USA, IL CONGRESSO SFIDA TRUMP: STOP AL GASOLIO RUSSO E INTELLIGENCE GARANTITA ALL'UCRAINA
Una notizia sfuggita non solo al mainstream ma anche alla così detta controinformazione.
Mentre Trump riapre le importazioni di gasolio russo, deputati repubblicani e democratici presentano una proposta di legge per bloccare l'accordo con Putin e garantire la continuità del sostegno d'intelligence all'esercito ucraino.
Il provvedimento, denominato «Ronald Reagan Peace Through Strength Act», propone di revocare la licenza concessa dal Tesoro americano il 9 ottobre e impedire ulteriori deroghe al divieto di importare prodotti energetici russi.
Ma contiene una disposizione ancora più significativa: obbligare i servizi d'intelligence statunitensi a fornire a Kiev informazioni e immagini satellitari per difendere o riconquistare i territori ucraini, comunicando al Congresso qualsiasi interruzione entro 24 ore.
Intanto, secondo Reuters, la prima petroliera con 40.000 tonnellate di gasolio russo è salpata il 22 ottobre verso New York, dove dovrebbe arrivare il 7 novembre. Sarebbe la prima importazione americana di prodotti petroliferi russi dal divieto del 2022.
Insomma, mentre Trump negozia con Putin e allenta alcune restrizioni energetiche, settori del Congresso tentano di impedirglielo e di vincolare per legge l'assistenza militare informativa a Zelensky.
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La Verità Rende Liberi
Una notizia sfuggita non solo al mainstream ma anche alla così detta controinformazione.
Mentre Trump riapre le importazioni di gasolio russo, deputati repubblicani e democratici presentano una proposta di legge per bloccare l'accordo con Putin e garantire la continuità del sostegno d'intelligence all'esercito ucraino.
Il provvedimento, denominato «Ronald Reagan Peace Through Strength Act», propone di revocare la licenza concessa dal Tesoro americano il 9 ottobre e impedire ulteriori deroghe al divieto di importare prodotti energetici russi.
Ma contiene una disposizione ancora più significativa: obbligare i servizi d'intelligence statunitensi a fornire a Kiev informazioni e immagini satellitari per difendere o riconquistare i territori ucraini, comunicando al Congresso qualsiasi interruzione entro 24 ore.
Intanto, secondo Reuters, la prima petroliera con 40.000 tonnellate di gasolio russo è salpata il 22 ottobre verso New York, dove dovrebbe arrivare il 7 novembre. Sarebbe la prima importazione americana di prodotti petroliferi russi dal divieto del 2022.
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U.S. Congressman Don Bacon
Bacon, Fitzpatrick, Gluesenkamp Perez Introduce Ronald Reagan Peace Through Strength Act to Block Russian Oil Imports and Defend…
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NON SI CAPISCE L’ITALIA DI OGGI SENZA CONOSCERE LE OMBRE DELLA SUA NASCITA.
SALVATORE GIULIANO.
Mafia, servizi segreti e misteri della Repubblica.
Un documentario che ogni italiano dovrebbe vedere, ma che non trova lo spazio che merita nei media mainstream.
Chi manovrava davvero dietro le quinte della nascente Repubblica? Una pagina controversa della nostra storia, le cui implicazioni meritano ancora oggi di essere indagate.
Guardalo fino alla fine per lo scoop che acquista un senso se lo guardi dall'inizio.
CLICCA QUI 👇👇👇
▶️ https://youtu.be/3yLHSSruIwY
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Un estratto del nuovo libro del giornalista investigativo Matthew Cole, pubblicato da Vanity Fair, solleva gravi accuse su accordi finanziari segreti tra Jared Kushner, genero di Trump, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.
L’intelligence militare olandese avrebbe ottenuto informazioni dall’iPhone di Kushner dopo aver scoperto materiale acquisito dall’intelligence russa.
Riad e Abu Dhabi avrebbero progettato un fondo segreto da oltre 10 miliardi di dollari per perseguire interessi geopolitici e finanziare eventuali progetti dell’amministrazione Trump.
Il piano non si sarebbe pienamente concretizzato, ma fonti citate da Cole sostengono che almeno 2 miliardi sarebbero transitati su conti segreti accessibili a Kushner: 750 milioni attraverso banche azere, un miliardo verso Israele e ulteriori fondi collegati a Cipro.
