L'AMBASCIATORE DEGLI STATI UNITI IN CINA HA DICHIARATO AL CANALE CNBC: "TRUMP HA CHIARITO CHE QUALSIASI FORMA DI AIUTO CHE LA CINA FORNISCE ALL'IRAN È INACCETTABILE."
Fonte: Reuters.com
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
Questa valutazione arriva nel momento in cui il Congresso sta esaminando un accordo civile nucleare tra gli Stati Uniti e l'Arabia Saudita, che dovrebbe sostenere importanti progetti nel settore dell'energia nucleare nel regno.
L'accordo ha sollevato preoccupazioni in alcuni membri del Congresso e tra esperti della non proliferazione a causa delle sue disposizioni relative all'arricchimento dell'uranio e alle misure di sicurezza.
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BLOOMBERG: "TRUMP HA ESORTATO ZELENSKY A INCONTRARE PUTIN A MOSCA"
Secondo Bloomberg, durante un incontro all'ONU, Trump ha cercato di persuadere Zelensky a recarsi a Mosca per negoziare con Putin, ma Zelensky ha rifiutato ed era scontento che il presidente USA abbia sollevato l'argomento.
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Bloomberg.com
Trump Asked Zelenskyy to Meet Putin in Moscow for Peace Talks
President Donald Trump this week again encouraged Volodymyr Zelenskyy to travel to Moscow to meet with Vladimir Putin, despite repeated past refusals, as the US looks to reignite Ukraine-Russia peace talks.
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PER BLOOMBERG, GLI STATI UNITI STANNO SUBENDO UNA SCONFITTA SCHIACCIANTE NELLA GUERRA COMMERCIALE CON LA CINA
Fonte: Bloomberg
Quando nel 2018 il presidente Donald Trump avviò la guerra commerciale con la Cina, il suo obiettivo era invertire la rotta della politica industriale cinese e ostacolarne l'ambizione di dominare il settore manifatturiero ad alta tecnologia. Questa politica ha fallito su tutti i fronti.
Al di fuori degli Stati Uniti, la posizione commerciale della Cina è più solida che mai. L'anno scorso il suo avanzo commerciale ha raggiunto la cifra record di 1.190 miliardi di dollari.
La Cina rimane la principale potenza industriale mondiale e, con ampio margine, il maggior produttore ed esportatore di beni intermedi. Gli esportatori cinesi hanno reagito alle nuove barriere commerciali americane semplicemente aggirandole, anziché riducendo i volumi.
Il modello economico cinese a guida statale è diventato ancora più efficace. L'ultimo piano quinquennale dimostra che la politica industriale non è più soltanto un ambito d'intervento tra i tanti, bensì il principio organizzativo dell'intera economia.
La politica statunitense si è rivelata inefficace, se non addirittura controproducente. I sondaggi evidenziano che, per la prima volta, in molti Paesi la Cina è vista con maggior favore rispetto agli Stati Uniti, sottolinea Bloomberg.
Fonte: Bloomberg
Quando nel 2018 il presidente Donald Trump avviò la guerra commerciale con la Cina, il suo obiettivo era invertire la rotta della politica industriale cinese e ostacolarne l'ambizione di dominare il settore manifatturiero ad alta tecnologia. Questa politica ha fallito su tutti i fronti.
Al di fuori degli Stati Uniti, la posizione commerciale della Cina è più solida che mai. L'anno scorso il suo avanzo commerciale ha raggiunto la cifra record di 1.190 miliardi di dollari.
La Cina rimane la principale potenza industriale mondiale e, con ampio margine, il maggior produttore ed esportatore di beni intermedi. Gli esportatori cinesi hanno reagito alle nuove barriere commerciali americane semplicemente aggirandole, anziché riducendo i volumi.
Il modello economico cinese a guida statale è diventato ancora più efficace. L'ultimo piano quinquennale dimostra che la politica industriale non è più soltanto un ambito d'intervento tra i tanti, bensì il principio organizzativo dell'intera economia.
