This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
☀️ Buongiorno, belle anime.
La Luce splende nelle tenebre. E le tenebre non possono vincerla.
Quella Luce è Cristo. E, in Lui, anche noi siamo chiamati a essere luce.
Spegniamo le TV: troppo rumore, troppa paura, troppa negatività confezionata ogni giorno come informazione.
Accendiamo invece ciò che nessuna propaganda può spegnere: coscienza, speranza, fede, umanità.
Oggi mettiamoci in MODALITÀ LUCE. ☀️
Per noi. Per chi amiamo. Per chi incontreremo.
Perché il buio non si combatte diventando più buio.
Si accende una luce. ✨
Notizie e letture alternative? Segui
La Verità Rende Liberi
La Luce splende nelle tenebre. E le tenebre non possono vincerla.
Quella Luce è Cristo. E, in Lui, anche noi siamo chiamati a essere luce.
Spegniamo le TV: troppo rumore, troppa paura, troppa negatività confezionata ogni giorno come informazione.
Accendiamo invece ciò che nessuna propaganda può spegnere: coscienza, speranza, fede, umanità.
Oggi mettiamoci in MODALITÀ LUCE. ☀️
Per noi. Per chi amiamo. Per chi incontreremo.
Perché il buio non si combatte diventando più buio.
Si accende una luce. ✨
Notizie e letture alternative? Segui
La Verità Rende Liberi
❤88💯16🙏9👍4🤗2
🌎 IN BREVE DAL MONDO
USA–IRAN, NEGOZIATI IN STALLO. Trump ha respinto la proposta iraniana per riaprire Hormuz e porre fine alle ostilità. Teheran insiste sulla via diplomatica. Il petrolio è tornato a salire di oltre il 2%, alimentando nuove pressioni inflazionistiche.
HORMUZ: EXPORT PETROLIFERO IN RIPRESA, MA IL RISCHIO RESTA. Le esportazioni dei principali produttori mediorientali sono risalite a 12,8 milioni di barili al giorno, massimo dall’inizio della guerra, soprattutto grazie all’Arabia Saudita. La rotta rimane però esposta all’escalation USA-Iran.
USA–CINA, DISTENSIONE COMMERCIALE. Washington e Pechino hanno concordato riduzioni tariffarie su 60 miliardi di dollari di merci, dopo la visita di Xi negli Stati Uniti. Pechino ridurrà anche dazi su diversi prodotti agricoli americani, ma non sulla soia.
EUROPA, ALLARME ENERGIA. Bruxelles avverte che la guerra con l’Iran sta provocando una crisi dei prezzi energetici e invita gli Stati a preparare anche misure per ridurre la domanda.
DIESEL, CRISI DESTINATA A PROSEGUIRE NEL 2027. Scorte basse, raffinerie russe colpite, minori forniture mediorientali e prezzi record stanno comprimendo l’offerta globale. Europa, Stati Uniti e Asia restano vulnerabili; trasporti, industria e agricoltura sono i settori più esposti.
YEMEN, GLI HOUTHI CONSOLIDANO IL BAB EL-MANDEB. Dopo l’avanzata sulla costa del Mar Rosso e sull’isola di Perim, il gruppo continua a premere sulle alture strategiche. L’Arabia Saudita ha alzato il livello della mobilitazione, mentre Washington resta prudente su un nuovo intervento diretto.
BRICS, AVANTI SUI PAGAMENTI ALTERNATIVI. L’India spinge per collegare le valute digitali delle banche centrali dei Paesi BRICS nei pagamenti transfrontalieri. Non è ancora una moneta comune, ma un tentativo concreto di ridurre dipendenza e costi dei circuiti tradizionali.
Il filo che lega queste notizie è sempre più evidente: energia, rotte marittime, raffinazione, sistemi di pagamento e commercio stanno diventando strumenti centrali della competizione geopolitica. Non è soltanto una crisi militare: è una ristrutturazione dell’economia mondiale in tempo reale.
Notizie e letture alternative? Segui
La Verità Rende Liberi
USA–IRAN, NEGOZIATI IN STALLO. Trump ha respinto la proposta iraniana per riaprire Hormuz e porre fine alle ostilità. Teheran insiste sulla via diplomatica. Il petrolio è tornato a salire di oltre il 2%, alimentando nuove pressioni inflazionistiche.
