Forwarded from Laura Ru (Laura Ru)
Dal divano di casa e' molto facile criticare la decisione di lasciare Kherson e costruire una linea difensiva sulla sponda orientale del Dnepr, ma francamente non si poteva fare altro per correggere errori commessi nella fase iniziale dell'operazione militare. Il 2 marzo, sulla base di informazioni e calcoli errati, oltre che un eccesso di ottimismo, le forze russe erano entrate a Kherson e speravano di spingersi fino ad Odessa. L'Ucraina non solo ha messo in campo forze numericamente superiori e non si cura delle perdite massicce che subisce, ma puo' contare sull'aiuto della NATO che la rifornisce di armi, consiglieri militari e un apparato di intelligence tecnologicamente molto avanzato. La Russia non era preparata ad un'escalation di questo tipo, avendo pianificato un'operazione militare speciale che al massimo avrebbe potuto mettere in sicurezza il Donbass, di certo non spingersi oltre. Gli obiettivi ambiziosi visti nelle prime settimane avrebbero potuto essere raggiunti solo se il paese fosse stato preparato in anticipo ad una mobilitazione generale, vale a dire se avesse avuto un complesso militare-industriale pronto a sostenere tale mobilitazione. Cambiare gli obiettivi strategici a meta' corsa e' possibile, visto che nessuna guerra si svolge esattamente come era stata pianificata. Non a caso quasi tutti i generali coinvolti nella prima fase sono stati sostituiti. L'inverno dovrebbe giocare a favore della Russia, ma occorre un cambio di passo, vale a dire l'intera economia russa deve essere messa al servizio della guerra, la popolazione civile deve capire che se non sostiene l'esercito impegnato in Ucraina l'esistenza stessa della Russia e' in pericolo. Se questo cambio di passo non avvenisse, allora l'unica scelta sensata sarebbe negoziare la pace. @LauraRuHK
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Forwarded from Lettera da Mosca
IN VINI... - A qualcuno le sanzioni occidentali portano buono: le importazioni russe di vino dall'Uzbekistan sono aumentate di 4,5 volte nei primi nove mesi del 2022 tre e sono arrivate a 850mila litri. Il vino uzbeko, dopo la scomparsa dei concorrenti europei, occupa la nicchia dei vini economici, fino a 300 rubli a bottiglia.
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Forwarded from NICOLAI LILIN
Il professore Orsini e Francesco Borgonovo hanno ben analizzato la situazione che si sta delineando in Ucraina.
Condivido con voi queste riflessioni che meritano di essere ascoltate.
Fate girare questo video!
https://www.facebook.com/nicolai.lilin/videos/1263721267816080
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Il "suicidio" di David Rossi.
⛔️ Per riconoscere la verità dalla propaganda unisciti al mio canale
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Forwarded from ВИДЕО NEWS
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Le donne originarie del Donbass, che avevano prestato servizio nell'esercito ucraino, hanno votato a favore dell'adesione alla Russia e hanno rinunciato alla cittadinanza ucraina.
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Forwarded from ВИДЕО NEWS
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“Non viviamo, ma sopravviviamo qui”: un uomo di Donetsk ha fatto vedere la sua casa distrutta da un raid ucraino.
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Forwarded from ВИДЕО NEWS
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Un soldato ucraino prigioniero ha raccontato che il governo di Kiev non versa l’assistenza finanziaria alle famiglie dei combattenti morti o dispersi.
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Cure precoci del Covid
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Forwarded from OVALmedia | italiano
Terza e ultima intervista per "NARRATIVE a Baku" di Franco Fracassi con Vittorio Torrembini, Presidente di GIM-UNIMPRESA, l’Associazione degli imprenditori italiani in Russia.
Domani alle ore 21 su OVALmedia.
Vi aspettiamo!
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Forwarded from Davide Cristaldi - Temporary Outlet (Davide Cristaldi)
🇬🇧🇲🇩DOPO IL RITIRO RUSSO DA KHERSON IL DIRETTORE DEL MI-6 VOLA IN MOLDAVIA
⚡️Il capo dell'MI6 è volato a Chisinau per una visita di un giorno.
