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BESSENT: COLLOQUI COMMERCIALI CON LA CINA SONO STATI UN SUCCESSO
⚡️🇺🇸🇨🇳 Il segretario del Tesoro americano, Scott Bessent, ha dichiarato che i colloqui commerciali con la Cina sono stati un successo, aprendo la strada a un dialogo sull'intelligenza artificiale:
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⚡️🇺🇸🇨🇳 Il segretario del Tesoro americano, Scott Bessent, ha dichiarato che i colloqui commerciali con la Cina sono stati un successo, aprendo la strada a un dialogo sull'intelligenza artificiale:
"Abbiamo avuto un incontro molto, molto positivo con i cinesi sulle questioni commerciali, utilizzando l'intelligenza artificiale, e abbiamo ripreso da dove ci eravamo fermati a Pechino. Lì, abbiamo creato un comitato commerciale e abbiamo iniziato a discutere di intelligenza artificiale. E questa sera, queste iniziative sono state messe in atto. Quello che abbiamo discusso è la creazione di un meccanismo. Si chiamerà il dialogo sull'intelligenza artificiale tra Stati Uniti e Cina. Abbiamo concordato di incontrarci di nuovo. Gli Stati Uniti hanno proposto di istituire un meccanismo di notifica tra i due paesi, e vogliamo condividere una visione comune, obiettivi comuni e affrontare minacce comuni."
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SQUADRA CHE PERDE NON SI CAMBIA!
di Gianandrea Gaiani
Le hanno sbagliate tutte per anni, segnando tanti autogol, eppure continuano a giocare titolari nell’unica squadra al mondo che gioca contro sé stessa, puntando sempre a perdere ogni incontro a vantaggio degli avversari.
Impossibile trovare spiegazioni logiche eppure questa è la realtà europea, della Commissione europea ma anche di gran parte dei governi degli stati membri.
Donald Trump rilancia la proposta di negoziati tra Mosca e Kiev ma politica e grandi media in Europa non perdono occasione per ingigantire la minaccia di aggressione russa anche a costo di arrampicarsi sugli specchi e di coprirsi di ridicolo.
continua su Analisi Difesa
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di Gianandrea Gaiani
Le hanno sbagliate tutte per anni, segnando tanti autogol, eppure continuano a giocare titolari nell’unica squadra al mondo che gioca contro sé stessa, puntando sempre a perdere ogni incontro a vantaggio degli avversari.
Impossibile trovare spiegazioni logiche eppure questa è la realtà europea, della Commissione europea ma anche di gran parte dei governi degli stati membri.
Donald Trump rilancia la proposta di negoziati tra Mosca e Kiev ma politica e grandi media in Europa non perdono occasione per ingigantire la minaccia di aggressione russa anche a costo di arrampicarsi sugli specchi e di coprirsi di ridicolo.
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🔴 GASOLIO DI BUFALE
Nella politica statunitense c’è sempre - e sempre più - un elemento di doppiezza, però talmente smaccata da risultare inutile se non controproducente. Se menti continuamente, e lo fai in modo sfacciato, non è che ottieni altro all’infuori di una crescente sfiducia; e persino quando sarai sincero gli altri diffideranno.
Prendiamo ad esempio questa favola per bimbi gonzi - ovviamente propalata soprattutto da Axios, ormai house organ ufficioso della fabbrica di bufale domiciliata al 1600 di Pennsylvania Ave, Washington DC - secondo cui Trump starebbe da tempo insistendo con Zelensky affinché la smetta di attaccare le raffinerie russe, poiché ciò - a dire del presidente USA - sarebbe la causa dell'aumento dei prezzi mondiali del diesel, che colpisce in particolare il mercato americano (i prezzi del gasolio negli Stati Uniti hanno superato per la prima volta la soglia di 6,50 dollari al gallone, con un aumento del 15% dall'inizio del mese).
