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🔴🇦🇲 BOTTE DA ORBI ALL’ASSEMBLEA NAZIONALE ARMENA: IL PARLAMENTO DIVENTA UN RING!

Seduta parlamentare degenerata in una violenta rissa ieri, 29 ottobre, a Erevan, tra deputati della maggioranza del premier Nikol Pashinyan e dell’opposizione.

A scatenare il caos, uno scontro verbale seguito ad accuse di corruzione e attacchi personali. Pugni, calci, sedie lanciate e parlamentari insanguinati, mentre il presidente dell’Assemblea, Ruben Rubinyan, inizialmente si rifiutava di sospendere i lavori, affinché tutti vedessero quanto stava accadendo.

È intervenuta la sicurezza ed è stata chiamata un’ambulanza.

Non è nemmeno la prima volta: si tratta della terza rissa parlamentare nell’ultimo mese.

Quando la dialettica politica esaurisce gli argomenti, a quanto pare, comincia quella dei pugni.

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🔴 STRAGE FERROVIARIA IN SPAGNA: SPUNTA LA PISTA DI UN POSSIBILE ATTENTATO DEI SERVIZI SEGRETI ISRAELIANI

Il quotidiano spagnolo Libertad Digital, ricostruisce una controversa ipotesi investigativa: dietro la catastrofe ferroviaria di Urda potrebbe esserci un sabotaggio riconducibile all'intelligence israeliana. Il giornale definisce la teoria «complottista», ma ne riporta i principali elementi.

Al centro dei sospetti figura Thales, gruppo francese incaricato di installare sistemi ferroviari ERTMS per Adif, con rapporti nell'industria militare israeliana e presunti collegamenti con ex appartenenti all'Unità 8200, specializzata nello spionaggio elettronico. Sulla tratta coinvolta, tuttavia, operava il sistema tedesco LZB, non l'ERTMS.

Compare anche I-SEC, società legata al gruppo israeliano ICTS, fondato da ex agenti dello Shin Bet, titolare di contratti per la sicurezza ferroviaria spagnola.

La questione è approdata persino alla televisione pubblica RTVE. Durante Mañaneros 360, il commentatore José Miguel Villarroya ha contestato la spiegazione dell'«errore umano», richiamando possibili anomalie nei sistemi elettronici e informazioni provenienti da ambienti riservati.
«Non sono teorie del complotto, sono dati»

— ha replicato al conduttore.

Sullo sfondo, le crescenti tensioni tra Netanyahu e Sánchez per la Palestina, le minacce di ritorsione attribuite al premier israeliano e i sospetti già sollevati dal ministro Pablo Bustinduy riguardo ai disordini di Barcellona.

Insomma un'operazione clandestina di sabotaggio contro la Spagna, condotta attraverso la vulnerabilità delle infrastrutture ferroviarie — proprio come avevamo sollevato fin dalle prime ore, prima che emergessero pubblicamente questi ulteriori collegamenti.

Il conduttore spagnolo, sostiene inoltre che erano state formulate delle minacce…

Si riferisce alle minacce di Bibi Netanyahu?

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L'AVVERTIMENTO DI NETANYAHU ALLA SPAGNA, MENO DI UN MESE FA

«… senza pagarne immediatamente il prezzo»

«La Spagna ha diffamato i nostri eroi, i soldati delle Forze di difesa israeliane (IDF), l’esercito più morale del mondo.

Per questo, oggi ho ordinato di escludere i rappresentanti spagnoli dal centro di coordinamento di Kiryat Gat, dopo che la Spagna ha ripetutamente scelto di schierarsi contro Israele.

Chi attacca lo Stato d’Israele anziché i regimi terroristici non potrà essere nostro partner nel definire il futuro della regione.

Non sono disposto a tollerare questa ipocrisia e questa ostilità.

Non permetterò ad alcun Paese di condurre una guerra diplomatica contro di noi senza pagarne immediatamente il prezzo».
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🔴🇵🇱 COSA STA ACCADENDO IN POLONIA?

