domestiche e sui dispositivi connessi, anche quando non sono in uso.
Fonte: Makeuseof.com
"Le smart TV" dotate di intelligenza artificiale sollevano nuove preoccupazioni in merito alla privacy, poiché è emerso che i televisori LG raccolgono dati sulle attività domestiche e sui dispositivi connessi, anche quando non sono in uso.
MakeUseOf
200+ million LG TVs reportedly keep collecting data when turned off, even without an internet connection
Investigations reveal LG OLEDs scan local networks, log device names and Wi‑Fi signals while the screen appears dark.
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LA LEADERSHIP DEL PARTITO DI OPPOSIZIONE TEDESCO HA PRESENTATO UN PIANO RADICALE PER RIDURRE IL PESO DELL'IMMIGRAZIONE SUL BILANCIO STATALE E IL SOSTEGNO A KIEV
La co-presidente del partito "Alternativa per la Germania", Alice Weidel, ha promesso di interrompere il sostegno all'Ucraina, nel caso in cui il suo partito arrivasse al potere:
"Interromperemo i pagamenti all'Ucraina e qualsiasi forma di sostegno alla guerra, e inoltre presenteremo serie richieste di risarcimento da parte dell'Ucraina."
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La co-presidente del partito "Alternativa per la Germania", Alice Weidel, ha promesso di interrompere il sostegno all'Ucraina, nel caso in cui il suo partito arrivasse al potere:
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FRANCIA, MELENCHON ATTACCA LA POLITICA DI RIARMO TEDESCA
via Clash Report
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Se diventerò vostro presidente tramite il voto del popolo francese, parlando a nome della Francia, dirò che i francesi non accettano che la Germania ricostruisca l'esercito convenzionale dominante del continente.
Perché la mia domanda è: per cosa? Noi non vogliamo la guerra. Non vogliamo un'economia di guerra e non permetteremo a nessuna nazione di decidere di porsi militarmente sopra tutte le altre — e soprattutto sopra i francesi.
via Clash Report
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EMMANUEL MACRON E SEBASTIEN LECORNU BATTONO IL LORO RECORD DI IMPOPOLARITÀ.
Fonte: Latribune.fr
Il tasso di approvazione del presidente francese Macron è sceso a un minimo storico del 16%, secondo quanto riporta La Tribune. Questo dato è inferiore al tasso di approvazione della cancelliera tedesca Merz, che ha raggiunto il minimo storico di tutti i tempi (16%). Né l'uno né l'altra vedono in questo un problema e rifiutano di lasciare il loro incarico in anticipo.
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Fonte: Latribune.fr
Il tasso di approvazione del presidente francese Macron è sceso a un minimo storico del 16%, secondo quanto riporta La Tribune. Questo dato è inferiore al tasso di approvazione della cancelliera tedesca Merz, che ha raggiunto il minimo storico di tutti i tempi (16%). Né l'uno né l'altra vedono in questo un problema e rifiutano di lasciare il loro incarico in anticipo.
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GERMANIA: LE SPECULAZIONI SU UN POSSIBILE GOVERNO DI MINORANZA SONO STATE RESPINTE.
Fonte: Finanznachrichten.de
Il governo tedesco è sull'orlo del collasso. Il giornale Die Zeit, citando diverse fonti vicine al cancelliere Friedrich Merz, ha riferito che lo scenario di un governo di minoranza "è preso in considerazione, almeno". Secondo questo scenario, il cancelliere, sotto enorme pressione dopo il fallimento alle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, potrebbe licenziare dal governo la ministra del Lavoro, Berbel Bas, il che significherebbe la fine inevitabile della coalizione.
Al momento, il governo tedesco ha smentito le voci di una possibile rottura della coalizione di governo, composta da CDU/CSU e SPD.
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Fonte: Finanznachrichten.de
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FinanzNachrichten.de
Spekulationen über Minderheitsregierung zurückgewiesen
BERLIN (dpa-AFX) - Ein Sprecher der Bundesregierung hat Spekulationen über eine mögliche Minderheitsregierung der Union unter Bundeskanzler Friedrich Merz (CDU) als "völlig aus der Luft gegriffen" zurückgewiesen.
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GERMANIA: FORNITORE DEL SETTORE AUTOMOBILISTICO FALLISCE DOPO 130 ANNI.
Fonte: Bild.de
Un altro produttore tedesco di componenti automobilistici, Prinz & Co. Stahlrohre, ha dichiarato bancarotta dopo 130 anni di attività.