La politica statunitense si è rivelata inefficace, se non addirittura controproducente. I sondaggi evidenziano che, per la prima volta, in molti Paesi la Cina è vista con maggior favore rispetto agli Stati Uniti, sottolinea Bloomberg.
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ANSA.it
Aggressione omofoba in centro a Bologna, 2 giovani picchiati da un gruppo
Due giovani sono stati vittime di un'aggressione omofoba, nella notte, in centro a Bologna. (ANSA)
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MARJORIE TAYLOR GREEN: TRUMP CONTRARIO A PUBBLICAZIONE FILE EPSTEIN
L'ex deputata Marjorie Taylor Greene afferma che Donald Trump l'ha personalmente sollecitata a rimuovere il suo nome dall'iniziativa parlamentare volta a rendere pubblici i documenti relativi al caso Epstein.
"Voleva che ritirassi il mio nome dalla risoluzione che impediva la pubblicazione dei documenti di S.E.A.M."
Greene ha dichiarato che Trump ha rifiutato la sua richiesta di incontrare le vittime di Epstein, tra cui donne che lo avevano votato, e ha ricordato una telefonata in cui le aveva avvertito:
"Marjorie, persone che conosci si faranno male. I miei amici, persone che conosci a Mar-a-Lago."
Greene ha affermato che la pressione si estendeva alla leadership repubblicana, sostenendo che Trump esercitava un "rigido controllo" sull'ex procuratore generale Pam Bondi e sui leader del Congresso mentre questi cercavano di bloccare il voto.
Trump ha resistito alla piena divulgazione per mesi, mentre la Casa Bianca faceva pressione sui legislatori per rallentare l'iniziativa di pubblicazione prima che, alla fine, invertisse la rotta e firmasse la legge sulla trasparenza.
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L'ex deputata Marjorie Taylor Greene afferma che Donald Trump l'ha personalmente sollecitata a rimuovere il suo nome dall'iniziativa parlamentare volta a rendere pubblici i documenti relativi al caso Epstein.
"Voleva che ritirassi il mio nome dalla risoluzione che impediva la pubblicazione dei documenti di S.E.A.M."
Greene ha dichiarato che Trump ha rifiutato la sua richiesta di incontrare le vittime di Epstein, tra cui donne che lo avevano votato, e ha ricordato una telefonata in cui le aveva avvertito:
"Marjorie, persone che conosci si faranno male. I miei amici, persone che conosci a Mar-a-Lago."
Greene ha affermato che la pressione si estendeva alla leadership repubblicana, sostenendo che Trump esercitava un "rigido controllo" sull'ex procuratore generale Pam Bondi e sui leader del Congresso mentre questi cercavano di bloccare il voto.
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🟠 DENTRO E FUORI IL PALAZZO
Blitz News #408 - L'assemblea Generale delle Nazioni Unite prosegue stancamente e tristemente, degna rappresentazione di ciò a cui s'è ridotta la comunità internazionale. Ma quel poco che è accaduto, s'è consumato fuori dal Palazzo. E a conti fatti, poco fumo e niente arrosto.
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IRAN IN ATTESA DELLA RISPOSTA USA DOPO L’ARTICOLO DEL WSJ SUL RIFIUTO DI TRUMP
Teheran propone di riaprire lo Stretto di Hormuz e fermare i combattimenti in sette giorni, ma secondo il Wall Street Journal il presidente americano sarebbe scettico e orientato a una nuova campagna di bombardamenti.
Fonte: Reuters
L’Iran attende una risposta ufficiale di Washington alla propria proposta diplomatica, dopo che il Wall Street Journal ha scritto che Donald Trump avrebbe respinto il piano. Teheran ha avanzato l’iniziativa all’Assemblea Generale dell’ONU, trasmettendola agli Stati Uniti tramite mediatori qatarioti: si tratterebbe di riaprire lo Stretto di Hormuz e interrompere le ostilità nella più ampia guerra in Medio Oriente entro sette giorni.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha dichiarato che, in caso di accordo americano, le parti potrebbero avviare colloqui più ampi su temi concordati. In cambio, l’Iran chiederebbe agli USA di togliere il blocco sui propri porti, sbloccare i fondi congelati e sospendere le sanzioni petrolifere. Un funzionario iraniano ha però precisato che Teheran non farà concessioni sul programma nucleare, né sull’arricchimento dell’uranio né sull’eventuale trasferimento all’estero dell’uranio altamente arricchito.
