UNGHERIA, NUOVO STOP AL PERCORSO UE DI UCRAINA E MOLDOVA
Budapest blocca l’avanzamento dei negoziati dopo aver rimosso il precedente veto.
Fonte: Kyiv Independent
Oggi 20 ottobre l’Ungheria ha nuovamente frenato il percorso di adesione all’UE di Ucraina e Moldova, opponendosi all’avanzamento dei negoziati sugli ultimi due gruppi tematici, relativi ad ambiente, trasporti, agricoltura e coesione.
La decisione, riferita da fonti diplomatiche europee, arriva pochi giorni dopo la rimozione del precedente veto. Budapest non ha ancora reso note le motivazioni del nuovo blocco.
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Budapest blocca l’avanzamento dei negoziati dopo aver rimosso il precedente veto.
Fonte: Kyiv Independent
Oggi 20 ottobre l’Ungheria ha nuovamente frenato il percorso di adesione all’UE di Ucraina e Moldova, opponendosi all’avanzamento dei negoziati sugli ultimi due gruppi tematici, relativi ad ambiente, trasporti, agricoltura e coesione.
La decisione, riferita da fonti diplomatiche europee, arriva pochi giorni dopo la rimozione del precedente veto. Budapest non ha ancora reso note le motivazioni del nuovo blocco.
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The Kyiv Independent
Hungary blocks next step in EU membership bids of Ukraine, Moldova, no explanation given
Colleagues asked their Hungarian counterparts to explain their position, but they did not, one diplomat said.
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NETANYAHU AFFERMA CHE LUI E TRUMP SI SONO 'IMPEGNATI A ELIMINARE IL REGIME IRANIANO'
Fonte: Al Jazeera
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu afferma che lui e il presidente USA Donald Trump hanno parlato domenica dei nuovi tentativi per spodestare il governo iraniano.
"Siamo impegnati a completare l'eliminazione del regime iraniano", ha dichiarato Netanyahu in una dichiarazione. "Ne ho parlato molte volte con Trump, incluso l'altro ieri."
Il Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha discusso dell'Iran con Netanyahu durante una visita non annunciata in Israele lunedì.
Doron Spielman, portavoce del primo ministro, ha confermato che l'incontro si è svolto presso la base aerea di Uvda, nella regione desertica meridionale del Negev. Netanyahu e Hegseth hanno discusso "delle minacce nella regione" e della partnership USA-Israele nel gestire sia offensivamente che difensivamente tali minacce, ha detto Spielman all'agenzia di stampa Reuters.
Il Pentagono non ha commentato pubblicamente la visita di Hegseth.
Fonte: Al Jazeera
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu afferma che lui e il presidente USA Donald Trump hanno parlato domenica dei nuovi tentativi per spodestare il governo iraniano.
"Siamo impegnati a completare l'eliminazione del regime iraniano", ha dichiarato Netanyahu in una dichiarazione. "Ne ho parlato molte volte con Trump, incluso l'altro ieri."
Il Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha discusso dell'Iran con Netanyahu durante una visita non annunciata in Israele lunedì.
Doron Spielman, portavoce del primo ministro, ha confermato che l'incontro si è svolto presso la base aerea di Uvda, nella regione desertica meridionale del Negev. Netanyahu e Hegseth hanno discusso "delle minacce nella regione" e della partnership USA-Israele nel gestire sia offensivamente che difensivamente tali minacce, ha detto Spielman all'agenzia di stampa Reuters.
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COPENHAGEN. DUE FOTOREPORTER PICCHIATI DALLA POLIZIA A UNA MANIFESTAZIONE
Fonte: TRT World
Due fotoreporter sono stati brutalmente picchiati dalla polizia danese durante una manifestazione a favore della remigrazione organizzata dal partito di estrema destra Dansk Folkeparti a Copenaghen, suscitando critiche dai media danesi e richieste di un'indagine indipendente.
Le tensioni sono aumentate mentre i contro-manifestanti si opponevano al corteo, con la polizia che ha effettuato almeno otto arresti.
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Fonte: TRT World
Due fotoreporter sono stati brutalmente picchiati dalla polizia danese durante una manifestazione a favore della remigrazione organizzata dal partito di estrema destra Dansk Folkeparti a Copenaghen, suscitando critiche dai media danesi e richieste di un'indagine indipendente.