Nel costrutto narrativo di Trump, questa favoletta è funzionale ad esigenze comunicative, e non solo. Innanzitutto, serve a scaricare la responsabilità degli aumenti sul conflitto in Ucraina (“la guerra di Biden”), piuttosto che su quella con l’Iran - che invece ne è la causa prima. Il che ovviamente punta ad attutirne l’impatto sul voto alle imminenti elezioni di midterm. Ma soprattutto serve - almeno nelle intenzioni dell’inquilino della Casa Bianca - a mettere gli Stati Uniti nella posizione di potersi proporre ancora una volta come mediatore tra Mosca e Kiev. Da un lato, infatti, Trump chiede fintamente a Zelensky di sospendere gli attacchi alle raffinerie russe, col presidente ucraino che allegramente se ne fotte, immaginando così di poter dire a Putin: “dai, smettetela tutti e due di fare attacchi al settore energetico...”
Peccato che al Cremlino sappiano perfettamente che quegli attacchi sono condotti grazie al supporto dell’intelligence satellitare statunitense, senza il quale non potrebbero essere portati a termine, e che comunque - se davvero volesse fermarli - il presidente USA ha svariate leve per imporre lo stop, altro che chiederlo. Il tutto, peraltro, mentre gli Stati Uniti approvano la legge Graham con nuove sanzioni contro il petrolio russo. Insomma, l’ennesima conferma della inaffidabilità totale dell’America, e di questa amministrazione ancor di più.
In ogni caso, è evidente che nonostante il suo conclamato defilarsi, e le sue continue profferte di dialogo, in realtà Trump non ha alcuna intenzione di mollare la presa. La guerra contro la Russia rimane un asset strategico, né più né meno come quella contro l’Iran e la Cina. Nella migliore delle ipotesi, gli Stati Uniti possono accedere a pause tattiche, e comunque sempre cercando di massimizzarne il vantaggio, ma la volontà di contrastare in ogni modo possibile l’emergere di un mondo multipolare trasuda da ogni azione, da ogni parola che provenga da Washington.
➡️ 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐦𝐢 𝐬𝐮 𝐓𝐞𝐥𝐞𝐠𝐫𝐚𝐦!
Nella politica statunitense c’è sempre - e sempre più - un elemento di doppiezza, però talmente smaccata da risultare inutile se non controproducente. Se menti continuamente, e lo fai in modo sfacciato, non è che ottieni altro all’infuori di una crescente sfiducia; e persino quando sarai sincero gli altri diffideranno.
Prendiamo ad esempio questa favola per bimbi gonzi - ovviamente propalata soprattutto da Axios, ormai house organ ufficioso della fabbrica di bufale domiciliata al 1600 di Pennsylvania Ave, Washington DC - secondo cui Trump starebbe da tempo insistendo con Zelensky affinché la smetta di attaccare le raffinerie russe, poiché ciò - a dire del presidente USA - sarebbe la causa dell'aumento dei prezzi mondiali del diesel, che colpisce in particolare il mercato americano (i prezzi del gasolio negli Stati Uniti hanno superato per la prima volta la soglia di 6,50 dollari al gallone, con un aumento del 15% dall'inizio del mese).
Nel costrutto narrativo di Trump, questa favoletta è funzionale ad esigenze comunicative, e non solo. Innanzitutto, serve a scaricare la responsabilità degli aumenti sul conflitto in Ucraina (“la guerra di Biden”), piuttosto che su quella con l’Iran - che invece ne è la causa prima. Il che ovviamente punta ad attutirne l’impatto sul voto alle imminenti elezioni di midterm. Ma soprattutto serve - almeno nelle intenzioni dell’inquilino della Casa Bianca - a mettere gli Stati Uniti nella posizione di potersi proporre ancora una volta come mediatore tra Mosca e Kiev. Da un lato, infatti, Trump chiede fintamente a Zelensky di sospendere gli attacchi alle raffinerie russe, col presidente ucraino che allegramente se ne fotte, immaginando così di poter dire a Putin: “dai, smettetela tutti e due di fare attacchi al settore energetico...”
Peccato che al Cremlino sappiano perfettamente che quegli attacchi sono condotti grazie al supporto dell’intelligence satellitare statunitense, senza il quale non potrebbero essere portati a termine, e che comunque - se davvero volesse fermarli - il presidente USA ha svariate leve per imporre lo stop, altro che chiederlo. Il tutto, peraltro, mentre gli Stati Uniti approvano la legge Graham con nuove sanzioni contro il petrolio russo. Insomma, l’ennesima conferma della inaffidabilità totale dell’America, e di questa amministrazione ancor di più.