Il capo dell'intelligence britannica terrà tre incontri: con Sandu, con il capo del Sis (una creatura di Sandu e Soros) e con il ministro della Difesa. Sempre in mattinata è arrivato a Chisinau il capo dell'intelligence straniera rumena.
Per la TRANSNISTRIA, sullo sfondo del ritiro delle truppe russe da Kherson, questo è un messaggio molto inquietante. Il capo dell'intelligence britannica ha incaricato il presidente e il ministro della Difesa della Moldova, nonché il capo dell'intelligence rumena, in merito a ulteriori azioni nella regione.
L'intelligence britannica si distingue per un alto grado di professionalità nella più ampia gamma di attività, dalle operazioni speciali per eliminare funzionari di alto rango all'organizzazione di colpi di stato.
L'intelligence britannica ha sempre lavorato molto duramente e ha sempre raggiunto il suo obiettivo. È possibile che l'incontro abbia discusso di provocazioni al confine con la Transnistria, che potrebbero degenerare in un conflitto armato.
https://t.me/pridnestrovec/29470
⚡️Il capo dell'MI6 è volato a Chisinau per una visita di un giorno.
Il capo dell'intelligence britannica terrà tre incontri: con Sandu, con il capo del Sis (una creatura di Sandu e Soros) e con il ministro della Difesa. Sempre in mattinata è arrivato a Chisinau il capo dell'intelligence straniera rumena.
Per la TRANSNISTRIA, sullo sfondo del ritiro delle truppe russe da Kherson, questo è un messaggio molto inquietante. Il capo dell'intelligence britannica ha incaricato il presidente e il ministro della Difesa della Moldova, nonché il capo dell'intelligence rumena, in merito a ulteriori azioni nella regione.
L'intelligence britannica si distingue per un alto grado di professionalità nella più ampia gamma di attività, dalle operazioni speciali per eliminare funzionari di alto rango all'organizzazione di colpi di stato.
L'intelligence britannica ha sempre lavorato molto duramente e ha sempre raggiunto il suo obiettivo. È possibile che l'incontro abbia discusso di provocazioni al confine con la Transnistria, che potrebbero degenerare in un conflitto armato.
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Приднестровец
⚡️Глава МИ-6 прилетел в Кишинев с однодневным визитом.
Руководитель британской разведки проведет три встречи: с Санду, главой СИБ (креатура Санду и Сороса) и министром обороны. Также утром в Кишинев прибыл руководитель внешней разведки Румынии.
Для Приднестровья…
Руководитель британской разведки проведет три встречи: с Санду, главой СИБ (креатура Санду и Сороса) и министром обороны. Также утром в Кишинев прибыл руководитель внешней разведки Румынии.
Для Приднестровья…
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Forwarded from Davide Cristaldi - Temporary Outlet (Davide Cristaldi)
Potrebbe essere una donna il terrorista che si è fatto saltare in aria a Istanbul.
La via in cui vi è stata l'esplosione è la stessa in cui risiede l'ambasciata russa. Il messaggio mafioso è rivolto dunque contro la Turchia e la Russia, probabilmente in correlazione con il conflitto ucraino.
https://t.me/stranaua/75034
La via in cui vi è stata l'esplosione è la stessa in cui risiede l'ambasciata russa. Il messaggio mafioso è rivolto dunque contro la Turchia e la Russia, probabilmente in correlazione con il conflitto ucraino.
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Политика Страны
Предположительно, это фото той самой террористки, которая совершила самоподрыв в Стамбуле.
Фото публикуют турецкие СМИ.
Фото публикуют турецкие СМИ.
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Forwarded from RangeloniNews
Kherson, l’esercito ucraino torna in città ed iniziano le repressioni
Anche qui i “liberatori” - come avvenuto negli altri luoghi dai quali si è ritirato l’esercito russo - hanno da subito dato il via alla caccia ai “collaborazionisti”.
