Il presidente cinese Xi ha accolto Putin a Pechino, sottolineando la "fedeltà incrollabile" tra i due Paesi. Putin ha invitato Xi in Russia il prossimo anno e ha ricordato il ruolo complementare di Cina e Russia nell'approvvigionamento e consumo di risorse, specialmente nel contesto della crisi mediorientale.
Putin è stato accolto con il tappeto rosso davanti alla Grande sala del popolo di Pechino. "È grazie alla fedeltà incrollabile e al coraggio dimostrato in tempi difficili che la Cina e la Russia sono riuscite a raggiungere un livello così elevato nelle loro relazioni" ha detto il presidente cinese Xi Jinping. Il presidente Putin ha invitato Xi a recarsi in Russia il prossimo anno. "Naturalmente, caro amico, la invitiamo a recarsi in visita nella Federazione Russa". "Sullo sfondo della crisi in Medio Oriente, la Russia continua a mantenere il ruolo di fornitore affidabile di risorse, mentre la Cina quello di consumatore responsabile di tali risorse", ha affermato Putin.
Putin è stato accolto con il tappeto rosso davanti alla Grande sala del popolo di Pechino. "È grazie alla fedeltà incrollabile e al coraggio dimostrato in tempi difficili che la Cina e la Russia sono riuscite a raggiungere un livello così elevato nelle loro relazioni" ha detto il presidente cinese Xi Jinping. Il presidente Putin ha invitato Xi a recarsi in Russia il prossimo anno. "Naturalmente, caro amico, la invitiamo a recarsi in visita nella Federazione Russa". "Sullo sfondo della crisi in Medio Oriente, la Russia continua a mantenere il ruolo di fornitore affidabile di risorse, mentre la Cina quello di consumatore responsabile di tali risorse", ha affermato Putin.
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Putin: "È in corso un processo di formazione COMPLESSO di un mondo POLICENTRICO.
Difendiamo la diversità culturale e civile, la sovranità degli stati
In questa situazione tesa, i legami tra Russia e Cina sono particolarmente richiesti".
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In questa situazione tesa, i legami tra Russia e Cina sono particolarmente richiesti".
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Putin e Xi si stringono la mano all'interno della grande sala
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❗️Ue cede a Trump: sì ad accordo sui dazi
"Il Consiglio e il Parlamento Ue hanno raggiunto un accordo sull'attuazione delle disposizioni tariffarie della Dichiarazione congiunta Ue-Usa adottata il 21 agosto 2025": lo ha annunciato la presidenza cipriota dell'Ue,ufficializzando l'intesa sul patto di Turnberry. La svolta mette fine a mesi di stallo istituzionale e punta a disinnescare lepesanti minacce di Trump che aveva fissato l'ultimatum del 4 luglio, minacciando l'imposizione di massicci dazi punitivi contro i beni europei in caso di mancata ratifica dell'accordo.
@ansagram 🌍
"Il Consiglio e il Parlamento Ue hanno raggiunto un accordo sull'attuazione delle disposizioni tariffarie della Dichiarazione congiunta Ue-Usa adottata il 21 agosto 2025": lo ha annunciato la presidenza cipriota dell'Ue,ufficializzando l'intesa sul patto di Turnberry. La svolta mette fine a mesi di stallo istituzionale e punta a disinnescare lepesanti minacce di Trump che aveva fissato l'ultimatum del 4 luglio, minacciando l'imposizione di massicci dazi punitivi contro i beni europei in caso di mancata ratifica dell'accordo.
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"Il PARTENARIATO COMPLETO e l'INTERAZIONE STRATEGICA tra Russia e Cina nella nuova era sono un MODELLO di relazioni interstatali nel mondo moderno" - Putin
"Si basa sui principi di uguaglianza, considerazione degli interessi reciproci, sostegno reciproco e amicizia"
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Stiamo creando una base molto solida verso un mondo MULTIPOLARE — Putin
“Il nostro obiettivo è il benessere e la prosperità dei popoli russo e cinese”
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La Russia è uno dei MAGGIORI esportatori di risorse energetiche e siamo 'pronti a garantire forniture ininterrotte di tutti questi combustibili al mercato cinese in rapida crescita' — Putin
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Putin: "La Russia e la Cina si impegnano a perseguire una politica sovrana e indipendente
Lavorando insieme per stabilizzare la situazione internazionale in nome della PACE e della prosperità
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🇷🇺 La Russia considera di lanciare progetti congiunti con gli Stati Uniti e la Cina. 💥💥💥
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truthfree
Un consorzio di 12 banche europee operanti nell'ambito del progetto Qivalis ha scelto Fireblocks per la realizzazione dell'infrastruttura di una stablecoin in euro conforme al MiCA, con un lancio previsto nella seconda metà del 2026, previa approvazione delle…
MF Milano Finanza
Qivalis, aumentano le banche per la stablecoin in euro. Intesa Sanpaolo e Bper si uniscono a Unicredit e Banca Sella | MilanoFinanza…
<p>Aumentano le <strong>banche europee</strong> che lavorano a una <strong>stablecoin in euro</strong>. Sono diventati 37 i gruppi aderenti a <strong>Qivalis</strong>, la società che intende...
