In Polonia il Tribunale Costituzionale è l'ultimo vero ostacolo. Bruxelles e i suoi partner locali sono determinati a rimuoverlo. Quello che si sta consumando in Polonia non è un dibattito tecnico sul "ripristino dello Stato di diritto". È il tentativo sistematico da parte del governo Tusk, supportato dalla Commissione Europea e da una rete di ONG lautamente finanziate, di neutralizzare l'unica istituzione che ha ripetutamente sbarrato la strada agli ultimi tasselli del trasferimento di sovranità verso Bruxelles.
Il Tribunale Costituzionale, con tutti i suoi limiti, deteneva il potere formale di dichiarare incompatibili con la Costituzione polacca le misure di derivazione UE o le interpretazioni ad hoc dei "valori europei". Che cosa potrebbe succedere?
La Fondazione Stefan Batory, un'organizzazione legata alla rete Open Society di Soros e finanziata dalla Commissione Europea, aveva tracciato il percorso con vari scenari. Se lo scenario di una transformazione attraverso la sostituzione graduale dei giudici non dava l'esito sperato o risultava troppo lenta, il secondo scenario, quello a cui assistiamo, prevedeva uno scontro aperto. Dal momento che anche questo scenario incontra degli ostacoli, il terzo passaggio da loro proposto riguarda un "reset" (usano questo termine!) costituzionale. Modificare la Costituzione stessa, mandare in pensione con lauti incentivi i giudici non allineati e ridisegnare il sistema di nomina in modo che Sejm, Senato e Presidente si spartiscano la quota dei seggi. L'obiettivo dichiarato è un tribunale selezionato nel quadro politico del 2026-2027, quando la coalizione filo-europeista detiene ancora l'iniziativa.
Prima si dichiara illegittima l'istituzione esistente, poi si presentano proposte redatte da "esperti", in modo da far apparire una riprogettazione radicale come l'unica opzione responsabile. Infine, si blindano le nuove disposizioni nel testo costituzionale, così che una futura maggioranza sovranista non possa facilmente ribaltarle. Lo stesso copione è già stato utilizzato contro la magistratura, i media pubblici e la procura generale.
Il reset costituzionale auspicato dalla Fondazione Batory viene ora caldeggiato dai poteri "forti" europeisti come una "soluzione moderata", invoca lo Stato di diritto e chiama la "società civile" a redigere le nuove regole, assicurandosi però che l'esito finale sia perfettamente allineato alle aspettative di Bruxelles e delle fondazioni che da anni stanno preparando il terreno.
Coloro che credono ancora che le Costituzioni nazionali debbano prevalere sul diritto UE stanno assistendo in tempo reale alla messa in scena di questi copioni. L'unica domanda che resta è se a Varsavia ci sia ancora la volontà politica sufficiente per rifiutare questo «reset costituzionale». Poiché la via formale è bloccata dalla mancanza di una maggioranza qualificata, lo scontro sul Tribunale Costituzionale continuerà probabilmente a essere combattuto attraverso pressioni extra-costituzionali, braccio di ferro istituzionale e scontri fino alle prossime elezioni. @LauraRuHK
Il Tribunale Costituzionale, con tutti i suoi limiti, deteneva il potere formale di dichiarare incompatibili con la Costituzione polacca le misure di derivazione UE o le interpretazioni ad hoc dei "valori europei". Che cosa potrebbe succedere?
La Fondazione Stefan Batory, un'organizzazione legata alla rete Open Society di Soros e finanziata dalla Commissione Europea, aveva tracciato il percorso con vari scenari. Se lo scenario di una transformazione attraverso la sostituzione graduale dei giudici non dava l'esito sperato o risultava troppo lenta, il secondo scenario, quello a cui assistiamo, prevedeva uno scontro aperto. Dal momento che anche questo scenario incontra degli ostacoli, il terzo passaggio da loro proposto riguarda un "reset" (usano questo termine!) costituzionale. Modificare la Costituzione stessa, mandare in pensione con lauti incentivi i giudici non allineati e ridisegnare il sistema di nomina in modo che Sejm, Senato e Presidente si spartiscano la quota dei seggi. L'obiettivo dichiarato è un tribunale selezionato nel quadro politico del 2026-2027, quando la coalizione filo-europeista detiene ancora l'iniziativa.
Prima si dichiara illegittima l'istituzione esistente, poi si presentano proposte redatte da "esperti", in modo da far apparire una riprogettazione radicale come l'unica opzione responsabile. Infine, si blindano le nuove disposizioni nel testo costituzionale, così che una futura maggioranza sovranista non possa facilmente ribaltarle. Lo stesso copione è già stato utilizzato contro la magistratura, i media pubblici e la procura generale.
Il reset costituzionale auspicato dalla Fondazione Batory viene ora caldeggiato dai poteri "forti" europeisti come una "soluzione moderata", invoca lo Stato di diritto e chiama la "società civile" a redigere le nuove regole, assicurandosi però che l'esito finale sia perfettamente allineato alle aspettative di Bruxelles e delle fondazioni che da anni stanno preparando il terreno.