Reuters non ha potuto confermare immediatamente la notizia del WSJ, secondo cui Trump si sarebbe detto in privato scettico sulla disponibilità iraniana ad accettare le sue condizioni e avrebbe detto allo staff di considerare probabile una ripresa dei bombardamenti. In precedenza, un funzionario americano, restando anonimo, aveva definito “positive e costruttive” le discussioni tramite mediatori.
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Teheran propone di riaprire lo Stretto di Hormuz e fermare i combattimenti in sette giorni, ma secondo il Wall Street Journal il presidente americano sarebbe scettico e orientato a una nuova campagna di bombardamenti.
Fonte: Reuters
L’Iran attende una risposta ufficiale di Washington alla propria proposta diplomatica, dopo che il Wall Street Journal ha scritto che Donald Trump avrebbe respinto il piano. Teheran ha avanzato l’iniziativa all’Assemblea Generale dell’ONU, trasmettendola agli Stati Uniti tramite mediatori qatarioti: si tratterebbe di riaprire lo Stretto di Hormuz e interrompere le ostilità nella più ampia guerra in Medio Oriente entro sette giorni.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha dichiarato che, in caso di accordo americano, le parti potrebbero avviare colloqui più ampi su temi concordati. In cambio, l’Iran chiederebbe agli USA di togliere il blocco sui propri porti, sbloccare i fondi congelati e sospendere le sanzioni petrolifere. Un funzionario iraniano ha però precisato che Teheran non farà concessioni sul programma nucleare, né sull’arricchimento dell’uranio né sull’eventuale trasferimento all’estero dell’uranio altamente arricchito.
Reuters non ha potuto confermare immediatamente la notizia del WSJ, secondo cui Trump si sarebbe detto in privato scettico sulla disponibilità iraniana ad accettare le sue condizioni e avrebbe detto allo staff di considerare probabile una ripresa dei bombardamenti. In precedenza, un funzionario americano, restando anonimo, aveva definito “positive e costruttive” le discussioni tramite mediatori.
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PREZZI DI BENZINA E DIESEL DEL 26 SETTEMBRE
Il prezzo medio della benzina sulla rete stradale praticato il 26 settembre 2026 in Italia è di € 2,154 al litro (in calo rispetto ai 2,155 del giorno precedente), mentre sulle autostrade è di 2,245 (stabile rispetto al giorno precedente).
Il prezzo medio del gasolio sulla rete stradale è di € 2,338 (in calo rispetto ai 2,340 del giorno precedente), mentre sulle autostrade è 2,419 (in crescita rispetto ai 2,417 del giorno precedente).
Eni ha annunciato un tetto massimo ai prezzi nelle stazioni Enilive: da lunedì 28 settembre la benzina non potrà superare 1,99 euro al litro e il diesel 2,19 euro, circa 17 centesimi in meno rispetto alle medie attuali.
La misura, presentata come contributo di solidarietà, vale inizialmente 30 giorni e potrà essere prorogata fino a fine anno in base all’andamento del mercato. È collegata alle agevolazioni sulle accise ancora in vigore e riguarda circa 4.000 distributori della rete Enilive.
L’azienda motiva la scelta con i rincari legati alle crisi geopolitiche e alla scarsa capacità di raffinazione in Europa. Palazzo Chigi ha definito l’iniziativa «un lodevole atto di attenzione all’Italia».
Il prezzo medio della benzina sulla rete stradale praticato il 26 settembre 2026 in Italia è di € 2,154 al litro (in calo rispetto ai 2,155 del giorno precedente), mentre sulle autostrade è di 2,245 (stabile rispetto al giorno precedente).
