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Nell'immagine si osserva chiaramente da dove è stata sezionata la montagna, lasciando esposta la parete di roccia madre pulita.

«Si è prodotto un grande distacco del letto roccioso che ha trascinato con sé parte del ghiacciaio», ha spiegato il geomorfologo Dan Shugar.

La sua collega Kristen Cook lo ha descritto come «il crollo di una grande massa di letto roccioso dove si trovava appoggiato il ghiacciaio. Il suolo situato sotto il ghiacciaio è crollato e ha trascinato il ghiacciaio con sé». Cook ha dichiarato al New York Times che «la roccia su cui si assentava il ghiacciaio è crollata».

Un altro glaciologo, Jakob Steiner, si è detto d'accordo e ha spiegato che «in sostanza, la parte inferiore della lingua del ghiacciaio si è staccata perché il pendio di roccia sottostante ha ceduto».

Dan Shugar ha spiegato al Times: «In sostanza, è crollato un pezzo del pendio della montagna». Tuttavia, il titolo finale del Times è fuorviante: «Una frana, insieme al collasso del ghiacciaio, ha probabilmente innescato le inondazioni in Nepal». È fuorviante perché è stata la frana a provocare il distacco del ghiacciaio e non c'è stato alcun “collasso del ghiacciaio” precedente.

L'ipotesi più plausibile è che l'attività sismica nell'Himalaya, con continui piccoli terremoti e ogni certi anni qualcuno grande, abbia contribuito a quella enorme frana di roccia. Il più grande terremoto nella zona è avvenuto nel 2015, di magnitudo 7,8, con epicentro quasi sotto la stessa montagna, ma sul versante sud (vedi video nel post successivo).

Il riscaldamento globale non provoca che la roccia madre si rompa. L'argomento del “scioglimento del permafrost” non regge nemmeno, perché le temperature sono sotto zero a 5200 metri di altezza dove si trova il ghiacciaio. Anche durante l'estate non ci sono molti giorni con temperature dell'aria superiori a 0 °C. Non tutti i disastri ambientali che accadono devono essere attribuiti al cambiamento climatico.
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🇪🇸🇺🇸 | Crollo informatico mondiale: ChatGPT, Claude e Grok subiscono un'interruzione simultanea e globale che colpisce anche la Spagna.

I principali servizi di intelligenza artificiale sul mercato hanno smesso di funzionare improvvisamente nel pomeriggio di giovedì, per cause ancora sconosciute.

