📱🇷🇺🚫 IL FUTURO DI WHATSAPP IN RUSSIA: POSSIBILE BAN IN VISTA?
In un recente sviluppo intrigante, i legislatori russi stanno mettendo in discussione il destino di WhatsApp nel paese. La causa di questa inquietudine è la nuova funzione denominata "Canali" nell'app di messaggistica, annunciata da WhatsApp per essere resa disponibile in ben 150 paesi.
Le tensioni tra Meta, la società madre di WhatsApp, e il governo russo sono cresciute rapidamente. Meta è stata designata come un'organizzazione estremista in Russia dopo il conflitto in Ucraina nel 2022. Di conseguenza, Facebook e Instagram, anch'essi di proprietà di Meta, sono stati banditi in Russia per aver consentito discorsi di incitamento all'odio e aver diffuso contenuti considerati falsi riguardo al conflitto con l'Ucraina.
WhatsApp, fino ad ora, ha evitato queste restrizioni, poiché era considerato principalmente uno strumento di comunicazione. Tuttavia, l'annuncio della disponibilità della funzione Canali in 150 paesi ha sollevato una "particolare preoccupazione" tra i legislatori russi.
Il senatore Viktor Bondarev, membro del Consiglio della Federazione, ha espresso la sua preoccupazione sul suo canale Telegram. Ha avvertito che l'ampliamento delle funzioni di WhatsApp potrebbe trasformare l'app in uno strumento di "guerra dell'informazione", utilizzato per diffondere dati falsi sulla Russia o sulle sue operazioni militari in Ucraina. In risposta, non si esclude la possibilità di bloccare WhatsApp in Russia.
Bondarev ha anche suggerito che la Russia dovrebbe considerare l'opzione di sviluppare una piattaforma di messaggistica completamente locale, prendendo spunto dalla Cina e dalla sua app WeChat. Questa mossa sarebbe "ragionevole, tempestiva e promettente", ha affermato.
Anton Gorelkin, membro della commissione per la politica dell'informazione della Duma di Stato, ha concordato con Bondarev. Ha dichiarato che se WhatsApp iniziasse a espandere le sue funzionalità verso la diffusione di massa delle informazioni, la posizione ufficiale della Russia riguardo alle sue attività potrebbe subire delle revisioni.
WhatsApp ha descritto l'aggiornamento dei Canali come uno strumento di trasmissione unidirezionale per gli amministratori per inviare testo, foto, video, adesivi e sondaggi ai propri follower. L'invito è stato esteso a celebrità, squadre sportive, artisti, creatori e "leader di pensiero" per utilizzare questa nuova funzionalità.
In attesa delle decisioni dei legislatori russi, gli utenti russi di WhatsApp potrebbero dover cercare alternative come Yandex, Messenger e Telegram, considerate "amichevoli per lo spazio informativo russo". Il futuro di WhatsApp in Russia rimane avvolto nel mistero mentre emergono domande sulla sua possibile trasformazione da strumento di comunicazione a strumento di controllo dell'informazione.
Agente X
#WhatsApp #Russia #Meta #CensuraDigitale #LibertàDiEspressione #Tecnologia #Privacy
#Comunicazione #Geopolitica #SocialMedia #Informazione #SicurezzaDigitale
#Innovazione #Messaggistica #ContenutiDigitali
https://www.rt.com/russia/582949-whatsapp-channels-ban-parliament/
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⚪️ Sfero: https://sfero.me/users/agente-x
In un recente sviluppo intrigante, i legislatori russi stanno mettendo in discussione il destino di WhatsApp nel paese. La causa di questa inquietudine è la nuova funzione denominata "Canali" nell'app di messaggistica, annunciata da WhatsApp per essere resa disponibile in ben 150 paesi.
Le tensioni tra Meta, la società madre di WhatsApp, e il governo russo sono cresciute rapidamente. Meta è stata designata come un'organizzazione estremista in Russia dopo il conflitto in Ucraina nel 2022. Di conseguenza, Facebook e Instagram, anch'essi di proprietà di Meta, sono stati banditi in Russia per aver consentito discorsi di incitamento all'odio e aver diffuso contenuti considerati falsi riguardo al conflitto con l'Ucraina.
WhatsApp, fino ad ora, ha evitato queste restrizioni, poiché era considerato principalmente uno strumento di comunicazione. Tuttavia, l'annuncio della disponibilità della funzione Canali in 150 paesi ha sollevato una "particolare preoccupazione" tra i legislatori russi.
