Laura Ru
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Researcher & writer based in Hong Kong. Former academic. Longform articles archived at https://lauraruggeri.substack.com and https://laura-ruggeri.medium.com. Email: lauraru852@yandex.ru
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Mentre il conflitto tra Stati Uniti e Iran si protrae senza una risoluzione in vista, Washington sta manovrando per ridisegnare la mappa geopolitica ed energetica del Medio Oriente a proprio vantaggio. In questo quadro va letta la proposta del Libano all’Iraq di convogliare le sue esportazioni di petrolio greggio verso la costa mediterranea attraverso l’oleodotto Kirkuk-Tripoli per aggirare lo Stretto di Hormuz. Durante un incontro tra i primi ministri a Baghdad, le due parti hanno discusso il rafforzamento della cooperazione energetica. Nel primo anno, l’Iraq prevede di fornire 1 milione di tonnellate di petrolio greggio (75.000-85.000 tonnellate al mese) alla società statale libanese Electricité du Liban. È stato inoltre annunciato un tender per lo scambio di petrolio iracheno con carburante bunker e diesel, con la partecipazione di aziende del Kuwait e degli Emirati Arabi Uniti. Questo sviluppo fa seguito all’accordo tra Iraq e Siria firmato a Washington il 17 luglio per il ripristino dell’oleodotto Kirkuk-Baniyas, rimasto inattivo per diversi decenni. L'oleodotto attraversa la Siria, rendendo fondamentali le garanzie di sicurezza da parte di Damasco per qualsiasi rilancio del progetto (Vedi https://t.me/LauraRuHK/11518) L’Iraq, avendo perso gran parte della capacità di esportazione attraverso il porto di Bassora a causa del conflitto, dispone attualmente solo dell'oleodotto a bassa capacità verso Ceyhan, in Turchia. Nel frattempo, anche l’Arabia Saudita sta cercando rotte alternative per le proprie esportazioni di petrolio, a causa dei rischi nello Stretto di Bab el-Mandeb.
In questo contesto, Washington sta lavorando per mantenere Riyadh saldamente nella propria orbita. A luglio 2026, Stati Uniti e Arabia Saudita hanno firmato un accordo di cooperazione nucleare civile, con Trump che ha dichiarato esplicitamente che l’intesa è subordinata alla normalizzazione dei rapporti tra Riyadh e Israele nell’ambito degli Accordi di Abramo. Va sottolineato che le forze israeliane occupano parti del sud del Libano e il porto libanese di Tripoli si trova nel raggio di azione degli attacchi militari israeliani, e che Tel Aviv non ha ostacolato i nascenti accordi energetici tra Libano e Iraq. Un silenzio che molti interpretano come prova di una strategia americana coordinata, più che come una semplice coincidenza. @LauraRuHK
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Since 2016 Western media have accused Russia of "weaponizing migration", first through Syria and later Belarus, branding it an example of "Russia’s Hybrid Warfare Playbook". It was a pretext to fund the militarization of the EU's eastern borders long before Russia launched the SMO in 2022. In 2021 Poland declared a state of emergency (first time since WWII), then built a tall wall along the Belarus border and deployed thousands of guards, soldiers, and police. Refused entry to most asylum seekers, received support from the EU and Frontex, and coordinated EU sanctions against Belarus.
In 2023 Finland closed its entire 1,340 km land border with Russia, passed emergency legislation allowing border guards to turn back asylum seekers without processing applications.

