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🔴 NAZA È UNA CARTINA DI TORNASOLE (1/2)
Secondo alcuni osservatori israeliani, l’uscita del film-documento NAZA, e la risonanza globale che sta avendo, sta paradossalmente aiutando la campagna elettorale di Netanyahu. La tesi è che mentre sino a pochi giorni prima il premier israeliano fosse in difficoltà per via della campagna di rivelazioni sul 7 ottobre, l’uscita della pellicola ha prodotto una reazione nell’opinione pubblica israeliana, suscitando un riflesso pseudo-patriottico, e comunque di difesa dell’IDF, anche da parte di coloro che non condividono le politiche dell’attuale governo. Di fatto, i rilevamenti segnalano effettivamente una rimonta dei partiti che sostengono Netanyahu.
La questione rilevante, secondo me, è però un’altra. Ovviamente sappiamo tutti perfettamente come funzionino i meccanismi di autodifesa psicologica, e quando un individuo o un gruppo si sente sotto attacco spesso reagisce azzerando ogni forma di spirito critico, blindandosi in una identità granitica e chiusa.
Quando Netanyahu ripete - e lo fa assai spesso - che l’IDF è “l’esercito più morale del mondo”, esprime un concetto che appartiene al patrimonio comune degli israeliani. Nella prospettiva e nella logica sionista, che ritiene di avere un diritto divino nel possedere quelle terre, l’IDF è infatti sia lo strumento che ha reso possibile portare lo stato di Israele alle attuali dimensioni, sia quello che ne garantisce la difesa dai barbari ostili che circondano il paese. La sua moralità, quindi, si fonda essenzialmente sulla funzione storicamente ricoperta, non sul comportamento effettivo. Ma, ovviamente, quando emerge pubblicamente una amoralità comportamentale così vasta, così radicata, così pianificata, la costruzione si incrina. Attenzione però, non si tratta di una rivelazione, che sconvolge radicate convinzioni. La società israeliana è piccola, e tutti, indistintamente - con l’eccezione, sinora, delle comunità haredi, dedite allo studio della Torah - hanno prestato servizio nell’IDF, sia uomini che donne. Quindi la realtà effettiva di come si comportano le forze armate israeliane nei confronti dei palestinesi, da ottant’anni circa, è cosa che sanno tutti benissimo, avendone fatto esperienza diretta. Al netto delle ipocrisie e delle comode rimozioni, il problema non è in un presunto shock culturale; per l’israeliano medio, i palestinesi sono animali, esseri sostanzialmente subumani, che per di più si frappongono alla realizzazione di un disegno divino. Basti pensare a quello che fanno quotidianamente i coloni in Cisgiordania, per capire quanto l’intossicazione ideologico-religiosa possa trasformare in esseri spregevoli e malvagi.
(segue 2/2)
➡️ 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐦𝐢 𝐬𝐮 𝐓𝐞𝐥𝐞𝐠𝐫𝐚𝐦!
Secondo alcuni osservatori israeliani, l’uscita del film-documento NAZA, e la risonanza globale che sta avendo, sta paradossalmente aiutando la campagna elettorale di Netanyahu. La tesi è che mentre sino a pochi giorni prima il premier israeliano fosse in difficoltà per via della campagna di rivelazioni sul 7 ottobre, l’uscita della pellicola ha prodotto una reazione nell’opinione pubblica israeliana, suscitando un riflesso pseudo-patriottico, e comunque di difesa dell’IDF, anche da parte di coloro che non condividono le politiche dell’attuale governo. Di fatto, i rilevamenti segnalano effettivamente una rimonta dei partiti che sostengono Netanyahu.
La questione rilevante, secondo me, è però un’altra. Ovviamente sappiamo tutti perfettamente come funzionino i meccanismi di autodifesa psicologica, e quando un individuo o un gruppo si sente sotto attacco spesso reagisce azzerando ogni forma di spirito critico, blindandosi in una identità granitica e chiusa.