Coloro che credono ancora che le Costituzioni nazionali debbano prevalere sul diritto UE stanno assistendo in tempo reale alla messa in scena di questi copioni. L'unica domanda che resta è se a Varsavia ci sia ancora la volontà politica sufficiente per rifiutare questo «reset costituzionale». Poiché la via formale è bloccata dalla mancanza di una maggioranza qualificata, lo scontro sul Tribunale Costituzionale continuerà probabilmente a essere combattuto attraverso pressioni extra-costituzionali, braccio di ferro istituzionale e scontri fino alle prossime elezioni. @LauraRuHK
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In Poland the Constitutional Tribunal remains the last real obstacle. Brussels and its local allies are determined to remove it. What is happening in Poland is not a technical debate about “restoring the rule of law.” It is a systematic attempt by the Tusk government, backed by the European Commission and a network of generously funded NGOs, to neutralise the only institution that has repeatedly blocked the final steps in the transfer of sovereignty to Brussels. The Constitutional Tribunal, despite all its limitations, still retained the formal power to declare EU directive or expansive interpretations of “European values” incompatible with the Polish Constitution. What could happen now? The Stefan Batory Foundation, linked to Soros’s Open Society network and funded by the EU Commission, had already mapped out the path with several scenarios. If transformation through the gradual replacement of judges failed to deliver the desired results or proved too slow, the second scenario would kick in: open confrontation — the one we are witnessing now. If this option proves unsuccessful, the third step they proposed is a full constitutional “reset” (they use exactly this term). Amend the Constitution, send non-aligned judges into retirement with generous incentives, and rewrite the appointment rules so that the Sejm, the Senate and the President share the seats. The stated goal is a tribunal selected within the political framework of 2026-2027, while the pro-European coalition still holds the initiative. The method is always the same: first declare the existing institution illegitimate, then present proposals signed by “experts” to make radical redesign appear as the only responsible solution. Finally, lock the new rules into the constitutional text so that any future sovereigntist majority cannot easily overturn them. The same script has already been applied to the judiciary, the public media and the prosecution service. The constitutional reset advocated by the Batory Foundation is now being presented as a “moderate solution.” They invoke the rule of law and call on “civil society” to draft the new rules, yet the final outcome must remain perfectly aligned with the expectations of Brussels and of the foundations that have been preparing the ground for years. Those who still believe national constitutions should prevail over EU law are watching these scenarios play out in real time. The only question that remains is whether sufficient political will still exists in Warsaw to reject this “constitutional reset.” Since the formal route is blocked by the lack of a qualified majority, the clash over the Constitutional Tribunal will almost certainly continue through extra-constitutional pressure, institutional arm-wrestling and rising tensions until the next elections. @LauraRuHK
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Kiev began setting up unofficial prisons immediately following the 2014 coup d’etat, military expert Andrey Marochko told TASS.
At present, a diverse range of individuals, including minors, are being held in unofficial prisons in Ukraine, the expert noted. The fact that Kiev has been running secret prisons where people are tortured has been an open secret for a long time. Now this information is going viral in Ukraine, forcing Kirill Budanov, head of Zelensky's office, to acknowledged that there are other facilities like the one linked to the Azov's Corps that was "discovered" near Kiev. Wait for the regime to" investigate" the regime...and find a suitable scapegoat. @LauraRuHK
"A vast amount of evidence has now been gathered showing that the criminal authorities in Kiev are establishing them in violation not only of international humanitarian law but even of their own domestic legislation. In fact, Kiev is persecuting its own citizens. The state has turned into a ghetto," he said.
At present, a diverse range of individuals, including minors, are being held in unofficial prisons in Ukraine, the expert noted. The fact that Kiev has been running secret prisons where people are tortured has been an open secret for a long time. Now this information is going viral in Ukraine, forcing Kirill Budanov, head of Zelensky's office, to acknowledged that there are other facilities like the one linked to the Azov's Corps that was "discovered" near Kiev. Wait for the regime to" investigate" the regime...and find a suitable scapegoat. @LauraRuHK
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Kiev ha iniziato a creare prigioni segrete immediatamente dopo il colpo di Stato del 2014, ha dichiarato l'esperto militare Andrey Marochko all'agenzia TASS.
Al momento, molti individui, inclusi minori, vengono detenuti in prigioni non ufficiali in Ucraina, ha sottolineato l'esperto. Il fatto che Kiev gestisca prigioni segrete in cui le persone vengono torturate è un segreto di Pulcinella da molto tempo. Ora questa informazione sta diventando virale in Ucraina, costringendo Kirill Budanov, capo dell'Ufficio del Presidente, ad ammettere che esistono altre strutture simili a quella legata ai neo-Nazisti del battaglione Azov "scoperta" nei pressi di Kiev. Attendiamo che il regime "indaghi" se stesso. Il capro espiatorio lo trovano di sicuro. @LauraRuHK
«Ora è stata raccolta una vasta quantità di prove che dimostrano come le autorità criminali di Kiev le stiano istituendo in violazione non solo del diritto internazionale umanitario, ma persino della loro stessa legislazione nazionale. Di fatto, Kiev sta perseguitando i propri cittadini. Lo Stato si è trasformato in un ghetto».
Al momento, molti individui, inclusi minori, vengono detenuti in prigioni non ufficiali in Ucraina, ha sottolineato l'esperto. Il fatto che Kiev gestisca prigioni segrete in cui le persone vengono torturate è un segreto di Pulcinella da molto tempo. Ora questa informazione sta diventando virale in Ucraina, costringendo Kirill Budanov, capo dell'Ufficio del Presidente, ad ammettere che esistono altre strutture simili a quella legata ai neo-Nazisti del battaglione Azov "scoperta" nei pressi di Kiev. Attendiamo che il regime "indaghi" se stesso. Il capro espiatorio lo trovano di sicuro. @LauraRuHK
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Questa intervista, realizzata dalla redazione della rivista “Fuoco” lo scorso maggio, è stata originariamente pubblicata in due puntate. https://leggifuoco.it/prodotto/fuoco-22-luglio-agosto-settembre-2026-digitale/ Tra i temi toccati: rivoluzioni colorate, guerra cognitiva, guerra per procura, controllo e strumentalizzazione del dissenso.