Kushner si sarebbe inoltre offerto di favorire le monarchie del Golfo nell’amministrazione Trump, partecipando ad accordi riservati di difesa tra Israele ed EmirAati.
L’intelligence militare olandese avrebbe ottenuto informazioni dall’iPhone di Kushner dopo aver scoperto materiale acquisito dall’intelligence russa.
Riad e Abu Dhabi avrebbero progettato un fondo segreto da oltre 10 miliardi di dollari per perseguire interessi geopolitici e finanziare eventuali progetti dell’amministrazione Trump.
Il piano non si sarebbe pienamente concretizzato, ma fonti citate da Cole sostengono che almeno 2 miliardi sarebbero transitati su conti segreti accessibili a Kushner: 750 milioni attraverso banche azere, un miliardo verso Israele e ulteriori fondi collegati a Cipro.
Kushner si sarebbe inoltre offerto di favorire le monarchie del Golfo nell’amministrazione Trump, partecipando ad accordi riservati di difesa tra Israele ed EmirAati.
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Nel 2018 l’intelligence militare olandese avrebbe reclutato un hacker russo e violato l’iPhone di Jared Kushner, documentando l’accesso a un conto di Dubai con 750 milioni di dollari dall’Azerbaigian.
Secondo Cole (Vanity Fair), fondi sauditi ed emiratini avrebbero alimentato almeno due conti per 2 miliardi. Secondo una fonte, un miliardo in Israele sarebbe destinato personalmente a Kushner che da Dubai avrebbe pagato un signore della guerra, un mercenario e un ex sicario mentre gestiva il Medio Oriente per la Casa Bianca.
Kushner nega tutto. Gli olandesi avrebbero però schermate dei trasferimenti tramite una falsa beneficenza presso First Abu Dhabi Bank. Washington non ne ha mai parlato.
Se erano fondi diplomatici occulti per imporre la normalizzazione e salvare la faccia a Trump su Israele, perché Azerbaigian e falsa beneficenza? Perché gli olandesi sorvegliavano Kushner meglio degli americani? Perché più fonti concordano, anni dopo, su Alpha e Beta, trasferimenti e benefici personali?
Secondo Cole (Vanity Fair), fondi sauditi ed emiratini avrebbero alimentato almeno due conti per 2 miliardi. Secondo una fonte, un miliardo in Israele sarebbe destinato personalmente a Kushner che da Dubai avrebbe pagato un signore della guerra, un mercenario e un ex sicario mentre gestiva il Medio Oriente per la Casa Bianca.
Kushner nega tutto. Gli olandesi avrebbero però schermate dei trasferimenti tramite una falsa beneficenza presso First Abu Dhabi Bank. Washington non ne ha mai parlato.
Se erano fondi diplomatici occulti per imporre la normalizzazione e salvare la faccia a Trump su Israele, perché Azerbaigian e falsa beneficenza? Perché gli olandesi sorvegliavano Kushner meglio degli americani? Perché più fonti concordano, anni dopo, su Alpha e Beta, trasferimenti e benefici personali?
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Gli avvocati di Jared Kushner, dello studio Clare Locke, hanno inviato a Vanity Fair una diffida, contestando l’articolo e chiedendone la rimozione.
Una pura operazione d’immagine. Se fosse una diffida seria, conterrebbe un ultimatum: «Rimuovete l’articolo entro una determinata scadenza, altrimenti saremo costretti a citarvi in giudizio».
Kushner non farà causa perché le accuse sono probabilmente fondate e le indagini in corso rischiano di rivelare altro. Preferisce negare tutto, inviare una lettera inconcludente e sperare che nuove notizie facciano dimenticare la vicenda.
Sarebbe inoltre interessante sapere perché disponga di informazioni classificate senza il necessario nulla osta di sicurezza… 🤨
Attenzione alle parole della diffida:
Formulazioni accuratamente scelte, che non smentiscono affatto le accuse.
Una pura operazione d’immagine. Se fosse una diffida seria, conterrebbe un ultimatum: «Rimuovete l’articolo entro una determinata scadenza, altrimenti saremo costretti a citarvi in giudizio».