Foto: https://apnews.com
Anche qui i “liberatori” - come avvenuto negli altri luoghi dai quali si è ritirato l’esercito russo - hanno da subito dato il via alla caccia ai “collaborazionisti”.
Foto: https://apnews.com
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Forwarded from Lo Squillo di Gilberto Trombetta
Che volete che sia, si tratta di un aumento di appena il 350% in 12 mesi. Ennesimo segnale che le sanzioni alla Russia funzionano alla grande.
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Forwarded from Laura Ru (Laura Ru)
ISTANBUL - Le autorità turche collegano l'organizzazione dell'attentato a gruppi curdi. Secondo il ministro dell'Interno, "c'è il sospetto che l'ordine sia partito da Kobani (nel nord della Siria, al confine con la Turchia) e che l'esecutore sia passato da Afrin (sempre nel nord della Siria). La tempistica dell'attacco e' molto sospetta. La Turchia aveva ultimamente dimostrato apertura nei confronti del governo siriano. Qualcuno cerca di far deragliare il dialogo tra Turchia e Siria...e i curdi si prestano da anni ad essere usati per gli obiettivi strategici degli anglo-americani. @LauraRuHK
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La mia
Rassegna stampa
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Cop 27
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Forwarded from Daniele Dell'Orco Geopolitica
⛔ KHERSON/1
Ho provato a raccogliere qualche informazione circa il ritiro russo da #Kherson prima di proporre analisi visto che si tratta di una situazione in evoluzione continua.
Come tutti sanno, Sergei Shoigu ha ordinato la sera del 9 novembre di ritirare le truppe da Kherson sulla riva sinistra del Dnepr. Il comandante del raggruppamento di truppe russe nella zona di conflitto in Ucraina, Sergej Surovikin, ha spiegato che se Kiev avesse lanciato un attacco missilistico potente sul bacino idrico di Kakhovka, ci sarebbe stata una minaccia per l'intero raggruppamento. A questo proposito, Surovikin ha proposto di organizzare la difesa nella regione di Kherson sulla riva sinistra del fiume.
Decisione che per la verità era maturata nel corso del mese di ottobre con l'inizio dell'evacuazione di oltre 100mila civili dalla città. Surovikin poco dopo la sua nomina il 18 ottobre parlò di Kherson come di uno scenario "teso" in cui sarebbe potuto essere necessario anche dover prendere decisioni "difficili".
La decisione in questione era proprio questa.
Kherson sarà molto probabilmente la grande conquista che il presidente Volodymyr Zelensky esporrà al G20 di Bali dove interverrà da remoto tra quattro giorni.
Rafforzare il fronte lungo il corso del Dnepr potrebbe con ogni probabilità portare ad un congelamento delle posizioni. Se tagliare fuori i rifornimenti russi utilizzando gli Himars americani per bombardare con precisione le retrovie è cosa piuttosto semplice, superare una barriera naturale come il fiume Dnepr per continuare la controffensiva verso la Crimea è ben più complesso. La cristallizzazione del fronte almeno nel sud potrebbe essere dunque inevitabile.
E anzi, il venir meno della responsabilità di dover respingere gli attacchi aerei su un agglomerato urbano molto grande come Kherson ribalterà la situazione e permetterà agli attacchi aerei russi di colpire le postazioni ucraine senza particolari preoccupazioni.
Ora, cosa potrebbe accadere nel resto della linea di contatto?
L'Ucraina sta da mesi ammassando forze a sud della città di Zaporizhzia e sta cercando di sondare le difese russe per capire dove sarebbe meglio provare uno sfondamento.
Questo, allora, è un punto "dormiente" del fronte che potrebbe adesso tornare a riaccendersi.
Soprattutto, poi, c'è la questione Donetsk.
Mentre diventa sempre più complicato all'interno della Russia spiegare alle mamme russe il motivo per cui i loro figli tornano a casa senza vita, vale la pena ricordare che uno degli obiettivi principali dell'offensiva russa su larga scala era la protezione dei cittadini del Donbass.
