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Forwarded from Daniele Dell'Orco Geopolitica
⛔ KHERSON/1
Ho provato a raccogliere qualche informazione circa il ritiro russo da #Kherson prima di proporre analisi visto che si tratta di una situazione in evoluzione continua.
Come tutti sanno, Sergei Shoigu ha ordinato la sera del 9 novembre di ritirare le truppe da Kherson sulla riva sinistra del Dnepr. Il comandante del raggruppamento di truppe russe nella zona di conflitto in Ucraina, Sergej Surovikin, ha spiegato che se Kiev avesse lanciato un attacco missilistico potente sul bacino idrico di Kakhovka, ci sarebbe stata una minaccia per l'intero raggruppamento. A questo proposito, Surovikin ha proposto di organizzare la difesa nella regione di Kherson sulla riva sinistra del fiume.
Decisione che per la verità era maturata nel corso del mese di ottobre con l'inizio dell'evacuazione di oltre 100mila civili dalla città. Surovikin poco dopo la sua nomina il 18 ottobre parlò di Kherson come di uno scenario "teso" in cui sarebbe potuto essere necessario anche dover prendere decisioni "difficili".
La decisione in questione era proprio questa.
Kherson sarà molto probabilmente la grande conquista che il presidente Volodymyr Zelensky esporrà al G20 di Bali dove interverrà da remoto tra quattro giorni.
Rafforzare il fronte lungo il corso del Dnepr potrebbe con ogni probabilità portare ad un congelamento delle posizioni. Se tagliare fuori i rifornimenti russi utilizzando gli Himars americani per bombardare con precisione le retrovie è cosa piuttosto semplice, superare una barriera naturale come il fiume Dnepr per continuare la controffensiva verso la Crimea è ben più complesso. La cristallizzazione del fronte almeno nel sud potrebbe essere dunque inevitabile.
E anzi, il venir meno della responsabilità di dover respingere gli attacchi aerei su un agglomerato urbano molto grande come Kherson ribalterà la situazione e permetterà agli attacchi aerei russi di colpire le postazioni ucraine senza particolari preoccupazioni.
Ora, cosa potrebbe accadere nel resto della linea di contatto?
L'Ucraina sta da mesi ammassando forze a sud della città di Zaporizhzia e sta cercando di sondare le difese russe per capire dove sarebbe meglio provare uno sfondamento.
Questo, allora, è un punto "dormiente" del fronte che potrebbe adesso tornare a riaccendersi.
Soprattutto, poi, c'è la questione Donetsk.
Mentre diventa sempre più complicato all'interno della Russia spiegare alle mamme russe il motivo per cui i loro figli tornano a casa senza vita, vale la pena ricordare che uno degli obiettivi principali dell'offensiva russa su larga scala era la protezione dei cittadini del Donbass.
Ebbene, dopo la caduta di Mariupol la regione di Donetsk non ha più conosciuto avanzate significative e i rischi corsi quotidianamente dagli abitanti di città come Donetsk, Makeevka, Gorlovka, Jasinovata sono esattamente gli stessi di prima. Anzi, a proposito della volontà di Surovikin di "salvaguardare" le vite dei soldati a Kherson, lo stesso non si può dire da questo lato del fronte, dove da mesi decine, centinaia di soldati muoiono in prima linea a fronte di conquiste territoriali risibili.
L'ultimo scenario di questo genere è stato quello di Pavlovka, in direzione di Ugledar, a sud ovest di Donetsk. Il villaggio è stato conquistato dai russi a fronte di un tributo di sangue notevole. Ma lo stesso dicasi per il fronte di Peski e per quello di Bakhmut.
Una delle ipotesi più ragionevoli potrebbe essere allora la volontà dei russi di concentrare forze su questo lato del fronte, sia prelevando soldati da Kherson e sia schierando alcuni dei mobilitati. La linea di contatto nella regione di Donetsk è difficilissima da sfondare per via di fortificazioni imponenti costruite dagli ucraini nel corso del tempo e per via della necessità di superare i soldati nemici di 3-4-5 volte in termini numerici.
