"IL REGNO É IN MEZZO A VOI"
Luca 17:21, nella Nuova Riveduta 2006, afferma:
Questo versetto fa parte di una conversazione in cui Gesù risponde alla domanda dei farisei su quando sarebbe venuto il regno di Dio (Luca 17:20).
L'attesa dei farisei: I farisei, leader religiosi dell'epoca, attendevano un arrivo visibile, politico o apocalittico del regno di Dio, spesso associato a un Messia che avrebbe instaurato un regno fisico e rovesciato il dominio romano. La loro domanda riflette questa aspettativa di un evento chiaro e osservabile.
La risposta di Gesù: Gesù contesta la loro prospettiva affermando che il regno di Dio non giunge con segni visibili che le persone possano individuare ("Eccolo" o "Eccolo"). Piuttosto, dichiara che "il regno di Dio è in mezzo a voi" (o, in alcune traduzioni, "dentro di voi").
Interpretazione di "In mezzo a voi":
Realtà presente: Gesù sottolinea che il regno di Dio è già presente nella sua persona e nel suo ministero. Attraverso i suoi insegnamenti, i suoi miracoli e la sua vita, il regno di Dio si sta manifestando tra loro, anche se non corrisponde alle loro aspettative di un evento sconvolgente ed esteriore.
Dimensione spirituale: l'espressione "dentro di voi" (usata in alcune traduzioni) suggerisce una realtà interiore o spirituale. Il regno di Dio non è solo un evento futuro, ma un potere trasformativo presente che opera nei cuori e nelle vite di coloro che accolgono il messaggio di Gesù.
Aspetto comunitario: "In mezzo a voi" può anche implicare la presenza del regno all'interno della comunità dei credenti che incarnano i valori di Dio: amore, giustizia e misericordia.
Gesù corregge l'idea che il regno sia legato a un luogo o a uno spettacolo specifico. Non si tratta di un luogo fisico o di un singolo momento, ma del governo attivo di Dio che irrompe nel mondo attraverso Gesù e i suoi seguaci.
"In mezzo a voi" indica la presenza di Gesù rappresentante del Regno tra il popolo e la manifestazione del regno nella comunità.
La promessa tuttavia è che Gesù ritornerà come Re (sopra tutti i Re), instaurando pienamente il suo regno, che incarna i suoi valori di amore, giustizia e misericordia, e manifesterà il suo potere di guarigione e vita sul mondo e sulle persone per mille anni.
Luca 17:21, nella Nuova Riveduta 2006, afferma:
"né si dirà: "Eccolo qui", né: "Eccolo là", perché il regno di Dio è in mezzo a voi".
Questo versetto fa parte di una conversazione in cui Gesù risponde alla domanda dei farisei su quando sarebbe venuto il regno di Dio (Luca 17:20).
L'attesa dei farisei: I farisei, leader religiosi dell'epoca, attendevano un arrivo visibile, politico o apocalittico del regno di Dio, spesso associato a un Messia che avrebbe instaurato un regno fisico e rovesciato il dominio romano. La loro domanda riflette questa aspettativa di un evento chiaro e osservabile.
La risposta di Gesù: Gesù contesta la loro prospettiva affermando che il regno di Dio non giunge con segni visibili che le persone possano individuare ("Eccolo" o "Eccolo"). Piuttosto, dichiara che "il regno di Dio è in mezzo a voi" (o, in alcune traduzioni, "dentro di voi").
Interpretazione di "In mezzo a voi":
Realtà presente: Gesù sottolinea che il regno di Dio è già presente nella sua persona e nel suo ministero. Attraverso i suoi insegnamenti, i suoi miracoli e la sua vita, il regno di Dio si sta manifestando tra loro, anche se non corrisponde alle loro aspettative di un evento sconvolgente ed esteriore.
Dimensione spirituale: l'espressione "dentro di voi" (usata in alcune traduzioni) suggerisce una realtà interiore o spirituale. Il regno di Dio non è solo un evento futuro, ma un potere trasformativo presente che opera nei cuori e nelle vite di coloro che accolgono il messaggio di Gesù.