Quando Netanyahu ripete - e lo fa assai spesso - che l’IDF è “l’esercito più morale del mondo”, esprime un concetto che appartiene al patrimonio comune degli israeliani. Nella prospettiva e nella logica sionista, che ritiene di avere un diritto divino nel possedere quelle terre, l’IDF è infatti sia lo strumento che ha reso possibile portare lo stato di Israele alle attuali dimensioni, sia quello che ne garantisce la difesa dai barbari ostili che circondano il paese. La sua moralità, quindi, si fonda essenzialmente sulla funzione storicamente ricoperta, non sul comportamento effettivo. Ma, ovviamente, quando emerge pubblicamente una amoralità comportamentale così vasta, così radicata, così pianificata, la costruzione si incrina. Attenzione però, non si tratta di una rivelazione, che sconvolge radicate convinzioni. La società israeliana è piccola, e tutti, indistintamente - con l’eccezione, sinora, delle comunità haredi, dedite allo studio della Torah - hanno prestato servizio nell’IDF, sia uomini che donne. Quindi la realtà effettiva di come si comportano le forze armate israeliane nei confronti dei palestinesi, da ottant’anni circa, è cosa che sanno tutti benissimo, avendone fatto esperienza diretta. Al netto delle ipocrisie e delle comode rimozioni, il problema non è in un presunto shock culturale; per l’israeliano medio, i palestinesi sono animali, esseri sostanzialmente subumani, che per di più si frappongono alla realizzazione di un disegno divino. Basti pensare a quello che fanno quotidianamente i coloni in Cisgiordania, per capire quanto l’intossicazione ideologico-religiosa possa trasformare in esseri spregevoli e malvagi.
(segue 2/2)
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🔴 NAZA È UNA CARTINA DI TORNASOLE (2/2)
Quel riflesso che, dinanzi all’evidenza dell’immoralità, spinge a far quadrato, a difendere sempre e comunque il proprio operato, trova dunque origine su quel sottile confine che separa l’umana comprensione di cos’è un’ingiustizia dalla volontà di non perdere tutto, non solo beni e terre ma innanzitutto il senso di una vita intera. Non so quanti israeliani stiano cominciando a percepire, più o meno consapevolmente, che il progetto sionista sta attraversando la sua fase finale - né più né meno come accadde ai coloni boeri ed anglosassoni in Sudafrica. Non pochi, secondo me. Alcuni si stanno certamente preparando alla fuga, precostituendo le basi per creare tante piccole comunità sioniste in giro per il mondo. I più, si aggrappano con le unghie e coi denti a ciò che posseggono. Mentre il mondo è sempre più sconcertato e indignato, dal comportamento di Israele - che viene fuori con una forza ed una evidenza ormai inarrestabili, come un fiume in piena che travolge gli argini - la sostanziale reazione di Israele non è la consapevolezza, la presa di coscienza, ma il rigetto: ancora una volta, il mondo ci odia. Un atteggiamento che, chiaramente, non fa che renderla ancora più odiosa. E che viene cavalcato dalle forze più radicali, che sul vittimismo hanno sempre lucrato, e costruito le basi per il suprematismo ebraico. Quando Smotrich dice che per gli ebrei non valgono le leggi e le regole che valgono per tutti gli altri esseri umani, non fa che affermare sfacciatamente quello che in tanti, nel loro intimo, pensano realmente.
Fondamentalmente, affinché l’ideologia sionista funzioni è necessario proprio che si creai questa frattura culturale, che l’ebreo si percepisca non semplicemente diverso, ma diversamente superiore, e che questa diversità appaia incolmabile, irriducibile. E quindi, niente di meglio che questa percezione di diversità radicale, ontologica, venga percepita anche dagli altri, dai non ebrei, perché funzionerà alla perfezione per rafforzarla tra gli ebrei.
In questo senso, NAZA produce esattamente l’effetto appena descritto.