La Polonia precipita in una gravissima crisi costituzionale. Il presidente Karol Nawrocki denuncia un colpo di Stato, mentre la polizia antisommossa presidia il Tribunale costituzionale, al centro di una controversa operazione di sostituzione dei suoi vertici.

Il 30 ottobre, la giudice Anna Korwin-Piotrowska, eletta dall'attuale maggioranza parlamentare, ha disposto la sospensione per un mese del presidente del Tribunale, Bogdan Święczkowski, e del suo vice, Bartłomiej Sochański, assumendo la direzione dell'istituzione. (Rzeczpospolita)

L'opposizione conservatrice di Jarosław Kaczyński ha denunciato un golpe istituzionale. Centinaia di manifestanti e parlamentari sono accorsi davanti alla Corte, dove sono scoppiati scontri con la polizia e tre persone sono state fermate.

Il presidente Nawrocki ha interrotto il viaggio in Senegal, rientrando d'urgenza a Varsavia. Accompagnato dal presidente della Corte Suprema, Zbigniew Kapiński, è entrato nel Tribunale durante la notte, contestando apertamente la legittimità dei magistrati insediati.
«Voi non siete giudici del Tribunale costituzionale», ha dichiarato. Il capo della Cancelleria presidenziale, Zbigniew Bogucki, ha accusato Korwin-Piotrowska di compiere un colpo di Stato. La magistrata respinge le accuse.

Il presidente Nawrocki ha denunciato ufficialmente la «presa con la forza di un organo costituzionale dello Stato», chiedendo il ritiro della polizia e convocando consultazioni straordinarie per una minaccia alla sicurezza nazionale. (Presidenza polacca)

Intanto, l'eurodeputato Grzegorz Braun ha divulgato una direttiva di mobilitazione della polizia dal 2 all'8 novembre, alimentando timori di misure straordinarie. Le autorità ne confermano l'esistenza, attribuendola però a minacce di sabotaggio. (RMF24)

Anche il costituzionalista Marcin Matczak, noto critico del precedente governo conservatore, contesta la legittimità della sospensione dei magistrati. (Rzeczpospolita)

La posta in gioco supera il controllo della magistratura.

Tusk rivendica il ripristino dello Stato di diritto; i suoi oppositori denunciano l'assoggettamento politico del massimo organo di garanzia costituzionale.

Sullo sfondo emerge uno scontro ben più profondo: sovranità nazionale, potere delle istituzioni europee e controllo degli apparati statali, proprio mentre la Polonia costituisce uno dei principali pilastri militari e logistici della NATO nel conflitto ucraino.

Ma chi ha realmente interesse a questa crisi e chi potrebbe trarne vantaggio? È l'interrogativo decisivo per comprendere ciò che sta maturando negli equilibri europei. Ne parleremo nel prossimo articolo.

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POLONIA: CHI MUOVE I FILI DEL POTERE?

Intelligence, massonerie, banche, oligarchi e nuove tecnologie. La crisi costituzionale come possibile acceleratore dello smantellamento del vecchio ordine euro-atlantico?

- di Filippo

Nel precedente articolo abbiamo ricostruito gli avvenimenti che hanno precipitato la Polonia nella più grave crisi costituzionale degli ultimi anni. Ma sarebbe riduttivo interpretare quanto accaduto a Varsavia come una semplice controversia fra magistrati, governo e presidenza.

Dietro lo scontro istituzionale si intravede, secondo la mia opinione, una competizione assai più vasta e complessa, che coinvolge apparati d'intelligence, reti di influenza transnazionali, interessi finanziari, industria militare e controllo delle risorse strategiche. Una competizione che si sviluppa proprio mentre Stati Uniti, Russia e Cina stanno contribuendo, attraverso strategie differenti, alla trasformazione del vecchio ordine occidentale.

La crisi polacca potrebbe dunque rappresentare non l'origine, ma uno degli acceleratori di un processo già in corso: la riconfigurazione del potere in Europa.