HORMUZ: EXPORT PETROLIFERO IN RIPRESA, MA IL RISCHIO RESTA. Le esportazioni dei principali produttori mediorientali sono risalite a 12,8 milioni di barili al giorno, massimo dall’inizio della guerra, soprattutto grazie all’Arabia Saudita. La rotta rimane però esposta all’escalation USA-Iran.
USA–CINA, DISTENSIONE COMMERCIALE. Washington e Pechino hanno concordato riduzioni tariffarie su 60 miliardi di dollari di merci, dopo la visita di Xi negli Stati Uniti. Pechino ridurrà anche dazi su diversi prodotti agricoli americani, ma non sulla soia.
EUROPA, ALLARME ENERGIA. Bruxelles avverte che la guerra con l’Iran sta provocando una crisi dei prezzi energetici e invita gli Stati a preparare anche misure per ridurre la domanda.
DIESEL, CRISI DESTINATA A PROSEGUIRE NEL 2027. Scorte basse, raffinerie russe colpite, minori forniture mediorientali e prezzi record stanno comprimendo l’offerta globale. Europa, Stati Uniti e Asia restano vulnerabili; trasporti, industria e agricoltura sono i settori più esposti.
YEMEN, GLI HOUTHI CONSOLIDANO IL BAB EL-MANDEB. Dopo l’avanzata sulla costa del Mar Rosso e sull’isola di Perim, il gruppo continua a premere sulle alture strategiche. L’Arabia Saudita ha alzato il livello della mobilitazione, mentre Washington resta prudente su un nuovo intervento diretto.
BRICS, AVANTI SUI PAGAMENTI ALTERNATIVI. L’India spinge per collegare le valute digitali delle banche centrali dei Paesi BRICS nei pagamenti transfrontalieri. Non è ancora una moneta comune, ma un tentativo concreto di ridurre dipendenza e costi dei circuiti tradizionali.
Il filo che lega queste notizie è sempre più evidente: energia, rotte marittime, raffinazione, sistemi di pagamento e commercio stanno diventando strumenti centrali della competizione geopolitica. Non è soltanto una crisi militare: è una ristrutturazione dell’economia mondiale in tempo reale.
Notizie e letture alternative? Segui
La Verità Rende Liberi
Telegram
LA VERITÀ RENDE LIBERI
l primo canale nato dal popolo. Oltre 1.500 ricercatori liberi verificano fonti e dati in più lingue, oltre propaganda e censura.
https://laveritarendeliberi.it
https://www.youtube.com/@laveritarendeliberi32
Scrivici: https://t.me/Giovanni832?direct
https://laveritarendeliberi.it
https://www.youtube.com/@laveritarendeliberi32
Scrivici: https://t.me/Giovanni832?direct
❤29👍16👀9😇1
Media is too big
VIEW IN TELEGRAM
‼️ NETANYAHU SAPEVA
Un nuovo rapporto afferma che il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Mohamed bin Zayed, avvertì da Abu Dhabi con Benjamin Netanyahu per 45 minuti circa dieci giorni prima del 7 ottobre 2023, e che Netanyahu non mostrò alcun segno di panico.
Anche l’Egitto aveva avvertito Israele. Unite alle accuse su una profonda infiltrazione di Hamas da parte dell’intelligence israeliana, queste informazioni riaprono interrogativi su cosa sapessero i funzionari israeliani prima dell’attacco e perché nulla sia stato fatto per fermarlo.
Le accuse tornano al centro del dibattito politico, insieme all’ipotesi che Israele abbia lasciato compiersi l’attacco per giustificare una campagna più ampia a Gaza e avanzare il progetto della Grande Israele.
I complottisti avevano ancora una volta ragione.
Per 14 anni, la politica di Netanyahu è stata quella di mantenere Hamas al potere. Lo dice la stampa israeliana.
Un nuovo rapporto afferma che il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Mohamed bin Zayed, avvertì da Abu Dhabi con Benjamin Netanyahu per 45 minuti circa dieci giorni prima del 7 ottobre 2023, e che Netanyahu non mostrò alcun segno di panico.
Anche l’Egitto aveva avvertito Israele. Unite alle accuse su una profonda infiltrazione di Hamas da parte dell’intelligence israeliana, queste informazioni riaprono interrogativi su cosa sapessero i funzionari israeliani prima dell’attacco e perché nulla sia stato fatto per fermarlo.
Le accuse tornano al centro del dibattito politico, insieme all’ipotesi che Israele abbia lasciato compiersi l’attacco per giustificare una campagna più ampia a Gaza e avanzare il progetto della Grande Israele.
I complottisti avevano ancora una volta ragione.