Kushner non farà causa perché le accuse sono probabilmente fondate e le indagini in corso rischiano di rivelare altro. Preferisce negare tutto, inviare una lettera inconcludente e sperare che nuove notizie facciano dimenticare la vicenda.
Sarebbe inoltre interessante sapere perché disponga di informazioni classificate senza il necessario nulla osta di sicurezza… 🤨
Attenzione alle parole della diffida:
«Nessuno di quei procedimenti o atti depositati ha fatto emergere tracce degli accordi multimiliardari».
«Quei precedenti rendono intrinsecamente improbabili le accuse riportate nell’estratto».
Formulazioni accuratamente scelte, che non smentiscono affatto le accuse.
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🔴 IRAN, IL PARADOSSO DEL GAS: RISERVE IMMENSE, RISCHIO RAZIONAMENTI
Seconda riserva mondiale di gas naturale, ma il rischio concreto di non riuscire a riscaldare adeguatamente il Paese durante l'inverno.
Il vicepresidente iraniano Mohammadreza Aref ha avvertito che il governo potrebbe interrompere le forniture ai consumatori più energivori per garantire il riscaldamento delle regioni fredde e remote.
La dichiarazione, riportata il 26 ottobre dall'agenzia ufficiale del ministero del Petrolio, contiene un'ammissione significativa: secondo Teheran, la guerra ha danneggiato una capacità produttiva di 230 milioni di metri cubi di gas al giorno.
Ma il problema precede gli attacchi israelo-americani. L'Iran dispone di circa 32.000 miliardi di metri cubi di riserve, eppure soffre da anni di squilibri energetici: consumi elevatissimi, investimenti insufficienti, infrastrutture deteriorate e sanzioni che ostacolano l'accesso alle tecnologie.
Il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha già chiesto alla popolazione di ridurre i consumi di almeno il 10%.
Il paradosso è clamoroso: l'Iran, che dispone di riserve di gas e petrolio più che sufficienti a soddisfare il proprio fabbisogno interno, si prepara a una crisi energetica da incubo. Esattamente il contrario di quanto ci hanno raccontato i «turisti della geopolitica».
Una vulnerabilità strutturale che la guerra ha trasformato in un problema di sicurezza nazionale.
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Seconda riserva mondiale di gas naturale, ma il rischio concreto di non riuscire a riscaldare adeguatamente il Paese durante l'inverno.
Il vicepresidente iraniano Mohammadreza Aref ha avvertito che il governo potrebbe interrompere le forniture ai consumatori più energivori per garantire il riscaldamento delle regioni fredde e remote.
La dichiarazione, riportata il 26 ottobre dall'agenzia ufficiale del ministero del Petrolio, contiene un'ammissione significativa: secondo Teheran, la guerra ha danneggiato una capacità produttiva di 230 milioni di metri cubi di gas al giorno.
Ma il problema precede gli attacchi israelo-americani. L'Iran dispone di circa 32.000 miliardi di metri cubi di riserve, eppure soffre da anni di squilibri energetici: consumi elevatissimi, investimenti insufficienti, infrastrutture deteriorate e sanzioni che ostacolano l'accesso alle tecnologie.
Il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha già chiesto alla popolazione di ridurre i consumi di almeno il 10%.
Il paradosso è clamoroso: l'Iran, che dispone di riserve di gas e petrolio più che sufficienti a soddisfare il proprio fabbisogno interno, si prepara a una crisi energetica da incubo. Esattamente il contrario di quanto ci hanno raccontato i «turisti della geopolitica».
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Eh già... è proprio così.
E ogni giorno è una forza.
Buongiorno☀️
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🔴 ISRAELE, NETANYAHU AVANTI MA SENZA MAGGIORANZA: L'OMBRA DELLO SCONTRO INTERNO
Alle 9:20 del 28 ottobre, con il 66,2% delle urne scrutinate, il blocco di Netanyahu ottiene 56 seggi, quello di Gadi Eisenkot 48 e i partiti arabi 16. Per governare ne servono 61.
Il paradosso è evidente: Eisenkot raggiungerebbe matematicamente 64 seggi con i partiti arabi, ma ha sostanzialmente escluso un'alleanza con loro. Netanyahu respinge a sua volta qualsiasi governo che dipenda dal loro sostegno.