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Quel riflesso che, dinanzi all’evidenza dell’immoralità, spinge a far quadrato, a difendere sempre e comunque il proprio operato, trova dunque origine su quel sottile confine che separa l’umana comprensione di cos’è un’ingiustizia dalla volontà di non perdere tutto, non solo beni e terre ma innanzitutto il senso di una vita intera. Non so quanti israeliani stiano cominciando a percepire, più o meno consapevolmente, che il progetto sionista sta attraversando la sua fase finale - né più né meno come accadde ai coloni boeri ed anglosassoni in Sudafrica. Non pochi, secondo me. Alcuni si stanno certamente preparando alla fuga, precostituendo le basi per creare tante piccole comunità sioniste in giro per il mondo. I più, si aggrappano con le unghie e coi denti a ciò che posseggono. Mentre il mondo è sempre più sconcertato e indignato, dal comportamento di Israele - che viene fuori con una forza ed una evidenza ormai inarrestabili, come un fiume in piena che travolge gli argini - la sostanziale reazione di Israele non è la consapevolezza, la presa di coscienza, ma il rigetto: ancora una volta, il mondo ci odia. Un atteggiamento che, chiaramente, non fa che renderla ancora più odiosa. E che viene cavalcato dalle forze più radicali, che sul vittimismo hanno sempre lucrato, e costruito le basi per il suprematismo ebraico. Quando Smotrich dice che per gli ebrei non valgono le leggi e le regole che valgono per tutti gli altri esseri umani, non fa che affermare sfacciatamente quello che in tanti, nel loro intimo, pensano realmente.
Fondamentalmente, affinché l’ideologia sionista funzioni è necessario proprio che si creai questa frattura culturale, che l’ebreo si percepisca non semplicemente diverso, ma diversamente superiore, e che questa diversità appaia incolmabile, irriducibile. E quindi, niente di meglio che questa percezione di diversità radicale, ontologica, venga percepita anche dagli altri, dai non ebrei, perché funzionerà alla perfezione per rafforzarla tra gli ebrei.
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LO “SCONTO DEL 30%” DI ENI PLENITUDE SU LUCE E GAS? IN REALTÀ NASCE DA UN PREZZO DI LISTINO AUMENTATO DURANTE LA NOTTE
Fonte: DDay
Eni annuncia il 30% di sconto su luce e gas, ma rispetto al giorno prima il prezzo finale cala meno del 2%. A crescere davvero è il listino usato come riferimento
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CONDANNATA A MORTE SOPRAVVIVE A 2 INIEZIONI LETALI. «VENE ROTTE E FARMACO DEGRADATO, CHRISTA PIKE RESPIRA ANCORA»
Fonte: Gazzettino
Molti gli appelli per salvare la vita a Christa Pike che torturò, seviziò e uccise durante un rito satanico una diciannovenne per gelosia.
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Fonte: Gazzettino
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Il Gazzettino
Christa Pike sopravvive all'iniezione letale: «Respira ancora». L'avvocato: è viva ma in gravi condizioni
È «fallita» l'iniezione letale con cui oggi sarebbe dovuta essere eseguita la condanna a morte di Christa Pike, la donna del Tennessee condannata alla pena capitale per...
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DRONI RUSSI COLPISCONO IMPORTANTE PONTE DI TRANSITO A KIEV
Due droni russi hanno colpito nei pressi della struttura di supporto del ponte sud di Kiev, costringendo le autorità a interrompere sia il traffico della metropolitana che quello stradale, mentre gli ingegneri ispezionano il luogo.
Il ponte è una importante arteria logistica che collega le due sponde del fiume Dnepr e fornisce collegamenti verso Odessa, Kharkiv e l'Ucraina occidentale.
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DONNA DI 93 ANNI TROVATA MORTA IN BAGNO, SOPRA DI LEI UN UOMO NUDO [SUDANESE]: "È STATA STUPRATA E UCCISA"
Orrore a Tolosa. La vittima sarebbe stata strangolata. L'autopsia ha rivelato la presenza di lesioni compatibili con una violenza sessuale
Fonte: Today
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Orrore a Tolosa. La vittima sarebbe stata strangolata. L'autopsia ha rivelato la presenza di lesioni compatibili con una violenza sessuale
Fonte: Today
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Today
Donna di 93 anni trovata morta in bagno: "È stata stuprata e uccisa". L'aggressore era nudo in casa
Orrore a Tolosa. La vittima sarebbe stata strangolata. L'autopsia ha rivelato la presenza di lesioni compatibili con una violenza sessuale
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DIESEL USA AI MASSIMI STORICI: LA GUERRA CON L’IRAN AGGRAVA LA CRISI DEI CARBURANTI
L’impennata del gasolio riflette la crescente scarsità di prodotti raffinati e le difficoltà delle forniture globali
Fonte: Bloomberg
I prezzi del diesel negli Stati Uniti hanno raggiunto livelli record mentre la guerra con l’Iran entra nel settimo mese, aggiungendo nuove pressioni sui consumatori e sulle imprese.