Per comprenderne la portata occorre risalire alle relazioni fra i protagonisti, seguire i flussi finanziari e collocare gli avvenimenti nel contesto della trasformazione geopolitica internazionale. Per scrivere un articolo completo per il blog sarebbero necessari molti giorni data la complessità, procederò con diversi articoli brevi qui su telegram offerti come sempre gratuitamente senza rifiutare donazioni mai richieste.

PROGRAMMA INDICATIVO

1️⃣ La preparazione politico-giudiziaria: fondazioni, magistrati e finanziamenti

2️⃣ Il conflitto fra apparati: ABW, SKW, FSB e CIA

3️⃣ Le reti che sopravvivono ai governi: dal 1989 alle società segrete

4️⃣ Brzezinski, Wojtyła e la diaspora: la genealogia della strategia polacca

5️⃣ Il riarmo europeo: banche, debito e industria militare

6️⃣ Ucraina: ricostruzione, oligarchi e controllo delle risorse

7️⃣ Intelligenza artificiale, energia e nuove infrastrutture finanziarie

8️⃣ Trump, Putin e Xi: la trasformazione del vecchio ordine occidentale

9️⃣ Il G20, la crisi europea e il possibile effetto boomerang

Conclusione — Chi c'è dietro la crisi? A chi serve?

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1️⃣ LA PREPARAZIONE POLITICO-GIUDIZIARIA: FONDAZIONI, MAGISTRATI E FINANZIAMENTI

La prima pista conduce alla Fondazione Stefan Batory, costituita nel 1988 con il contributo di George Soros. Il rapporto annuale 2023 documenta un'attività di elaborazione politico-giuridica iniziata ben prima del ritorno di Donald Tusk al governo. Già nel 2022 un gruppo di esperti aveva predisposto progetti di riforma del Tribunale costituzionale. Alle iniziative successive parteciparono Maciej Berek, Maciej Taborowski e Krystian Markiewicz, personalità appartenenti agli ambienti politico-giudiziari successivamente coinvolti, con responsabilità differenti, nella controversia del 2026. Il medesimo rendiconto registra due finanziamenti all'associazione giudiziaria Iustitia, per complessivi 84.639 euro, destinati ad attività associative e istituzionali. [Fonte: Fondazione Batory, Rapporto 2023, pp. 25, 35, 54–56]

La documentazione rivela un secondo collegamento. Nell'ambiente organizzativo della Fondazione operava anche l'ufficio di Varsavia dell'European Council on Foreign Relations (ECFR), diretto da Piotr Buras, impegnato nell'analisi della guerra ucraina, dei rapporti polacco-tedeschi e della sicurezza europea. Accanto alle iniziative pubbliche si svolgevano incontri riservati a esperti e interlocutori istituzionali. Si delinea così un circuito nel quale elaborazione delle riforme, relazioni professionali e riflessione geopolitica trovano sedi organizzative comunicanti. La sua importanza non risiede nell'esistenza di un comando occulto già dimostrato, ma nella capacità delle reti di influenza di produrre proposte, costruire consenso e stabilire relazioni con i decisori. [Fonte: Fondazione Batory, op.cit. Rapporto 2023, sezioni «Forum Idei» e «Warszawskie Biuro ECFR»]
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Un particolare informatico aggiunge un elemento investigativo. Secondo le verifiche pubblicate dalla stampa polacca, nei metadati del documento relativo all'interruzione delle funzioni dei vertici del Tribunale compare il nome di Krystian Markiewicz, con una data di creazione risalente al 29 ottobre, alle 23:11, dunque precedente agli avvenimenti pubblici del giorno successivo. Un ulteriore provvedimento organizzativo, datato 31 ottobre, reca invece il nome di Maciej Berek.

