Regno Millenario
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Testimone di Cristo annunciante il suo Regno
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QUANDO SARÁ RISTABILITO IL REGNO DI ISRAELE?

Così quelli che erano riuniti assieme lo interrogarono, dicendo:

«Signore, è in questo tempo che ristabilirai il regno a Israele?».

Ma egli disse loro: «Non sta a voi di sapere i tempi e i momenti adatti, che il Padre ha stabilito di sua propria autorità.

— Atti 1:6-11


La domanda dei discepoli

«Signore, è in questo tempo che ristabilirai il regno a Israele?»

Essi non dubitano che il regno sarà ristabilito: usano il verbo ἀποκαθίστημι (apokathistēmi), che significa “ristabilire, restaurare completamente”, lo stesso usato nella profezia di Amos 9:11 (citata in Atti 15:16) e in altri contesti di restaurazione nazionale e messianica.

La loro domanda presuppone la certezza del fatto; chiedono solo il “quando”.

La risposta di Gesù

«Non sta a voi di sapere i tempi e i momenti che il Padre ha posto nella sua propria autorità.»

Gesù non corregge la loro aspettativa di un regno ristabilito a Israele.

Non dice:

«No, vi sbagliate, non ci sarà alcun regno per Israele», né: «Il regno è solo spirituale».

Invece, sposta l’attenzione dal “quando” al “cosa fare ora”:

«Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni… fino all’estremità della terra» (v. 8).


In altre parole: Il regno verrà ristabilito (conferma implicita della domanda).

Il tempo preciso non è affare loro (né nostro).

Nel frattempo, la priorità è la missione: testimonianza fino agli estremi confini della terra, in attesa del ritorno del Re.
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Ora vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli — Matteo 8:10-11


Qui Gesù ci dà una breve descrizione di come sarà il suo Regno con sede in cielo e amministrazione terrena (si descrive una mensa dove uomini che vengono da oriente e occidente siedono per mangiare e bere a mensa con gli uomini risorti patriarchi di Israele).
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LO SCONTRO TRA L'ARCANGELO MICHELE 🪽E IL PRINCIPE DEMONIACO 😈 DI PERSIA

Avete mai sentito parlare della notte in cui Michele scese per affrontare il Principe di Persia?

Non era una leggenda.

Non era una visione.

Fu una battaglia nel regno invisibile, combattuta non con spade umane, ma con l'autorità del cielo.

Il profeta Daniele aveva pregato.
Attese una parola da Dio, ma non arrivò alcuna risposta.

Per 21 giorni, Gabriele era stato inviato con il messaggio, ma qualcosa si frapponeva sulla sua strada (Daniele 10:13).

Una forza oscura che governava la Persia, un principato, un principe demoniaco la cui missione era bloccare la volontà di Dio e controllare le nazioni.

Nessun angelo poteva sfondare.
Nessun miracolo poteva passare.

I cieli erano in guerra finché Dio non mandò Michele, l'arcangelo, il guardiano di Israele, il guerriero del cielo.

Discese come un fulmine ⚡️, e quando il principe di Persia sentì la sua presenza, tremò.

Michele, radioso di potere divino, parlò solo una volta.

"Oseresti ostacolare il messaggio dell'Altissimo?"

In quel momento, la resistenza demoniaca si spezzò.

Con un colpo, Michele spezzò il blocco. Le potenze delle tenebre fuggirono e Gabriele, ora libero, trasmise il messaggio a Daniele.

Ciò che vediamo sulla terra è solo metà della storia, perché quando il proposito di Dio viene respinto, Egli invia il Suo Potente.
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TRASFIGURAZIONE O APERTURE DI PORTALI SPAZIO TEMPORALI?

Mosè nell'Esodo salì su un monte e vide Dio.

📖 Esodo 24:12, 33:11 — 12 Poi l'Eterno disse a Mosè: «Sali da me sul monte e rimani là; 11 Così l'Eterno parlava con Mosè faccia a faccia, come un uomo parla col proprio amico; poi Mosè tornava all'accampamento.


Elia salì su un monte e vide Dio.