▪️As thousands of migrants cross from Morocco into the Spanish enclave of Ceuta, causing a political crisis in Spain, will Western media make the same accusations against Morocco? Israel? The United States? Fat chance. @LauraRuHK
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E' dal 2016 che i media occidentali accusano la Russia di «usare i migranti come arma», prima attraverso la Siria e poi la Bielorussia, definendo la pratica un esempio di «Guerra Ibrida della Russia». Nel 2021 scatenarono una vera e propria isteria collettiva. Serviva da pretesto per convincere l'UE a finanziare la militarizzazione dei suoi confini orientali. Va notato che tutto questo avveniva ben prima che la Russia lanciasse l'Operazione Militare in Ucraina nel 2022. Nel 2021 la Polonia dichiarava lo stato di emergenza (la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale), costruiva un muro lungo il confine con la Bielorussia e schierava migliaia di guardie di frontiera, soldati e poliziotti. Ha ricevuto una dispensa speciale per respingere i migranti, tra cui molti richiedenti asilo, ha ricevuto sostegno dall’UE e da Frontex e ha coordinato sanzioni europee contro la Bielorussia. Nel 2023 la Finlandia chiudeva l’intero confine terrestre di 1.340 km con la Russia e approvava una legislazione d’emergenza che permetteva alle guardie di frontiera di respingere i richiedenti asilo senza accettare le loro domande. Ora che migliaia di migranti sono entrati dal Marocco nell’enclave spagnola di Ceuta, scatenando una crisi politica in Spagna, i media occidentali lanceranno le stesse accuse contro il Marocco? Contro Israele? Contro gli Stati Uniti? Non sia mai.
https://t.me/LauraRuHK/11547
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Italy’s military involvement in the Middle East crisis. In his article "Una guerra infinita" (An Endless War), Fausto Biloslavo reveals that since mid-March 2026, Italy has quietly deployed a significant military task force in the Persian Gulf to support Saudi Arabia, Kuwait, and Bahrain amid the US-Israel war on Iran. ▪️Italy deployed around 400 Air Force personnel (Task Force Air-Arabia) and around 300 Army personnel (Task Force Land-Arabia.)
SAMP/T air defense and anti-missile battery,
KRONOS radars (in Saudi Arabia and Bahrain)
Skynex anti-drone system (in the UAE)
Eurofighter Typhoon fighters
E-550A CAEW surveillance aircraft
C-130J transport aircraft

▪️The mission’s official purpose is "to protect allied airspace, strategic infrastructure, and maritime routes in the Gulf." Biloslavo notes that Italian forces are now operating in a high-risk area, effectively participating in a broader regional conflict without it being formally declared as a war mission in Italy. He emphasizes that this represents a significant and largely under-reported escalation of Italy’s military involvement in the Middle East crisis.

@LauraRuHK ➡️ https://www.ilgiornale.it/news/guerra/una-guerra-infinita/
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🔺The mass crossing into Ceuta is a textbook case of hybrid warfare. Coordinated social media posts declaring “Spain is an open door,” amplified by videos of people swimming across and references to a recent Supreme Court ruling, created a deliberate swarm effect. The operation mainly targeted Gen Z — young Moroccans aged 14–25 — turning them into the foot soldiers of a blitz attack designed to overwhelm Spanish authorities and stoke political chaos. Morocco has been used as a proxy by the US (it controls social media algorithms), although I would not exclude the involvement of other potential beneficiaries such as Israel and the UK. ➡️ See https://t.me/LauraRuHK/11547?single
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Alcuni migranti marocchini hanno raccontato a CBS News di aver visto post sui social media che affermavano «La Spagna è una porta aperta», insieme a video di persone che nuotavano dal Marocco a Ceuta. Un giovane ha detto che i post facevano riferimento alla recente sentenza della Corte Suprema spagnola. La media demografica appariva composta da giovani uomini marocchini di età compresa tra i 14 e i 25 anni. La maggior parte ha dichiarato di essere lì per trovare un lavoro migliore o guadagnare soldi. Uno ha detto a CBS News di sperare di giocare a calcio in Europa. Un altro ha affermato di voler vedere com’è l’Europa anche solo per un giorno, ma di aver capito perché ora deve tornare in Marocco.


🔺L’invasione di Ceuta è un esempio da manuale di guerra ibrida concepito per sfruttare l'effetto sciame. Questo effetto è stato prodotto da post coordinati sui social media che dichiaravano «La Spagna è una porta aperta», amplificati da video di persone che nuotavano attraverso lo stretto e da riferimenti a una recente sentenza della Corte Suprema. L’operazione ha fatto leva principalmente sulla Generazione Z — giovani marocchini di età compresa tra i 14 e i 25 anni — trasformandoli in truppe inconsapevoli di un attacco lampo progettato per sopraffare le autorità spagnole e alimentare il caos politico. Il Marocco è stato usato come proxy dagli Stati Uniti (che controllano gli algoritmi dei social media), anche se non escluderei il coinvolgimento di altri potenziali beneficiari dell'operazione come Israele e il Regno Unito.

➡️Vedi anche https://t.me/LauraRuHK/11550
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The US war on Iran is hitting America’s European vassals hardest.