Ebbene, dopo la caduta di Mariupol la regione di Donetsk non ha più conosciuto avanzate significative e i rischi corsi quotidianamente dagli abitanti di città come Donetsk, Makeevka, Gorlovka, Jasinovata sono esattamente gli stessi di prima. Anzi, a proposito della volontà di Surovikin di "salvaguardare" le vite dei soldati a Kherson, lo stesso non si può dire da questo lato del fronte, dove da mesi decine, centinaia di soldati muoiono in prima linea a fronte di conquiste territoriali risibili.
L'ultimo scenario di questo genere è stato quello di Pavlovka, in direzione di Ugledar, a sud ovest di Donetsk. Il villaggio è stato conquistato dai russi a fronte di un tributo di sangue notevole. Ma lo stesso dicasi per il fronte di Peski e per quello di Bakhmut.
Una delle ipotesi più ragionevoli potrebbe essere allora la volontà dei russi di concentrare forze su questo lato del fronte, sia prelevando soldati da Kherson e sia schierando alcuni dei mobilitati. La linea di contatto nella regione di Donetsk è difficilissima da sfondare per via di fortificazioni imponenti costruite dagli ucraini nel corso del tempo e per via della necessità di superare i soldati nemici di 3-4-5 volte in termini numerici.
Ho provato a raccogliere qualche informazione circa il ritiro russo da #Kherson prima di proporre analisi visto che si tratta di una situazione in evoluzione continua.
Come tutti sanno, Sergei Shoigu ha ordinato la sera del 9 novembre di ritirare le truppe da Kherson sulla riva sinistra del Dnepr. Il comandante del raggruppamento di truppe russe nella zona di conflitto in Ucraina, Sergej Surovikin, ha spiegato che se Kiev avesse lanciato un attacco missilistico potente sul bacino idrico di Kakhovka, ci sarebbe stata una minaccia per l'intero raggruppamento. A questo proposito, Surovikin ha proposto di organizzare la difesa nella regione di Kherson sulla riva sinistra del fiume.
Decisione che per la verità era maturata nel corso del mese di ottobre con l'inizio dell'evacuazione di oltre 100mila civili dalla città. Surovikin poco dopo la sua nomina il 18 ottobre parlò di Kherson come di uno scenario "teso" in cui sarebbe potuto essere necessario anche dover prendere decisioni "difficili".
La decisione in questione era proprio questa.
Kherson sarà molto probabilmente la grande conquista che il presidente Volodymyr Zelensky esporrà al G20 di Bali dove interverrà da remoto tra quattro giorni.
Rafforzare il fronte lungo il corso del Dnepr potrebbe con ogni probabilità portare ad un congelamento delle posizioni. Se tagliare fuori i rifornimenti russi utilizzando gli Himars americani per bombardare con precisione le retrovie è cosa piuttosto semplice, superare una barriera naturale come il fiume Dnepr per continuare la controffensiva verso la Crimea è ben più complesso. La cristallizzazione del fronte almeno nel sud potrebbe essere dunque inevitabile.
E anzi, il venir meno della responsabilità di dover respingere gli attacchi aerei su un agglomerato urbano molto grande come Kherson ribalterà la situazione e permetterà agli attacchi aerei russi di colpire le postazioni ucraine senza particolari preoccupazioni.
Ora, cosa potrebbe accadere nel resto della linea di contatto?
L'Ucraina sta da mesi ammassando forze a sud della città di Zaporizhzia e sta cercando di sondare le difese russe per capire dove sarebbe meglio provare uno sfondamento.
Questo, allora, è un punto "dormiente" del fronte che potrebbe adesso tornare a riaccendersi.
Soprattutto, poi, c'è la questione Donetsk.
Mentre diventa sempre più complicato all'interno della Russia spiegare alle mamme russe il motivo per cui i loro figli tornano a casa senza vita, vale la pena ricordare che uno degli obiettivi principali dell'offensiva russa su larga scala era la protezione dei cittadini del Donbass.