Per 14 anni, la politica di Netanyahu è stata quella di mantenere Hamas al potere. Lo dice la stampa israeliana.
🔥27👍21❤11✍2🤔1💊1
Media is too big
VIEW IN TELEGRAM
🔴 CARBURANTI ALLE STELLE, I TRATTORI TORNANO IN STRADA
Il caro carburante riporta gli agricoltori italiani alla protesta.
In Sicilia sono scattati presidi lungo la Palermo-Agrigento, la Catania-Gela e nel Ragusano. Mobilitazioni anche in Calabria, con cinque manifestazioni previste, mentre alle porte nord di Roma è già attivo un presidio nazionale.
Il nodo è semplice: con gasolio e benzina sempre più costosi, lavorare i campi diventa meno sostenibile e i margini agricoli si assottigliano ulteriormente.
Per i manifestanti non basta neppure il tetto ai prezzi annunciato da Eni su richiesta del governo.
Quando aumenta il carburante, in agricoltura non cresce soltanto il costo del pieno: cresce il costo di produrre.
Notizie e letture alternative? Segui
La Verità Rende Liberi
Il caro carburante riporta gli agricoltori italiani alla protesta.
In Sicilia sono scattati presidi lungo la Palermo-Agrigento, la Catania-Gela e nel Ragusano. Mobilitazioni anche in Calabria, con cinque manifestazioni previste, mentre alle porte nord di Roma è già attivo un presidio nazionale.
Il nodo è semplice: con gasolio e benzina sempre più costosi, lavorare i campi diventa meno sostenibile e i margini agricoli si assottigliano ulteriormente.
Per i manifestanti non basta neppure il tetto ai prezzi annunciato da Eni su richiesta del governo.
Quando aumenta il carburante, in agricoltura non cresce soltanto il costo del pieno: cresce il costo di produrre.
Notizie e letture alternative? Segui
La Verità Rende Liberi
👍55❤23🔥6😢3🤡3🏆2😡1
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
🔴 NEPAL, UNA MONTAGNA CROLLA NEL FIUME: DEVASTAZIONE NELL’HIMALAYA
Una gigantesca massa di roccia e ghiaccio si è staccata dal Langtang Lirung, nell’area himalayana al confine tra Nepal e Tibet, precipitando nella valle e trasformandosi in una violentissima colata di acqua, fango e detriti.
Il collasso ha investito i corsi d’acqua sottostanti, travolgendo villaggi e infrastrutture idroelettriche per decine di chilometri. Non una normale frana, dunque, ma una catena geologica distruttiva innescata dal cedimento di un’enorme massa glaciale e rocciosa.
Le immagini rendono quasi irreale la scala dell’evento: un intero versante sembra liquefarsi e precipitare nel fiume, trascinando la montagna a valle.
Una gigantesca massa di roccia e ghiaccio si è staccata dal Langtang Lirung, nell’area himalayana al confine tra Nepal e Tibet, precipitando nella valle e trasformandosi in una violentissima colata di acqua, fango e detriti.
Il collasso ha investito i corsi d’acqua sottostanti, travolgendo villaggi e infrastrutture idroelettriche per decine di chilometri. Non una normale frana, dunque, ma una catena geologica distruttiva innescata dal cedimento di un’enorme massa glaciale e rocciosa.
Le immagini rendono quasi irreale la scala dell’evento: un intero versante sembra liquefarsi e precipitare nel fiume, trascinando la montagna a valle.
😈22❤19🙏11👀11🤔5😢3😡3👍1
🇵🇭🇨🇳 NAVE CINESE “FANTASMA” AL LARGO DELLE FILIPPINE
La Guardia costiera filippina ha individuato la nave da ricerca cinese Jia Hai Ke 7 circa 38 miglia nautiche a nord-ovest di Itbayat, nelle Batanes.
Il suo segnale AIS avrebbe mostrato il 21 settembre un salto impossibile: da Xiamen alla Papua Nuova Guinea, oltre 2.000 miglia nautiche in circa 19 ore. Da qui il sospetto di falsificazione della posizione.
Un aereo filippino l’ha localizzata vicino a Itbayat. Le chiamate radio sarebbero rimaste senza risposta e la nave avrebbe sostato a lungo nella stessa area, comportamento compatibile con rilievi del fondale.
La Jia Hai Ke 7, lunga circa 70 metri, è progettata per indagini geologiche marine e operazioni sul fondale.
La zona è sensibile anche per la presenza di importanti cavi sottomarini nello stretto di Luzon.
