I numeri del turismo raccontano una crescita netta. Dal 2019 gli arrivi dagli Stati Uniti sono aumentati del 220,2% e i soggiorni del 246,4%. Nel 2025 le notti trascorse dagli americani in Sardegna hanno raggiunto quota 400mila, il 34% in più rispetto all’anno precedente e l’80% in più in due anni. Con una permanenza media di 3,3 notti, si tratta di oltre 121mila visitatori.
A dare un’ulteriore spinta nel 2026 è arrivato il primo collegamento diretto New York-Olbia, operato da Delta quattro volte alla settimana fino al 26 ottobre. Una rotta che avrà presto compagnia: dal 27 maggio 2027 anche United Airlines collegherà Newark con Olbia tre volte alla settimana.
Il turista americano cerca soprattutto lusso, nautica, storia ed enogastronomia. E proprio la nautica fotografa il fenomeno: dei 347 superyacht individuati nelle acque sarde durante l’estate, 72, pari al 21,1%, risultano riconducibili a cittadini o società americane.
Ma il legame con gli Usa va ormai oltre le vacanze. Fondi e società statunitensi sono presenti nel Cagliari Calcio, nell’hôtellerie, negli aeroporti e nelle energie rinnovabili. Il 49% del club rossoblù è passato a Praxis Capital Management, mentre Marriott ha ampliato la propria presenza nel turismo di lusso. BlackRock partecipa indirettamente alle società che controllano gli aeroporti di Olbia e Alghero, mentre Sonnedix, controllata da JPMorgan, ha investito nel fotovoltaico.
Dopo decenni di rapporti economici alterni, dalla base Usa della Maddalena all’industria del Sulcis, l’America torna dunque a guardare alla Sardegna: questa volta tra turismo, finanza e grandi investimenti.
A dare un’ulteriore spinta nel 2026 è arrivato il primo collegamento diretto New York-Olbia, operato da Delta quattro volte alla settimana fino al 26 ottobre. Una rotta che avrà presto compagnia: dal 27 maggio 2027 anche United Airlines collegherà Newark con Olbia tre volte alla settimana.
Il turista americano cerca soprattutto lusso, nautica, storia ed enogastronomia. E proprio la nautica fotografa il fenomeno: dei 347 superyacht individuati nelle acque sarde durante l’estate, 72, pari al 21,1%, risultano riconducibili a cittadini o società americane.
Ma il legame con gli Usa va ormai oltre le vacanze. Fondi e società statunitensi sono presenti nel Cagliari Calcio, nell’hôtellerie, negli aeroporti e nelle energie rinnovabili. Il 49% del club rossoblù è passato a Praxis Capital Management, mentre Marriott ha ampliato la propria presenza nel turismo di lusso. BlackRock partecipa indirettamente alle società che controllano gli aeroporti di Olbia e Alghero, mentre Sonnedix, controllata da JPMorgan, ha investito nel fotovoltaico.
Dopo decenni di rapporti economici alterni, dalla base Usa della Maddalena all’industria del Sulcis, l’America torna dunque a guardare alla Sardegna: questa volta tra turismo, finanza e grandi investimenti.
💩8
Erano le sette del mattino del 14 agosto del 1944. Per il centro storico di Venezia fu un battesimo del fuoco, nel vero senso della parola. Il primo, e forse l’unico, bombardamento in bacino San Marco.
Tre caccia bombardieri alleati appaiono sopra le acque di Venezia. Eccoli a Malamocco: qui la prima mitragliata contro una motonave che collegava Venezia a Chioggia. Tragico il bilancio: 24 le vittime. Ma questo è solo l’inizio. I tre aerei dal Lido procedono verso il cuore della città. Puntano al bacino di San Marco qui c’è la loro preda. Vogliono colpire la nave ospedale tedesca “Freiburg” ormeggiata tra la punta della dogana e l’isola di San Giorgio.
Una sferzata di colpi che falcia la laguna. Un mitragliare durato alcuni minuti, ma sufficiente a creare panico e disseminare morte. Nelle vicinanze c’era anche la motonave che collegava Venezia a Fusina. A bordo c’erano donne, bambini, uomini diretti in campagna per cercare di raccogliere un po’ di cibo da portare alle loro famiglie in una città che in periodo di guerra aveva ben poco da offrire. Il battello si era da poco staccato dal pontile della Riva degli Schiavoni e stava iniziando la sua navigazione.