I metadati possono derivare da modelli documentali o impostazioni informatiche preesistenti e non identificano necessariamente gli estensori materiali degli atti. Tuttavia, forniscono una traccia verificabile sulla preparazione dei documenti e sui rapporti fra soggetti appartenenti ai medesimi ambienti politico-giudiziari. [Fonti: Wirtualna Polska, 31 ottobre]

La distinzione è essenziale: la preparazione delle riforme è documentata; il coordinamento operativo dei provvedimenti del 30 ottobre richiede riscontri ulteriori. Il punto non è attribuire automaticamente alla Fondazione Batory finanziata da Soros una certa direzione della crisi — non ne ho le prove — ma comprendere attraverso quali relazioni un programma politico-giuridico elaborato negli anni precedenti possa trovare attuazione istituzionale. È precisamente questa continuità fra idee, persone e decisioni che merita un'indagine approfondita.
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2️⃣ IL CONFLITTO FRA APPARATI: ABW, SKW, FSB E CIA

La controversia costituzionale assume una dimensione diversa quando si esaminano le biografie dei protagonisti. Bogdan Święczkowski, presidente del Tribunale contestato, ha diretto dal 2006 al 2007 l'ABW, il servizio polacco di sicurezza interna e controspionaggio, ricoprendo successivamente importanti incarichi nella procura nazionale. La sua posizione collega magistratura, intelligence ed esperienza politico-istituzionale maturata negli ambienti conservatori. Lo scontro investe quindi anche figure appartenenti alla storia recente degli apparati di sicurezza polacchi. [Fonte: Rzeczpospolita, ricostruzione della crisi]

Un precedente particolarmente controverso riguarda il primo governo Tusk. Secondo il rapporto della commissione statale sulle influenze russe, pubblicato nel novembre 2023, fra il 2010 e il 2014 si verificarono almeno 107 incontri fra il controspionaggio militare polacco (SKW) e l'FSB russo. Nel dicembre 2011 Tusk autorizzò la cooperazione, culminata nell'accordo sottoscritto a San Pietroburgo l'11 settembre 2013. La commissione denunciò anomalie e insufficienze nei controlli; le sue conclusioni furono contestate e il procedimento penale contro gli ex dirigenti venne archiviato nel 2024. [Fonte: Commissione statale polacca, rapporto SKW–FSB, 2023]

Dopo il ritorno al governo, nel dicembre 2023, Tusk ha sostituito i vertici delle principali agenzie civili e militari.

▪️Nel gennaio 2026 il direttore della CIA John Ratcliffe ha effettuato una visita particolarmente riservata passata inosservata ai media a Varsavia;
▪️L'8 settembre il coordinatore dei servizi polacchi Tomasz Siemoniak lo ha incontrato a Washington, riferendo di aver trasmesso immediatamente al primo ministro le informazioni più importanti.
▪️Il giorno successivo, Waldemar Żurek incontrava una delegazione del Congresso statunitense comprendente Elissa Slotkin e Thom Tillis, affrontando anche la controversia sulle riforme giudiziarie.
Slotkin aveva precedentemente lavorato nella CIA, ma partecipava all'incontro in veste di parlamentare. Washington seguiva dunque la situazione polacca attraverso canali distinti: cooperazione d'intelligence e interlocuzione politico-diplomatica. [Fonti: PAP, visita della CIA; Governo polacco, 8 settembre; Ministero della Giustizia, 10 settembre]

Un collegamento personale merita attenzione.

Il 2 marzo 2026 Żurek riceveva presso il Ministero della Giustizia alcune personalità dell'opposizione anticomunista, fra le quali Jan Krzysztof Bielecki e Krzysztof Bondaryk, già direttore dell'ABW dal 2007 al 2013 e successore di Święczkowski alla guida del servizio. Bielecki aveva inoltre fatto parte, fino al luglio 2023, del consiglio della Fondazione Batory. La circostanza documenta relazioni fra ambienti politici, magistratura, fondazioni ed ex vertici dell'intelligence. Il significato investigativo risiede nell'incrocio delle biografie, non nella presunzione che ogni incontro costituisca un accordo clandestino. [Fonti: Ministero della Giustizia, 3 marzo 2026; Fondazione Batory, op.cit., p. 8]