Ho provato a raccogliere qualche informazione circa il ritiro russo da #Kherson prima di proporre analisi visto che si tratta di una situazione in evoluzione continua.
Come tutti sanno, Sergei Shoigu ha ordinato la sera del 9 novembre di ritirare le truppe da Kherson sulla riva sinistra del Dnepr. Il comandante del raggruppamento di truppe russe nella zona di conflitto in Ucraina, Sergej Surovikin, ha spiegato che se Kiev avesse lanciato un attacco missilistico potente sul bacino idrico di Kakhovka, ci sarebbe stata una minaccia per l'intero raggruppamento. A questo proposito, Surovikin ha proposto di organizzare la difesa nella regione di Kherson sulla riva sinistra del fiume.
Decisione che per la verità era maturata nel corso del mese di ottobre con l'inizio dell'evacuazione di oltre 100mila civili dalla città. Surovikin poco dopo la sua nomina il 18 ottobre parlò di Kherson come di uno scenario "teso" in cui sarebbe potuto essere necessario anche dover prendere decisioni "difficili".
La decisione in questione era proprio questa.
Kherson sarà molto probabilmente la grande conquista che il presidente Volodymyr Zelensky esporrà al G20 di Bali dove interverrà da remoto tra quattro giorni.
Rafforzare il fronte lungo il corso del Dnepr potrebbe con ogni probabilità portare ad un congelamento delle posizioni. Se tagliare fuori i rifornimenti russi utilizzando gli Himars americani per bombardare con precisione le retrovie è cosa piuttosto semplice, superare una barriera naturale come il fiume Dnepr per continuare la controffensiva verso la Crimea è ben più complesso. La cristallizzazione del fronte almeno nel sud potrebbe essere dunque inevitabile.
E anzi, il venir meno della responsabilità di dover respingere gli attacchi aerei su un agglomerato urbano molto grande come Kherson ribalterà la situazione e permetterà agli attacchi aerei russi di colpire le postazioni ucraine senza particolari preoccupazioni.
Ora, cosa potrebbe accadere nel resto della linea di contatto?
L'Ucraina sta da mesi ammassando forze a sud della città di Zaporizhzia e sta cercando di sondare le difese russe per capire dove sarebbe meglio provare uno sfondamento.
Questo, allora, è un punto "dormiente" del fronte che potrebbe adesso tornare a riaccendersi.
Soprattutto, poi, c'è la questione Donetsk.
Mentre diventa sempre più complicato all'interno della Russia spiegare alle mamme russe il motivo per cui i loro figli tornano a casa senza vita, vale la pena ricordare che uno degli obiettivi principali dell'offensiva russa su larga scala era la protezione dei cittadini del Donbass.
Ebbene, dopo la caduta di Mariupol la regione di Donetsk non ha più conosciuto avanzate significative e i rischi corsi quotidianamente dagli abitanti di città come Donetsk, Makeevka, Gorlovka, Jasinovata sono esattamente gli stessi di prima. Anzi, a proposito della volontà di Surovikin di "salvaguardare" le vite dei soldati a Kherson, lo stesso non si può dire da questo lato del fronte, dove da mesi decine, centinaia di soldati muoiono in prima linea a fronte di conquiste territoriali risibili.
L'ultimo scenario di questo genere è stato quello di Pavlovka, in direzione di Ugledar, a sud ovest di Donetsk. Il villaggio è stato conquistato dai russi a fronte di un tributo di sangue notevole. Ma lo stesso dicasi per il fronte di Peski e per quello di Bakhmut.
Una delle ipotesi più ragionevoli potrebbe essere allora la volontà dei russi di concentrare forze su questo lato del fronte, sia prelevando soldati da Kherson e sia schierando alcuni dei mobilitati. La linea di contatto nella regione di Donetsk è difficilissima da sfondare per via di fortificazioni imponenti costruite dagli ucraini nel corso del tempo e per via della necessità di superare i soldati nemici di 3-4-5 volte in termini numerici.