Gli aerei in quell’istante sganciarono quattro bombe nel tentativo di colpire la nave ospedale tedesca. Ma mancarono l’obiettivo e il loro unico effetto fu quello di rovinare, con lo spostamento d’aria, i monumenti attorno a San Marco. Non soddisfatti iniziarono a crivellare con la mitragliatrice e i cannoncini di bordo la laguna di Venezia, incuranti di chi e che cosa andavano a colpire. I proiettili raggiunsero la motonave per Fusina che era da poco salpata. In un istante l’imbarcazione si trasformò in un luogo di morte. La gente cadeva a terra stroncata dai colpi. Tutto in pochi minuti, ma i morti furono molti. L’imbarcazione fu subito fatta approdare nuovamente in Riva degli Schiavoni. Le vittime, in almeno quindici morirono all’istante, furono distese lungo la fondamenta e coperte con un lenzuolo. Erano visibili solo i loro piedi e i familiari giungevano numerosi, scongiurando che in in quella sequela di corpi non ci fosse quello del loro caro.
I feriti furono invece portati al pian terreno dell’hotel Metropole, trasformato in pronto soccorso. Chi ha ancora memoria di quel giorno parla di scene allucinanti: persone senza arti, corpi lacerati e sangue ovunque. Poi furono trasportati all’ospedale civile di Venezia. Si fece il possibile per salvarli, ma l’elenco delle vittime era destinato a crescere. Ai primi quindici morti se ne aggiunsero molti altri. Alla fine persero la vita all’incirca in cinquanta. I funerali si svolsero nella basilica di San Marco. La loro storia è viva solo nei ricordi dei familiari, ormai anziani. In città non c’è per queste vittime nè una lapide, nè un monumento.
(da un articolo di Raffaela Ianuale sul Gazzettino)
E’ bene ricordare che spesso (certamente nel caso di Venezia e quasi certamente nel caso di Treviso) tali bombardamenti venivano richiesti dai partigiani allo scopo di allontanare la popolazione dal regime e renderla più incline ad appoggiare le forze partigiane.
E forse è proprio questo il motivo per cui non se ne è parlato.
La paura che gli alleati tirassero fuori rapporti compromettenti.
Tre caccia bombardieri alleati appaiono sopra le acque di Venezia. Eccoli a Malamocco: qui la prima mitragliata contro una motonave che collegava Venezia a Chioggia. Tragico il bilancio: 24 le vittime. Ma questo è solo l’inizio. I tre aerei dal Lido procedono verso il cuore della città. Puntano al bacino di San Marco qui c’è la loro preda. Vogliono colpire la nave ospedale tedesca “Freiburg” ormeggiata tra la punta della dogana e l’isola di San Giorgio.
Una sferzata di colpi che falcia la laguna. Un mitragliare durato alcuni minuti, ma sufficiente a creare panico e disseminare morte. Nelle vicinanze c’era anche la motonave che collegava Venezia a Fusina. A bordo c’erano donne, bambini, uomini diretti in campagna per cercare di raccogliere un po’ di cibo da portare alle loro famiglie in una città che in periodo di guerra aveva ben poco da offrire. Il battello si era da poco staccato dal pontile della Riva degli Schiavoni e stava iniziando la sua navigazione.
Gli aerei in quell’istante sganciarono quattro bombe nel tentativo di colpire la nave ospedale tedesca. Ma mancarono l’obiettivo e il loro unico effetto fu quello di rovinare, con lo spostamento d’aria, i monumenti attorno a San Marco. Non soddisfatti iniziarono a crivellare con la mitragliatrice e i cannoncini di bordo la laguna di Venezia, incuranti di chi e che cosa andavano a colpire. I proiettili raggiunsero la motonave per Fusina che era da poco salpata. In un istante l’imbarcazione si trasformò in un luogo di morte. La gente cadeva a terra stroncata dai colpi. Tutto in pochi minuti, ma i morti furono molti. L’imbarcazione fu subito fatta approdare nuovamente in Riva degli Schiavoni. Le vittime, in almeno quindici morirono all’istante, furono distese lungo la fondamenta e coperte con un lenzuolo. Erano visibili solo i loro piedi e i familiari giungevano numerosi, scongiurando che in in quella sequela di corpi non ci fosse quello del loro caro.