The US can wage a low intensity, protracted war in the Middle East because the immediate economic pain falls disproportionately on its "allies". Europe gets the higher energy bills, industrial slowdown, and political instability, while Washington retains energy self-sufficiency. The pattern is not limited to the Middle East. The same logic operates in Europe's eastern theater, where the strategy of capturing EU elites has allowed Washington to externalize the costs of waging war against Russia through its proxy, Ukraine. European economies have to absorb the shock of severed energy ties, deindustrialization, and mass refugee flows, while the US supplies weapons (paid by EU countries) without enduring equivalent disruption on its own soil. @LauraRuHK
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Il prezzo medio del gas in Europa è salito del 50% a luglio, raggiungendo i 637 dollari per 1.000 metri cubi.

I paesi più colpiti dalla guerra degli Stati Uniti contro l'Iran, oltre alla vittima dell'aggressione, sono i vassalli dell'America.

Gli Stati Uniti possono condurre una guerra di bassa intensità e prolungata in Medio Oriente perché il costo economico immediato ricade in modo sproporzionato sui loro "alleati". Prendiamo l'Europa: si ritrova con bollette energetiche più alte, un rallentamento industriale e instabilità politica, mentre Washington mantiene l'autosufficienza energetica. Questo schema non si limita al Medio Oriente. La stessa logica opera nel teatro bellico sul fianco orientale dell'UE, dove la strategia di catturare le élite europee ha permesso a Washington di esternalizzare i costi della guerra contro la Russia combattuta dal suo proxy, l'Ucraina. Le economie europee devono assorbire lo shock dell'interruzione dei rapporti con la Russia, deindustrializzazione e milioni di rifugiati, mentre gli Stati Uniti forniscono armi (pagate dai paesi dell'UE) senza subire disagi analoghi, anzi traendone un enorme beneficio economico. @LauraRuHK
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If you want to understand how the US turned the world economy into a weapon, upending decades of globalization, a good start is Edward Fishman’s Chokepoints: American Power in the Age of Economic Warfare. Fishman, a former State Department official who played a central role in designing sanctions against Russia and helped craft the economic pressure strategy that led to the Iran nuclear deal during the Obama administration, now teaches economic statecraft at Columbia University.

Fishman explains how control over economic chokepoints such as the U.S. dollar, advanced semiconductor technology, and the services underpinning the global oil trade, has become the key to geopolitical power in the 21st century. His book has been described as the field manual of economic warfare, an important component of the hybrid war unleashed by Washington against its rivals.
While the book reveals the enemy's strategy, it also exposes its inherent weaknesses.

After failing to generate enough economic pain to induce a change in government policy, the goal of sanctions against China, Russia, Iran, etc. today is to sap economic vitality and impose a slow strangulation that makes the cost of resistance higher. The book inadvertently serves as a guide to how the US thinks, revealing the precise nodes of vulnerability it seeks to exploit. Since the West’s economic pressure is not a temporary response to specific actions or a tool for conflict resolution but could be described as a permanent feature of the US strategy, it follows that any agreement made with the US is only as durable as the next administration. The only viable response is to reduce dependence on the dollar and build resilient, parallel economic structures that are immune to US financial pressure.