Il diesel è stato particolarmente colpito dalle interruzioni delle forniture energetiche mediorientali: il suo prezzo è aumentato molto più rapidamente rispetto al greggio, arrivando a più che raddoppiare rispetto all’inizio dell’anno.
Il problema non riguarda soltanto la disponibilità di petrolio greggio. La guerra ha ridotto la capacità di raffinazione e alterato le rotte commerciali, rendendo più difficile approvvigionarsi di gasolio, carburante essenziale per camion, agricoltura, industria e trasporti. Anche qualora il prezzo del greggio diminuisse, quindi, il diesel potrebbe rimanere caro fino a quando le raffinerie e le catene logistiche non torneranno alla normalità.
L'aumento dei costi del carburante rischia inoltre di trasferirsi sui prezzi di trasporto, prodotti agricoli e beni di consumo, alimentando ulteriormente le pressioni inflazionistiche negli Stati Uniti.
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L’impennata del gasolio riflette la crescente scarsità di prodotti raffinati e le difficoltà delle forniture globali
Fonte: Bloomberg
I prezzi del diesel negli Stati Uniti hanno raggiunto livelli record mentre la guerra con l’Iran entra nel settimo mese, aggiungendo nuove pressioni sui consumatori e sulle imprese.
Il diesel è stato particolarmente colpito dalle interruzioni delle forniture energetiche mediorientali: il suo prezzo è aumentato molto più rapidamente rispetto al greggio, arrivando a più che raddoppiare rispetto all’inizio dell’anno.
Il problema non riguarda soltanto la disponibilità di petrolio greggio. La guerra ha ridotto la capacità di raffinazione e alterato le rotte commerciali, rendendo più difficile approvvigionarsi di gasolio, carburante essenziale per camion, agricoltura, industria e trasporti. Anche qualora il prezzo del greggio diminuisse, quindi, il diesel potrebbe rimanere caro fino a quando le raffinerie e le catene logistiche non torneranno alla normalità.
L'aumento dei costi del carburante rischia inoltre di trasferirsi sui prezzi di trasporto, prodotti agricoli e beni di consumo, alimentando ulteriormente le pressioni inflazionistiche negli Stati Uniti.
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Bloomberg.com
Diesel’s Record Run Sidelines Truckers and Hits Voters’ Wallets
Fuel costs are near their all-time high as the war in Iran enters its seventh month, squeezing households and small businesses ahead of the US midterms.
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RUSSIA: "LE ESERCITAZIONI NATO VICINO A KALININGRAD RAPPRESENTANO UNA MINACCIA DIRETTA"
Fonte: Military Summary
Le esercitazioni NATO vicino a Kaliningrad rappresentano una minaccia diretta di forza, non azioni difensive, ha dichiarato l'ambasciatore russo presso l'OSCE, Dmitry Polyanskiy.
L'Occidente non abbia dubbi sul fatto che Mosca difenderà la regione di Kaliningrad.
L'Europa sta trasformando la Moldova in un hub logistico per rifornire le forze armate ucraine.La Russia possiede dati sulle rotte di approvvigionamento dei droni.
Le minacce nucleari si stanno avvicinando sempre più ai confini della Russia in Europa, e il potenziale di confronto sta aumentando.
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Fonte: Military Summary
Le esercitazioni NATO vicino a Kaliningrad rappresentano una minaccia diretta di forza, non azioni difensive, ha dichiarato l'ambasciatore russo presso l'OSCE, Dmitry Polyanskiy.
L'Occidente non abbia dubbi sul fatto che Mosca difenderà la regione di Kaliningrad.