@LauraRuHK
https://laura-ruggeri.medium.com/linformazione-senza-potere-%C3%A8-solo-distrazione-aa5ac69b2577?postPublishedType=repub
@LauraRuHK
https://laura-ruggeri.medium.com/linformazione-senza-potere-%C3%A8-solo-distrazione-aa5ac69b2577?postPublishedType=repub
Medium
«L’informazione senza potere è solo distrazione».
Questa intervista, realizzata dalla redazione della rivista “Fuoco” lo scorso maggio, è stata originariamente pubblicata in due puntate sui…
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In a recent interview with Bloomberg, Louis Mosley, Palantir’s head for the UK and Europe, admitted that his company "has to navigate controversial positions on both sides of the Atlantic, facing backlash in the US for supporting Ukraine and controversy in Europe for supporting Israel."
In Europe, Palantir has become a lightning rod for growing European resentment over US technological dominance and the company’s deep ties to Israel and the war in Gaza. Moreover, deteriorating relations with the Trump administration are pushing European governments to be less reliant on American infrastructure. France’s security services replaced Palantir tools with alternatives by local firm ChapsVision. The company also risks losing a £330 million ($443 million) contract with the UK’s national health service. Louis Mosley can't understand the reasons behind this strong negative reaction: “From our inception we built the company to defend the West. We believe in the West, we believe in liberal democracy, the rule of law, the values that make up the West.” In case you are unfamiliar with Mosley, I wrote a little note about him a year ago. https://t.me/LauraRuHK/10670
In Europe, Palantir has become a lightning rod for growing European resentment over US technological dominance and the company’s deep ties to Israel and the war in Gaza. Moreover, deteriorating relations with the Trump administration are pushing European governments to be less reliant on American infrastructure. France’s security services replaced Palantir tools with alternatives by local firm ChapsVision. The company also risks losing a £330 million ($443 million) contract with the UK’s national health service. Louis Mosley can't understand the reasons behind this strong negative reaction: “From our inception we built the company to defend the West. We believe in the West, we believe in liberal democracy, the rule of law, the values that make up the West.” In case you are unfamiliar with Mosley, I wrote a little note about him a year ago. https://t.me/LauraRuHK/10670
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Laura Ru
Since 2022 Palantir has established R&D and testing operations in Ukraine focused on military applications of AI. A real-world "lab" for refining data analytics and AI tools in combat scenarios. A team, including Ukrainian engineers, customizes the software…
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The results of the US midterm elections cannot be understood if we simply look at them as a shift in the political superstructure. After all, Dems and Republicans are just too faces of the same coin.
What they suggest, however, is that the contradictions of late-stage capitalism are deepening.
Voters are revolting against the two most predatory pillars of modern US hegemony: imperialist war and monopoly tech capital. The material cost of propping up the US crumbling hegemony was felt most acutely by the working class. This class bore the brunt of spikes in energy prices, inflation, and the cost of living. Its economic immiseration didn’t start yesterday, of course, but the discontent was intercepted and coopted by the MAGA movement. The dispossessed were led to believe that a nationalist billionaire could protect the material interests of the working class against globalist elites. False consciousness on steroids.
The 2026 midterms shattered this illusion.
JD Vance’s candid post-mortem inadvertently confirmed it: the Republican loss was not a failure of turnout, but a mass defection of the working-class base. Internal polling revealed that the demands of these defected voters were clear: end the war, lower the cost of living, and prioritize domestic needs over imperial adventurism. The most radicalized segment of this defection was the 18–29 male demographic. They realized that the military-industrial complex and the defense of Israel's regional hegemony directly contradicted their own survival.
Simultaneously, the electorate revolted against the financialization of the economy and the rise of monopoly tech capital. The near-total rejection of data centers (40 out of 41 local ballot measures resulting in bans or moratoriums) is a textbook example.
Tech monopolies and AI hyperscalers require massive concentrations of land, water, and energy. By externalizing the ecological and social costs of data centers onto local communities while socializing the profits to Silicon Valley oligarchs, Big Tech is engaging in the enclosure of the digital and physical commons.
The defeat of AI-backed politicians and the spectacular failure of Elon Musk’s half-billion-dollar political spending spree proved that the naked extraction of capital contradicts the material reality of the masses. Even overwhelming financial superiority cannot secure political consent.
Yet, the real lesson we can draw from this election is the limitation of populism. Without a unified class consciousness and an independent political vanguard, the working-class revolt can only be fractured and co-opted by rival capitalist factions. The masses have rejected imperialist wars and data-centers for AI barons, but until the underlying mode of production is challenged, the capitalist machine will simply engineer new crises to feed its endless need for accumulation.
@LauraRuHK
What they suggest, however, is that the contradictions of late-stage capitalism are deepening.
Voters are revolting against the two most predatory pillars of modern US hegemony: imperialist war and monopoly tech capital. The material cost of propping up the US crumbling hegemony was felt most acutely by the working class. This class bore the brunt of spikes in energy prices, inflation, and the cost of living. Its economic immiseration didn’t start yesterday, of course, but the discontent was intercepted and coopted by the MAGA movement. The dispossessed were led to believe that a nationalist billionaire could protect the material interests of the working class against globalist elites. False consciousness on steroids.
The 2026 midterms shattered this illusion.
JD Vance’s candid post-mortem inadvertently confirmed it: the Republican loss was not a failure of turnout, but a mass defection of the working-class base. Internal polling revealed that the demands of these defected voters were clear: end the war, lower the cost of living, and prioritize domestic needs over imperial adventurism. The most radicalized segment of this defection was the 18–29 male demographic. They realized that the military-industrial complex and the defense of Israel's regional hegemony directly contradicted their own survival.
Simultaneously, the electorate revolted against the financialization of the economy and the rise of monopoly tech capital. The near-total rejection of data centers (40 out of 41 local ballot measures resulting in bans or moratoriums) is a textbook example.