Le rivalità interne emergono con particolare chiarezza dal caso Sławomir Cenckiewicz, storico dell'intelligence e responsabile dell'Ufficio presidenziale per la sicurezza nazionale (BBN). Nel luglio 2024 il direttore dello SKW, generale Jarosław Stróżyk, gli aveva revocato le autorizzazioni di accesso alle informazioni classificate. Il 15 aprile 2026 il Tribunale amministrativo supremo respingeva i ricorsi governativi contro le sentenze che avevano annullato la revoca; l'esecutivo contestava tuttavia che ciò comportasse automaticamente il ripristino dell'accesso. Il 23 aprile Cenckiewicz si dimetteva, denunciando l'impossibilità di esercitare le proprie funzioni. Il controllo amministrativo dei segreti di Stato era già divenuto terreno di scontro fra governo e presidenza, mesi prima della crisi del Tribunale costituzionale. [Fonti: TVN24, 15 aprile 2026; PAP, 23 aprile 2026]

Un ultimo elemento riguarda la sicurezza operativa.
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Il 29 ottobre, dunque appena un giorno prima, la direzione nazionale della polizia aveva disposto una maggiore prontezza di determinati reparti per il periodo 2–8 novembre. Le autorità hanno confermato il documento, spiegando che la misura riguardava minacce di sabotaggio e diversione. Naturalmente non contiene una prova di mobilitazione preventiva contro il Tribunale e potrebbe trattarsi solo di una pura coincidenza. [Fonte: Onet, disposizioni della polizia del 29 ottobre]

Nel loro insieme, questi precedenti mostrano che la contesa polacca coinvolge anche il controllo dei servizi segreti e le rivalità fra apparati dello Stato.

La cooperazione con servizi segreti stranieri è documentata; una loro direzione dell'operazione del 30 ottobre non lo è. La distinzione permette di mantenere aperta l'indagine senza confondere i rapporti istituzionali con la prova di un'operazione clandestina. Questo non posso dirlo perché non posso dimostrarlo.

Continua domani con:

3️⃣ Le reti che sopravvivono ai governi: dal 1989 alle società segrete

4️⃣ Brzezinski, Wojtyła e la diaspora: la genealogia della strategia polacca

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L'ambasciata americana a Mosca ha segnalato un possibile attentato con numerose vittime al complesso museale di Tsaritsyno.

I servizi segreti russi hanno confermato di aver ricevuto informazioni riservate dagli Stati Uniti, attraverso canali di cooperazione già utilizzati prima della strage al Crocus City Hall del marzo 2024.

Ma perché Washington ha deciso di rendere pubblico l'allarme dopo aver informato i servizi russi?

La divulgazione potrebbe servire a scoraggiare gli attentatori, dimostrare al Cremlino che gli americani conoscono i preparativi e attribuire alle autorità russe la responsabilità di prevenire la strage. Un avvertimento che può essere, contemporaneamente, un'operazione di prevenzione e un messaggio strategico.

Come si concilia tutto questo con il sostegno militare americano all'Ucraina?


Nel mondo dell'intelligence, la cooperazione fra potenze avversarie non è una contraddizione: Washington applica anche il principio del Duty to Warn, che prevede la condivisione di informazioni su minacce terroristiche.

Il quadro geopolitico è tuttavia più complesso. Gli Stati Uniti continuano a rifornire Kiev, ma hanno anche minacciato di sospendere la condivisione dell'intelligence per frenare gli attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche russe. Zelensky ha inoltre denunciato restrizioni a Starlink, tecnologia essenziale per le operazioni militari.

Intanto, Washington mantiene canali riservati con Mosca, cerca una soluzione negoziale e trasferisce agli alleati europei parte dei costi degli armamenti destinati all'Ucraina.

Gli USA ufficialmente sostengono Kiev, ma conservarno la capacità di condizionare l'escalation, evitando uno scontro diretto con la Russia.

