LA VERITÀ RENDE LIBERI
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Chiedo scusa ma devo uscire. Da me sono ancora le 16:50 e ho ricevuto una telefonata e devo uscire. Un fuori programma. Sono un imprenditore e non un giornalista e faccio questo solo per ovvie ragioni. Un abbraccio
Care amiche e amici finalmente qui saremo un po' più liberi di parlare senza censure. Per chi non lo sa io vivo tra Canada e Stati Uniti per cui il fuso orario cambia spesso
AVVELENATI GLI INFORMATICI DI MARICOPA

La diffusione dei risultati dell'audit di Maricopa è stata ritardata perché i Cyber Ninja protagonisti dell’operazione sono stati avvelenati da virus, cioè artifici bellici evidentemente prodotti in laboratorio. Ufficialmente trattasi di casi particolarmente gravi di malati denominati da COVID-19.

I malcapitati di Maricopa versano in condizioni critiche in ospedale e questa vicenda sembra il tentativo di rievocare quella di Boris Johnson dello scorso anno, quando illo tempore il Premier britannico fu indotto a miti consigli da un’improvvisa malattia sopravvenutagli.

Il Deep State, ancorché abbia perso la ‘base’ dell’Afghanistan e abbia verificato l’inconsistenza di Biden, incapace soprattutto di tutelare il potere dei grandi banchieri, ormai sempre più schiacciati sotto la spada di Damocle della sopravanzante moneta gold backed, si ostina a giocare il tutto per tutto a colpi di armi di guerra biologica.

D’ora in poi è sbagliato definire ammalati i pazienti COVID-19, bensì è opportuno definirli vittime da avvelenamento biologico. Un giorno sapremo come raggi invisibili di onde elettromagnetiche agiscano sull’innocuo coronavirus di Wuhan per causare patologie gravi.

Segue nota del Senato dell’Arizona che poche ore fa ha comunicato il ritardo a causa delle condizioni di salute di 3 dei 5 membri dello staff dell’Audit forense ammalati COVID-19.
TRADUZIONE
Oggi riceviamo una parte della bozza del rapporto dal team di analisi dell'audit elettorale. Il team si aspettava di avere la bozza completa pronta per il Senato oggi, ma sfortunatamente il CEO di Cyber Ninjas Doug Logan e altri due membri del team di audit di cinque persone sono risultati positivi al COVID-19 e sono seriamente malati. Oltre a queste malattie, solo giovedì il Senato ha ricevuto le immagini delle buste elettorali dalla contea di Maricopa e spera di farle analizzare al più presto per incorporare quei risultati nel rapporto finale. Il team legale del Senato si incontrerà mercoledì per iniziare a rivedere la bozza del rapporto e, quando verrà presentata la parte restante della bozza, il team del Senato terrà un'altra riunione per continuare a verificare l'accuratezza, la chiarezza e la prova della documentazione dei risultati, e una volta fatto ciò i dati saranno rilasciati al pubblico.
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⚡️Andrew Como, poche ore prima di dimettersi da governatore di New York, concede 5 commutazioni e 1 grzia a sei ASSASSINI.
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QUAL È LA VERITÀ SULL’AFGHANISTAN?

Nulla di tutto quello che si legge sui media corrisponde al vero. Da fonti attendibili di persone sul posto mi giungono voci che a Kabul la situazione è stabile. Non ci sono massacri per le strade e i talebani stanno persino offrendo assistenza e aiuto agli occidentali che si trovano sul posto. Perlomeno fino a oggi. È in corso una mistificazione della situazione in Afghanistan come sovente accade in tempi di guerra. E quella che stiamo vivendo è una guerra a tutti gli effetti. Coloro che non sono più giovanissimi si ricorderanno che anche nel 2003, durante la seconda guerra del Golfo, il mainstream mediatico raccontava di presunte prove dell’esistenza di armi di distruzione di massa in Iraq. Com’è ormai noto, la narrazione si rivelò del tutto falsa, e purtroppo nessuno pagò per quei crimini di guerra. A distanza di vent’anni la situazione si sta ripetendo con un Occidente che viene nutrito della propaganda mediatica orchestrata dalle lobby sioniste e neocon che sono in larghissima parte proprietarie dei più importanti mezzi di comunicazione americani e internazionali.
La vera storia della guerra in Afghanistan è tutt’altra e da un lato segna una tremenda sconfitta da parte del deep state americano e dall’altra sancisce la fine di una lunga “amicizia” tra i talebani e il “deep state” stesso.

GLI ANNI ’80 E L’AMICIZIA TRA TALEBANI E DEEP STATE
Intorno agli anni ’80 del secolo scorso nacquero i leggendari mujaheddin, i combattenti islamici che volevano porre fine al regime marxista nelle mani dell’URSS e per questo strinsero rapporti di amicizia con i servizi segreti americani. Fiumi di denaro arrivarono dagli Stati Uniti per finanziare le opposizioni islamiche che volevano respingere l’invasione di Mosca. Si parla di oltre 600 milioni di dollari all’anno di fondi neri stampati addirittura in Corea del nord (ma questa è un’altra questione). Tra i beneficiari vi era anche il principe saudita Osama bin Laden già profondamente disilluso all’epoca dalla monarchia dei Saud che bin Laden giudicava essere troppo prona agli interessi del deep state USA. Bin Laden però in quel periodo non era considerato ostile a Washington e collabora attivamente con le agenzie di intelligence americane. Pertanto, quello che verrà definito dai servizi segreti americani come il “principe del terrore” non è null’altro che un prodotto degli stessi servizi americani. Osama Bin Laden è un massone della loggia “Three Eyes” fondata da Rockefeller, Kissinger e Brzezinski che viene così arruolato in funzione antirussa. Anche Al Qaeda era una struttura ampiamente infiltrata ed eterodiretta.
La storia della guerra sovietica in Afghanistan è importante perché i mujaheddin degli anni’80 sono a tutti gli effetti gli antenati dei talebani degli anni’90. Tra le loro fila c’era anche il famoso Mullah Omar che diventerà poi il leader della fazione islamista che governerà il Paese.

GLI ANNI ’90 E LA FINE DELL’AMICIZIA
La storia d’amicizia tra i talebani e Washington termina nel 1996 quando il Mullah Omar guida i suoi uomini alla conquista dell’Afghanistan.
I talebani all’epoca erano un gruppo estremamente rigido e fanatico nell’applicazione della sharia, la cosiddetta legge islamica, e poi avevano un tremendo “difetto”: Non erano in vendita! Questi decisero di distruggere tutti i campi di oppio del Paese mandando su tutte le furie gli enormi interessi che gravitano attorno al narcotraffico. L’Afghanistan era il primo produttore di oppio al mondo che serve per raffinare l’eroina. Un’azione grave perché in questo modo i talebani stavano sfidando la finanza di New York e Londra che ha un ruolo di primo piano nel gestire e riciclare l’enorme flusso di denaro generato dal traffico internazionale di droga. Per questo i talebani finirono immediatamente su tutti i media come i cattivi e non di certo perché maltrattavano le donne o erano dei fanatici nell’applicazione della sharia, ovvero la legge coranica.
L’Arabia Saudita era, ed è tuttora, molto più radicale nella sua applicazione dell’islam wahabita sunnita, eppure nessuno ha nulla
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