Aspetto comunitario: "In mezzo a voi" può anche implicare la presenza del regno all'interno della comunità dei credenti che incarnano i valori di Dio: amore, giustizia e misericordia.
Gesù corregge l'idea che il regno sia legato a un luogo o a uno spettacolo specifico. Non si tratta di un luogo fisico o di un singolo momento, ma del governo attivo di Dio che irrompe nel mondo attraverso Gesù e i suoi seguaci.
"In mezzo a voi" indica la presenza di Gesù rappresentante del Regno tra il popolo e la manifestazione del regno nella comunità.
La promessa tuttavia è che Gesù ritornerà come Re (sopra tutti i Re), instaurando pienamente il suo regno, che incarna i suoi valori di amore, giustizia e misericordia, e manifesterà il suo potere di guarigione e vita sul mondo e sulle persone per mille anni.
Al tempo di questi re, il Dio del cielo farà sorgere un regno che non sarà mai distrutto e non sarà trasmesso ad altro popolo: stritolerà e annienterà tutti gli altri regni, mentre esso durerà per sempre. - Daniele 2:44
Poi vidi alcuni troni e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare. (...) Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni" - Ap. 20:4
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LAMININA ✝️
La laminina è una molecola proteica presente nella matrice extracellulare dei tessuti umani, fondamentale per l'adesione cellulare e il supporto strutturale.
La sua forma, spesso descritta come simile a una croce, ha portato alcuni cristiani a stabilire un collegamento simbolico con la croce di Cristo, interpretandola come una firma divina in biologia che rimanda alla crocifissione e alla redenzione di Gesù.
Questa idea ha trovato riscontro nei sermoni, in particolare in quelli di Louie Giglio, che ha evidenziato la struttura a croce della laminina come un riflesso di Colossesi 1:17, che afferma:
I sostenitori vedono il ruolo della laminina nel tenere unite le cellule come una metafora del potere unificante di Cristo per il mondo.
La laminina è una molecola proteica presente nella matrice extracellulare dei tessuti umani, fondamentale per l'adesione cellulare e il supporto strutturale.
La sua forma, spesso descritta come simile a una croce, ha portato alcuni cristiani a stabilire un collegamento simbolico con la croce di Cristo, interpretandola come una firma divina in biologia che rimanda alla crocifissione e alla redenzione di Gesù.
Questa idea ha trovato riscontro nei sermoni, in particolare in quelli di Louie Giglio, che ha evidenziato la struttura a croce della laminina come un riflesso di Colossesi 1:17, che afferma:
"Egli [Cristo] è prima di ogni cosa, e tutte le cose sussistono in Lui" [Sua è la forza controllante e coesiva dell'universo.]
I sostenitori vedono il ruolo della laminina nel tenere unite le cellule come una metafora del potere unificante di Cristo per il mondo.
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Esulta grandemente, figlia di Sion, giubila, figlia di Gerusalemme! Ecco, il tuo re viene a te, giusto e vittorioso.
- Zaccaria 9:9
del Figlio invece afferma: Il tuo trono, Dio, sta in eterno e: Scettro giusto è lo scettro del tuo regno;
— Ebrei 1:8
"Costoro guerreggeranno contro l'Agnello, e l'Agnello li vincerà, perché egli è il Signore dei signori e il Re dei re; e vinceranno anche quelli che sono con lui, i chiamati, gli eletti e fedeli
— Apocalisse 17:14
Un nome porta scritto sul mantello e sul femore: Re dei re e Signore dei signori.
— Apocalisse 19:16
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Infatti, come dicono le Scritture: «Dio gli ha affidato tutto ciò che ha creato, dandogli autorità su tutte le cose» e lo ha eletto capo supremo della Chiesa,
— Efesini 1:22
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L'ARCANGELO MICHELE
Il potere dell'Arcangelo Michele è descritto come immenso nei testi giudaico-cristiani, sebbene la sua portata esatta non sia quantificata e vari a seconda della fonte.