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LIBIA ORIENTALE APPROVA MOE DEL 2019 CON LA TURCHIA. COSA CAMBIA PER GRECIA E UE
Oggi 20 ottobre 2026 la Camera dei Rappresentanti libica (con sede a Bengasi/Tobruk, allineata a Khalifa Haftar) ha votato all’unanimità per approvare il memorandum d’intesa del 2019 firmato tra la Turchia e il Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli. Il testo delimita le zone marittime (piattaforma continentale e ZEE) nel Mediterraneo orientale. Lo stesso parlamento ha contemporaneamente revocato due risoluzioni del 2020: quella che aveva dichiarato nullo l’accordo e quella che aveva interrotto i rapporti politici con Ankara.
L’accordo del 2019 è stato a lungo contestato da Grecia ed Egitto (che lo considerano lesivo dei propri diritti marittimi) e, fino a ieri, anche dalle autorità orientali libiche. La Turchia lo ha sempre difeso come legittimo. Negli ultimi mesi si è intensificato il dialogo tra Ankara e il campo di Haftar (contatti militari, visite, possibile apertura commerciale).
L’accordo rafforza la posizione giuridica e politica di Ankara nel Mediterraneo orientale. Essendo ora accettato anche dalla parte orientale della Libia, diventa più difficile da contestare unilateralmente. Apre la strada a possibili attività di esplorazione e sfruttamento di idrocarburi nelle aree rivendicate e consolida l’influenza turca su entrambe le fazioni libiche, dopo anni in cui Ankara era legata quasi esclusivamente a Tripoli.
Per la Libia, l’accordo è un segnale di avvicinamento tra est e ovest (o almeno tra le autorità orientali e la Turchia). Potrebbe facilitare accordi economici, militari e commerciali. Non risolve la divisione del Paese, ma riduce una fonte di frizione esterna.
Per contro, l’accordo tra Libia orientale e Turchia aumenta le tensioni nel Mediterraneo orientale. Atene e Il Cairo hanno sempre considerato l’accordo del 2019 illegittimo perché ignora i diritti delle isole greche (in particolare Creta) e sovrappone le proprie rivendicazioni. Apre la strada a una possibile escalation diplomatica o ad ostacoli a progetti energetici comuni come EastMed o altre cooperazioni. L’UE dovrà gestire un ulteriore elemento di frizione con la Turchia, in un contesto già complesso (migranti, energia, Siria, Ucraina).
Oggi 20 ottobre 2026 la Camera dei Rappresentanti libica (con sede a Bengasi/Tobruk, allineata a Khalifa Haftar) ha votato all’unanimità per approvare il memorandum d’intesa del 2019 firmato tra la Turchia e il Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli. Il testo delimita le zone marittime (piattaforma continentale e ZEE) nel Mediterraneo orientale. Lo stesso parlamento ha contemporaneamente revocato due risoluzioni del 2020: quella che aveva dichiarato nullo l’accordo e quella che aveva interrotto i rapporti politici con Ankara.
L’accordo del 2019 è stato a lungo contestato da Grecia ed Egitto (che lo considerano lesivo dei propri diritti marittimi) e, fino a ieri, anche dalle autorità orientali libiche. La Turchia lo ha sempre difeso come legittimo. Negli ultimi mesi si è intensificato il dialogo tra Ankara e il campo di Haftar (contatti militari, visite, possibile apertura commerciale).
L’accordo rafforza la posizione giuridica e politica di Ankara nel Mediterraneo orientale. Essendo ora accettato anche dalla parte orientale della Libia, diventa più difficile da contestare unilateralmente. Apre la strada a possibili attività di esplorazione e sfruttamento di idrocarburi nelle aree rivendicate e consolida l’influenza turca su entrambe le fazioni libiche, dopo anni in cui Ankara era legata quasi esclusivamente a Tripoli.
Per la Libia, l’accordo è un segnale di avvicinamento tra est e ovest (o almeno tra le autorità orientali e la Turchia). Potrebbe facilitare accordi economici, militari e commerciali. Non risolve la divisione del Paese, ma riduce una fonte di frizione esterna.