Per ora resta un’accusa filippina, ma una nave da ricerca sospettata di occultare la propria posizione mentre opera in un’area strategica merita attenzione.
La Verità Rende Liberi
La Guardia costiera filippina ha individuato la nave da ricerca cinese Jia Hai Ke 7 circa 38 miglia nautiche a nord-ovest di Itbayat, nelle Batanes.
Il suo segnale AIS avrebbe mostrato il 21 settembre un salto impossibile: da Xiamen alla Papua Nuova Guinea, oltre 2.000 miglia nautiche in circa 19 ore. Da qui il sospetto di falsificazione della posizione.
Un aereo filippino l’ha localizzata vicino a Itbayat. Le chiamate radio sarebbero rimaste senza risposta e la nave avrebbe sostato a lungo nella stessa area, comportamento compatibile con rilievi del fondale.
La Jia Hai Ke 7, lunga circa 70 metri, è progettata per indagini geologiche marine e operazioni sul fondale.
La zona è sensibile anche per la presenza di importanti cavi sottomarini nello stretto di Luzon.
Per ora resta un’accusa filippina, ma una nave da ricerca sospettata di occultare la propria posizione mentre opera in un’area strategica merita attenzione.
La Verità Rende Liberi
🤔27👍10❤5
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
🔴 MADRID: A 87 ANNI SFRATTATA DALLA CASA IN CUI VIVEVA DA 71 ANNI
Maricarmen Abascal viveva in quell’appartamento dal 1956. Pagava circa 500 euro al mese e percepiva una pensione di appena 1.350 euro.
La società proprietaria aveva indicato un nuovo canone fino a 2.650 euro, successivamente ridotto a 1.650: comunque superiore alla sua pensione.
Centinaia di persone hanno trascorso la notte davanti al palazzo tentando di fermare lo sfratto. La polizia ha sgomberato i manifestanti e utilizzato anche spray al peperoncino.
Maricarmen è stata infine portata fuori su una barella, dopo 71 anni trascorsi nella stessa casa.
Questa è la Spagna di Pedro Sánchez..!!
(In Italia la sinistra difende chi occupa gli appartamenti abusivamente?)
Maricarmen Abascal viveva in quell’appartamento dal 1956. Pagava circa 500 euro al mese e percepiva una pensione di appena 1.350 euro.
La società proprietaria aveva indicato un nuovo canone fino a 2.650 euro, successivamente ridotto a 1.650: comunque superiore alla sua pensione.
Centinaia di persone hanno trascorso la notte davanti al palazzo tentando di fermare lo sfratto. La polizia ha sgomberato i manifestanti e utilizzato anche spray al peperoncino.
Maricarmen è stata infine portata fuori su una barella, dopo 71 anni trascorsi nella stessa casa.
Questa è la Spagna di Pedro Sánchez..!!
(
😡105❤9😈5🙏4🤯2💊1
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
🇪🇺 DIFESA AEREA UE: PRIMA SI SVUOTANO LE SCORTE, POI SI RIEMPIRANNO
Kaja Kallas ammette che gli intercettori scarseggiano in Europa, ma chiede comunque agli Stati membri di cedere all’Ucraina quelli disponibili nei propri arsenali, contando di rimpiazzarli successivamente con i nuovi Patriot in produzione.
Notizie e letture alternative? Segui
La Verità Rende Liberi
Kaja Kallas ammette che gli intercettori scarseggiano in Europa, ma chiede comunque agli Stati membri di cedere all’Ucraina quelli disponibili nei propri arsenali, contando di rimpiazzarli successivamente con i nuovi Patriot in produzione.
Notizie e letture alternative? Segui
La Verità Rende Liberi
🤡79🤣8😡7🤯5🔥4😈2❤1👍1😁1🕊1💋1
LA VERITÀ RENDE LIBERI
🔴 CARBURANTI ALLE STELLE, I TRATTORI TORNANO IN STRADA Il caro carburante riporta gli agricoltori italiani alla protesta. In Sicilia sono scattati presidi lungo la Palermo-Agrigento, la Catania-Gela e nel Ragusano. Mobilitazioni anche in Calabria, con cinque…
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
Qualcosa pare muoversi grazie agli agricoltori...