Nonostante un'affluenza record del 77,7%, la più alta dal 1999, Israele rischia dunque un nuovo stallo politico, con Netanyahu ancora al potere durante le trattative.
Ma la crisi è ben più profonda di una maggioranza mancata. Secondo il Jewish People Policy Institute, il 55% degli israeliani considera la polarizzazione interna la principale minaccia al Paese, mentre circa sei su dieci ritengono concreto il pericolo di violenze intestine, fino alla guerra civile. Un timore diffuso, non la prova che un conflitto civile sia imminente.
In questo clima, Netanyahu ha evocato nuove operazioni contro l'Iran insieme a Trump, mentre Eisenkot ha ammonito gli apparati di sicurezza a non subordinare gli interessi nazionali a quelli politici.
Il vero interrogativo non riguarda soltanto chi governerà Israele, ma quanto la sua società possa sopportare un'ulteriore paralisi istituzionale, mentre incombe il rischio di una nuova escalation regionale.
Lo scrutinio prosegue, compresi i voti dei militari. Anche la soglia di sbarramento del 3,25% potrebbe modificare gli equilibri.
Alle 9:20 del 28 ottobre, con il 66,2% delle urne scrutinate, il blocco di Netanyahu ottiene 56 seggi, quello di Gadi Eisenkot 48 e i partiti arabi 16. Per governare ne servono 61.
Il paradosso è evidente: Eisenkot raggiungerebbe matematicamente 64 seggi con i partiti arabi, ma ha sostanzialmente escluso un'alleanza con loro. Netanyahu respinge a sua volta qualsiasi governo che dipenda dal loro sostegno.
Nonostante un'affluenza record del 77,7%, la più alta dal 1999, Israele rischia dunque un nuovo stallo politico, con Netanyahu ancora al potere durante le trattative.
Ma la crisi è ben più profonda di una maggioranza mancata. Secondo il Jewish People Policy Institute, il 55% degli israeliani considera la polarizzazione interna la principale minaccia al Paese, mentre circa sei su dieci ritengono concreto il pericolo di violenze intestine, fino alla guerra civile. Un timore diffuso, non la prova che un conflitto civile sia imminente.
In questo clima, Netanyahu ha evocato nuove operazioni contro l'Iran insieme a Trump, mentre Eisenkot ha ammonito gli apparati di sicurezza a non subordinare gli interessi nazionali a quelli politici.
Il vero interrogativo non riguarda soltanto chi governerà Israele, ma quanto la sua società possa sopportare un'ulteriore paralisi istituzionale, mentre incombe il rischio di una nuova escalation regionale.
Lo scrutinio prosegue, compresi i voti dei militari. Anche la soglia di sbarramento del 3,25% potrebbe modificare gli equilibri.
The Times of Israel
With over 66% of ballots counted, Netanyahu-led bloc at 56 seats
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🔴 ISRAELE, NETANYAHU AVANTI MA SENZA MAGGIORANZA: L'OMBRA DELLO SCONTRO INTERNO Alle 9:20 del 28 ottobre, con il 66,2% delle urne scrutinate, il blocco di Netanyahu ottiene 56 seggi, quello di Gadi Eisenkot 48 e i partiti arabi 16. Per governare ne servono…
🔴 ISRAELE, LA STRANA PERCENTUALE DEL 77,7%: UNA COINCIDENZA SINGOLARE
(by Filippo Chinnici)
A queste elezioni israeliane mi ha colpito l'affluenza che ha raggiunto il 77,7%, il livello più alto registrato alla chiusura dei seggi dal 1999. Mi ha colpito perché una triplice ripetizione del numero sette, nel contesto della tradizione mistica ed esoterica ebraica, non può passare inosservato. Non so se altri noteranno la stessa cosa, ma ho deciso di scrivere questi pensieri, di pancia.
Il sette, infatti, non rappresenta soltanto la completezza nella simbologia biblica, ma assume altri significati.
Nella Qabbalah contraddistingue le sette sefirot inferiori, mentre l'antico Sefer ha-Razim («Libro dei misteri»), trattato di magia ebraica risalente al III-IV secolo, descrive sette cieli, gerarchie angeliche e rituali d'invocazione.
