Truth
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La narrazione dell'Olocausto è stata creata e mantenuta per giustificare la creazione dello Stato di Israele, per ottenere miliardi di risarcimenti dalla Germania e per acquisire influenza politica in Occidente. Si tratta di una "religione laica" che serve a uno scopo politico. Se si eliminano gli incentivi politici e finanziari, la narrazione crolla.

15) I film sulla liberazione non mostrano alcuno sterminio:

Quando le truppe alleate liberarono i campi, filmarono tutto. Questi filmati mostrano prigionieri malati e malnutriti a causa del crollo delle linee di rifornimento tedesche, ma non mostrano camere a gas, crematori o alcuna prova di sterminio sistematico. I prigionieri erano vivi, il che contraddice l'idea che questi fossero "fabbriche di morte". Gli Alleati usarono la sofferenza dei prigionieri a fini propagandistici, ma i filmati non avvalorano l'accusa di genocidio.

16) La propaganda sovietica e il mito del "campo di sterminio":

L'Unione Sovietica, che liberò Auschwitz, era un regime totalitario che mentiva su tutto, compreso il massacro di Katyn, di cui attribuì la colpa ai tedeschi. I loro rapporti sui campi di sterminio erano pura propaganda, concepita per giustificare l'occupazione dell'Europa orientale e per demonizzare la Germania. Non avremmo mai dovuto fidarci dei rapporti sovietici, eppure sono la fonte primaria della narrazione sui "campi di sterminio".

17) Le leggi contro l'inchiesta dimostrano la menzogna:

Se la storia dell'Olocausto fosse vera, perché 18 paesi hanno leggi che rendono illegale metterla in discussione? Non servono condanne al carcere per proteggere i fatti storici. Il fatto che incarcerino persone come David Irving, Ernst Zündel e altri per aver posto delle domande dimostra che la narrazione non regge al dibattito aperto e all'analisi critica. La verità non ha bisogno di censura; solo le bugie do.

18) Traduzione errata di "Sonderbehandlung":

Il termine "Sonderbehandlung" (trattamento speciale) nei documenti nazisti è stato tradotto erroneamente e manipolato per significare "esecuzione". In realtà, si riferiva a una varietà di provvedimenti amministrativi, tra cui la deportazione, l'assegnazione ai lavori forzati o la liberazione. Gli studiosi revisionisti hanno dimostrato che il contesto di questi documenti non supporta l'interpretazione di sterminio di massa. Si tratta di una deliberata traduzione errata per avvalorare la narrazione del genocidio.

19) Organizzazioni ebraiche hanno ammesso di aver esagerato:

All'inizio della guerra, alcune organizzazioni ebraiche diffusero affermazioni esagerate sulle camere a gas e sui campi di sterminio per fare pressione sugli Alleati affinché intervenissero. Queste affermazioni non furono mai smentite dopo la guerra perché si rivelarono troppo utili a fini politici. Il fatto che la storia fosse nota per essere esagerata già all'epoca, eppure sia stata mantenuta, dimostra che si trattava di uno strumento di propaganda.

20) Il silenzio dei "testimoni" e le false testimonianze:

Molti presunti "testimoni" delle camere a gas sono stati scoperti a mentire sulla loro presenza o sulla loro identità. Eliminando i falsi testimoni, le testimonianze estorte e la propaganda, non rimane nessuno a raccontare la storia. L'intera narrazione si basa su una manciata di fonti inaffidabili che sono state smentite, eppure la storia persiste perché serve a uno scopo politico.

Esistono oltre 500 incongruenze documentate nella versione ufficiale dell'Olocausto. Queste sono solo alcune tra le più facilmente riscontrabili.