Ebbene, dopo la caduta di Mariupol la regione di Donetsk non ha più conosciuto avanzate significative e i rischi corsi quotidianamente dagli abitanti di città come Donetsk, Makeevka, Gorlovka, Jasinovata sono esattamente gli stessi di prima. Anzi, a proposito della volontà di Surovikin di "salvaguardare" le vite dei soldati a Kherson, lo stesso non si può dire da questo lato del fronte, dove da mesi decine, centinaia di soldati muoiono in prima linea a fronte di conquiste territoriali risibili.
L'ultimo scenario di questo genere è stato quello di Pavlovka, in direzione di Ugledar, a sud ovest di Donetsk. Il villaggio è stato conquistato dai russi a fronte di un tributo di sangue notevole. Ma lo stesso dicasi per il fronte di Peski e per quello di Bakhmut.
Una delle ipotesi più ragionevoli potrebbe essere allora la volontà dei russi di concentrare forze su questo lato del fronte, sia prelevando soldati da Kherson e sia schierando alcuni dei mobilitati. La linea di contatto nella regione di Donetsk è difficilissima da sfondare per via di fortificazioni imponenti costruite dagli ucraini nel corso del tempo e per via della necessità di superare i soldati nemici di 3-4-5 volte in termini numerici.
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Forwarded from Daniele Dell'Orco Geopolitica
In parallelo a questa possibilità, si colloca la potenziale finestra di dialogo possibile al tavolo delle trattative. Mosca le sue condizioni preliminari le ha già riviste piuttosto al ribasso: non si parla più di regime change, non si parla più di smilitarizzazione dell'Ucraina, nuove offensive verso Kharkiv, Odessa o Mykolaiv non sono all'ordine del giorno.
Quando Peskov, Zakharova e altri dicono di essere pronti a trattare, dicono sul serio: ma le posizioni sono molto, molto lontane. E Kherson in questo senso non cambierà granché lo scenario. La Russia considera propri quei territori e dovrà OBBLIGATORIAMENTE conquistare l'Oblast di Donetsk, comprese le "irredente" Slovyansk e Kramatorsk.
Per l'Ucraina è inaccettabile anche solo pensarci, e le recenti offensive vittoriose mettono Kiev paradossalmente nella condizione di dover provare ad andare avanti. A meno che non dovessero essere i suoi sponsor a ritirare il sostegno militare e soprattutto finanziario.
Nelle scorse ore ho avuto lunghe conversazioni con persone molto ben informate. Le loro risposte non sono state rassicuranti. Una delle risposte più significativa è stata: "Non sono credente, se lo fossi spererei in un cessate il fuoco per salvare migliaia di vite. Ma non succederà. La guerra va avanti".
Quando Peskov, Zakharova e altri dicono di essere pronti a trattare, dicono sul serio: ma le posizioni sono molto, molto lontane. E Kherson in questo senso non cambierà granché lo scenario. La Russia considera propri quei territori e dovrà OBBLIGATORIAMENTE conquistare l'Oblast di Donetsk, comprese le "irredente" Slovyansk e Kramatorsk.
Per l'Ucraina è inaccettabile anche solo pensarci, e le recenti offensive vittoriose mettono Kiev paradossalmente nella condizione di dover provare ad andare avanti. A meno che non dovessero essere i suoi sponsor a ritirare il sostegno militare e soprattutto finanziario.
Nelle scorse ore ho avuto lunghe conversazioni con persone molto ben informate. Le loro risposte non sono state rassicuranti. Una delle risposte più significativa è stata: "Non sono credente, se lo fossi spererei in un cessate il fuoco per salvare migliaia di vite. Ma non succederà. La guerra va avanti".
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Forwarded from Daniele Dell'Orco Geopolitica
🚫 Accrediti stampa strappati
Alle persone che purtroppo parlano sempre a sproposito favoleggiando di cose che non conoscono, bisognerebbe raccontare molte storie sulla presenza dei giornalisti in zone di guerra.