Nella Bibbia, Michele è una figura angelica di spicco, spesso associata alla guerra spirituale e all'autorità divina:
In Daniele 10:13, 21: Michele è definito "uno dei primi principi" e aiuta a combattere le forze spirituali, in particolare il "principe di Persia", una potente demone.
È raffigurato come un protettore di Israele con una notevole influenza nei conflitti celesti.
In Giuda 1:9: Michele contende con Satana il corpo di Mosè, dimostrando la sua autorità nell'affrontare le più alte potenze demoniache, sebbene lo faccia con moderazione, invocando il giudizio di Dio piuttosto che il potere personale.
In Apocalisse 12:7-9 Michele guida gli eserciti celesti contro Satana e i suoi angeli, sconfiggendoli e scacciandoli. Questa vittoria sottolinea il suo ruolo di guerriero supremo con il potere di sconfiggere Satana stesso.
Nei testi come il Libro di Enoch, il ruolo di Michele si espande, raffigurandolo come esecutore chiave della volontà di Dio, che vincola gli angeli caduti e impone la giustizia divina.
Le tradizioni rabbiniche e poi cristiane lo elevano spesso a braccio destro di Dio, con autorità sui regni cosmici e spirituali, sebbene sempre subordinato a Dio.
Il suo potere non è assoluto, ma deriva e è limitato dalla volontà di Dio. A differenza di Dio, Michele è un essere creato, quindi la sua forza è finita, sebbene ineguagliata tra angeli e demoni nei resoconti canonici.
In sostanza, il potere di Michele è descritto come immenso nella guerra spirituale, sufficiente a sconfiggere Satana e proteggere il popolo di Dio, ma sempre come agente dell'autorità divina, non come una forza indipendente.
In Daniele 12:1 è lui l'angelo scelto da Dio per concludere la battaglia sulla terra.
Il potere dell'Arcangelo Michele è descritto come immenso nei testi giudaico-cristiani, sebbene la sua portata esatta non sia quantificata e vari a seconda della fonte.
Nella Bibbia, Michele è una figura angelica di spicco, spesso associata alla guerra spirituale e all'autorità divina:
In Daniele 10:13, 21: Michele è definito "uno dei primi principi" e aiuta a combattere le forze spirituali, in particolare il "principe di Persia", una potente demone.
È raffigurato come un protettore di Israele con una notevole influenza nei conflitti celesti.
In Giuda 1:9: Michele contende con Satana il corpo di Mosè, dimostrando la sua autorità nell'affrontare le più alte potenze demoniache, sebbene lo faccia con moderazione, invocando il giudizio di Dio piuttosto che il potere personale.
In Apocalisse 12:7-9 Michele guida gli eserciti celesti contro Satana e i suoi angeli, sconfiggendoli e scacciandoli. Questa vittoria sottolinea il suo ruolo di guerriero supremo con il potere di sconfiggere Satana stesso.
Nei testi come il Libro di Enoch, il ruolo di Michele si espande, raffigurandolo come esecutore chiave della volontà di Dio, che vincola gli angeli caduti e impone la giustizia divina.
Le tradizioni rabbiniche e poi cristiane lo elevano spesso a braccio destro di Dio, con autorità sui regni cosmici e spirituali, sebbene sempre subordinato a Dio.
Il suo potere non è assoluto, ma deriva e è limitato dalla volontà di Dio. A differenza di Dio, Michele è un essere creato, quindi la sua forza è finita, sebbene ineguagliata tra angeli e demoni nei resoconti canonici.
In sostanza, il potere di Michele è descritto come immenso nella guerra spirituale, sufficiente a sconfiggere Satana e proteggere il popolo di Dio, ma sempre come agente dell'autorità divina, non come una forza indipendente.
In Daniele 12:1 è lui l'angelo scelto da Dio per concludere la battaglia sulla terra.