Tech monopolies and AI hyperscalers require massive concentrations of land, water, and energy. By externalizing the ecological and social costs of data centers onto local communities while socializing the profits to Silicon Valley oligarchs, Big Tech is engaging in the enclosure of the digital and physical commons.
The defeat of AI-backed politicians and the spectacular failure of Elon Musk’s half-billion-dollar political spending spree proved that the naked extraction of capital contradicts the material reality of the masses. Even overwhelming financial superiority cannot secure political consent.
Yet, the real lesson we can draw from this election is the limitation of populism. Without a unified class consciousness and an independent political vanguard, the working-class revolt can only be fractured and co-opted by rival capitalist factions. The masses have rejected imperialist wars and data-centers for AI barons, but until the underlying mode of production is challenged, the capitalist machine will simply engineer new crises to feed its endless need for accumulation.
@LauraRuHK
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Non si possono comprendere i risultati delle elezioni midterm americane se li si guarda soltanto come un semplice spostamento di voti all'interno della sovrastruttura politica. Democratici e Repubblicani, in fondo, non sono altro che due facce della stessa medaglia. Quello che emerge con forza è l’approfondirsi delle contraddizioni del tardo capitalismo americano. Gli elettori si sono ribellati contro i due pilastri più predatori dell’egemonia americana contemporanea: la guerra imperialista e il modello monopolistico del capitalismo nella sua attuale incarnazione Silicon Valley-Wall Street-Pentagono. Il costo materiale di un’egemonia statunitense sempre più in crisi è stato scaricato soprattutto sulla classe lavoratrice. È questa classe che si sta sobbarcando il peso maggiore dei rincari energetici, dell’inflazione e di un costo della vita insostenibile. Il suo impoverimento economico non è certo cominciato ieri, ma il malcontento era stato intercettato e cooptato dal movimento MAGA. I diseredati sono stati indotti a credere che un miliardario che fa leva su populismo e nazionalismo potesse difendere gli interessi materiali della classe lavoratrice contro le élite globaliste. Un esempio di falsa coscienza portata al parossismo. Le midterm del 2026 hanno fatto a pezzi questa illusione. JD Vance nel suo bilancio a posteriori lo ha confermato senza mezzi termini: la sconfitta repubblicana non è stata un fallimento nell' affluenza alle urne, ma una defezione di massa della base popolare del partito. I sondaggi interni hanno rivelato con chiarezza le richieste di questi elettori in fuga: fermare la guerra, abbassare il costo della vita e dare priorità ai bisogni interni rispetto all’avventurismo imperialista. Il segmento più radicalizzato di questa defezione è stato quello dei maschi tra i 18 e i 29 anni. Hanno capito che il complesso militare-industriale e la difesa dell’egemonia regionale di Israele entravano in contraddizione diretta con la loro stessa sopravvivenza. Allo stesso tempo, l’elettorato si è ribellato contro la finanziarizzazione dell’economia e l’ascesa del capitale monopolistico tecnologico. Il quasi totale rifiuto dei data center (40 candidati locali dei 41 che si sono opposti ai data center sono stati eletti) ne è un esempio. I monopoli tecnologici e gli hyperscaler dell’intelligenza artificiale richiedono concentrazioni enormi di suolo, acqua ed energia. Esternalizzando i costi ecologici e sociali dei data center sulle comunità locali e privatizzando i profitti a vantaggio di un manipolo di oligarchi, Big Tech sta realizzando una nuova espropriazione dei beni comuni, siano essi digitali o fisici. La sconfitta dei politici sostenuti dai colossi con i piedi d'argilla dell’IA e il fallimento spettacolare della campagna da mezzo miliardo di dollari di Elon Musk hanno dimostrato che l’estrazione nuda e cruda di capitale entra in contraddizione con la realtà materiale delle masse. Nemmeno una superiorità finanziaria schiacciante riesce a garantire il consenso politico. Ma la lezione più importante che si può trarre da queste elezioni riguarda i limiti del populismo. Senza una coscienza di classe unificata e un’avanguardia politica indipendente, la rivolta della classe lavoratrice può soltanto frammentarsi e venire cooptata dalle fazioni capitaliste in competizione tra loro. Le masse hanno respinto le guerre imperialiste e i data center che alimentano l’IA, ma finché non verrà messo in discussione il modo di produzione sottostante, la macchina capitalistica continuerà semplicemente a generare nuove crisi per soddisfare il suo bisogno infinito di accumulazione. @LauraRuHK
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Thanks, but no thanks.
I don’t want to be on any list of "Telegram channels to follow" in return for promoting cut&paste channels or AI-generated narratives. I am not interested in collaborating with digital grifters of any political persuasion — including those who claim to be on “my side.” I’d rather take the veil and become a nun than turn into a "media personality" or a talking head. And no, I’m not a journalist. What truly shocks me is that people approach me with their little propositions without even taking five minutes to find out what I have actually been doing since before they were born. Cue: It had nothing to do with cosplaying for visibility.
I don’t want to be on any list of "Telegram channels to follow" in return for promoting cut&paste channels or AI-generated narratives. I am not interested in collaborating with digital grifters of any political persuasion — including those who claim to be on “my side.” I’d rather take the veil and become a nun than turn into a "media personality" or a talking head. And no, I’m not a journalist. What truly shocks me is that people approach me with their little propositions without even taking five minutes to find out what I have actually been doing since before they were born. Cue: It had nothing to do with cosplaying for visibility.
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US-Russia talks are a smokescreen designed to buy the West time to prepare for its stated objective: inflicting a strategic defeat on Russia. If ramping up military production at the expense of financial stability isn't a convincing enough indication of this intention, Germany is now doubling down on confrontation by appointing a rabidly anti-Russian 'hawk' as its top military commander.