Quando si studia l'ebreo e le sue menzogne, si scopre che il fondamento stesso del suo essere è radicato in ideologie fantasiose e illusorie. Non sa fare il bene perché in lui non c'è del bene. Il cuore dell'ebreo è inconcepibilmente malvagio e nessun uomo può sperare di comprenderlo. Può solo condannarlo nella sua interezza.
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Gli Stati Uniti stanno blindando il fronte mediorientale in un avamposto militare permanente. Tremila soldati americani sono già schierati in territorio israeliano per gestire la difesa antimissile e i centri di comando, mentre nuovi contingenti e velivoli raggiungono la regione per blindare ogni scenario prima dell'escalation.

Il perno di questa architettura difensiva si fonda sulle batterie THAAD, direttamente gestite da personale statunitense e fuse con i radar locali. La linea di demarcazione operativa tra Washington e Tel Aviv svanisce, trasformando lo spazio aereo in un settore integrato capace di intercettare i vettori balistici di Teheran.

Nei cieli regionali la densità strategica cresce con il rischieramento di caccia F-15, F-35 e aerocisterne, una flotta volante che azzera i tempi tecnici per passare dalla deterrenza all'offensiva.
SPOILER: vincerà uno dei pupazzi ebrei previsti (lui compreso). Chi vota darà il consenso di essere fottuto (il voto a chi andrà è del tutto irrilevante).
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È morto a 57 anni Simon Andriesz, ex banchiere britannico che negli ultimi mesi aveva fatto emergere nuovi dettagli sui rapporti tra Jeffrey Epstein e Howard Lutnick, segretario al Commercio degli Stati Uniti nel governo Trump.

Andriesz aveva lavorato per anni nel mondo della finanza. Nel 2026 aveva raccontato di aver trovato, tra i documenti legati al caso Epstein, alcune email del 2018 tra Epstein e Lutnick. I messaggi riguardavano Adfin, una società nella quale risultavano interessi sia di Epstein sia di Cantor Fitzgerald, il gruppo finanziario guidato per anni da Lutnick.

Andriesz aveva poi consegnato il materiale al Congresso americano. Quelle email sono state successivamente mostrate anche a Lutnick durante un'audizione pubblica.

Lutnick ha dichiarato di non ricordare di sapere, all'epoca, che Epstein fosse coinvolto nella società. Non è accusato di aver preso parte ai reati commessi da Epstein.

Fonti: The Banker, BBC, CBS News, House Oversight Committee.
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Questa sera il Documentario sulla Strage di Stato del Vajont 9 Ottobre 1963
Muore una ricercatrice russa in Siberia per peste polmonare ed esce la notizia che Israele sta sviluppando un vaccino a mRNA contro la peste polmonare.

Le famose coincidenze talmudiche. Wow, che coincidenza straordinaria e che tempismo perfetto!

Ricercatori dell'Università di Tel Aviv e dell'Istituto Israeliano di Ricerca Biologica hanno sviluppato il primo vaccino al mondo a base di mRNA contro la Yersinia pestis, il batterio che causa la peste polmonare. Questo vaccino bivalente utilizza nanoparticelle lipidiche per fornire istruzioni per due antigeni batterici (F1 e LcrV), che presumibilmente spingono il sistema immunitario "a riconoscere e difendersi dal patogeno".
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Rispetto al primo semestre precedente all'adozione dell'euro (1998), la produzione industriale italiana è crollata del 20,2%. Rispetto al primo semestre precedente alla vittoria del Governo Meloni (2022), il crollo è stato 6,4%. Dall'introduzione dell'euro la Spagna ha perso il 10% della produzione industriale, la Francia il 5%, la Grecia il 9%. La Germania ha invece guadagnato il 15%, ma rispetto al picco del 2018 ha già perso il 16%. Un capolavoro, non c'è che dire.
Certo che se ne è accorto pure il giornale della Massoneria industriale, vuol dire che siamo messi pure peggio
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Malagò è stato nominato commissario pro tempore della FIGC al posto di Malagò, in attesa che Malagò subentri a Malagò.