📖 1 Re 19:11 — DIO gli disse: «Esci e fermati sul monte davanti all'Eterno». Ed ecco, passava l'Eterno.”


Durante la Trasfigurazione, Gesù parlava con Mosè ed Elia, il che può significare che esisteva al di fuori del concetto di tempo e stava comunicando con Mosè ed Elia nel loro tempo, così come anche loro lo videro e comunicavano nel loro. La scrittura infatti dice che i due conversavano con Gesù, non conversavano con Gesù e tra di loro a indicare che i due potevano trovarsi in momenti diversi della storia.

📖 Marco 9:2-10 — 2 Sei giorni dopo Gesú prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse in disparte, essi soli, sopra un alto monte; e fu trasfigurato davanti a loro. 3 E le sue vesti divennero risplendenti e bianchissime, come neve, piú bianche di ciò che potrebbe fare alcun lavandaio sulla terra. 4 Ed apparve loro Elia con Mosè, i quali conversavano con Gesú.


Dio vive al di fuori dello spazio tempo ecco perchè disse anche:

«In verità, in verità io vi dico: Prima che Abraamo fosse nato, io sono». — Giovanni 8:58 📖


Per Dio tutto accade simultaneamente.

"Io sono il Dio di Abraamo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe"? Egli non è il Dio dei morti, ma dei vivi». — Matteo 22:31-32 📖

Una cosa però non dovete perdere di vista, carissimi: davanti al Signore un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno solo. — 2 Pietro 3:8 📖

Io sono l'Alfa e l'Omega, il principio e la fine, il primo e l'ultimo». — Apocalisse 22:13 📖
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PROFEZIA DEGLI ULTIMI TEMPI SU (ELAM) MODERNO IRAN 🇮🇷

35 «Cosí dice l'Eterno degli eserciti: Ecco, io spezzerò l'arma per lanciare di Elam, il nerbo della sua forza.

36 Io farò venire contro Elam i quattro venti dalle quattro estremità del cielo; li disperderò a tutti quei venti e non ci sarà nazione dove non giungano i fuggiaschi di Elam.

37 Renderò gli Elamiti spaventati davanti ai loro nemici e davanti a quelli che cercano la loro vita; farò venire su di loro la calamità, la mia ira ardente», dice l'Eterno. «Manderò dietro di loro la spada finché non li avrò consumati.

38 Porrò quindi il mio trono in Elam e ne farò perire i re e i principi», dice l'Eterno.

39 «Ma negli ultimi giorni avverrà che farò ritornare Elam dalla cattività», dice l'Eterno.

— Geremia 49:35
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DONI DI PROFEZIA - METTERE ALLA PROVA GLI SPIRITI DI PROFEZIA

Un paio di anni fa, Dio rivelò ad una persona di possedere il dono della profezia, ovvero la capacità di udire la voce di Dio.

Il dono di profezia è un dono che Dio offre a tutti, ma che spesso rimane inespresso a causa della mancanza di fede e di comprensione.

"Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono" —Giovanni 10:27

"Negli ultimi giorni, dice Dio, io spanderò il mio Spirito su ogni persona; i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno…" — Atti 2:17


Man mano che imparava a conoscere questo dono, iniziò a dialogare costantemente con Dio, dando per scontato che la voce che le rispondeva nella mente fosse sempre la Sua.

Un giorno, però, il nemico tentò di causarle grande dolore.

Avendo notato che ascoltava ciecamente la voce nella sua testa senza verificare la sua origine, l’avversario approfittò della situazione

La Scrittura avverte infatti:

«Carissimi, non credete a ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti per vedere se provengono da Dio, perché molti falsi profeti sono usciti nel mondo» — 1 Giovanni 4:1


Anche i padri della chiesa come Tertulliano avvertivano al riguardo:

Inoltre, se gli stregoni evocano fantasmi e fanno persino apparire quelle che sembrano le anime dei morti; se mettono a morte dei ragazzi per ottenere una risposta dall'oracolo; se, con le loro illusioni giocoliere, fingono di compiere vari miracoli; se instillano sogni nella mente delle persone per il potere degli angeli e dei demoni il cui aiuto hanno invocato, per la cui influenza anche capre e tavoli (antiche tavole Ouija) vengono usati per divinare, quanto più probabile è questo potere del male...