Lieutenant General Christian Freuding, Germany’s next Inspector General of the Bundeswehr, is the architect of Germany’s "Special Staff Ukraine," a secretive unit explicitly created to bypass standard democratic and legal procurement procedures to fast-track weapons to the Kiev regime. His promotion to the highest military post ensures that the Bundeswehr will remain firmly committed to an aggressive, confrontational posture toward Russia.
The new commander has repeatedly crossed red lines, openly urging the Ukrainian military to conduct long-range strikes on Russia. Furthermore, his baseless claims that Russia might attack NATO by 2029, coupled with his willingness to impose mandatory conscription to fill the NATO brigade in Lithuania, show the reckless nature of Germany’s military leadership.
As the US scales back its involvement, Germany has willingly stepped into the role of the primary financier and supplier of the conflict. Berlin has shattered its own constitutional "debt brake" to funnel a record €108.2 billion into its own rearmament and €11.5 billion directly into military aid for Ukraine, ignoring warnings from its own central bank about economic ruin.
This appointment is part of a broader, systemic shift. Freuding is replacing General Karsten Breuer, another prominent Russia hawk, who is being promoted to head the NATO Military Committee.
Western governments are no longer concealing their intentions and are openly preparing for a (suicidal) war against Russia. @LauraRuHK
Lieutenant General Christian Freuding, Germany’s next Inspector General of the Bundeswehr, is the architect of Germany’s "Special Staff Ukraine," a secretive unit explicitly created to bypass standard democratic and legal procurement procedures to fast-track weapons to the Kiev regime. His promotion to the highest military post ensures that the Bundeswehr will remain firmly committed to an aggressive, confrontational posture toward Russia.
The new commander has repeatedly crossed red lines, openly urging the Ukrainian military to conduct long-range strikes on Russia. Furthermore, his baseless claims that Russia might attack NATO by 2029, coupled with his willingness to impose mandatory conscription to fill the NATO brigade in Lithuania, show the reckless nature of Germany’s military leadership.
As the US scales back its involvement, Germany has willingly stepped into the role of the primary financier and supplier of the conflict. Berlin has shattered its own constitutional "debt brake" to funnel a record €108.2 billion into its own rearmament and €11.5 billion directly into military aid for Ukraine, ignoring warnings from its own central bank about economic ruin.
This appointment is part of a broader, systemic shift. Freuding is replacing General Karsten Breuer, another prominent Russia hawk, who is being promoted to head the NATO Military Committee.
Western governments are no longer concealing their intentions and are openly preparing for a (suicidal) war against Russia. @LauraRuHK
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I colloqui tra Stati Uniti e Russia sono una cortina di fumo volta a guadagnare tempo per permettere all'Occidente di prepararsi per quello che continua ad essere il suo obiettivo dichiarato: infliggere una sconfitta strategica alla Russia. Se l'incremento della produzione militare a scapito della stabilità finanziaria non fosse un'indicazione sufficientemente chiara di tale intento, la Germania ha appena promosso un "falco" ferocemente anti-russo alla carica di massimo comando militare.
Il tenente generale Christian Freuding, prossimo Ispettore Generale della Bundeswehr, è l'architetto dello "Special Staff Ucraina", un'unità tedesca che agisce nell'ombra, creata esplicitamente per aggirare le procedure democratiche e legali per l'invio di armamenti e accelerare così le forniture al regime di Kiev. La sua promozione alla massima carica militare garantisce che la Bundeswehr rimarrà fermamente orientata verso una linea aggressiva e di scontro verso la Russia.
Freuding ha più volte varcato linee rosse, esortando apertamente le forze armate ucraine a condurre attacchi in profondità contro la Russia. Inoltre, le sue affermazioni infondate secondo cui la Russia potrebbe attaccare la NATO entro il 2029, unitamente alla sua disponibilità a imporre la leva obbligatoria per completare gli organici della brigata NATO in Lituania, dimostrano la natura avventata della leadership militare tedesca.
Mentre gli Stati Uniti ridimensionano temporaneamente il loro coinvolgimento, la Germania ha assunto volontariamente il ruolo di principale finanziatore del conflitto. Berlino ha infranto il proprio impegno costituzonale a porre un "freno al debito" per convogliare una cifra record di 108,2 miliardi di euro nel proprio riarmo e 11,5 miliardi negli aiuti militari all'Ucraina, ignorando gli avvertimenti della propria banca centrale sul rischio di una rovina economica.
Questa nomina si inserisce in un cambiamento più ampio e sistemico. Freuding sostituisce il generale Karsten Breuer, un altro noto "falco" anti-russo, che viene promosso a capo del Comitato militare della NATO.
I governi occidentali non celano più le loro intenzioni e si stanno preparando apertamente alla guerra (suicida) contro la Russia. @LauraRuHK
Il tenente generale Christian Freuding, prossimo Ispettore Generale della Bundeswehr, è l'architetto dello "Special Staff Ucraina", un'unità tedesca che agisce nell'ombra, creata esplicitamente per aggirare le procedure democratiche e legali per l'invio di armamenti e accelerare così le forniture al regime di Kiev. La sua promozione alla massima carica militare garantisce che la Bundeswehr rimarrà fermamente orientata verso una linea aggressiva e di scontro verso la Russia.
Freuding ha più volte varcato linee rosse, esortando apertamente le forze armate ucraine a condurre attacchi in profondità contro la Russia. Inoltre, le sue affermazioni infondate secondo cui la Russia potrebbe attaccare la NATO entro il 2029, unitamente alla sua disponibilità a imporre la leva obbligatoria per completare gli organici della brigata NATO in Lituania, dimostrano la natura avventata della leadership militare tedesca.