Livelli inesplorati.
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“Lunedì 5 ottobre a Napoli 👇
aggressione israeliana al presidio fisso del lunedì "Donne per Life For Gaza" a via Toledo, largo Berlinguer.
''Durante il presidio per ricordare i bambini vittime del genocidio e per chiedere la liberazione del Popolo palestinese, si sono avvicinati diversi turisti israeliani che hanno iniziato a mostrarci il dito medio e insultarci''.
Tutte le donne non hanno ceduto alle gravi provocazioni e sono rimaste ferme nel presidio scandendo slogan, per non cadere nel trabocchetto delle loro vili provocazioni, per poi passare come sempre come vittime.
''Abbiamo immediatamente allertato le Forze dell'Ordine presenti, che intervenute, hanno chiesto ai provocatori sionisti di allontanarsi.''
Questi non solo si sono rifiutati, così come di fornire i documenti richiesti dalla Polizia, ma dopo averli insultati, li hanno anche fisicamente aggrediti, cosa che ha portato l'arrivo di ulteriori volanti per fermarli. Alcuni di questi aggressori sono scappati, ma altri sono stati portati in questura tra gli applausi dei cittadini napoletani che passavano per l'affollata via Toledo.
Lo schema è chiaro, provocazioni continue ovunque e nessun rispetto, ma aggressioni con la convinzione sionista di essere sopra ogni legge e forma di diritto, e di non dover rispondere a nessuno. “
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Un milione più tre o quattro parenti si arriva a 3/4 milioni di nuovi italiani. Questo nuovo primato della Meloni 🤮
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Dalla Toscana alla Sicilia, passando per la Sardegna, alcune delle società che stanno investendo centinaia di megawatt nel fotovoltaico italiano conducono o controllano anche attività economiche nei territori occupati da Israele: gruppi come Shikun & Binui e Doral Energy, attivi attraverso una rete di società controllate e progetti agrivoltaici già realizzati o in fase di autorizzazione.