Lo spirito maligno, indotto a parlare da un seguace di Cristo, confesserà altrettanto facilmente di essere un demone." — Apologia 23, Tertulliano, 190-210 d.C.


Quando tutto crollò, la persona si rivolse a Dio con rabbia:

«Perché hai permesso che accadesse?»


Dio le rispose chiaramente che, in realtà, stava ascoltando il nemico e non Lui.

Profondamente scossa, supplicò Dio di non permetterle mai più di cadere in un simile inganno e gli chiese come potesse evitarlo in futuro. Dio le concesse di imparare un’ulteriore lezione importante.

Durante un momento di preghiera, mentre chiedeva parole di conoscenza per una persona, si rese conto che qualcosa non quadrava.

Immediatamente ordinò alla voce di rivelare chi fosse il suo padrone.

La risposta fu: «Lucifero».

Un brivido gelido la attraversò.

Dio le spiegò che non aveva ancora cacciato uno spirito di rabbia e che, proprio per questo, tale spirito poteva ascoltare i suoi pensieri e fingersi Dio.

Le rivelò inoltre che alcuni demoni sono in grado di percepire certi pensieri, quanto basta per ingannare.

Da quel momento, Dio le insegnò una pratica precisa: ogni volta che si rivolge a Lui in preghiera, deve prima legare, ammutolire e ridurre al silenzio ogni voce che non proviene da Dio, compresi i propri pensieri e la propria immaginazione, nel nome di Gesù.

Successivamente, deve mettere alla prova lo spirito chiedendo:

«Chi è Gesù Cristo?».


In sessioni più recenti, mentre chiama i demoni a manifestarsi per interrogarli e scoprire quali diritti legali abbiano per rimanere, questi rivelano di nutrirsi di pensieri come quelli di inutilità e di scarso valore.

Questo ha rafforzato in lei la consapevolezza di quanto sia importante pregare per discernimento, saggezza e verità.

Dio mette in guardia dai falsi profeti proprio perché molti ascoltano voci che non provengono da Lui.
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Tutti gli uomini vogliono diventare Dio.

Ma solo un Dio ha voluto diventare uomo.

Per te.
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Io ero morto, ma ora vivo per sempre e ho le chiavi sopra la morte e sopra l'Ades.

— Apocalisse 1:18
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Inoltre, conducete qui i miei nemici, che non hanno voluto che io regnassi su di loro e uccideteli alla mia presenza".

📖 — Luca 19:27


Il tempo della misericordia non è un tempo infinito.

Poi arriva il tempo del giudizio.
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In Australia 🇦🇺 sul fiume Swan di Perth questo venerdi santo mille persone hanno chiesto di sigillarsi a Gesù Cristo con il battesimo in acqua come non accadeva dagli anni '50
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FIRMAMENTO O DISTESA: È LA SCIENZA CHE CI INGANNA O SONO LE TRADUZIONI APPROSSIMATIVE?

Poi Dio disse: «Ci sia una distesa tra le acque, che separi le acque dalle acque». E Dio fece la distesa e separò le acque che erano sotto la distesa dalle acque che erano sopra la distesa. E cosí fu. — Genesi 1:6-7


Il termine ebraico per distesa è רָקִיעַ (raqîaʽ), dal verbo רָקַע (raqaʽ) che significa “martellare”, “battere” o “stendere” il metallo in lamine sottili e ampie (come fa l’orafo con l’oro).

Esempi biblici: Esodo 39:3, Numeri 16:39, Isaia 40:19 e Giobbe 37:18 («Hai disteso con lui i cieli, solidi come uno specchio di metallo fuso?»).

In Genesi 1:6-8 Dio crea il raqîaʽ proprio per separare le acque inferiori da quelle superiori, e lo chiama שָׁמַיִם (shamayim = cieli).