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Forwarded from Daniele Dell'Orco Geopolitica
In parallelo a questa possibilità, si colloca la potenziale finestra di dialogo possibile al tavolo delle trattative. Mosca le sue condizioni preliminari le ha già riviste piuttosto al ribasso: non si parla più di regime change, non si parla più di smilitarizzazione dell'Ucraina, nuove offensive verso Kharkiv, Odessa o Mykolaiv non sono all'ordine del giorno.
Quando Peskov, Zakharova e altri dicono di essere pronti a trattare, dicono sul serio: ma le posizioni sono molto, molto lontane. E Kherson in questo senso non cambierà granché lo scenario. La Russia considera propri quei territori e dovrà OBBLIGATORIAMENTE conquistare l'Oblast di Donetsk, comprese le "irredente" Slovyansk e Kramatorsk.
Per l'Ucraina è inaccettabile anche solo pensarci, e le recenti offensive vittoriose mettono Kiev paradossalmente nella condizione di dover provare ad andare avanti. A meno che non dovessero essere i suoi sponsor a ritirare il sostegno militare e soprattutto finanziario.
Nelle scorse ore ho avuto lunghe conversazioni con persone molto ben informate. Le loro risposte non sono state rassicuranti. Una delle risposte più significativa è stata: "Non sono credente, se lo fossi spererei in un cessate il fuoco per salvare migliaia di vite. Ma non succederà. La guerra va avanti".
Quando Peskov, Zakharova e altri dicono di essere pronti a trattare, dicono sul serio: ma le posizioni sono molto, molto lontane. E Kherson in questo senso non cambierà granché lo scenario. La Russia considera propri quei territori e dovrà OBBLIGATORIAMENTE conquistare l'Oblast di Donetsk, comprese le "irredente" Slovyansk e Kramatorsk.
Per l'Ucraina è inaccettabile anche solo pensarci, e le recenti offensive vittoriose mettono Kiev paradossalmente nella condizione di dover provare ad andare avanti. A meno che non dovessero essere i suoi sponsor a ritirare il sostegno militare e soprattutto finanziario.
Nelle scorse ore ho avuto lunghe conversazioni con persone molto ben informate. Le loro risposte non sono state rassicuranti. Una delle risposte più significativa è stata: "Non sono credente, se lo fossi spererei in un cessate il fuoco per salvare migliaia di vite. Ma non succederà. La guerra va avanti".
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Forwarded from Daniele Dell'Orco Geopolitica
🚫 Accrediti stampa strappati
Alle persone che purtroppo parlano sempre a sproposito favoleggiando di cose che non conoscono, bisognerebbe raccontare molte storie sulla presenza dei giornalisti in zone di guerra.
Non in zone di guerra lato russo.
In zone di guerra punto.
Ad esempio, tutti abbiamo visto immagini video e foto della città di Kherson riconquistata dall'esercito ucraino. Hanno fatto il giro del mondo. Non tutti sanno però che quelle immagini sono o diffuse da chi era in loco (cittadini e/o militari) oppure registrate in esclusiva da grandi testate internazionali i cui inviati sono entrati in città, o in vari punti della regione, posti al di là dei checkpoint, VIOLANDO l'ordine dello Stato Maggiore ucraino e dei governatori di regione che vietavano espressamente alla stampa di recarsi in loco. Almeno fino a oggi, quando sono partiti i "press tour".
Ebbene, vedendo le immagini in TV e sui media, lo Stato Maggiore ha strappato gli accrediti stampa di alcuni giornalisti stranieri che hanno realizzato reportage da Kherson, compresi quelli di giornalisti della AP, CNN e SkyNews. E, anzi, tra il materiale che il Comando operativo "Sud" sta vagliando c'è anche il girato di una testata italiana non meglio identificata (RAI?). La portavoce del Comando Nataliya Humenyuk sostiene che il lavoro degli italiani sia ancora sotto investigazione.