Per contro, l’accordo tra Libia orientale e Turchia aumenta le tensioni nel Mediterraneo orientale. Atene e Il Cairo hanno sempre considerato l’accordo del 2019 illegittimo perché ignora i diritti delle isole greche (in particolare Creta) e sovrappone le proprie rivendicazioni. Apre la strada a una possibile escalation diplomatica o ad ostacoli a progetti energetici comuni come EastMed o altre cooperazioni. L’UE dovrà gestire un ulteriore elemento di frizione con la Turchia, in un contesto già complesso (migranti, energia, Siria, Ucraina).
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UN'ALTRA SUPERPETROLIERA COLPITA NELLO STRETTO DI HORMUZ
L'IRGC annuncia che un'altra superpetroliera (VLCC) è stata colpita nello Stretto di Hormuz.
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L'IRGC annuncia che un'altra superpetroliera (VLCC) è stata colpita nello Stretto di Hormuz.
"Questa superpetroliera, che trasportava oltre 2 milioni di barili di petrolio greggio, aveva spento tutti i suoi sistemi radar e di navigazione e, ignorando gli avvertimenti della Marina dell'IRGC, stava tentando di uscire dallo Stretto di Hormuz attraverso una rotta meridionale non autorizzata quando ha urtato una mina navale ed è esplosa."
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NUOVI VENTI DI GUERRA. LA DELEGAZIONE QATARIOTA E PAKISTANA LASCIANO TEHERAN
La delegazione qatariota ha appena lasciato Teheran dopo soli 30 minuti, un tempo più breve del previsto, dopo che non si è registrato alcun progresso nei colloqui USA-Iran.
Il capo di stato maggiore pakistano Asim Munir sta ora anch'egli lasciando la capitale iraniana dopo che Ghalibaf gli ha detto "non abbiamo nulla di nuovo da dire."
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La delegazione qatariota ha appena lasciato Teheran dopo soli 30 minuti, un tempo più breve del previsto, dopo che non si è registrato alcun progresso nei colloqui USA-Iran.
Il capo di stato maggiore pakistano Asim Munir sta ora anch'egli lasciando la capitale iraniana dopo che Ghalibaf gli ha detto "non abbiamo nulla di nuovo da dire."
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Giubbe Rosse News
CAMPAGNA 2026 - Giubbe Rosse News
Giubbe Rosse ha bisogno del tuo aiuto Da più di cinque anni il nostro canale Telegram, il nostro portale web, il nostro canale YouTube e, più recentemente, la nostra pagina Substack sono un punto di riferimento essenziale per chiunque desideri un’informazione…
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TRUMP E ZELENSKY SEMBRANO AI FERRI CORTI NONOSTANTE L'OTTIMISMO DI OSLO.
Fonte: Bbc.com
Nonostante i colloqui di Oslo tra l’inviato di Trump Steve Witkoff e Zelensky, con un abbraccio e messaggi ottimistici sulla pace, i rapporti tra Trump e Zelensky sembrano ulteriormente deteriorati.
Trump ha attaccato personalmente Zelensky (“non è un bravo ragazzo con cui trattare”, “non sa di cosa parla”), ha sospeso o rallentato alcune sanzioni alla Russia, ha stretto un accordo sul diesel russo e sono emerse accuse (negate da Washington) di restrizioni sull’intelligence USA e su Starlink.
Zelensky ha espresso frustrazione per decisioni americane “difficili da spiegare tra amici” e teme un rallentamento del sostegno.
Le tensioni hanno radici antiche, ma dopo gli incontri di Oslo entrambi i lati cercano di mostrare ottimismo sui progressi pratici (intelligence, Patriot, Starlink), mentre Witkoff porta nuove proposte a Putin.
Fonte: Bbc.com
Nonostante i colloqui di Oslo tra l’inviato di Trump Steve Witkoff e Zelensky, con un abbraccio e messaggi ottimistici sulla pace, i rapporti tra Trump e Zelensky sembrano ulteriormente deteriorati.
