Forwarded from Daniele Dell'Orco Geopolitica
⛔ KHERSON/1
Ho provato a raccogliere qualche informazione circa il ritiro russo da #Kherson prima di proporre analisi visto che si tratta di una situazione in evoluzione continua.
Come tutti sanno, Sergei Shoigu ha ordinato la sera del 9 novembre di ritirare le truppe da Kherson sulla riva sinistra del Dnepr. Il comandante del raggruppamento di truppe russe nella zona di conflitto in Ucraina, Sergej Surovikin, ha spiegato che se Kiev avesse lanciato un attacco missilistico potente sul bacino idrico di Kakhovka, ci sarebbe stata una minaccia per l'intero raggruppamento. A questo proposito, Surovikin ha proposto di organizzare la difesa nella regione di Kherson sulla riva sinistra del fiume.
Decisione che per la verità era maturata nel corso del mese di ottobre con l'inizio dell'evacuazione di oltre 100mila civili dalla città. Surovikin poco dopo la sua nomina il 18 ottobre parlò di Kherson come di uno scenario "teso" in cui sarebbe potuto essere necessario anche dover prendere decisioni "difficili".
La decisione in questione era proprio questa.
Kherson sarà molto probabilmente la grande conquista che il presidente Volodymyr Zelensky esporrà al G20 di Bali dove interverrà da remoto tra quattro giorni.
Rafforzare il fronte lungo il corso del Dnepr potrebbe con ogni probabilità portare ad un congelamento delle posizioni. Se tagliare fuori i rifornimenti russi utilizzando gli Himars americani per bombardare con precisione le retrovie è cosa piuttosto semplice, superare una barriera naturale come il fiume Dnepr per continuare la controffensiva verso la Crimea è ben più complesso. La cristallizzazione del fronte almeno nel sud potrebbe essere dunque inevitabile.
E anzi, il venir meno della responsabilità di dover respingere gli attacchi aerei su un agglomerato urbano molto grande come Kherson ribalterà la situazione e permetterà agli attacchi aerei russi di colpire le postazioni ucraine senza particolari preoccupazioni.
Ora, cosa potrebbe accadere nel resto della linea di contatto?
L'Ucraina sta da mesi ammassando forze a sud della città di Zaporizhzia e sta cercando di sondare le difese russe per capire dove sarebbe meglio provare uno sfondamento.
Questo, allora, è un punto "dormiente" del fronte che potrebbe adesso tornare a riaccendersi.
Soprattutto, poi, c'è la questione Donetsk.
Mentre diventa sempre più complicato all'interno della Russia spiegare alle mamme russe il motivo per cui i loro figli tornano a casa senza vita, vale la pena ricordare che uno degli obiettivi principali dell'offensiva russa su larga scala era la protezione dei cittadini del Donbass.
Ebbene, dopo la caduta di Mariupol la regione di Donetsk non ha più conosciuto avanzate significative e i rischi corsi quotidianamente dagli abitanti di città come Donetsk, Makeevka, Gorlovka, Jasinovata sono esattamente gli stessi di prima. Anzi, a proposito della volontà di Surovikin di "salvaguardare" le vite dei soldati a Kherson, lo stesso non si può dire da questo lato del fronte, dove da mesi decine, centinaia di soldati muoiono in prima linea a fronte di conquiste territoriali risibili.
L'ultimo scenario di questo genere è stato quello di Pavlovka, in direzione di Ugledar, a sud ovest di Donetsk. Il villaggio è stato conquistato dai russi a fronte di un tributo di sangue notevole. Ma lo stesso dicasi per il fronte di Peski e per quello di Bakhmut.
Una delle ipotesi più ragionevoli potrebbe essere allora la volontà dei russi di concentrare forze su questo lato del fronte, sia prelevando soldati da Kherson e sia schierando alcuni dei mobilitati. La linea di contatto nella regione di Donetsk è difficilissima da sfondare per via di fortificazioni imponenti costruite dagli ucraini nel corso del tempo e per via della necessità di superare i soldati nemici di 3-4-5 volte in termini numerici.
Ho provato a raccogliere qualche informazione circa il ritiro russo da #Kherson prima di proporre analisi visto che si tratta di una situazione in evoluzione continua.
Come tutti sanno, Sergei Shoigu ha ordinato la sera del 9 novembre di ritirare le truppe da Kherson sulla riva sinistra del Dnepr. Il comandante del raggruppamento di truppe russe nella zona di conflitto in Ucraina, Sergej Surovikin, ha spiegato che se Kiev avesse lanciato un attacco missilistico potente sul bacino idrico di Kakhovka, ci sarebbe stata una minaccia per l'intero raggruppamento. A questo proposito, Surovikin ha proposto di organizzare la difesa nella regione di Kherson sulla riva sinistra del fiume.
Decisione che per la verità era maturata nel corso del mese di ottobre con l'inizio dell'evacuazione di oltre 100mila civili dalla città. Surovikin poco dopo la sua nomina il 18 ottobre parlò di Kherson come di uno scenario "teso" in cui sarebbe potuto essere necessario anche dover prendere decisioni "difficili".
La decisione in questione era proprio questa.
Kherson sarà molto probabilmente la grande conquista che il presidente Volodymyr Zelensky esporrà al G20 di Bali dove interverrà da remoto tra quattro giorni.
Rafforzare il fronte lungo il corso del Dnepr potrebbe con ogni probabilità portare ad un congelamento delle posizioni. Se tagliare fuori i rifornimenti russi utilizzando gli Himars americani per bombardare con precisione le retrovie è cosa piuttosto semplice, superare una barriera naturale come il fiume Dnepr per continuare la controffensiva verso la Crimea è ben più complesso. La cristallizzazione del fronte almeno nel sud potrebbe essere dunque inevitabile.