Ufficialmente, il divieto ai rappresentanti dei media di operare nei territori passati sotto il controllo delle Forze armate ucraine è dovuto alle "misure di stabilizzazione". L'esercito, cioè, vuole fare verifiche, rilievi, bonifiche soprattutto di territori potenzialmente minati e creare percorsi sicuri.
Succede ovunque quindi il #cialtronedelgiorno che crede lo facciano solo i russi o solo i talebani o solo i nordcoreani andrebbe accarezzato con molta pietà per via della sua infanzia complicata.
Poi certo, c'è chi sostiene che si tratti di escamotage per "preparare il background informativo" necessario a sostenere la propria narrazione e fare propaganda.
Questo non lo si può escludere, ma comunque non senza ammettere che in linea teorica potrebbero farlo tutti.
Com'è, come non è, le regole ci sono.
Il rispetto di queste rientra tra i criteri per la concessione degli accrediti, quindi in questo caso TUTTI quelli che ne hanno ricevuto uno da Kiev devono attenersi all'ordine.
Che lo sappiano oppure no.
Sei più bravo degli altri e sgattaioli dentro in incognito a tuo rischio e pericolo?
Accredito strappato.
Hai un gancio con le forze speciali (le prime ad entrare) che in amicizia ti fa entrare?
Accredito strappato.
Ti lanci col paracadute da un B-52?
Accredito strappato.
Il fatto è che in questo caso la polemica è montata perché gli inviati sotto accusa (almeno 6) hanno diffuso volontariamente o accidentalmente immagini come quella dei presunti "collaborazionisti filorussi" legati ai pali della luce (AP) o questa di un ucraino che saluta i soldati col saluto romano (CNN).
Ma anche chi ha fatto vedere solo le immagini di giubilo è nella stessa situazione, come dimostra l'appello inoltrato da Mediarukh, una comunità che ha unito giornalisti dei principali media ucraini, giornalisti investigativi ed esperti di organizzazioni pubbliche e che in questa storia si sta impegnando per sollecitare le autorità di Kiev a riconcedere gli accrediti a tutti quelli che ne sono stati privati a prescindere dal materiale raccolto.
Sapete cosa vuol dire tutto ciò?
Che in zona di guerra l'informazione non è mai libera; che chi parla di "embedded" non sa cosa sta dicendo perché magari nella vita fa il falconiere; che fare il proprio lavoro meglio degli altri alle volte pone i giornalisti in situazioni spiacevoli; che per potersi muovere oltre alle bombe e ai proiettili bisogna fare i conti anche con la burocrazia; che le autorizzazioni sono un terno al lotto; che Babbo Natale non esiste.
Alle persone che purtroppo parlano sempre a sproposito favoleggiando di cose che non conoscono, bisognerebbe raccontare molte storie sulla presenza dei giornalisti in zone di guerra.
Non in zone di guerra lato russo.
In zone di guerra punto.
Ad esempio, tutti abbiamo visto immagini video e foto della città di Kherson riconquistata dall'esercito ucraino. Hanno fatto il giro del mondo. Non tutti sanno però che quelle immagini sono o diffuse da chi era in loco (cittadini e/o militari) oppure registrate in esclusiva da grandi testate internazionali i cui inviati sono entrati in città, o in vari punti della regione, posti al di là dei checkpoint, VIOLANDO l'ordine dello Stato Maggiore ucraino e dei governatori di regione che vietavano espressamente alla stampa di recarsi in loco. Almeno fino a oggi, quando sono partiti i "press tour".
Ebbene, vedendo le immagini in TV e sui media, lo Stato Maggiore ha strappato gli accrediti stampa di alcuni giornalisti stranieri che hanno realizzato reportage da Kherson, compresi quelli di giornalisti della AP, CNN e SkyNews. E, anzi, tra il materiale che il Comando operativo "Sud" sta vagliando c'è anche il girato di una testata italiana non meglio identificata (RAI?). La portavoce del Comando Nataliya Humenyuk sostiene che il lavoro degli italiani sia ancora sotto investigazione.