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Qivalis scala la marcia e porta la sfida europea alle stablecoin in una nuova fase.
Il consorzio bancario europeo, nato per lanciare una moneta digitale regolamentata in euro, accoglie 25 nuove banche, e sale così a 37 istituzioni finanziarie in 15 Paesi europei. Tra i nuovi ingressi figurano anche Intesa Sanpaolo e Bper Banca, che si aggiungono a UniCredit e Banca Sella, già presenti nel progetto, rafforzando così la componente italiana del consorzio. L’obiettivo è costruire una stablecoin ancorata “uno a uno” all’euro, conforme al regolamento europeo sui criptoasset MiCa e soggetta alla supervisione della banca centrale olandese. «Penso che sia un passo incredibilmente significativo», spiega al Sole 24 Ore Jan-Oliver Sell, ceo di Qivalis. «Siamo partiti con una banca, tre anni fa. E ora siamo arrivati a 37. Siamo solo all’inizio, perché il consorzio è aperto».
Le discussioni sono in corso con un paio di altri gruppi bancari e non è da escludere un loro ingresso a breve mentre altri potrebbero seguire a ruota. Ma ciò che conta è che il salto dimensionale è rilevante non solo sul piano industriale, ma anche su quello politico. Qivalis punta a creare un’infrastruttura europea per pagamenti e settlement in euro on-chain, cioè eseguiti direttamente sulla blockchain, in un mercato oggi dominato quasi interamente dal dollaro. «Per le istituzioni europee dipendere esclusivamente dal dollaro statunitense come gamba di regolamento è qualcosa di impossibile da sostenere. In questo momento non avere uno strato di regolamento europeo è un rischio troppo alto».
Per il manager – che oggi è a Milano per prendere parte a un evento nell’ambito della Italian Investment Conference organizzato da UniCredit, una delle 9 banche europee fondatrici di Qivalis – il tema centrale è la sovranità nei pagamenti: se l’Europa svilupperà strumenti finanziari tokenizzati, ma continuerà a regolarli in dollari, rischierà di spostare fuori dal proprio perimetro un pezzo della futura infrastruttura del denaro. Questione di tempo, insomma. E che chiama a raccolta la politica europea. Ma l’accelerazione del consorzio – a cui hanno aderito ora, oltre a Intesa e Bper, tra gli altri anche AbnAmro, Banco Sabadell, Bankinter, Rabobank, Nordea, Swedbank, Erste Group, Groupe BPCE, Helaba e National Bank of Greece – nasce anche da un tema normativo, ovvero la maggiore confidenza della banche con i regolamenti sui criptoasset, così come l’aumento di consapevolezza sulle strategie sugli asset digitali. Sotto questo profilo «le banche sono sempre più interessate a capire come la tecnologia blockchain per generare efficienza è più veloce, più economica, migliore quasi sotto ogni profilo».
In questo scenario, il modello consortile di Qivalis offre maggiori garanzie. Anche perché «una stablecoin vive o muore in base alla liquidità». E «se non c’è liquidità nel token, le persone non possono usarlo. Ma se c’è, le persone lo usano e ciò porta altra liquidità».
Ora si guarda ai prossimi passi operativi, con una road map che è tracciata: Qivalis sta chiedendo alla Banca d’Olanda l’autorizzazione come istituto di moneta elettronica. Una volta ottenuta, avverrà il lancio della stablecoin nella seconda metà del 2026. Ma a che cosa servirà la stablecoin Qivalis? I primi casi d’uso, spiega Sell, arriveranno dal mondo crypto, dagli exchange europei e poi dalle banche. Qivalis punta a rendere disponibile l’euro direttamente sulla blockchain, dapprima per il trading di cripto-attività e per alcuni servizi di finanza decentralizzata, ma soprattutto per pagamenti internazionali, trade finance e regolamento di strumenti finanziari tokenizzati, il tutto sul fronte wholesale. I vantaggi potenziali sono evidenti: si pensi alle tesorerie aziendali, che potranno beneficiare di movimenti di liquidità 24 ore su 24 con settlement istantaneo. O agli esportatori europei, che potranno utilizzare direttamente stablecoin denominati in euro, senza dover ricorrere alle tradizionali reti di corrispondenza valutaria, riducendo costi e latenza grazie al settlement diretto on-chain.