Mentre gli Stati Uniti ridimensionano temporaneamente il loro coinvolgimento, la Germania ha assunto volontariamente il ruolo di principale finanziatore del conflitto. Berlino ha infranto il proprio impegno costituzonale a porre un "freno al debito" per convogliare una cifra record di 108,2 miliardi di euro nel proprio riarmo e 11,5 miliardi negli aiuti militari all'Ucraina, ignorando gli avvertimenti della propria banca centrale sul rischio di una rovina economica.
Questa nomina si inserisce in un cambiamento più ampio e sistemico. Freuding sostituisce il generale Karsten Breuer, un altro noto "falco" anti-russo, che viene promosso a capo del Comitato militare della NATO.
I governi occidentali non celano più le loro intenzioni e si stanno preparando apertamente alla guerra (suicida) contro la Russia. @LauraRuHK
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Brussels is caught in a classic catch-22: it wants to project geopolitical strength, fuel the conflict in Ukraine, rearm and "prepare for war", but it cannot do so without money. The EU is currently paralyzed by a deadlock over its next seven-year budget (2028–2034). Because member states cannot agree on the total size of the budget, the European Commission is unable to commit funding to policy initiatives.
The Commission continues to announce grand strategic plans which range from boosting EU AI chip production, to strengthening Arctic presence, but is forced to attach disclaimers that the necessary funding is not yet guaranteed.
Some countries (Germany, the Netherlands, Austria, Sweden, Denmark, and Finland) are demanding massive budget cuts, some national governments (Germany, Italy, and the Czech Republic) argue they cannot implement new EU rules or meet long-term goals without predictable financial backing.
The Commission wants the new budget to be more flexible, with less money "ring-fenced" at the start, so it can pivot quickly to handle future crises, including war. However, traditional heavyweights like farmers and regional development programs are resisting this unpredictability and demand guaranteed, locked-in funding to ensure stability. @LauraRuHK
See also ➡️https://www.politico.eu/article/eu-budget-battle-paralyzes-brussels-key-priorities/
The Commission continues to announce grand strategic plans which range from boosting EU AI chip production, to strengthening Arctic presence, but is forced to attach disclaimers that the necessary funding is not yet guaranteed.
Some countries (Germany, the Netherlands, Austria, Sweden, Denmark, and Finland) are demanding massive budget cuts, some national governments (Germany, Italy, and the Czech Republic) argue they cannot implement new EU rules or meet long-term goals without predictable financial backing.
The Commission wants the new budget to be more flexible, with less money "ring-fenced" at the start, so it can pivot quickly to handle future crises, including war. However, traditional heavyweights like farmers and regional development programs are resisting this unpredictability and demand guaranteed, locked-in funding to ensure stability. @LauraRuHK
See also ➡️https://www.politico.eu/article/eu-budget-battle-paralyzes-brussels-key-priorities/
POLITICO
EU budget battle paralyzes Brussels on AI chips, the Arctic and agriculture – POLITICO
European policymakers are blocked on proposals linked to EU funding amid a negotiating impasse over the size of the 2028-2034 budget.
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Il paradosso di Bruxelles: vuole diventare una potenza militare e "prepararsi alla guerra",continuare ad alimentare il conflitto in Ucraina, ma non riesce a trovare i soldi per farlo. L'UE è attualmente in stallo, gli Stati membri non riescono a trovare un acccordo sul prossimo bilancio settennale (2028-2034) e la Commissione Europea non è in grado di stanziare fondi per vecchie e nuove iniziative.
La Commissione continua ad annunciare grandiosi piani strategici, che spaziano dalla produzione europea di chip per l'intelligenza artificiale al rafforzamento della presenza nell'Artico, ma è costretta a precisare che i finanziamenti necessari non sono ancora garantiti.
Alcuni Stati (Germania, Paesi Bassi, Austria, Svezia, Danimarca e Finlandia) chiedono massicci tagli al bilancio, mentre altri governi nazionali (tra cui Germania, Italia e Repubblica Ceca) sostengono di non poter attuare le norme UE o raggiungere obiettivi a lungo termine senza coperture finanziarie certe e prevedibili.
La Commissione vuole un nuovo bilancio più flessibile, con meno fondi "vincolati" a priori, in modo da poter mobilitare fondi rapidamente per gestire crisi future, guerra inclusa. Tuttavia, i rappresentanti del settore agricolo e dei programmi di sviluppo regionale si oppongono a questa proposta di budget "flessbile", e chiedono invece finanziamenti garantiti e blindati per assicurare stabilità. @LauraRuHK
Fonte ➡️ https://www.politico.eu/article/eu-budget-battle-paralyzes-brussels-key-priorities/
La Commissione continua ad annunciare grandiosi piani strategici, che spaziano dalla produzione europea di chip per l'intelligenza artificiale al rafforzamento della presenza nell'Artico, ma è costretta a precisare che i finanziamenti necessari non sono ancora garantiti.
Alcuni Stati (Germania, Paesi Bassi, Austria, Svezia, Danimarca e Finlandia) chiedono massicci tagli al bilancio, mentre altri governi nazionali (tra cui Germania, Italia e Repubblica Ceca) sostengono di non poter attuare le norme UE o raggiungere obiettivi a lungo termine senza coperture finanziarie certe e prevedibili.