Non in zone di guerra lato russo.
In zone di guerra punto.
Ad esempio, tutti abbiamo visto immagini video e foto della città di Kherson riconquistata dall'esercito ucraino. Hanno fatto il giro del mondo. Non tutti sanno però che quelle immagini sono o diffuse da chi era in loco (cittadini e/o militari) oppure registrate in esclusiva da grandi testate internazionali i cui inviati sono entrati in città, o in vari punti della regione, posti al di là dei checkpoint, VIOLANDO l'ordine dello Stato Maggiore ucraino e dei governatori di regione che vietavano espressamente alla stampa di recarsi in loco. Almeno fino a oggi, quando sono partiti i "press tour".
Ebbene, vedendo le immagini in TV e sui media, lo Stato Maggiore ha strappato gli accrediti stampa di alcuni giornalisti stranieri che hanno realizzato reportage da Kherson, compresi quelli di giornalisti della AP, CNN e SkyNews. E, anzi, tra il materiale che il Comando operativo "Sud" sta vagliando c'è anche il girato di una testata italiana non meglio identificata (RAI?). La portavoce del Comando Nataliya Humenyuk sostiene che il lavoro degli italiani sia ancora sotto investigazione.
Ufficialmente, il divieto ai rappresentanti dei media di operare nei territori passati sotto il controllo delle Forze armate ucraine è dovuto alle "misure di stabilizzazione". L'esercito, cioè, vuole fare verifiche, rilievi, bonifiche soprattutto di territori potenzialmente minati e creare percorsi sicuri.
Succede ovunque quindi il #cialtronedelgiorno che crede lo facciano solo i russi o solo i talebani o solo i nordcoreani andrebbe accarezzato con molta pietà per via della sua infanzia complicata.
Poi certo, c'è chi sostiene che si tratti di escamotage per "preparare il background informativo" necessario a sostenere la propria narrazione e fare propaganda.
Questo non lo si può escludere, ma comunque non senza ammettere che in linea teorica potrebbero farlo tutti.
Com'è, come non è, le regole ci sono.
Il rispetto di queste rientra tra i criteri per la concessione degli accrediti, quindi in questo caso TUTTI quelli che ne hanno ricevuto uno da Kiev devono attenersi all'ordine.
Che lo sappiano oppure no.
Sei più bravo degli altri e sgattaioli dentro in incognito a tuo rischio e pericolo?
Accredito strappato.
Hai un gancio con le forze speciali (le prime ad entrare) che in amicizia ti fa entrare?
Accredito strappato.
Ti lanci col paracadute da un B-52?
Accredito strappato.
Il fatto è che in questo caso la polemica è montata perché gli inviati sotto accusa (almeno 6) hanno diffuso volontariamente o accidentalmente immagini come quella dei presunti "collaborazionisti filorussi" legati ai pali della luce (AP) o questa di un ucraino che saluta i soldati col saluto romano (CNN).
Ma anche chi ha fatto vedere solo le immagini di giubilo è nella stessa situazione, come dimostra l'appello inoltrato da Mediarukh, una comunità che ha unito giornalisti dei principali media ucraini, giornalisti investigativi ed esperti di organizzazioni pubbliche e che in questa storia si sta impegnando per sollecitare le autorità di Kiev a riconcedere gli accrediti a tutti quelli che ne sono stati privati a prescindere dal materiale raccolto.
Sapete cosa vuol dire tutto ciò?
Che in zona di guerra l'informazione non è mai libera; che chi parla di "embedded" non sa cosa sta dicendo perché magari nella vita fa il falconiere; che fare il proprio lavoro meglio degli altri alle volte pone i giornalisti in situazioni spiacevoli; che per potersi muovere oltre alle bombe e ai proiettili bisogna fare i conti anche con la burocrazia; che le autorizzazioni sono un terno al lotto; che Babbo Natale non esiste.
Alle persone che purtroppo parlano sempre a sproposito favoleggiando di cose che non conoscono, bisognerebbe raccontare molte storie sulla presenza dei giornalisti in zone di guerra.