Nel Seicento, i seguaci del falso messia Sabbatai Zevi utilizzarono la ghematria per legittimarne le pretese messianiche. Nel secolo successivo, il movimento di Jacob Frank, nato dal sabbatianesimo, intrecciò rapporti documentati con ambienti massonici ed esoterici europei. Un recente studio dello storico Aaron French (2026) approfondisce proprio l'influenza franchista sull'Ordine dei Fratelli Asiatici, formazione massonica settecentesca aperta anche agli ebrei.
Ioltre, il numero sette conserva un significato particolare anche in Chabad-Lubavitch: il suo settimo Rebbe, Menachem Mendel Schneerson, attribuiva alla «settima generazione» una missione decisiva nel processo di redenzione messianica.
Si tratta di tradizioni storicamente distinte, non di un'unica organizzazione occulta.
E quel 77,7%? Il dato corrisponde a una percentuale arrotondata e rilevata alle 22:00, quando le operazioni di voto non erano ancora completamente concluse. Nessuna prova collega quella cifra a un'intenzionalità rituale.
Né voglio iniziare a teorizzare teorie complottiste. È solo una coincidenza. Una singolare coincidenza.
Una coincidenza che offre l'occasione per riscoprire una storia poco conosciuta: quella degli intrecci, fra mistica ebraica, magia rituale, messianismi eterodossi e società iniziatiche europee.
Lo ripeto: Solo una coincidenza.
ARTICOLO CORRELATO:
Sabbatiani e frankisti tra storia, attualità e pentecostalismo
(by Filippo Chinnici)
A queste elezioni israeliane mi ha colpito l'affluenza che ha raggiunto il 77,7%, il livello più alto registrato alla chiusura dei seggi dal 1999. Mi ha colpito perché una triplice ripetizione del numero sette, nel contesto della tradizione mistica ed esoterica ebraica, non può passare inosservato. Non so se altri noteranno la stessa cosa, ma ho deciso di scrivere questi pensieri, di pancia.
Il sette, infatti, non rappresenta soltanto la completezza nella simbologia biblica, ma assume altri significati.
Nella Qabbalah contraddistingue le sette sefirot inferiori, mentre l'antico Sefer ha-Razim («Libro dei misteri»), trattato di magia ebraica risalente al III-IV secolo, descrive sette cieli, gerarchie angeliche e rituali d'invocazione.
Nel Seicento, i seguaci del falso messia Sabbatai Zevi utilizzarono la ghematria per legittimarne le pretese messianiche. Nel secolo successivo, il movimento di Jacob Frank, nato dal sabbatianesimo, intrecciò rapporti documentati con ambienti massonici ed esoterici europei. Un recente studio dello storico Aaron French (2026) approfondisce proprio l'influenza franchista sull'Ordine dei Fratelli Asiatici, formazione massonica settecentesca aperta anche agli ebrei.
Ioltre, il numero sette conserva un significato particolare anche in Chabad-Lubavitch: il suo settimo Rebbe, Menachem Mendel Schneerson, attribuiva alla «settima generazione» una missione decisiva nel processo di redenzione messianica.
Si tratta di tradizioni storicamente distinte, non di un'unica organizzazione occulta.
E quel 77,7%? Il dato corrisponde a una percentuale arrotondata e rilevata alle 22:00, quando le operazioni di voto non erano ancora completamente concluse. Nessuna prova collega quella cifra a un'intenzionalità rituale.
Né voglio iniziare a teorizzare teorie complottiste. È solo una coincidenza. Una singolare coincidenza.
Una coincidenza che offre l'occasione per riscoprire una storia poco conosciuta: quella degli intrecci, fra mistica ebraica, magia rituale, messianismi eterodossi e società iniziatiche europee.
Lo ripeto: Solo una coincidenza.
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Sabbatiani e frankisti tra storia, attualità e pentecostalismo
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Sabbatiani e frankisti tra storia, attualità e pentecostalismo
© Filippo Chinnici e-book distribuito gratuitamente Le risposte a queste domande, forse la troveremo più avanti se si ha la pazienza di leggere tutto con calma fino alla fine.