Non si tratta di una cupola rigida o di una barriera solida (idea nata nella traduzione greca στερέωμα stereōma e dal latino firmamentum), ma di una distesa, un’espansione o una superficie stesa.

Gli uccelli volano «sulla faccia del raqîaʽ dei cieli» (Gen 1:20) e il Sole, la Luna e le stelle sono posti «nella distesa dei cieli» (Gen 1:14-17), questo non significa che sono “incastonati” in una struttura dura, ma indica solo che la loro luce è presente o passa attraverso questa distesa, al di là di dove sono realmente posizionati.

Per questo molti studiosi e traduttori moderni preferiscono rendere raqîaʽ con “distesa” o “espansione”, evitando del tutto l’idea di rigidità. Anche la Bibbia Nuova Riveduta traduce correttamente con “distesa”.

Il raqîaʽ descritto da Mosè è quindi una distesa con sopra uno strato sottile e trasparente di acqua vaporosa (cateratte del cielo) che avvolge completamente la terra come un grande oceano celeste.

È proprio quest’acqua superiore che, al tempo del Diluvio, venne fatta scendere sulla terra formando oceani e continenti, in quanto l'acqua prima era concentrata in un unico punto, come spiega Genesi 1:9:

Poi Dio disse: «le acque che sono sotto il cielo siano raccolte in un unico luogo, e appaia l'asciutto». E così fu. — Genesi 1:9


Se il raqîa fosse stata una vera cupola fissa impenetrabile — come cerca di fare intendere la parole male tradotta "firmamento" — allora l’acqua sopra di essa non avrebbe mai potuto raggiungere la Terra, essa come contro uno scudo sarebbe rimasta bloccata o avrebbe deviato altrove nello spazio. Invece le “cateratte del cielo” si aprirono e l’acqua attraversò la distesa celeste (raqîa) per depositarsi sulla superficie terrestre.

in quel giorno tutte le fonti del grande abisso eruppero e le cateratte del cielo si aprirono. —Genesi 7:11


Se l'acqua può passare attraverso questa distesa allora molte altre cose possono farlo.
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LA PORTA EST (ORIENTALE) DI GERUSALEMME (O PORTA D'ORO) DOVE GESÚ FECE IL SUO PRIMO INGRESSO 🫏🌴🌿 CHE DEVE RIMANERE CHIUSA FINO AL SUO RITORNO PER IL SUO SECONDO INGRESSO 👑

I Vangeli descrivono con grande vivacità l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, noto ai cristiani come Domenica delle Palme (Matteo 21:1-11; Marco 11:1-11; Luca 19:28-44; Giovanni 12:12-16).

Provenendo dal Monte degli Ulivi, a est della città, Gesù entrò cavalcando un asino, in perfetto adempimento della profezia di Zaccaria 9:9:

«Ecco, il tuo re viene a te, giusto e vittorioso, umile, cavalcando un asino».


La folla lo accolse con rami di palma e grida di «Osanna!», riconoscendolo come il Messia promesso.

Gesù entrò nella città e nell’area del Monte del Tempio proprio attraverso una porta situata sul lato orientale delle mura: nello stesso punto in cui oggi si trova la Porta Orientale, detta anche Porta d’Oro o Porta della Misericordia.

Questa porta rappresentava l’accesso più diretto dal Monte degli Ulivi al Tempio. Si tratta quindi del suo primo ingresso trionfale a Gerusalemme.

La profezia che annuncia la chiusura della porta

Molti cristiani collegano questo evento alla visione del profeta Ezechiele (capitolo 44), scritta circa 600 anni prima di Cristo:

«Poi l’uomo mi riportò verso la porta esterna del santuario, quella che guarda a oriente, ed essa era chiusa. Il Signore mi disse: “Questa porta rimarrà chiusa. Non dovrà essere aperta; nessuno potrà entrarvi. Rimarrà chiusa perché il Signore, il Dio d’Israele, è entrato per essa”.» — Ezechiele 44:1-2


Secondo questa interpretazione, dopo che Gesù era entrato attraverso quella porta, essa avrebbe dovuto rimanere chiusa fino al Suo ritorno.