In ogni caso, è evidente che nonostante il suo conclamato defilarsi, e le sue continue profferte di dialogo, in realtà Trump non ha alcuna intenzione di mollare la presa. La guerra contro la Russia rimane un asset strategico, né più né meno come quella contro l’Iran e la Cina. Nella migliore delle ipotesi, gli Stati Uniti possono accedere a pause tattiche, e comunque sempre cercando di massimizzarne il vantaggio, ma la volontà di contrastare in ogni modo possibile l’emergere di un mondo multipolare trasuda da ogni azione, da ogni parola che provenga da Washington.
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Geopolitica & strategie
2 volte al giorno, notizie sui principali conflitti nel mondo + analisi e riflessioni
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ARAGHCHI CONDIVIDE SU X UN PASSAGGIO DI UN EDITORIALE DI ISRAEL HAYOM
Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha appena condiviso su X un passaggio di un articolo di Israel Hayom in cui si auspica una relazione ancora più stretta tra Washington e Tel Aviv, in modo che un'eventuale problema finanziario che colpisca Israele venga sentito anche dall'America.
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Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha appena condiviso su X un passaggio di un articolo di Israel Hayom in cui si auspica una relazione ancora più stretta tra Washington e Tel Aviv, in modo che un'eventuale problema finanziario che colpisca Israele venga sentito anche dall'America.
La lobby israeliana sta diventando meno timida nella sua presa sulla politica statunitense verso l'Iran. Nella pubblicazione di Miriam Adelson, il megafono della lobby afferma che la politica statunitense deve garantire che l'America paghi un prezzo per qualsiasi affronto a Israele.
È ora che Washington si liberi da queste catene.
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UN UOMO CONTRO UN “TERMINATOR”: IL PRIMO COMBATTIMENTO TRA UMANO E ROBOT. IL VIDEO
A San Francisco un creator ha affrontato un robot umanoide EngineAI T800 teleguidato. L’organizzatore sostiene che il combattimento non fosse coreografato, e almeno un calcio fa davvero paura
Fonte: DDay
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A San Francisco un creator ha affrontato un robot umanoide EngineAI T800 teleguidato. L’organizzatore sostiene che il combattimento non fosse coreografato, e almeno un calcio fa davvero paura
Fonte: DDay
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DDay.it
Un uomo contro un “Terminator”: il primo combattimento tra umano e robot. Il video
A San Francisco un creator ha affrontato un robot umanoide EngineAI T800 teleguidato. L’organizzatore sostiene che il combattimento non fosse coreografato, e almeno un calcio fa davvero paura
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Corriere della sera
Revolut, i dati dei clienti consegnati agli hacker: «La richiesta è partita da una Pec compromessa prefettura di Reggio Calabria»
Secondo fonti del Corriere, Revolut ha ricevuto una «finta e-mail» dalla prefettura di Reggio Calabria e ha poi trasmesso documenti d'identità, Iban, selfie di verifica e cronologia delle transazioni a un gruppo di hacker che si è spacciato per l'autorità…
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TETTO AGLI STUDENTI STRANIERI IN CLASSE, ZUPPI: «LA SCUOLA DEVE ESSERE INCLUSIVA. LUOGO DI NASCITA NON SIA OSTACOLO»
Fonte: Gazzettino
Quante classi in Vaticano?
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Fonte: Gazzettino
Quante classi in Vaticano?
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Il Gazzettino
Tetto agli studenti stranieri in classe, Zuppi: «La scuola deve essere inclusiva. Luogo di nascita non sia ostacolo»
«Le scuole hanno riaperto i cancelli» e «i recenti episodi di violenza ci interrogano profondamente». Lo dice il presidente della Cei, il card. Matteo Zuppi, che indica...