https://www.lindipendente.online/2026/10/06/le-aziende-coinvolte-nei-crimini-israeliani-a-cui-litalia-affida-il-fotovoltaico/
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L'Italia ormai è un paese davvero strano.
In passato i "servitori dello Stato" si tenevano lontani dalla politica dei partiti proprio per il ruolo che avevano svolto.
Poi sono arrivati i presunti tecnici, incaricati di varare le politiche pesantissime dell'austerità, dichiarando però di non fare politica: salvo poi governare e fare partitini.
Ora, assistiamo all'ex capo della Polizia e all'ex capo della Agenzia delle entrate che vanno da un notaio per fondare un partito, naturalmente per il bene del paese.
Del resto, aver visto migliaia e migliaia di delicati dossier mette l'ex capo della Polizia e l'ex capo della Agenzia delle entrate nella condizioni di sapere molto di più di tutti noi sui segreti di un paese a cui hanno giurato di voler bene.
Magari, è probabile, che sappiano molto anche sui loro avversari.
Viva la democrazia...
Ricordiamo a tutti che Israele non influenza le politiche di altri Paesi....💩
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Ma pensate un po',
Matteo Renzi è entrato nel consiglio di amministrazione di Enlivex Therapeutics, una società biofarmaceutica israeliana quotata sia al Nasdaq di Wall Street sia alla Borsa di Tel Aviv
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𝐈𝐥 𝐠𝐫𝐢𝐝𝐨 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐨𝐧𝐭𝐚𝐠𝐧𝐚, 𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐭𝐭𝐞 𝐢𝐧𝐟𝐢𝐧𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐕𝐚𝐣𝐨𝐧𝐭
Era una serata tranquilla quella del 9 ottobre 1963, in un piccolo paese incastonato tra le montagne del nord Italia, fra le province di Udine (𝘰𝘳𝘢 𝘱𝘳𝘰𝘷𝘪𝘯𝘤𝘪𝘢 𝘥𝘪 𝘗𝘰𝘳𝘥𝘦𝘯𝘰𝘯𝘦) e Belluno. Le persone, ignare, si preparavano a concludere la giornata, mentre il buio avvolgeva la valle del Vajont, dominata dall’imponente diga, considerata un miracolo di ingegneria. 👇
Francesca, una giovane madre, stava mettendo a letto i suoi due bambini, Filippo e Anna. Da giorni si mormorava di strani movimenti sul monte Toc, la montagna che si ergeva a strapiombo sopra il lago artificiale. Qualcuno giurava di aver sentito la terra scricchiolare, di aver visto crepe sul versante. Francesca non ci aveva fatto troppo caso: “Cose da vecchi superstiziosi”, pensava, stringendo i figli a sé.
Nel frattempo, nella stanza della centrale operativa della diga, i tecnici erano tesi. I sensori registravano uno spostamento costante del fianco della montagna. Alle 22:39, un boato improvviso squarciò il silenzio. Un intero pezzo del monte Toc, un’enorme frana di 270 milioni di metri cubi di roccia, si staccò, precipitando violentemente nel bacino della diga.
Fu come il pugno di un gigante contro il cuore della valle. L’acqua del lago artificiale, spostata violentemente dalla frana, generò un’onda gigantesca che investì le sponde del bacino e, scavalcando la diga, si abbatté con una furia inaudita su Longarone e sugli abitati della valle del Piave. La diga, ironia della sorte, resistette all'impatto, ma non poté fermare la furia dell’acqua.
Francesca ebbe solo un istante per afferrare i suoi figli, ma non c’era più tempo. L’onda avanzò con una velocità impressionante, distruggendo tutto ciò che trovava sul suo cammino. Case, alberi, strade... tutto fu spazzato via. Il grido delle persone si perse in quell’inferno liquido, dove la notte si trasformò in un mare nero di fango e distruzione.