I feriti furono invece portati al pian terreno dell’hotel Metropole, trasformato in pronto soccorso. Chi ha ancora memoria di quel giorno parla di scene allucinanti: persone senza arti, corpi lacerati e sangue ovunque. Poi furono trasportati all’ospedale civile di Venezia. Si fece il possibile per salvarli, ma l’elenco delle vittime era destinato a crescere. Ai primi quindici morti se ne aggiunsero molti altri. Alla fine persero la vita all’incirca in cinquanta. I funerali si svolsero nella basilica di San Marco. La loro storia è viva solo nei ricordi dei familiari, ormai anziani. In città non c’è per queste vittime nè una lapide, nè un monumento.
(da un articolo di Raffaela Ianuale sul Gazzettino)
E’ bene ricordare che spesso (certamente nel caso di Venezia e quasi certamente nel caso di Treviso) tali bombardamenti venivano richiesti dai partigiani allo scopo di allontanare la popolazione dal regime e renderla più incline ad appoggiare le forze partigiane.
E forse è proprio questo il motivo per cui non se ne è parlato.
La paura che gli alleati tirassero fuori rapporti compromettenti.
🤬7😢2❤1
Il Presidente del Tribunale del Popolo (Volksgerichtshof)
Rif. [Numero di protocollo]: 1 J 7684/44
Berlin W 9, 1° dicembre 1944
Alla Cancelleria del Führer
Reichsleiter Martin Bormann
Berlino W 8
Voßstraße 6
Oggetto: J ü n g e r , Ernst
Egregio Signor Reichsleiter!
In merito alla causa dello scrittore e capitano a riposo Ernst J ü n g e r, mi permetto di informarLa che il procedimento istruttorio a carico del suddetto è stato archiviato dal giudice istruttore presso il Tribunale del Popolo.
Jünger era stato denunciato in particolare per presunte dichiarazioni disfattiste rese durante la sua permanenza nello Stato Maggiore del Comando Militare in Francia e per la sua opera "Sulle scogliere di marmo" del 1939. Poiché Jünger si è nel frattempo congedato dal servizio militare, la competenza del Tribunale di Guerra del Reich non sussisteva più e la causa era stata trasmessa per competenza al Primo Procuratore del Reich presso il Tribunale del Popolo. Il 20 del corrente mese, il Führer mi ha impartito per telefono dalla Tana del Lupo (Wolfsschanze) l'ordine di non procedere oltre nel caso.
Heil H.!
Dr. Fleisler.
Rif. [Numero di protocollo]: 1 J 7684/44
Berlin W 9, 1° dicembre 1944
Alla Cancelleria del Führer
Reichsleiter Martin Bormann
Berlino W 8
Voßstraße 6
Oggetto: J ü n g e r , Ernst
Egregio Signor Reichsleiter!
In merito alla causa dello scrittore e capitano a riposo Ernst J ü n g e r, mi permetto di informarLa che il procedimento istruttorio a carico del suddetto è stato archiviato dal giudice istruttore presso il Tribunale del Popolo.
Jünger era stato denunciato in particolare per presunte dichiarazioni disfattiste rese durante la sua permanenza nello Stato Maggiore del Comando Militare in Francia e per la sua opera "Sulle scogliere di marmo" del 1939. Poiché Jünger si è nel frattempo congedato dal servizio militare, la competenza del Tribunale di Guerra del Reich non sussisteva più e la causa era stata trasmessa per competenza al Primo Procuratore del Reich presso il Tribunale del Popolo. Il 20 del corrente mese, il Führer mi ha impartito per telefono dalla Tana del Lupo (Wolfsschanze) l'ordine di non procedere oltre nel caso.
Heil H.!
Dr. Fleisler.
❤11🌚1
Chi c'è dietro i Movimenti Dannosi?
Comunismo: Un movimento estremamente ostile al cristianesimo che ha portato alla morte di oltre 60 milioni di cristiani è stato inventato da Karl Marx, il “Padrino del comunismo” che proveniva da una lunga stirpe di rabbini ed era etnicamente ebreo.
Transgenderismo: Magnus Hirschfeld, un medico ebreo omosessuale, aprì la prima clinica transgender nel 1919 che eseguì il primo intervento chirurgico transgender. La clinica stava sperimentando trattamenti ormonali sessuali quando Hitler la chiuse nel 1933 e bruciò le loro ricerche durante il famoso rogo di libri.
Femminismo Moderno: Betty Friedan, il cui vero nome era Bettye Goldstein, criticò l'aspettativa che la realizzazione delle donne dovesse provenire principalmente dall'essere mogli, madri e casalinghe ed è stata cofondatrice e prima presidente di NOW (National Organization for Woman). Era ebrea.