"Or in quel tempo sorgerà Michele, il gran principe, che vigila sui figli del tuo popolo." — Daniele 12:1
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LE PIETRE DELLE 12 TRIBÚ DI ISRAELE
17 Lo coprirai con una incastonatura di pietre preziose, disposte in quattro file.
Una fila: una cornalina, un topazio e uno smeraldo: così la prima fila.
18 La seconda fila: un turchese, uno zaffìro e un berillo.
19 La terza fila: un giacinto, un'àgata e un'ametista.
20 La quarta fila: un crisòlito, un ònice e un diaspro.
Saranno inserite nell'oro mediante i loro castoni.
21 Le pietre corrisponderanno ai nomi degli Israeliti: dodici, secondo i loro nomi, e saranno incise come sigilli, ciascuna con il nome corrispondente, secondo le dodici tribù.
— Esodo 8:17-21
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L'ISLAM ☪️ USA LA BIBBIA (NUOVO TESTAMENTO✝️) PER VALIDARE IL SUO VANGELO (KORANO) MA ALLO STESSO TEMPO LA BIBBIA (NUOVO TESTAMENTO) LO INVALIDA
Ecco perchè:
I musulmani legittimano il loro vangelo (il Corano) grazie alla Bibbia, infatti una delle più importanti scritture del Nuovo Testamento che usano per legittimarsi è questa:
Secondo l’interpretazione islamica, il "Consolatore" (o Paracleto) non sarebbe lo Spirito Santo, ma Maometto, inviato come successore di Gesù per completare e correggere il messaggio divino.
Il versetto coranico Sura 10:94 inoltre, invita Maometto a consultare i "popoli del Libro" (ebrei 🕎 e cristiani ✝️) per confermare la verità del Corano, suggerendo un riconoscimento dell’autorità delle Scritture, nella Sura 10:94 infatti si legge:
La storia Musulmana narra che Maometto ha ricevuto il vangelo (Corano) da un Angelo (Arcangelo Gabriele) che tuttavia insegna a Maometto un Gesù diverso da quello del vangelo degli Apostoli:
- Gesù (Isa) è un profeta importante, nato dalla vergine Maria (Sura 3:45-47), ma non è il Figlio di Dio né parte di una Trinità (Sura 4:171, 5:116).
- La crocifissione di Gesù è negata: il Corano afferma che non fu crocifisso, ma che "sembrò così" (Sura 4:157), suggerendo una sostituzione o un’illusione.
Queste affermazioni contrastano con il cuore della fede cristiana, che proclama l’incarnazione (Giovanni 1:14), la divinità di Cristo e la sua morte espiatoria sulla croce (1 Corinzi 15:3-4).
É in questi insegnamenti che questo vangelo (il Corano) viene smentito dal Nuovo Testamento dei cristiani, invalidando totalmente la sua premessa, in Galati infatti 1:8 leggiamo:
Il Corano predica un vangelo diverso da quello degli apostoli, predica un Gesù diverso, un messaggio ritenuto dall'apostolo Giovanni Anti-Cristo, infatti leggiamo:
La negazione della divinità di Gesù e della sua morte espiatoria contraddice punti centrali della fede cristiana, collocando il messaggio dell'angelo che ha parlato a Maometto in una narrativa Anti-Cristo.
In conclusione, l'Islam nega che Gesù è venuto in carne? Si, lo nega.
L'Islam nega che Gesù sia il figlio di Dio? Si, lo nega.
L'Islam quindi porta un messaggio o vangelo diverso (Galati 1:8) da quello che hanno insegnato gli Apostoli? Si, insegna un Gesù diverso.
Ne consegue che, dalla prospettiva cristiana, il Corano non è un vangelo dato da Dio o da un Angelo di Dio, perchè contraddice i vangeli sulla divinità di Cristo e nonostante cerchi di legittimarsi attraverso i libri degli Ebrei e dei Cristiani (VT e NT) è da ritenersi invalido.
Ecco perchè:
I musulmani legittimano il loro vangelo (il Corano) grazie alla Bibbia, infatti una delle più importanti scritture del Nuovo Testamento che usano per legittimarsi è questa:
ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto. — Giovanni 14:26
Secondo l’interpretazione islamica, il "Consolatore" (o Paracleto) non sarebbe lo Spirito Santo, ma Maometto, inviato come successore di Gesù per completare e correggere il messaggio divino.