If you read the book it becomes clear that China is the ultimate target of Fishman's analysis. Fishman traces the evolution of US strategy from the Obama administration's "timid" multilateralism to the Trump administration's coercive unilateralism and finally to the Biden administration's "small yard, high fence" approach to curbing China's technological rise. The US campaign against Huawei and the restrictions on semiconductor exports are textbook examples of using technology chokepoints to stifle a rival's rise.
The book's account of how the US has systematically leveraged its control over the global supply chain reinforces China's determination to achieve self-sufficiency in critical technologies. The chokepoint strategy is the primary driver of decoupling. But as the US weaponizes its control over these nodes, it incentivizes China and others to invest in parallel systems and turn the tables. The ultimate outcome, as Fishman himself admits, is the fragmentation of the global economy and the erosion of the very chokepoints that give the US its power.
The book can also be read as an admission of America's objective decline. Washington is no longer confident it can win a conventional war, so it has turned to economic strangulation. Yet as Russia has shown, and as Iran and China are demonstrating, the ability to endure is becoming the most important strategic asset. These countries have learned to resist Western pressure and systematically built alternative systems, created multilateral alliances, and turned the concept of "chokepoints" against the West. As a result, the West's ability to coerce through economic means is increasingly contested. @LauraRuHK
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Se volete capire come gli Stati Uniti abbiano trasformato l’economia mondiale in un’arma, stravolgendo decenni di globalizzazione, un utile punto di partenza è Chokepoints: American Power in the Age of Economic Warfare di Edward Fishman. Fishman, ex funzionario del Dipartimento di Stato che ha avuto un ruolo centrale nella progettazione delle sanzioni contro la Russia e ha contribuito a elaborare la strategia di pressione economica che ha portato all’accordo nucleare con l’Iran durante l’amministrazione Obama, oggi insegna Economic Statecraft alla Columbia University. Fishman spiega come il controllo sui punti di strozzatura dell'economia mondiale — come il dollaro americano, la tecnologia avanzata dei semiconduttori e i servizi che sostengono il commercio globale del petrolio — sia diventato la chiave del potere geopolitico nel XXI secolo. Il suo libro è stato definito il manuale da campo della guerra economica, una componente importante della guerra ibrida scatenata da Washington contro i suoi rivali. ▪️Sebbene il libro riveli la strategia del nemico yankee, ne espone anche le debolezze intrinseche. Dopo aver fallito nell'intento di provocare abbastanza dolore da indurre un cambiamentoi politico nei paesi bersaglio, l’obiettivo delle sanzioni contro Cina, Russia, Iran e altri è oggi quello di prosciugare la vitalità economica e operare un lento strangolamento che renda il costo della resistenza sempre più alto. Il libro funge involontariamente da buco della serratura da cui scorgere il modo di pensare degli Stati Uniti, rivelando quali sono i nodi di vulnerabilità che Washington cerca di sfruttare. ▪️Poiché la pressione economica occidentale non è una risposta temporanea a specifiche azioni né uno strumento di risoluzione dei conflitti, ma può essere descritta come una caratteristica permanente della strategia americana, ne consegue che qualsiasi accordo con gli Stati Uniti vale solo fino alla prossima amministrazione. L’unica risposta sensata e praticabile è ridurre la dipendenza dal dollaro e costruire strutture economiche parallele e resistenti, immuni alla pressione finanziaria americana. ▪️Leggendo il libro diventa chiaro che la Cina è il bersaglio ultimo dell’analisi di Fishman. L’autore traccia l’evoluzione della strategia americana: dal multilateralismo «timido» dell’amministrazione Obama, all’unilateralismo coercitivo di Trump, fino all’approccio «small yard, high fence» di Biden per contenere l’ascesa tecnologica cinese. La campagna contro Huawei e le restrizioni sulle esportazioni di semiconduttori sono esempi da manuale di come si utilizzino chokepoints tecnologici per soffocare l’ascesa di un rivale. Il racconto di come gli Stati Uniti abbiano sistematicamente sfruttato il controllo sulle catene di approvvigionamento globali rafforza la determinazione della Cina a raggiungere l’autosufficienza nelle tecnologie critiche. La strategia dei chokepoints è il principale motore del decoupling, del disaccoppiamento. Ma via via che gli USA trasformano in un arma il controllo su questi nodi, incentivano Cina e altri paesi a investire in sistemi paralleli e a ribaltare le carte in tavola. L’esito finale, come ammette lo stesso Fishman, è la frammentazione dell’economia globale e l’erosione dell'importanza dei punti di strozzatura che finora hanno conferito potere agli Stati Uniti.▪️ Il libro può essere letto anche come un’ammissione del declino oggettivo degli USA. Washington non è più sicura di poter vincere una guerra convenzionale, quindi fa leva sullo strangolamento economico. Eppure, come ha dimostrato la Russia e come stanno dimostrando Iran e Cina, la capacità di sopportazione sta diventando l’asset strategico più importante. Questi paesi hanno imparato a resistere alla pressione occidentale, hanno costruito sistematicamente sistemi alternativi, creato alleanze multilaterali e ribaltato il concetto di «chokepoints» contro l’Occidente. Di conseguenza, la capacità dell’Occidente di imporre un prezzo insostenibile attraverso strumenti economici è sempre più contestata. @LauraRuHK
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On Monday, a Ukrainian drone struck a crowded beach in the Black Sea resort city of Gelendzhik, killing at least seven people, including three children, and wounding dozens more. Last night at least five people were killed and ten others wounded in an overnight Ukrainian drone strike near the town of Chekhov, in the Moscow Region. The Russian Defense Ministry said in a statement on Tuesday morning that 320 Ukrainian fixed-wing drones had been destroyed inside Russia in the previous 12 hours. The interceptions took place in more than a dozen regions as well as in Crimea.