Gloria Steinem è stata una delle giornaliste, organizzatrici e sostenitrici pubbliche più visibili del movimento. Ha cofondato la rivista Ms. nel 1972, fornendo una piattaforma nazionale importante per la scrittura femminista, e ha contribuito a fondare organizzazioni tra cui il National Women’s Political Caucus. Era ebrea.
Sionismo: Theodor Herzl, che sostenne l'istituzione di una patria politicamente sovrana per gli ebrei. Nel 1897, convocò il Primo Congresso Sionista a Basilea, in Svizzera, che istituì l'Organizzazione Sionista. Era ebreo.
Bolscevismo: Il Terrore Rosso in Russia responsabile della distruzione di 40.000 chiese cristiane e della tortura brutale e dell'uccisione di circa 80.000 chierici, monaci e suore cristiani dopo che essere cristiani era diventato illegale e anche criticare gli ebrei era illegale. Guidato da:
Vladimir Lenin — Leader bolscevico e presidente del Sovnarkom, vero nome Vladimir Ilyich Ulyanov, 25% ebreo.
Leon Trotsky — Leader dell'Armata Rossa, vero nome Lev Davidovich Bronstein, era ebreo.
Yakov Sverdlov — Capo di Stato, era ebreo.
Joseph Stalin — Commissario del Popolo per le Nazionalità. Non ebreo.
Grigory Zinoviev — Leader bolscevico senior, Presidente dell'Internazionale Comunista. Vero nome Ovsei-Gershon Aronovich Radomyslsky, era ebreo.
Lev Kamenev — Bolscevico senior e presidente del Comitato Esecutivo Centrale. Vero nome Lev Borisovich Rosenfeld, era ebreo.
“Non c'è bisogno di esagerare la parte svolta nella creazione del bolscevismo e nell'effettiva realizzazione della rivoluzione russa da parte di questi ebrei internazionali e per la maggior parte atei” - Winston Churchill
“Il movimento bolscevico è e dal principio è stato guidato e controllato da ebrei russi” - Capitano Schuyler, ufficiale dell'intelligence dell'esercito durante la rivoluzione russa nel suo rapporto ufficiale
“C'erano 384 commissari inclusi 2 negri, 13 russi, 15 cinesi, 22 armeni e più di 300 ebrei. 264 degli ebrei provenivano dagli Stati Uniti” - Robert Wilton, corrispondente del London Times in Russia
“I leader bolscevichi qui, la maggior parte dei quali sono ebrei e il 90% dei quali sono esiliati, si preoccupano poco della Russia o di qualsiasi altro paese ma sono internazionalisti e stanno cercando di avviare una rivoluzione sociale mondiale.” - David Francis, Ambasciatore americano in Russia, gennaio 1918
“Ora ci sono prove definitive che il bolscevismo è un movimento internazionale controllato dagli ebrei” - Direttorato dell'Intelligence Britannica inviato in America il 16 luglio 1919
“Il primo governo sovietico, la cui composizione era per l'80-85 percento ebraica” - Vladimir Putin secondo il Times of Israel
Comunismo: Un movimento estremamente ostile al cristianesimo che ha portato alla morte di oltre 60 milioni di cristiani è stato inventato da Karl Marx, il “Padrino del comunismo” che proveniva da una lunga stirpe di rabbini ed era etnicamente ebreo.
Transgenderismo: Magnus Hirschfeld, un medico ebreo omosessuale, aprì la prima clinica transgender nel 1919 che eseguì il primo intervento chirurgico transgender. La clinica stava sperimentando trattamenti ormonali sessuali quando Hitler la chiuse nel 1933 e bruciò le loro ricerche durante il famoso rogo di libri.
Femminismo Moderno: Betty Friedan, il cui vero nome era Bettye Goldstein, criticò l'aspettativa che la realizzazione delle donne dovesse provenire principalmente dall'essere mogli, madri e casalinghe ed è stata cofondatrice e prima presidente di NOW (National Organization for Woman). Era ebrea.
Gloria Steinem è stata una delle giornaliste, organizzatrici e sostenitrici pubbliche più visibili del movimento. Ha cofondato la rivista Ms. nel 1972, fornendo una piattaforma nazionale importante per la scrittura femminista, e ha contribuito a fondare organizzazioni tra cui il National Women’s Political Caucus. Era ebrea.
Sionismo: Theodor Herzl, che sostenne l'istituzione di una patria politicamente sovrana per gli ebrei. Nel 1897, convocò il Primo Congresso Sionista a Basilea, in Svizzera, che istituì l'Organizzazione Sionista. Era ebreo.