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TRUMP TV, LA CASA BIANCA LANCIA LO STREAMING 24 ORE SU 24
La Casa Bianca ha lanciato Trump TV, una piattaforma streaming attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Presentata da Kaelan Dorr, vice assistente del Presidente, con questo messaggio: “La stampa, in alcuni casi, ha riportato in modo inaccurato o non ha riportato affatto i numerosi successi da record dell'Amministrazionei". Trump TV lo farà senza filtri. Trasmessa sul canale YouTube della Casa Bianca e sull'app ufficiale della Casa Bianca. Arriva subito dopo il braccio di ferro sugli accrediti. Venerdì Trump ha annunciato su Truth il divieto di accesso alla Casa Bianca per CNN, MS NOW (ex MSNBC) e Politico.
Le tre testate hanno fatto causa al Tribunale di Washington per violazione del Primo e Quinto emendamento.
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La Casa Bianca ha lanciato Trump TV, una piattaforma streaming attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Presentata da Kaelan Dorr, vice assistente del Presidente, con questo messaggio: “La stampa, in alcuni casi, ha riportato in modo inaccurato o non ha riportato affatto i numerosi successi da record dell'Amministrazionei". Trump TV lo farà senza filtri. Trasmessa sul canale YouTube della Casa Bianca e sull'app ufficiale della Casa Bianca. Arriva subito dopo il braccio di ferro sugli accrediti. Venerdì Trump ha annunciato su Truth il divieto di accesso alla Casa Bianca per CNN, MS NOW (ex MSNBC) e Politico.
Le tre testate hanno fatto causa al Tribunale di Washington per violazione del Primo e Quinto emendamento.
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💡 Chi governa chi nell’era dell’AI?
Agenti autonomi, guerre, nuovi poteri e libertà individuale🌍
prenotazione necessaria al link https://forms.gle/MfoxrR3vnzh2rB8W6
Come sta cambiando il mondo e la vita di tutti noi con l'uso quotidiano dell AI? Chi la controlla? Dobbiamo limitarla?
Ne parleremo con il prof. Alessandro Mecocci ordinario presso il Dipartimento di Ingegneria dell Informazione e Scienze Matematiche all'Università degli Studi di Siena
📌 Giovedì 8 ottobre, ore 21:00 �
📍 Teatro L'Affratellamento, via G.Orsini 73, Firenze
🎟️ Ingresso a offerta libera e consapevole
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RIFIUTI RADIOATTIVI BRITANNICI INQUINANO L'ATLANTICO.
L'eredità radioattiva dell'Europa sta letteralmente filtrando nell'Atlantico: la Gran Bretagna ne è stata la principale responsabile.
Tra il 1949 e il 1982, più di 200.000 fusti contenenti oltre 150.000 tonnellate di rifiuti radioattivi a bassa attività sono stati scaricati nell'Atlantico. Decenni dopo, gli scienziati si sono immersi a quasi 5 km sul fondo del mare e hanno scoperto fusti gravemente corrosi, da cui il materiale trapelava visibilmente nel sedimento circostante, come riportato da ScienceAlert.
E questa è stata in gran parte un'operazione di smaltimento europea, non sovietica.
Secondo il CNRS francese, i principali responsabili sono stati:
🇬🇧 Regno Unito: più di 140.000 fusti
🇧🇪 Belgio: circa 55.000
🇫🇷 Francia: più di 46.000
La Gran Bretagna è stata di gran lunga la nazione che ha scaricato la maggiore quantità di rifiuti. I dati storici dell'IAEA mostrano inoltre che il Regno Unito ha rappresentato circa il 77,5% del materiale radioattivo smaltito nei siti dell'Atlantico settentrionale.
I rifiuti includevano radionuclidi come il cesio-137, gli isotopi del plutonio e il tritio. La nuova spedizione ha già rilevato cobalto-60 e niobio-94, specificamente legati ai rifiuti scaricati, mentre il cesio-137 e l'americio-241 sono stati trovati a livelli superiori a quelli previsti. Gli scienziati stanno ora verificando se una parte di questi elementi si sta accumulando nella fauna marina.
Per decenni, gli stati europei hanno trattato le profondità dell'Atlantico come una discarica per rifiuti radioattivi.