Trump ha attaccato personalmente Zelensky (“non è un bravo ragazzo con cui trattare”, “non sa di cosa parla”), ha sospeso o rallentato alcune sanzioni alla Russia, ha stretto un accordo sul diesel russo e sono emerse accuse (negate da Washington) di restrizioni sull’intelligence USA e su Starlink.
Zelensky ha espresso frustrazione per decisioni americane “difficili da spiegare tra amici” e teme un rallentamento del sostegno.
Le tensioni hanno radici antiche, ma dopo gli incontri di Oslo entrambi i lati cercano di mostrare ottimismo sui progressi pratici (intelligence, Patriot, Starlink), mentre Witkoff porta nuove proposte a Putin.
Bbc
Trump and Zelensky appear at loggerheads despite Oslo optimism
The Ukrainian leader's hug with Steve Witkoff in the Norwegian capital is unlikely to dispel misgivings about US policy towards his country, writes Paul Adams.
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TRUMP: “LA RUSSIA È UN PAESE IMMENSO, L'UCRAINA NO”
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La Russia è una macchina immensa. Continua semplicemente ad avanzare, è esattamente quello che sta facendo. Hanno conquistato un territorio vastissimo. I russi continuano ad avanzare. Hanno una scorta inesauribile di persone. L'Ucraina deve voler porre fine a questa guerra. Zelensky deve voler porre fine a questa guerra. E, se non vuole, penso che finirà molto male.
Abbiamo fornito all'Ucraina un aiuto colossale. E in cambio non abbiamo ricevuto niente se non prezzi elevati del diesel. L'Ucraina deve voler fare un accordo, perché gli Stati Uniti hanno speso una fortuna, l'Europa ha speso una fortuna, e ora l'Europa è stanca. Se non fanno un accordo, allora alla fine tutto questo, secondo me, finirà semplicemente molto peggio.
Abbiamo dato all'Ucraina un grande aiuto. E in cambio non abbiamo ricevuto assolutamente niente se non sofferenza, morti e perdite finanziarie colossali.
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RAY DALIO SPIEGA COSA SONO LE BOLLE DI MERCATO E LE BOLLE DEL DEBITO E PERCHE' GLI USA SI TROVANO IN QUESTA SITUAZIONE
Espandendo questo concetto in un articolo dettagliato, Dalio ha scritto che, in sostanza, "i paesi 'falliscono' quando: 1. L'offerta di debito da vendere è molto più grande della domanda per esso e/o 2. I pagamenti del debito (ovvero, gli interessi e il capitale) aumentano rispetto ai redditi, raggiungendo livelli che limitano drasticamente altre spese. Entrambe queste situazioni si stanno verificando ora."
L'analisi di Dalio arriva in un momento in cui il quadro economico negli Stati Uniti e in altre economie occidentali si sta deteriorando drasticamente, a causa della crisi energetica scatenata dalle guerre in Iran e Russia. Alcuni analisti temono che gli Stati Uniti si trovino ora in una trappola inflazionistica-tassi di interesse ciclica, che potrebbe portare al crollo del mercato immobiliare, azionario o obbligazionario, oppure alla fine del sistema del dollaro globale.
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🗣 "Una bolla è un insieme di circostanze che non possono essere mantenute nel tempo. Ci sono quantità insostenibili di acquisti, valutazioni insostenibili. E poi c'è qualcosa che fa scoppiare la bolla", ha dichiarato il miliardario investitore, che aveva previsto la crisi del 2007, ai media economici statunitensi.
🗣 "La necessità di liquidità è sempre ciò che fa scoppiare la bolla. Perché quando si ha ricchezza, non si può spenderla direttamente. Bisogna vendere la ricchezza per ottenere i soldi necessari per acquistare ciò di cui si ha bisogno o per pagare le bollette", ha spiegato Dalio.
Espandendo questo concetto in un articolo dettagliato, Dalio ha scritto che, in sostanza, "i paesi 'falliscono' quando: 1. L'offerta di debito da vendere è molto più grande della domanda per esso e/o 2. I pagamenti del debito (ovvero, gli interessi e il capitale) aumentano rispetto ai redditi, raggiungendo livelli che limitano drasticamente altre spese. Entrambe queste situazioni si stanno verificando ora."