L'Europa sta trasformando la Moldova in un hub logistico per rifornire le forze armate ucraine.La Russia possiede dati sulle rotte di approvvigionamento dei droni.
Le minacce nucleari si stanno avvicinando sempre più ai confini della Russia in Europa, e il potenziale di confronto sta aumentando.
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PAKISTAN E AFGHANISTAN SI ACCUSANO A VICENDA PER ATTACCHI TRANSFRONTALIERI DELLA NOTTE SCORSA
La Pakistan ha colpito le province afghane di Helmand e Kunar nella notte del 30 settembre.
Il Ministero dell'Informazione pakistano ha dichiarato che gli attacchi si sono basati su informazioni di intelligence nell'ambito dell'operazione "Ghazab lil-Haq", prendendo di mira due siti che definisce "campi" di "Fitna al Khwarij" e "Fitna al Hindustan". Secondo il ministero, 22 militanti sono stati uccisi, ma nessun sito civile è stato colpito. Islamabad accusa da tempo Kabul di permettere ai militanti di utilizzare il territorio afghano per attaccare il Pakistan, un'accusa che Kabul nega.
Il portavoce del governo afghano, Zabihullah Mujahid, ha dichiarato che gli attacchi hanno colpito abitazioni a Shultan (Kunar) e Garmser (Helmand), uccidendo nove civili e ferendone 11, tra cui donne e bambini. Tre case sono state distrutte.
➡️ L'escalation è iniziata il 18 settembre, quando un attentatore suicida a bordo di un'auto ha colpito una moschea all'interno di un complesso di polizia a Kohat, nella provincia pakistana del Khyber Pakhtunkhwa, durante le preghiere del venerdì. Almeno 21 persone sono morte, tra cui 15 agenti di polizia, e oltre 100 sono rimaste ferite. Successivamente, diversi militanti hanno tentato di assaltare il complesso e sono stati uccisi in uno scontro a fuoco. Il gruppo "Jamaat-ul-Ansar", bandito, si è assunto la responsabilità dell'attacco. Islamabad afferma che il suo leader si nasconde in Afghanistan.
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La Pakistan ha colpito le province afghane di Helmand e Kunar nella notte del 30 settembre.
Il Ministero dell'Informazione pakistano ha dichiarato che gli attacchi si sono basati su informazioni di intelligence nell'ambito dell'operazione "Ghazab lil-Haq", prendendo di mira due siti che definisce "campi" di "Fitna al Khwarij" e "Fitna al Hindustan". Secondo il ministero, 22 militanti sono stati uccisi, ma nessun sito civile è stato colpito. Islamabad accusa da tempo Kabul di permettere ai militanti di utilizzare il territorio afghano per attaccare il Pakistan, un'accusa che Kabul nega.
Il portavoce del governo afghano, Zabihullah Mujahid, ha dichiarato che gli attacchi hanno colpito abitazioni a Shultan (Kunar) e Garmser (Helmand), uccidendo nove civili e ferendone 11, tra cui donne e bambini. Tre case sono state distrutte.
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
L'offensiva degli Houthi nello Yemen ha raggiunto le periferie di Taizz, provenendo da ovest.
Gli scontri nelle vicinanze sono udibili anche all'interno della città.
Gli scontri nelle vicinanze sono udibili anche all'interno della città.
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FRANCIA NEL CAOS. DECENNALE ORMAI PROSSIMO AL 5%
Gli investitori mettono in dubbio il bilancio 2027 mentre la pressione del debito si intensifica
I costi di finanziamento della Francia sono schizzati in alto oggi dopo che il governo ha svelato il suo bilancio 2027, spingendo il rendimento del benchmark obbligazionario a 10 anni al livello più alto in oltre due decenni. Il rendimento del French OAT a 10 anni è salito a circa il 4,96%, il suo massimo dal 2002, mentre gli investitori valutavano se il governo del Primo Ministro Sébastien Lecornu possa realizzare la consolidazione fiscale promessa nel nuovo bilancio.
Questa mossa è particolarmente significativa perché la Francia si sta preparando a prendere in prestito un importo record l’anno prossimo, mentre il suo carico di debito ha raggiunto il 119% del PIL.