La chiusura storica della porta

Nel 1540-1541 d.C., il sultano ☪️ ottomano Solimano il Magnifico fece sigillare completamente la porta con blocchi di pietra.

Secondo la tradizione, fece inoltre collocare un cimitero proprio di fronte ad essa, per rendere impura l’area agli occhi di un possibile Messia ebreo (che avrebbe evitato di passare su tombe).

Da allora la Porta Orientale è rimasta chiusa per quasi 500 anni ed è l’unica porta sigillata delle mura della Città Vecchia di Gerusalemme. Molti credenti vedono in questa chiusura un sorprendente adempimento della profezia di Ezechiele, avvenuto secoli dopo che era stata pronunciata.

Il ritorno di Gesù e la riapertura della porta

La Bibbia collega questo luogo (Porta Est/Monte degli Ulivi) anche alla Seconda Venuta di Cristo.

In Zaccaria 14:4 si legge:

«In quel giorno i suoi piedi si poseranno sul Monte degli Ulivi, che sta di fronte a Gerusalemme verso oriente, e il Monte degli Ulivi si spaccherà in due da oriente a occidente…»


Da lì, molti credono che Gesù entrerà di nuovo trionfalmente a Gerusalemme come Re dei re, spezzando a metà la porta con i blocchi posti dal Sultano ☪️ e spazzando via il suo cimitero.

Sarà un ingresso simile a quello della Domenica delle Palme, ma infinitamente più glorioso: questa volta non su un umile asino, bensì su un cavallo bianco (come descritto in Apocalisse 19), con potenza e grande maestà.

Anche la tradizione ebraica afferma che il Messia entrerà a Gerusalemme proprio attraverso questa porta, provenendo da oriente.
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SIGNIFICATO SIMBOLICO DI PORGERE L'ALTRA GUANCIA

I Vangeli non specificano esplicitamente se lo schiaffo dato a Gesù sia avvenuto con il palmo o con il dorso della mano. Tuttavia, il contesto storico e culturale suggerisce fortemente che si sia trattato di un gesto umiliante, spesso identificato dagli esegeti come un colpo con il dorso della mano (o "manrovescio")

Uno schiaffo con il dorso della mano (manrovescio) sulla guancia destra era il modo tipico con cui un superiore umiliava un inferiore: uno schiavo, un servo, un suddito, una persona di classe inferiore.

Era un insulto che affermava:

«Tu sei sotto di me, non meriti nemmeno che ti colpisca “da uomo a uomo”».


Uno schiaffo con il palmo della mano sulla guancia sinistra, invece, era lo schiaffo tra pari (due uomini liberi, due uguali).

Se qualcuno ti dà un manrovescio sulla guancia destra per umiliarti, porgere l’altra guancia (la sinistra) significa:

- Costringere l’aggressore a colpirti di nuovo, ma questa volta con il palmo, cioè da pari a pari.

- Rifiutare il ruolo di “inferiore” che ti è stato imposto.

- Mettere l’altro in una posizione scomoda: o ti colpisce come un uguale (riconoscendo implicitamente la tua dignità), oppure deve fermarsi, perché continuare con il dorso della mano diventerebbe ridicolo o impossibile senza “sporcarsi le mani” (metaforicamente e letteralmente).


È quindi un atto di resistenza creativa: non restituisci il colpo (non cadi nella spirale occhio-per-occhio), ma disarmi moralmente l’aggressore, lo metti di fronte alla propria violenza e gli togli il potere di definirti “inferiore”.

È una provocazione che espone l’ingiustizia senza diventare ingiusti a propria volta.

Gesù lo inserisce nel Discorso della Montagna, dove ribalta la logica della vendetta (“occhio per occhio” era già un limite alla vendetta eccessiva) e propone una via superiore: non opporti al malvagio con la stessa moneta, ma supera il male con un’azione che rivela la verità.
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Ma se la sentinella vede venire la spada e non suona la tromba e il popolo non è avvertito, e la spada giunge e sorprende qualcuno, questi sarà ucciso per la sua iniquità; ma io domanderò conto del suo sangue alla sentinella.

— Ezechiele 33:6 📖
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