Bolscevismo: Il Terrore Rosso in Russia responsabile della distruzione di 40.000 chiese cristiane e della tortura brutale e dell'uccisione di circa 80.000 chierici, monaci e suore cristiani dopo che essere cristiani era diventato illegale e anche criticare gli ebrei era illegale. Guidato da:
Vladimir Lenin — Leader bolscevico e presidente del Sovnarkom, vero nome Vladimir Ilyich Ulyanov, 25% ebreo.
Leon Trotsky — Leader dell'Armata Rossa, vero nome Lev Davidovich Bronstein, era ebreo.
Yakov Sverdlov — Capo di Stato, era ebreo.
Joseph Stalin — Commissario del Popolo per le Nazionalità. Non ebreo.
Grigory Zinoviev — Leader bolscevico senior, Presidente dell'Internazionale Comunista. Vero nome Ovsei-Gershon Aronovich Radomyslsky, era ebreo.
Lev Kamenev — Bolscevico senior e presidente del Comitato Esecutivo Centrale. Vero nome Lev Borisovich Rosenfeld, era ebreo.
“Non c'è bisogno di esagerare la parte svolta nella creazione del bolscevismo e nell'effettiva realizzazione della rivoluzione russa da parte di questi ebrei internazionali e per la maggior parte atei” - Winston Churchill
“Il movimento bolscevico è e dal principio è stato guidato e controllato da ebrei russi” - Capitano Schuyler, ufficiale dell'intelligence dell'esercito durante la rivoluzione russa nel suo rapporto ufficiale
“C'erano 384 commissari inclusi 2 negri, 13 russi, 15 cinesi, 22 armeni e più di 300 ebrei. 264 degli ebrei provenivano dagli Stati Uniti” - Robert Wilton, corrispondente del London Times in Russia
“I leader bolscevichi qui, la maggior parte dei quali sono ebrei e il 90% dei quali sono esiliati, si preoccupano poco della Russia o di qualsiasi altro paese ma sono internazionalisti e stanno cercando di avviare una rivoluzione sociale mondiale.” - David Francis, Ambasciatore americano in Russia, gennaio 1918
“Ora ci sono prove definitive che il bolscevismo è un movimento internazionale controllato dagli ebrei” - Direttorato dell'Intelligence Britannica inviato in America il 16 luglio 1919
“Il primo governo sovietico, la cui composizione era per l'80-85 percento ebraica” - Vladimir Putin secondo il Times of Israel
⚡5💩3
In Francia il 15% dei distributori è a secco, scatta l’allarme carburanti: code infinite e diesel a 2,40 euro
Con il gasolio a 2,41 euro al litro, Parigi affronta una crisi energetica senza precedenti. Le scorte scarseggiano e l’Eliseo cerca soluzioni urgenti per contenere l'emergenza
https://www.milanofinanza.it/news/caro-benzina-il-15-degli-pompe-francesi-e-a-secco-macron-allentare-norme-europee-su-composizione-202609221304044184
Con il gasolio a 2,41 euro al litro, Parigi affronta una crisi energetica senza precedenti. Le scorte scarseggiano e l’Eliseo cerca soluzioni urgenti per contenere l'emergenza
https://www.milanofinanza.it/news/caro-benzina-il-15-degli-pompe-francesi-e-a-secco-macron-allentare-norme-europee-su-composizione-202609221304044184
MF Milano Finanza
In Francia il 15% dei distributori è a secco, scatta l’allarme carburanti: code infinite e diesel a 2,40 euro | MilanoFinanza News
Con il gasolio a 2,41 euro al litro, Parigi affronta una crisi energetica senza precedenti. Le scorte scarseggiano e l’Eliseo cerca soluzioni urgenti per contenere l'emergenza
💯6🤡1
Poveri Giornalai lo sanno benissimo ma se ne guardano bene a NON nominare i Nasoni
💩8
Nel 2029 si andrà in pensione di vecchiaia a 67 anni e mezzo mentre nel 2031 si dovranno aspettare i 67 anni e 8 mesi: è quanto si legge nelle stime della Ragioneria generale dello Stato. #ANSA https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/09/22/rgs-nel-2029-in-pensione-di-vecchiaia-a-67-anni-e-sei-mesi_a00aa2ac-0840-47e0-b22d-a3958d409822.html
X (formerly Twitter)
#ANSA - Search / X
See posts about #ANSA on X. See what people are saying and join the conversation.