€54 miliardi di stretta fiscale
Il governo afferma che il suo bilancio contiene circa 54 miliardi di euro in risparmi, inclusi 43 miliardi di euro di nuove misure per il 2027. Tra le misure ci sono un congelamento dei salari del settore pubblico, aumenti delle pensioni inferiori all’inflazione per la maggior parte, una spesa sanitaria più stringente, modifiche alle disposizioni sul pagamento della malattia e riduzioni di diverse agevolazioni fiscali per i datori di lavoro. Parigi mira a ridurre il deficit di bilancio da una stima del 5,4% del PIL nel 2026 al 5,0% nel 2027, mantenendo un obiettivo a più lungo termine di raggiungere la soglia del 3% dell’UE entro il 2029.
Ma gli investitori si chiedono se questi obiettivi possano realmente essere raggiunti. L’ente di vigilanza fiscale indipendente della Francia ha descritto parti delle assunzioni fiscali del governo come ottimistiche, mentre la legislazione affronta una sostanziale resistenza politica in un parlamento profondamente diviso.
La Francia ha bisogno di €340 miliardi dai mercati obbligazionari
È qui che la situazione diventa particolarmente importante. La Francia prevede di emettere un record di 340 miliardi di euro di debito pubblico nel 2027 per finanziare il suo deficit e rifinanziare le obbligazioni emesse durante l’era dei tassi ultra-bassi che ora stanno raggiungendo la scadenza. Allo stesso tempo, i costi degli interessi stanno aumentando rapidamente. Il Ministro delle Finanze Roland Lescure ha dichiarato che i costi di servizio del debito rappresenteranno più della metà del deficit di bilancio dell’anno prossimo e sono in rotta verso circa 100 miliardi di euro entro la fine del decennio.
Il rischio politico si aggiunge alle incertezze finanziarie
La Francia si sta anche avvicinando alle elezioni presidenziali di aprile-maggio 2027. Il governo deve quindi convincere gli investitori che una sostanziale stretta fiscale può sopravvivere sia alla resistenza parlamentare che all’opposizione pubblica crescente. Il premio per il rischio che gli investitori richiedono per detenere debito francese anziché Bund tedeschi è salito sopra i 120 punti base, il suo livello più ampio in circa 14 anni.
Gli investitori mettono in dubbio il bilancio 2027 mentre la pressione del debito si intensifica
I costi di finanziamento della Francia sono schizzati in alto oggi dopo che il governo ha svelato il suo bilancio 2027, spingendo il rendimento del benchmark obbligazionario a 10 anni al livello più alto in oltre due decenni. Il rendimento del French OAT a 10 anni è salito a circa il 4,96%, il suo massimo dal 2002, mentre gli investitori valutavano se il governo del Primo Ministro Sébastien Lecornu possa realizzare la consolidazione fiscale promessa nel nuovo bilancio.
Questa mossa è particolarmente significativa perché la Francia si sta preparando a prendere in prestito un importo record l’anno prossimo, mentre il suo carico di debito ha raggiunto il 119% del PIL.
€54 miliardi di stretta fiscale
Il governo afferma che il suo bilancio contiene circa 54 miliardi di euro in risparmi, inclusi 43 miliardi di euro di nuove misure per il 2027. Tra le misure ci sono un congelamento dei salari del settore pubblico, aumenti delle pensioni inferiori all’inflazione per la maggior parte, una spesa sanitaria più stringente, modifiche alle disposizioni sul pagamento della malattia e riduzioni di diverse agevolazioni fiscali per i datori di lavoro. Parigi mira a ridurre il deficit di bilancio da una stima del 5,4% del PIL nel 2026 al 5,0% nel 2027, mantenendo un obiettivo a più lungo termine di raggiungere la soglia del 3% dell’UE entro il 2029.
Ma gli investitori si chiedono se questi obiettivi possano realmente essere raggiunti. L’ente di vigilanza fiscale indipendente della Francia ha descritto parti delle assunzioni fiscali del governo come ottimistiche, mentre la legislazione affronta una sostanziale resistenza politica in un parlamento profondamente diviso.