Il senatore Viktor Bondarev, membro del Consiglio della Federazione, ha espresso la sua preoccupazione sul suo canale Telegram. Ha avvertito che l'ampliamento delle funzioni di WhatsApp potrebbe trasformare l'app in uno strumento di "guerra dell'informazione", utilizzato per diffondere dati falsi sulla Russia o sulle sue operazioni militari in Ucraina. In risposta, non si esclude la possibilità di bloccare WhatsApp in Russia.
Bondarev ha anche suggerito che la Russia dovrebbe considerare l'opzione di sviluppare una piattaforma di messaggistica completamente locale, prendendo spunto dalla Cina e dalla sua app WeChat. Questa mossa sarebbe "ragionevole, tempestiva e promettente", ha affermato.
Anton Gorelkin, membro della commissione per la politica dell'informazione della Duma di Stato, ha concordato con Bondarev. Ha dichiarato che se WhatsApp iniziasse a espandere le sue funzionalità verso la diffusione di massa delle informazioni, la posizione ufficiale della Russia riguardo alle sue attività potrebbe subire delle revisioni.
WhatsApp ha descritto l'aggiornamento dei Canali come uno strumento di trasmissione unidirezionale per gli amministratori per inviare testo, foto, video, adesivi e sondaggi ai propri follower. L'invito è stato esteso a celebrità, squadre sportive, artisti, creatori e "leader di pensiero" per utilizzare questa nuova funzionalità.
In attesa delle decisioni dei legislatori russi, gli utenti russi di WhatsApp potrebbero dover cercare alternative come Yandex, Messenger e Telegram, considerate "amichevoli per lo spazio informativo russo". Il futuro di WhatsApp in Russia rimane avvolto nel mistero mentre emergono domande sulla sua possibile trasformazione da strumento di comunicazione a strumento di controllo dell'informazione.
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RT
Russian lawmakers float WhatsApp ban
WhatsApp may be banned in Russia if app’s added functions put it beyond being simply a messaging platform, lawmakers in Moscow have warned
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Censura in Brasile: La Battaglia di Rumble per la Libertà di Espressione
Nel contesto di crescenti tensioni sulla libertà di espressione, la piattaforma di condivisione video Rumble ha preso una posizione audace contro le richieste di censura da parte del Brasile. Il CEO di Rumble, Chris Pavlovski, ha annunciato venerdì che la piattaforma avrebbe disabilitato l'accesso per tutti gli utenti in Brasile in risposta a una decisione giudiziaria di censurare determinati creatori nel paese.
Pavlovski ha sottolineato che tali ordinanze contrastano con la missione della società di "ripristinare un Internet libero e aperto". In un post su X (ex Twitter), ha dichiarato che gli utenti con opinioni impopolari sono liberi di accedere alla piattaforma nei medesimi termini degli altri milioni di utenti. "Di conseguenza, abbiamo deciso di disabilitare l'accesso a Rumble per gli utenti in Brasile mentre contestiamo la legalità delle richieste dei tribunali brasiliani".
In un secondo post, Pavlovski ha sottolineato inoltre che Rumble è "l'unica azienda che difende la libertà di parola e i valori americani". Ha espresso la speranza che un giorno anche altre grandi aziende tecnologiche facciano altrettanto.
Il giornalista americano Glenn Greenwald, residente in Brasile e conduttore del programma 'System Update' su Rumble, ha affermato che la Corte Suprema brasiliana è "ossessionata dalla censura del discorso politico", arrivando al punto di vietare piattaforme come Telegram e WhatsApp per non aver immediatamente obbedito alle loro ordinanze di censura.
Questa non è la prima volta che Rumble sospende il servizio in risposta a una controversia sulla censura. Nel novembre 2022, Pavlovski sfidò le richieste della Francia di censurare alcune piattaforme in lingua russa, citando la missione di difesa della libertà di parola della società.
#CensuraBrasile #RumbleLibertà #LibertàDiEspressione #CensuraDigitale #RumbleVsCensura
#BrasileLibero #TechFreedom #CensuraJudiziaria #InternetLibero #RumbleResiste
https://www.rt.com/news/589553-rumble-blocks-brazil-censorship/
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Nel contesto di crescenti tensioni sulla libertà di espressione, la piattaforma di condivisione video Rumble ha preso una posizione audace contro le richieste di censura da parte del Brasile. Il CEO di Rumble, Chris Pavlovski, ha annunciato venerdì che la piattaforma avrebbe disabilitato l'accesso per tutti gli utenti in Brasile in risposta a una decisione giudiziaria di censurare determinati creatori nel paese.