👍79❤24👏20🙏3
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
🔴 ANDALUSIA: CAMPI AGRICOLI TRASFORMATI IN CENTRALI SOLARI
L’Andalusia è uno dei pilastri agroalimentari della Spagna e del Mediterraneo. Sottrarre terreni produttivi all’agricoltura per coprirli di pannelli fotovoltaici significa comprimere la capacità di produrre cibo proprio mentre la sicurezza alimentare diventa una questione strategica anche a motivo delle guerre e del caro petrolio.
Nel 2024 la regione ha guidato l’export agroalimentare spagnolo con 15,7 miliardi di euro, di cui 4,57 miliardi dall’olio d’oliva. Jaén, Córdoba, Siviglia e Granada sono centrali per l’olivicoltura; Almería rifornisce l’Europa di ortaggi.
Trasformare suolo agricolo fertile in superficie energetica significa mettere in concorrenza kilowatt e cibo. E quando il cibo scarseggia, quella scelta presenta il conto.
Si preferisce cibare le nuove tecnologie energivore... che l'umanità?
Notizie e letture alternative? Segui
La Verità Rende Liberi
L’Andalusia è uno dei pilastri agroalimentari della Spagna e del Mediterraneo. Sottrarre terreni produttivi all’agricoltura per coprirli di pannelli fotovoltaici significa comprimere la capacità di produrre cibo proprio mentre la sicurezza alimentare diventa una questione strategica anche a motivo delle guerre e del caro petrolio.
Nel 2024 la regione ha guidato l’export agroalimentare spagnolo con 15,7 miliardi di euro, di cui 4,57 miliardi dall’olio d’oliva. Jaén, Córdoba, Siviglia e Granada sono centrali per l’olivicoltura; Almería rifornisce l’Europa di ortaggi.
Trasformare suolo agricolo fertile in superficie energetica significa mettere in concorrenza kilowatt e cibo. E quando il cibo scarseggia, quella scelta presenta il conto.
Si preferisce cibare le nuove tecnologie energivore... che l'umanità?
Notizie e letture alternative? Segui
La Verità Rende Liberi
😡83🔥17🤯7❤6👏5👍2
Mariana Mazzucato, al lancio della Global Commission on the Economics of Water, osserva che poiché non si è riusciti a inoculare tutti con i loro sieri letali e il cambiamento climatico resta troppo «astratto», bisogna puntare sull’acqua. Una risorsa che tutti comprendono, da trattare come «bene comune globale» e attorno alla quale costruire nuove forme di coinvolgimento collettivo.
La sensazione è che a Davos si possano tenere riunioni segrete che puntano a una governance dell’acqua fondata sulla cooperazione fra governi, finanza e settore privato.
La cornice è ormai familiare: scarsità, emergenza, sostenibilità. Ma l’esito potenziale è molto concreto: stabilire quanta acqua puoi consumare, quando e a quali condizioni.
E mentre ai cittadini potrebbero essere chiesti riduzioni e razionamenti, chi disegna queste politiche continuerà a muoversi fra jet privati, resort e proprietà ad altissimo consumo.
Vaccini e clima non hanno prodotto l’adesione totale sperata? Allora il terreno successivo diventa la risorsa più elementare di tutte: ciò senza cui nessuno può vivere.
Prima ti dissero che non avresti posseduto nulla e saresti stato felice. Ora il passo potrebbe essere non controllare soltanto ciò che possiedi, ma anche ciò che ti è consentito consumare.
Notizie e letture alternative? Segui
La Verità Rende Liberi
La sensazione è che a Davos si possano tenere riunioni segrete che puntano a una governance dell’acqua fondata sulla cooperazione fra governi, finanza e settore privato.
La cornice è ormai familiare: scarsità, emergenza, sostenibilità. Ma l’esito potenziale è molto concreto: stabilire quanta acqua puoi consumare, quando e a quali condizioni.
E mentre ai cittadini potrebbero essere chiesti riduzioni e razionamenti, chi disegna queste politiche continuerà a muoversi fra jet privati, resort e proprietà ad altissimo consumo.
Vaccini e clima non hanno prodotto l’adesione totale sperata? Allora il terreno successivo diventa la risorsa più elementare di tutte: ciò senza cui nessuno può vivere.
Prima ti dissero che non avresti posseduto nulla e saresti stato felice. Ora il passo potrebbe essere non controllare soltanto ciò che possiedi, ma anche ciò che ti è consentito consumare.