La Francia ha bisogno di €340 miliardi dai mercati obbligazionari
È qui che la situazione diventa particolarmente importante. La Francia prevede di emettere un record di 340 miliardi di euro di debito pubblico nel 2027 per finanziare il suo deficit e rifinanziare le obbligazioni emesse durante l’era dei tassi ultra-bassi che ora stanno raggiungendo la scadenza. Allo stesso tempo, i costi degli interessi stanno aumentando rapidamente. Il Ministro delle Finanze Roland Lescure ha dichiarato che i costi di servizio del debito rappresenteranno più della metà del deficit di bilancio dell’anno prossimo e sono in rotta verso circa 100 miliardi di euro entro la fine del decennio.
Il rischio politico si aggiunge alle incertezze finanziarie
La Francia si sta anche avvicinando alle elezioni presidenziali di aprile-maggio 2027. Il governo deve quindi convincere gli investitori che una sostanziale stretta fiscale può sopravvivere sia alla resistenza parlamentare che all’opposizione pubblica crescente. Il premio per il rischio che gli investitori richiedono per detenere debito francese anziché Bund tedeschi è salito sopra i 120 punti base, il suo livello più ampio in circa 14 anni.
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Corriere della sera
Il discorso di Draghi a Zurigo: «L'Europa investa 100 miliardi di euro nell'Intelligenza artificiale»
Al Politecnico di Zurigo, nella conferenza della Banca nazionale svizzera in onore di Karl Brunner, l’ex presidente della Bce chiede più integrazione e investimenti: «Senza le misure anticrisi della Bce avremmo 2,5 milioni di occupati in meno nell’eurozona»
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PUTIN: L'EUROPA NON HA BISOGNO DI ESSERE DISTRUTTA; CROLLERÀ DA SOLA A CAUSA DEI PROBLEMI ECONOMICI.
Fonte: Ria.ru
Il presidente russo Vladimir Putin interviene alla sessione plenaria del 23° incontro annuale del Valdai International Discussion Club. Putin ha osservato che la Russia comprende le difficoltà economiche dei paesi europei, ma non intende criticare le politiche economiche europee.Secondo Putin, il tenore di vita nei paesi europei è in calo e il numero dei disoccupati è in aumento. I cittadini delle principali economie europee, dei paesi europei e delle economie in generale ne stanno subendo le conseguenze, la crisi sta erodendo le fondamenta stesse dell'Unione Europea.
Fonte: Ria.ru
Il presidente russo Vladimir Putin interviene alla sessione plenaria del 23° incontro annuale del Valdai International Discussion Club. Putin ha osservato che la Russia comprende le difficoltà economiche dei paesi europei, ma non intende criticare le politiche economiche europee.Secondo Putin, il tenore di vita nei paesi europei è in calo e il numero dei disoccupati è in aumento. I cittadini delle principali economie europee, dei paesi europei e delle economie in generale ne stanno subendo le conseguenze, la crisi sta erodendo le fondamenta stesse dell'Unione Europea.
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HORMUZ, COLPITA SUPERPETROLIERA VICINO ALL'OMAN
Fonte: Anadolu
Una superpetroliera con una capacità di 2,5 milioni di barili è stata colpita stasera nello Stretto di Hormuz e ha preso fuoco, ha riportato l'agenzia di stampa semi-ufficiale Fars in Iran.
L'imbarcazione sarebbe stata colpita a 8 chilometri dalla costa dell'Oman mentre navigava su una "rotta non autorizzata" attraverso la via d'acqua.
Non sono disponibili dettagli sulla nave, sulla causa dell'incidente o sulle possibili vittime.
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Fonte: Anadolu
Una superpetroliera con una capacità di 2,5 milioni di barili è stata colpita stasera nello Stretto di Hormuz e ha preso fuoco, ha riportato l'agenzia di stampa semi-ufficiale Fars in Iran.
L'imbarcazione sarebbe stata colpita a 8 chilometri dalla costa dell'Oman mentre navigava su una "rotta non autorizzata" attraverso la via d'acqua.
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