La Commissione vuole un nuovo bilancio più flessibile, con meno fondi "vincolati" a priori, in modo da poter mobilitare fondi rapidamente per gestire crisi future, guerra inclusa. Tuttavia, i rappresentanti del settore agricolo e dei programmi di sviluppo regionale si oppongono a questa proposta di budget "flessbile", e chiedono invece finanziamenti garantiti e blindati per assicurare stabilità. @LauraRuHK
Fonte ➡️ https://www.politico.eu/article/eu-budget-battle-paralyzes-brussels-key-priorities/
POLITICO
EU budget battle paralyzes Brussels on AI chips, the Arctic and agriculture – POLITICO
European policymakers are blocked on proposals linked to EU funding amid a negotiating impasse over the size of the 2028-2034 budget.
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Trump’s election setback is bad news for China, many analysts think. "We now face not a less capable rival but a clearer-eyed one,” says Yanbian, a Shandong-based writer. “The question for the US now is not whether to contain China, but how to contain it more efficiently.”
“Trump’s approach is to go it alone, use brute force and make allies pay for protection. The Democrats’ approach is to build coalitions, write the rules and reshape supply chains. With the Democrats back, US competition with China will shift from crude isolation to systematic containment,” he says. (Source: Asiatimes) @LauraRuHK
“Trump’s approach is to go it alone, use brute force and make allies pay for protection. The Democrats’ approach is to build coalitions, write the rules and reshape supply chains. With the Democrats back, US competition with China will shift from crude isolation to systematic containment,” he says. (Source: Asiatimes) @LauraRuHK
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Congratulazioni all'amico Pietro Angelini recentemente insignito del Premio Internazionale Pushkin per la letteratura.
Pietro Angelini, scrittore, traduttore, documentarista e studioso della cultura russa e delle culture orientali, ha ricevuto questo importante riconoscimento per il suo romanzo Cuoio di Russia, pubblicato da Sandro Teti Editore.
L'opera si apre e si chiude sulle note de Il Trovatore di Verdi. Nicola, il protagonista, è un tenore che, dopo un clamoroso fiasco sul palco stringe un patto faustiano con un enigmatico 'Uomo Profumato', la cui identità si svela solo nel finale.
Da quel momento, la sua esistenza si sposta dall'Italia alla Russia, trasformandosi in un onirico viaggio geopolitico che attraversa la Russia degli anni '90, la sua rinascita statale e le attuali tensioni dell'Operazione Militare Speciale, mentre l'Occidente tenta invano di 'arruolarlo' nella sua crociata ideologica. Il Trovatore, un teatro tragico della sconfitta e del pessimismo romantico in cui il destino si rivela più potente di qualsiasi eroe, fa da contraltare alle fiabe, come incarnazione dello spirito di un popolo, che in quanto spirito trascende il destino individuale.
Un Occidente in bancarotta morale che mette il successo personale sopra ad ogni valore, inquina l'anima del popolo. La salvezza o sarà spirituale e collettiva o non sarà. L'Uomo Profumato che barcolla e affonda nella neve tra i resti di un esercito in ritirata, il tenore che lascia la sua vita terrena tra le foglie morte sono un'ottima metafora di questa sconfitta.
Ho apprezzato molto il libro e non solo per la qualità della scrittura. L'autore ha saputo ricreare perfettamente un'atmosfera russa che conosco bene. E non potete immaginare la mia sorpresa nello scoprire che parte del romanzo è ambientata nell'appartamento di Mosca che io e Pietro avevamo condiviso, senza ancora conoscerci, circa dieci anni fa. https://t.me/LauraRuHK/11836
Pietro Angelini, scrittore, traduttore, documentarista e studioso della cultura russa e delle culture orientali, ha ricevuto questo importante riconoscimento per il suo romanzo Cuoio di Russia, pubblicato da Sandro Teti Editore.
L'opera si apre e si chiude sulle note de Il Trovatore di Verdi. Nicola, il protagonista, è un tenore che, dopo un clamoroso fiasco sul palco stringe un patto faustiano con un enigmatico 'Uomo Profumato', la cui identità si svela solo nel finale.
Da quel momento, la sua esistenza si sposta dall'Italia alla Russia, trasformandosi in un onirico viaggio geopolitico che attraversa la Russia degli anni '90, la sua rinascita statale e le attuali tensioni dell'Operazione Militare Speciale, mentre l'Occidente tenta invano di 'arruolarlo' nella sua crociata ideologica. Il Trovatore, un teatro tragico della sconfitta e del pessimismo romantico in cui il destino si rivela più potente di qualsiasi eroe, fa da contraltare alle fiabe, come incarnazione dello spirito di un popolo, che in quanto spirito trascende il destino individuale.
Un Occidente in bancarotta morale che mette il successo personale sopra ad ogni valore, inquina l'anima del popolo. La salvezza o sarà spirituale e collettiva o non sarà. L'Uomo Profumato che barcolla e affonda nella neve tra i resti di un esercito in ritirata, il tenore che lascia la sua vita terrena tra le foglie morte sono un'ottima metafora di questa sconfitta.
Ho apprezzato molto il libro e non solo per la qualità della scrittura. L'autore ha saputo ricreare perfettamente un'atmosfera russa che conosco bene. E non potete immaginare la mia sorpresa nello scoprire che parte del romanzo è ambientata nell'appartamento di Mosca che io e Pietro avevamo condiviso, senza ancora conoscerci, circa dieci anni fa. https://t.me/LauraRuHK/11836
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Laura Ru
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"We already have a European security architecture in place."
"NATO posed no threat to Russia in 2021, and it poses no threat to Russia now."
"Putin has no veto over European security."