La Gran Bretagna è stata in prima linea, e i fusti sono ancora lì, arrugginiti e che perdono materiale.
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L'eredità radioattiva dell'Europa sta letteralmente filtrando nell'Atlantico: la Gran Bretagna ne è stata la principale responsabile.
Tra il 1949 e il 1982, più di 200.000 fusti contenenti oltre 150.000 tonnellate di rifiuti radioattivi a bassa attività sono stati scaricati nell'Atlantico. Decenni dopo, gli scienziati si sono immersi a quasi 5 km sul fondo del mare e hanno scoperto fusti gravemente corrosi, da cui il materiale trapelava visibilmente nel sedimento circostante, come riportato da ScienceAlert.
E questa è stata in gran parte un'operazione di smaltimento europea, non sovietica.
Secondo il CNRS francese, i principali responsabili sono stati:
🇬🇧 Regno Unito: più di 140.000 fusti
🇧🇪 Belgio: circa 55.000
🇫🇷 Francia: più di 46.000
La Gran Bretagna è stata di gran lunga la nazione che ha scaricato la maggiore quantità di rifiuti. I dati storici dell'IAEA mostrano inoltre che il Regno Unito ha rappresentato circa il 77,5% del materiale radioattivo smaltito nei siti dell'Atlantico settentrionale.
I rifiuti includevano radionuclidi come il cesio-137, gli isotopi del plutonio e il tritio. La nuova spedizione ha già rilevato cobalto-60 e niobio-94, specificamente legati ai rifiuti scaricati, mentre il cesio-137 e l'americio-241 sono stati trovati a livelli superiori a quelli previsti. Gli scienziati stanno ora verificando se una parte di questi elementi si sta accumulando nella fauna marina.
Per decenni, gli stati europei hanno trattato le profondità dell'Atlantico come una discarica per rifiuti radioattivi.
La Gran Bretagna è stata in prima linea, e i fusti sono ancora lì, arrugginiti e che perdono materiale.
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🟤 LA BOMBA SCIITA
Blitz News #404 - L'Iran, sotto la continua aggressione da parte degli Stati Uniti, minaccia di abbandonare il Trattato di Non Proliferazione Nucleare. Sarebbe solo una mossa di pressione, o indicherebbe una reale intenzione di farsi la bomba? Gli sviluppi sono imprevedibili, e non dipendono solo da Teheran.
Ascolta il podcast
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Blitz News #404 - L'Iran, sotto la continua aggressione da parte degli Stati Uniti, minaccia di abbandonare il Trattato di Non Proliferazione Nucleare. Sarebbe solo una mossa di pressione, o indicherebbe una reale intenzione di farsi la bomba? Gli sviluppi sono imprevedibili, e non dipendono solo da Teheran.
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Il controllo degli Emirati Arabi Uniti sul porto di Berbera, in Somalia, è il punto in cui i loro interessi commerciali e la loro strategia militare convergono.
La società DP World, all'epoca guidata da Sultan Ahmed bin Sulayem, amico di Epstein, ha firmato nel maggio 2016 un accordo di 30 anni per la gestione del porto di acque profonde di Berbera, per un valore di 442 milioni di dollari.
Nel 2017, il parlamento della Somalia ha approvato la creazione di una base militare degli Emirati Arabi Uniti a Berbera, concedendo agli Emirati Arabi Uniti l'accesso alla pista di 4.140 metri risalente all'era sovietica e ad altre strutture aeroportuali.
L'importanza strategica di Berbera
Questo porto di acque profonde, situato sul Golfo di Aden, è strategicamente vicino, a soli 300 km, allo stretto di Bab el-Mandeb, di vitale importanza. Ciò consente agli Emirati Arabi Uniti di proiettare la loro potenza navale e aerea attraverso lo stretto e di sfidare sia gli Ansar Allah dello Yemen che gli interessi sauditi nella regione.
Secondo quanto riportato da Le Monde a luglio, la base militare è in fase di espansione per un potenziale futuro utilizzo congiunto da parte degli Emirati Arabi Uniti, di Israele e degli Stati Uniti, come mostrano le immagini satellitari. I resoconti OSINT su X suggeriscono la costruzione di nuovi siti SAM, posizioni radar, hangar per droni e aeromobili, nonché numerose strutture sotterranee, bunker e impianti di stoccaggio di munizioni.