Il prezzo medio del gasolio sulla rete stradale è di € 2,338 (in calo rispetto ai 2,340 del giorno precedente), mentre sulle autostrade è 2,419 (in crescita rispetto ai 2,417 del giorno precedente).
Eni ha annunciato un tetto massimo ai prezzi nelle stazioni Enilive: da lunedì 28 settembre la benzina non potrà superare 1,99 euro al litro e il diesel 2,19 euro, circa 17 centesimi in meno rispetto alle medie attuali.
La misura, presentata come contributo di solidarietà, vale inizialmente 30 giorni e potrà essere prorogata fino a fine anno in base all’andamento del mercato. È collegata alle agevolazioni sulle accise ancora in vigore e riguarda circa 4.000 distributori della rete Enilive.
L’azienda motiva la scelta con i rincari legati alle crisi geopolitiche e alla scarsa capacità di raffinazione in Europa. Palazzo Chigi ha definito l’iniziativa «un lodevole atto di attenzione all’Italia».
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ZELENSKY PRESENTA IL CONTO ALL'EUROPA
Fonte: Volodymyr Zelensky, X
Riguardo al deficit di bilancio statale di 27 miliardi di dollari, la maggior parte di questi fondi è destinata ai nostri droni, missili e rifornimenti per i nostri guerrieri. Un terzo di questo finanziamento è per i droni di gennaio, febbraio e marzo 2027. E se non li ordineremo e pagheremo nell’ottobre e nel novembre, dovremo affrontare gravi sfide.
Abbiamo discusso di questo in dettaglio con la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e la Direttrice Generale del FMI Kristalina Georgieva – quali programmi potrebbero essere disponibili e come aiutare l’Ucraina. La risposta è stata positiva e costruttiva. Tutti capiscono che coprire questo deficit è molto importante. Tutti capiscono che l’Ucraina non può essere lasciata da sola e che bisogna investire di più in droni e missili prodotti in Ucraina, perché la maggior parte di questo deficit è proprio il finanziamento necessario per le armi. Tutti capiscono quanto sia difficile superare questo periodo in mezzo a continui attacchi. L’Ucraina non sarà lasciata sola. L’UE ci sostiene, e il FMI continuerà i suoi programmi. Ho ricevuto una risposta positiva dai nostri partner. Sono loro grato.
Ho consegnato l’intero quadro al Primo Ministro dell’Ucraina. Insieme al Ministro delle Finanze e al Capo del Servizio di Intelligence Estero, lavorerà su tutti i dettagli, perché parte di questo finanziamento potrebbe arrivare attraverso il formato del Drone Deal. Dopo di che, si terrà un incontro, o in Ucraina o a Bruxelles, nei prossimi giorni.
Fonte: Volodymyr Zelensky, X
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Il Sole 24 ORE
Truffa da 95 milioni a Fideuram: ex presidente ingannato con messaggi WhatsApp e voce artificiale
Un sofisticato raggiro ha sfruttato l’identità digitale di un banchiere, e la voce finta di un avvocato, per sottrarre milioni: recuperati 59 milioni grazie alla collaborazione internazionale.
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
Qui vogliono farci credere che dei truffatori avrebbero ingannato il Presidente di Banca Fideuram simulando la voce dell'AD di Banca Intesa Messina che chiedeva di spostare 100 milioni su determinati conti esteri.
Primo, ma come hanno avuto il numero di telefono del presidente di Fideuram questi truffatori? Secondo, come mai il presidente di fideuram prima di effettuare l'operazione non ha richiamato per controllo l'AD di Banca Intesa? Lasciamo perdere poi il fatto delle procedure: il Presidente di Fideuram ha disponibilità di operare su un conto della banca con risorse importanti al di fuori delle normali procedure operative?
Qui ormai Lorsignori possono inventarsi qualunque fandonia per porre in essere operazioni oscure e imperscrutabili ai nostri occhi....