Ufficialmente, il divieto ai rappresentanti dei media di operare nei territori passati sotto il controllo delle Forze armate ucraine è dovuto alle "misure di stabilizzazione". L'esercito, cioè, vuole fare verifiche, rilievi, bonifiche soprattutto di territori potenzialmente minati e creare percorsi sicuri.
Succede ovunque quindi il #cialtronedelgiorno che crede lo facciano solo i russi o solo i talebani o solo i nordcoreani andrebbe accarezzato con molta pietà per via della sua infanzia complicata.
Poi certo, c'è chi sostiene che si tratti di escamotage per "preparare il background informativo" necessario a sostenere la propria narrazione e fare propaganda.
Questo non lo si può escludere, ma comunque non senza ammettere che in linea teorica potrebbero farlo tutti.
Com'è, come non è, le regole ci sono.
Il rispetto di queste rientra tra i criteri per la concessione degli accrediti, quindi in questo caso TUTTI quelli che ne hanno ricevuto uno da Kiev devono attenersi all'ordine.
Che lo sappiano oppure no.
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Ti lanci col paracadute da un B-52?
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Il fatto è che in questo caso la polemica è montata perché gli inviati sotto accusa (almeno 6) hanno diffuso volontariamente o accidentalmente immagini come quella dei presunti "collaborazionisti filorussi" legati ai pali della luce (AP) o questa di un ucraino che saluta i soldati col saluto romano (CNN).
Ma anche chi ha fatto vedere solo le immagini di giubilo è nella stessa situazione, come dimostra l'appello inoltrato da Mediarukh, una comunità che ha unito giornalisti dei principali media ucraini, giornalisti investigativi ed esperti di organizzazioni pubbliche e che in questa storia si sta impegnando per sollecitare le autorità di Kiev a riconcedere gli accrediti a tutti quelli che ne sono stati privati a prescindere dal materiale raccolto.
Sapete cosa vuol dire tutto ciò?
Che in zona di guerra l'informazione non è mai libera; che chi parla di "embedded" non sa cosa sta dicendo perché magari nella vita fa il falconiere; che fare il proprio lavoro meglio degli altri alle volte pone i giornalisti in situazioni spiacevoli; che per potersi muovere oltre alle bombe e ai proiettili bisogna fare i conti anche con la burocrazia; che le autorizzazioni sono un terno al lotto; che Babbo Natale non esiste.
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Forwarded from NICOLAI LILIN
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La CNN ha diffuso il video del civile ucraino che celebra l’ingresso dell’esercito ucraino a Kherson con il saluto nazista.
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Forwarded from RangeloniNews
Kherson, l’esercito ucraino torna in città ed iniziano le repressioni
Anche qui i “liberatori” - come avvenuto negli altri luoghi dai quali si è ritirato l’esercito russo - hanno da subito dato il via alla caccia ai “collaborazionisti”.
Foto: https://apnews.com
Anche qui i “liberatori” - come avvenuto negli altri luoghi dai quali si è ritirato l’esercito russo - hanno da subito dato il via alla caccia ai “collaborazionisti”.
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‼️‼️‼️👆LEGGETE!
V segnalo quanto successo riguardo l'iniziativa “ Difendere la Costituzione e la Salute per ritrovare l'Uomo” programmata per il 19 nov. a Firenze presso la Biblioteca delle Oblate.
L'iniziativa si terrà regolarmente, ma non nella sede già concessa bensì al cinema Odeon.
Le motivazioni sono riportate nel documento in allegato che vi invito a leggere con attenzione, perchè trattasi di un ennesimo, “perfetto” esempio (purtroppo), del clima di censura in cui ci troviamo a vivere, di cui solo pochi si rendono conto, ma a cui noi non ci rassegneremo mai!
Ovviamente invito a partecipare in presenza il più possibile: Firenze in questa stagione è ancora più bella del solito e potrete così unire l'utile al dilettevole.