Anche il ruolo commerciale di Berbera è in crescita, poiché le aziende si spostano sempre più verso il Mar Rosso a causa della crisi dello Stretto di Hormuz.
Somalia: un'arena per una nuova battaglia geostrategica?
Durante la sua recente visita negli Stati Uniti, il leader della Somalia, Cabdiraxmaan Cirro, ha promosso il suo paese e il porto di Berbera come un importante punto di accesso strategico al Mar Rosso per gli Stati Uniti e come un potenziale punto d'appoggio contro gli Houthi. Gli esperti militari avvertono che il conflitto in Medio Oriente in corso potrebbe estendersi alla Somalia e all'intera regione africana.
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Nel mese di agosto, la Cina ha aumentato le importazioni di petrolio russo del 41%, compensando le forniture interrotte provenienti dal Medio Oriente. Gli acquisti da altri importanti paesi esportatori sono diminuiti, in particolare dall'Arabia Saudita, di quasi il doppio.
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🔴 PUTIN VINCE, MERZ DISASTRO
L'Arabia Saudita strangolata - Salvo Ardizzone, Enrico Tomaselli
La slavina partita in Germania due settimane fa con il trionfo di AfD alle elezioni in Sassonia si è ingigantita ieri con quelle in Meclemburgo; AfD conferma il boom di voti mentre la CDU del cancelliere Merz, che ammette il disastro, non raggiunge nemmeno la soglia di sbarramento del 5% e non avrà quindi nessun rappresentante nel governo del land. È la prima volta nella storia dell’Unione Cristiano Democratica. L’esito di Berlino poi, con la vittoria della Linke - la sinistra tedesca - conferma la polarizzazione del voto tra la popolazione.
Le elezioni, sempre ieri, in Russia confermano la saldezza della leadership di Putin; la guerra, le sanzioni dell’UE e gli attacchi NATO-ucraini anche in questi giorni non solo non hanno indebolito il presidente russo ma ne hanno consolidato ulteriormente il potere.
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L'Arabia Saudita strangolata - Salvo Ardizzone, Enrico Tomaselli
La slavina partita in Germania due settimane fa con il trionfo di AfD alle elezioni in Sassonia si è ingigantita ieri con quelle in Meclemburgo; AfD conferma il boom di voti mentre la CDU del cancelliere Merz, che ammette il disastro, non raggiunge nemmeno la soglia di sbarramento del 5% e non avrà quindi nessun rappresentante nel governo del land. È la prima volta nella storia dell’Unione Cristiano Democratica. L’esito di Berlino poi, con la vittoria della Linke - la sinistra tedesca - conferma la polarizzazione del voto tra la popolazione.
Le elezioni, sempre ieri, in Russia confermano la saldezza della leadership di Putin; la guerra, le sanzioni dell’UE e gli attacchi NATO-ucraini anche in questi giorni non solo non hanno indebolito il presidente russo ma ne hanno consolidato ulteriormente il potere.
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L'Arabia Saudita strangolata - Salvo Ardizzone, Enrico Tomaselli
#putin #salvoardizzone #enricotomaselli
➡️ Disponibili i primi due corsi dell'Agorà culturale: "Introduzione alla Geopolitica" con Salvo Ardizzone e "Introduzione all'alimentazione" con Mara Besacchi: https://libreria.ivdp.it/courses
L'Arabia Saudita strangolata…
➡️ Disponibili i primi due corsi dell'Agorà culturale: "Introduzione alla Geopolitica" con Salvo Ardizzone e "Introduzione all'alimentazione" con Mara Besacchi: https://libreria.ivdp.it/courses
L'Arabia Saudita strangolata…
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ISTAT: Nel 2025 l’economia italiana cresce dello 0,6%, dato rivisto al rialzo di 0,1 punti. Aumentano investimenti, +3,9%, consumi, +1,0%) ed esportazioni (+1,7%).