Vi è una diplomazia parallela alla guerra, nella quale chi controlla armi, intelligence e comunicazioni satellitari dispone anche degli strumenti per condizionare le scelte dei propri alleati.

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2️⃣ IL CONFLITTO FRA APPARATI: ABW, SKW, FSB E CIA La controversia costituzionale assume una dimensione diversa quando si esaminano le biografie dei protagonisti. Bogdan Święczkowski, presidente del Tribunale contestato, ha diretto dal 2006 al 2007 l'ABW…
3️⃣ LE RETI CHE SOPRAVVIVONO AI GOVERNI: DAL 1989 ALLE SOCIETÀ SEGRETE

— di Filippo

La transizione polacca del 1989 fu negoziata attraverso i Round Table Talks (6 febbraio–5 aprile) fra il regime comunista e Solidarność, preceduti e accompagnati dagli incontri informali di Magdalenka. Secondo una corrente investigativa nazionale, il compromesso consentì a settori dell'apparato comunista di conservare influenza nell'economia, nelle banche, nella magistratura e nei servizi. Documentando la continuità di singole carriere e relazioni istituzionali. [Fonti: Archivi di Stato polacchi , The Round Table; Operacja Okrągły Stół, 2021]

Un'altra pista conduce a Berlino. Nel luglio 2021 il ritorno politico di Donald Tusk venne ricondotto, in un'analisi pubblica polacca, a un'operazione dei servizi segreti tedeschi finalizzata a consolidare l'influenza della Germania nell'Europa centro-orientale. L'accusa non dispone di documenti operativi pubblici del BND, ma chiama in causa i rapporti fra politica polacca, interessi industriali tedeschi e intelligence. [Fonte: Dichiarazioni del 6 luglio 2021]

La storia europea documenta anche intrecci fra massoneria, finanza e servizi segreti. Il caso italiano della P2 ne costituisce un precedente accertato. In Polonia, l'Istituto della memoria nazionale conserva documenti sull'interesse dei servizi segreti comunisti per ambienti massonici, esoterici e teosofici. [Fonte: Istituto polacco della memoria nazionale, massoneria e intelligence, marzo 2025]

In questo ambito emerge l'ipotesi di una struttura denominata «P3», modellata sulla P2 italiana e collegata ad ambienti massonici di rito francese e a settori dell'intelligence russa. Alla medesima rete sono state attribuite possibili responsabilità nella tragedia di Smoleńsk del 2010. L'esistenza operativa della P3 e il suo eventuale coinvolgimento nell'incidente rimangono privi di conferme indipendenti. [Fonte: Ricostruzione della P3 in Masoneria polska 2012]

Società segrete sovranazionali e competizione fra reti

La ricerca sulle strutture informali del potere introduce una prospettiva più ampia: le élite transnazionali possono essere attraversate da reti concorrenti, anziché dipendere da una direzione unitaria. Esisterebbero nel mondo circa trentasei Ur-Lodges, superlogge segrete sovranazionali che riunirebbero esponenti della politica, della finanza, dell'industria e dell'intelligence. Distinte dalle obbedienze massoniche nazionali, queste organizzazioni opererebbero attraverso appartenenze trasversali, dividendosi principalmente fra orientamenti oligarchico-conservatori e progressisti. [Fonte: G. Magaldi, Massoni. Società a responsabilità illimitata, Chiarelettere, 2014]