Quando il sole tornò a illuminare la valle il giorno dopo, Longarone non esisteva più. Più di 1900 vite erano state strappate in pochi istanti. La diga del Vajont era ancora lì, ma ciò che doveva essere il simbolo del progresso si era trasformato in un monumento al dolore.
𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐚 𝐞 𝐢 𝐬𝐮𝐨𝐢 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐢, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢, 𝐧𝐨𝐧 𝐟𝐮𝐫𝐨𝐧𝐨 𝐦𝐚𝐢 𝐫𝐢𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚𝐭𝐢.
«𝘍𝘳𝘢𝘯𝘤𝘦𝘴𝘤𝘢 𝘦 𝘪 𝘴𝘶𝘰𝘪 𝘣𝘢𝘮𝘣𝘪𝘯𝘪 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘢𝘨𝘨𝘪 𝘥𝘪 𝘧𝘢𝘯𝘵𝘢𝘴𝘪𝘢, 𝘢𝘵𝘵𝘳𝘢𝘷𝘦𝘳𝘴𝘰 𝘪 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘪 𝘷𝘪𝘦𝘯𝘦 𝘦𝘷𝘰𝘤𝘢𝘵𝘰 𝘪𝘭 𝘥𝘳𝘢𝘮𝘮𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘧𝘢𝘮𝘪𝘨𝘭𝘪𝘦 𝘤𝘰𝘭𝘱𝘪𝘵𝘦»
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𝐕𝐀𝐉𝐎𝐍𝐓 — 𝐒𝐂𝐇𝐄𝐃𝐀 𝐒𝐓𝐎𝐑𝐈𝐂𝐀 𝐄 𝐓𝐄𝐂𝐍𝐈𝐂𝐀
𝟗 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝟏𝟗𝟔𝟑 – 𝟗 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔 | 𝟔𝟑° 𝐚𝐧𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐫𝐢𝐨
▪️ 𝐃𝐀𝐓𝐀 𝐄 𝐎𝐑𝐀
9 ottobre 1963, ore 22:39.
▪️ 𝐋𝐔𝐎𝐆𝐎
Valle del torrente Vajont, al confine tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, sopra Longarone. Il bacino si trovava nel territorio di Erto e Casso, allora in provincia di Udine, oggi nell’area di Pordenone.
▪️ 𝐋𝐀 𝐃𝐈𝐆𝐀
Diga in calcestruzzo ad arco a doppia curvatura, progettata dall’ingegnere Carlo Semenza e costruita dalla SADE.
Altezza: 261,60 metri.
Lunghezza alla sommità: circa 190 metri.
Spessore: circa 22 metri alla base e 3,40 metri alla sommità.
Costruzione: 1957–1960.
Funzione: accumulare e regolare le acque del sistema idroelettrico Piave–Boite–Maè–Vajont.
Capacità complessiva del bacino: circa 170 milioni di metri cubi; capacità utile: circa 150 milioni.
▪️ 𝐋𝐀 𝐅𝐑𝐀𝐍𝐀
Dal versante settentrionale del monte Toc precipitarono nel lago circa 270 milioni di metri cubi di roccia e terreno.
La massa raggiunse il bacino in una ventina di secondi, a una velocità stimata nell’ordine di 70–90 km/h.
Il versante comprendeva una gigantesca frana antica, riattivata nel contesto delle operazioni di invaso e svaso.
▪️ 𝐋’𝐀𝐂𝐐𝐔𝐀 𝐄 𝐋’𝐎𝐍𝐃𝐀
Al momento del disastro il lago conteneva circa 115 milioni di metri cubi d’acqua.
L’impatto generò un’onda che coinvolse circa 50 milioni di metri cubi d’acqua, propagandosi in più direzioni.
Circa 25 milioni di metri cubi d’acqua e detriti raggiunsero la valle del Piave.
Queste quantità indicano fenomeni diversi: acqua presente nel lago, acqua coinvolta nell’onda e massa riversatasi a valle.
▪️ 𝐋𝐀 𝐃𝐈𝐆𝐀 𝐍𝐎𝐍 𝐂𝐑𝐎𝐋𝐋𝐎'
La struttura principale resistette. La distruzione fu provocata dalla gigantesca massa d’acqua spostata dalla frana, che scavalcò lo sbarramento e precipitò verso gli abitati sottostanti.
▪️ 𝐈 𝐏𝐀𝐄𝐒𝐈 𝐂𝐎𝐋𝐏𝐈𝐓𝐈
Nella valle del Piave furono devastati Longarone, Pirago, Rivalta, Villanova e Faè; gravi danni interessarono anche Codissago, Castellavazzo, Fortogna, Dogna e Provagna.
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Lungo il bacino furono distrutti numerosi borghi del comune di Erto e Casso, tra cui Le Spesse, Pineda, Prada, Marzana, Ceva, Il Cristo e San Martino, oltre alla parte bassa di Erto.
L’onda lambì Casso, situato più in alto: il paese non subì la distruzione di Longarone.