L'analisi di Dalio arriva in un momento in cui il quadro economico negli Stati Uniti e in altre economie occidentali si sta deteriorando drasticamente, a causa della crisi energetica scatenata dalle guerre in Iran e Russia. Alcuni analisti temono che gli Stati Uniti si trovino ora in una trappola inflazionistica-tassi di interesse ciclica, che potrebbe portare al crollo del mercato immobiliare, azionario o obbligazionario, oppure alla fine del sistema del dollaro globale.
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SENZA STARLINK LE CAPACITA' MILITARI DELL'UCRAINA SONO COMPROMESSE: NON ESISTONO ALTERNATIVE
I limiti di velocità e di connettività imposti ai sistemi Starlink e Starshield dell'Ucraina hanno gravemente compromesso le sue capacità belliche, e secondo The War Zone, l'Ucraina non ha una vera alternativa.
Alternative come i ripetitori a linea di vista, le flotte di palloni, l'internet mobile, le fibre ottiche e OneWeb semplicemente non possono replicare l'architettura fluida e ad alta larghezza di banda di SpaceX.
Il comandante della Legione Georgiana ha dichiarato a TWZ che i danni vanno oltre il limite di velocità. La rete si accendeva e spegneva ripetutamente, causando interruzioni massive in diversi sistemi di droni.
L'Ucraina ha basato l'intera sua moderna dottrina dei droni su una rete satellitare americana privata, di proprietà di qualcuno che può disattivarla a suo piacimento. Di conseguenza, l'Ucraina si trova ora ad affrontare un embargo tecnologico a cui non può adattarsi completamente.
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I limiti di velocità e di connettività imposti ai sistemi Starlink e Starshield dell'Ucraina hanno gravemente compromesso le sue capacità belliche, e secondo The War Zone, l'Ucraina non ha una vera alternativa.
Alternative come i ripetitori a linea di vista, le flotte di palloni, l'internet mobile, le fibre ottiche e OneWeb semplicemente non possono replicare l'architettura fluida e ad alta larghezza di banda di SpaceX.
Il comandante della Legione Georgiana ha dichiarato a TWZ che i danni vanno oltre il limite di velocità. La rete si accendeva e spegneva ripetutamente, causando interruzioni massive in diversi sistemi di droni.
L'Ucraina ha basato l'intera sua moderna dottrina dei droni su una rete satellitare americana privata, di proprietà di qualcuno che può disattivarla a suo piacimento. Di conseguenza, l'Ucraina si trova ora ad affrontare un embargo tecnologico a cui non può adattarsi completamente.
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🟤 LA ROTTA PER IL DISASTRO
Blitz News #433 - Mentre gli Stati Uniti cercano di salvare il salvabile, nel conflitto russo-ucraino, in modo da potersi concentrare su cose più importanti, le oligarchie europee insistono nel tirare la corda. Gli attacchi su San Pietroburgo, portati a termine sorvolando paesi NATO, sono l'ultima follia.
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Blitz News #433 - Mentre gli Stati Uniti cercano di salvare il salvabile, nel conflitto russo-ucraino, in modo da potersi concentrare su cose più importanti, le oligarchie europee insistono nel tirare la corda. Gli attacchi su San Pietroburgo, portati a termine sorvolando paesi NATO, sono l'ultima follia.
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La Verità
Incubo Le Pen: in 10 giorni la Bce cambia i capi — La Verità
Christine Lagarde potrebbe lasciare in anticipo la Bce. De Cos e Knot in corsa per la successione, mentre l’Europa prepara le nomine.
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WITKOFF A SAN PIETROBURGO PER INCONTRARE PUTIN
Il presidente russo Putin incontrerà questa mattina a San Pietroburgo l'inviato speciale statunitense Steve Witkoff. Al centro dei colloqui vi sarà la questione ucraina, con la partecipazione dell'amministratore delegato del fondo RDIF, Kirill Dmitriev. Il consigliere presidenziale per la politica estera, Ushakov, ha dichiarato che l'incontro era stato concordato in precedenza e che Mosca non ha avuto alcun contatto con il presidente ucraino Zelensky durante le precedenti trattative sull'Ucraina.