Non in zone di guerra lato russo.
In zone di guerra punto.
Ad esempio, tutti abbiamo visto immagini video e foto della città di Kherson riconquistata dall'esercito ucraino. Hanno fatto il giro del mondo. Non tutti sanno però che quelle immagini sono o diffuse da chi era in loco (cittadini e/o militari) oppure registrate in esclusiva da grandi testate internazionali i cui inviati sono entrati in città, o in vari punti della regione, posti al di là dei checkpoint, VIOLANDO l'ordine dello Stato Maggiore ucraino e dei governatori di regione che vietavano espressamente alla stampa di recarsi in loco. Almeno fino a oggi, quando sono partiti i "press tour".
Ebbene, vedendo le immagini in TV e sui media, lo Stato Maggiore ha strappato gli accrediti stampa di alcuni giornalisti stranieri che hanno realizzato reportage da Kherson, compresi quelli di giornalisti della AP, CNN e SkyNews. E, anzi, tra il materiale che il Comando operativo "Sud" sta vagliando c'è anche il girato di una testata italiana non meglio identificata (RAI?). La portavoce del Comando Nataliya Humenyuk sostiene che il lavoro degli italiani sia ancora sotto investigazione.
Ufficialmente, il divieto ai rappresentanti dei media di operare nei territori passati sotto il controllo delle Forze armate ucraine è dovuto alle "misure di stabilizzazione". L'esercito, cioè, vuole fare verifiche, rilievi, bonifiche soprattutto di territori potenzialmente minati e creare percorsi sicuri.
Succede ovunque quindi il #cialtronedelgiorno che crede lo facciano solo i russi o solo i talebani o solo i nordcoreani andrebbe accarezzato con molta pietà per via della sua infanzia complicata.
Poi certo, c'è chi sostiene che si tratti di escamotage per "preparare il background informativo" necessario a sostenere la propria narrazione e fare propaganda.
Questo non lo si può escludere, ma comunque non senza ammettere che in linea teorica potrebbero farlo tutti.
Com'è, come non è, le regole ci sono.
Il rispetto di queste rientra tra i criteri per la concessione degli accrediti, quindi in questo caso TUTTI quelli che ne hanno ricevuto uno da Kiev devono attenersi all'ordine.
Che lo sappiano oppure no.
Sei più bravo degli altri e sgattaioli dentro in incognito a tuo rischio e pericolo?
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Hai un gancio con le forze speciali (le prime ad entrare) che in amicizia ti fa entrare?
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Ti lanci col paracadute da un B-52?
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Il fatto è che in questo caso la polemica è montata perché gli inviati sotto accusa (almeno 6) hanno diffuso volontariamente o accidentalmente immagini come quella dei presunti "collaborazionisti filorussi" legati ai pali della luce (AP) o questa di un ucraino che saluta i soldati col saluto romano (CNN).
Ma anche chi ha fatto vedere solo le immagini di giubilo è nella stessa situazione, come dimostra l'appello inoltrato da Mediarukh, una comunità che ha unito giornalisti dei principali media ucraini, giornalisti investigativi ed esperti di organizzazioni pubbliche e che in questa storia si sta impegnando per sollecitare le autorità di Kiev a riconcedere gli accrediti a tutti quelli che ne sono stati privati a prescindere dal materiale raccolto.
Sapete cosa vuol dire tutto ciò?
Che in zona di guerra l'informazione non è mai libera; che chi parla di "embedded" non sa cosa sta dicendo perché magari nella vita fa il falconiere; che fare il proprio lavoro meglio degli altri alle volte pone i giornalisti in situazioni spiacevoli; che per potersi muovere oltre alle bombe e ai proiettili bisogna fare i conti anche con la burocrazia; che le autorizzazioni sono un terno al lotto; che Babbo Natale non esiste.
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La CNN ha diffuso il video del civile ucraino che celebra l’ingresso dell’esercito ucraino a Kherson con il saluto nazista.
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