L'interruzione interessa milioni di utenti in tutto il mondo, che si sono ritrovati senza accesso a queste piattaforme tecnologiche contemporaneamente, paralizzando numerosi flussi di lavoro e interrompendo il servizio in territorio spagnolo, senza che le aziende responsabili abbiano ancora fornito una spiegazione tecnica ufficiale.
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Fermi Tutti ❗❗❗
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Uber ha inaugurato a Londra il servizio di trasporto con veicoli a guida autonoma, lanciato in collaborazione con la start-up britannica Wayve. La flotta di Ford Mustang elettriche sfrutta sistemi di intelligenza artificiale avanzati per percorrere in autonomia le vie della città. Inizialmente a bordo ci sarà comunque un operatore umano per monitorare il sistema. Gli utenti dell'app potranno scegliere liberamente se testare la corsa autonoma o optare per un'auto tradizionale con conducente.
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Nasce un' app per i militari israeliani che rischiano l’arresto all’estero per crimini di guerra 👇
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Quando un militare israeliano arriva in un aeroporto straniero i controlli di frontiera potrebbero trasfromarsi in un interrogatorio e potenzialmente in un arresto per aver commesso crimini di guerra. È per questo che Shurat HaDin, ong legale di destra, ha lanciato Shachpatz, una nuova applicazione destinata a fornire una sorta di rete di sicurezza ai riservisti israeliani in viaggio all’estero.
La piattaforma riunisce avvisi di viaggio governativi, contatti delle ambasciate, servizi di emergenza, indicazioni legali e segnalazioni degli stessi viaggiatori. Ma soprattutto mette gli utenti in contatto con una rete di circa 600 avvocati in 17 Paesi, pronti, secondo Shurat HaDin, a intervenire nel caso in cui un israeliano venga fermato o rischi un procedimento giudiziario.
Nitzana Darshan-Leitner, fondatrice e presidente di Shurat HaDin, descrive l’iniziativa come una risposta ai tentativi delle organizzazioni filopalestinesi di perseguire singoli soldati israeliani per crimini commessi a Gaza e negli altri territori palestinesi. Secondo Darshan-Leitner, l’arresto di un militare israeliano è un obiettivo politico importante.
Shachpatz è una sorta di strumento di protezione per i soldati, ma la sua stessa esistenza documenta quanto sia cresciuto il timore, in Israele, che l’offensiva che ha completamente distrutto la Striscia e ucciso oltre 70mila palestinesi, tra cui 20mila bambini, possa avere conseguenze giudiziarie anche sul piano individuale. L’applicazione perciò invita i riservisti a prepararsi prima di partire. Tra i consigli c’è quello di controllare la propria attività sui social network e, in particolare, i contenuti che potrebbero identificarli, dimostrare la loro partecipazione alle operazioni militari o rivelare dove si trovavano durante il servizio. Un’indicazione che assume un significato particolare nel mondo social in cui fotografie e video pubblicati dagli stessi militari israeliani hanno spesso documentato le loro azioni a Gaza generando ampio sdegno internazionale.
La piattaforma consente inoltre di informarsi preventivamente sulla destinazione, conoscere i possibili rischi legali e condividere con altri utenti esperienze positive o negative. L’obiettivo è costruire una sorta di banca dati dei luoghi nei quali un israeliano, e soprattutto un militare, potrebbe essere esposto a procedimenti o controlli.
La funzione più delicata riguarda però il momento in cui il rischio diventa concreto. Shachpatz offre indicazioni su come comportarsi durante un interrogatorio, mette a disposizione i contatti delle rappresentanze diplomatiche israeliane e consente di accedere alla rete di legali di Shurat HaDin.
L’applicazione non è riservata esclusivamente ai veterani dell’esercito. Gli avvisi e gli strumenti offerti potrebbero essere utilizzati più in generale dagli israeliani che viaggiano all’estero. Ma è evidente che il bersaglio principale dell’iniziativa sono coloro che hanno partecipato alle operazioni militari a Gaza.
Il fenomeno solleva però una questione che va oltre la sicurezza dei viaggiatori. Se un numero crescente di militari israeliani teme di essere identificato, interrogato o perseguito all’estero per il proprio ruolo nella guerra, il problema non può essere ridotto soltanto alla capacità delle organizzazioni filopalestinesi di promuovere azioni giudiziarie.
Dietro la nascita di una simile «rete di sicurezza» vi è infatti anche la volontà di negare contro l’evidenza le accuse relative agli attacchi israeliani nella Striscia: bombardamenti a tappeto che hanno provocato un numero enorme di vittime civili, distruzione sistematica di infrastrutture e abitazioni, attacchi contro strutture sanitarie e umanitarie e condizioni di vita imposte alla popolazione palestinese che hanno suscitato accuse di gravi violazioni del diritto internazionale.
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Ieri Trump ha incontrato i leader ebraici alla Casa Bianca. Questa è la prima riunione di questi rabbini alla Casa Bianca dal 1979...
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🔵 TARANTO - Ex Ilva, AIGI avvia la procedura di licenziamento collettivo: coinvolti oltre 2.500 lavoratori dell’indotto 👇
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Tramite un comunicato ufficiale, Nicola Convertino, presidente di AIGI, comunica l’avvio della procedura di licenziamento collettivo che coinvolgerà un numero di lavoratori superiore a 2.500 unità.

Un atto estremo e doloroso, afferma, ma che si rende inevitabile in conseguenza della scadenza fissata per la chiusura dell’area a caldo nel mese di ottobre. Un epilogo che si sarebbe potuto evitare, afferma Convertino, con una programmazione e l’avvio concreto della costruzione dei nuovi impianti per la decarbonizzazione.