Grazie anche se diffondete l'invito ad amici e conoscenti in loco perchè dobbiamo riempire il cinema Odeon, avendo finalmente l'occasione di conoscerci di persona e stringerci la mano
Vi ringrazio per l'attenzione e vi invio un caro saluto
Patrizia Gentilini
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Le motivazioni sono riportate nel documento in allegato che vi invito a leggere con attenzione, perchè trattasi di un ennesimo, “perfetto” esempio (purtroppo), del clima di censura in cui ci troviamo a vivere, di cui solo pochi si rendono conto, ma a cui noi non ci rassegneremo mai!
Ovviamente invito a partecipare in presenza il più possibile: Firenze in questa stagione è ancora più bella del solito e potrete così unire l'utile al dilettevole.
Grazie anche se diffondete l'invito ad amici e conoscenti in loco perchè dobbiamo riempire il cinema Odeon, avendo finalmente l'occasione di conoscerci di persona e stringerci la mano
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Franco Fracassi Giornalista Indipendente
Senza la fantasia non esisterebbe la realtà
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Forwarded from OVALmedia | italiano
Vittorio Torrembini | NARRATIVE by Franco Fracassi Vittorio Torrembini, Presidente di GIM – UNIMPRESA, da Baku getta luce su tanti punti critici del panorama economico e geopolitico attuale, ricordandoci che se cade la Germania cade l’Italia. Chi dominerà il Mediterraneo? La Turchia? Gli Stati Uniti? CLICCA QUI
OVALmedia
Vittorio Torrembini | NARRATIVE di Franco Fracassi #42 | OVALmedia
Quando pensiamo alle sanzioni contro Mosca ci vengono in mente piccoli e grandi imprenditori italiani che commerciano direttamente coi Russi. Ma come la mettiamo con tutte quelle altre imprese, piccole, medie, grandi, che lavoravano a prodotti tedeschi, ad…
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Forwarded from Laura Ru (Laura Ru)
SE REPRIMI UN TENTATIVO DI GOLPE VIENI SANZIONATO. SE NON LO REPRIMI DIVENTI UNA COLONIA. Da anni i golpe non li fanno piu' i militari, ma agenti infiltrati nella cosiddetta societa' civile. Le rivoluzioni colorate creano la narrazione mediatica necessaria a legittimare agli occhi dell'opinione pubblica i cambi di regime pianificati dagli anglo-americani. Tutti i paesi che non si piegano ai diktat entrano nel mirino dell'Internazionale delle rivoluzioni colorate. E' il caso recente dell'Iran che, dopo aver sventato l'ennesima operazione di questa Internazionale legata ai servizi e ad alcune ONG occidentali, ora viene sanzionato dall'Unione Europea e dal Regno Unito per aver difeso la propria stabilita' interna e sovranita' da ingerenze straniere.
In una dichiarazione di martedì, il portavoce del Ministero degli Esteri, Nasser Kan'ani, ha affermato che l'Iran si riserva il diritto di rispondere con ritorsioni.
Nasser Kan'ani, ha aggiunto che che "l'assuefazione alle sanzioni" ha privato i partiti europei di razionalità e tatto, avvertendo che l'Europa stessa si sta impiccando da sola con un approccio alle relazioni internazionali così miope e sbagliato.
Lunedì l'UE ha annunciato una nuova serie di sanzioni contro l'Iran che colpiscono 29 persone e tre entità con il congelamento dei beni e il divieto di viaggiare.
Ha inoltre sanzionato il canale di informazione Press TV, accusato di trasmettere "confessioni forzate di detenuti".
Lo stesso giorno, la Gran Bretagna ha imposto sanzioni anche a funzionari iraniani, tra cui il ministro delle telecomunicazioni iraniano Issa Zarepour e una serie di funzionari delle forze dell'ordine e della sicurezza locali.
L'Iran fa sapere che i rivoltosi avevano attaccato brutalmente gli agenti di sicurezza e causato ingenti danni alla proprietà pubblica, mentre le potenze occidentali, in particolare gli Stati Uniti, fornivano loro sostegno.