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🔴 SPAGNA, NUOVA STRAGE FERROVIARIA: ALMENO 68 MORTI. COSA STA ACCADENDO?
Un treno AVE Renfe ha tamponato un convoglio Iryo fermo presso Toledo: almeno 68 morti e decine di feriti.
È la seconda strage sulla direttrice Madrid-Andalusia in nove mesi: il 18 gennaio, ad Adamuz, morirono 46 persone. Seguirono altri incidenti in Catalogna e a Cartagena.
Ma emerge un particolare inquietante: secondo le prime ricostruzioni, 24 minuti prima dello scontro sarebbe andato fuori servizio il sistema automatico di sicurezza LZB. Un operatore avrebbe poi autorizzato la ripartenza dell'AVE mentre l'altro convoglio occupava ancora i binari.
Si indaga su malfunzionamenti ed errori umani, senza prove di sabotaggio.
Guasto, errore umano o sabotaggio?
Un guasto può provocare un'emergenza. Ma perché tutte le successive barriere di sicurezza avrebbero fallito?
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Un treno AVE Renfe ha tamponato un convoglio Iryo fermo presso Toledo: almeno 68 morti e decine di feriti.
È la seconda strage sulla direttrice Madrid-Andalusia in nove mesi: il 18 gennaio, ad Adamuz, morirono 46 persone. Seguirono altri incidenti in Catalogna e a Cartagena.
Ma emerge un particolare inquietante: secondo le prime ricostruzioni, 24 minuti prima dello scontro sarebbe andato fuori servizio il sistema automatico di sicurezza LZB. Un operatore avrebbe poi autorizzato la ripartenza dell'AVE mentre l'altro convoglio occupava ancora i binari.
Si indaga su malfunzionamenti ed errori umani, senza prove di sabotaggio.
Guasto, errore umano o sabotaggio?
Un guasto può provocare un'emergenza. Ma perché tutte le successive barriere di sicurezza avrebbero fallito?
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🔴 ISRAELE, NETANYAHU AVANTI MA SENZA MAGGIORANZA: L'OMBRA DELLO SCONTRO INTERNO Alle 9:20 del 28 ottobre, con il 66,2% delle urne scrutinate, il blocco di Netanyahu ottiene 56 seggi, quello di Gadi Eisenkot 48 e i partiti arabi 16. Per governare ne servono…
LE ELEZIONI IN ISRAELE NON CAMBIANO NULLA PER I PALESTINESI.
I media occidentali presentano le elezioni come una sfida tra la coalizione di estrema destra di Netanyahu e un’opposizione «moderata». In realtà, l’alternativa a Netanyahu è un’alleanza di generali e oltranzisti che da decenni alimentano lo stesso apparato di violenza ed espropriazione:
Gadi Eisenkot: principale candidato dell’opposizione, ideatore della dottrina Dahiya, che prevede la distruzione deliberata e sproporzionata delle infrastrutture civili. Ha fatto parte del gabinetto di guerra per Gaza, liquidando le indagini della Corte penale internazionale sui crimini di guerra come «antisemitismo».
Yair Lapid: il presunto centrista il cui principio dichiarato è «il massimo numero di ebrei sulla massima estensione di territorio, con il minimo numero di palestinesi».
Avigdor Lieberman: ha dichiarato che «a Gaza non ci sono innocenti», mentre interrompeva le forniture di acqua, elettricità e cibo.
Naftali Bennett: si è vantato pubblicamente: «Ho ucciso molti arabi nella mia vita e non c’è alcun problema».
Intanto, sul terreno:
🔹 I coloni armati dallo Stato di Israele continuano a espellere le comunità palestinesi sotto la minaccia delle armi.
🔹 Le demolizioni in tutta Gerusalemme Est accelerano senza sosta.
🔹 Le organizzazioni per i diritti umani documentano torture sistematiche, praticate su scala industriale nei campi di detenzione.
Il voto a Tel Aviv non è una scelta tra occupazione e pace. È una scelta tra l’estremismo dichiarato di Netanyahu e una versione dello stesso identico Stato di apartheid, ripulita agli occhi della comunità internazionale e rappresentata dai suoi avversari.