A total of 49 civilians have been killed and more than 340 others wounded in Ukrainian attacks inside Russia over the past week, Russian Ambassador-at-Large Rodion Miroshnik said on Tuesday. The majority of the victims – 95% – were hit by drones, he stressed.

The Russian authorities have decried Kiev’s drone raids as terrorist attacks deliberately targeting civilians. One of the deadliest incidents in recent months happened in May, when several waves of Ukrainian UAVs struck a student dormitory in the Donbass town of Starobelsk, partially collapsing the five-story college residence and killing 21 people, mainly teenage girls. Add to this the recent strikes on Wildberries warehouses storing goods purchased online, as well as terrorist attacks carried out by radicalized and/or deceived Russians acting on behalf of Ukrainian intelligence services, and the picture becomes clear. Strikes on civilian targets are intended to terrorize the population, increase the human and economic cost, and create panic, in the erroneous belief that this would pressure the Russian government to halt its offensive or enter negotiations. When facing defeat on the front lines, Ukraine resorts to hitting “soft targets,” following NATO’s standard practice.

@LauraRuHK
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Lunedì un drone ucraino ha colpito una spiaggia affollata nella città balneare di Gelendzhik, sul Mar Nero, uccidendo almeno sette persone, tra cui tre bambini, e ferendone decine. La scorsa notte almeno cinque persone sono state uccise e altre dieci ferite in un attacco notturno con droni ucraini nei pressi della cittadina di Chekhov, nella regione di Mosca. Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato in un comunicato di martedì mattina di aver distrutto 320 droni ad ala fissa ucraini all’interno del territorio russo nelle 12 ore precedenti. Le intercettazioni sono avvenute in più di una dozzina di regioni, oltre che in Crimea. In totale, 49 civili sono stati uccisi e oltre 340 feriti negli attacchi ucraini in territorio russo nell’ultima settimana, ha dichiarato martedì l’Ambasciatore itinerante russo Rodion Miroshnik. La stragrande maggioranza delle vittime – il 95% – è stata colpita da droni, ha sottolineato. Le autorità russe hanno denunciato i raid con di Kiev come attacchi terroristici deliberatamente diretti contro i civili. Uno degli episodi più tragici degli ultimi mesi è avvenuto a maggio, quando UAV ucraini hanno colpito un dormitorio studentesco nella città di Starobelsk, nel Donbass, facendo parzialmente crollare l’edificio residenziale di cinque piani e uccidendo 21 persone, soprattutto ragazze adolescenti. Aggiungendo a questo i recenti attacchi ai magazzini di Wildberries, dove sono stoccati beni acquistati online, nonché gli attacchi terroristici compiuti da russi radicalizzati e/o ingannati che agiscono per conto dei servizi di intelligence ucraini, il quadro diventa chiaro. Gli attacchi contro obiettivi civili mirano a terrorizzare la popolazione, aumentare i costi umani ed economici e creare panico, nella convinzione errata che ciò spingerebbe il governo russo a interrompere l’offensiva o a sedersi al tavolo delle trattative. Come sempre, quando subisce sconfitte sul fronte, l’Ucraina ricorre a colpire i «bersagli facili», seguendo la prassi standard della NATO.