Il versetto coranico Sura 10:94 inoltre, invita Maometto a consultare i "popoli del Libro" (ebrei 🕎 e cristiani ✝️) per confermare la verità del Corano, suggerendo un riconoscimento dell’autorità delle Scritture, nella Sura 10:94 infatti si legge:
Se tu, o Messaggeroالرّسول, sei confuso e indeciso riguardo la verità del Corano القرآن che ti abbiamo rivelato, chiedi agli Ebrei اليهود credenti che leggono la Torāh التّوراه , e ai Nazareniالنّصارا che leggono il Vangeloالإنجيل; essi ti informeranno che ciò che ti è stato rivelato è verità, per le indicazioni che essi riconoscono nei loro Libri. Ti è giunta, da parte del tuo Dio, la verità sulla quale non vi è alcun dubbio: non essere tra coloro che dubitano.
La storia Musulmana narra che Maometto ha ricevuto il vangelo (Corano) da un Angelo (Arcangelo Gabriele) che tuttavia insegna a Maometto un Gesù diverso da quello del vangelo degli Apostoli:
- Gesù (Isa) è un profeta importante, nato dalla vergine Maria (Sura 3:45-47), ma non è il Figlio di Dio né parte di una Trinità (Sura 4:171, 5:116).
- La crocifissione di Gesù è negata: il Corano afferma che non fu crocifisso, ma che "sembrò così" (Sura 4:157), suggerendo una sostituzione o un’illusione.
Queste affermazioni contrastano con il cuore della fede cristiana, che proclama l’incarnazione (Giovanni 1:14), la divinità di Cristo e la sua morte espiatoria sulla croce (1 Corinzi 15:3-4).
É in questi insegnamenti che questo vangelo (il Corano) viene smentito dal Nuovo Testamento dei cristiani, invalidando totalmente la sua premessa, in Galati infatti 1:8 leggiamo:
Ma anche se noi o un angelo dal cielo vi predicasse un evangelo diverso da quello che vi abbiamo annunziato, sia maledetto. — Galati 1:8
Il Corano predica un vangelo diverso da quello degli apostoli, predica un Gesù diverso, un messaggio ritenuto dall'apostolo Giovanni Anti-Cristo, infatti leggiamo:
Chi è il menzognero, se non colui che nega che Gesù è il Cristo? Questi è l’anticristo: colui che nega il Padre e il Figlio. Chiunque nega il Figlio, non ha neanche il Padre. — 1 Giovanni 2:22-23
Da questo potete riconoscere lo spirito di Dio: ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell'anticristo che, come avete udito, viene, anzi è gia nel mondo. — 1 Giovanni 4:2-3
La negazione della divinità di Gesù e della sua morte espiatoria contraddice punti centrali della fede cristiana, collocando il messaggio dell'angelo che ha parlato a Maometto in una narrativa Anti-Cristo.
Se infatti il primo venuto vi predica un Gesù diverso da quello che vi abbiamo predicato noi o se si tratta di ricevere uno spirito diverso da quello che avete ricevuto o un altro vangelo che non avete ancora sentito, voi siete ben disposti ad accettarlo. — 2 Corinti 11:4
In conclusione, l'Islam nega che Gesù è venuto in carne? Si, lo nega.
L'Islam nega che Gesù sia il figlio di Dio? Si, lo nega.
L'Islam quindi porta un messaggio o vangelo diverso (Galati 1:8) da quello che hanno insegnato gli Apostoli? Si, insegna un Gesù diverso.
Ne consegue che, dalla prospettiva cristiana, il Corano non è un vangelo dato da Dio o da un Angelo di Dio, perchè contraddice i vangeli sulla divinità di Cristo e nonostante cerchi di legittimarsi attraverso i libri degli Ebrei e dei Cristiani (VT e NT) è da ritenersi invalido.
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