Dalle finte (ma strategicamente localizzate) trombe d'aria ai finti truffatori, ormai la gente si beve tutto. Salute 🍾 🥂
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JPOST: USA E CINA SI RIDUCONO RECIPROCAMENTE I DAZI
Jerusalem Post: La Cina e gli Stati Uniti hanno concordato una riduzione reciproca dei dazi di 30 miliardi di dollari e l'avvio di un dialogo sull'intelligenza artificiale, a seguito di colloqui tra i presidenti Xi Jinping e Donald Trump.
Gli accordi fanno parte di un consenso in otto punti raggiunto durante la visita di Xi negli Stati Uniti, secondo l'agenzia di stampa statale cinese Xinhua.
L'accordo segna un nuovo passo nei negoziati economici e tecnologici tra Washington e Pechino.
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Jerusalem Post: La Cina e gli Stati Uniti hanno concordato una riduzione reciproca dei dazi di 30 miliardi di dollari e l'avvio di un dialogo sull'intelligenza artificiale, a seguito di colloqui tra i presidenti Xi Jinping e Donald Trump.
Gli accordi fanno parte di un consenso in otto punti raggiunto durante la visita di Xi negli Stati Uniti, secondo l'agenzia di stampa statale cinese Xinhua.
L'accordo segna un nuovo passo nei negoziati economici e tecnologici tra Washington e Pechino.
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The Jerusalem Post | JPost.com
China, US agree to $30 billion tariff cut, AI dialogue following Xi-Trump summit in Washington
China's president Xi Jinping met US President Donald Trump following the United Nations General Assembly in New York and agreed to tariff cuts and open dialogue on AI.
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Forwarded from Target
🔴 SE TORNA LA GUERRA
C'è il rischio di un nuovo scontro militare tra Stati Uniti e Iran. Dopo il rifiuto da parte dell'amministrazione Trump di una nuova proposta di pace presentata dall'Iran all'ONU, le prospettive di un negoziato si sono azzerate. Favorito dal rafforzamento interno e convinto della debolezza di Teheran, Trump pare orientato a riprendere gli attacchi dopo le elezioni di midterm.
Questo rifiuto riduce al silenzio la componente moderata iraniana e spinge la Guida Suprema verso una linea di forte escalation. Per controrispondere, l'Iran potrebbe optare per un first strike strategico sulle basi USA/israeliane, oltre alla chiusura dello Stretto di Hormuz per sconvolgere i mercati energetici.
Lo scenario che si prospetta è quello di una drammatica fiammata bellica con potenziale coinvolgimento regionale (Yemen, Arabia Saudita, Israele) e persino dei paesi NATO, le cui ripercussioni sul prezzo del petrolio rischierebbero di trascinare l'economia mondiale in una profonda recessione.
Leggi l'articolo
➡️ 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐦𝐢 𝐬𝐮 𝐓𝐞𝐥𝐞𝐠𝐫𝐚𝐦!
C'è il rischio di un nuovo scontro militare tra Stati Uniti e Iran. Dopo il rifiuto da parte dell'amministrazione Trump di una nuova proposta di pace presentata dall'Iran all'ONU, le prospettive di un negoziato si sono azzerate. Favorito dal rafforzamento interno e convinto della debolezza di Teheran, Trump pare orientato a riprendere gli attacchi dopo le elezioni di midterm.
Questo rifiuto riduce al silenzio la componente moderata iraniana e spinge la Guida Suprema verso una linea di forte escalation. Per controrispondere, l'Iran potrebbe optare per un first strike strategico sulle basi USA/israeliane, oltre alla chiusura dello Stretto di Hormuz per sconvolgere i mercati energetici.
Lo scenario che si prospetta è quello di una drammatica fiammata bellica con potenziale coinvolgimento regionale (Yemen, Arabia Saudita, Israele) e persino dei paesi NATO, le cui ripercussioni sul prezzo del petrolio rischierebbero di trascinare l'economia mondiale in una profonda recessione.
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SE TORNA LA GUERRA
In occasione dell’81^ Assemblea Generale dell’ONU, la delegazione iraniana - guidata dal Presidente Pezeshkian e dal Ministro degli Esteri Araghchi - ha trasmesso agli Stati Uniti, attraverso l'intermediazione di funzionari qatarioti, una nuova proposta di…
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