▪️ 𝐋𝐄 𝐕𝐈𝐓𝐓𝐈𝐌𝐄
Circa 1.900 persone persero la vita.
La cifra comunemente adottata nella commemorazione è 1.910 vittime; alcune ricostruzioni riportano 1.917.
Intere famiglie scomparvero e numerosi corpi non furono mai recuperati o identificati.
▪️ 𝐈 𝐒𝐄𝐆𝐍𝐀𝐋𝐈 𝐏𝐑𝐄𝐂𝐄𝐃𝐄𝐍𝐓𝐈
La pericolosità del versante era stata oggetto di studi e segnalazioni prima del disastro.
Il 4 novembre 1960 una prima frana di circa 700.000–800.000 metri cubi era già caduta nel lago.
Negli anni successivi furono osservati crepe e movimenti del terreno. Nell’autunno del 1963 il versante accelerò; l’abbassamento del livello del lago non riuscì ad arrestarlo.
▪️ 𝐈𝐍𝐆𝐄𝐆𝐍𝐄𝐑𝐈, 𝐆𝐄𝐎𝐋𝐎𝐆𝐈 𝐄 𝐓𝐄𝐂𝐍𝐈𝐂𝐈 𝐏𝐑𝐈𝐍𝐂𝐈𝐏𝐀𝐋𝐈
• Carlo Semenza: progettista della diga; morì nel 1961.
• Giorgio Dal Piaz: geologo autore delle prime valutazioni del sito.
• Edoardo Semenza e Franco Giudici: geologi che riconobbero la presenza della grande frana antica sul monte Toc.
• Leopold Müller: consulente geotecnico, impegnato nello studio dell’instabilità del versante.
• Alberico Biadene: dirigente tecnico SADE, poi ENEL-SADE, responsabile del servizio costruzioni idrauliche.
• Mario Pancini: responsabile dell’Ufficio lavori del Vajont.
• Augusto Ghetti: professore di idraulica dell’Università di Padova, responsabile delle prove su modello degli effetti della frana nel lago.
• Francesco Sensidoni: capo del Servizio Dighe del Ministero dei Lavori Pubblici e componente della commissione di collaudo.
I ruoli tecnici e scientifici furono diversi: essere coinvolti nella storia dell’impianto non equivale a essere stati riconosciuti penalmente responsabili.
▪️ 𝐋𝐄 𝐃𝐄𝐍𝐔𝐍𝐂𝐄 𝐃𝐈 𝐓𝐈𝐍𝐀 𝐌𝐄𝐑𝐋𝐈𝐍
La giornalista Tina Merlin raccontò prima della catastrofe le preoccupazioni degli abitanti e i rischi del bacino, contribuendo a documentare gli avvertimenti rimasti inascoltati.
▪️ 𝐈𝐋 𝐏𝐑𝐎𝐂𝐄𝐒𝐒𝐎
Il processo penale fu trasferito da Belluno a L’Aquila.
Il 17 dicembre 1969, in primo grado, Alberico Biadene, Curzio Batini e Almo Violin furono condannati a sei anni ciascuno, di cui due condonati.
Il 3 ottobre 1970, in appello, furono condannati Biadene a sei anni e Francesco Sensidoni a quattro anni e sei mesi, con tre anni condonati per entrambi.
▪️ 𝐋𝐄 𝐂𝐎𝐍𝐃𝐀𝐍𝐍𝐄 𝐃𝐄𝐅𝐈𝐍𝐈𝐓𝐈𝐕𝐄
Il 25 marzo 1971 la Corte di Cassazione confermò la responsabilità di:
• Alberico Biadene: cinque anni di reclusione, di cui tre condonati.
• Francesco Sensidoni: tre anni e otto mesi, di cui tre condonati.
La decisione riconobbe l’inondazione aggravata dalla previsione dell’evento, comprendente la frana, e gli omicidi colposi.
Le condanne penali definitive riguardarono soltanto questi due imputati. I procedimenti civili per i risarcimenti proseguirono per decenni.
▪️ 𝐋𝐀 𝐌𝐄𝐌𝐎𝐑𝐈𝐀
La diga è ancora in piedi. A Fortogna, nel comune di Longarone, il cimitero monumentale delle vittime conserva la memoria delle persone scomparse.
Il Vajont ricorda quanto sia essenziale affiancare alla capacità di costruire la responsabilità di ascoltare, valutare il rischio e proteggere le comunità.
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La giurista sudafricana è stata a capo della Commissione Internazionale Indipendente Onu che il 16 settembre 2025 ha pubblicato un rapporto nel quale conclude che le autorità e le forze di sicurezza di Tel Aviv hanno commesso "4 dei 5 atti genocidi" definiti dalla Convenzione del 1948
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