Oltre 2.500 lavoratori coinvolti nelle procedure di licenziamento che rappresentano “una sconfitta industriale, politica, economica e, soprattutto, umana”. AIGI, perciò, rivolge un appello alle istituzioni, al Comune di Taranto, alla Regione Puglia e al Governo, affinché ognuno di loro si assuma le proprie responsabilità.

“Una manifestazione di interesse non costituisce una fabbrica, non è un capannone e non rappresenta un posto di lavoro” aggiungendo che, probabilmente, “lo diventerà, forse, tra almeno 7 o 10 anni”.

L’eventuale spegnimento degli impianti dovrebbe avvenire attraverso una transizione ordinata, finanziata e tecnicamente gestita, perché la cessazione della produzione non elimina automaticamente le criticità ambientali e di sicurezza dello stabilimento.
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La scuola non ti ha reso più intelligente.

Ti ha reso più compiacente.

I libri di storia ?? Riveduti e corretti.
Le notizie ?? Preconfezionate.
Gli "esperti" ?? Tutti a libro paga.

Questa generazione non ha bisogno di più informazioni - ha bisogno di coraggio per rimuovere tutte le informazioni false e fraudolente.

Sveglia.

Metti in dubbio tutto.

Sbarazzati del libro di regolamenti che ti hanno dato.

Non sei nato per essere un clone nel loro sistema.
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🇮🇹 🇪🇺 VANNACCI: "MA PERCHÉ DOVREMMO USCIRE DALL'EUROPA? LA CAMBIEREMO DAL DI DENTRO"❗

Ovvero: "Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi!".
(Il Gattopardo)

Fidatevi del Generale scamiciato, chiedetevi chi ha creato questo bel personaggio farlocco, e a chi fa comodo... 😂
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L'altro giorno, @Parodyjeffx
ha pubblicato su X uno screenshot che mostrava Grok ammettere che Israele sta commettendo genocidio. È diventato virale. Poi X ha bannato permanentemente il suo account. Traduzione: Le prove di oltre 73.000 morti (con un'alta percentuale di civili, come emerge dai dati demografici e dalle fughe di notizie delle Forze di Difesa Israeliane), la diffusa distruzione di case, ospedali e infrastrutture che ha creato condizioni di vita invivibili, oltre alle ripetute dichiarazioni ufficiali israeliane che disumanizzano i palestinesi come gruppo e invocano l'eliminazione di Gaza o la sua emigrazione di massa, avvalorano l'ipotesi di atti e intenti genocidi come la più probabile interpretazione. Gli attacchi contro Hamas durante la guerra e i flussi di aiuti forniscono un contro-contesto, ma non cancellano lo schema.
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Il tragico riepilogo aggiornato (13 vittime dal 31 agosto a oggi):
La drammatica scia di sangue si articola in 5 tragedie familiari ravvicinate:

-Pietralata (Roma) - 3 vittime: Luca Abbasciano, Valentina Pambianco e la loro figlia Bianca di 5 anni, trovati senza vita in casa in quello che appare come un dramma della disperazione.
-Barberino del Mugello / Firenze - 2 vittime: Il femminicidio premeditato di Lorena Isceri da parte dell'ex compagno Federico Vella, che si è poi tolto la vita in auto sull'A1.
-Apice (Benevento) - 3 vittime: Una strage familiare avvenuta all'interno di una villetta.
-Finale Ligure (Savona) - 3 vittime: Un uomo di 60 anni ha sparato alla moglie e al figlio quindicenne prima di togliersi la vita, lasciando un biglietto d'addio.
-Ostia (Roma) - 2 vittime: L'omicidio della madre anziana seguito dal suicidio del figlio.
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Assolutamente Vero
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Ancora raid Idf su Libano Sud: 11 morti

8.45 Almeno 11 i morti nel Libano meridionale, dove le Idf hanno bombardato la zona di Deir al-Zahrani. Tra le vittime due neonati e due soccorritori intervenuti in un immobile colpito nel villaggio di Kfarremmane. In precedenza era stato dato l'ordine di evacuare una specifica area, in vista di attacchi contro Hezbollah. Presa di mira -così le Idf- una "struttura terroristica" del gruppo filoiraniano. Ieri 7 le persone uccise tra Nabatieh e Arab Salim.
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