Il portavoce del Cremlino, Peskov, ha affermato che la posizione della Russia riguardo a un "cessate il fuoco energetico" rimane invariata, ribadendo che Mosca punta alla pace, non a una semplice tregua. Ha aggiunto che una risoluzione completa richiede il coinvolgimento di Kiev e una decisione responsabile da parte della sua leadership. Ha inoltre liquidato la posizione paneuropea sull'Ucraina — ribadita dal presidente finlandese Stubb — sostenendo che difficilmente potrà offrire un contributo costruttivo.
Video: TASS
Il presidente russo Putin incontrerà questa mattina a San Pietroburgo l'inviato speciale statunitense Steve Witkoff. Al centro dei colloqui vi sarà la questione ucraina, con la partecipazione dell'amministratore delegato del fondo RDIF, Kirill Dmitriev. Il consigliere presidenziale per la politica estera, Ushakov, ha dichiarato che l'incontro era stato concordato in precedenza e che Mosca non ha avuto alcun contatto con il presidente ucraino Zelensky durante le precedenti trattative sull'Ucraina.
Il portavoce del Cremlino, Peskov, ha affermato che la posizione della Russia riguardo a un "cessate il fuoco energetico" rimane invariata, ribadendo che Mosca punta alla pace, non a una semplice tregua. Ha aggiunto che una risoluzione completa richiede il coinvolgimento di Kiev e una decisione responsabile da parte della sua leadership. Ha inoltre liquidato la posizione paneuropea sull'Ucraina — ribadita dal presidente finlandese Stubb — sostenendo che difficilmente potrà offrire un contributo costruttivo.
Video: TASS
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WITKOFF A SAN PIETROBURGO PER INCONTRARE PUTIN Il presidente russo Putin incontrerà questa mattina a San Pietroburgo l'inviato speciale statunitense Steve Witkoff. Al centro dei colloqui vi sarà la questione ucraina, con la partecipazione dell'amministratore…
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A TEHERAN PRESENTATO UN CARTELLONE PUBBLICITARIO CON L'IMMAGINE DI TRUMP IN PRIGIONE.
Un nuovo cartellone nella piazza Tajrish di Teheran presenta un'immagine che ricorda una cella di prigione, con un attore che interpreta il presidente americano Donald Trump dietro le sbarre.
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Un nuovo cartellone nella piazza Tajrish di Teheran presenta un'immagine che ricorda una cella di prigione, con un attore che interpreta il presidente americano Donald Trump dietro le sbarre.
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IL FUTURO CHE VORREI - L'intelligenza artificiale cambierà l'uomo?
Carpi, domenica 25 ottobre, 9:30 – 18:30
L'AI nei prossimi dieci anni potrebbe distruggere l'umanità".
Come ci siamo arrivati a questo punto? Come abbiamo fatto a non accorgerci di cosa stavamo facendo? Ma, soprattutto, è un rischio reale o, forse, solo paure indotte?
Il progresso ha spinto l'uomo sempre più avanti, e questo è innegabile, anche se a volte ha fatto accettare cose che sarebbe stato meglio evitare.
Ma oggi siamo ad un punto in cui tutto questo potrebbe addirittura travolgerci, se non gestito e controllato in modo deciso e coordinato.
Questa sarà l'occasione per un dibattito serio sul futuro dell'uomo, dove portare le proprie riflessioni e le proprie idee.
Domenica 25 ottobre a Carpi.
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Carpi, domenica 25 ottobre, 9:30 – 18:30
L'AI nei prossimi dieci anni potrebbe distruggere l'umanità".
Come ci siamo arrivati a questo punto? Come abbiamo fatto a non accorgerci di cosa stavamo facendo? Ma, soprattutto, è un rischio reale o, forse, solo paure indotte?
Il progresso ha spinto l'uomo sempre più avanti, e questo è innegabile, anche se a volte ha fatto accettare cose che sarebbe stato meglio evitare.
Ma oggi siamo ad un punto in cui tutto questo potrebbe addirittura travolgerci, se non gestito e controllato in modo deciso e coordinato.
Questa sarà l'occasione per un dibattito serio sul futuro dell'uomo, dove portare le proprie riflessioni e le proprie idee.
Domenica 25 ottobre a Carpi.
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