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I media occidentali presentano le elezioni come una sfida tra la coalizione di estrema destra di Netanyahu e un’opposizione «moderata». In realtà, l’alternativa a Netanyahu è un’alleanza di generali e oltranzisti che da decenni alimentano lo stesso apparato di violenza ed espropriazione:
Gadi Eisenkot: principale candidato dell’opposizione, ideatore della dottrina Dahiya, che prevede la distruzione deliberata e sproporzionata delle infrastrutture civili. Ha fatto parte del gabinetto di guerra per Gaza, liquidando le indagini della Corte penale internazionale sui crimini di guerra come «antisemitismo».
Yair Lapid: il presunto centrista il cui principio dichiarato è «il massimo numero di ebrei sulla massima estensione di territorio, con il minimo numero di palestinesi».
Avigdor Lieberman: ha dichiarato che «a Gaza non ci sono innocenti», mentre interrompeva le forniture di acqua, elettricità e cibo.
Naftali Bennett: si è vantato pubblicamente: «Ho ucciso molti arabi nella mia vita e non c’è alcun problema».
Intanto, sul terreno:
🔹 I coloni armati dallo Stato di Israele continuano a espellere le comunità palestinesi sotto la minaccia delle armi.
🔹 Le demolizioni in tutta Gerusalemme Est accelerano senza sosta.
🔹 Le organizzazioni per i diritti umani documentano torture sistematiche, praticate su scala industriale nei campi di detenzione.
Il voto a Tel Aviv non è una scelta tra occupazione e pace. È una scelta tra l’estremismo dichiarato di Netanyahu e una versione dello stesso identico Stato di apartheid, ripulita agli occhi della comunità internazionale e rappresentata dai suoi avversari.
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Il primo canale nato dal popolo: oltre 1500 ricercatori liberi che indagano in più lingue, incrociano fonti, verificano dati e cercano la verità oltre propaganda e censura.
https://laveritarendeliberi.it
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☀️ ma che bella giornata... si lo sarà 🔝
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‼️ BRASILE, FLÁVIO BOLSONARO FUGGE NEGLI STATI UNITI: OPERAZIONE ORGANIZZATA DALLA CASA BIANCA
Il candidato alla presidenza brasiliana Flávio Bolsonaro è arrivato in Florida, fuggendo dal regime di Lula da Silva.
La Casa Bianca ha confermato di aver organizzato e condotto l'operazione per far uscire il senatore dal Brasile, nel sospetto che Alexandre de Moraes, giudice del Supremo Tribunale Federale (STF), stesse preparando il suo arresto.
Secondo funzionari statunitensi, l'operazione sarebbe stata «molto più semplice» rispetto a quella condotta per portare fuori dal Venezuela la leader dell'opposizione María Corina Machado e sarebbe risultata «impossibile da individuare» per i servizi d'intelligence brasiliani.
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Il candidato alla presidenza brasiliana Flávio Bolsonaro è arrivato in Florida, fuggendo dal regime di Lula da Silva.
La Casa Bianca ha confermato di aver organizzato e condotto l'operazione per far uscire il senatore dal Brasile, nel sospetto che Alexandre de Moraes, giudice del Supremo Tribunale Federale (STF), stesse preparando il suo arresto.
Secondo funzionari statunitensi, l'operazione sarebbe stata «molto più semplice» rispetto a quella condotta per portare fuori dal Venezuela la leader dell'opposizione María Corina Machado e sarebbe risultata «impossibile da individuare» per i servizi d'intelligence brasiliani.
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‼️ Trump CONFERMA di aver autorizzato il viaggio di Flávio Bolsonaro negli Stati Uniti e afferma che il senatore si trovava in Argentina, ammettendo inoltre di aver supervisionato personalmente l’operazione che ha portato fuori dal territorio brasiliano l’allora ex candidato alla presidenza.
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«Le elezioni sono state MOLTO strane. Le ho trovate terribili. Inizialmente non mi sono schierato. Conosco Lula. Non conosco molto bene Flávio, ma conosco molto bene suo padre [Jair], che è stato trattato molto male. Hanno ottenuto un risultato [elettorale], MA il modo in cui l’hanno ottenuto è stato inaccettabile. Ho sentito che ora si trova in Argentina e certamente approverei il suo arrivo [negli Stati Uniti]».
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