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Il consorzio bancario europeo, nato per lanciare una moneta digitale regolamentata in euro, accoglie 25 nuove banche, e sale così a 37 istituzioni finanziarie in 15 Paesi europei. Tra i nuovi ingressi figurano anche Intesa Sanpaolo e Bper Banca, che si aggiungono a UniCredit e Banca Sella, già presenti nel progetto, rafforzando così la componente italiana del consorzio. L’obiettivo è costruire una stablecoin ancorata “uno a uno” all’euro, conforme al regolamento europeo sui criptoasset MiCa e soggetta alla supervisione della banca centrale olandese. «Penso che sia un passo incredibilmente significativo», spiega al Sole 24 Ore Jan-Oliver Sell, ceo di Qivalis. «Siamo partiti con una banca, tre anni fa. E ora siamo arrivati a 37. Siamo solo all’inizio, perché il consorzio è aperto».
Le discussioni sono in corso con un paio di altri gruppi bancari e non è da escludere un loro ingresso a breve mentre altri potrebbero seguire a ruota. Ma ciò che conta è che il salto dimensionale è rilevante non solo sul piano industriale, ma anche su quello politico. Qivalis punta a creare un’infrastruttura europea per pagamenti e settlement in euro on-chain, cioè eseguiti direttamente sulla blockchain, in un mercato oggi dominato quasi interamente dal dollaro. «Per le istituzioni europee dipendere esclusivamente dal dollaro statunitense come gamba di regolamento è qualcosa di impossibile da sostenere. In questo momento non avere uno strato di regolamento europeo è un rischio troppo alto».
Per il manager – che oggi è a Milano per prendere parte a un evento nell’ambito della Italian Investment Conference organizzato da UniCredit, una delle 9 banche europee fondatrici di Qivalis – il tema centrale è la sovranità nei pagamenti: se l’Europa svilupperà strumenti finanziari tokenizzati, ma continuerà a regolarli in dollari, rischierà di spostare fuori dal proprio perimetro un pezzo della futura infrastruttura del denaro. Questione di tempo, insomma. E che chiama a raccolta la politica europea. Ma l’accelerazione del consorzio – a cui hanno aderito ora, oltre a Intesa e Bper, tra gli altri anche AbnAmro, Banco Sabadell, Bankinter, Rabobank, Nordea, Swedbank, Erste Group, Groupe BPCE, Helaba e National Bank of Greece – nasce anche da un tema normativo, ovvero la maggiore confidenza della banche con i regolamenti sui criptoasset, così come l’aumento di consapevolezza sulle strategie sugli asset digitali. Sotto questo profilo «le banche sono sempre più interessate a capire come la tecnologia blockchain per generare efficienza è più veloce, più economica, migliore quasi sotto ogni profilo».
In questo scenario, il modello consortile di Qivalis offre maggiori garanzie. Anche perché «una stablecoin vive o muore in base alla liquidità». E «se non c’è liquidità nel token, le persone non possono usarlo. Ma se c’è, le persone lo usano e ciò porta altra liquidità».
Ora si guarda ai prossimi passi operativi, con una road map che è tracciata: Qivalis sta chiedendo alla Banca d’Olanda l’autorizzazione come istituto di moneta elettronica. Una volta ottenuta, avverrà il lancio della stablecoin nella seconda metà del 2026. Ma a che cosa servirà la stablecoin Qivalis? I primi casi d’uso, spiega Sell, arriveranno dal mondo crypto, dagli exchange europei e poi dalle banche. Qivalis punta a rendere disponibile l’euro direttamente sulla blockchain, dapprima per il trading di cripto-attività e per alcuni servizi di finanza decentralizzata, ma soprattutto per pagamenti internazionali, trade finance e regolamento di strumenti finanziari tokenizzati, il tutto sul fronte wholesale. I vantaggi potenziali sono evidenti: si pensi alle tesorerie aziendali, che potranno beneficiare di movimenti di liquidità 24 ore su 24 con settlement istantaneo. O agli esportatori europei, che potranno utilizzare direttamente stablecoin denominati in euro, senza dover ricorrere alle tradizionali reti di corrispondenza valutaria, riducendo costi e latenza grazie al settlement diretto on-chain.
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