Notizie e letture alternative? Segui
La Verità Rende Liberi
YouTube
Press Conference: The New Economics of Water - Launch of Global Commission | Davos | #WEF22
Join co-chairs Professor Mariana Mazzucato (Founding Director of the UCL Institute for Innovation and Public Purpose), Professor Johan Rockström (Director of the Potsdam Institute for Climate Impact Research), and Tharman Shanmugaratnam (Senior Minister of…
😡53🔥17😈12❤8💊3👍2😢2🤨2👀1
LA VERITÀ RENDE LIBERI
Qualcosa pare muoversi grazie agli agricoltori...
🔴 AVANTI TUTTA.
Dal Sud a Roma, i trattori tornano in strada contro il caro carburante.
Presidi in Sicilia, mobilitazioni in Calabria e un presidio nazionale alle porte della capitale. Il motivo è semplice: con questi costi, coltivare rischia di non convenire più.
Il tetto annunciato da Eni su richiesta del governo non basta.
Quando chi produce il cibo non riesce più a sostenere il costo per produrlo, non è una protesta di categoria. È un allarme nazionale.
Avanti tutta.
Notizie e letture alternative? Segui
La Verità Rende Liberi
Dal Sud a Roma, i trattori tornano in strada contro il caro carburante.
Presidi in Sicilia, mobilitazioni in Calabria e un presidio nazionale alle porte della capitale. Il motivo è semplice: con questi costi, coltivare rischia di non convenire più.
Il tetto annunciato da Eni su richiesta del governo non basta.
Quando chi produce il cibo non riesce più a sostenere il costo per produrlo, non è una protesta di categoria. È un allarme nazionale.
Avanti tutta.
Notizie e letture alternative? Segui
La Verità Rende Liberi
YouTube
LA CALABRIA DEGLI AGRICOLTORI SI BLOCCA. I CITTADINI NO.
LA CALABRIA DEGLI AGRICOLTORI SI BLOCCA. I CITTADINI NO.
Ed è questo il vero dramma.
Gli agricoltori scendono in strada perché non ce la fanno più. Ma il problema NON È SOLO LORO: riguarda famiglie, lavoratori, imprese, pensionati, giovani.
GASOLIO A 2,19…
Ed è questo il vero dramma.
Gli agricoltori scendono in strada perché non ce la fanno più. Ma il problema NON È SOLO LORO: riguarda famiglie, lavoratori, imprese, pensionati, giovani.
GASOLIO A 2,19…
👏56🍾10❤9👍3😱1🙏1
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
🔴 KYIV: DRONE RUSSO COLPISCE L’ACCADEMIA NAZIONALE DELLE SCIENZE
Un drone russo ha colpito oggi un edificio della National Academy of Sciences of Ukraine, nel centro di Kyiv, provocando un vasto incendio e gravi danni strutturali.
Almeno una persona sarebbe morta e altre sono rimaste ferite.
Un drone russo ha colpito oggi un edificio della National Academy of Sciences of Ukraine, nel centro di Kyiv, provocando un vasto incendio e gravi danni strutturali.
Almeno una persona sarebbe morta e altre sono rimaste ferite.
🎉26👍19🕊3😈2🤷♂1❤1🤣1
🔴 GAZA, LA DISTRUZIONE ORA È VISIBILE SU GOOGLE MAPS
Nuove immagini satellitari apparse su Google Maps mostrano dall’alto la devastazione della Striscia: interi quartieri di Rafah, Khan Younis e Gaza City appaiono trasformati in distese di macerie e terreno spianato. Google non ha ancora precisato quando l’aggiornamento sia stato pubblicato.
Il dettaglio più impressionante emerge ingrandendo la mappa: restano ancora i contrassegni di scuole, moschee, parchi, negozi e ristoranti, mentre intorno gli edifici sono scomparsi o devastati.
La mappa conserva ancora i nomi. Il satellite mostra ciò che ne è rimasto.
Notizie e letture alternative? Segui
La Verità Rende Liberi
Nuove immagini satellitari apparse su Google Maps mostrano dall’alto la devastazione della Striscia: interi quartieri di Rafah, Khan Younis e Gaza City appaiono trasformati in distese di macerie e terreno spianato. Google non ha ancora precisato quando l’aggiornamento sia stato pubblicato.
Il dettaglio più impressionante emerge ingrandendo la mappa: restano ancora i contrassegni di scuole, moschee, parchi, negozi e ristoranti, mentre intorno gli edifici sono scomparsi o devastati.
La mappa conserva ancora i nomi. Il satellite mostra ciò che ne è rimasto.
Notizie e letture alternative? Segui
La Verità Rende Liberi
😢52❤4👀3👍2🤔2😱1🎉1🙏1😡1