Pavlovski ha sottolineato che tali ordinanze contrastano con la missione della società di "ripristinare un Internet libero e aperto". In un post su X (ex Twitter), ha dichiarato che gli utenti con opinioni impopolari sono liberi di accedere alla piattaforma nei medesimi termini degli altri milioni di utenti. "Di conseguenza, abbiamo deciso di disabilitare l'accesso a Rumble per gli utenti in Brasile mentre contestiamo la legalità delle richieste dei tribunali brasiliani".
In un secondo post, Pavlovski ha sottolineato inoltre che Rumble è "l'unica azienda che difende la libertà di parola e i valori americani". Ha espresso la speranza che un giorno anche altre grandi aziende tecnologiche facciano altrettanto.
Il giornalista americano Glenn Greenwald, residente in Brasile e conduttore del programma 'System Update' su Rumble, ha affermato che la Corte Suprema brasiliana è "ossessionata dalla censura del discorso politico", arrivando al punto di vietare piattaforme come Telegram e WhatsApp per non aver immediatamente obbedito alle loro ordinanze di censura.
Questa non è la prima volta che Rumble sospende il servizio in risposta a una controversia sulla censura. Nel novembre 2022, Pavlovski sfidò le richieste della Francia di censurare alcune piattaforme in lingua russa, citando la missione di difesa della libertà di parola della società.
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Rumble blocks Brazilian users
The video hosting platform Rumble has chosen to suspend service in Brazil rather than comply with a court order to censor certain creators
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Censura Globale in Aumento: Rumble sotto il Fuoco dell'Occidente
Il CEO e fondatore di Rumble, Chris Pavlovski, ha dichiarato di aver ricevuto richieste di "censura" da parte delle autorità in Australia, Nuova Zelanda e altri paesi.
Pavlovski ha sottolineato come la piattaforma di condivisione video abbia notato un "aumento drammatico" della censura globale. Tutto ciò giunge dopo che la Commissaria australiana per la sicurezza online, Julie Inman Grant, ha ordinato alle società di social media di rimuovere video e immagini legati a due eventi di accoltellamento a Sydney la scorsa settimana.
In risposta, Pavlovski ha espresso preoccupazione per l'ingerenza nella libertà di espressione, sottolineando come la censura violi i diritti umani di tutti. Anche l'equivoco Elon Musk, proprietario di X, ha reagito definendo Inman Grant "il commissario australiano della censura" e ha sostenuto la battaglia contro le multe quotidiane imposte alla sua piattaforma.
Le controversie si intensificano, mentre i politici australiani difendono la censura come necessaria per combattere la disinformazione e proteggere la sicurezza pubblica.
Con Rumble e X al centro della tempesta, la battaglia per la libertà di espressione e la lotta contro la censura si rivelano essere le nuove frontiere della società digitale contemporanea.
https://www.theepochtimes.com/world/rumble-says-it-received-censorship-demands-from-australia-and-new-zealand-5634291
#CensuraGlobale #LibertàDiEspressione #Disinformazione #Rumble #X #LibertàDiParola
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Il CEO e fondatore di Rumble, Chris Pavlovski, ha dichiarato di aver ricevuto richieste di "censura" da parte delle autorità in Australia, Nuova Zelanda e altri paesi.
Pavlovski ha sottolineato come la piattaforma di condivisione video abbia notato un "aumento drammatico" della censura globale. Tutto ciò giunge dopo che la Commissaria australiana per la sicurezza online, Julie Inman Grant, ha ordinato alle società di social media di rimuovere video e immagini legati a due eventi di accoltellamento a Sydney la scorsa settimana.
In risposta, Pavlovski ha espresso preoccupazione per l'ingerenza nella libertà di espressione, sottolineando come la censura violi i diritti umani di tutti. Anche l'equivoco Elon Musk, proprietario di X, ha reagito definendo Inman Grant "il commissario australiano della censura" e ha sostenuto la battaglia contro le multe quotidiane imposte alla sua piattaforma.
Le controversie si intensificano, mentre i politici australiani difendono la censura come necessaria per combattere la disinformazione e proteggere la sicurezza pubblica.
Con Rumble e X al centro della tempesta, la battaglia per la libertà di espressione e la lotta contro la censura si rivelano essere le nuove frontiere della società digitale contemporanea.
https://www.theepochtimes.com/world/rumble-says-it-received-censorship-demands-from-australia-and-new-zealand-5634291
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The Epoch Times
Rumble Says it Received ‘Censorship’ Demands From Australia and New Zealand
‘We are noticing a dramatic increase in global censorship,’ Rumble CEO Chris Pavlovski said.
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