Il repertorio attribuisce a Barack Obama l'appartenenza alla loggia «Maat», indicata come una struttura costituita nel 2004 dal polacco, naturalizzato americano, Zbigniew Brzezinski e Ted Kennedy con l'intendo di riunire ambienti massonii conservatori e progressisti; a Vladimir Putin e Angela Merkel quella alla «Golden Eurasia», con Merkel associata anche a «Valhalla» e «Parsifal». Christine Lagarde figurerebbe nella «Three Eyes» e nella «Pan-Europa»; George W. Bush nella «Hathor Pentalpha»; Condoleezza Rice nella «Three Eyes» e nella «Hathor Pentalpha»; Madeleine Albright nella «Three Eyes» e nella «Leviathan». Ulteriori affiliazioni vengono attribuite a Tony Blair, David Cameron, Nicolas Sarkozy e persino ad Abu Bakr al-Baghdadi, associato alla «Hathor Pentalpha». Il quadro prospettato, tuttavia, è preciso: le rivalità politiche pubbliche potrebbero convivere con legami iniziatici trasversali, capaci di collegare ambienti altrimenti antagonisti. [Fonte: G, Magaldi, op. cit, PDF pp. 391–456]
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2️⃣ IL CONFLITTO FRA APPARATI: ABW, SKW, FSB E CIA La controversia costituzionale assume una dimensione diversa quando si esaminano le biografie dei protagonisti. Bogdan Święczkowski, presidente del Tribunale contestato, ha diretto dal 2006 al 2007 l'ABW…
Particolare rilievo assume la «Three Eyes», superloggia costituita fra il 1967 e il 1968 e collegata, secondo la ricostruzione pubblicata in Massoni, a David Rockefeller, Henry Kissinger e Zbigniew Brzezinski. Quest'ultimo avrebbe fondato nel 1967, presso la Columbia University, anche la «Lux ad Orientem», concepita come collegamento fra ambienti euro-atlantici ed élite dell'Europa orientale. Il volume gli attribuisce inoltre l'iniziazione personale di Osama bin Laden alla «Three Eyes» durante la guerra afghana contro l'URSS. Si tratta di testimonianze relative a organizzazioni clandestine, per le quali non sono pubblicati registri o verbali di affiliazione verificabili autonomamente. [Fonte: Gioele Magaldi, op.cit., PDF. pp. 42–44, 95, 106, 219 e 472]

Un ulteriore filone individua rapporti fra società segrete, organizzazioni esoteriche, apparati d'intelligence e ambienti militari, comprendendo presunti collegamenti con strutture della NATO. Il modello distingue appartenenze iniziatiche, protezioni reciproche, relazioni personali, accesso alle informazioni e operazioni riservate. Se fosse così, allora strutture non ufficiali potrebbero fungere da intermediari fra centri decisionali formalmente separati. [Fonte: L. Zagami Confessions of an Illuminati, vol. I, seconda edizione, 2019]

Al di la di una eventuale unica regia mondiale, nei gradini più bassi del potere vi sarebbe una competizione fra reti transnazionali per orientare le decisioni degli Stati.
Per la Polonia occorre verificare quali legami colleghino ambienti politici, finanziari, iniziatici e d'intelligence, e soprattutto se tali relazioni abbiano avuto un ruolo operativo nella crisi costituzionale in corso.

Continua con:

4️⃣ Brzezinski, Wojtyła e la diaspora: la genealogia della strategia polacca
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Zbigniew Kazimierz Brzezinski (1928–2017), polacco naturalizzato americano, fu consigliere per la sicurezza nazionale di Jimmy Carter e cofondatore della Commissione Trilaterale con David Rockefeller. La ricerca genealogica di Bogdan Konstantynowicz (2020) ne riconduce il ramo paterno a una famiglia ebraico-frankista convertita al cattolicesimo.

Le 6 fotografie lo ritraggono al confine afghano-pakistano (1980), con Carter, Reagan e Kissinger e a Camp David (1978), mentre gioca a scacchi con Menachem Begin, esponente del sionismo revisionista.

Nel luglio 1977 Begin incontrò Menachem Mendel Schneerson, guida di Chabad-Lubavitch, prima dei colloqui con Carter.

Protagonista della strategia antisovietica, Brzezinski mantenne rapporti vicini con CIA, Giovanni Paolo II e l'evangelista B. Graham.

Magaldi gli attribuisce ruoli fondativi nelle superlogge «Three Eyes» e «Lux ad Orientem», nonché l'iniziazione di Osama bin Laden.

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