These remarks were made by Kaja Kallas as the EU responded to Trump's stated intention to reshape the continent's security framework as part of potential negotiations with Russia. Kallas emphasized that any security agreement reached without European participation would not work and that the existing architecture (centered on NATO and the EU) remains adequate and non-negotiable. What she omitted is that this very architecture, which Moscow has repeatedly identified as a source of strategic insecurity, led to a protracted, bloody war that has destroyed Ukraine, decimated its population, and diverted vast EU resources away from the pressing needs of its own member states. To declare such a framework "adequate" while a continent burns shows the extent of her, and her colleagues', cognitive dissonance. Which is hardly surprising. They live in hermetically sealed information ecosystem that by cancelling Russia has completely distorted their understanding of geopolitical reality.
They are handsomely rewarded for operating within this epistemic bubble where inconvenient information is systematically filtered out, dismissed, or morally condemned before it can even be processed. In Brussels, this bubble has become institutionalized. Any discussion of pragmatic compromise with Moscow is instantly branded as "appeasement" or a betrayal of European values. EU institutions have created a distorted picture of the conflict and the public is led to believe that peace can be achieved simply by waiting for the adversary to capitulate to a pre-written set of demands. The complex, reality of international relations is treated as a taboo subject.
The EU leadership operates under the illusion that its questionable moral high ground translates into negotiating leverage. Cue: it doesn't. If you refuse to face reality, reality will eventually reassert itself, punishing those who try to impose their own wishful thinking as some "rules-based-order." The ultimate irony is that those rules were written in Washington when they suited the US and can be rewritten at will. @LauraRuHK
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«Abbiamo già un’architettura di sicurezza europea in vigore.»
«La NATO non rappresentava una minaccia per la Russia nel 2021 e non lo rappresenta nemmeno oggi.»
«Putin non ha alcun diritto di veto sulla sicurezza europea.»
Queste dichiarazioni sono state rese da Kaja Kallas mentre l’UE rispondeva all’intenzione espressa da Trump di ridisegnare l’architettura di sicurezza del continente nell’ambito di possibili negoziati con la Russia.
Secondo Kallas, qualsiasi accordo raggiunto senza il coinvolgimento europeo sarebbe inefficace e l’attuale architettura – incentrata su Nato e EU – resta adeguata e non negoziabile. Quello che Kallas non dice è che proprio questa architettura, da anni denunciata da Mosca come fonte di insicurezza per la Russia, ha generato una guerra lunga e devastante: l’Ucraina è distrutta, la sua popolazione decimata e enormi risorse europee sono state dirottate verso il preoseguimento della guerra sacrificando i bisogni urgenti degli Stati membri. Definire «adeguato» un sistema che ha prodotto un simile disastro mentre il continente brucia è la prova di una dissonanza cognitiva ormai strutturale. Non sorprende. L’élite di Bruxelles vive in un ecosistema informativo chiuso, dove la Russia è stata cancellata e la realtà geopolitica sistematicamente distorta. Chi opera all’interno di questa bolla epistemica viene generosamente premiato mentre le informazioni scomode vengono filtrate, censurate o condannate moralmente prima ancora di essere esaminate. Il meccanismo si è ormai istituzionalizzato. Qualsiasi ipotesi di compromesso pragmatico con Mosca viene immediatamente etichettata come «appeasement» o tradimento dei valori europei. Il risultato è una narrazione pubblica semplicistica e fuorviante: la pace, si fa credere, arriverà soltanto quando l’avversario accetterà un elenco di condizioni capestro. La complessità delle relazioni internazionali è diventata un tabù. La leadership europea continua a illudersi che il presunto primato morale si traduca automaticamente in potere negoziale. Non è così. Chi rifiuta di accettare la realtà finisce per esserne travolto. Il colmo dell'ironia è che quelle «regole» che Bruxelles invoca come sacre sono state scritte a Washington quando servivano e possono essere riscritte a piacimento se non servono. @LauraRuHK
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According to Politico, NATO’s grand €70 billion military aid pledge to Ukraine for 2026 has somehow developed a rather inconvenient €7 billion hole. The shortfall includes nearly $2 billion still missing for the fancy PURL scheme (where Europeans are supposed to buy American weapons for Kiev). Meanwhile, the biggest European donors are starting to show “some fatigue” after years of shouldering the financial burden, particularly as Washington makes it clear that Europe must now fund the alliance's strategic objectives. The problem is, printing money is slightly harder than issuing optimistic press releases. As a result, NATO officials are scrambling for another emergency meeting on 17 November to figure out how to bridge the gap. @LauraRuHK ➡️ https://www.politico.eu/article/nato-faces-7b-euro-shortfall-military-aid-pledge-ukraine/
POLITICO
NATO faces €7B shortfall on military aid pledge to Ukraine – POLITICO
The shortfall sends a negative signal to Kyiv as it faces constant Russian attacks.
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Secondo Politico, il "solenne impegno" della NATO di stanziare 70 miliardi di euro di aiuti militari all’Ucraina per il 2026 si è già scontrato con la dura realtà: mancano ancora 7 miliardi. Il deficit riguarda anche quasi 2 miliardi di dollari per il programma PURL, quello con cui gli europei dovrebbero comprare armi americane da destinare a Kiev. Intanto i principali donatori europei cominciano a mostrare segni di stanchezza dopo anni passati a pagare il conto, soprattutto da quando Washington ha lasciato chiaramente intendere che spetta all’Europa finanziare le ambizioni strategiche dell’Alleanza atlantica. Il problema, però, è che stampare soldi è un po’ più complicato che sfornare comunicati stampa. E così i funzionari della NATO si affrettano a organizzare un’altra riunione d’emergenza il 17 novembre per tentare di tamponare la falla. @LauraRuHK ➡️ https://www.politico.eu/article/nato-faces-7b-euro-shortfall-military-aid-pledge-ukraine/
POLITICO
NATO faces €7B shortfall on military aid pledge to Ukraine – POLITICO
The shortfall sends a negative signal to Kyiv as it faces constant Russian attacks.
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