Un automobilista italiano dovrà risarcire di tasca propria circa 1,3 milioni di euro in seguito a un incidente mortale avvenuto in Italia nel 2025. A chiedere la somma è il PBUK, l’Ufficio polacco degli assicuratori automobilistici, che ha avviato un’azione di rivalsa nei confronti dell’uomo.
L’incidente ha coinvolto una Fiat Panda del 2013 con targa polacca, che ha travolto un ciclista provocandone la morte. Dagli accertamenti è emerso che il veicolo era privo della copertura assicurativa obbligatoria. Il PBUK ha quindi provveduto a liquidare il risarcimento, chiedendo successivamente al conducente la restituzione della somma: quasi 5,6 milioni di zloty, equivalenti a circa 1,3 milioni di euro. https://www.ilmeridianonews.it/2026/09/incidente-mortale-con-targa-polacca-automobilista-italiano-dovra-risarcire-13-milioni-di-euro/?fbclid=IwY2xjawUga3lwZG9mBWV4dG4DYWVtAjEwAGJyaWQRMXRoZU9KRmhaa1NmUUJBVmhzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeilGzwaiqIkXWj2jAl79510MJgvm7GbO4-SFrdB_bdl6IhqppoaFzHn0_TdA_aem_eqSxQU-IfC4Znzlkfaz_2g
L’incidente ha coinvolto una Fiat Panda del 2013 con targa polacca, che ha travolto un ciclista provocandone la morte. Dagli accertamenti è emerso che il veicolo era privo della copertura assicurativa obbligatoria. Il PBUK ha quindi provveduto a liquidare il risarcimento, chiedendo successivamente al conducente la restituzione della somma: quasi 5,6 milioni di zloty, equivalenti a circa 1,3 milioni di euro. https://www.ilmeridianonews.it/2026/09/incidente-mortale-con-targa-polacca-automobilista-italiano-dovra-risarcire-13-milioni-di-euro/?fbclid=IwY2xjawUga3lwZG9mBWV4dG4DYWVtAjEwAGJyaWQRMXRoZU9KRmhaa1NmUUJBVmhzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeilGzwaiqIkXWj2jAl79510MJgvm7GbO4-SFrdB_bdl6IhqppoaFzHn0_TdA_aem_eqSxQU-IfC4Znzlkfaz_2g
www.ilmeridianonews.it
Incidente mortale con targa polacca, automobilista italiano dovrà risarcire 1,3 milioni di euro - Il Meridiano News
Quello della Fiat Panda rappresenta il risarcimento più elevato mai gestito dall’ufficio polacco
🎉4❤1
Nella maggior parte delle capitali europee, almeno il 30% degli scolari è ormai musulmano.
Le cifre sono davvero sorprendenti.
Nelle scuole di Bruxelles la percentuale di musulmani è ormai del 52%. Ad Amsterdam del 43%, a Vienna del 41%, a Londra del 37%, a Stoccolma del 35%.
L'identità e il futuro dell'Europa stanno implodendo.
Le cifre sono davvero sorprendenti.
Nelle scuole di Bruxelles la percentuale di musulmani è ormai del 52%. Ad Amsterdam del 43%, a Vienna del 41%, a Londra del 37%, a Stoccolma del 35%.
L'identità e il futuro dell'Europa stanno implodendo.
🌚1
Vinci 223 milioni al SuperEnalotto. Poi arriva la diffida di tua moglie.
È il clamoroso caso nato dopo la vincita dell’11 settembre a Oggiono, in provincia di Lecco: una schedina da appena 5 euro porta a casa il jackpot da 223.173.416,83 euro.
Ma il vincitore sarebbe ancora legalmente sposato e in comunione dei beni, nonostante una separazione di fatto. La moglie avrebbe quindi avanzato una richiesta da 80 milioni di euro, aprendo una battaglia legale che potrebbe valere quasi quanto un altro jackpot.
Morale? A volte indovinare sei numeri è più semplice che chiudere i conti con il passato. 😁
È il clamoroso caso nato dopo la vincita dell’11 settembre a Oggiono, in provincia di Lecco: una schedina da appena 5 euro porta a casa il jackpot da 223.173.416,83 euro.
Ma il vincitore sarebbe ancora legalmente sposato e in comunione dei beni, nonostante una separazione di fatto. La moglie avrebbe quindi avanzato una richiesta da 80 milioni di euro, aprendo una battaglia legale che potrebbe valere quasi quanto un altro jackpot.
Morale? A volte indovinare sei numeri è più semplice che chiudere i conti con il passato. 😁
🌚1🤨1