Il Ministero dell'Intelligence iraniano ha dichiarato che gli Stati Uniti e il Regno Unito erano "direttamente" coinvolti nei disordini, aggiungendo che decine di terroristi affiliati al regime israeliano e a gruppi anti-Iraniani sono stati arrestati durante i disordini. @LauraRuHK
In una dichiarazione di martedì, il portavoce del Ministero degli Esteri, Nasser Kan'ani, ha affermato che l'Iran si riserva il diritto di rispondere con ritorsioni.
Nasser Kan'ani, ha aggiunto che che "l'assuefazione alle sanzioni" ha privato i partiti europei di razionalità e tatto, avvertendo che l'Europa stessa si sta impiccando da sola con un approccio alle relazioni internazionali così miope e sbagliato.
Lunedì l'UE ha annunciato una nuova serie di sanzioni contro l'Iran che colpiscono 29 persone e tre entità con il congelamento dei beni e il divieto di viaggiare.
Ha inoltre sanzionato il canale di informazione Press TV, accusato di trasmettere "confessioni forzate di detenuti".
Lo stesso giorno, la Gran Bretagna ha imposto sanzioni anche a funzionari iraniani, tra cui il ministro delle telecomunicazioni iraniano Issa Zarepour e una serie di funzionari delle forze dell'ordine e della sicurezza locali.
L'Iran fa sapere che i rivoltosi avevano attaccato brutalmente gli agenti di sicurezza e causato ingenti danni alla proprietà pubblica, mentre le potenze occidentali, in particolare gli Stati Uniti, fornivano loro sostegno.
Il Ministero dell'Intelligence iraniano ha dichiarato che gli Stati Uniti e il Regno Unito erano "direttamente" coinvolti nei disordini, aggiungendo che decine di terroristi affiliati al regime israeliano e a gruppi anti-Iraniani sono stati arrestati durante i disordini. @LauraRuHK
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Chevron Corporation, la seconda più grande compagnia petrolifera negli Stati Uniti
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La mia
Rassegna stampa
🔥 Ambulatorio dedicato alle reazioni avverse dei vaccini Covid
🔥 Vertice tra i Capi dei Servizi segreti statunitensi e russi
🔥 Accusa turca agli USA per l'attentato
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I biolaboratori degli Stati Uniti in Ucraina - Puntata speciale a cura di Franco Fracassi
Nell’ambito del suo recente viaggio in Russia e Donbass, il giornalista Franco Fracassi ha intervistato in esclusiva per Visione tv Igor Nikulin, microbiologo membro della commissione dell’organizzazione delle Nazioni Unite per le armi biologiche. Come scienziato…
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Forwarded from Ambasciata Russa in Italia/Посольство РФ в Италии
Ministero della Difesa della Federazione Russa:
⚡️Le dichiarazioni dei media e dei funzionari polacchi sulla presunta caduta dei missili "russi" nell'area dell'insediamento di Przewodów sono una deliberata provocazione mirata a provocare una escalation.
◽️ Nessun attacco contro obiettivi vicino al confine di stato ucraino-polacco è stato effettuato con i mezzi di distruzione russi.
◽️ Il relitto pubblicato all'inseguimento dai media polacchi dal luogo dell’incidente nel villaggio di Przewodów non ha nulla a che fare con le armi russe.
🇷🇺 @Ministerstvo_oborony
⚡️Le dichiarazioni dei media e dei funzionari polacchi sulla presunta caduta dei missili "russi" nell'area dell'insediamento di Przewodów sono una deliberata provocazione mirata a provocare una escalation.
◽️ Nessun attacco contro obiettivi vicino al confine di stato ucraino-polacco è stato effettuato con i mezzi di distruzione russi.
◽️ Il relitto pubblicato all'inseguimento dai media polacchi dal luogo dell’incidente nel villaggio di Przewodów non ha nulla a che fare con le armi russe.