Il rapporto deficit/Pil è al 3,1%, invariato rispetto alle stime di aprile.
Fonte: Istat.it
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Il rapporto deficit/Pil è al 3,1%, invariato rispetto alle stime di aprile.
Fonte: Istat.it
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REUTERS: L'IRAN POTREBBE RIAPRIRE HORMUZ ENTRO SETTE GIORNI
Fonte: Reuters
Un alto funzionario iraniano ha dichiarato a Reuters che Teheran è pronta a riaprire lo Stretto di Hormuz entro sette giorni, a condizione che gli Stati Uniti allentino la pressione militare e revochino il blocco dei porti iraniani.
La proposta è già stata consegnata a Washington tramite mediatori il 16 settembre. L’Iran chiede che gli USA annuncino ufficialmente la volontà di risolvere la crisi per via diplomatica e concordino una tempistica concreta. Secondo il funzionario, la delegazione iraniana all’Assemblea Generale dell’ONU a New York ha piena autorità per riprendere i negoziati.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, partito martedì per New York, non incontrerà Donald Trump. I dettagli di un eventuale accordo per cessare le ostilità potrebbero però essere discussi tramite mediatori a margine dell’Assemblea ONU, definita “un’occasione d’oro” per tornare al dialogo.
L’iniziativa risulta approvata dal Leader Supremo Mojtaba Khamenei e dal Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale.
Immediata la reazione del future sul Brent
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Fonte: Reuters
Un alto funzionario iraniano ha dichiarato a Reuters che Teheran è pronta a riaprire lo Stretto di Hormuz entro sette giorni, a condizione che gli Stati Uniti allentino la pressione militare e revochino il blocco dei porti iraniani.
La proposta è già stata consegnata a Washington tramite mediatori il 16 settembre. L’Iran chiede che gli USA annuncino ufficialmente la volontà di risolvere la crisi per via diplomatica e concordino una tempistica concreta. Secondo il funzionario, la delegazione iraniana all’Assemblea Generale dell’ONU a New York ha piena autorità per riprendere i negoziati.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, partito martedì per New York, non incontrerà Donald Trump. I dettagli di un eventuale accordo per cessare le ostilità potrebbero però essere discussi tramite mediatori a margine dell’Assemblea ONU, definita “un’occasione d’oro” per tornare al dialogo.
L’iniziativa risulta approvata dal Leader Supremo Mojtaba Khamenei e dal Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale.
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
🇷🇺 I servizi di intelligence russi affermano che i paesi europei stanno lavorando per creare un organismo comune per sequestrare i beni russi congelati.
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WSJ: XI NON PORTERÀ IN USA DELEGAZIONE DI CEO DI CORPORATION CINESI
È improbabile che Xi Jinping porti con sé una delegazione di amministratori delegati cinesi al suo incontro con Trump a Washington questa settimana, riducendo le aspettative di importanti accordi commerciali derivanti dal vertice.
Alcuni funzionari del settore si aspettavano che dirigenti cinesi partecipassero a una cena di Stato insieme ai leader americani nel settore tecnologico e dell'intelligenza artificiale, ma i preparativi suggeriscono che la visita si concentrerà maggiormente sul mantenimento della stabilità commerciale che sull'annuncio di importanti investimenti.
Si prevede che Trump e Xi discuteranno di dazi, esportazioni di terre rare, intelligenza artificiale e cooperazione commerciale.
Fonte: WSJ
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È improbabile che Xi Jinping porti con sé una delegazione di amministratori delegati cinesi al suo incontro con Trump a Washington questa settimana, riducendo le aspettative di importanti accordi commerciali derivanti dal vertice.
Alcuni funzionari del settore si aspettavano che dirigenti cinesi partecipassero a una cena di Stato insieme ai leader americani nel settore tecnologico e dell'intelligenza artificiale, ma i preparativi suggeriscono che la visita si concentrerà maggiormente sul mantenimento della stabilità commerciale che sull'annuncio di importanti investimenti.
Si prevede che Trump e Xi discuteranno di dazi, esportazioni di terre rare, intelligenza artificiale e cooperazione commerciale.
Fonte: WSJ
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