@LauraRuHK
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This hilarious picture is not the cover of a new Japanese anime. This is a "White Paper" in which Tokyo identifies external threats and ways to counter them.
Threats from China, Russia and the DPRK. Of course. To deal with them, the Japanese government intends to increase the country's military potential. The production of weapons is touted as a path to the country's economic growth and prosperity. EU countries may actually be tempted to take a leaf out of the Japanese propaganda handbook and issue their own version. Why bother with investing in education, healthcare, or infrastructure? Just produce more missiles. After all, who needs a prosperous, peaceful society when you can have a heavily armed, anxious one? (Photo credit: Vesti) @LauraRuHK
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Questa non è la copertina di un nuovo fumetto giapponese. Si tratta di un "Libro Bianco" in cui Tokyo identifica le minacce esterne e i modi per contrastarle. Minacce da Cina, Russia e Corea del Nord. Ovviamente. Per affrontarle, il governo giapponese intende aumentare il potenziale militare del paese. La produzione di armi viene presentata come una via verso la crescita economica e la prosperità della nazione. I paesi dell'UE potrebbero essere tentati di prendere esempio dal manuale di propaganda giapponese e pubblicare la loro versione. Perché preoccuparsi di investire in istruzione, sanità o infrastrutture? Basta produrre più missili. Dopotutto, tra una società prospera e pacifica e un paese armato e ansioso, che cosa scegliereste? (Crediti foto: Vesti) @LauraRuHK
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The US military has effectively run out of high-precision land-based tactical missiles due to its campaign against Iran, Reuters has reported, citing sources familiar with the matter.
Multiple media reports and independent assessments have signaled shortages of critical sophisticated munitions in the US inventory since a Center for Strategic and International (CSIS) report published in April. Apart from draining the Pentagon’s attack capabilities, the conflict is believed to have put a major dent in the US stock of anti-aircraft missiles. The country’s leadership has repeatedly denied such assertions, insisting it still has plenty of munitions.
According to Reuters sources the Iran conflict has depleted the US Army’s stock of surface-to-surface missiles, namely Army Tactical Missile Systems (ATACMS) and Precision Strike Missiles (PrSM), with two sources telling the agency the military has used “virtually all” of those weapons. While the degree to which the US military exhausted its stock of ATACMS was not previously known, the apparent exhaustion of the PrSM stock has been repeatedly reported since mid-April. (Source: RT) @LauraRuHK
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Le forze armate statunitensi hanno di fatto esaurito i missili tattici terrestri ad alta precisione a causa della campagna contro l'Iran, ha riferito Reuters, citando fonti informate.
Numerosi rapporti dei media e valutazioni indipendenti hanno segnalato carenze di munizioni sofisticate nelle scorte statunitensi sin dalla pubblicazione di un rapporto del Center for Strategic and International Studies (CSIS) ad aprile. Oltre ad aver prosciugato le capacità offensive del Pentagono, si ritiene che il conflitto abbia inflitto un duro colpo alle scorte statunitensi di missili antiaerei. La leadership del paese ha ripetutamente smentito tali affermazioni, insistendo sul fatto di disporre ancora di abbondanti munizioni.

Secondo le fonti di Reuters, il conflitto in Iran avrebbe esaurito le scorte dell'esercito statunitense di missili terra-terra, vale a dire gli Army Tactical Missile Systems (ATACMS) e i Precision Strike Missiles (PrSM), con due fonti che hanno riferito all'agenzia che i militari hanno utilizzato "praticamente tutti" questi armamenti. Sebbene non fosse noto in precedenza in che misura le forze armate statunitensi avessero esaurito le scorte di ATACMS, l'apparente esaurimento delle scorte di PrSM è stato ripetutamente segnalato dalla metà di aprile. (Fonte: RT) @LauraRuHK
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The Russian Defense Ministry published a list of destroyed transport, logistics and distribution centers in Ukraine. In Kiev: 🟥 MLP-Chaika Logistics Center — storage of components for long- and medium-range UAVs;
🟥Innovative terminal and logistics center "Novaya Pochta" — storage and distribution of dual-use goods for the production of UAVs, robotic systems and electronic warfare systems;
🟥Trans-Logistics Transport and Logistics Center — production of UAVs, storage of logistical equipment for the Armed Forces of Ukraine;
🟥The Epicenter Logistics Center — a large warehouse of dual-use goods and components for UAVs.

In the Kiev region:

🟥Brovary Terminal Logistics Center — storage of components for UAVs, including foreign production;
🟥Raben Ukraine Transport and Logistics Center - distribution and storage of components for UAVs;
🟥Brovary Logistics Center — Novaya Pochta sorting complex, storage of aircraft-type UAVs and components.

Attacks on naval vessels:

🟥Three dry cargo ships delivering weapons and military equipment for the Armed Forces of Ukraine were hit south of Odessa.

➡️Footage of these strikes on Ukrainian logistics infrastructure used by the Ukrainian Armed Forces for military purposes. https://t.me/SolovievLive/379914
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"Colpiamo, visto che le parole non le capiscono". Il Ministero della Difesa russo spiega graficamente con un meme gli attacchi di ieri notte con missili balistici e droni.🔺A Kiev e nella regione circostante sono andati distrutti diversi centri logistici, tra cui Nova Post, MLP-Chaika, Trans-Logistik ed Epicentr, utilizzati per lo stoccaggio e la distribuzione di componenti per droni e altre attrezzature militari. Il ministero afferma inoltre di aver colpito diversi centri logistici a Brovary, nella regione di Kiev, nonché tre navi mercantili a sud di Odessa, usate per trasportare armi destinate all’esercito ucraino. @LauraRuHK ➡️https://t.me/mod_russia/66275
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