🇷🇺 @Ministerstvo_oborony
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Forwarded from Saker Italia
https://t.me/SolovievLive/140082
❗️ Razzi caduti in Polonia alla vigilia del vertice di Ramstein di domani, in cui i Paesi sponsor dell'Ucraina decideranno sulle nuove forniture di armi a Kiev.
Il ministro della Difesa ucraino potrebbe anche ribadire la tesi della necessità di una no-fly zone sull'Ucraina occidentale al confine con l'Europa.
Dettagli interessanti e un contesto importante per comprendere la storia di un qualcosa che sarebbe caduto da qualche parte in territorio polacco.
❗️ Razzi caduti in Polonia alla vigilia del vertice di Ramstein di domani, in cui i Paesi sponsor dell'Ucraina decideranno sulle nuove forniture di armi a Kiev.
Il ministro della Difesa ucraino potrebbe anche ribadire la tesi della necessità di una no-fly zone sull'Ucraina occidentale al confine con l'Europa.
Dettagli interessanti e un contesto importante per comprendere la storia di un qualcosa che sarebbe caduto da qualche parte in territorio polacco.
Telegram
СОЛОВЬЁВ
❗️Ракеты упали в Польше накануне завтрашнего саммита "Рамштайн", где страны - спонсоры Украины будут принимать решение о новых поставках оружия Киеву.
Министр обороны Украины на этой встрече может снова озвучить и тезис о необходимости создания бесполетной…
Министр обороны Украины на этой встрече может снова озвучить и тезис о необходимости создания бесполетной…
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https://www.oval.media/it/93c4e35c-6c2c-4c3a-9979-734b12750fd5/
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OVALmedia
LOST PARADISE #1 | Prof. J. TRITTO | OVALmedia
L’esperimento di Boston Qualche settimana fa in un laboratorio di Boston è stato fatto un esperimento molto particolare che ha dato esiti estremamente allarmanti. Ancora una volta si tratta di “gain of function”. Ma non erano vietati questo genere di esperimenti?…
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Franco Fracassi Giornalista Indipendente
https://youtu.be/pAah7vs02HE ⛔️ Per riconoscere la verità dalla propaganda unisciti al mio canale https://t.me/Franco_Fracassi
Questa intervista mi ha profondamente preoccupato e spero raggiunga più persone possibili perché prima prendiamo coscienza della vera ragione di ciò che sta accadendo, più si può sperare in un risveglio delle coscienze stesse. Il delicatissimo momento storico non deve esimere nessuno. Lo dobbiamo ai giovani e a noi stessi che non abbiamo accettato supinamente la propaganda mainstream.
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Franco Fracassi Giornalista Indipendente
Senza la fantasia non esisterebbe la realtà
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Forwarded from Laura Ru (Laura Ru)
Mi chiedo come si sentano oggi i cani rabbiosi che da anni si nutrono di atlantismo e russofobia. Cade un missile (ucraino!) in Polonia e in loro si attiva immediatamente il riflesso pavloviano che li spinge a twittare minacce e a fare dichiarazioni bellicose contro la Russia. L'accusano senza uno straccio di prova, smentiti subito dall'evidenza dei fatti. Il loro padrone invece di lanciargli l'osso stringe il guinzaglio e gli ordina di mettersi a cuccia. Io li metterei in un canile per rieducarli visto che ovviamente costituiscono un pericolo per l'uomo. @LauraRuHK
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Forwarded from BECCIOLINI NETWORK Informazione libera (Stefano Becciolini)
🎙📽NOTIZIARIO DI FRANCO FRACASSI DEL 15/11/2022📽🎙
I fatti del giorno commentati dal giornalista d'inchiesta Franco Fracassi.
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https://www.becciolininetwork.com/il-notiziario-di-franco-fracassi/
🟥 LA PUBBLICAZIONE SU YOUTUBE VERRÀ RIPRISTINATA LUNEDÌ 21 NOVEMBRE IN QUANTO SIAMO STATI CENSURATI PER 7 GIORNI 🟥
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