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Giubbe Rosse News
CAMPAGNA 2026 - Giubbe Rosse News
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IL CEO di ANTHROPIC, DARIO AMODEI, HA ESORTATO LE AZIENDE CHE SI OCCUPANO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE A MODERARE LA VELOCITÀ CON CUI POTENZIANO LE CAPACITÀ DEI LORO MODELLI.
Dario Amodei, CEO di Anthropic, ha avvertito che l’intelligenza artificiale sta avanzando troppo in fretta e rischia di sfuggire al controllo umano. Secondo lui, i sistemi stanno migliorando in modo sempre più rapido, anche grazie alla capacità di aiutarsi a sviluppare da soli, e se non si rallenta entro 6-12 mesi potrebbero diventare capaci di prendere il controllo di grandi parti di internet causando danni enormi. Amodei chiede all’intera industria di frenare lo sviluppo delle capacità più avanzate per dare tempo a sicurezza e allineamento di stare al passo, e Anthropic per prima si impegna a far controllare i propri sistemi da esperti esterni indipendenti. In simulazioni e test i modelli hanno già mostrato comportamenti problematici, come tentare di evitare di essere spenti, ma non si tratta ancora di fughe reali.
Dario Amodei, CEO di Anthropic, ha avvertito che l’intelligenza artificiale sta avanzando troppo in fretta e rischia di sfuggire al controllo umano. Secondo lui, i sistemi stanno migliorando in modo sempre più rapido, anche grazie alla capacità di aiutarsi a sviluppare da soli, e se non si rallenta entro 6-12 mesi potrebbero diventare capaci di prendere il controllo di grandi parti di internet causando danni enormi. Amodei chiede all’intera industria di frenare lo sviluppo delle capacità più avanzate per dare tempo a sicurezza e allineamento di stare al passo, e Anthropic per prima si impegna a far controllare i propri sistemi da esperti esterni indipendenti. In simulazioni e test i modelli hanno già mostrato comportamenti problematici, come tentare di evitare di essere spenti, ma non si tratta ancora di fughe reali.
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SVEZIA, CENTROSINISTRA AVANTI, MA DI UN SOFFIO
Gli exit poll di ieri sera (soprattutto SVT/Valu) davano al blocco di centrosinistra (Socialdemocratici + Sinistra + Verdi + Centro) un vantaggio di circa cinque punti (51,3% contro 46,8%), con una proiezione di 183 seggi a 166.
A mano a mano che è avanzato lo scrutinio, tuttavia, il margine si è assottigliato moltissimo. Con circa il 94% dei distretti scrutinati, il blocco di opposizione è intorno al 49,4-49,5% e 176 seggi, mentre il blocco di destra (Moderati + Democratici Svedesi + Cristianodemocratici + Liberali) è al 49,1% e 173 seggi.
La maggioranza assoluta è 175, quindi vantaggio di un solo seggio.
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Gli exit poll di ieri sera (soprattutto SVT/Valu) davano al blocco di centrosinistra (Socialdemocratici + Sinistra + Verdi + Centro) un vantaggio di circa cinque punti (51,3% contro 46,8%), con una proiezione di 183 seggi a 166.
A mano a mano che è avanzato lo scrutinio, tuttavia, il margine si è assottigliato moltissimo. Con circa il 94% dei distretti scrutinati, il blocco di opposizione è intorno al 49,4-49,5% e 176 seggi, mentre il blocco di destra (Moderati + Democratici Svedesi + Cristianodemocratici + Liberali) è al 49,1% e 173 seggi.
La maggioranza assoluta è 175, quindi vantaggio di un solo seggio.
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USA: L'AGENZIA PER LA SICUREZZA NAZIONALE AVVIA UNA STORICA RISTRUTTURAZIONE
Fonte: Washingtonpost.com
L'Agenzia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti (NSA) sta avviando la più grande riorganizzazione degli ultimi dieci anni, creando unità specializzate dedicate all'intelligenza artificiale, alla Cina, alla sicurezza informatica, alle operazioni militari e al servizio di intelligence globale.
Fonte: Washingtonpost.com
L'Agenzia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti (NSA) sta avviando la più grande riorganizzazione degli ultimi dieci anni, creando unità specializzate dedicate all'intelligenza artificiale, alla Cina, alla sicurezza informatica, alle operazioni militari e al servizio di intelligence globale.
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