E anzi, il venir meno della responsabilità di dover respingere gli attacchi aerei su un agglomerato urbano molto grande come Kherson ribalterà la situazione e permetterà agli attacchi aerei russi di colpire le postazioni ucraine senza particolari preoccupazioni.
Ora, cosa potrebbe accadere nel resto della linea di contatto?
L'Ucraina sta da mesi ammassando forze a sud della città di Zaporizhzia e sta cercando di sondare le difese russe per capire dove sarebbe meglio provare uno sfondamento.
Questo, allora, è un punto "dormiente" del fronte che potrebbe adesso tornare a riaccendersi.
Soprattutto, poi, c'è la questione Donetsk.
Mentre diventa sempre più complicato all'interno della Russia spiegare alle mamme russe il motivo per cui i loro figli tornano a casa senza vita, vale la pena ricordare che uno degli obiettivi principali dell'offensiva russa su larga scala era la protezione dei cittadini del Donbass.
Ebbene, dopo la caduta di Mariupol la regione di Donetsk non ha più conosciuto avanzate significative e i rischi corsi quotidianamente dagli abitanti di città come Donetsk, Makeevka, Gorlovka, Jasinovata sono esattamente gli stessi di prima. Anzi, a proposito della volontà di Surovikin di "salvaguardare" le vite dei soldati a Kherson, lo stesso non si può dire da questo lato del fronte, dove da mesi decine, centinaia di soldati muoiono in prima linea a fronte di conquiste territoriali risibili.
L'ultimo scenario di questo genere è stato quello di Pavlovka, in direzione di Ugledar, a sud ovest di Donetsk. Il villaggio è stato conquistato dai russi a fronte di un tributo di sangue notevole. Ma lo stesso dicasi per il fronte di Peski e per quello di Bakhmut.
Una delle ipotesi più ragionevoli potrebbe essere allora la volontà dei russi di concentrare forze su questo lato del fronte, sia prelevando soldati da Kherson e sia schierando alcuni dei mobilitati. La linea di contatto nella regione di Donetsk è difficilissima da sfondare per via di fortificazioni imponenti costruite dagli ucraini nel corso del tempo e per via della necessità di superare i soldati nemici di 3-4-5 volte in termini numerici.
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Forwarded from L'AntiGlobalista
#Kherson #Zelensky
Il corrispondente militare Andrey Rudenko, t.me/RtrDonetsk con sarcasmo e amarezza:
Zelensky è a Cherson. La nostra artiglieria tace. Beh, qualcosa del genere...
Esatto, non siamo così. Non possiamo come terroristi. Ma loro possono, ed è per questo che sono venuti a Kherson.
Nel frattempo, le forze armate ucraine hanno aperto il fuoco sul distretto di Glushkovsky nella regione di Kursk.
Il nemico ha sparato 24 proiettili contro il villaggio di Popovo-Lezhachi. Danneggiati gli edifici agricoli. Non ci sono state vittime.
Più Donetsk, Gorlovka, Yasinovataya sono sotto il fuoco nemico.
Fonte 📹 📷: t.me/resident_ua
➡️ @italiazforzaverita
Il corrispondente militare Andrey Rudenko, t.me/RtrDonetsk con sarcasmo e amarezza:
Zelensky è a Cherson. La nostra artiglieria tace. Beh, qualcosa del genere...
Esatto, non siamo così. Non possiamo come terroristi. Ma loro possono, ed è per questo che sono venuti a Kherson.
Nel frattempo, le forze armate ucraine hanno aperto il fuoco sul distretto di Glushkovsky nella regione di Kursk.
Il nemico ha sparato 24 proiettili contro il villaggio di Popovo-Lezhachi. Danneggiati gli edifici agricoli. Non ci sono state vittime.
Più Donetsk, Gorlovka, Yasinovataya sono sotto il fuoco nemico.
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Forwarded from L'AntiGlobalista
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#dichiarazioniufficiali #Peskov #Zelensky #Kherson #vostredomande
‼️ Il Cremlino ha reagito alla visita di Zelensky a Kherson
Fonte 📹: t.me/smotri_media
Il primo Vice Ministro dell'Informazione della DPR Daniil Bezsonov sul suo tg canale @NeoficialniyBeZsonoV:
Sono sicuro che è necessario avviare un procedimento penale contro un cittadino ucraino Zelensky V.A. ai sensi dell'art. 322 del codice penale della Federazione Russa per l'attraversamento illegale del confine di Stato nella regione di Kherson.
E per quanto riguarda la reazione della gente comune russa... beh, stiamo cercando di ingoiare quest'ennesima pillola amara, cercando di trovare e capire i motivi di tali "decisoni difficili", consolidandosi ancora di più, ognuno sul proprio fronte...
➡️ @italiazforzaverita
‼️ Il Cremlino ha reagito alla visita di Zelensky a Kherson
Fonte 📹: t.me/smotri_media
Il primo Vice Ministro dell'Informazione della DPR Daniil Bezsonov sul suo tg canale @NeoficialniyBeZsonoV:
Sono sicuro che è necessario avviare un procedimento penale contro un cittadino ucraino Zelensky V.A. ai sensi dell'art. 322 del codice penale della Federazione Russa per l'attraversamento illegale del confine di Stato nella regione di Kherson.
E per quanto riguarda la reazione della gente comune russa... beh, stiamo cercando di ingoiare quest'ennesima pillola amara, cercando di trovare e capire i motivi di tali "decisoni difficili", consolidandosi ancora di più, ognuno sul proprio fronte...
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